Dalmadorm®, compresse rivestite con film
MEDA Pharmaceuticals Switzerland GmbH
Composizione
Principi attivi
Flurazepam cloridrato.
Sostanze ausiliarie
Cellulosa microcristallina, amido di mais, mannitolo (E421), ipromellosa, magnesio stearato, acido stearico, talco, etilcellulosa, macrogol 6000, macrogol 400, ossido di ferro giallo (E172), titanio biossido (E171).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa rivestita con film di Dalmadorm con linea di frattura (giallo ocra) contiene 30 mg di flurazepam cloridrato.
1 compressa rivestita con film di Dalmadorm mite con linea di frattura (giallo ocra) contiene 15 mg di flurazepam cloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Disturbi del sonno.
Insonnia iniziale, frequenti risvegli notturni, risveglio troppo presto al mattino; disturbi del sonno in relazione a stati d'ansia e come conseguenza di malattie croniche.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia abituale di Dalmadorm per gli adulti è di 15 o 30 mg; si consiglia di aggiustare la dose individualmente e di utilizzare sempre la dose minima efficace.
Dalmadorm deve essere assunto immediatamente prima di coricarsi con abbondante liquido.
Le compresse rivestite con film presentano una linea di frattura. Possono essere divise per facilitarne l'assunzione ma non per dimezzarne il dosaggio.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani o debilitati
Nei pazienti anziani o debilitati, la posologia è solitamente di 15 mg/die. Per la durata del trattamento, cfr. «Dipendenza». Deve essere tenuta in considerazione l'eventualità di un possibile accumulo (cfr. Metabolismo).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale
In caso di disturbi della funzionalità epatica e renale, si consiglia cautela, come di consueto, e il dosaggio deve essere ridotto se necessario. I pazienti con gravi compromissioni epatiche non devono essere trattati con benzodiazepine, poiché si aumenta il rischio di encefalopatia.
Pazienti con insufficienza respiratoria cronica
Una dose inferiore è raccomandata anche per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica, a causa del rischio di depressione respiratoria.
Bambini
Dalmadorm non viene utilizzato in pediatria.
Controindicazioni
Dalmadorm è controindicato in:
·pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo, ad altre benzodiazepine o a una delle sostanze ausiliarie presenti secondo la composizione;
·miastenia gravis;
·insufficienza polmonare grave e depressione respiratoria;
·sindrome da apnea del sonno;
·stati fobici o ossessivi;
·psicosi cronica;
·insufficienza epatica grave.
Avvertenze e misure precauzionali
Tolleranza
Dopo l'assunzione ripetuta di benzodiazepine per alcune settimane può svilupparsi una certa perdita di efficacia (tolleranza).
Dipendenza
L'assunzione di benzodiazepine può portare allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica. Il rischio aumenta con la dose e soprattutto con la durata del trattamento. In particolare, il rischio è maggiore in pazienti con una storia di abuso di alcol o droga o in pazienti con marcati disturbi di personalità. Un monitoraggio regolare in questi pazienti è importante, le prescrizioni ripetute di routine devono essere evitate e il trattamento deve essere sospeso gradualmente.
Sintomi da astinenza
Sono stati osservati sintomi da astinenza dopo una brusca interruzione anche in pazienti che hanno ricevuto dosi terapeutiche normali per brevi periodi. Questi possono consistere in depressione, nervosismo, ansia estrema, stati di tensione, tremore, irrequietezza, confusione, alterazioni dell'umore, disturbi del sonno di rimbalzo, irritabilità, iperidrosi, diarrea, cefalea, dolori muscolari, crampi muscolari e addominali. Nei casi gravi possono manifestarsi anche i seguenti sintomi: percezione alienata dell'ambiente, disturbi della personalità, iperacusia, intorpidimento e parestesia delle estremità, ipersensibilità alla luce, ai suoni e al contatto fisico, allucinazioni o crisi epilettiche. In rari casi, la sospensione del trattamento a seguito di un dosaggio eccessivo può causare stati confusionali, manifestazioni psicotiche e convulsioni. È stato segnalato un abuso di benzodiazepine.
L'insorgenza dei sintomi da astinenza varia tra poche ore e una settimana o più dopo la sospensione della terapia, a seconda della durata d'azione della sostanza.
Per evitare i sintomi da astinenza, è sempre consigliabile ridurre gradualmente la dose. Se si verificano sintomi da astinenza, il paziente deve essere attentamente monitorato e supportato da un medico in modo costante.
