Xanax®, Xanax® retard

Viatris Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Alprazolamum.

Sostanze ausiliarie

Xanax, compresse

Compresse da 0.25 mg: lactosum monohydricum 96 mg, cellulosum microcristallinum, natrii docusas, silica colloidalis anhydrica, maydis amylum, magnesii stearas, natrii benzoas (E 211) 0.11 mg.

Contenuto di sodio: 0.051 mg per compressa.

Compresse da 0.5 mg: lactosum monohydricum 96 mg, cellulosum microcristallinum, natrii docusas, silica colloidalis anhydrica, maydis amylum, magnesii stearas, natrii benzoas (E 211) 0.11 mg, erythrosinum.

Contenuto di sodio: 0.051 mg per compressa.

Compresse da 1 mg: lactosum monohydricum 96 mg, cellulosum microcristallinum, natrii docusas, silica colloidalis anhydrica, maydis amylum, magnesii stearas, natrii benzoas (E 211) 0.11 mg, erythrosinum, indigotinum.

Contenuto di sodio: 0.051 mg per compressa.

Compresse da 2 mg: lactosum monohydricum 192 mg, cellulosum microcristallinum, natrii docusas, silica colloidalis anhydrica, maydis amylum, magnesii stearas, natrii benzoas (E 211) 0.22 mg.

Contenuto di sodio: 0.102 mg per compressa.

Xanax retard, compresse a rilascio prolungato

Compresse a rilascio prolungato da 0.5 mg: lactosum monohydricum 221.7 mg, hypromellosum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, indigotinum.

Compresse a rilascio prolungato da 1 mg: lactosum monohydricum 221.7 mg, hypromellosum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas.

Compresse a rilascio prolungato da 2 mg: lactosum monohydricum 221.7 mg, hypromellosum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas, indigotinum.

Compresse a rilascio prolungato da 3 mg: lactosum monohydricum 221.7 mg, hypromellosum, silica colloidalis anhydrica, magnesii stearas.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Xanax, compresse

Compressa da 0.25 mg: 1 compressa contiene 0.25 mg di alprazolam. La compressa è bianca, ovale, con impresso «Upjohn 29» su un lato e una scanalatura decorativa sull'altro lato.

Compressa da 0.5 mg: 1 compressa contiene 0.5 mg di alprazolam. La compressa è rosa, ovale, con impresso «Upjohn 55» su un lato e una scanalatura decorativa sull'altro lato.

Compressa da 1 mg: 1 compressa contiene 1 mg di alprazolam. La compressa è lilla, ovale, con impresso «Upjohn 90» su un lato e una scanalatura decorativa sull'altro lato.

Compressa da 2 mg: 1 compressa contiene 2 mg di alprazolam. La compressa è bianca, a forma di capsula, con impresso «U 94» e tre linea di frattura su entrambi i lati.

Xanax retard, compresse a rilascio prolungato

Compressa a rilascio prolungato da 0.5 mg: 1 compressa a rilascio prolungato contiene 0.5 mg di alprazolam. La compressa a rilascio prolungato è blu, rotonda, convessa, con impresso «VLE 57» su un lato.

Compressa a rilascio prolungato da 1 mg: 1 compressa a rilascio prolungato contiene 1 mg di alprazolam. La compressa a rilascio prolungato è bianca, rotonda, convessa, con impresso «VLE 59» su un lato.

Compressa a rilascio prolungato da 2 mg: 1 compressa a rilascio prolungato contiene 2 mg di alprazolam. La compressa a rilascio prolungato è blu, pentagonale, con impresso «VLE 66» su un lato.

Compressa a rilascio prolungato da 3 mg: 1 compressa a rilascio prolungato contiene 3 mg di alprazolam. La compressa a rilascio prolungato è bianca, triangolare, con impresso «VLE 68» su un lato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Xanax

Nevrosi da ansia, inclusi disturbi psicosomatici.

Stati di ansia con depressione, ma non come trattamento di prima scelta.

Sintomi di ansia in associazione con patologie funzionali od organiche.

Disturbi di panico cronici gravi con o senza comportamenti di evitamento fobici, blocco o riduzione degli attacchi di panico in pazienti con agorafobia in associazione con attacchi di panico (secondo il DSM-III-R, American Psychiatric Association).

Xanax retard

Nevrosi da ansia, inclusi disturbi psicosomatici.

Disturbi di panico cronici gravi con o senza comportamenti di evitamento fobici, blocco o riduzione degli attacchi di panico in pazienti con agorafobia in associazione con attacchi di panico (secondo il DSM-III-R, American Psychiatric Association).

