Nebido®

Grünenthal Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Testosteroni undecanoas.

Sostanze ausiliarie

2.0 g Benzylis benzoas, ricini oleum raffinatum, ad solutionem pro 4 ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile i.m.

Un flaconcino con 4 ml di soluzione iniettabile contiene 1000 mg di testosterone undecanoato (corrispondente a 631,5 mg di testosterone) (250 mg di testosterone undecanoato per ml).

La soluzione iniettabile è limpida, incolore a bruno-giallastra e oleosa.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Terapia sostitutiva con testosterone in caso di ipogonadismo primario e secondario dell'uomo.

Posologia/Impiego

1 flaconcino di Nebido (corrispondente a 1000 mg di testosterone undecanoato) va iniettato ogni 10-14 settimane. Questa frequenza di iniezioni determina concentrazioni ematiche di testosterone sufficientemente elevate e in genere non comporta alcun accumulo.

L'iniezione deve essere somministrata molto lentamente. Nebido deve essere iniettato esclusivamente per via intramuscolare. In particolare, va assolutamente evitata un'iniezione intravasale.

Inizio del trattamento

Prima di iniziare il trattamento occorre tra l'altro determinare i livelli sierici di testosterone (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Il primo intervallo fra le iniezioni può essere ridotto a un minimo di 6 settimane. Con questa dose iniziale vengono raggiunte molto rapidamente concentrazioni di stato stazionario.

Intervalli terapeutici

Al termine di un intervallo fra le iniezioni, si raccomanda di determinare la concentrazione sierica di testosterone. A causa della variabilità dei risultati di laboratorio, tutte le analisi del testosterone devono essere eseguite sempre nello stesso laboratorio.

Concentrazioni sieriche inferiori ai valori di riferimento indicano che l'intervallo fra le iniezioni può essere accorciato. In presenza di concentrazioni sieriche troppo elevate occorre prendere in considerazione e un prolungamento degli intervalli tra le iniezioni. L'intervallo tra le singole iniezioni deve rimanere all'incirca di 10-14 settimane.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti pediatrici

Non sono stati condotti studi clinici con Nebido in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. Nebido non è indicato in bambini e adolescenti prima della pubertà (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti anziani

I limitati dati disponibili non fanno supporre la necessità di un aggiustamento posologico nei pazienti anziani.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica

Non sono stati condotti studi sull'efficacia e sulla sicurezza di Nebido nei pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica. Nebido è controindicato nei pazienti con tumore epatico pregresso o attuale.

Controindicazioni

·Carcinoma della prostata dipendente dagli androgeni

·Carcinoma mammario dell'uomo

·Ipercalcemia in presenza di tumori maligni

·Tumore epatico pregresso o attuale

·Sesso femminile

·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie

Avvertenze e misure precauzionali

Nebido può essere usato esclusivamente in caso di ipogonadismo (ipogonadotropo o ipergonadotropo) documentato e dopo aver escluso altre possibili cause della sintomatologia. La carenza di testosterone deve essere diagnosticata con certezza sulla base dei sintomi clinici (regressione dei caratteri sessuali secondari, alterazione della corporatura, astenia, riduzione della libido, disfunzione erettile ecc.) e confermata da due misurazioni separate dei livelli sierici del testosterone.

Le soluzioni oleose come Nebido devono essere iniettate esclusivamente per via intramuscolare e solo molto lentamente. L'iniezione deve essere praticata in profondità nel muscolo gluteo.

Una microembolia polmonare, che può comparire in casi rari durante o immediatamente dopo l'iniezione di soluzioni oleose, è stata osservata anche con la somministrazione di Nebido, sia negli studi clinici sia dopo la sua introduzione sul mercato. Una tale microembolia può causare i sintomi seguenti: malessere, tosse, dispnea, iperidrosi, dolori toracici, capogiri, parestesie o sincope. Queste reazioni sono reversibili. Il paziente deve pertanto essere tenuto sotto osservazione durante e immediatamente dopo ogni iniezione, al fine di poter individuare tempestivamente eventuali segni e sintomi di microembolia polmonare causata da soluzioni oleose.

Il trattamento è sintomatico, p.es. mediante somministrazione supplementare di ossigeno.