Insonnia e ansia di rimbalzo
Dopo la sospensione del medicamento, i sintomi originari che hanno portato al trattamento con una benzodiazepina possono ripresentarsi in forma aggravata. Possono essere accompagnati da altre reazioni, come alterazioni dell'umore, ansia o disturbi del sonno e irrequietezza. Poiché il rischio di fenomeni di astinenza o di rimbalzo aumenta con la brusca interruzione del trattamento, si raccomanda una riduzione graduale della dose.
Amnesia
Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. La condizione si verifica di solito 1-2 ore dopo l'assunzione e può durare per diverse ore. Per ridurre il rischio, i pazienti devono accertarsi di avere un sonno sufficientemente lungo e ininterrotto (7-8 ore). Se il paziente viene svegliato durante il periodo di massima azione del medicamento, il ricordo può risultare ridotto.
Reazioni psichiatriche e «paradosse»
Sono state segnalate reazioni anomale alle benzodiazepine. Effetti comportamentali rari possono includere scatti aggressivi paradossi, agitazione, confusione, irrequietezza, eccitabilità, irritabilità, deliri, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamenti inappropriati e la comparsa di una depressione preesistente con tendenze suicide. Pertanto deve essere esercitata estrema cautela quando si prescrivono benzodiazepine a pazienti con disturbi della personalità. Se si verificano reazioni, il medicamento deve essere sospeso. Le reazioni possono essere abbastanza gravi. Si verificano con maggiore frequenza nei bambini e negli anziani.
Durata della terapia
A seconda dell'indicazione, la terapia deve essere il più breve possibile e non deve superare le 4 settimane (compresa la fase di sospensione graduale). La terapia deve essere continuata solo dopo aver rivalutato la situazione. Una terapia prolungata è indicata solo in alcuni pazienti (ad es. con stati di panico) e i benefici sono meno chiari rispetto ai rischi.
I pazienti devono essere informati della durata limitata del trattamento all'inizio della terapia, inoltre la diminuzione graduale della dose deve essere spiegata loro nel dettaglio.
È anche importante informare i pazienti sui possibili sintomi da astinenza, in modo da ridurre l'ansia legata a tali sintomi, se si verificassero quando il medicamento viene sospeso.
Se si utilizzano benzodiazepine con una lunga durata d'azione, è necessario avvertire il paziente di non passare a una benzodiazepina con una breve durata d'azione, poiché possono insorgere sintomi da astinenza.
Particolari gruppi di pazienti
Dalmadorm non deve essere impiegato come unico trattamento per la depressione o per l'ansia associata alla depressione. In alcune circostanze, i sintomi depressivi possono essere esacerbati, aumentando così il rischio di suicidio.
Dalmadorm non è raccomandato per il trattamento primario delle malattie psicotiche.
In caso di perdita dolorosa o lutto, l'adattamento psicologico può essere compromesso dalle benzodiazepine.
Dalmadorm non è indicato nei pazienti con atassia spinale o cerebellare.
I pazienti anziani devono ricevere una dose più bassa (cfr. «Posologia/Impiego»). A causa dell'effetto miorilassante, nei pazienti anziani sussiste un rischio di cadute e conseguenti fratture.
I pazienti con insufficienza respiratoria cronica devono ricevere una dose più bassa a causa dell'effetto depressivo sul sistema respiratorio.
Rischio dovuto all'uso concomitante di oppioidi
L'uso concomitante di Dalmadorm e oppioidi può portare a sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di medicamenti sedativi quali le benzodiazepine o medicamenti correlati come Dalmadorm, insieme agli oppioidi è appropriata solo nei pazienti per i quali non esistono opzioni di trattamento alternative. Se tuttavia si ritiene necessario prescrivere Dalmadorm in concomitanza con gli oppioidi, deve essere utilizzata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile (cfr. anche le raccomandazioni generali sulla posologia in «Posologia/Impiego»).
I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A questo proposito, si raccomanda vivamente di informare i pazienti e le loro persone di riferimento (se del caso) di questi sintomi (cfr. «Interazioni»).
Dalmadorm non deve essere somministrato in caso di intossicazione acuta da alcol, sedativi, ipnotici, analgesici o psicofarmaci (neurolettici, antidepressivi, litio).
Occorre usare cautela nei pazienti anziani e in quelli con disfunzioni epatiche, insufficienza renale avanzata o insufficienza cardiaca scompensata, poiché questi pazienti possono eventualmente accumulare il flurazepam ed espellerlo più lentamente.