Posologia/Impiego

Raccomandazioni posologiche generali

La dose ottimale di Xanax/- retard deve essere aggiustata a seconda della gravità dei sintomi e della risposta individuale del paziente. La dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e il trattamento il più breve possibile (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Le posologie abituali (cfr. sotto) sono sufficienti per la maggior parte dei pazienti. A partire dalla dose iniziale, la dose viene aumentata lentamente per evitare un'eccessiva sedazione. Nei pochi pazienti in cui è necessario una posologia più elevata, la dose deve essere aumentata con particolare precauzione per evitare effetti indesiderati. Per l'aumento della dose occorre prima aumentare la dose serale e solo successivamente la dose durante il giorno. In generale, per i pazienti che non hanno ricevuto in precedenza alcun medicamento psicotropo è indicata una posologia leggermente inferiore rispetto ai pazienti precedentemente trattati con tranquillanti, antidepressivi o ipnotici oppure con anamnesi di alcolismo cronico. Nei pazienti anziani o con condizioni generali subottimali si consiglia in linea di principio di usare la dose efficace più bassa per evitare il rischio di atassia o di eccessiva sedazione. I pazienti devono essere rivalutati periodicamente per poter apportare eventuali aggiustamenti della dose.

Se Xanax retard viene somministrato una volta al giorno, si deve preferire l'assunzione mattutina. Le compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere senza masticarle, frantumarle o suddividerle.

Posologia abituale

Xanax

Stati di ansia

Dose iniziale: 0.75-1.5 mg al giorno; intervallo posologico abituale 0.5-4.0 mg al giorno, in più somministrazioni.

Pazienti geriatrici o con condizioni generali subottimali, dose iniziale: 0.5-0.75 mg al giorno, in più somministrazioni; in caso di necessità e buona tollerabilità, aumento graduale della dose.

Disturbi di panico

Dose iniziale: 0.5-1.5 mg al giorno, in più somministrazioni; la dose deve essere aggiustata in base alla risposta del paziente. L'aumento è indicato solo nel caso di gravi disturbi di panico invalidanti che soddisfano il quadro completo della diagnosi e in caso di buona tollerabilità. Gli incrementi della dose non devono superare 1 mg ogni 3-4 giorni. Dosi supplementari possono essere somministrate fino al raggiungimento di uno schema posologico da tre a quattro somministrazioni al giorno. La dose efficace per la maggior parte dei pazienti è pari a 4-6 mg/giorno. Non si devono superare i 6 mg/giorno. Se si manifestano effetti collaterali, la dose deve essere ridotta.

Xanax retard

Stati di ansia

Dose iniziale: 1 mg al giorno; intervallo posologico abituale: 0.5-4.0 mg al giorno, suddivisi in una o due somministrazioni.

Pazienti geriatrici o con condizioni generali subottimali, dose iniziale: 0.5-1 mg al giorno, in una o due somministrazioni; in caso di necessità e buona tollerabilità, aumento graduale della dose.

Disturbi di panico

Dose iniziale: 0.5-1 mg al giorno, in una o due somministrazioni. Un aumento è indicato solo nel caso di gravi disturbi di panico invalidanti che soddisfano il quadro completo della diagnosi e in caso di buona tollerabilità. La dose efficace per la maggior parte dei pazienti è pari a 4-6 mg/giorno; non si devono superare i 6 mg/giorno. Se si manifestano effetti collaterali, la dose deve essere ridotta.

Istruzioni posologiche speciali per tutte le formulazioni di compresse

Impiego nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni

La sicurezza e l'efficacia di alprazolam nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state studiate. L'uso di Xanax/- retard non è pertanto consigliato in queste fasce di età.

Durata della terapia

La posologia e la durata dell'uso devono essere aggiustate in base alla reazione individuale, all'ambito dell'indicazione e alla gravità della patologia. Vale qui il principio secondo cui la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile in quanto il rischio di dipendenza può aumentare a posologie elevate e con durata prolungata della terapia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Il paziente deve essere visitato a intervalli regolari e deve essere verificata la necessità del proseguimento del trattamento.

L'efficacia di alprazolam per il trattamento di nevrosi da ansia e di stati di ansia con depressione è stata studiata in studi clinici a lungo termine, della durata massima di sei mesi. I pazienti con disturbi di panico sono stati trattati con successo per periodi di 6-8 settimane (studi controllati). Esperienze cliniche hanno dimostrato che nei pazienti con una buona risposta al trattamento, anche dopo 6 mesi fino a un anno non era necessario alcun incremento della posologia.

