Puregon®
Composizione
Principi attivi
Follitropinum beta ADNr (follitropina beta umana ricombinante prodotta da cellule ovariche di criceto cinese).
Sostanze ausiliarie
Puregon 300 U.I.: saccarosio, sodio citrato diidrato, polisorbato 20, alcool benzilico 4,2 mg, L-metionina, acido cloridrico e/o sodio idrossido per aggiustamento del pH, acqua per preparazioni iniettabili.
Quantità di sodio per cartuccia: 1,656 mg.
Puregon 600 U.I.: saccarosio, sodio citrato diidrato, polisorbato 20, alcool benzilico 7,8 mg, L-metionina, acido cloridrico e/o sodio idrossido per aggiustamento del pH, acqua per preparazioni iniettabili.
Quantità di sodio per cartuccia: 2,898 mg.
Puregon 900 U.I.: saccarosio, sodio citrato diidrato, polisorbato 20, alcool benzilico 11,7 mg, L-metionina, acido cloridrico e/o sodio idrossido per aggiustamento del pH, acqua per preparazioni iniettabili.
Quantità di sodio per cartuccia: 4,244 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile in cartuccia.
Una cartuccia da 300 U.I. contiene 400 U.I. in 0,48 ml di soluzione iniettabile.
Una cartuccia da 600 U.I. contiene 700 U.I. in 0,84 ml di soluzione iniettabile.
Una cartuccia da 900 U.I. contiene 1025 U.I. in 1,23 ml di soluzione iniettabile.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Nella donna
- Sterilità da anovulazione (inclusa sindrome dell’ovaio policistico, PCOS)
- Iperstimolazione ovarica controllata per indurre lo sviluppo di follicoli multipli nei programmi di procreazione medicalmente assistita (ad es. fertilizzazione in vitro/trasferimento embrionale [IVF/ET], trasferimento intratubarico dei gameti [GIFT] e iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi [ICSI]).
Nell’uomo
- Insufficiente spermatogenesi da ipogonadismo ipogonadotropo.
Posologia/impiego
La terapia con Puregon deve essere iniziata solo da un medico esperto nel trattamento dei disturbi della fertilità e solo se sono disponibili tutte le strutture per un adeguato controllo clinico ed endocrinologico della terapia. La prima iniezione di Puregon deve essere praticata sotto diretto controllo medico.
Schema di somministrazione
Le cartucce di Puregon sono state sviluppate per la somministrazione sottocutanea con la penna Puregon. Quando si utilizza la penna, vanno seguite scrupolosamente le relative istruzioni per l’uso.
Cambiare ogni volta la sede di iniezione per prevenire la lipoatrofia e una possibile reazione locale all’alcool benzilico.
L’iniezione sottocutanea di Puregon può essere praticata dai pazienti stessi o dai loro partner, purché siano stati opportunamente istruiti dal medico sull’uso della penna. Tuttavia, l’autoiniezione deve essere praticata solo da pazienti adeguatamente motivati, sufficientemente istruiti e che abbiano la possibilità di consultare un esperto.
Posologia nella donna
Esistono grandi differenze interindividuali e intraindividuali nella risposta ovarica alle gonadotropine esogene. Pertanto, non è applicabile uno schema posologico unico; la posologia deve essere adeguata individualmente in base alla risposta ovarica. Ciò richiede un controllo ecografico dello sviluppo follicolare; può essere utile anche misurare i livelli sierici di estradiolo.
In studi clinici comparativi Puregon ha dimostrato di essere più efficace rispetto all’FSH urinario. Con Puregon sono state necessarie una dose totale più bassa e una durata del trattamento più breve per ottenere condizioni preovulatorie.
Pertanto, si raccomanda di utilizzare una dose più bassa per Puregon rispetto all’FSH urinario. Finora non è stato dimostrato se ciò riduca anche il rischio di iperstimolazione ovarica indesiderata.
In seguito a soppressione ipofisaria con un agonista del GnRH può essere necessaria una dose più elevata di Puregon per ottenere una risposta follicolare sufficiente.
