OPTIRAY® 300, 350

Composizione

Principi attivi

Ioversolo

Sostanze ausiliarie

sodio calcio edetato, trometamina, trometamina cloridrato, acido cloridrico e/o sodio idrossido per la correzione del pH, acqua per preparazioni iniettabili

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Mezzo di contrasto iodato pronto all'uso, a bassa osmolalità, non ionico (monomerico), per iniezione intravenosa e intrarteriosa o infusione, disponibile in due concentrazioni di iodio:

OPTIRAY 300:

1 ml contiene 636 mg di ioversolo, corrispondente a un tenore di iodio di 300 mg/ml

 

50 ml

75 ml

100 ml

125 ml

200 ml

500 ml

Ioversolo [g]

31.8

47.7

63.6

79.5

127.2

318

Iodio [g]

15

22.5

30

37.5

60

150

 

OPTIRAY 350:

1 ml contiene 741 mg di ioversolo, corrispondente a un tenore di iodio di 350 mg/ml

 

50 ml

75 ml

100 ml

125 ml

200 ml

500 ml

Ioversolo [g]

37.05

55.58

74.1

92.63

148.2

370.5

Iodio [g]

17.5

26.25

35

43.75

70

175

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Indicazioni documentate:

Mezzo di contrasto iodato non ionico a bassa osmolarità per angiografia a sottrazione digitale (DSA), arteriografia cerebrale, arteriografia coronarica, ventricolografia (sinistra), arteriografia addominale, arteriografia periferica, flebografia, urografia escretoria endovenosa e tomografia computerizzata con mezzo di contrasto.

L'uso di Optiray in pediatria è dimostrato per Optiray 300 nell'arteriografia periferica e addominale e nell'urografia escretoria endovenosa.

Posologia/impiego

Il dosaggio dipende dalle condizioni generali del paziente, dalla sua età, dal peso, dalla gittata cardiaca, dalla domanda clinica, dal tipo e dal volume dell'area vascolare da esaminare, dalla tecnica dell'esame, dall'attrezzatura e dalla concentrazione di iodio selezionata. Al fine di ridurre il carico fisiologico, si dovrebbe mirare alla dose minore possibile che garantisce un risultato diagnostico ottimale.

In genere, il soggetto dovrebbe essere a digiuno, ma adeguatamente idratato. I disturbi dell'equilibrio elettrolitico e/o idrico devono essere compensati prima e dopo l'esame, soprattutto nei soggetti a rischio (diabetici, soggetti con insufficienza renale, mieloma multiplo, poliuria, oliguria, iperuricemia, bambini piccoli). Optiray deve essere dosato con cautela in questi pazienti. Se possibile, l’iniezione intravascolare del mezzo di contrasto deve essere effettuata in posizione distesa e il soggetto deve essere monitorato per almeno 60 minuti, poiché l'esperienza ha mostrato che la maggior parte di tutte le reazioni avverse si verifica entro questo lasso di tempo (si veda Avvertenze e misure precauzionali e/o Effetti indesiderati).

Sulla base dei risultati clinici, i dosaggi raccomandati (validi solo per gli adulti, se non diversamente specificato) sono i seguenti:

 

Indicazione

Conc.

Dose

Dose massima

Arteriografia addominale e renale

Adulti

300, 350

Aorta: 10 – 80 ml

Arteria celiaca: 12 – 60 ml

Arteria mesenterica superiore: 15 – 60 ml

Arteria renale o mesenterica inferiore: 6 – 15 ml

Ripetibile fino a 250 ml

Bambini

300

1 – 3 ml/kg di peso corporeo

100 ml

Arteriografia periferica

Adulti

300, 350

Biforcazione aortica: 20 – 90 ml

Arteria iliaca comune: 10 – 40 ml

Arteria femorale: 10 – 40 ml

Arterie succlavie: 15 – 30 ml

Arterie brachiali: 15 – 30 ml

Ripetibile fino a 250 ml

Bambini

300

1 – 3 ml/kg di peso corporeo

100 ml

Arteriografia cerebrale

300

Arterie carotidi, vertebrali: 2 – 12 ml

Arco aortico: 20 – 50 ml

200 ml

Tomografia computerizzata

Craniale

300, 350

50 – 150 ml

150 ml

Total body

300, 350

Bolo: 25 – 75 ml

Infuso: 50 - 100 ml

come bolo iniziale o infusione rapida o una combinazione di entrambi.

