KIOVIG®

Takeda Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Immunoglobulina umana (IVIg). Proteine con una percentuale di immunoglobulina G (IgG) ≥98%.

Distribuzione delle sottoclassi di IgG: IgG1 ≥56,9%; IgG2 ≥26,6%; IgG3 ≥3,4%; IgG4 ≥1,7%.

Contenuto di IgA: ≤140 µg/ml.

Sostanze ausiliarie

Glicina, acqua per preparazioni iniettabili

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per infusione.

1 ml di soluzione contiene: 100 mg di proteine umane con percentuale minima di IgG del 98% (soluzione al 10%).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Terapia sostitutiva in caso di:

·Sindromi da immunodeficienza primaria quali

·agammaglobulinemia congenita e ipogammaglobulinemia

·sindrome da immunodeficienza variabile comune

·sindrome da immunodeficienza combinata grave

·sindrome di Wiskott Aldrich

·Immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti che soffrono di infezioni gravi o ricorrenti, sottoposti a trattamento antimicrobico inefficace e con insufficienza anticorpale specifica accertata (proven specific antibody failure, PSAF)* o livelli sierici di IgG <4 g/l.

*PSAF = incapacità di incrementare di almeno 2 volte il titolo anticorpale di IgG a seguito di vaccinazione anti-pneumococcica con antigene polisaccaridico e polipeptidico.

Immunomodulazione:

·Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP) in pazienti pediatrici o adulti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine

·Sindrome di Guillain-Barré

·Malattia di Kawasaki (in associazione con acido acetilsalicilico; vedere Posologia/impiego).

·Poliradicoloneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)

·Neuropatia motoria multifocale (MMN).

Ipogammaglobulinemia a seguito di trapianto allogenico di midollo osseo

Posologia/Impiego

La terapia sostitutiva deve essere avviata e monitorata da un medico con esperienza nel trattamento dell'immunodeficienza.

La dose e gli intervalli posologici dipendono dall'indicazione.

In terapia sostitutiva, può essere necessario adattare la posologia alle esigenze specifiche di ciascun paziente, le quali sono dettate dalla farmacocinetica e dalla risposta clinica. La dose basata sul peso corporeo può richiedere un aggiustamento nei pazienti sottopeso o sovrappeso. Gli schemi posologici descritti di seguito sono forniti come linea guida.

Trattamento sostitutivo nelle immunodeficienze primarie

La posologia deve mirare a raggiungere una concentrazione minima di IgG (misurata prima della successiva infusione) di almeno 5–6 g/l. Sono necessari da 3 a 6 mesi dall'inizio della terapia perché si raggiunga l'equilibrio (livelli di IgG allo stato stazionario). La dose iniziale consigliata è di 0,4–0,8 g/kg di peso corporeo (PC), seguita da almeno 0,2 g/kg PC ogni tre-quattro settimane.

La dose necessaria per mantenere una concentrazione minima uniforme di 5–6 g/l è di 0,2–0,8 g/kg PC/mese. Gli intervalli tra le dosi dopo il raggiungimento dello stato stazionario possono variare da 3 a 4 settimane.

Per aggiustare la posologia e gli intervalli di somministrazione, si raccomanda di stabilire le concentrazioni minime di Ig.

È necessario misurare e valutare le concentrazioni minime di IgG in relazione all'incidenza delle infezioni. Per ridurre la frequenza di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare la dose e raggiungere concentrazioni minime di IgG più elevate.

Terapia sostitutiva in caso di mieloma o leucemia linfocitica cronica (CLL) con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti; trattamento sostitutivo in bambini con AIDS congenito e infezioni ricorrenti

La dose raccomandata è compresa tra 0,2 e 0,4 g/kg PC ogni 3–4 settimane.

Immunodeficienze secondarie (come definite nella rubrica Indicazioni/possibilità d'impiego)

La dose raccomandata è compresa tra 0,2 e 0,4 g/kg ogni tre-quattro settimane.