Interruzione della terapia

Per evitare sintomi da astinenza, dopo un utilizzo prolungato (superiore a 1 settimana) l'interruzione deve avvenire in modo graduale senza ridurre oltre 0.5 mg ogni 3 giorni. In alcuni pazienti può essere necessaria una riduzione della dose ancora più lenta. Se si manifestano sintomi da astinenza significativi, deve essere ripresa la dose precedente e successivamente si deve procedere alla riduzione in modo ancora più lento. Il rischio di dipendenza è probabilmente maggiore con posologie più elevate. Nel trattamento dei disturbi di panico a dosi elevate, i sintomi di rebound e astinenza sono più frequenti.

Istruzioni per l'uso di Xanax, compressa da 2 mg

La compressa di Xanax da 2 mg è oblunga e presenta tre linea di frattura. In questo modo può essere suddivisa in massimo quattro parti uguali. Posizionare la compressa con la scritta verso l'alto su una superficie rigida e premere con il pollice al centro della compressa. Le due parti da 1 mg così ottenute possono essere ulteriormente suddivise nello stesso modo per ottenere quattro parti da 0.5 mg.

Indicazione per Xanax, compressa da 0.25 mg, 0.5 mg e 1 mg

Le compresse di Xanax da 0.25 mg, 0.5 mg e 1 mg sono dotate di una scanalatura decorativa. Le compresse non devono essere divise lungo la scanalatura decorativa.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad altre benzodiazepine o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).

Miastenia gravis, grave insufficienza respiratoria, sindrome da apnea del sonno, grave insufficienza epatica, somministrazione concomitante di inibitori della proteasi, ketoconazolo, itraconazolo o altri antimicotici di tipo azolico (cfr. «Interazioni»).

Avvertenze e misure precauzionali

La somministrazione concomitante di benzodiazepine e oppioidi può provocare sedazione intensa, depressione respiratoria, coma e decesso. La posologia e la durata della terapia devono essere limitate allo stretto necessario.

Sviluppo di tolleranza

Dopo l'assunzione di benzodiazepine per alcune settimane, è possibile che sopravvenga una perdita di efficacia (tolleranza).

Dipendenza/manifestazioni di astinenza

L'assunzione di benzodiazepine può provocare dipendenza. Questo rischio è aumentato in caso di assunzione prolungata, posologia elevata e in pazienti predisposti (quali soprattutto pazienti con noto abuso di alcool, droghe o medicamenti). L'abuso di droghe o medicamenti è un rischio noto in caso d'assunzione di alprazolam e altre benzodiazepine e i pazienti che ricevono alprazolam devono essere pertanto debitamente sorvegliati durante il trattamento. Alprazolam può indurre a un utilizzo non conforme alle indicazioni. Sono stati segnalati casi di decesso in associazione a sovradosaggio in caso di utilizzo di alprazolam insieme ad altri sedativi con azione sul sistema nervoso centrale (SNC), inclusi oppioidi, altre benzodiazepine e alcool. Questi rischi devono essere presi in considerazione per la prescrizione o somministrazione di alprazolam (cfr. «Posologia/impiego», «Effetti indesiderati» e «Sovradosaggio»). Per ridurre questi rischi deve essere utilizzata la posologia minima adatta e i pazienti devono essere informati in merito alla conservazione e allo smaltimento corretti del medicamento non utilizzato.

La sintomatologia da astinenza si manifesta soprattutto dopo repentina interruzione del trattamento e nei casi più lievi si limita a tremore, inquietudine, disturbi del sonno, ansia, disforia, cefalea e difficoltà di concentrazione. Possono tuttavia manifestarsi anche sintomi quali sudorazione, crampi muscolari e addominali, disturbi della percezione così come, in rari casi, pericolose reazioni fisiche e psichiche quali psicosi sintomatiche (ad es. delirium da astinenza) e crisi convulsive cerebrali.

Durante l'interruzione della terapia con alprazolam, nei pazienti con patologie da stress post-traumatico si sono manifestati irritabilità, ostilità e pensieri ossessivi.

L'insorgenza di manifestazioni di astinenza oscilla, in base alla durata dell'effetto della sostanza, tra un paio di ore e una settimana o più dopo l'interruzione della terapia.

Per ridurre al minimo il rischio di dipendenza, le benzodiazepine devono essere prescritte solo dopo accurata verifica dell'indicazione e assunte per il periodo più breve possibile (come ipnotico, ad esempio non si devono superare di norma le quattro settimane). Devono essere effettuati controlli periodici della necessità di una prosecuzione del trattamento. Un trattamento di maggiore durata è indicato solo per determinati pazienti (ad es. stati di panico) e il beneficio rispetto al rischio è meno chiaro.