Iperplasia e carcinoma della prostata

I pazienti trattati con androgeni possono presentare un rischio maggiore di sviluppare un'iperplasia prostatica. I dati sul rischio di carcinoma della prostata in associazione con una terapia a base di testosterone non consentono di formulare conclusioni certe su un'eventuale relazione causale. Gli androgeni possono tuttavia accelerare la crescita di un carcinoma della prostata già presente. Per questo motivo, prima di iniziare il trattamento con testosterone tutti i pazienti devono essere esaminati accuratamente per escludere l'eventuale presenza di un carcinoma della prostata.

Durante la terapia con testosterone occorre eseguire regolarmente (almeno una volta all'anno) un controllo della prostata e della ghiandola mammaria con l'uso dei metodi attualmente consolidati (esplorazione rettale digitale e controllo dell'antigene prostatico specifico PSA). Nei pazienti ipogonadici di età superiore ai 40 anni e nei pazienti a rischio (con fattori di rischio di tipo clinico o familiare) si raccomanda un controllo regolare trimestrale nel primo anno e, successivamente, annuale.

Malattie in cui è necessario usare particolare attenzione

È necessario usare prudenza nei pazienti con predisposizione alla formazione di edemi (p.es. in presenza di insufficienza cardiaca, epatica o renale o cardiopatia coronarica) – il trattamento con androgeni può causare un aumento della ritenzione di sodio e liquidi – e nei pazienti che soffrono di emicrania o epilessia. Se compaiono edemi marcati, con o senza insufficienza cardiaca congestizia, occorre interrompere immediatamente il trattamento.

Nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa, Nebido va usato solo con cautela, perché il testosterone può far salire la pressione arteriosa.

Monitoraggio del trattamento

Nella terapia a lungo termine con androgeni si devono controllare regolarmente i valori dell'emoglobina e dell'ematocrito, al fine di riconoscere eventuali segni di policitemia. In caso di aumento dell'ematocrito può essere necessario ridurre la dose di testosterone o eventualmente interrompere la terapia.

Inoltre, nei pazienti in terapia a lungo termine con androgeni occorre controllare regolarmente anche i parametri di funzionalità epatica e il profilo lipidico. Le variazioni del profilo lipidico possono rendere necessaria una riduzione della dose.

Disturbi del metabolismo del calcio in caso di malattie tumorali.

Nei pazienti affetti da neoplasie maligne con rischio di ipercalcemia e ipercalciuria dovuto alla presenza di metastasi ossee si dovrebbe usare cautela nell'uso di preparati con testosterone. In questi pazienti si raccomanda di controllare regolarmente la concentrazione di calcio nel siero.

Priapismo

Occorre informare il paziente sulla possibilità che si manifesti priapismo che può causare danni irreversibili al pene e rendere necessaria una terapia d'urgenza da parte dell'urologo.

Eventi tromboembolici

Dopo l'omologazione del medicamento sono stati notificati eventi tromboembolici venosi in pazienti affetti da trombofilia in terapia con testosterone (sia negli studi sia nel processo di sorveglianza del mercato). Specialmente l'incremento dell'ematocrito può aumentare il rischio di eventi tromboembolici. È necessaria, quindi, cautela soprattutto nell'impiego di testosterone nei pazienti con trombofilia. I pazienti devono essere informati sui possibili sintomi di un evento tromboembolico (p.es. dolori, sensazione di calore e/o eritema a un'estremità, dispnea). Se si sospetta un evento tromboembolico, si deve interrompere la terapia con Nebido, eseguire appropriati esami diagnostici e istituire una terapia adeguata.

Sovradosaggio e abuso

Determinati sintomi clinici quali irritabilità, nervosismo, aumento di peso, erezioni di durata o frequenza eccessivamente elevate possono indicare dei livelli sierici di testosterone troppo elevatie rendere necessario un aggiustamento della dose. Il paziente deve essere informato su questi possibili sintomi.

L'abuso di androgeni per aumentare le prestazioni sportive comporta seri rischi per la salute (fino all'esito letale) e deve essere assolutamente sconsigliato.

Il Testosterone è oggetto di abuso, tipicamente a dosi superiori a quelle raccomandate per l'indicazione omologata e/o in combinazione con altri steroidi anabolici. L'abuso di testosterone e di altri steroidi anabolici può causare effetti indesiderati gravi, compresi eventi cardiovascolari (in alcuni casi con esito letale), epatici e/o psichiatrici. In generale ci si deve attendere un l'aumento della comparsa degli effetti elencati in «Effetti indesiderati».

L'abuso di testosterone può inoltre portare alla dipendenza e a sintomi di astinenza (p.es. sintomi depressivi) in caso di riduzione significativa della dose o brusca interruzione dell'uso.