Le benzodiazepine devono essere utilizzate in pazienti con una storia di abuso di medicamenti, alcol o droghe solo con estrema cautela.
Dalmadorm non è indicato nei bambini. Se necessario per motivi impellenti, le benzodiazepine devono essere prescritte a bambini e adolescenti solo dopo un'attenta analisi del rapporto rischio/beneficio.
Vigilanza, prontezza di reazione
A seconda della dose e della sensibilità individuale, la capacità di reazione (per esempio nel traffico stradale) può risultare essere ancora compromessa il giorno successivo all'assunzione serale.
Interazioni
La somministrazione contemporanea di benzodiazepine, compreso il flurazepam, e di medicamenti ad effetto depressivo centrale come barbiturici, psicofarmaci, sedativi, ipnotici, ansiolitici, antidepressivi, analgesici narcotici, antistaminici sedativi, anticonvulsivanti, anestetici, antipertensivi e beta-bloccanti comporta un potenziamento reciproco dell'effetto depressivo centrale.
Oppioidi: L'impiego concomitante di medicamenti sedativi quali le benzodiazepine o di medicamenti correlati come Dalmadorm, unitamente a oppioidi aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell'effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata dell'impiego concomitante devono essere limitate (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Inoltre, l'assunzione contemporanea di oppioidi può portare a un possibile potenziamento dell'effetto euforico e quindi a un aumento della dipendenza psichica. I pazienti anziani richiedono una supervisione particolare.
La somministrazione di teofillina o aminofillina può compromettere l'effetto sedativo delle benzodiazepine.
Se Dalmadorm viene somministrato in combinazione con antiepilettici, in particolare con idantoine e barbiturici o loro combinazioni, gli effetti indesiderati e la tossicità possono essere maggiori. Occorre quindi prestare particolare attenzione nell'aggiustamento del dosaggio durante il periodo iniziale del trattamento.
L'assunzione contemporanea di alcol deve essere evitata. L'effetto di Dalmadorm può essere alterato e intensificato in modo imprevedibile dall'associazione con l'alcol. Ciò compromette la capacità di condurre veicoli e di utilizzare macchinari.
L'assunzione concomitante di miorilassanti può esacerbare l'effetto rilassante di flurazepam.
Inibitori noti degli enzimi epatici, ad es. cimetidina, omeprazolo e disulfiram, possono ridurre la clearance delle benzodiazepine e potenziarne l'effetto. Induttori noti degli enzimi epatici, ad es. rifampicina, possono aumentare la clearance delle benzodiazepine.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non ci sono dati sufficienti sull'impiego di Dalmadorm in gravidanza. Esistono indicazioni di rischi per il feto umano derivanti dalle benzodiazepine.
In studi sperimentali sugli animali con Dalmadorm è stata riscontrata una tossicità riproduttiva (per ulteriori dettagli, cfr. «Dati preclinici»).
Il medicamento non deve essere somministrato in gravidanza a meno che non sia inequivocabilmente necessario.
Le pazienti in età fertile devono essere informate della necessità di segnalare immediatamente qualora stiano programmando una gravidanza o siano rimaste incinte durante il trattamento con Dalmadorm, in modo che si possa decidere se continuare o interrompere il trattamento.
La somministrazione di dosi elevate di benzodiazepine nell'ultimo trimestre di gravidanza o durante il parto può portare a irregolarità della frequenza cardiaca fetale e a ipotensione, difficoltà alla suzione, ipotermia e moderata depressione respiratoria nel neonato. I neonati da madri che hanno assunto benzodiazepine per un periodo di tempo più lungo durante le ultime fasi della gravidanza possono aver sviluppato una dipendenza fisica. Esiste pertanto il rischio di sindrome da astinenza dopo la nascita.
Allattamento
Poiché il principio attivo passa nel latte materno, Dalmadorm non deve essere usato durante l'allattamento; qualora fosse necessaria l'assunzione regolare, si raccomanda di interrompere l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
I pazienti devono essere informati che Dalmadorm, come tutti i medicamenti della stessa classe, può alterare lo svolgimento di attività impegnative. La sedazione, l'amnesia, l'alterazione della concentrazione e la compromissione della funzione muscolare influiscono negativamente sulla capacità di guidare o di lavorare con macchinari in misura variabile, in base al dosaggio, alla somministrazione, al ritmo del sonno e alla sensibilità personale. Ciò si verifica in maniera particolare dopo una durata del sonno insufficiente.