L’esperienza clinica con Puregon si basa su un massimo di 3 cicli terapeutici per entrambe le indicazioni. L’esperienza complessiva con la IVF dimostra che in generale il tasso di successo rimane stabile durante i primi 4 tentativi per poi diminuire gradualmente.
Anovulazione
Nelle donne con mestruazioni, il trattamento deve iniziare nei primi sette giorni del ciclo mestruale.
In generale, si raccomanda uno schema di trattamento sequenziale. Si inizia con la somministrazione giornaliera di 50 U.I. di FSH. Questa dose iniziale viene mantenuta per almeno 7 giorni. In assenza di risposta ovarica, la dose giornaliera deve essere aumentata gradualmente fino alla crescita follicolare e/o fino a quando i livelli plasmatici di estradiolo non mostrano una risposta farmacodinamica sufficiente. Se una paziente non risponde alla terapia dopo quattro settimane di trattamento, questo ciclo di trattamento deve essere interrotto. Un aumento giornaliero dei livelli di estradiolo del 40-100% è considerato ottimale. La dose giornaliera viene quindi mantenuta fino al raggiungimento delle condizioni preovulatorie. Queste sono considerate raggiunte se vi sono evidenze ecografiche di un follicolo dominante di almeno 18 mm di diametro e se è stato misurato preferibilmente un livello sierico di estradiolo di 300-900 pg/ml (1000-3000 pmol). Di solito sono sufficienti 7-14 giorni di trattamento per ottenere tale risultato. La somministrazione di Puregon deve quindi essere interrotta e l’ovulazione può essere indotta con la somministrazione di 5’000-10’000 U.I. di gonadotropina corionica umana (hCG).
Se il numero di follicoli corrispondenti è troppo elevato o i livelli di estradiolo aumentano troppo rapidamente, ad es. di più del doppio rispetto al giorno precedente per due o tre giorni consecutivi, la dose giornaliera deve essere ridotta.
Poiché i follicoli di dimensioni superiori a 14 mm possono portare a gravidanze, in presenza di più follicoli preovulatori ≥14 mm sussiste il rischio di gravidanza multipla. In questo caso non si deve somministrare hCG e la paziente deve astenersi dai rapporti sessuali per evitare una gravidanza multipla.
Iperstimolazione ovarica controllata nei programmi di procreazione medicalmente assistita
Vengono utilizzati diversi protocolli di stimolazione. La dose iniziale raccomandata è di 100-225 U.I. al giorno per almeno i primi quattro giorni. Successivamente il dosaggio deve essere impostato individualmente a seconda della risposta ovarica. Negli studi clinici sono state di norma sufficienti dosi di mantenimento comprese tra 75 e 375 U.I. per 6-12 giorni, ma può essere necessaria una terapia di maggiore durata.
Puregon può essere somministrato da solo oppure, per prevenire una luteinizzazione precoce, in associazione con un agonista o antagonista del GnRH. Quando si utilizza un agonista del GnRH potrebbe essere necessaria una dose totale più elevata per ottenere una risposta follicolare adeguata.
La risposta ovarica viene monitorata mediante ecografia. Può essere utile anche la misurazione dei livelli sierici di estradiolo. Il trattamento viene continuato fino al raggiungimento di un adeguato sviluppo follicolare, cioè fin quando l’ecografia non indica la presenza di almeno tre follicoli di 16-20 mm di diametro. A questo punto i livelli di estradiolo devono essere di circa 300-400 pg/ml (1000-1300 pmol) per ciascun follicolo di diametro superiore a 18 mm. Per indurre la fase finale della maturazione follicolare e l’ovulazione è necessario somministrare una dose di 5’000-10’000 U.I. di hCG 24-48 ore dopo l’ultima iniezione di Puregon. Il prelievo degli ovuli si esegue 34-35 ore dopo.
