Telmisartan Zentiva®
Composizione
Principi attivi
Telmisartan.
Sostanze ausiliarie
Megluminum, Sorbitolum (E 420), Natrii hydroxidum, Povidonum K 25, Magnesii stearas (E 470b).
Ogni compressa da 40 mg Telmisartan contiene 162.20 mg sorbitolo e 1.955 mg sodio.
Ogni compressa da 80 mg Telmisartan contiene 324.40 mg sorbitolo e 3.91 mg sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa (con linea di frattura, divisibile) da 40 mg contiene: 40 mg di telmisartan.
1 compressa da 80 mg contiene: 80 mg di telmisartan.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento dell'ipertensione da lieve a moderata
Riduzione del rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti con aumentato rischio cardiovascolare e/o diabete mellito di tipo 2.
Posologia/Impiego
Adulti
Trattamento dell'ipertensione da lieve a moderata
La posologia raccomandata di Telmisartan Zentiva è di 40 mg una volta al giorno, sempre alla stessa ora, ad esempio il mattino. Se questa posologia è inefficace, cioè non consente di raggiungere la prevista riduzione della pressione arteriosa, è possibile aumentare la dose al massimo a 80 mg.
In caso di aumento della dose occorre considerare che l'effetto ipotensivo massimo deve essere raggiunto generalmente tra quattro e otto settimane dall'inizio del trattamento. In alternativa, telmisartan può essere utilizzato in associazione con diuretici tiazidici, come idroclorotiazide, o calcio-antagonisti, come amlodipina, che hanno dimostrato un effetto ipotensivo additivo se co-somministrati con telmisartan.
Riduzione del rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti con aumentato rischio cardiovascolare e/o diabete mellito di tipo 2
La dose raccomandata è di 80 mg una volta al giorno. Non è noto se posologie inferiori a 80 mg/giorno di telmisartan siano efficaci per prevenire la morbilità e mortalità cardiovascolare.
Quando si istituisce una terapia con telmisartan per la riduzione del rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti con aumentato rischio cardiovascolare e/o diabete mellito di tipo 2, si raccomanda di monitorare la pressione arteriosa, poiché potrebbe essere necessario un aggiustamento dei medicamenti antipertensivi.
Si raccomanda di assumere Telmisartan Zentiva con un po' di liquido. Telmisartan Zentiva può essere assunto indipendentemente dai pasti.
La co-somministrazione di Telmisartan Zentiva con i seguenti antipertensivi è stata studiata ed è risultata possibile: idroclorotiazide, amlodipina.
Se il paziente ha dimenticato di assumere Telmisartan Zentiva, può prendere la dose dimenticata il giorno stesso. Se non è più possibile, deve assumere la sua dose abituale il giorno successivo (non assumere una dose doppia!).
Indicazioni per la manipolazione
Date le loro caratteristiche igroscopiche, le compresse devono essere estratte dal blister sigillato solo immediatamente prima dell'assunzione.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a moderata, non si deve superare una dose di 40 mg al giorno per il trattamento antipertensivo (cfr. «Controindicazioni»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale o nei pazienti in emodialisi sono disponibili esperienze limitate. Nei pazienti con ridotta funzionalità renale non è necessario nessun aggiustamento della dose.
Pazienti anziani
Non è necessario nessun aggiustamento della dose.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Telmisartan Zentiva nei pazienti al di sotto di 18 anni non sono state studiate.
I dati attualmente disponibili sono riportati nelle rubriche «Efficacia clinica» e «Farmacocinetica»; non si possono fornire tuttavia indicazioni posologiche.
Controindicazioni
Secondo e terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza/allattamento»);
Allattamento (cfr. «Gravidanza/allattamento»);
Grave compromissione della funzionalità epatica, malattie ostruttive delle vie biliari, colestasi;
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno dei componenti di Telmisartan Zentiva;
Come per tutti i bloccanti del recettore dell'angiotensina II, qualora si sia verificato un edema angioneurotico in caso di trattamento precedente con un ACE-inibitore o un bloccante del recettore dell'angiotensina II;
L'uso concomitante di telmisartan con medicamenti contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o con ridotta funzionalità renale (VFG <60 ml/min/1,73 m2).