È necessario misurare e valutare le concentrazioni minime di IgG in relazione all'incidenza dell'infezione. In caso di bisogno, si raccomanda di aggiustare la dose per ottenere una protezione ottimale contro le infezioni. In pazienti con infezioni persistenti può rendersi necessario un aumento della dose; si può invece considerare una riduzione della dose se il paziente rimane libero da infezioni.

Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP)

Per il trattamento di un episodio acuto, il 1° giorno vengono somministrati 0,8–1 g/kg PC, seguiti dalla stessa dose il 3° giorno, oppure 0,4 g/kg PC per 2–5 giorni consecutivi. In caso di recidiva, è possibile ripetere la terapia.

Sindrome di Guillain-Barré

0,4 g/kg PC/giorno per 5 giorni consecutivi (in caso di recidiva può rendersi necessario ripetere il dosaggio). L'esperienza nei bambini è limitata.

Malattia di Kawasaki

Somministrare 2,0 g/kg PC in dose singola oppure 2 g/kg PC in dose singola. È necessario trattare contemporaneamente i pazienti con acido acetilsalicilico.

Poliradicoloneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)

Dose iniziale: 2 g/kg suddivisa in due-cinque giorni consecutivi.

Dosi di mantenimento: 1 g/kg in 1–2 giorni consecutivi ogni 3 settimane.

L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.

Se il trattamento è efficace, può essere valutata una terapia a lungo termine a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta alla dose di mantenimento. È possibile che il dosaggio e gli intervalli di somministrazione debbano essere adattati in base al decorso individuale della malattia.

Neuropatia motoria multifocale (MMN)

Dose iniziale: 2 g/kg nell'arco di 2–5 giorni consecutivi.

Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2–4 settimane o 2 g/kg ogni 4–8 settimane.

L'effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.

Se il trattamento è efficace, può essere valutata una terapia a lungo termine a discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta alla dose di mantenimento. È possibile che il dosaggio e gli intervalli di somministrazione debbano essere adattati in base al decorso individuale della malattia.

Ipogammaglobulinemia a seguito di trapianto allogenico di midollo osseo

La dose raccomandata è di 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane. Il valore target per le concentrazioni minime è >5 g/l.

Le dosi raccomandate sono riepilogate nella tabella seguente:

Indicazione

Dose

Frequenza delle iniezioni

Terapia sostitutiva nell'immunodeficienza primaria

- Dose iniziale:
0,4–0,8 g/kg PC

 

 

- Dose di mantenimento:
0,2–0,8 g/kg PC

ogni 3–4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 5–6 g/l

Terapia sostitutiva nell'immunodeficienza secondaria

0,2–0,4 g/kg PC

ogni 3–4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 5–6 g/l

Bambini con AIDS

0,2–0,4 g/kg PC

ogni 3–4 settimane

Immunomodulazione:

 

 

Porpora trombocitopenica idiopatica

0,8–1 g/kg PC

giorno 1, con possibilità di ripetizione una volta entro 3 giorni

 

oppure
0,4 g/kg PC/dì

per 2–5 giorni

Sindrome di Guillain-Barré

0,4 g/kg PC/dì

per 5 giorni

Malattia di Kawasaki

2 g/kg PC

in una sola dose in associazione ad acido acetilsalicilico

Poliradicoloneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)

Dose iniziale:
2 g/kg PC

in dosi frazionate nell'arco di 2–5 giorni

 

Dose di mantenimento:
1 g/kg PC

ogni 3 settimane nell'arco di 1–2 giorni

Neuropatia motoria multifocale (MMN)

Dose iniziale:
2 g/kg

nell'arco di 2–5 giorni

 

Dose di mantenimento:
1 g/kg

ogni 2–4 settimane

 

oppure
2 g/kg

oppure
ogni 4–8 settimane nell'arco di 2–5 giorni

Ipogammaglobulinemia (<4 g/l) a seguito di trapianto allogenico di midollo osseo:

0,2–0,4 g/kg PC

ogni 3–4 settimane,
concentrazione minima target >5 g/l

 

PC peso corporeo

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non vi sono evidenze sulla necessità di un aggiustamento della dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nessun aggiustamento della dose se non clinicamente giustificato, vedere Avvertenze e misure precauzionali.

