Olmésartan Sandoz®

Sandoz Pharmaceuticals AG

Composizione

Principi attivi

Olmesartanum medoxomilum.

Sostanze ausiliarie

Lactosum-monohydricum 55,53 mg (10 mg compresse pellicolate) risp. 111,05 mg (20 mg compresse pellicolate) risp. 222,10 mg (40 mg compresse pellicolate), cellulosum microcristallinum, hydroxypropylcellulosum substitutum humile, silica colloidalis anhydrica, acidum stearicum, hypromellosum, hydroxypropylcellulosum, macrogolum 400, titanii dioxidum (E 171), talcum.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Olmésartan Sandoz 10 mg: una compressa rivestita con film contiene 10 mg di olmesartan medoxomil.

Olmésartan Sandoz 20 mg: una compressa rivestita con film contiene 20 mg di olmesartan medoxomil.

Olmésartan Sandoz 40 mg: una compressa rivestita con film contiene 40 mg di olmesartan medoxomil.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento dell'ipertensione essenziale.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Adulti

La dose iniziale raccomandata è di 10 mg di olmesartan medoxomil (una compressa rivestita con film di Olmésartan Sandoz 10 mg) una volta al giorno. Nei pazienti nei quali la pressione arteriosa non può essere adeguatamente controllata con una dose da 10 mg, la dose di olmesartan medoxomil può essere aumentata a 20 mg (una compressa rivestita con film di Olmésartan Sandoz 20 mg) una volta al giorno come dose ottimale. Se si punta a un'ulteriore riduzione della pressione arteriosa, la dose può essere aumentata a massimo 40 mg al giorno o si può prescrivere una terapia aggiuntiva con idroclorotiazide.

L'effetto ipotensivo di olmesartan medoxomil insorge sostanzialmente entro 2 settimane dall'inizio del trattamento e raggiunge il massimo circa 8 settimane dopo l'inizio della terapia. Ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione in ogni paziente, prima di valutare una modifica dello schema posologico.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani (di età pari o superiore a 65 anni)

Non sono necessari aggiustamenti della dose per i pazienti anziani.

(Le istruzioni posologiche per i pazienti con compromissione della funzionalità renale vengono descritte nel prossimo capitolo). Nel caso di una titolazione verso l'alto a una dose massima giornaliera di 40 mg, si dovrebbe monitorare attentamente la pressione arteriosa.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non sono necessari aggiustamenti della dose in pazienti con compromissione della funzionalità renale da lieve a moderata (clearance della creatinina 30─80 ml/min). Olmesartan medoxomil non è raccomandato in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <20 ml/min), poiché le esperienze a riguardo sono limitate (vedere rubrica «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono necessari aggiustamenti della dose in pazienti con lieve compromissione della funzionalità epatica. Nei pazienti con compromissione moderata della funzionalità epatica, si raccomanda una dose iniziale da 10 mg di olmesartan medoxomil e la dose massima non dovrebbe superare i 20 mg una volta al giorno. Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, che assumono anche diuretici e/o altri antipertensivi, si dovrebbero monitorare attentamente la pressione arteriosa e la funzionalità renale. Non sono disponibili esperienze in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Olmesartan medoxomil non deve essere utilizzato in pazienti con ostruzione biliare (vedere rubrica «Controindicazioni»).

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di olmesartan medoxomil nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state dimostrate. I dati attualmente disponibili sono descritti nelle rubriche «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica»; tuttavia non è possibile fornire una raccomandazione posologica.

Olmesartan medoxomil non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 1 anno per ragioni di sicurezza e per mancanza di dati relativi a questo gruppo d'età.

Modo di somministrazione

Per una migliore compliance si raccomanda di assumere le compresse rivestite con film di Olmésartan Sandoz ogni giorno all'incirca alla stessa ora, con o senza cibo, ad esempio a colazione. La compressa dovrebbe essere deglutita con una sufficiente quantità di liquido (ad es. un bicchiere d'acqua). La compressa non deve essere masticata.

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.

·Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere «Gravidanza, allattamento»).

·Grave compromissione della funzionalità epatica e ostruzione delle vie biliari (vedere rubrica «Farmacocinetica»).

·Olmésartan Sandoz è controindicato nei pazienti con angioedema ereditario o i quali hanno sviluppato un edema angioneuritico durante un precedente trattamento con un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II.

·L'utilizzo concomitante di ACE-inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina II con medicamenti contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o con compromissione della funzionalità renale (GFR <60 ml/min/1,73 m2).

Avvertenze e misure precauzionali

Ipersensibilità

Angioedema (vedere rubrica «Controindicazioni» ed «Effetti indesiderati»).