Gli sportivi devono essere informati del fatto che questo medicamento contiene un principio attivo (testosterone) che può produrre risultati positivi ai controlli antidoping.

Ulteriori misure precauzionali

Reazioni di ipersensibilità: in seguito all'iniezione di Nebido sono stati riportati casi di reazioni anafilattiche. Non è stato accertato se tali effetti siano correlati alla somministrazione di Nebido.

Rischio di emorragie: in generale i pazienti con disturbi della coagulazione congeniti o acquisiti non devono ricevere iniezioni intramuscolari a causa del rischio di emorragie. Questa avvertenza vale soprattutto per i pazienti trattati con anticoagulanti, perché il testosterone può potenziare l'effetto degli anticoagulanti orali di tipo cumarinico (cfr. «Interazioni»).

Apnea notturna: un'eventuale apnea notturna già presente può essere potenziata, in particolare nei pazienti a rischio affetti da obesità o malattie croniche delle vie respiratorie.

Metabolismo del glucosio: nei pazienti che grazie alla terapia sostitutiva con testosterone raggiungono livelli plasmatici di testosterone nella norma è possibile che la sensibilità all'insulina migliori. Potrebbe quindi essere necessario ridurre il dosaggio dei medicamenti antidiabetici.

Tumori epatici: in seguito all'uso di principi attivi ormonali come gli androgeni, sono stati osservati tumori epatici benigni e (molto raramente) maligni, che in singoli casi hanno causato emorragie intraddominali potenzialmente letali. Se si compaiono forti dolori epigastrici, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragia intraddominale, nella diagnosi differenziale deve essere presa in considerazione la possibilità di un tumore epatico.

Fertilità: adosi piú elevate di testosterone, soprattutto in caso di uso prolungato, l'eventuale soppressione della secrezione ipofisaria di FSH può causare disturbi della spermatogenesi associati a oligospermia e riduzione del volume dell'eiaculato, nonché riduzione delle dimensioni dei testicoli.

Pazienti anziani: al momento non vi è ancora consenso in merito ai valori di riferimento del testosterone specifici per età. Si deve comunque tener presente ch i livelli sierici di testosterone nel siero diminuiscono fisiologicamente con l'avanzare dell'età.

Pazienti pediatrici: Nebido non ha alcuna indicazione nei bambini. Oltre alla virilizzazione, il testosterone può causare nei bambini anche un'accelerazione dell'accresimento e della maturazione ossea, nonché una saldatura epifisaria precoce e, di conseguenza, una riduzione della statura finale. Va tenuta presente anche la possibilità che si manifesti acne.

Donne: Nebido non deve essere usato nelle donne a causa del suo effetto virilizzante. I segni di una possibile virilizzazione sono acne, irsutismo, disfonia e aumento delle dimensioni del clitoride.

Questo medicamento contiene 2 g di benzoato di benzile per unità di dosaggio (4 ml), corrispondenti a 500 mg/ml.

Interazioni

Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica del testosterone

Induttori enzimatici: i medicamenti che inducono gli enzimi microsomiali (p.es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e preparati dell'iperico) possono aumentare la clearance del testosterone.

Inibitori enzimatici: Al contrario, quando si somministrano in concomitanza potenti inibitori degli enzimi CYP450 (p.es. antimicotici azolici, macrolidi), il metabolismo del testosterone può risultare ridotto, con possibile conseguente potenziamento degli effetti desiderati e indesiderati.

Influsso degli androgeni sulla farmacocinetica di altri medicamenti

Gli androgeni possono influenzare l'effetto di altri medicamenti, alterandone le concentrazioni plasmatiche e tissutali.

Interazioni farmacodinamiche

Anticoagulanti orali

L'effetto degli anticoagulanti di tipo cumarinico può essere influenzato (tendenziale potenziamento) da alterazione della sintesi dei fattori della coagulazione nel fegato. Durante e fino a 8 giorni dopo la conclusione del trattamento con Nebido e fino a 8 giorni dopo la sua conclusione si raccomanda di controllare più frequentemente l'INR ed eventualmente aggiustare la dose dell'anticoagulante orale.

Corticosteroidi e ACTH

La somministrazione di testosterone in concomitanza con corticosteroidi o ACTH può aumentare il rischio di edemi. Una combinazione di questo tipo deve pertanto essere usata solo con cautela, soprattutto in pazienti con insufficienza cardiaca o renale o con affezioni epatiche importanti.