Pazienti anziani

Nessun aggiustamento della dose se non clinicamente giustificato, vedere Avvertenze e misure precauzionali.

Bambini e adolescenti

La posologia nei bambini e negli adolescenti (0–18 anni) non è diversa da quella degli adulti, poiché la posologia per ogni indicazione è fornita per peso corporeo e viene regolata in base agli esiti clinici delle condizioni suddette.

Modo di somministrazione

KIOVIG deve essere somministrato soltanto per via endovenosa. KIOVIG deve essere somministrato per via endovenosa a una velocità iniziale di 0,5 ml/kg PC/ora per 30 minuti. Se ben tollerato, la velocità di infusione può essere gradualmente aumentata fino a un massimo di 6 ml/kg PC/ora. I dati ricavati da un numero limitato di pazienti confermano che i pazienti adulti affetti da PID possono tollerare una velocità di infusione fino a 8 ml/kg PC/ora.

Controindicazioni

Reazioni di ipersensibilità ad una delle sostanze ausiliarie.

Intolleranza nei confronti delle immunoglobuline umane, in particolare nei rari casi di carenza di IgA, se il paziente presenta anticorpi anti-IgA.

Pazienti con carenza selettiva di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, poiché la somministrazione di un prodotto contenente IgA può provocare reazioni anafilattiche.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni all'infusione

Alcuni effetti collaterali severi (ad es., cefalea, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. Seguire con attenzione la velocità di infusione consigliata nella rubrica «Posologia/impiego». I pazienti devono essere strettamente monitorati e osservati attentamente per verificare la comparsa di sintomi durante il periodo di infusione.

Alcuni effetti collaterali possono verificarsi con maggiore frequenza:

·in caso di velocità di infusione elevata;

·in pazienti con ipogammaglobulinemia o agammaglobulinemia, con o senza carenza di IgA;

·in pazienti che ricevono immunoglobulina G umana per la prima volta oppure, in rari casi, quando il prodotto viene cambiato o quando il trattamento è stato interrotto per un periodo di tempo prolungato.

·In pazienti con infezioni non trattate o con infiammazione cronica sottostante.

È spesso possibile evitare potenziali complicazioni verificando che i pazienti:

·non siano sensibili all'immunoglobulina G umana iniettando inizialmente il prodotto molto lentamente (0,5 ml/kg PC/ora);

·vengano monitorati attentamente per rilevare sintomi di qualsiasi tipo durante il periodo di infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina G umana, i pazienti provenienti da un trattamento con un altro prodotto o per i quali è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione devono essere monitorati in ospedale durante la prima infusione e durante la prima ora dal termine della stessa, per rilevare potenziali effetti indesiderati. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

Per tutti i pazienti la somministrazione di immunoglobulina per via endovenosa richiede:

·adeguata idratazione prima dell'inizio della terapia con immunoglobuline per via endovenosa

·monitoraggio della produzione di urina

·monitoraggio dei livelli di creatinina sierica

·monitoraggio dei segni e dei sintomi di trombosi

·valutazione della viscosità ematica in pazienti a rischio di iperviscosità

·non utilizzo concomitante di diuretici dell'ansa (vedere Interazioni)

In caso di effetto collaterale deve essere ridotta la velocità di somministrazione o deve essere interrotta l'infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severità dell'effetto collaterale.

In caso di sintomi da shock, impiegare le misure mediche standard per il trattamento di uno shock.

Se è necessaria una diluizione di KIOVIG a concentrazioni inferiori per i pazienti affetti da diabete mellito, è opportuno riconsiderare l'uso di una soluzione di glucosio al 5% per la diluizione.

Ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità sono rare.