Avvertenze e misure precauzionali
Gravidanza
Il trattamento con bloccanti del recettore dell'angiotensina II non deve essere avviato durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che il proseguimento della terapia con un bloccante del recettore dell'angiotensina II non sia considerato essenziale. In caso di gravidanza accertata, il trattamento con bloccanti del recettore dell'angiotensina II deve essere interrotto immediatamente e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa.
Pazienti con deplezione di sodio e/o ipovolemia
Nei pazienti con grave deplezione di sodio e/o ipovolemia (per es. causate da dosi elevate di diuretici, diarrea e vomito, diete iposodiche), può insorgere ipotensione sintomatica dopo l'inizio del trattamento con inibitori del sistema renina-angiotensina. L'eventuale deplezione di sodio e/o ipovolemia devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con Telmisartan Zentiva. Se opportuno, la dose di diuretici deve essere ridotta gradualmente.
Ipertensione renovascolare
I pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale afferente al singolo rene funzionante, trattati con medicamenti che influiscono sul sistema renina-angiotensina-aldosterone, sono ad aumentato rischio di grave ipotensione ed insufficienza renale.
Ridotta funzionalità renale e trapianto renale
A causa dell'inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone si possono attendere alterazioni della funzionalità renale nei soggetti esposti. Si raccomanda il controllo periodico dei livelli sierici di potassio e creatinina. A tutt'oggi non vi sono esperienze con telmisartan per il trattamento di pazienti sottoposti a trapianto renale.
Telmisartan non viene eliminato dal sangue mediante emofiltrazione e non è dializzabile.
Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)
Esistono evidenze che l'uso concomitante di ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperkaliemia e riduzione della funzionalità renale (tra cui insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso concomitante di ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (cfr. «Interazioni»).
Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, deve essere eseguita soltanto sotto la supervisione di uno specialista e monitorando attentamente la funzionalità renale, gli elettroliti e la pressione arteriosa.
Gli ACE-inibitori e i bloccanti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.
Altre condizioni legate alla stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone
Nei pazienti il cui tono vascolare e la funzionalità renale dipendono principalmente dall'attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (per es. pazienti con grave insufficienza cardiaca o malattia renale sottostante, tra cui stenosi dell'arteria renale), il trattamento con medicamenti che influiscono su questo sistema è stato associato ad ipotensione acuta, iperazotemia, oliguria o, raramente, insufficienza renale acuta.
Aldosteronismo primario
I pazienti con aldosteronismo primario generalmente non rispondono a medicamenti antipertensivi che agiscono tramite l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Si sconsiglia pertanto l'utilizzo di telmisartan.
Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva
Come per altri vasodilatatori, si consiglia particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola aortica o mitrale oppure da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.
Iperkaliemia
Durante il trattamento con medicamenti che influiscono sul sistema renina-angiotensina-aldosterone può verificarsi iperkaliemia, specialmente nei pazienti con ridotta funzionalità renale e/o insufficienza cardiaca. Nei pazienti a rischio è raccomandato un adeguato controllo del livello sierico di potassio.
In base a esperienze condotte con medicamenti che influiscono sul sistema renina-angiotensina, la somministrazione concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio o altri medicamenti che possono aumentare i livelli di potassio sierico (eparina, ecc.) può portare ad un aumento dei livelli di potassio sierico e deve pertanto avvenire con cautela se associata a Telmisartan Zentiva.
Ridotta funzionalità epatica
Telmisartan viene escreto prevalentemente attraverso la bile. Nei pazienti con ostruzioni delle vie biliari, colestasi o grave insufficienza epatica è prevedibile una clearance ridotta. Telmisartan Zentiva non deve essere usato in questi pazienti (cfr. «Controindicazioni»). Telmisartan Zentiva deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a moderata.
Diabete mellito
Come evidenziato da analisi post-hoc di due studi placebo-controllati condotti su telmisartan, nei pazienti con diabete mellito senza anamnesi nota di coronaropatia o infarto del miocardio e che non assumono acido acetilsalicilico, beta-bloccanti e nitrati, si riscontra un aumento del rischio di infarto del miocardio fatale e di casi inattesi di morte cardiovascolare (casi di morte nei quali è stata ipotizzata, ma non confermata, una causa ischemica cardiovascolare, verificatisi entro 24 ore dai primi sintomi e senza evidenza di altra eziologia) (Hazard Ratio 3,25; intervallo di confidenza del 95%: 1,38–7,65) in caso di trattamento concomitante con telmisartan. Nei pazienti con diabete mellito la coronaropatia può avere decorso asintomatico e di conseguenza non essere diagnosticata. I pazienti con diabete mellito devono pertanto essere sottoposti a indagini diagnostiche a tale riguardo e ricevere il trattamento appropriato prima di iniziare una terapia con Telmisartan Zentiva.