Angioedema intestinale

Nei pazienti trattati con antagonisti del recettore dell'angiotensina II, incluso olmesartan medoxomil, sono stati segnalati casi di angioedema intestinale (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). Questi pazienti hanno manifestato dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. I sintomi sono regrediti dopo l'interruzione degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II. Qualora venga diagnosticato un angioedema intestinale, occorre interrompere la somministrazione di Olmésartan Sandoz e avviare un monitoraggio adeguato fino alla completa regressione dei sintomi.

Deplezione di volume intravascolare

Nei pazienti con ipovolemia e/o iposodiemia a causa di un trattamento con diuretici ad alto dosaggio, una dieta povera di sodio, diarrea o vomito, può comparire un'ipotensione sintomatica, soprattutto dopo la prima dose. Pertanto l'ipovolemia/o l'iposodiemia dovrebbe essere compensata prima di utilizzare olmesartan medoxomil.

Altre condizioni con stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone

Nei pazienti con tono vascolare e funzionalità renale principalmente dipendenti dall'attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ad es. pazienti con insufficienza cardiaca congestizia grave o con malattia renale sottostante inclusa la stenosi dell'arteria renale), un trattamento con altri medicamenti che influenzano questo sistema è stato associato a ipotensione acuta, azotemia, oliguria o, in rari casi, a insufficienza renale acuta. Non si può escludere la possibilità che effetti simili possano manifestarsi con l'assunzione di antagonisti del recettore dell'angiotensina II.

Ipertensione renovascolare

Nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale in caso di un singolo rene, trattati con medicamenti che influenzano il sistema renina-angiotensina-aldosterone, sussiste un alto rischio di grave ipotensione e insufficienza renale.

Compromissione della funzionalità renale e trapianto renale

Se olmesartan medoxomil viene utilizzato in pazienti con compromissione della funzionalità renale, si raccomanda un monitoraggio regolare dei livelli sierici di potassio e creatinina. È sconsigliata la somministrazione di olmesartan medoxomil a pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore <20 ml/min) (vedere rubriche «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).

Non sono disponibili esperienze con la somministrazione di olmesartan medoxomil a pazienti che si sono sottoposti di recente a trapianto renale o a pazienti con insufficienza renale terminale (ovvero clearance della creatinina <12 ml/min).

Compromissione della funzionalità epatica

Attualmente non sono disponibili esperienze in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica. Pertanto è sconsigliata la somministrazione di olmesartan medoxomil a questi gruppi di pazienti (vedere rubriche «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).

Iperkaliemia

L'assunzione di medicamenti che agiscono sul sistema renina-angiotensina-aldosterone può provocare iperkaliemia.

Il rischio di sviluppare iperkaliemia che può avere decorso fatale è elevato nelle persone anziane, nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, nei diabetici e nei pazienti che assumono in concomitanza altri medicamenti in grado di aumentare il livello di potassio e/o nei pazienti con complicanze aggiuntive.

Prima di prendere in considerazione un utilizzo concomitante di medicamenti che influenzano il sistema renina-angiotensina-aldosterone, si dovrebbe valutare il rapporto rischio-beneficio e considerare possibili alternative.

I principali fattori di rischio da considerare per l'insorgenza di un'iperkaliemia sono:

·Diabete, compromissione della funzionalità renale, età (>70 anni).

·La combinazione con uno o più medicamenti che influenzano il sistema renina-angiotensina-aldosterone e/o preparati per la supplementazione di potassio. alcuni medicamenti o classi terapeutiche di medicamenti possono provocare iperkaliemia: preparati contenenti potassio sostituti del sale, diuretici risparmiatori di potassio, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II, antiflogistici non steroidei (FANS, anche inibitori selettivi della COX-2), eparina, immunosoppressori come ciclosporina o tacrolimus, trimetoprim.

·Complicanze aggiuntive, in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica, peggioramento della funzionalità renale, malattia renale improvvisa (ad es.dovuta a malattie infettive), lisi cellulare (ad es. ischemia acuta degli arti, rabdomiolisi, trauma esteso).

Nei pazienti a rischio si raccomanda uno stretto monitoraggio dei livelli sierici di potassio.

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Esistono evidenze che l'utilizzo concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperkaliemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l'insufficienza renale acuta). Si sconsiglia pertanto un duplice blocco del RAAS attraverso l'utilizzo combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren.

Se la terapia con duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, dovrebbe essere effettuata esclusivamente sotto la supervisione di uno specialista e sotto stretto monitoraggio della funzionalità renale, dei valori degli elettroliti e della pressione arteriosa.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non dovrebbero essere utilizzati in concomitanza in pazienti con nefropatia diabetica.