Insulina e altri farmaci antidiabetici

Gli androgeni possono migliorare la tolleranza al glucosio e ridurre il fabbisogno di insulina o di altri farmaci antidiabetici nei pazienti diabetici (vedere «Avvertenze e precauzioni»). I pazienti affetti da diabete mellito devono pertanto essere monitorati con particolare attenzione all'inizio o alla fine del trattamento, nonché a intervalli regolari durante il trattamento con Nebido.

L'uso concomitante di una terapia sostitutiva con testosterone e di inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT-2) è stato associato a un aumento del rischio di eritrocitosi. Poiché entrambe le sostanze possono aumentare il valore dell'ematocrito indipendentemente l'una dall'altra, è possibile un effetto cumulativo. Nei pazienti sottoposti a entrambi i trattamenti, si raccomanda il monitoraggio dei valori dell'ematocrito e dell'emoglobina.

Gravidanza, allattamento

Nebido va usato esclusivamente nell'uomo.

Non sono stati condotti studi clinici con somministrazione di questo medicamento nelle donne. Il testosterone non deve essere in alcun caso somministrato a donne in gravidanza o in allattamento.

Fertilità

Una terapia sostitutiva con testosterone può ridurre reversibilmente la spermatogenesi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Per quanto noto, il testosterone non ha alcun effetto negativo sull'attenzione e sulla capacità di concentrazione. Si deve tuttavia tener presente che Nebido può causare effetti indesiderati quali stordimento, agitazione e capogiri, che in alcune circostanze possono compromettere la capacità di condurre un veicolo (soprattutto all'inizio del trattamento).

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti durante il trattamento con Nebido sono acne e dolori nel sito di iniezione.

Di seguito vengono elencati gli effetti indesiderati osservati nel corso di sei studi clinici (N=422) e dopo l'introduzione sul mercato, associati a un trattamento con Nebido e per i quali non va esclusa una correlazione causale.

Comune: ≥1/100 e < 1/10

Non comune: ≥1/1000 e < 1/100

Raro: ≥1/10'000 e < 1/1000

Molto raro: < 1/10'000

Neoplasie benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Non comune: carcinoma in situ della prostata.

Raro: carcinoma della prostata.

Infezioni e infestazioni

Non comune: bronchite, sinusite.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: policitemia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni di ipersensibilità (p.es. prurito, edema angioneurotico, edema faringeo, dispnea, disturbi transitori della vista (collasso circolatorio).

In seguito all'iniezione di Nebido sono stati riportati casi di reazioni anafilattiche. Non è stato accertato se tali effetti siano correlati alla somministrazione di Nebido.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento di peso corporeo.

Non comune: aumento dell'appetito, aumento della HbA1C, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia. Nel trattamento con dosi elevate e/o per lunghi periodi di tempo: ritenzione idrica.

Raro: alterazioni elettrolitiche (ritenzione di sodio, cloruro, potassio, calcio, fosfati inorganici e acqua) nel corso di un trattamento con dosi elevate e/o per periodi di tempo prolungati.

Disturbi psichiatrici

Non comune: aumento o diminuzione della libido, agitazione, insonnia, irritabilità, disturbi emotivi, aggressività, depressione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: stordimento.

Non comune: cefalea, emicrania, tremore.

Patologie vascolari

Comune: vampate di calore.

Non comune: capogiri, aumento della pressione arteriosa, disturbi cardiovascolari.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: tosse, russamento, disfonia, dispnea.

Raro: microembolia polmonare da olio (vedere «Avvertenze e precauzioni»).

Patologie gastrointestinali

Non comune: diarrea, nausea.

Patologie epatobiliari

Non comune: alterazioni patologiche dei valori di funzionalità epatica (p.es. aspartato aminotransferasi).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: acne.

Non comune: secchezza cutanea, eritema, esantema (incluso l'esantema papuloso), prurito, iperidrosi, alopecia.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgie, mialgie, crampi muscolari, rigidità muscolo-scheletrica, stiramento muscolare, aumento della creatinfosfochinasi sierica.

Patologie renali e urinarie

Non comune: mitto ridotto, nicturia, disuria, ritenzione urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: dolori mammari, aumento del valore di PSA, anomalie alla palpazione della prostata (p.es. indurimento), iperplasia prostatica benigna.

Non comune: prostatite, dolori testicolari, indurimento del tessuto mammario, ginecomastia (eventualmente persistente), aumento dei valori di estradiolo.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: reazioni nel sito di iniezione (arrossamento, ematoma, prurito, dolore).