L'anafilassi si può sviluppare in pazienti

·con livelli di IgA non rilevabili che presentano anticorpi anti-IgA

·che hanno tollerato un trattamento precedente con immunoglobuline umane normali.

In caso di shock, deve essere somministrato il trattamento medico standard.

Tromboembolia

Esistono evidenze cliniche di una correlazione tra la somministrazione di immunoglobulina per via endovenosa ed eventi tromboembolici, quali infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda, che si presumono correlate a un aumento relativo della viscosità ematica durante l'impiego di immunoglobulina. I pazienti con fattori di rischio pre-esistenti (diabete, malattia cerebrovascolare, abuso di nicotina, ipertensione arteriosa, iperlipidemia) presentano un rischio più elevato di eventi trombotici. Si deve prestare particolare attenzione nella prescrizione e infusione di immunoglobulina per via endovenosa in pazienti obesi e con fattori di rischio pre-esistenti di eventi trombotici, quali anamnesi di aterosclerosi, fattori multipli di rischio cardiovascolare, età avanzata, gittata cardiaca insufficiente, ipertensione, assunzione di estrogeni, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con predisposizione a trombosi acquisita o congenita, ipercoagulazione, pazienti immobilizzati per periodi prolungati, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con disturbi che provocano l'incremento della viscosità ematica, pazienti con cateteri vascolari a permanenza e pazienti trattati con alte dosi e infusione rapida.

In pazienti che ricevono la terapia con IVIg si possono verificare iperproteinemia, aumento della viscosità del siero e successiva iponatremia correlata ai preparati IVIg. È clinicamente critico distinguere un'iponatremia reale da una pseudoiponatremia, associata contemporaneamente a una ridotta osmolalità sierica calcolata o a un gap osmotico accresciuto. Questo perché un trattamento avente l'obiettivo di ridurre l'acqua libera nel siero di pazienti con pseudoiponatremia, può portare a deplezione volemica, ulteriore aumento della viscosità del siero e possibile predisposizione agli eventi tromboembolici.

Nei pazienti a rischio di effetti collaterali tromboembolici, l'infusione delle immunoglobuline per via endovenosa deve essere praticata alla minima velocità di infusione e alla minima dose praticabile.

Insufficienza renale acuta:

Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta in pazienti che seguono una terapia con IVIg. Questi includono insufficienza renale acuta, necrosi tubulare acuta, nefropatia tubulare prossimale e nefrosi osmotica. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali ad es. insufficienza renale pre-esistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, medicamenti nefrotossici concomitanti, età superiore a 65 anni, sepsi, iperviscosità o paraproteinemia.

I parametri renali devono essere valutati prima dell'infusione di IVIg, in particolare in pazienti ritenuti potenzialmente a rischio di sviluppare insufficienza renale acuta, e di nuovo a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, i prodotti IVIg devono essere somministrati alla minima velocità di infusione e alla minima dose praticabile. In caso di insufficienza renale, deve essere presa in considerazione l'interruzione della terapia con IVIg.

Sono stati segnalati episodi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta associati all'uso di molti dei prodotti IVIg omologati contenenti vari stabilizzanti, quali saccarosio, glucosio e maltosio, dove quelli che contengono saccarosio come stabilizzante rappresentano un'alta percentuale del numero complessivo.

Traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione (TRALI)

Nei pazienti ai quali è stata somministrata immunoglobulina per via endovenosa (incluso KIOVIG) sono stati riportati casi di edema polmonare acuto non cardiogenico (traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione, Transfusion Related Acute Lung Injury, TRALI). Il TRALI è caratterizzato da ipossia severa, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione. I sintomi di TRALI si sviluppano tipicamente durante la trasfusione o entro 6 ore dalla stessa, spesso entro 1–2 ore. Pertanto, i pazienti che ricevono IVIg devono essere monitorati e l'infusione di IVIg deve essere immediatamente interrotta in caso di reazioni avverse polmonari. Il TRALI è una condizione potenzialmente fatale che richiede una gestione immediata in terapia intensiva.