Per evitare manifestazioni di astinenza si consiglia in ogni caso un'interruzione graduale con progressiva riduzione della dose. In caso di insorgenza di manifestazioni di astinenza è necessario uno stretto controllo e supporto medico del paziente.

In caso di interruzione della terapia in pazienti con disturbi di panico, i sintomi collegati alla ricomparsa degli attacchi di panico possono essere simili ai sintomi da astinenza.

Amnesia

Le benzodiazepine possono provocare amnesie anterograde. Ciò significa che, dopo l'avvenuta assunzione del medicamento, in alcune circostanze possono essere eseguite azioni che in seguito il paziente non riesce più a ricordare.

Questo rischio aumenta con l'aumento della posologia e può essere ridotto tramite un sonno sufficientemente lungo e ininterrotto (7-8 ore).

Reazioni psichiatriche e paradosse

Come con altre benzodiazepine, in rari casi e in particolare in pazienti anziani, possono insorgere reazioni paradosse quali difficoltà di concentrazione, confusione, allucinazioni, stimolazione o altre reazioni comportamentali indesiderate quali irritabilità, agitazione, accessi d'ira, comportamento aggressivo e ostile. In molte segnalazioni di tali disturbi comportamentali i pazienti ricevevano in concomitanza altre sostanze con effetti sul SNC e/o presentavano malattie psichiatriche sottostanti. In singole segnalazioni con piccoli numeri di pazienti si sospetta che sussista un certo rischio per questi effetti collaterali nei pazienti con disturbi della personalità borderline, anamnesi di comportamento violento o aggressivo o abuso di alcool o medicamenti.

Depressione

La somministrazione a pazienti affetti da grave depressione o tendenze suicide deve avvenire con le opportune cautele e a una posologia adeguata.

I disturbi di panico si manifestano a volte in associazione con grave depressione primaria e secondaria, pertanto la percentuale di suicidi può risultare aumentata nei pazienti non trattati. Le benzodiazepine sono state collegate a un aggravamento dei sintomi depressivi. Nei pazienti depressi deve essere prestata attenzione innanzitutto al trattamento della patologia di base, la depressione. Per questi motivi, la somministrazione di dosi elevate di alprazolam in pazienti con disturbi di panico deve essere effettuata con le stesse misure precauzionali dell'impiego di tutti gli psicofarmaci nei pazienti depressi o nei pazienti di cui si sospettino tendenze suicide.

L'uso di Xanax/- retard in gravi depressioni, disturbi bipolari o depressione endogena non è stato studiato.

Sono stati riportati casi di ipomania o mania in associazione all'assunzione di alprazolam in pazienti con depressione.

Gruppi di pazienti specifici

In casi molto rari sono state riportate gravi reazioni allergiche con l'uso di Xanax/- retard.

Nel trattamento di pazienti con compromissione della funzionalità renale ed epatica si raccomandano le usuali misure precauzionali e l'eventuale riduzione della posologia. I pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica non devono essere trattati con benzodiazepine a causa del rischio aumentato di encefalopatia.

La sicurezza e l'efficacia nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state studiate.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Le compresse di Xanax contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè sono essenzialmente «senza sodio».

Le compresse di Xanax da 0.25 mg, 0.5 mg e 1 mg contengono 0.11 mg di sodio benzoato (E 211) per compressa, equivalente a 0.001 mg/mg. Le compresse di Xanax da 2 mg contengono 0.22 mg di sodio benzoato (E 211) per compressa, equivalente a 0.001 mg/mg. L'aumento della bilirubinemia a seguito del suo distacco dall'albumina può aumentare l'ittero neonatale che può evolvere in kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).

Le compresse di Xanax e le compresse a rilascio prolungato di Xanax retard contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Se somministrate in concomitanza con farmaci psicotropi (ad es. oppioidi), anticonvulsivanti, antistaminici, alcool o altre sostanze aventi azione depressiva sul SNC, le benzodiazepine potenziano l'effetto depressivo, compresa la depressione respiratoria (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

La somministrazione concomitante di benzodiazepine può aumentare l'effetto di miorilassanti.