Non comune: stanchezza, astenia, edemi, sudorazione notturna.

Effetti di classe dei preparati del testosterone

Durante il trattamento con altri preparati contenenti testosterone, sono stati inoltre riferiti i seguenti effetti indesiderati: nervosismo, ostilità, apnea notturna, diverse reazioni cutanee (comprese seborrea ed ipertricosi), erezioni più frequenti, priapismo (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali») e, molto raramente, ittero.

Dosi di testosterone elevate causano spesso un disturbo o una riduzione reversibile della spermatogenesi, che porta a una riduzione delle dimensioni dei testicoli.

Sebbene questi effetti indesiderati non siano stati riferiti in studi clinici eseguiti con l'uso di Nebido, non si può escludere laloro comparsa .

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio, gli effetti descritti alla rubrica «Effetti indesiderati» possono aumentare di intensità.

Inoltre, in caso di sovradosaggio di steroidi androgeni anabolizzanti finalizzato al loro abuso, sono stati notificati tra l'altro anche eventi tromboembolici venosi e arteriosi, eventi indesiderati cardiaci gravi (talvolta con esito letale) e danni epatici (fino all'insufficienza epatica). È stato osservato anche un maggior numero di disturbi psichiatrici (compresi disturbi psicotici).

In caso di sovradosaggio non sono necessarie misure terapeutiche particolari, oltre a una riduzione della dose o all'interruzione della terapia. Non esiste un antidoto specifico.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

G03BA03

Meccanismo d'azione

Il testosterone undecanoato è un estere del testosterone presente naturalmente nell'organismo. La forma attiva, il testosterone, viene prodotta per scissione della catena laterale.

Il testosterone è il più importante androgeno maschile e viene prodotto soprattutto nei testicoli e, solo in minima parte, nella corteccia surrenale.

Il testosterone è responsabile del normale sviluppo dei caratteri sessuali maschili durante le fasi di sviluppo fetale, infantile precoce e puberale, nonché più tardi per il mantenimento del fenotipo maschile e delle funzioni dipendenti dagli androgeni (come la spermatogenesi e la funzione delle ghiandole sessuali accessorie). Inoltre, esercita effetti su cute, muscoli, scheletro, reni, fegato, midollo osseo e SNC.

A seconda dell'organo bersaglio, lo spettro degli effetti del testosterone è prevalentemente androgeno (p.es. su prostata, vescicole seminali, epididimo) o anabolico sul metabolismo proteico (p.es. su muscoli, ossa, ematopoiesi, reni, fegato).

In alcuni organi (p.es. ipofisi, tessuto adiposo, encefalo, ossa e cellule di Leydig), l'effetto del testosterone si fonda sulla trasformazione periferica del testosterone in estradiolo, che poi si lega ai recettori per gli estrogeni nel nucleo cellulare.

Un'insufficiente secrezione di testosterone nell'uomo porta a ipogonadismo, che è caratterizzato da basse concentrazioni sieriche di testosterone. I sintomi concomitanti comprendono sviluppo mancante o incompleto dei caratteri sessuali secondari o loro regressione, riduzione della libido, impotenza, stanchezza, umore depresso, aumento del rischio di osteoporosi, incremento del tessuto adiposo viscerale e riduzione della massa corporea magra e della forza muscolare. Gli androgeni vengono somministrati per aumentare i livelli di testosterone endogeno troppo bassi e migliorare i sintomi associati a questa condizione.

Nei pazienti ipogonadici, gli androgeni riducono la massa adiposa del corpo, aumentano la massa corporea magra e la forza muscolare e prevengono la perdita di tessuto osseo. In questi pazienti gli androgeni possono migliorare la funzionalità sessuale ed esercitare un effetto psicotropo positivo mediante miglioramento dell'umore.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

Nebido è un preparato deposito del testosterone undecanoato da somministrare per via intramuscolare, evitando così l'effetto di primo passaggio. In seguito a somministrazione intramuscolare di testosterone undecanoato in soluzione oleosa, il suo rilascio dal deposito avviene lentamente e in modo completo. Dopo il rilascio, la sostanza viene scissa quasi completamente dalle esterasi sieriche in testosterone e acido undecanoico. Già un giorno dopo l'applicazione, si può rilevare un aumento della concentrazione sierica di testosterone rispetto ai valori basali. Da 7 a 14 giorni dopo un'unica somministrazione di 1000 mg di testosterone undecanoato in pazienti ipogonadici sono stati misurati valori medi della concentrazione massima di testosterone pari a 24-45 nmol/l.