Litio

Come con altri antagonisti del recettore dell'angiotensina II, la combinazione di litio e olmesartan medoxomil è sconsigliata (vedere rubrica «Interazioni»).

Stenosi della valvola aortica o mitralica; cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva

Come con gli altri vasodilatatori, è richiesta particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola aortica o mitralica o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

Aldosteronismo primario

I pazienti con aldosteronismo primario non rispondono generalmente agli antipertensivi il cui effetto si basa sull'inibizione del sistema renina-angiotensina. Pertanto, l'utilizzo di olmesartan medoxomil in questi pazienti è sconsigliato.

Enteropatia simile alla sprue

In casi molto rari, in pazienti che hanno assunto olmesartan, in un periodo variabile tra pochi mesi e anni dopo l'inizio della terapia, sono stati segnalati episodi di diarrea cronica grave con marcata perdita di peso dovuta probabilmente a una reazione di ipersensibilità ritardata, locale. Le biopsie intestinali di questi pazienti hanno evidenziato spesso un'atrofia dei villi. Se durante il trattamento con olmesartan un paziente sviluppa i sintomi descritti e in assenza di altre eziologie evidenti, il trattamento con olmesartan dovrebbe essere interrotto immediatamente. Il trattamento con olmesartan medoxomil non dovrebbe essere ripreso.

Qualora gli episodi di diarrea non migliorino entro una settimana dalla fine del trattamento, si dovrebbe valutare un consulto con uno specialista (ad es. gastroenterologo).

Differenze etniche

Come con tutti gli altri antagonisti del recettore dell'angiotensina II, l'effetto ipotensivo di olmesartan medoxomil è lievemente inferiore nei pazienti di carnagione nera rispetto a pazienti di carnagione non nera, probabilmente a causa della maggiore prevalenza di un basso livello di renina nei pazienti ipertesi di questo gruppo di popolazione.

Gravidanza

Vedere rubrica «Gravidanza, allattamento».

Altri

Come con tutti gli antipertensivi, un eccessivo abbassamento della pressione arteriosa in pazienti con malattia coronarica o patologia cerebrovascolare ischemica potrebbe causare infarto miocardico o ictus.

Lattosio

Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Studi d'interazione sono stati effettuati solo negli adulti.

Effetti di altri medicamenti su olmesartan medoxomil

Altri antipertensivi

L'effetto ipotensivo di olmesartan medoxomil può essere potenziato dall'utilizzo concomitante di altri antipertensivi.

ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren

Vedere le rubriche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali».

Preparati per l'integrazione di potassio e diuretici risparmiatori di potassio

Sulla base delle esperienze con l'utilizzo di altri medicamenti che agiscono sul sistema renina-angiotensina, può verificarsi un aumento del livello del potassio sierico con l'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, preparati integratori di potassio, preparati elettrolitici contenenti potassio o altri medicamenti che possono indurre un aumento dei livelli del potassio sierico (ad es. eparina) (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Pertanto è sconsigliata una corrispondente terapia combinata.

Antiflogistici non steroidei (FANS)

I FANS (compresi l'acido acetilsalicilico a dosi >3 g/giorno e anche i COX-2 inibitori) e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II possono agire in modo sinergico riducendo la filtrazione glomerulare. Il rischio di un'assunzione concomitante di FANS e antagonisti del recettore dell'angiotensina II consiste nell'insorgenza di insufficienza renale acuta. All'inizio del trattamento si dovrebbe raccomandare un controllo della funzionalità renale e un apporto regolare di liquidi per il paziente.

Inoltre, una tale terapia combinata può ridurre l'effetto ipotensivo degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, determinando una parziale riduzione della loro efficacia.

Altre sostanze

Dopo il trattamento con un antiacido (magnesio alluminio idrossido) è stata osservata una modesta riduzione della biodisponibilità di olmesartan. L'utilizzo concomitante di warfarin e digossina non ha avuto effetti sulla farmacocinetica di olmesartan.

Effetti di olmesartan medoxomil su altri medicamenti

Litio

Quando il litio è stato somministrato in concomitanza con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e antagonisti del recettore dell'angiotensina II è stato riferito un aumento reversibile delle concentrazioni sieriche di litio e della tossicità. Pertanto la combinazione di olmesartan medoxomil e di litio è sconsigliata (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se la combinazione si rivela necessaria, si raccomanda un attento monitoraggio del livello del litio sierico. In caso di utilizzo concomitante di diuretici e di olmesartan medoxomil, il rischio di tossicità da litio può essere ulteriormente aumentato.