Interazioni farmacocinetiche possono verificarsi quando alprazolam viene somministrato in concomitanza con medicamenti che influiscono sul suo metabolismo. Sostanze che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente il citocromo P4503A4) possono aumentare la concentrazione plasmatica di alprazolam e potenziare così il suo effetto. Studi clinici e in vitro con alprazolam e studi clinici con sostanze metabolizzate in modo analogo mostrano la possibilità di varie interazioni tra alprazolam e una serie di sostanze.

Alprazolam non deve essere somministrato in concomitanza con ketoconazolo, itraconazolo o altri antimicotici di tipo azolico.

I pazienti che assumono alprazolam in concomitanza con nefazodone, fluvoxamina o cimetidina devono essere monitorati per effettuare un'eventuale riduzione della dose di Xanax/- retard.

Si raccomanda cautela quando alprazolam è somministrato in concomitanza a fluoxetina, dextropropossifene, contraccettivi orali, diltiazem o antibiotici macrolidi come eritromicina, claritromicina o troleandomicina.

Ritonavir e altri inibitori della proteasi

Le interazioni tra gli inibitori della proteasi dell'HIV e alprazolam sono complesse e dipendono dalla durata della terapia. Basse dosi di ritonavir hanno causato una marcata riduzione della clearance di alprazolam, prolungato la sua emivita di eliminazione e ne hanno potenziano gli effetti clinici. Pertanto, la somministrazione concomitante di alprazolam e inibitori della proteasi è controindicata.

Imipramina/desipramina

Le concentrazioni plasmatiche aumentano di circa il 30% con la somministrazione di alprazolam e la clearance dell'imipramina viene ridotta del 20%. L'escrezione di alprazolam non viene influenzata. Il significato clinico non è ancora chiaro.

Litio

Le concentrazioni plasmatiche di litio possono essere aumentate da alprazolam in modo lieve ma significativo.

Dextropropossifene

L'emivita di alprazolam è aumentata e la clearance totale ridotta.

Propranololo

La clearance di alprazolam non viene influenzata. Le concentrazioni sieriche massime di alprazolam sono tuttavia più basse e si manifestano con ritardo.

Cimetidina

L'emivita di alprazolam è aumentata e la clearance ridotta. Dopo più assunzioni, la concentrazione allo stato stazionario è aumentata.

Digossina

Sono stati rilevati livelli plasmatici di digossina aumentati con la somministrazione concomitante di alprazolam e digossina, in particolare nei pazienti anziani (>65 anni). I pazienti che ricevono digossina in concomitanza con alprazolam devono quindi essere monitorati attentamente per la possibile comparsa di tossicità.

Contraccettivi orali

La somministrazione concomitante con etinilestradiolo orale a basso dosaggio aumenta l'emivita di alprazolam.

Tabagismo

L'emivita di alprazolam viene diminuita e la clearance aumenta. Nei fumatori può essere necessaria una dose leggermente più elevata.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Alcuni precedenti studi con altre benzodiazepine indicano chiaramente un aumento del rischio di malformazioni congenite del feto umano a seguito della somministrazione di benzodiazepine durante il primo trimestre. Le compresse di Xanax/- retard non devono quindi essere somministrate nel primo trimestre di gravidanza e nel secondo e terzo trimestre solo in caso di indicazione obbligatoria. Le donne in età fertile devono essere esortate ad avvisare il proprio medico in caso di desiderio o sospetto di gravidanza per prendere in considerazione l'interruzione della terapia.

Alprazolam attraversa la placenta. Non sono disponibili dati sulla concentrazione del medicamento nel feto.

Se vengono somministrate benzodiazepine durante l'ultima fase della gravidanza o durante il parto, sono da attendersi nel neonato effetti farmacologici quali ipotermia, ipotensione, ipotonia, difficoltà di suzione, depressione respiratoria (la cosiddetta «ipotonia neonatale») e sintomi da astinenza neonatale. I bambini di madri che hanno assunto benzodiazepine in modo cronico durante l'ultima fase della gravidanza possono sviluppare una dipendenza fisica e presentare quindi sintomi da astinenza dopo la nascita. Se durante la gravidanza viene assunto Xanax/- retard o se la paziente inizia una gravidanza durante il trattamento con Xanax/- retard, deve essere informata circa il potenziale rischio per il feto.

Allattamento

Poiché le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, Xanax/- retard non deve essere utilizzato durante l'allattamento oppure l'allattamento deve essere interrotto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Xanax/- retard può provocare capogiro e sonnolenza. Si raccomanda quindi ai pazienti di non guidare, utilizzare macchine complesse o intraprendere altre attività potenzialmente pericolose fino a quando non sarà noto se questo medicamento compromette la capacità di svolgere queste attività.