La velocità di applicazione, il diagramma di fase e la stratificazione precoce o tardiva dipendono dalla domanda clinica

150 ml

(massimo fino a 2-3 ml/kg di peso corporeo)

Angiografia a sottrazione digitale (DSA)

Intrarteriosa

(IA-DSA)

300

Arterie carotidi: 6 -10 ml

Arteria vertebrale: 4 – 8 ml

Aorta: 25 – 50 ml

Arterie succlavie e brachiali: 2 – 10 ml

Arteria addominale: 2 – 20 ml

Ripetibile fino a 200 ml

Endovenosa

(IV-DSA)

300, 350

30 – 50 ml per iniezione.

Iniezione periferica: velocità 8 – 12 ml/s;

Iniezione centrale (pre-atriale): velocità 10 – 20 ml/s. Se necessario, iniettare 20 – 50 ml di soluzione di NaCl allo 0,9%.

Ripetibile fino a 250 ml

Arteriografia coronarica e ventricolografia

300, 350

Arteria coronaria sinistra: 2-10 ml

Arteria coronaria destra: 1-10 ml

Ventricolo sinistro: 30-50 ml

Ripetibile fino a 250 ml

Flebografia

300, 350

Per ciascuna estremità: 50 – 100 ml

Alla fine dell’esame, lavare il sistema venoso con una soluzione di NaCl allo 0,9% o una soluzione di destrosio al 5%. Il massaggio e il sollevamento degli arti favoriscono l’eliminazione del mezzo di contrasto.

250 ml

Urografia escretoria endovenosa

Adulti

300

50 – 100 ml fino al massimo 1.5 – 2 ml/kg di peso corporeo

150 ml

350

50 – 75 ml fino al massimo 1.4 ml/kg di peso corporeo

Dosi più elevate (1,5 - 2 ml/kg di peso corporeo) possono essere indicate in caso di insufficiente opacizzazione (funzione renale compromessa, pazienti anziani), ma tenendo conto delle dosi massime. Infondere il più rapidamente possibile per ottenere risultati ottimali.

140 ml

Lattanti e bambini

300

Fino a 1 anno: 3 ml/kg di peso corporeo

Oltre 1 anno: 2 ml/kg di peso corporeo

100 ml

 

La dose massima dipende sia dallo stato di salute del soggetto sia dal tempo complessivo richiesto per la somministrazione della dose totale. I bambini piccoli, i soggetti con una riserva cardiaca ridotta, un volume di distribuzione ridotto, un’alterazione della barriera ematoencefalica e funzionalità epatica o renale compromessa presentano un rischio relativo maggiore di soffrire di un sovradosaggio del mezzo di contrasto. Se la dose massima è stata superata, in casi urgenti, l'esame con mezzo di contrasto intravascolare può essere ripetuto o continuato al più presto dopo un intervallo di 10 ore. In questi casi si raccomanda un attento monitoraggio della funzione renale per almeno 72 ore. Quando si utilizzano mezzi di contrasto, devono essere sempre osservate le norme igieniche generali per le soluzioni sterili (vedere "Altre indicazioni").

Controindicazioni

Ipertiroidismo manifesto, storia di reazione conosciuta grave al mezzo di contrasto Optiray (ioversolo), ipersensibilità a qualsiasi eccipiente, grave insufficienza renale con lesioni epatiche gravi.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni gravi o fatali si sono verificate in relazione all'uso di mezzi di contrasto iodati. È imperativo che l'esame sia effettuato da personale specializzato.

Particolare cautela è richiesta in caso di prescrizione del prodotto a soggetti con una storia nota di ipersensibilità ai mezzi di contrasto, d’insufficienza cardiovascolare scompensata, d’enfisema polmonare, di pessime condizioni generali, di malattie epatiche e renali combinate, d’arteriosclerosi cerebrale avanzata, d’epilessia, d’ipertiroidismo latente, gozzo nodulare benigno, di mieloma multiplo o altre cause di paraproteinemia, di feocromocitoma, di diabete mellito di lunga data, di predisposizione a reazioni allergiche, di malattie dell’emostasi, di omocistinuria, nonché di somministrazione intravascolare a pazienti portatori omozigoti di anemia falciforme. I mezzi di contrasto non devono essere utilizzati nei diabetici con funzione renale ridotta, a meno che il bilancio rischi-benefici non sia positivo. I pazienti con omocistinuria sono a maggior rischio di trombosi o embolia.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, è cioè essenzialmente

‘senza sodio’.