Altre sostanze

Le sostanze esaminate nel corso di specifici studi clinici su volontari sani includono warfarin, digossina, un antiacido (magnesio alluminio idrossido), idroclorotiazide e pravastatina. Non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti.

Non sono state esaminate potenziali interazioni tra olmesartan medoxomil e gli anticoagulanti orali acenocumarolo e fenprocumone.

Olmesartan non ha dimostrato in vitro effetti inibitori clinicamente rilevanti sugli enzimi del citocromo P450 umano 1A1/2, 2A6, 2C8/9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4. Nei ratti sono stati osservati effetti di induzione sull'attività del citocromo P450 minimi o nulli. Pertanto non sono stati effettuato studi d'interazione in vivo con inibitori e induttori enzimatici noti del citocromo P450 e non si prevedono interazioni clinicamente rilevanti tra olmesartan e medicamenti metabolizzati dai succitati enzimi del citocromo P450.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L'utilizzo di antagonisti del recettore dell'angiotensina II non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'utilizzo di antagonisti del recettore dell'angiotensina II è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere rubrica «Controindicazioni»).

Non sono disponibili dati epidemiologici conclusivi su un rischio di teratogenicità a seguito dell'utilizzo di ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza; tuttavia non è possibile escludere un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, è possibile che esistano rischi comparabili per questa classe di medicamenti. Qualora una prosecuzione della terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II non sia considerata necessaria, per le pazienti che intendono iniziare una gravidanza si dovrebbe effettuare il passaggio a una terapia antipertensiva alternativa con profilo di sicurezza adeguato per le donne durante la gravidanza. Se viene accertata una gravidanza, occorre interrompere immediatamente il trattamento con antagonisti del recettore dell'angiotensina II e, se necessario, avviare una terapia alternativa.

È noto che nell'essere umano una terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza ha effetti fetotossici (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) ed effetti di tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere anche la rubrica «Dati preclinici»). Nel caso di un'esposizione ad antagonisti del recettore dell'angiotensina II a partire dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomandano monitoraggi sonografici della funzionalità renale e del cranio.

I neonati esposti in utero ad antagonisti del recettore dell'angiotensina II dovrebbero essere attentamente esaminati per l'insorgenza di ipotensione.

Allattamento

Olmesartan viene escreto nel latte di femmine di ratto che allattano ma non è noto se nell'essere umano venga escreto nel latte materno.

Olmésartan Sandoz è sconsigliato poiché non sono disponibili dati sul suo utilizzo durante l'allattamento; si deve preferire una terapia antipertensiva alternativa con un profilo di sicurezza più adatto per l'uso durante l'allattamento, soprattutto per l'allattamento di neonati o prematuri.

I lattanti le cui madri hanno assunto antagonisti del recettore dell'angiotensina II dovrebbero essere esaminati ripetutamente per l'insorgenza di ipotensione.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Olmésartan Sandoz ha un effetto limitato o moderato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. In pazienti che ricevono una terapia antipertensiva possono manifestarsi occasionalmente capogiri o stanchezza, il che può compromettere la capacità di reazione.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più frequentemente segnalate durante il trattamento con olmesartan medoxomil sono cefalea (7,7%), sintomi simil-influenzali (4,0%) e capogiri (3,7%).

In studi di monoterapia controllati con placebo, i capogiri (incidenza del 2,5% con olmesartan medoxomil e dello 0,9% con placebo) sono stati la sola reazione avversa inequivocabilmente correlata al trattamento. Anche l'incidenza di ipertrigliceridemia (2,0% vs 1,1%) e l'aumento della fosfochinasi (1,3% vs 0,7%) con olmesartan medoxomil sono risultati leggermente superiori rispetto a placebo.

Nella tabella sottostante sono riepilogati gli effetti indesiderati di olmesartan medoxomil osservati negli studi clinici, negli studi di sicurezza post-omologazione e risultanti da segnalazioni spontanee.

Per la classificazione della frequenza degli effetti indesiderati si usa la seguente terminologia:

Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione sistemico-organica MedDRA

Effetto collaterale

Frequenza

Patologie del sistema emolinfopoietico

Trombocitopenia

Non comune

Disturbi del sistema immunitario

Reazione anafilattica

Non comune

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Ipertrigliceridemia

Comune

 

Iperuricemia

Comune

 

Iperkaliemia

Raro

Patologie del sistema nervoso

Capogiro

Comune

 

Cefalea

Comune

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Capogiri

Non comune

Patologie cardiache

Angina pectoris

Non comune

Patologie vascolari

Ipotensione

Raro

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Bronchite

Comune

 

Faringite

Comune

 

Tosse

Comune

 