Sindrome da meningite asettica (AMS)

Sono stati segnalati casi di sindrome da meningite asettica (Aseptic Meningitis Syndrome, AMS) durante il trattamento con immunoglobulina per via endovenosa. La sindrome in genere inizia dopo un periodo che varia da alcune ore a 2 giorni dal trattamento con immunoglobulina per via endovenosa.

·Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3 (soprattutto granulociti) e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl.

·L'AMS può verificarsi più frequentemente in combinazione con alte dosi di trattamento con immunoglobuline per via endovenosa (2 g/kg).

I pazienti che mostrano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a un esame neurologico approfondito, che includa studi del liquido cerebrospinale, per escludere altre cause di meningite.

L'interruzione del trattamento con prodotti IVIg ha portato alla remissione dell'AMS entro alcuni giorni senza sequele.

I dati post-marketing di KIOVIG non hanno evidenziato alcuna chiara correlazione tra AMS e dosi elevate. Nelle donne è stata osservata un'incidenza superiore di AMS.

Anemia emolitica

I prodotti della terapia con immunoglobuline per via endovenosa possono contenere anticorpi gruppo sanguigno-specifici che agiscono come emolisine e inducono il legame in vivo agli eritrociti, causando una reazione diretta positiva all'antiglobulina (test di Coombs). Raramente si manifestano anche segni clinici di emolisi e, secondariamente alla terapia con prodotti IVIg, si può verificare un'anemia emolitica. In correlazione con l'insorgenza di emolisi sono stati osservati i seguenti fattori rischio: dosi elevate somministrate come dose singola o in dosi parziali nell'arco di più giorni; gruppi sanguigni A, B o AB; patologia infiammatoria sottostante concomitante. Poiché di frequente è stata segnalata emolisi in pazienti con gruppo sanguigno A, B o AB, trattati in concomitanza con dosi elevate di IVIg per indicazioni di immunodeficienze non primarie, in queste situazioni si raccomanda un maggior grado di attenzione. L'emolisi è stata segnalata solo di rado in pazienti con immunodeficienze primarie in terapia sostitutiva.

Un rischio nettamente superiore di emolisi clinicamente rilevante sussiste per i pazienti con gruppo sanguigno A, B o AB che hanno ricevuto ≥ (1–)2 g/kg di IVIg cumulativamente con titolo elevato di isoagglutinina. Durante l'impiego di prodotti a base di IVIg con titolo anti-A mediano ≤1:16 (misurato con il test di agglutinazione diretta secondo la verifica di rilascio dei lotti) sono stati segnalati solo rari casi di emolisi.

Suddividere la somministrazione delle IVIg in più dosi singole non è una soluzione adatta a prevenire una possibile emolisi poiché l'emivita delle immunoglobuline è nell'ordine di grandezza di 3–4 settimane.

I pazienti in trattamento con prodotti IVIg devono essere monitorati per eventuali segni e sintomi di emolisi (vedere Effetti indesiderati).

Se durante o dopo l'infusione di IVIg si manifestano segni e/o sintomi di emolisi, il medico curante dovrà considerare l'interruzione del trattamento con IVIg (vedere anche la rubrica Effetti indesiderati).

Neutropenia/leucopenia

Una diminuzione transitoria della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia (a volte severi) sono stati riportati dopo il trattamento con IVIg. Questo si verifica in genere entro poche ore o pochi giorni dopo la somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7–14 giorni.

Agenti trasmissibili

KIOVIG è prodotto a partire dal plasma umano. Le misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall'uso di medicamenti derivati da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per individuare l'eventuale presenza di marker di infezione specifici e l'applicazione di procedure di produzione efficaci per l'inattivazione/eliminazione dei virus durante il processo produttivo. Ciò nonostante, quando vengono somministrati medicamenti derivati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.

Le misure intraprese sono considerate efficaci per virus con capside lipidico quali HIV, HBV e HCV e per i virus privi di capside lipidico HAV e parvovirus B19.

Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative alla mancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale.