Rischio di ipersensibilità

Nei pazienti con aumentato rischio di ipersensibilità, i mezzi di contrasto iodati devono essere utilizzati solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e, se necessario, dopo premedicazione antiallergica. Ogni premedicazione ha i suoi rischi e non fornisce una protezione completa. Se si verifica una reazione anafilattica/anafilattoide, devono essere rese disponibili adeguate opzioni di rianimazione e, in particolare, adrenalina per uso parenterale (si veda sotto). Per i pazienti che assumono beta-bloccanti, vedere Interazioni.

Particolare cautela è richiesta in caso di intolleranza nota agli inibitori delle prostaglandine, ai mezzi di contrasto, nonché in caso di raffreddore da fieno, allergia alimentare, atopia/asma (aumentato rischio di reazione di ipersensibilità o broncospasmo), insufficienza epatica, renale, cardiovascolare o respiratoria. Un test preliminare con piccole quantità di mezzo di contrasto non consente una prognosi affidabile di gravi reazioni al mezzo di contrasto.

Dopo la somministrazione di Optiray sono state segnalate reazioni di ipersensibilità sistemica gravi, pericolose per la vita, come reazione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (= sindrome DRESS, Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms). Segni precoci o tardivi di ipersensibilità come febbre o linfoadenopatia possono anche comparire senza manifestazioni cutanee visibili. Se si verificano tali sintomi, il paziente deve ricevere cure mediche immediate.

Reazioni di ipersensibilità

Come con tutti i mezzi di contrasto iodati, possono verificarsi reazioni anafilattoidi con complicanze cardiovascolari (shock) o respiratorie (edema della laringe, broncospasmo) potenzialmente fatali, nonché sintomi addominali, orticaria, angioedema o complicanze neurologiche.

Per ogni esame devono quindi essere soddisfatti i requisiti di personale per la terapia d'urgenza e il materiale necessario deve essere pronto all'uso (ossigeno, adrenalina o altro farmaco a seconda della co-medicazione, materiale per infusione, possibilità di intubazione e ventilazione, ecc.). È essenziale conoscere l'attuazione di tutte le misure di emergenza. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia devono essere monitorati per diverse ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto per rilevare effetti emodinamici ritardati che possono accompagnare l'aumento transitorio del carico osmotico sulla circolazione; gli altri pazienti per almeno 60 minuti, poiché l'esperienza ha dimostrato che la maggior parte di tutte le reazioni indesiderate si verifica entro questo lasso di tempo (vedere “Effetti indesiderati”). Tuttavia, reazioni ritardate sono possibili anche dopo ore o giorni.

Si prega di notare anche le raccomandazioni generali per l'uso in “Posologia/Impiego”.

Disturbi del sistema nervoso centrale

Con l'uso di ioversolo è stata segnalata encefalopatia (vedere “Effetti indesiderati”). L'encefalopatia da contrasto può presentarsi con sintomi e segni di disfunzione neurologica come cefalea, disturbi visivi, cecità corticale, confusione, crisi convulsive, perdita di coordinazione, emiparesi, afasia, perdita di coscienza, coma e edema cerebrale. I sintomi si verificano di solito entro pochi minuti o poche ore dalla somministrazione di ioversolo, e generalmente si risolvono in pochi giorni. I fattori che aumentano la permeabilità della barriera ematoencefalica faciliteranno il trasferimento dei mezzi di contrasto al tessuto cerebrale e possono portare a possibili reazioni a carico del sistema nervoso centrale, come ad esempio encefalopatia.

In caso di sospetta encefalopatia da mezzo di contrasto, deve essere avviata un’adeguata gestione medica e ioversolo non deve essere risomministrato.