Effetti indesiderati

Gli eventuali effetti collaterali vengono osservati principalmente all'inizio della terapia. Solitamente si risolvono nel corso della terapia o riducendo la dose.

Gli effetti indesiderati osservati più di frequente con alprazolam in pazienti con nevrosi da ansia o stati di ansia con depressione sono stati sonnolenza, capogiro/stordimento.

Nei pazienti con disturbi di panico e posologia corrispondentemente elevata (superiore a 4 mg/d) all'inizio della terapia sono stati frequentemente osservati sedazione/sonnolenza, stanchezza, atassia/alterazioni della coordinazione e difficoltà di articolazione. La sedazione diminuisce in generale dopo poche settimane di trattamento.

Con l'uso delle benzodiazepine, in rari casi e in particolare in pazienti anziani, possono insorgere reazioni paradosse quali difficoltà di concentrazione, confusione, allucinazioni, stimolazione o altre reazioni comportamentali indesiderate quali irritabilità, agitazione, accessi d'ira, comportamento aggressivo e ostile (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

In studi clinici controllati su pazienti trattati con alprazolam sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati. Sono elencati secondo la Classificazione sistemica organica e in ordine di frequenza in base alle seguenti definizioni: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000).

Sotto l'indicazione «post-marketing» sono inoltre elencati gli effetti collaterali riportati dopo l'introduzione sul mercato.

Disturbi del sistema immunitario

Post-marketing: reazioni di ipersensibilità come orticaria, edema laringeo, edema faringeo.

Patologie endocrine

Post-marketing

Frequenza non nota: iperprolattinemia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: appetito ridotto.

Disturbi psichiatrici

Molto comune: depressione (11.7%).

Comune: confusione, disorientamento, diminuzione della libido, sensazione di ansia, insonnia, nervosismo.

Non comune: dipendenza da medicamenti/droghe.

Post-marketing

Comune: aumento della libido.

Non comune: mania, allucinazione, collera, agitazione.

Frequenza non nota: ipomania, aggressività, ostilità, pensieri anomali, iperattività psicomotoria, abuso di medicamenti o droghe.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: sedazione (49.9%), cefalea (22.3%), sonnolenza (20.3%), compromissione della memoria (17%), capogiro (16%), disartria (12.3%), atassia (10.8%).

Comune: disturbi dell'equilibrio, coordinazione compromessa, disturbo dell'attenzione, ipersonnia, letargia, tremore.

Non comune: amnesia.

Post-marketing

Frequenza non nota: distonia, disturbi del sistema nervoso vegetativo.

Patologie dell'occhio

Comune: visione annebbiata.

Post-marketing

Frequenza non nota: aumentata pressione intraoculare.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: bocca secca (12.7%), stipsi (10.3%).

Comune: nausea.

Post-marketing

Frequenza non nota: disturbi gastrointestinali.

Patologie epatobiliari

Post-marketing

Frequenza non nota: epatite, disturbi della funzionalità epatica, ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Post-marketing

Comune: dermatite.

Frequenza non nota: angioedema, reazioni di fotosensibilità.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: debolezza muscolare.

Patologie renali e urinarie

Post-marketing

Non comune: incontinenza urinaria.

Frequenza non nota: esitazione urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Post-marketing

Comune: disfunzioni sessuali.

Non comune: ciclo mestruale irregolare.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: spossatezza (17.3%), irritabilità (14%).

Post-marketing

Non comune: sindrome da astinenza da medicamento.

Frequenza non nota: edemi periferici.

Esami diagnostici

Comune: variazioni di peso.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto collaterale sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I sintomi di sovradosaggio con Xanax/- retard (alprazolam) si manifestano come aumento dell'attività farmacologica e includono soprattutto atassia e sonnolenza, confusione, disturbi della coordinazione, diminuzione dei riflessi, depressione respiratoria e coma. Gravi sequele sono rare, ad eccezione dei casi con assunzione concomitante di altri farmaci e/o alcool.

Trattamento

Come in tutti i casi di sovradosaggio di medicamenti, è indicato il monitoraggio della respirazione, del polso e della pressione sanguigna. Oltre all'immediato lavaggio gastrico, devono essere applicate in generale misure di sostegno. Sono necessari apporto endovenoso di liquidi e il mantenimento della pervietà delle vie respiratorie. I benefici di una dialisi non sono stati determinati.

Come terapia specifica può essere somministrato flumazenil, un antagonista delle benzodiazepine.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05BA12

Meccanismo d'azione

Il principio attivo di Xanax/- retard è alprazolam, una 1,4-benzodiazepina con proprietà ansiolitiche.