Differenze etniche
Come osservato con gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, i bloccanti del recettore dell'angiotensina, incluso telmisartan, sono apparentemente meno efficaci nel ridurre la pressione arteriosa nei pazienti di fototipo scuro rispetto ai pazienti non di fototipo scuro, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di bassi livelli di renina nei pazienti ipertesi di questa popolazione.
Cardiopatia ischemica
Come con qualsiasi medicamento antipertensivo, un'eccessiva diminuzione della pressione arteriosa in pazienti con cardiopatia ischemica o patologia cardiovascolare ischemica potrebbe causare infarto del miocardio o ictus.
Angioedema intestinale
In pazienti trattati con antagonisti del recettore dell'angiotensina II sono stati riportati angioedemi intestinali (cfr. «Effetti indesiderati»). In questi pazienti si sono manifestati dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. I sintomi si sono risolti dopo l'interruzione degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II. In caso di diagnosi di angioedema intestinale, Micardis deve essere interrotto e deve essere avviato un monitoraggio adeguato fino alla completa risoluzione dei sintomi.
Sorbitolo (E 420)
Deve essere considerato l'effetto additivo della co-somministrazione di medicamenti contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l'assunzione di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta. Il contenuto di sorbitolo di medicamenti per uso orale può modificare la biodisponibilità di altri medicamenti per uso orale co-somministrati.
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Non sono state identificate interazioni clinicamente significative in caso di somministrazione concomitante di telmisartan con le seguenti sostanze:
Idroclorotiazide, glibenclamide, ibuprofene, paracetamolo, warfarin, amlodipina e simvastatina.
Altri agenti antipertensivi
Telmisartan può incrementare l'effetto ipotensivo di altri agenti antipertensivi.
Digossina
Per la digossina è stato osservato un aumento del 20% (in un singolo caso un aumento del 39%) della concentrazione plasmatica media minima di digossina, pertanto deve essere preso in considerazione un monitoraggio dei livelli plasmatici di digossina.
Ramipril
In uno studio, la somministrazione concomitante di telmisartan e ramipril ha determinato un aumento fino a 2,5 volte dell'AUC0-24 e della Cmax di ramipril e ramiprilato. La rilevanza clinica di questa osservazione non è nota, ma per motivi di sicurezza questa combinazione deve essere usata con cautela (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Litio
Aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e della relativa tossicità sono stati riportati durante la somministrazione concomitante di litio con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina. Sono stati segnalati alcuni casi con bloccanti del recettore dell'angiotensina II, incluso Telmisartan Zentiva. Si raccomanda un attento controllo dei livelli sierici di litio durante l'uso concomitante.
Medicamenti che possono aumentare i livelli di potassio o indurre iperkaliemia
Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostitutivi del sale o altri medicamenti quali l'eparina possono aumentare i livelli di potassio. Questo effetto può essere potenziato da telmisartan, che influenza il sistema renina-angiotensina (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Antireumatici non steroidei (FANS)
Nei pazienti disidratati, il trattamento con antireumatici non steroidei (ossia acido acetilsalicilico in regimi posologici antinfiammatori, inibitori della COX-2 e FANS non selettivi) è stato correlato al rischio di un'insufficienza renale acuta. Sostanze come telmisartan, che influiscono sul sistema renina-angiotensina, possono presentare effetti sinergici. I pazienti che assumono antireumatici non steroidei e Telmisartan Zentiva devono essere adeguatamente idratati e sottoposti a monitoraggio della funzionalità renale all'inizio della terapia combinata.
Durante la terapia combinata con antireumatici non steroidei è stata osservata una riduzione dell'effetto dei medicamenti antipertensivi, come Telmisartan Zentiva, a causa dell'inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie.
Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)
Esistono evidenze che l'uso concomitante di ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperkaliemia e riduzione della funzionalità renale (tra cui insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso concomitante di ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato.
Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, deve essere eseguita soltanto sotto la supervisione di uno specialista e monitorando attentamente la funzionalità renale, gli elettroliti e la pressione arteriosa.
Gli ACE-inibitori e i bloccanti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Negli studi preclinici condotti con telmisartan non vi sono evidenze di alcun effetto teratogeno. È stata tuttavia osservata tossicità fetale. Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso di telmisartan in gravidanza.
È noto che i bloccanti del recettore dell'angiotensina II assunti durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza inducono tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) nell'uomo.
L'uso di bloccanti del recettore dell'angiotensina II è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza.
L'uso di bloccanti del recettore dell'angiotensina II nel primo trimestre di gravidanza è sconsigliato e non deve essere iniziato durante la gravidanza. Se si verifica una gravidanza, il trattamento con bloccanti del recettore dell'angiotensina II deve essere interrotto immediatamente e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa.
Qualora il proseguimento del trattamento con bloccanti del recettore dell'angiotensina II non sia considerato assolutamente necessario, per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad una terapia antipertensiva alternativa, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza.
In caso di esposizione a bloccanti del recettore dell'angiotensina II dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.
I lattanti le cui madri abbiano assunto bloccanti del recettore dell'angiotensina II devono essere attentamente monitorati per l'eventuale insorgenza di ipotensione.
Allattamento
Telmisartan è controindicato durante l'allattamento, poiché non è noto se, nell'uomo, telmisartan venga escreto nel latte materno. Negli studi sugli animali è stata riscontrata l'escrezione nel latte materno.
Fertilità:
Non sono stati condotti studi sulla fertilità nell'uomo.
Negli studi preclinici non è stato osservato alcun effetto di telmisartan sulla fertilità maschile o femminile.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito agli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Si deve tuttavia considerare che durante una terapia antipertensiva possono verificarsi non comunemente capogiro o svenimento e che pertanto la guida di veicoli o l'utilizzo di macchine possono risultare compromessi.
Effetti indesiderati
Non è stata stabilita nessuna correlazione tra la dose e la frequenza degli effetti indesiderati, né tra questa e il sesso, l'età o l'etnia dei pazienti.
Negli studi clinici controllati su pazienti trattati per l'ipertensione, l'incidenza globale degli effetti indesiderati di telmisartan è risultata simile a quella del placebo.
Il profilo di sicurezza di Telmisartan Zentiva nei pazienti che hanno partecipato al programma di studi Ontarget, condotto su più di 31'000 pazienti, era equivalente a quello nei pazienti ipertesi.
Gli effetti indesiderati indicati di seguito derivano da studi clinici controllati su pazienti trattati per l'ipertensione e da segnalazioni post-marketing. L'elenco include anche effetti indesiderati gravi ed effetti indesiderati segnalati in tre studi clinici a lungo termine che hanno portato a un'interruzione della terapia. Questi studi hanno arruolato 21'642 pazienti che sono stati trattati con telmisartan per una durata fino a sei anni.
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000)
La frequenza di effetti indesiderati che non sono stati riportati nell'ambito di studi clinici, ma segnalati spontaneamente nella fase post-marketing, non è nota.
Infezioni ed infestazioni
Non comune Infezione delle vie respiratorie superiori, infezione del tratto urinario, cistite.
Raro: Sepsi, anche con esito fatale.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: Anemia.
Raro: Trombocitopenia, eosinofilia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: Ipersensibilità, reazione anafilattica.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: Iperkaliemia.
Raro: Ipoglicemia (nei diabetici), iponatriemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: Insonnia, depressione.
Raro: Ansia.
Disturbi del sistema nervoso
Non comune: Sincope/svenimento.
Patologie dell'occhio
Raro: Disturbi visivi.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: Vertigini.
Patologie cardiache
Non comune: Ipotensione (inclusa ipotensione ortostatica), bradicardia.
Raro: Tachicardia.
Patologie vascolari
Non comune: Ipotensione (inclusa ipotensione ortostatica).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Dispnea.
Patologie gastrointestinali
Non comune: Dolori addominali, diarrea, dispepsia, flatulenza, vomito.
Raro: Secchezza della bocca, disturbi gastrici.
Frequenza non nota: Angioedema intestinale.