Fattore di rischio per disfunzione tiroidea

I mezzi di contrasto iodati influenzano la funzione tiroidea a causa del loro contenuto di ioduro libero e possono portare a ipertiroidismo in pazienti predisposti. Per evitare questo disturbo metabolico, è necessario identificare i possibili fattori di rischio tiroideo. Sono a rischio i pazienti con ipertiroidismo latente o autonomia funzionale. Nei pazienti potenzialmente a rischio, la funzionalità tiroidea deve essere valutata e l'ipertiroidismo deve essere escluso prima dell’esame. Deve essere preso in considerazione un blocco tiroideo farmacologico preventivo. Inoltre, la somministrazione di mezzi di contrasto iodati può scatenare ipotiroidismo nei neonati e soprattutto nei neonati pretermine. Per questo motivo i valori di TSH e T4 vanno controllati 7-10 giorni e 1 mese dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Si veda anche sotto "Interazioni", "Effetti indesiderati" e "Altre indicazioni".

Fattore di rischio disfunzione renale

In rari casi, specialmente nei reni precedentemente danneggiati, può verificarsi insufficienza renale acuta, reversibile nella maggior parte dei casi. Fattori predisponenti sono: insufficienza renale preesistente, in particolare nefropatia diabetica, età superiore a 60 anni, disidratazione, sclerosi vascolare avanzata, plasmocitoma, insufficienza cardiaca congestizia, alte dosi di mezzo di contrasto e iniezioni multiple, somministrazione diretta di mezzo di contrasto nell'arteria renale, esposizione a altre nefrotossine. Il rischio di ipertensione, iperuricemia e proteinuria non è chiaro. Si raccomandano le seguenti misure preventive: assicurare un'adeguata assunzione di liquidi prima e dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, preferibilmente mediante infusione di soluzione fisiologica (0,45% NaCl), evitare qualsiasi nefrotossina aggiuntiva, limitare la dose al minimo assolutamente necessario, rispettare un intervallo di tempo sufficientemente lungo tra due somministrazioni di mezzo di contrasto (almeno 48 ore). I mezzi di contrasto iodati possono essere impiegati nei pazienti in dialisi in quanto vengono eliminati attraverso la dialisi.

Fattore di rischio malattia cardiovascolare

I pazienti con malattie cardiovascolari sono maggiormente rischio di gravi alterazioni dell'emodinamica e dell'elettrofisiologia cardiache (stimolazione e conduzione). Ciò è particolarmente vero dopo l'applicazione intracoronarica di mezzo di contrasto, così pure come quella nel ventricolo sinistro e nel ventricolo destro oppure dopo l’uso di dosi elevate di mezzo di contrasto. I pazienti con insufficienza cardiaca, grave malattia coronarica, angina pectoris instabile, malattie delle valvole cardiache, infarto miocardico recente, innesti di bypass coronarico e pazienti con ipertensione polmonare sono particolarmente suscettibili di sviluppare reazioni cardiache.

Fattore di rischio feocromocitoma

Nei pazienti con feocromocitoma sospetto o noto, si raccomanda un'adeguata premedicazione e un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio a causa del rischio di gravi crisi pressorie. Se, a giudizio del medico, i benefici superano i rischi, l'esame può essere effettuato, ma con la più bassa dose possibile di mezzo di contrasto. La pressione sanguigna deve essere monitorata durante l'esame e devono essere preparate misure per il trattamento di una crisi ipertensiva.

Fattore di rischio anemia falciforme

La somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto a pazienti portatori omozigoti di anemia falciforme può aumentare la formazione di cellule falciformi.

Fattore di rischio miastenia grave

La somministrazione di mezzi di contrasto per raggi X può influire negativamente sui sintomi della miastenia grave.

Fattore di rischio stravaso

È necessaria cautela per evitare lo stravaso durante l'iniezione, in particolare nei pazienti con grave malattia arteriosa o venosa.

Fattore di rischio anestesia generale

L'anestesia generale può essere richiesta per alcune procedure in pazienti selezionati; tuttavia, in queste circostanze è stato segnalato un tasso più elevato di effetti collaterali. La causa può essere l'effetto ipotonico dell'anestetico o l'incapacità di questi pazienti di identificare sintomi indesiderati.