Posologia nell’uomo
Spermatogenesi insufficiente
Per raggiungere livelli normali di testosterone è necessario un pretrattamento con hCG. Dopo il trattamento con hCG da solo, a un dosaggio sufficiente a completare la virilizzazione e la normalizzazione dei livelli di testosterone (>9 mmol/l), si deve somministrare Puregon (in associazione a hCG) alla dose di 450 U.I./ settimana, possibilmente suddivisa in 3 dosi da 150 U.I. Il ripristino della spermatogenesi si osserva solo dopo 3-4 mesi di trattamento con Puregon e hCG. Se, trascorso questo periodo di tempo, il paziente non ha ancora risposto alla terapia combinata, questa può essere proseguita. L’esperienza clinica dimostra che possono essere necessari fino a 18 mesi di trattamento per ottenere la spermatogenesi.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Puregon non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica. Pertanto non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Puregon non è stato studiato in pazienti con insufficienza renale. Pertanto non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.
Pazienti anziani
Puregon non è indicato nelle donne dopo la menopausa.
Quando Puregon viene usato in uomini di età superiore ai 65 anni non è raccomandato alcun aggiustamento della dose.
Bambini e adolescenti
La follitropina beta non è stata studiata nei bambini e negli adolescenti. Puregon non è indicato in questa fascia di età.
Controindicazioni
-Insufficienza testicolare primitiva
-Tumori dell’ovaio, della mammella, dell’utero, dei testicoli, dell’ipofisi o dell’ipotalamo
-Emorragie vaginali di eziologia sconosciuta
-Insufficienza ovarica primitiva
-Cisti ovariche o ovaio ipertrofico senza correlazione con la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
-Gravidanza e allattamento
-Malformazioni degli organi riproduttivi incompatibili con una gravidanza
-Miomi uterini che non consentono una gravidanza
-Ipersensibilità nota alle gonadotropine umane o a uno qualsiasi dei componenti di Puregon.
Avvertenze e misure precauzionali
-Prima di iniziare il trattamento devono essere accuratamente accertate le cause dell’infertilità della coppia ed escluse possibili controindicazioni alla gravidanza. In particolare, devono essere esclusi tumori dell’ipofisi o dell’ipotalamo e patologie endocrine quali iperprolattinemia, ipotiroidismo o insufficienza corticosurrenalica.
-Prima di iniziare il trattamento deve essere effettuato un esame per escludere anomalie anatomiche degli organi genitali.
-L’insufficienza gonadica primaria deve essere esclusa mediante la determinazione dei livelli di gonadotropine.
-Durante il trattamento con Puregon non è stata finora osservata la formazione di anticorpi diretti contro la follitropina o altre proteine della cellula ospite.
-Puregon può contenere tracce di streptomicina e/o neomicina. Nelle persone sensibilizzate, questi antibiotici possono causare reazioni di ipersensibilità.
-In rari casi, il conservante contenuto in Puregon, l’alcool benzilico, può causare reazioni allergiche.
Nella donna
Sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS)
In caso di iperstimolazione ovarica controllata si può prevedere un certo ingrossamento delle ovaie. Tuttavia, una OHSS, che si sviluppa nel 5-6% delle pazienti sottoposte a iperstimolazione ovarica controllata, rappresenta un evento medico diverso dall’ingrossamento ovarico non complicato. In caso di OHSS, elevate concentrazioni di steroidi sessuali determinano un aumento della permeabilità vascolare, che può portare a un accumulo di liquidi nella cavità peritoneale e pleurica e, raramente, anche in quella pericardica.
In ogni struttura in cui vengono eseguiti trattamenti di stimolazione ovarica deve essere implementato e, se necessario, eseguito di conseguenza un trattamento standard per la OHSS.
La OHSS può manifestarsi in tre gradi di gravità:
-I segni clinici di una OHSS lieve (grado I) sono dolore pelvico e un piccolo ingrossamento delle ovaie (a 5-7 cm). I casi lievi di OHSS si risolvono per lo più spontaneamente. La paziente deve essere attentamente monitorata, ma nella maggior parte dei casi non è necessaria alcuna terapia.
-In caso di OHSS moderata (grado II) si manifestano anche dolori addominali, nausea e diarrea, nonché un notevole ingrossamento delle ovaie (a 8-10 cm) ed eventualmente cisti ovariche. Inoltre, può comparire ascite. In questi casi è indicato un monitoraggio clinico ed eventualmente (in caso di emoconcentrazione più marcata) un riempimento volemico per via endovenosa.