Si raccomanda di documentare il nome e il numero di lotto del preparato a ogni somministrazione di KIOVIG per creare una correlazione tra paziente e lotto del prodotto.

Le avvertenze e le precauzioni d'impiego elencate si applicano sia ai pazienti adulti che a quelli pediatrici.

Interazioni

Vaccini con virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobulina può compromettere l'efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella, per un periodo da minimo 6 settimane a massimo 3 mesi. Pertanto, dopo la somministrazione del prodotto deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di eseguire una vaccinazione con vaccini con virus vivi. In caso di morbillo, tale compromissione può persistere fino ad 1 anno. Pertanto, nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo è necessario controllare il corrispondente titolo anticorpale.

Diuretici dell'ansa

Evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa.

Gravidanza, allattamento

Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicamento in caso di utilizzo durante la gravidanza in trial clinici controllati, pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza e alle madri che allattano. Si è osservato che le immunoglobuline per via endovenosa attraversano la placenta in modo crescente durante il terzo trimestre. L'esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non siano attesi effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sul feto e il neonato allattato al seno/lattante.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non vi sono evidenze sulla possibile compromissione della capacità di guidare veicoli o sulla capacità di usare macchine in caso di trattamento con immunoglobuline.

Effetti indesiderati

Occasionalmente sono state rilevate reazioni avverse quali brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, bassa pressione arteriosa e modesto dolore dorsale.

In rari casi l'immunoglobulina umana G causa un brusco abbassamento della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità a una precedente somministrazione.

Durante l'impiego di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, casi di anemia emolitica/emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie (compreso lupus eritematoso cutaneo – frequenza non nota).

Sono stati osservati un aumento del livello sierico della creatinina e/o insufficienza renale acuta. Sono state osservate reazioni emolitiche reversibili soprattutto in pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB. In casi rari si può verificare anemia emolitica che richiede trasfusione dopo terapia con IVIg a dose elevata (vedere Avvertenze e misure precauzionali).

Molto raramente si sono verificate reazioni tromboemboliche quali infarto miocardico, ictus, embolia polmonare e trombosi venosa profonda.

Casi di lesione polmonare acuta correlata a trasfusione (TRALI).

La frequenza è stata stabilita sulla base dei seguenti criteri: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (> 1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, < 1/1000), molto raro (< 1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Nell'ambito di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono indicati in ordine di gravità decrescente.

Infezioni ed infestazioni

Non comune: sindrome da meningite asettica

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: anemia, linfadenopatia

Non comune: diminuzione della conta leucocitaria, diminuzione dell'ematocrito, diminuzione della conta eritrocitaria

Raro: emolisi

Singoli casi: test di Coombs diretto positivo, diminuzione della saturazione d'ossigeno

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità, reazione anafilattica

Singoli casi: shock anafilattico

Patologie endocrine

Non comune: disfunzione tiroidea

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: appetito ridotto

Disturbi psichiatrici

Comune: attacchi d'ansia

Non comune: irritabilità

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea (28,8%)

Comune: capogiro, emicrania, insonnia, parestesia, ipoestesia

Non comune: amnesia, disartria, disgeusia, disturbo dell'equilibrio, tremore

Singoli casi: attacchi ischemici transitori, accidente cerebrovascolare

Patologie dell'occhio

Comune: congiuntivite

Non comune: dolore oculare, esoftalmo

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: vertigini, versamento dell'orecchio medio

Patologie cardiache

Comune: tachicardia

Singoli casi: infarto miocardico

Patologie vascolari

Molto comune: ipertensione (12,5%)

Comune: sensazione di calore

Non comune: sensazione di freddo alle estremità, flebiti

Singoli casi: trombosi venosa profonda delle gambe, ipotensione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: tosse, rinorrea, asma, congestione nasale, dolore orofaringeo, dispnea

Non comune: edema orofaringeo, aumentata frequenza respiratoria

Singoli casi: embolia polmonare, edema polmonare

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea (10,2%)