 

Per i singoli tipi di applicazione devono essere osservate le seguenti informazioni e misure precauzionali:

 

Arteriografia cerebrale

Particolare cautela è indicata nei pazienti con aterosclerosi avanzata, ipertensione grave, scompenso cardiaco, senilità e pregressa trombosi o embolia cerebrali ed emicrania. Qui possono verificarsi reazioni cardiovascolari come bradicardia e aumento o diminuzione della pressione sanguigna.

Arteriografia periferica

La pulsazione deve essere presente nell'arteria da iniettare. Nella tromboangioite obliterante o nelle infezioni ascendenti associate a grave ischemia, l'angiografia deve essere eseguita con cautela, se non del tutto.

Arteriografia e aortografia addominale

A seconda della tecnica utilizzata, l'aortografia può causare lesioni all'aorta e agli organi adiacenti, puntura pleurica, sanguinamento retroperitoneale, lesione del midollo spinale e sintomi di paraplegia.

Arteriografia coronarica e ventricolografia

Scompenso cardiaco, aritmie gravi, ischemia e infarto del miocardio possono verificarsi durante l'arteriografia coronarica e la ventricolografia del lato sinistro. È imperativo che l'esame sia eseguito da personale specializzato e che siano disponibili apparecchiature ECG e adeguate strutture di rianimazione e cardioversione. Il monitoraggio dell'ECG e dei segni vitali dovrebbe essere di routine durante l'esame. Come con qualsiasi mezzo di contrasto, durante l'angiocardiografia si possono osservare gravi eventi neurologici. Tuttavia, non è stata ancora confermata una connessione causale con il mezzo di contrasto, poiché la malattia di base e la stessa procedura tecnica sono fattori causali.

Flebografia

Particolare cautela è richiesta nei pazienti con sospetta trombosi, flebite, grave ischemia, infezioni locali o occlusione totale del sistema venoso. Si raccomanda la fluoroscopia a raggi X per evitare lo stravaso durante l'iniezione.

Interazioni

Agenti per colecistografia

La somministrazione di qualunque mezzo di contrasto intravascolare per radiologia deve essere rinviata in pazienti che hanno recentemente assunto un agente di contrasto per colecistografia perché

casi di tossicità renale sono stati segnalati in singoli pazienti con disfunzioni epatiche a cui erano stati somministrati agenti per colecistografia seguiti da mezzi di contrasto intravascolari.

Antidiabetici del gruppo delle biguanidi (metformina, buformina)

La compromissione della funzione renale, spesso riscontrata nei diabetici dopo dosi più elevate di mezzo di contrasto, può causare acidosi lattica. Se la funzione renale è normale, il trattamento con biguanide deve essere ripreso non prima di due giorni dopo l'esame o dopo che la funzione renale si è stabilizzata. Le biguanidi sono controindicate in caso di insufficienza renale preesistente. In caso di esami di emergenza senza controllo della funzionalità renale, devono essere osservate tutte le misure per prevenire l'insufficienza renale o l'acidosi lattica. Inoltre, devono essere osservate le "Avvertenze e misure precauzionali".

Interleuchina-2 (IL-2), interferone

Alla somministrazione simultanea di interleuchina-2 può essere associata una maggiore ipersensibilità ai mezzi di contrasto o una maggiore tossicità dell'IL-2 con sintomi quali arrossamento della pelle, eritema, febbre o sintomi simil-influenzali e reazioni allergiche ritardate. Lo stesso è riportato anche di altri modulatori immunitari come l'interferone. Se possibile, un esame con mezzo di contrasto dovrebbe essere evitato nei pazienti in trattamento con IL-2 e programmato per una data almeno due settimane dopo la fine della terapia.

Beta-bloccanti

La predisposizione a reazioni idiosincratiche è aumentata nei pazienti che assumono beta-bloccanti attraverso la modulazione dell'adenilato ciclasi e il conseguente aumento del rilascio di mediatori anafilattoidi, con conseguente aumento del rischio di broncospasmo. Inoltre, i beta-bloccanti provocano una ridotta capacità di compensazione cardiaca e vascolare. Inoltre, deve essere presa in considerazione una risposta ridotta all'adrenalina o ai beta simpaticomimetici in caso di una medicazione d’urgenza. Oltre ad un'attenta preparazione di emergenza (eventualmente glucagone al posto delle catecolamine), si raccomanda la (progressiva) riduzione del beta-bloccante, se clinicamente giustificabile, soprattutto nei pazienti ad alto rischio (asmatici, insufficienza cardiovascolare, precedente reazione al mezzo di contrasto), nonché la premedicazione con antistaminici e/o steroidi.