Distribuzione

Circa il 98% del testosterone circolante è legato alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) e all'albumina. Solo la parte di testosterone libera è considerata biologicamente attiva. Dopo infusione endovenosa di testosterone è stato misurato in uomini anziani un volume di distribuzione apparente di circa 1,0 l/kg.

Metabolismo

Il testosterone rilasciato dal testosterone undecanoato dopo scissione dell'estere è soggetto a un accentuato metabolismo epatico ed extraepatico e viene metabolizzato ed eliminato subito analogamente al testosterone endogeno. Al pari di altri acidi carbossilici alifatici, l'acido undecanoico viene metabolizzato mediante β-ossidazione.

Eliminazione

Dopo somministrazione di testosterone radiomarcato, circa il 90% della radioattività è presente sotto forma di coniugati dell'acido glucuronico o solforico nelle urine, mentre il 6% viene rilevato nelle feci. Nelle urine si rilevano anche androsterone e etiocholanolone. L'emivita è di circa 53 giorni. Il testosterone è soggetto a un circolo enteroepatico.

Situazione di steady state

Nei pazienti ipogonadici, dopo ripetute iniezioni i.m. di 1000 mg di testosterone undecanoato a intervalli di 10 settimane, lo stato stazionario è stato raggiunto tra la 3a e la 5a applicazione. I valori medi di Cmax e Cmin per il testosterone allo stato stazionario erano rispettivamente di circa 42 e 17 nmol/l. I livelli sierici di testosterone post-massimali di testosterone sono diminuiti con un'emivita di circa 90 giorni, che corrisponde alla velocità di rilascio dal deposito.

Dati preclinici

Con il testosterone undecanoato è stato condotto solo un numero limitato di studi di tossicità specifici. Tuttavia, siccome il testosterone viene rilasciato come sostanza biologica attiva dal testosterone undecanoato mediante scissione dell'estere, la valutazione si basa anche sui risultati di studi condotti con testosterone libero o con altri esteri del testosterone, la tossicità acuta dei quali è risultata bassa.

Potenziale mutageno e tumorigeno

Da studi in vitro e in vivo sull'effetto mutageno del testosterone undecanoato e del testosterone non sono emerse evidenze di un potenziale mutageno. Negli studi sui roditori, il testosterone o i suoi esteri favoriscono lo sviluppo di tumori ormono-dipendenti. In generale si deve supporre che gli ormoni sessuali stimolino la crescita di alcuni tessuti e tumori ormono-dipendenti.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi di fertilità sui roditori e sui primati hanno mostrato che il trattamento con testosterone compromette la fertilità in modo dose-dipendente, mediante soppressione della spermatogenesi.

Oltre a ciò, non sono stati osservati effetti embrioletali o teratogeni nella prole di ratti maschi trattati con testosterone. In determinati stadi di sviluppo, la somministrazione di Nebido può causare una virilizzazione dei feti femminili. Tuttavia, in esami di embriotossicità e in esami di teratogenicità specifici non sono stati evidenziati segni di un'ulteriore compromissione dello sviluppo degli organi.

Tollerabilità locale

Negli studi sperimentali nell'animale condotti per valutare la tollerabilità locale non è stato rilevato alcun aumento del lieve effetto irritante locale indotto dal solo solvente. Il solvente contenuto in Nebido viene usato da molti anni in numerose formulazioni nell'uomo. Finora non sono stati osservati effetti irritanti locali tali sconsigliarne il suo impiego.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché per Nebido non sono stati condotti studi di compatibilità, non lo si deve somministrare in combinazione con altri medicamenti.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Non congelare.

Indicazioni per la manipolazione

Il prodotto deve essere ispezionato visivamente alla ricerca di particelle prima della somministrazione. Deve essere utilizzata solo una soluzione limpida e priva di particelle.

Il flaconcino è monouso. Il contenuto del flaconcino deve essere iniettato immediatamente per via intramuscolare dopo essere stato aspirato nella siringa. Dopo aver rimosso la capsula di plastica non si deve togliere la ghiera di metallo o il cappuccio del sigillo.

Numero dell'omologazione

56813 (Swissmedic).

Confezioni

Nebido soluzione iniettabile i.m.: 1 flaconcino da 4 ml. B

Titolare dell’omologazione

Grünenthal Pharma AG, Glarus Süd

Stato dell'informazione

Giugno 2026.