Comune: diarrea, vomito, dolore addominale, dispepsia

Non comune: distensione addominale

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento del livello di colesterolo nel sangue, aumento dell'alanina aminotransferasi

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: eruzione cutanea (11,8%)

Comune: contusione, prurito, orticaria, dermatite, eritema

Non comune: angioedema, orticaria acuta, sudore freddo, reazione di fotosensibilità, sudorazione notturna, iperidrosi

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolore dorsale, artralgia, dolore alle estremità, mialgia, spasmi muscolari, debolezza muscolare

Non comune: contrazione muscolare

Patologie renali e urinarie

Non comune: proteinuria, aumento della creatinina nel sangue, aumento dell'urea nel sangue

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: reazioni locali (dolore/gonfiore/reazione/prurito) (13,41%), piressia (10,0%), affaticamento (11,1%)

Comune: brividi, edema, malattia simil-influenzale, fastidio al torace, dolore toracico, astenia, malessere, irrigidimenti

Non comune: costrizione toracica, sensazione di calore, sensazione di bruciore, edema

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Singoli casi: insufficienza polmonare acuta correlata a trasfusione

Per informazioni sulla sicurezza virale, cfr. Avvertenze e misure precauzionali.

Descrizione di alcuni effetti collaterali

Descrizione di effetti indesiderati selezionati

Le contrazioni muscolari e la debolezza muscolare sono state riportate solo in pazienti affetti da MMN. Nello studio clinico condotto su MMN è stato osservato un caso di embolia polmonare come grave effetto indesiderato del medicamento.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il sovradosaggio può portare a sovraccarico idrico e a iperviscosità, in particolare nei pazienti a rischio, inclusi pazienti anziani o pazienti con insufficienza cardiaca o renale (vedere Avvertenze e misure precauzionali).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J06BA02

Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobulina G umana per somministrazione endovenosa.

Meccanismo d'azione

L'immunoglobulina G umana contiene principalmente immunoglobulina G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi.

L'immunoglobulina G umana contiene gli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale. Viene di solito preparata da plasma ottenuto da non meno di 1'000 donatori. Ha una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G quasi proporzionale a quella nel plasma umano nativo. Secondo le specifiche del prodotto (o la Ph. Eur.), il titolo di isoagglutinina anti-A nei preparati a base di immunoglobuline può ammontare a massimo 1:64.

Farmacodinamica

Dosi adeguate di questo medicamento consentono di ripristinare livelli di immunoglobulina G anormalmente bassi riportandoli a valori normali.

Il meccanismo d'azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è completamente chiarito, ma include effetti immunomodulatori.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione

Farmacocinetica

Assorbimento

L'immunoglobulina G umana risulta immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione del ricevente dopo la somministrazione per via endovenosa.

Distribuzione

Si distribuisce in modo relativamente rapido tra plasma e liquido extravascolare e, dopo circa 3–5 giorni, si raggiunge l'equilibrio tra i compartimenti intra ed extravascolare.

Metabolismo

Nessuna indicazione

Eliminazione

Nessuna indicazione

I parametri farmacocinetici per KIOVIG sono stati determinati nei due Studi Clinici in pazienti con immunodeficienza primaria effettuati in Europa e negli USA. In questi studi sono stati trattati in totale 83 soggetti di almeno 2 anni di età con dosi da 300 a 600 mg/kg di peso corporeo ogni 21–28 giorni per 8–12 mesi. L'emivita media delle IgG dopo la somministrazione di KIOVIG è stata di 32,5 giorni. Tale emivita può variare da paziente a paziente, in particolare in caso di immunodeficienza primaria. I parametri farmacocinetici per il prodotto sono riepilogati nella tabella che segue. Tutti i parametri sono stati analizzati separatamente per i tre gruppi di età: bambini (sotto ai 12 anni, n=5), adolescenti (13–17 anni, n=10) e adulti (sopra ai 18 anni di età, n=64). I valori ottenuti negli studi sono confrontabili ai parametri riportati per altre immunoglobuline umane.