-I segni clinici di una OHSS grave (grado III) sono ingrossamento ovarico (diametro >12 cm), grandi cisti ovariche, dolore addominale acuto, addome disteso, ascite, versamento della pleura, idrotorace, dispnea, ritenzione di sale, oliguria, emoconcentrazione, alterazioni ematologiche e aumento ponderale. In rari casi possono manifestarsi anche tromboembolie venose o arteriose in relazione alla OHSS. Anche anomalie transitorie dei valori di funzionalità epatica indicative di disfunzione epatica (con o senza alterazioni morfologiche nella biopsia epatica) sono state riportate in relazione alla OHSS. Altre complicanze molto rare della OHSS sono la torsione ovarica e l’emoperitoneo.
Una OHSS grave può essere pericolosa per la vita. Devono essere adottate misure appropriate per il mantenimento delle funzioni vitali e il ripristino dell’equilibrio elettrolitico.
La OHSS si manifesta di solito solo dopo la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG) o dopo l’inizio di una gravidanza. La OHSS può svilupparsi rapidamente (nel giro di 24 ore o di alcuni giorni) e diventare una grave emergenza medica. Una OHSS precoce di solito insorge entro 10 giorni dalla somministrazione di hCG e può essere correlata a un’eccessiva risposta ovarica alla stimolazione con gonadotropine. Una OHSS tardiva si verifica più di 10 giorni dopo la somministrazione di hCG, come conseguenza dei cambiamenti ormonali durante la gravidanza. A causa del rischio di sviluppare una OHSS, le pazienti devono essere tenute sotto osservazione per almeno due settimane dopo la somministrazione di hCG.
Le donne con fattori di rischio noti per una risposta ovarica marcata possono essere particolarmente soggette allo sviluppo di OHSS durante o dopo il trattamento con Puregon. Per le donne sottoposte al primo ciclo di stimolazione ovarica per le quali i fattori di rischio sono solo parzialmente noti si raccomanda uno stretto monitoraggio (ogni 1-2 giorni) per rilevare eventuali sintomi precoci di OHSS.
Occorre tenere conto delle raccomandazioni terapeutiche attuali. Al fine di ridurre il rischio di OHSS, la dose raccomandata di follitropina beta e lo schema di trattamento devono essere rigorosamente rispettati e la risposta ovarica deve essere strettamente monitorata. A questo scopo, prima e a intervalli regolari durante il trattamento si deve controllare lo sviluppo follicolare mediante ecografia. Può essere indicata anche la determinazione dei livelli sierici di estradiolo.
Nella ART (tecniche di procreazione assistita) sussiste un rischio aumentato di OHSS a partire da 18 o più follicoli di diametro ≥11 mm.
Le pazienti con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) presentano un maggiore rischio di OHSS.
La OHSS può insorgere anche con una semplice stimolazione ovarica, ma il rischio corrispondente è inferiore. In questo caso, il rischio di OHSS viene ridotto osservando la posologia raccomandata e gli intervalli di monitoraggio. Se necessario, occorre evitare di somministrare hCG e consigliare alla paziente di astenersi dai rapporti sessuali per almeno 4 giorni o di utilizzare un adeguato metodo contraccettivo non ormonale.
Prima di iniziare il trattamento con Puregon, la paziente e il suo partner devono essere informati del rischio di OHSS e dei relativi sintomi.
Gravidanze multiple
Dopo induzione dell’ovulazione con ormoni gonadotropi, la probabilità di una gravidanza multipla è maggiore rispetto al concepimento spontaneo. La maggior parte delle gravidanze multiple è gemellare.
Le gravidanze multiple (soprattutto quelle di ordine superiore) sono associate a un aumentato rischio di complicanze nella madre e nel bambino (complicanze della gravidanza e del parto, basso peso alla nascita).
Nelle donne anovulatorie che si sottopongono a induzione dell’ovulazione, si raccomanda un attento monitoraggio della risposta ovarica mediante ecografia transvaginale e, se necessario, un aggiustamento della dose di gonadotropine per ridurre al minimo il rischio di una gravidanza multipla. Può essere indicata anche la determinazione dei livelli sierici di estradiolo.