Le benzodiazepine si legano in diversi siti nel sistema nervoso centrale a recettori stereospecifici. Si presume che le benzodiazepine potenzino l'effetto del neurotrasmettitore inibitorio GABA (acido gamma-amminobutirrico) nel sistema nervoso centrale. L'esatto meccanismo d'azione non è noto.

Clinicamente tutte le benzodiazepine hanno un effetto depressivo dose-dipendente del sistema nervoso centrale.

Alprazolam ha principalmente un effetto ansiolitico ed è pertanto idoneo per il trattamento delle patologie ansiose nonché degli attacchi e disturbi di panico.

Farmacodinamica

Nessun dato.

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Xanax

Dopo somministrazione orale alprazolam viene rapidamente assorbito. Le massime concentrazioni plasmatiche si ottengono da una a due ore dopo la somministrazione. Dopo somministrazione di una dose singola di alprazolam, i livelli plasmatici sono proporzionali alla dose somministrata; nell'intervallo di dose di 0.5-3.0 mg sono state osservate concentrazioni di picco di 8.0-37 ng/ml.

Xanax retard

Le concentrazioni sieriche di picco vengono raggiunte 5-11 ore dopo la somministrazione di una compressa a rilascio prolungato. La somministrazione una o due volte al giorno della compressa a rilascio prolungato determina valori di AUC equivalenti a quelli della dose suddivisa in quattro somministrazioni della compressa normale. I livelli plasmatici allo stato stazionario vengono raggiunti dopo circa 4 giorni. Dopo somministrazione di una dose singola di alprazolam, i livelli plasmatici sono proporzionali alla dose somministrata; nell'intervallo di dose 0.5 mg-3.0 mg sono state osservate concentrazioni di picco di 8-37 ng/ml.

Con l'assunzione di una dose singola di Xanax retard 3 mg con un pasto ad alto contenuto di grassi, le concentrazioni plasmatiche massime sono aumentate fino al 26%.

Il rilascio ritardato del principio attivo della compressa a rilascio prolungato non influisce sulla distribuzione, sul metabolismo e sull'eliminazione di alprazolam. In un intervallo di dose fino a 10 mg, la farmacocinetica di alprazolam ha un andamento lineare con concentrazioni plasmatiche proporzionali alla dose.

Distribuzione

In vitro alprazolam si lega per l'80% all'albumina sierica umana. Il volume di distribuzione è pari a 1.1 l/kg per tutte le formulazioni di compresse. In considerazione della similarità di alprazolam ad altre benzodiazepine, si ipotizza che alprazolam attraversi la placenta e venga escreto nel latte materno.

Metabolismo

I principali metaboliti sono α-idrossialprazolam e un derivato del benzofenone di alprazolam. L'attività biologica di α-idrossialprazolam è circa il 50% rispetto ad alprazolam. Il metabolita benzofenone è inattivo. La percentuale di metaboliti è pari a meno del 10% di 4-idrossialprazolam e meno del 4% di α-idrossialprazolam. La metabolizzazione avviene tramite enzimi dipendenti dal citocromo P450 (cfr. «Interazioni»).

Eliminazione

L'emivita media di alprazolam è pari a 12-15 ore con clearance plasmatica di 1.1 ml/m/kg. Le emivite dei metaboliti sono dello stesso ordine di grandezza di quella di alprazolam. L'eliminazione avviene principalmente nell'urina. Non si verifica alcun accumulo di alprazolam o dei suoi metaboliti.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Variazioni dell'assorbimento, della distribuzione del metabolismo e dell'escrezione delle benzodiazepine sono state osservate in una serie di patologie, come ad es. in caso di patologia epatica indotta da alcoolismo e compromissione della funzionalità epatica. In caso di compromissione della funzionalità renale non è necessario alcun adeguamento della posologia. Variazioni sono state dimostrate nei pazienti geriatrici. Non sussistono finora conoscenze sulla capacità di alprazolam di indurre l'attività enzimatica epatica nell'uomo, comunque non si tratta di una caratteristica generale delle benzodiazepine.

Dati preclinici

Studi con somministrazione ripetuta di elevate dosi orali hanno mostrato in tutte le specie studiate, ad eccezione del coniglio, oltre ai previsti segni di depressione del sistema nervoso centrale, un aumento dell'eccitabilità fino a crisi convulsive, con esito letale per alcuni animali. La dose più bassa alla quale si sono manifestati segni di ipereccitabilità è stata di 3 mg/kg/giorno nel cane (15 volte la dose massima raccomandata nell'uomo [MRHD] di 10 mg/giorno), una dose che ha inoltre provocato un aumento della temperatura corporea.