Rinite

Comune

Patologie gastrointestinali

Gastroenterite

Comune

 

Diarrea

Comune

 

Dolori ddominali

Comune

 

Nausea

Comune

 

Dispepsia

Comune

 

Vomito

Non comune

 

Angioedema intestinale

Raro

 

Enteropatia simile alla sprue

Molto raro

Patologie epatobiliari

Epatite autoimmune*

Non nota

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Esantema

Non comune

 

Dermatite allergica

Non comune

 

Orticaria

Non comune

 

Eruzione cutanea

Non comune

 

Prurito

Non comune

 

Edemi angioneurotici

Raro

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Artrite

Comune

 

Dolori dorsali

Comune

 

Dolori muscolari

Comune

 

Mialgia

Non comune

 

Spasmi muscolari

Raro

Patologie renali e urinarie

Ematuria

Comune

 

Infezione delle vie urinarie

Comune

 

Insufficienza renale acuta

Raro

 

Insufficienza renale

Raro

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Dolori

Comune

 

Dolori toracici

Comune

 

Edema periferico

Comune

 

Sintomi simil-influenzali

Comune

 

Stanchezza

Comune

 

Edemi facciali

Non comune

 

Astenia

Non comune

 

Malessere

Non comune

 

Letargia

Raro

Esami diagnostici

Aumento degli enzimi epatici

Comune

 

Aumento dell'urea ematica

Comune

 

Aumento della creatin-fosfochinasi nel sangue

Comune

 

Aumento della creatinina nel sangue

Raro

 

* Dopo l'immissione in commercio sono stati segnalati casi di epatite autoimmune con una latenza che variava da pochi mesi ad anni, i quali si sono risolti dopo la sospensione di olmesartan.

Sono stati segnalati singoli casi di rabdomiolisi in relazione temporale con l'assunzione di antagonisti del recettore dell'angiotensina II.

Ulteriori informazioni su particolari gruppi di pazienti

Bambini e adolescenti

La sicurezza di olmersartan medoxomil è stata esaminata nell'ambito di 2 studi clinici su 361 bambini e adolescenti nella fascia di età di 1-17 anni.

Mentre il tipo e la gravità degli effetti collaterali sono simili a quelli degli adulti, la frequenza dei seguenti effetti collaterali è più elevata nei bambini:

·L'epistassi è un effetto collaterale comune (frequenza ≥1/100, <1/10) nei bambini, che non è stato segnalato negli adulti.

·Durante le 3 settimane dello studio in doppio cieco, la frequenza di capogiro e cefalea correlati al trattamento è quasi raddoppiata nei bambini di età compresa tra 6 e 17 anni del gruppo trattato con olmesartan medoxomil a posologia elevata.

Pazienti anziani (di età pari o superiore a 65 anni)

Nei pazienti anziani la frequenza di ipotensione aumenta a «non comune».

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Per l'utilizzo nell'uomo sono disponibili solo informazioni limitate sul sovradosaggio.

La manifestazione più probabile di sovradosaggio è la comparsa di ipotensione.

Trattamento

In caso di sovradosaggio, il paziente dovrebbe essere monitorato attentamente e il trattamento dovrebbe essere sintomatico e di supporto.

Non sono disponibili dati sulla dializzabilità di olmesartan.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C09CA08

(Antagonisti del recettore dell'angiotensina II, puri).

Meccanismo d'azione

Olmesartan medoxomil è un antagonista selettivo del recettore dell'angiotensina II (tipo AT1) efficace per via orale. Si presume che vengano bloccati tutti gli effetti dell'angiotensina II trasmessi tramite il recettore AT1, indipendentemente dall'origine o dalla via di sintesi dell'angiotensina II. L'antagonismo selettivo del recettore dell'angiotensina II (AT1) determina un aumento del livello plasmatico della renina e delle concentrazioni di angiotensina I e II e una minore diminuzione della concentrazione plasmatica di aldosterone.

Farmacodinamica

L'angiotensina II è il principale ormone vasoattivo del sistema renina-angiotensina-aldosterone e svolge un ruolo significativo nella fisiopatologia dell'ipertensione arteriosa tramite il recettore di tipo 1 (AT1).

Nell'ipertensione, olmesartan medoxomil determina una riduzione persistente, dose-dipendente, della pressione arteriosa. Dopo la conclusione della terapia non sono emerse evidenze di ipotensione dopo la prima somministrazione, tachifilassi nel corso di trattamenti di lungo corso o ipertensione di rimbalzo.

Una somministrazione di olmesartan medoxomil una volta al giorno consente una riduzione efficace e costante della pressione arteriosa nell'intervallo posologico delle 24 ore. La monosomministrazione ha prodotto un calo pressorio analogo a quello della stessa dose giornaliera totale suddivisa in 2 somministrazioni singole.