Patologie epatobiliari
Raro: Funzionalità epatica anomala/patologia epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Iperidrosi, prurito, rash.
Raro: Eczema, eritema, eruzione da medicamenti, angioedema (con esito fatale), eruzione cutanea tossica, orticaria.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: Mialgia, crampi muscolari (crampi ai polpacci), dolore alla schiena.
Raro: Artralgia, dolore agli arti (dolore alle gambe), dolore ai tendini (sintomi simili a tendinite).
Patologie renali e urinarie
Non comune: Compromissione renale, compresa insufficienza renale acuta.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comune: Dolore al torace, astenia (debolezza).
Raro: Malattia simil-influenzale.
Esami diagnostici
Non comune: Aumento dei valori ematici di creatinina.
Raro: Aumento dei valori ematici di acido urico, enzimi epatici o creatina fosfochinasi, riduzione dei valori dell'emoglobina.
Descrizione di alcuni effetti collaterali
Angioedema intestinale
Dopo l'uso di antagonisti del recettore dell'angiotensina II sono stati riportati casi di angioedema intestinale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Le esperienze disponibili riguardo al sovradosaggio nell'uomo sono limitate.
Segni e sintomi
Le manifestazioni più rilevanti legate al sovradosaggio di telmisartan sono state ipotensione e tachicardia; è stata segnalata anche bradicardia.
Trattamento:
In caso di ipotensione sintomatica è necessario istituire un trattamento di supporto. Telmisartan non può essere eliminato tramite emodialisi e non è dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C09CA07
Meccanismo d'azione
Telmisartan è un bloccante del recettore dell'angiotensina II specifico (tipo AT1) efficace per via orale. Telmisartan spiazza con un'elevata affinità l'angiotensina II dal suo sito di legame con il recettore di sottotipo AT1, responsabile degli effetti noti dell'angiotensina II. Telmisartan non mostra alcuna attività agonista parziale per il recettore AT1. Non mostra affinità rilevante per altri recettori. Non inibisce la renina plasmatica umana né blocca i canali ionici. Telmisartan non inibisce l'enzima di conversione dell'angiotensina (chininasi II) che degrada anche la bradichinina.
Negli studi clinici l'incidenza di tosse secca è stata significativamente inferiore nei pazienti trattati con Telmisartan Zentiva (telmisartan) rispetto a quelli trattati con ACE-inibitori. L'incidenza di tosse secca nei pazienti trattati con Telmisartan Zentiva è stata confrontabile con quella osservata nel gruppo del placebo.
Farmacodinamica
Trattamento dell'ipertensione da lieve a moderata
Nell'uomo, una dose di 80 mg di Telmisartan Zentiva determina un'inibizione quasi completa dell'aumento pressorio indotto dall'angiotensina II. L'effetto inibitorio si protrae per 24 ore ed è ancora misurabile fino a 48 ore.
L'effetto antipertensivo inizia a manifestarsi gradualmente entro 3 ore dalla somministrazione della prima dose. In generale, la massima riduzione dei valori pressori viene raggiunta 4–8 settimane dopo l'inizio della terapia e viene mantenuta nel corso della terapia a lungo termine.
L'effetto antipertensivo si protrae costantemente per 24 ore dopo la somministrazione e include anche le ultime 4 ore prima della successiva somministrazione, come dimostrato dalle misurazioni a lungo termine della pressione arteriosa. Negli studi clinici controllati verso placebo il rapporto valle/picco è risultato costantemente superiore all'80% dopo la somministrazione di dosi di 40 e 80 mg di Telmisartan Zentiva.
Nei pazienti ipertesi Telmisartan Zentiva riduce la pressione arteriosa, sia sistolica che diastolica, senza influire sulla frequenza cardiaca. Dopo l'interruzione di Telmisartan Zentiva, la pressione arteriosa torna gradualmente ai valori iniziali nell'arco di diversi giorni. Non ci sono indicazioni di un effetto rebound dell'ipertensione.
Studi clinici su pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra hanno potuto dimostrare che il trattamento con telmisartan è associato ad una riduzione statisticamente significativa della massa ventricolare sinistra e dell'indice di massa ventricolare sinistra.