I pazienti devono inoltre essere informati del fatto che l'alcol può aumentare la perdita di funzionalità e deve quindi essere evitato durante il trattamento.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati comuni includono tra l'altro sonnolenza durante il giorno, povertà emotiva, diminuzione dell'attenzione, confusione, stanchezza, cefalea, capogiro, debolezza muscolare, atassia e diplopia. Questi fenomeni sono dose-dipendenti, si manifestano soprattutto all'inizio del trattamento e generalmente scompaiono dopo l'assunzione ripetuta o dopo l'aggiustamento del dosaggio. I pazienti anziani sono particolarmente sensibili agli effetti dei medicamenti ad effetto depressivo centrale.
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non nota: alterazioni del sangue (ad es. trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: ipersensibilità (ad es. angioedema).
Disturbi psichiatrici
Comune: povertà emotiva.
Non comune: sedazione residua e in pazienti anziani o debilitati stati confusionali.
Raro: eccitazioni paradosse.
Non nota: confusione, allucinazioni, dipendenza, sindrome da astinenza, effetto di rimbalzo, depressione, reazioni paradosse come ansia, disturbi del sonno, insonnia, incubi, irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delirio, disturbi psicotici, comportamento anomalo, disturbi emotivi, tentativo di suicidio, idea suicida.
Patologie del sistema nervoso
Comune: sonnolenza, diminuzione dell'attenzione, atassia, stordimento, capogiro, cefalea, disgeusia.
Non nota: disturbi extrapiramidali, amnesia anterograda.
Patologie dell'occhio
Raro: disturbi della vista (ad es. diplopia).
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Raro: vertigini.
Patologie vascolari
Raro: ipotensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro: depressione respiratoria, soprattutto di notte.
Patologie gastrointestinali
Raro: fastidi nel tratto gastrointestinale, nausea, sensazione di gusto amaro.
Patologie epatobiliari
Molto raro: itterizia, enzimi epatici aumentati.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: reazioni cutanee (ad es. eruzione cutanea).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: debolezza muscolare. A causa dell'effetto miorilassante, nei pazienti anziani sussiste un rischio di cadute e conseguenti fratture.
Patologie renali e urinarie
Raro: ritenzione urinaria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: disturbi della libido.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: affaticamento.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Se è stato assunto solo Dalmadorm, in genere non esiste alcun pericolo di vita, a meno che non sia stato assunto insieme ad altre sostanze attive sul SNC, compreso l'alcol.
Segni e sintomi
Le intossicazioni da benzodiazepine si manifestano solitamente, a seconda della dose assunta, con vari stadi di depressione centrale, che variano dalla sonnolenza, confusione mentale, disartria e letargia, disturbi della vista e distonia, fino ad atassia, perdita di coscienza, depressione respiratoria e/o circolatoria centrale, raramente coma e molto raramente morte.
Trattamento
Nel trattamento di un sovradosaggio di medicamento, si deve sempre considerare la possibilità che il paziente abbia assunto più sostanze contemporaneamente.
Sono indicate misure di supporto e sintomatiche generali. Dopo un sovradosaggio di benzodiazepine, deve essere indotto il vomito entro un'ora se il paziente è cosciente. Nei pazienti incoscienti, deve essere effettuata una lavanda gastrica con un'adeguata protezione delle vie aeree. Se lo svuotamento dello stomaco non porta alcun vantaggio, è necessario somministrare carbone attivo per ridurre l'assorbimento. Nell'unità di terapia intensiva è necessario prestare particolare attenzione alla funzione respiratoria e cardiovascolare. Flumazenil (Anexate®) è un antidoto specifico da utilizzare in caso di emergenza. Tuttavia, la somministrazione deve avvenire in ospedale sotto stretto monitoraggio. Il rischio di convulsioni associato alla somministrazione di flumazenil deve essere preso in considerazione, soprattutto nei pazienti che hanno assunto benzodiazepine per un tempo più lungo e in caso di sovradosaggio con antidepressivi ciclici. I barbiturici non devono essere impiegati in caso di eccitazione.
Il beneficio di una dialisi non è stato studiato.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N05CD01
Meccanismo d'azione
Negli animali, Dalmadorm inibisce la risposta pressoria alla stimolazione elettrica dell'ipotalamo e aumenta la soglia di stimolazione dell'amigdala e dell'ipotalamo.
Nell'uomo, Dalmadorm prolunga la durata del sonno, abbrevia il tempo necessario per addormentarsi e riduce la frequenza dei risvegli notturni.