Con un trattamento continuato, le riduzioni massime della pressione arteriosa vengono raggiunte entro le 8 settimane successive all'inizio della terapia, con una parte sostanziale dell'effetto ipotensivo che si osserva già dopo 2 settimane di trattamento. Con la somministrazione concomitante di idroclorotiazide, la riduzione della pressione arteriosa è additiva e l'assunzione concomitante è ben tollerata.

L'effetto di olmesartan medoxomil sulla mortalità e sulla morbilità non è attualmente noto.

Efficacia clinica

Nello studio ROADMAP (Randomised Olmesartan and Diabetes Microalbuminuria Prevention Study), condotto su 4'447 pazienti con diabete di tipo 2, normoalbuminuria e almeno un fattore di rischio cardiovascolare aggiuntivo, è stato valutato se il trattamento con olmesartan possa ritardare la comparsa di microalbuminuria.

Durante il periodo di osservazione mediano di 3,2 anni, i pazienti hanno ricevuto olmesartan o placebo più altri antipertensivi, esclusi ACE-inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina II.

Per l'endpoint primario, lo studio ha dimostrato una significativa riduzione del rischio per il tempo alla comparsa di microalbuminuria a favore di olmesartan. Dopo l'aggiustamento delle differenze di pressione, questa riduzione del rischio non è risultata più statisticamente significativa. L'8,2% (178 su 2'160) dei pazienti del gruppo olmesartan e il 9,8% (210 su 2'139) del gruppo placebo hanno sviluppato microalbuminuria.

Per gli endpoint secondari, si sono verificati eventi cardiovascolari in 96 pazienti (4,3%) trattati con olmesartan e in 94 pazienti (4,2%) trattati con placebo. L'incidenza di mortalità cardiovascolare con olmesartan è risultata superiore a placebo (15 pazienti (0,7%) vs 3 pazienti (0,1%)), nonostante comparabili tassi di ictus non fatale (14 pazienti (0,6%) vs 8 pazienti (0,4%)), infarto miocardico non fatale (17 pazienti (0,8%) vs 26 pazienti (1,2%)) e mortalità per cause non cardiovascolari (11 pazienti (0,5%) vs 12 pazienti (0,5%)). La mortalità complessiva con olmesartan è risultata numericamente superiore (26 pazienti (1,2%) vs 15 pazienti (0,7%)) a causa principalmente di un maggior numero di eventi cardiovascolari fatali.

Nello studio ORIENT (Olmesartan Reducing Incidence of End-stage Renal Disease in Diabetic Nephropathy Trial) sono stati esaminati gli effetti di olmesartan sugli eventi renali e cardiovascolari in 577 pazienti randomizzati, cinesi e giapponesi con diabete di tipo 2 e nefropatia manifesta.

Nel corso di un periodo di osservazione mediano di 3,1 anni, i pazienti hanno ricevuto olmesartan o placebo più altri antipertensivi compresi gli ACE-inibitori.

L'endpoint combinato primario (tempo al primo evento di raddoppio della creatinina sierica, insufficienza renale terminale, morte per qualsiasi causa) si è verificato in 116 pazienti del gruppo olmesartan (41,1%) e in 129 pazienti del gruppo placebo (45,4%) (HR 0,97 [IC 95% 0,75-1,24]; valore di p=0,791).

L'endpoint cardiovascolare secondario combinato si è verificato in 40 pazienti trattati con olmesartan (14,2%) e in 53 pazienti trattati con placebo (18,7%). Questo endpoint cardiovascolare combinato si componeva di morte cardiovascolare in 10 pazienti (3,5%) trattati con olmesartan vs 3 pazienti (1,1%) trattati con placebo, mortalità complessiva 19 (6,7%) vs 20 (7,0%), ictus non fatale 8 (2,8%) vs 11 (3,9%) e infarto miocardico non fatale 3 (1,1%) vs 7 (2,5%).

Ulteriori informazioni

Due ampi studi randomizzati, controllati («ONTARGET» [ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial] e «VA NEPHRON-D» [The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes]) hanno esaminato l'utilizzo concomitante di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell'angiotensina II.

Lo studio «ONTARGET» è stato effettuato in pazienti con malattia cardiovascolare o cerebrovascolare in anamnesi o con diabete mellito di tipo 2 con evidenza di danno d'organo. Lo studio «VA NEPHRON-D» è stato effettuato in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e nefropatia diabetica.