Genotossicità

In vitro, nel test di Ames alprazolam non è risultato mutageno. Alprazolam non ha indotto aberrazioni cromosomiche nel test del micronucleo del ratto in vivo fino alla dose massima testata di 100 mg/kg (500 volte la MRHD).

Cancerogenicità

Non sono state riscontrate indicazioni di potenziale cancerogeno di alprazolam durante studi nel ratto della durata di due anni condotti con dosi orali fino a 30 mg/kg/giorno (150 volte la MRHD) e nel topo con dosi fino a 10 mg/kg/giorno (50 volte la MRHD). Lo studio della durata di due anni sui ratti è stato condotto sulle madri e sulla rispettiva prole e ha compreso anche il periodo della gestazione e dell'allattamento.

Tossicità per la riproduzione

In studi sui ratti con dosi testate fino a massimo 5 mg/kg/giorno (25 volte la MRHD) non è stata rilevata alcuna compromissione della fertilità.

Nei ratti e nei conigli, alprazolam a dosi ≤10 mg/kg/giorno (50 volte la MRHD) non è risultato teratogeno o embriocida. I primi segni di embriotossicità si sono manifestati con somministrazione orale ripetuta di dosi di ≥2 mg/kg/giorno nel ratto e nel coniglio (10 volte la MRHD). A dosi di 30 mg/kg/giorno (150 volte la MRHD) sono state rilevate malformazioni scheletriche sia nei ratti sia nei conigli. Una dose di 100 mg/kg/giorno (500 volte la MRHD) nei ratti e di 30 mg/kg/giorno nei conigli è risultata embriocida.

L'esposizione ad alprazolam di roditori durante la gestazione ha mostrato variazioni del comportamento sociale e della capacità di gestire lo stress nella prole.

In studi preclinici è stato dimostrato che gli anestetici e i sedativi bloccano i recettori dell'N-metil-D-aspartato (NMDA) e/o potenziano l'attività del GABA promuovendo così la morte cellulare dei neuroni cerebrali. Se la somministrazione avviene durante la fase principale di sviluppo del cervello, possono derivarne deficit cognitivi permanenti e disturbi comportamentali negli animali giovani. Sulla base di confronti tra specie utilizzate negli studi preclinici, si ipotizza che la finestra di vulnerabilità del cervello per effetti analoghi nell'uomo sia correlata con un'esposizione dal terzo trimestre di gravidanza fino al 1° anno di vita, possibilmente persino fino a circa il 3° anno di vita. Sebbene per alprazolam siano disponibili solo informazioni limitate, può manifestarsi un effetto analogo in quanto alprazolam potenzia anche l'effetto del GABA. Non è nota la rilevanza di queste conoscenze precliniche per l'uomo.

Effetti sugli occhi

Quando i ratti, nell'ambito di uno studio di carcinogenicità, sono stati trattati con dosi di 3 mg, 10 mg e 30 mg/kg/giorno (da 15 a 150 volte la MRHD) per via orale per 2 anni (periodo di vita), è stato osservato un aumento dose-correlato dell'insorgenza di cataratte (animali di sesso femminile) e vascolarizzazioni della cornea (animali di sesso maschile). Queste lesioni si sono verificate solo nei ratti in trattamento con alprazolam e non sono state riscontrate prima di 11 mesi dall'inizio del trattamento.

Tossicità giovanile

Non sono disponibili studi preclinici sulla tossicità giovanile.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale, protetto dalla luce e dell'umidità e a temperatura ambiente (15-25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

Xanax: 43216 (Swissmedic).

Xanax retard: 52866 (Swissmedic).

Confezioni

Xanax compresse 0.25 mg (con scanalatura decorativa): 30, 100. (B)

Xanax compresse 0.5 mg (con scanalatura decorativa): 30, 100. (B)

Xanax compresse 1 mg (con scanalatura decorativa): 30, 100. (B)

Xanax compresse 2 mg (con linea di frattura, divisibili): 30, 100. (B)

Xanax retard compresse a rilascio prolungato 0.5 mg: 30, 100. (B)

Xanax retard compresse a rilascio prolungato 1 mg: 30, 100. (B)

Xanax retard compresse a rilascio prolungato 2 mg: 30, 100. (B)

Xanax retard compresse a rilascio prolungato 3 mg: 30, 100. (B)

Titolare dell’omologazione

Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.

Stato dell'informazione

Novembre 2024.

[Version 102 I]