Riepilogo dei parametri farmacocinetici di KIOVIG

Parametro

Bambini

(≤12 anni)

Adolescenti

(13–17 anni)

Adulti

(≥18 anni)

Media

IC 95%*

Media

IC 95%

Media

IC 95%

Emivita terminale calcolata

(giorni)

41,3

20,2–86,8

45,1

27,3–89,3

31,9

29,6–36,1

Cmin (mg/dl)/(mg/kg)

(concentrazione minima)

2,28

1,72–2,74

2,25

1,98–2,64

2,24

1,92–2,43

Cmax (mg/dl)/(mg/kg)

(concentrazione massima)

4,44

3,30–4,90

4,43

3,78–5,16

4,50

3,99–4,78

Recupero in vivo (%)

121

87–137

99

75–121

104

96–114

Recupero incrementale (mg/dl)/(mg/kg)

2,26

1,70–2,60

2,09

1,78–2,65

2,17

1,99–2,44

AUC0-21d (g·h/dl) (area sotto la curva)

1,49

1,34–1,81

1,67

1,45–2,19

1,62

1,50–1,78

 

*IC – intervallo di confidenza

IgG e i complessi di IgG vengono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.

Dati preclinici

Le immunoglobuline sono componenti normali del plasma umano.

Farmacologia di sicurezza

Sulla base degli studi convenzionali di farmacologia di sicurezza e tossicità, i dati preclinici non evidenziano alcun rischio particolare per l'uomo.

Gli studi di tossicità a dosi ripetute, genotossicità e tossicità per la riproduzione in animali non sono praticabili a causa di induzione e interferenza da parte di anticorpi che si sviluppano verso proteine eterologhe.

Cancerogenicità

Dal momento che dall'esperienza clinica non si evince un potenziale cancerogeno delle immunoglobuline, non è stato condotto alcuno studio sperimentale in specie eterogenee.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Questo medicamento non deve essere somministrato in combinazione con altri medicamenti. Se necessario, KIOVIG può essere diluito con glucosio al 5% (cfr. «Indicazioni per la manipolazione»).

KIOVIG non è compatibile con soluzione salina fisiologica!

Si raccomanda di somministrazione KIOVIG separatamente da altri medicamenti ricevuti dal paziente.

Influenza su metodi diagnostici

Dopo l'infusione di immunoglobulina, l'incremento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può portare a falsi positivi nelle analisi sierologiche.

La trasmissione passiva di anticorpi anti-antigeni eritrocitari, ad es. A, B e D, può interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi eritrocitari (ad es. il test di Coombs).

Il trattamento con KIOVIG può portare a interpretazioni false positive nei test dipendenti dal rilevamento di beta-D-glucani per la diagnosi di micosi. Tale condizione può perdurare nelle settimane successive all'infusione del prodotto.

Stabilità

KIOVIG va conservato fino alla data indicata con «EXP» sull'etichetta e sulla scatola. Il medicamento non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza.

Stabilità dopo apertura

Per ragioni microbiologiche, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura. La quantità residua deve essere smaltita.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 25 °C. Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e incolore o di colore giallo chiaro. Le soluzioni torbide o che presentano depositi non devono essere somministrate.

Se è necessaria una diluizione a concentrazioni inferiori, è possibile utilizzare una soluzione di glucosio al 5%. In uno studio è stata esaminata la diluizione di immunoglobulina al 5%.

KIOVIG deve essere somministrato solo per via endovenosa utilizzando un set di somministrazione per infusione separato con filtro integrato. Non sono state valutate altre modalità di somministrazione.

Il medicamento non utilizzato o il materiale di scarto devono essere smaltiti.

Numero dell'omologazione

57469 (Swissmedic)

Confezioni

2,5 g/25 ml (B)

5 g/50 ml (B)

10 g/100 ml (B)

20 g/200 ml (B)

30 g/300 ml (B)

Titolare dell’omologazione

Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon

Stato dell'informazione

Agosto 2019