Riduzione del rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti con aumentato rischio cardiovascolare e/o diabete mellito di tipo 2
Efficacia clinica
Lo studio ONTARGET, uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, di confronto con l'ACE-inibitore ramipril, ha dimostrato che il bloccante del recettore dell'angiotensina II telmisartan è stato altrettanto efficace di ramipril nel ridurre l'endpoint primario composito (mortalità cardiovascolare, infarto acuto del miocardio, ictus e ospedalizzazione per insufficienza cardiaca) e diversi endpoint secondari predefiniti, a fronte di una tollerabilità e aderenza alla terapia migliori.
Lo studio ONTARGET non ha ottenuto per la popolazione totale di pazienti in esame un'ulteriore riduzione degli eventi cardiovascolari utilizzando una combinazione dei due medicamenti, tuttavia ha evidenziato una variazione sfavorevole del profilo di effetti collaterali, quindi la co-somministrazione di telmisartan e ramipril in questa popolazione è sconsigliata.
In questo studio sono stati esaminati in tutto il mondo 25'620 pazienti a rischio cardiovascolare con pressione arteriosa normale o adeguatamente controllata per un periodo di osservazione della durata media di 56 mesi.
Durante la fase di screening e una cosiddetta «single blind run in phase» (fase di run-in in cieco semplice) della durata di 28 giorni, i pazienti intolleranti agli ACE-inibitori sono stati esclusi e i rimanenti pazienti sono stati randomizzati successivamente a uno dei tre bracci di trattamento seguenti:
·8'576 pazienti hanno ricevuto ramipril 10 mg
·8'542 pazienti hanno ricevuto telmisartan 80 mg
·8'502 pazienti hanno ricevuto una terapia combinata
La popolazione esaminata era composta per il 73% da uomini e l'83% dei pazienti era iperteso. Prima di iniziare lo studio, gran parte dei pazienti aveva già ricevuto una terapia con antiaggreganti piastrinici (80%), statine (62%), beta-bloccanti (57%), diuretici (28%), calcio-antagonisti (33%).
Il basso tasso di pazienti persi al follow-up («lost to follow up») (0,19% = 48 su 25'620 pazienti) evidenzia l'elevata qualità dei risultati dello studio.
Lo studio TRANSCEND condotto in parallelo ha valutato la riduzione del rischio dello stesso endpoint primario composito ad opera di telmisartan 80 mg rispetto alla terapia standard (che ha potuto essere adattata durante lo svolgimento dello studio) su 5'926 pazienti a rischio, che si differenziavano dalla popolazione dello studio ONTARGET soltanto per un'intolleranza agli ACE-inibitori e un'alta percentuale di pazienti di sesso femminile pari al 43%.
L'analisi ha evidenziato che, nonostante l'impiego di una terapia standard ottimizzata, con telmisartan si otteneva una riduzione del rischio dell'8% in relazione agli endpoint esaminati.
Farmacocinetica
Assorbimento
Telmisartan viene assorbito con un tmax mediano di 1 ora. La quantità assorbita varia in termini inter- e intra-individuali. Dopo una dose di 80 mg vengono raggiunti picchi plasmatici di 160 μg/ml negli uomini e di 440 μg/ml nelle donne (Cmax). Le concentrazioni plasmatiche sono superiori di 2–3 volte nelle donne rispetto agli uomini, ma ciò non influisce in modo rilevante né sull'efficacia, né sulla sicurezza. La biodisponibilità media assoluta di dosi di telmisartan pari a 40 mg e 160 mg è rispettivamente del 42% e del 57% (intervallo di confidenza del 95%: 32–57 e 51–65%).
In caso di assunzione di Telmisartan Zentiva durante i pasti, il cibo riduce leggermente l'area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo (AUC0-infinito) di telmisartan di circa il 6% (dose di 40 mg) e di circa il 19% (dose di 160 mg). Tre ore dopo la somministrazione, le concentrazioni plasmatiche risultano simili, sia che Telmisartan Zentiva venga assunto a digiuno che durante i pasti.
Questa lieve riduzione nell'AUC non influisce sull'efficacia terapeutica.
La concentrazione plasmatica massima (Cmax) e, in misura minore, l'area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo (AUC) aumentano in misura non proporzionale alla dose con dosi superiori a 40 mg. Non vi sono evidenze di accumulo clinicamente rilevante di telmisartan nella posologia fino a 160 mg/giorno.