Nelle donne che si sottopongono ad ART, il rischio di una gravidanza multipla dipende principalmente dal numero di embrioni trasferiti. L’incidenza di gravidanze multiple nell’ambito di tali programmi è di circa il 20%.
Prima di iniziare il trattamento, la paziente e il suo partner devono essere informati del potenziale rischio di gravidanza multipla.
Gravidanze ectopiche
Le donne infertili che si sottopongono ad ART presentano un’aumentata incidenza di gravidanze ectopiche. È quindi importante confermare precocemente, mediante ecografia, la presenza di una gravidanza intrauterina soprattutto nelle pazienti con anomalie tubariche note.
Aborti
Nelle gravidanze nell’ambito di programmi di procreazione assistita, il tasso di aborto è più elevato rispetto alla popolazione generale, ma è dello stesso ordine di grandezza rispetto alla totalità delle donne con disturbi della fertilità.
Malformazioni congenite
L’incidenza di malformazioni dopo l’uso di tecniche di riproduzione assistita (ART) può essere leggermente superiore rispetto al concepimento naturale. Ciò può essere correlato a diverse condizioni nei genitori (ad es. età materna, qualità dello sperma) e all’aumentata incidenza di gravidanze multiple dopo ART. Non vi sono evidenze che l’uso di gonadotropine durante la ART sia di per sé associato ad un aumentato rischio di malformazioni.
Torsione ovarica
Sono stati riportati casi di torsione ovarica in seguito al trattamento con gonadotropine, incluso Puregon. La torsione ovarica può essere associata ad altri fattori di rischio quali OHSS, gravidanza, precedenti interventi chirurgici addominali, anamnesi di torsione ovarica, cisti ovariche esistenti o pregresse e ovaio policistico. Il rischio di danni alle ovaie dovuti al diminuito apporto di sangue può essere ridotto con una diagnosi precoce e una detorsione immediata.
Eventi tromboembolici
Eventi tromboembolici sono stati riportati durante e dopo il trattamento con preparati a base di gonadotropine come Puregon (specialmente in associazione a OHSS, ma anche in assenza di iperstimolazione). Nelle donne con fattori di rischio noti per eventi tromboembolici, quali anamnesi personale o familiare positiva, obesità (indice di massa corporea [BMI] >30 kg/m2) o trombofilia, sussiste un rischio aumentato di tromboembolie venose e/o arteriose durante o dopo il trattamento con gonadotropine. In queste donne, il beneficio della somministrazione di gonadotropine deve essere valutato rispetto ai rischi. Va notato che anche durante la gravidanza aumenta il rischio di eventi tromboembolici.
Neoplasie ovariche e altre neoplasie dell’apparato riproduttivo
Sono state segnalate neoplasie ovariche e altre neoplasie benigne e maligne dell’apparato riproduttivo in donne sottoposte a diversi cicli di trattamento per l’infertilità. Non è noto se il trattamento con gonadotropine aumenti il rischio di questi tumori nelle donne infertili.
Nell’uomo
Per valutare l’efficacia del trattamento nell’uomo, si raccomanda un esame dello sperma 4-6 mesi dopo l’inizio del trattamento.
Nell’uomo, elevati livelli sierici di FSH endogeno sono segni di disfunzione testicolare primaria. In questi pazienti il trattamento con Puregon non è efficace.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Puregon contiene 10 mg di alcool benzilico per ml di soluzione. L’alcool benzilico può causare reazioni allergiche. A causa del rischio di accumulo e tossicità («acidosi metabolica»), grandi quantità devono essere usate con cautela e solo se assolutamente necessario, soprattutto nelle persone con ridotta funzionalità epatica o renale.
Puregon contiene 3,45 mg di sodio per ml, meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
L’uso concomitante di Puregon e clomifene citrato (o altre sostanze utilizzate per la stimolazione ovarica) può far aumentare la risposta follicolare.