La dose di 30 mg di flurazepam somministrata per via orale accorcia in misura piuttosto ridotta il sonno REM. Non è stato osservato un effetto di rimbalzo del sonno REM dopo l'interruzione. Al contrario, è stato osservato un accorciamento della fase IV del sonno.
Studi di un mese nel laboratorio del sonno hanno dimostrato che anche con l'uso ininterrotto di Dalmadorm non si verifica alcuna attenuazione dell'effetto.
Farmacodinamica
Flurazepam è una sostanza psicotropa della classe delle 1,4-benzodiazepine e si lega con elevata affinità a specifici recettori benzodiazepinici nel SNC. Flurazepam potenzia l'effetto inibitorio della trasmissione GABA-ergica su differenti reti neuronali. Ne derivano proprietà depressive della tensione, dell'eccitazione e ansiolitiche, nonché effetti sedativi e ipnotici. Inoltre, flurazepam ha proprietà depressive del tono muscolare e anticonvulsivanti.
Farmacocinetica
Assorbimento
Flurazepam viene assorbito rapidamente e quasi completamente dal tratto gastrointestinale e viene rapidamente convertito in metaboliti farmacologicamente attivi.
Distribuzione
Dopo somministrazione orale di 30 mg di flurazepam, nel siero possono essere rilevate solo tracce della sostanza immutata.
Si deve presumere che nell'uomo, flurazepam o i suoi metaboliti, come altre benzodiazepine, attraversino la barriera placentare e passino anche nel latte materno.
Il legame proteico del flurazepam in vivo è pari al 91%, quello dell'N-desalchilflurazepam al 97%.
Metabolismo
Un metabolita efficace, l'idrossietilflurazepam, è rilevabile solo per alcune ore dopo la somministrazione, la sua emivita di eliminazione è pari a un'ora circa e il volume di distribuzione è pari a 1,4 l/kg.
Un ulteriore metabolita efficace nel siero è l'N-desalchilflurazepam. La sua emivita di eliminazione è pari a 40-100 ore, il volume di distribuzione è pari a 0,41 l/kg. Tempi di eliminazione più lunghi si riscontrano con l'aumentare dell'età. Con la somministrazione giornaliera ininterrotta, l'N-desalchilflurazepam raggiunge un valore di plateau (equilibrio dinamico) dopo 7-10 giorni, che è circa cinque volte superiore alla concentrazione 24 ore dopo una singola dose.
Eliminazione
I metaboliti sono escreti principalmente nell'urina.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Le benzodiazepine devono essere prescritte a bambini e adolescenti solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.
Dati preclinici
Tossicità acuta
Cfr. «Sovradosaggio».
Tossicità in caso di somministrazione ripetuta
La somministrazione orale giornaliera ripetuta della base di flurazepammonoidrocloruro a ratti e cani per un periodo di 6 o 12 mesi a un dosaggio di 90 mg/kg di peso corporeo/die ha portato a una diminuzione del peso corporeo, a un aumento della GOT sierica e della fosfatasi alcalina, nonché a un aumento del peso del fegato e a un'infiltrazione grassa nel fegato.
Potenziale mutageno e cancerogeno
Dalmadorm non è stato sufficientemente studiato per quanto riguarda gli effetti mutageni. Tuttavia, i test effettuati finora sono risultati negativi. Non sono disponibili studi a lungo termine sugli animali per quanto riguarda il potenziale cancerogeno.
Tossicità per la riproduzione
L'esposizione prenatale a Dalmadorm in studi su animali (topi, ratti, conigli) fino a 30 mg/kg di peso corporeo non ha mostrato alcuna evidenza di potenziale teratogeno. Sono stati osservati tassi di assorbimento più elevati al di sopra di 3 mg/kg di peso corporeo. Effetti ritardanti nella generazione F1 si sono verificati dopo l'applicazione di 27 mg/kg di peso corporeo (disturbi dell'ossificazione) e 30 mg/kg di peso corporeo (depressione del peso corporeo). Non è stata dimostrata alcuna diminuzione della fertilità nei ratti. Il flurazepammonoidrocloruro è placentare e compare nel latte materno.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento può essere utilizzato solo fino alla data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
40536 (Swissmedic).
Confezioni
Dalmadorm, compresse rivestite con film con linea di frattura da 30 mg: 10, 30 e 100. [B]
Dalmadorm mite, compresse rivestite con film con linea di frattura da 15 mg: 10, 30 e 100. [B]
Titolare dell’omologazione
MEDA Pharmaceuticals Switzerland GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Novembre 2024.
[Version 101 I]