Distribuzione
Telmisartan si lega fortemente alle proteine plasmatiche (>99,5%), in particolare all'albumina e alla glicoproteina acida alfa-1. Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 500 l.
Metabolismo
Telmisartan è metabolizzato a glucuronide. Non è stata dimostrata alcuna attività farmacologica per i metaboliti.
Eliminazione
Telmisartan mostra una cinetica di decadimento biesponenziale con un'emivita terminale di eliminazione >20 ore (t½ term.).
In seguito alla somministrazione orale (ed endovenosa), telmisartan viene escreto quasi esclusivamente con le feci, soprattutto in forma immodificata. L'escrezione urinaria cumulativa è inferiore all'1% della dose. La clearance plasmatica totale (Cltot) è elevata (circa 1000 ml/min) se confrontata al flusso ematico a livello epatico (circa 1500 ml/min).
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Bambini e adolescenti
La farmacocinetica di due dosi di telmisartan è stata studiata come secondo obiettivo in pazienti ipertesi (n = 57) di età compresa tra 6 e < 18 anni dopo l'assunzione di telmisartan 1 mg/kg o 2 mg/kg per un periodo di trattamento di quattro settimane. Gli obiettivi dell'analisi di farmacocinetica includevano la determinazione della concentrazione allo stato stazionario di telmisartan nei bambini e negli adolescenti e la valutazione di differenze legate all'età. Sebbene lo studio non fosse sufficientemente dimensionato per una valutazione significativa della farmacocinetica nei bambini al di sotto di 12 anni, i risultati coincidono in generale con quelli ottenuti negli adulti e confermano la non linearità di telmisartan, in particolare per Cmax.
Disturbi della funzionalità epatica
Negli studi di farmacocinetica condotti in pazienti con ridotta funzionalità epatica è stato osservato un aumento della biodisponibilità assoluta fino a quasi il 100% (Cmax + AUC aumentate), (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali»). L'emivita di eliminazione rimane invece pressoché invariata.
Disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale in dialisi sono state osservate concentrazioni plasmatiche inferiori. Nei pazienti con insufficienza renale, telmisartan è fortemente legato in modo invariato alle proteine plasmatiche e la sostanza non può essere eliminata con l'emodialisi.
Sesso
Sono state osservate concentrazioni plasmatiche differenti. Nelle donne, la Cmax è circa il triplo, l'AUC circa il doppio del valore corrispondente negli uomini; tuttavia non è stato riscontrato alcun effetto significativo di questa differenza sull'efficacia.
Pazienti anziani
La farmacocinetica di telmisartan non differisce nei pazienti anziani rispetto ai soggetti più giovani.
Dati preclinici
Non vi è stata alcuna evidenza di mutagenicità, né di attività clastogena rilevante negli studi in vitro, né di cancerogenicità nel ratto e nel topo.
Non vi sono chiare evidenze di potenziale teratogeno o embriotossico di telmisartan. Tuttavia, in studi condotti sugli animali è stato osservato un certo potenziale di rischio di telmisartan, somministrato a dosi tossiche, per lo sviluppo fetale (aumento del numero di riassorbimenti tardivi nei conigli) e per lo sviluppo postnatale della prole: minore peso corporeo, apertura ritardata degli occhi, maggiore mortalità.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nell'imballaggio originale non al di sopra di 30 °C e fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Date le loro caratteristiche igroscopiche, le compresse devono essere estratte dal blister solo immediatamente prima dell'assunzione.
La compressa di Telmisartan Zentiva 40 mg può essere divisa (usando un divisore per compresse o premendo o rompendo l'intaglio con mani pulite e asciutte). Se la compressa di Telmisartan Zentiva 40 mg viene divisa a metà, si raccomanda di riporre la metà non utilizzata nella cavità aperta (depressione) del blister e di conservarla nell'emballaggio originale, al riparo dall'umidità, per un massimo di un giorno.
Numero dell'omologazione
62756 (Swissmedic).
Confezioni
Telmisartan Zentiva 40 mg: confezioni da 30 e 100 compresse (con linea di frattura, divisibile).
Telmisartan Zentiva 80 mg: confezioni da 30 e 100 compresse
Titolare dell’omologazione
Helvepharm AG, Frauenfeld.
Stato dell'informazione
Maggio 2025