Farmaci che abbassano le soglie convulsive

I farmaci che abbassano la soglia convulsiva, come fenotiazine, antidepressivi triciclici, inibitori delle MAO, analettici, neurolettici, anestetici devono essere sospesi, se giustificabile dal punto di vista medico, 48 ore prima e 24 ore dopo un'arteriografia cerebrale, specialmente negli epilettici o nei pazienti con danno cerebrale focale.

Diuretici

A causa delle proprietà iperosmolari di Optiray, esiste un effetto diuretico additivo. Possono verificarsi o peggiorare disidratazione, aumento del rischio di nefropatia, squilibrio elettrolitico e disturbi ipotensivi con sequele cardiache. Particolare cautela deve essere esercitata nei diabetici, nei pazienti con insufficienza renale, in quelli anziani multimorbosi, nei pazienti che assumono farmaci con un ristretto range terapeutico e quando si utilizzano alte dosi di mezzi di contrasto. Le precauzioni includono un'adeguata idratazione, l'interruzione della co-terapia e un appropriato monitoraggio del paziente.

Farmaci vasopressori

I mezzi di contrasto non dovrebbero mai essere somministrati per via intrarteriosa dopo che sono stati precedentemente somministrati vasopressori, poiché ciò aumenta gli effetti collaterali neurologici.

Farmaci potenzialmente nefrotossici

I farmaci che possono avere un effetto potenzialmente nefrotossico, come gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), gli aminoglicosidi, l'amfotericina, i farmaci antinfiammatori non steroidei, i diuretici o la ciclosporina, usati in concomitanza coi mezzi di contrasto iodati, possono compromettere maggiormente la funzionalità renale e causare danni permanenti. Pertanto, in particolare nei pazienti ad alto rischio (diabetici, insufficienza renale), la clearance deve essere monitorata con una buona idratazione fino a 72 ore dopo la somministrazione del mezzo di contrasto e l'(emo)dialisi iniziata in caso di emergenza.

Fibrinolitici

In vitro, i mezzi di contrasto iodati alterano l'effetto dei fibrinolitici in modo dipendente dalla concentrazione. A causa di questa inibizione enzimatica, che varia a seconda del fibrinolitico, i mezzi di contrasto iodati non devono essere usati contemporaneamente.

Per maggiori informazioni sugli anticoagulanti vedere “Altre indicazioni”.

 

 

Terapia con radioiodio della tiroide

L’avidità del tessuto tiroideo o dei tumori tiroidei e delle metastasi per i radioisotopi (iodio-131) è compromessa dai mezzi di contrasto iodati idrosolubili fino a due settimane e in rari casi più a lungo.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Vi sono prove evidenti di rischi per il feto umano a seguito di esami a raggi X (effetti dei raggi X). Esperimenti su animali con ratti e conigli non hanno mostrato alcun effetto teratogeno specifico della sostanza. C'è poca esperienza clinica con Optiray, quindi non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia assolutamente necessario.

Allattamento

Non è noto se ioversolo sia escreto nel latte materno. In generale, per i mezzi di contrasto iodati, circa l'1% del volume iniettato viene eliminato attraverso il latte materno. Pertanto, Optiray non deve essere usato durante l'allattamento. Se assolutamente necessario, si consiglia di interrompere l'allattamento al seno da 24 a 48 ore.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati condotti studi clinici al riguardo. Poiché generalmente è prevedibile una reazione acuta entro la prima ora dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, durante questo periodo non devono essere azionati veicoli o macchinari.

Occorre tenere conto dell'influenza della malattia di base e dell'esame sulle condizioni generali del paziente (vedere «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

La frequenza degli effetti collaterali è descritta come segue:

Descrizione

Frequenza

Percentuale

molto comune

Uguale o superiore a 1/10 pazienti

≥10%

comune

1/100 a meno di 1/10 pazienti

≥ 1% - < 10%

non comune

1/1000 a meno di 1/100 pazienti

≥ 0,1% - < 1%

raro

1/10000 a meno di 1/1000 pazienti

≥ 0,01% - < 0,1%

molto raro

Meno di 1/10000 pazienti

< 0,01%

non conosciuto

Non può essere stimata sulla base dei dati disponibili

 

 

Nella maggior parte dei casi, gli effetti indesiderati sono da lievi a moderati. Gli effetti collaterali gravi e potenzialmente letali sono da molto rari a rari.