Questi studi non hanno dimostrato alcun vantaggio significativo in termini di effetto sulla mortalità e sugli endpoint renali e/o cardiovascolari, mentre è stato osservato un aumentato rischio di iperkaliemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Sulla base di proprietà farmacodinamiche comparabili, questi risultati sono trasferibili anche ad altri ACE-inibitori e antagonisti del recettore dell'angiotensina II.

Per questo motivo gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non dovrebbero essere utilizzati in concomitanza in pazienti con nefropatia diabetica.

Lo studio «ALTITUDE» (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) ha esaminato se l'utilizzo di aliskiren in aggiunta a una terapia standard con un ACE-inibitore o con antagonisti del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica e/o malattia cardiovascolare costituisse un beneficio aggiuntivo. Lo studio è stato interrotto anticipatamente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Sia i decessi per cause cardiovascolari sia i casi di ictus sono stati numericamente più frequenti nel gruppo trattato con aliskiren rispetto al gruppo placebo così come gli eventi avversi e particolari eventi avversi gravi (iperkaliemia, ipotensione e disturbo della funzionalità renale).

Farmacocinetica

Assorbimento

Olmesartan medoxomil è un pro-farmaco che durante l'assorbimento dal tratto gastrointestinale viene rapidamente convertito nel metabolita farmacologicamente attivo olmesartan dalle esterasi presenti nella mucosa intestinale e nella circolazione portale. Nel plasma o nelle feci non sono state ritrovate tracce di olmesartan medoxomil intatto o della catena laterale di medoxomil intatta.

La biodisponibilità assoluta media di olmesartan a partire da una preparazione in compresse è risultata del 25,6%.

La concentrazione plasmatica massima media (Cmax) di olmesartan viene raggiunta entro circa 2 ore dalla somministrazione orale di olmesartan medoxomil, e le concentrazioni plasmatiche di olmesartan aumentano in maniera pressoché lineare all'aumentare delle singole dosi orali fino a circa 80 mg.

Il cibo ha avuto un effetto minimo sulla biodisponibilità di olmesartan. Pertanto, olmesartan medoxomil può essere somministrato con o senza cibo.

Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di olmesartan dipendenti dal sesso.

Distribuzione

Olmesartan mostra un forte legame con le proteine plasmatiche (99,7%), ma il potenziale di interazioni clinicamente significative da spiazzamento tra olmesartan e altri medicamenti somministrati in via aggiuntiva con elevato legame proteico è basso (come confermato anche dall'assenza di un'interazione clinicamente significativa tra olmesartan medoxomil e warfarin). Il legame di olmesartan con le cellule ematiche è trascurabile. Il volume di distribuzione medio dopo somministrazione endovenosa è basso (16─29 l).

Metabolismo

La clearance plasmatica totale è risultata generalmente pari a 1,3 l/h (CV 19%) e relativamente bassa rispetto alla circolazione epatica (ca. 90 l/h). Dopo somministrazione di una singola dose orale di olmesartan medoxomil marcato con 14C, il 10-16% della radioattività somministrata è stata eliminata con le urine (la parte nettamente maggiore nelle 24 ore successive alla somministrazione); la restante radioattività è stata eliminata con le feci. Sulla base della biodisponibilità sistemica del 25,6%, si può calcolare che olmesartan assorbito viene eliminato per via renale (ca. 40%) ed epatobiliare (ca. 60%). Tutta la radioattività recuperata è stata identificata come olmesartan. Non sono stati identificati altri metaboliti significativi. Il riassorbimento enteroepatico di olmesartan è minimo. Poiché una grande parte di olmesartan viene eliminata per via biliare, l'uso in pazienti con ostruzione biliare è controindicato (vedere rubrica «Controindicazioni»).

L'emivita di eliminazione terminale di olmesartan è risultata compresa tra le 10 e le 15 ore successive a una somministrazione orale ripetuta. Lo stato stazionario è stato raggiunto dopo poche assunzioni e non è stato rilevato altro accumulo dopo 14 giorni di somministrazione ripetuta.

La clearance renale è risultata di circa 0,5─0,7 l/h e indipendente dalla dose.

Eliminazione

Vedere rubrica «Metabolismo».

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini e adolescenti

La farmacocinetica di olmersartan è stata esaminata in bambini e adolescenti ipertesi nella fascia di età di 1─16 anni. La clearance di olmesartan nei bambini e negli adolescenti è risultata simile a quella degli adulti, una volta aggiustata per il peso corporeo.

Non sono disponibili informazioni di farmacocinetica nei bambini e negli adolescenti con compromissione della funzionalità renale.