A seguito di soppressione dell’ipofisi con un agonista del GnRH può essere necessaria una dose più elevata di Puregon per indurre una risposta follicolare adeguata.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Puregon è controindicato durante la gravidanza.
In caso di esposizione involontaria durante la gravidanza non è possibile escludere un effetto teratogeno dell’FSH ricombinante a causa della mancanza di dati clinici.
Allattamento
La follitropina beta può interferire con la produzione di latte. Pertanto Puregon è controindicato durante l’allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito agli effetti di Puregon sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Tuttavia, per quanto noto, questo medicamento non ha alcun effetto sull’attenzione e sulla capacità di concentrazione.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più gravi associati all’uso di FSH sono descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
Gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e/o nell’esperienza post-marketing con l’uso di Puregon sono elencati di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA e la frequenza, in base alla seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10’000, <1/1000), «molto raro» (<1/10’000), non nota (prevalentemente sulla base di notifiche spontanee durante la sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere stimata).
In generale:
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni di ipersensibilità generalizzate (ad es. arrossamento cutaneo, esantema, prurito, orticaria; in singoli casi sono stati riportati anche dispnea e/o sintomi di angioedema)
Non nota: reazioni anafilattiche
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: reazioni in sede di iniezione (come arrossamento, tumefazione, prurito, dolore, ematoma, indurimento)
Nella donna:
Patologie vascolari
Raro: tromboembolie venose o arteriose (anche al di fuori della OHSS)
Patologie gastrointestinali
Comune: gonfiore addominale, dolore addominale
Non comune: nausea, diarrea, vomito, stipsi
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune: dolore pelvico, sindrome da iperstimolazione ovarica
Non comune: ingrossamento ovarico, emorragie vaginali, fastidio mammario (come sensazione di tensione, dolori, tumefazione e dolore del capezzolo), cisti ovariche, metrorragia, ingrossamento uterino, secrezione vaginale, dismenorrea, torsione ovarica.
Nell’uomo:
I dati nell’uomo si basano su un singolo studio (su n=30 pazienti). Qualsiasi effetto indesiderato in esso osservato ha quindi un’incidenza >1% e deve essere classificato come comune.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: esantema, acne
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune: ginecomastia, cisti dell’epididimo
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
È stato dimostrato che la tossicità acuta dei preparati a base di gonadotropine è molto bassa. Tuttavia, una posologia troppo elevata per più di un giorno può portare all’iperstimolazione ovarica (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Proprietà/effetti
Codice ATC
G03GA06
Meccanismo d’azione/Farmacodinamica
Puregon contiene follitropina umana ricombinante (FSH) ottenuta da cellule CHO (chinese hamster ovary). L’FSH è indispensabile per la crescita e la maturazione dei gameti femminili e maschili, nonché per la produzione di steroidi delle gonadi.
Nella donna, la quantità di FSH è decisiva per l’inizio e la durata dello sviluppo follicolare e, di conseguenza, per la sincronizzazione e il numero di follicoli che raggiungono la maturazione.
Efficacia clinica
Nella donna
Nella donna Puregon può essere usato per la stimolazione dello sviluppo follicolare e per la produzione di steroidi in presenza di determinate disfunzioni gonadiche.
Inoltre Puregon può essere usato per favorire lo sviluppo follicolare multiplo nei programmi di procreazione assistita (fertilizzazione in vitro/trasferimento embrionale [IVF/ ET], trasferimento intratubarico dei gameti [GIFT] e iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi [ICSI]).
Dopo il trattamento con Puregon viene generalmente somministrata hCG per indurre la fase finale della maturazione follicolare, la ripresa della meiosi e la rottura del follicolo.
Nell’uomo
In uno studio clinico multicentrico in aperto su efficacia e sicurezza sono stati trattati complessivamente 30 uomini per ipogonadismo ipogonadotropo. I pazienti hanno ricevuto 450 U.I. di Puregon alla settimana, suddivise in 2-3 dosi. La durata media del trattamento è stata di 323 giorni. Ogni 6 settimane sono stati condotti esami sull’efficacia del trattamento, ossia un’analisi dello sperma e una determinazione della concentrazione ormonale nel siero. Il trattamento è stato considerato efficace nel 43% degli uomini esaminati. Questi hanno presentato una concentrazione di spermatozoi di più di 1 milione/ml dopo un trattamento della durata mediana di 165 giorni.