Pazienti anziani (di età pari o superiore a 65 anni)

Nei pazienti ipertesi, l'AUC allo stato stazionario è risultata superiore di ca. il 35% nei pazienti anziani (età 65─75 anni) rispetto a un gruppo più giovane e di ca. il 44% in pazienti molto anziani (età ≥75 anni) (vedere rubrica «Posologia/impiego»). Ciò potrebbe essere dovuto quantomeno in parte a una riduzione generale della funzionalità renale in questi gruppi di pazienti.

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale di grado lieve, moderato o severo, l'AUC allo stato stazionario è aumentata rispettivamente del 62%, 82% e 179% rispetto al gruppo dei controlli sani (vedere rubrica «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disturbi della funzionalità epatica

Dopo singola somministrazione orale, i valori di AUC per olmesartan nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica di grado lieve o moderato sono risultati del 6% e del 65% più elevati rispetto a quelli osservati nel gruppo comparatore di controlli sani. La frazione libera di olmesartan a 2 ore dall'assunzione è risultata dello 0,26% nei soggetti sani, dello 0,34% nei pazienti con compromissione lieve della funzionalità epatica e dello 0,41% nei pazienti con compromissione moderata della funzionalità epatica.

Dopo somministrazione ripetuta a pazienti con compromissione moderata della funzionalità epatica, i valori medi dell'AUC di olmesartan sono risultati superiori del 65% ca. rispetto a quelli dei controlli sani. I valori medi della Cmax di olmesartan sono risultati simili nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e nei soggetti sani.

Non sono disponibili studi su olmesartan medoxomil in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica (vedere «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dati preclinici

Negli studi di tossicità cronica condotti su ratti e cani, olmesartan medoxomil ha provocato effetti analoghi a quelli di altri antagonisti del recettore AT1 e ACE-inibitori: aumenti dell'azoto ureico e della creatinina (dovuti ad alterazioni funzionali del rene causate dal blocco del recettore AT1); calo di peso del cuore; riduzione dei parametri eritrocitari (eritrociti, emoglobina, ematocrito); segni istologici di danno renale (lesioni rigenerative dell'epitelio renale, ispessimento della membrana basale, dilatazione dei tubuli). Questi effetti indesiderati provocati dagli effetti farmacologici di olmesartan medoxomil, verificatisi anche durante studi preclinici con altri antagonisti del recettore AT1 e ACE-inibitori, possono essere ridotti con la somministrazione orale concomitante di NaCl. In entrambe le specie sono stati osservati un aumento dell'attività della renina plasmatica e ipertrofia/iperplasia delle cellule iuxtaglomerulari renali. Queste alterazioni, che rappresentano un effetto di classe degli ACE-inibitori e di altri antagonisti del recettore , non sembrano avere rilevanza clinica.

Come anche per altri antagonisti del recettore AT1, con olmesartan medoxomil è stato riscontrato un aumento dell'incidenza delle rotture cromosomiche in colture cellulari in vitro. In diversi studi in vivo con olmesartan medoxomil a una posologia orale molto elevata fino a 2000 mg/kg non sono stati osservati effetti rilevanti. Gli studi di genotossicità suggeriscono globalmente che con l'utilizzo clinico di olmesartan medoxomil è molto improbabile che si verifichino effetti genotossici.

Olmesartan medoxomil non è risultato cancerogeno, né nei ratti nel corso di uno studio di 2 anni né nei topi nell'ambito di due studi di 6 mesi con l'uso di modelli transgenici.

Negli studi di riproduzione sui ratti, olmesartan medoxomil non ha influenzato la fertilità e non ha neppure provocato effetti teratogeni. Come per altri antagonisti del recettore dell'angiotensina II, il tasso di sopravvivenza dei giovani animali in seguito all'assorbimento di olmesartan medoxomil è risultato ridotto ed è stata riscontrata una dilatazione della pelvi renale dopo esposizione delle madri nella fase tardiva della gravidanza e durante l'allattamento. Analogamente ad altri antipertensivi, olmesartan medoxomil è risultato più tossico per le femmine di coniglio gravide che per le femmine di ratto gravide. Non sono emerse tuttavia evidenze di effetti fetotossici.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale, non al di sopra di 30°C, al riparo dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

65933 (Swissmedic).

Confezioni

Olmésartan Sandoz 10 mg: confezioni da 28 e 98 compresse rivestite con film. [B]

Olmésartan Sandoz 20 mg: confezioni da 28 e 98 compresse rivestite con film. [B]

Olmésartan Sandoz 40 mg: confezioni da 28 e 98 compresse rivestite con film. [B]

Titolare dell’omologazione

Sandoz Pharmaceuticals SA, Risch; domicilio: Rotkreuz.

Stato dell'informazione

Maggio 2025