Farmacocinetica
Non sono stati condotti studi specifici su distribuzione, metabolismo ed escrezione dell’FSH ricombinante (rFSH). Tuttavia, l’rFSH è biochimicamente simile all’FSH umano, per cui si possono prevedere proprietà farmacocinetiche simili.
Assorbimento
Dopo somministrazione sottocutanea di Puregon, le concentrazioni sieriche massime di FSH vengono raggiunte entro circa 13 ore.
La biodisponibilità assoluta dell’rFSH dopo somministrazione sottocutanea è di circa il 77,8%.
A seguito di somministrazioni ripetute una volta al giorno per 4 giorni, le concentrazioni di FSH allo stato stazionario sono circa 1,5-2,5 volte superiori a quelle osservate dopo somministrazione di una singola dose, il che è importante per il raggiungimento di concentrazioni terapeutiche.
Distribuzione
Si prevede che l’rFSH venga distribuito nello stesso modo dell’FSH endogeno.
Metabolismo
Si prevede che l’rFSH venga metabolizzato allo stesso modo dell’FSH umano.
Eliminazione
Si prevede che l’rFSH venga eliminato allo stesso modo dell’FSH umano. L’emivita di eliminazione dell’rFSH è di circa 40 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
La farmacocinetica della follitropina beta dopo somministrazione di Puregon non è stata studiata in pazienti con ridotta funzionalità epatica o renale.
Dati preclinici
Dopo somministrazione singola di Puregon non sono stati osservati effetti tossici nel ratto. Anche dopo somministrazione ripetuta a ratti (2 settimane) e cani (13 settimane) di una dose fino a 100 volte superiore a quella prevista per l’essere umano non sono stati osservati effetti tossici rilevanti. Puregon non ha evidenziato effetti mutageni nel test di Ames né nel test di aberrazione cromosomica con linfociti umani in vitro.
Altre indicazioni
Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.
Influenza su metodi diagnostici
Finora nessuna nota.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Dal grossista e in farmacia:
Conservare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare.
Dal paziente:
Sono possibili due opzioni:
1) Conservare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare.
2)Puregon può essere conservato per un massimo di 3 mesi a temperature inferiori ai 25 °C.
Conservare nella confezione originale. Conservare la cartuccia nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce e dall’umidità. Una volta forato il sigillo di gomma nella cartuccia, la soluzione iniettabile può essere utilizzata ancora per un massimo di 28 giorni.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Usare solo soluzioni limpide e prive di particelle. Le cartucce di Puregon sono state progettate per essere usate con la penna Puregon. Seguire le istruzioni per l’uso corretto della penna.
Prima dell’iniezione, rimuovere le bolle d’aria dalla cartuccia (vedere le istruzioni per l’uso della penna).
Le cartucce vuote non devono essere ricaricate. Le cartucce di Puregon non sono adatte per miscelare il contenuto con altri medicamenti nelle cartucce stesse (vedere anche «Incompatibilità»).
Smaltire gli aghi usati immediatamente dopo l’iniezione.
Anche le cartucce usate (compreso il volume residuo) devono essere smaltite dopo l’ultima iniezione del ciclo di trattamento.
Numero dell’omologazione
55453 (Swissmedic)
Confezioni
Puregon 300 U.I.
1 cartuccia da 300 U.I. (contenuto netto) con 6 aghi (2 confezioni da 3 aghi) da usare con la penna Puregon (A)
Puregon 600 U.I.
1 cartuccia da 600 U.I. (contenuto netto) con 6 aghi (2 confezioni da 3 aghi) da usare con la penna Puregon (A)
Puregon 900 U.I.
1 cartuccia da 900 U.I. (contenuto netto) con 9 aghi (3 confezioni da 3 aghi) da usare con la penna Puregon (A)
Titolare dell’omologazione
Organon GmbH, Lucerna
Stato dell’informazione
Ottobre 2025
HMV4/RCN-100002261-CH