Lievi effetti collaterali possono essere i primi segni di una progressione o di gravi reazioni generalizzate. In tali casi, la somministrazione deve essere interrotta immediatamente e, a seconda della progressione dei sintomi, deve essere iniziata una terapia appropriata (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

La maggior parte degli effetti indesiderati si verifica durante i primi minuti dopo la somministrazione del mezzo di contrasto. Tuttavia, molto raramente, sono segnalate anche reazioni ritardate che si manifestano fino a pochi giorni dopo la somministrazione del mezzo di contrasto (reazioni ritardate). Oltre alle reazioni cutanee, sono presenti complicanze neurologiche, funzionalità renale compromessa, autonomia tiroidea, febbre e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito).

Leggere sensazioni anomale come una sensazione di calore sono molto spesso osservate dopo la somministrazione di mezzi di contrasto iodati. Anche il dolore da iniezione è comune. Altri effetti indesiderati si sono verificati in un totale di 1,1% di tutti i pazienti - il più comune è stato nausea (0,4%), reazioni cutanee come orticaria, eritema o prurito (0,3%) e vomito (quasi 0,1%). Tutti gli altri sintomi sono stati riscontrati in meno dello 0,1% di tutti i pazienti.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: ipersensibilità.

Molto raro: reazione anafilattoide, reazione anafilattica, shock anafilattoide, shock anafilattico

Non conosciuto: reazione di ipersensibilità di tipo IV, ipersensibilità

Patologie endocrine

Non conosciuto: ipertiroidismo, ipotiroidismo (compreso quello transitorio del neonato)

I mezzi di contrasto iodati possono portare a squilibri metabolici acuti (es. crisi tireotossica) in caso di ipertiroidismo (ipertiroidismo latente) (vedereAvvertenze e misure precauzionali”). Casi di ipotiroidismo dovuti a sovraccarico di iodio sono stati riportati nei neonati e soprattutto nei prematuri.

Disturbi psichiatrici

Molto raro: agitazione, stato confusionale, disorientamento, ansia

Patologie del sistema nervoso

Non comune:

Raro: sincope, vertigine, sensazione di insetti striscianti, tremore, capogiro, cefalea, parestesia, disgeusia

Molto raro: perdita di coscienza, sonnolenza, afasia, ipoestesia, sguardo fisso, disturbo dell'eloquio (inclusa disartria)

Non conosciuto: Discinesia*, paralisi*, crisi convulsiva*, amnesia*, infarto cerebrale (relazione causale non chiara), encefalopatia da mezzo di contrasto

*dopo iniezione intra-arteriosa

 

Patologie dell'occhio

Raro: compromissione della vista, visione offuscata, tumefazione degli occhi, edema periorbitale.

Molto raro: congiuntivite allergica, irritazione oculare, iperemia oculare, lacrimazione aumentata, edema congiuntivale

Non conosciuto: cecità transitoria

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Molto raro: tinnito

Patologie cardiache

Raro: tachicardia

Molto raro: bradicardia, aritmia, fibrillazione atriale, disturbo di conduzione, blocco atrio-ventricolare, elettrocardiogramma anormale, angina pectoris

Non conosciuto: arresto cardiaco, fibrillazione ventricolare, blocco cardiaco, arteriospasmo coronarico, cianosi, extrasistoli, palpitazioni

Patologie vascolari

Raro: ipotensione, vasodilatazione, rossore

Molto raro: ipertensione, flebite, scarsa circolazione periferica, tromboflebite, disturbi circolatori cerebrovascolari o di altri organi

Non conosciuto: condizioni potenzialmente letali con collasso circolatorio, shock, trombosi, vasospasmo

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: laringospasmo, edema della laringe, ostruzione della laringe (inclusi sintomi come tensione della gola e stridore), irritazione della gola, dispnea, stranuto, congestione nasale (gonfiore della mucosa nasale), rinite, tosse

Molto raro: edema polmonare, ipossia, faringite

Non conosciuto: arresto respiratorio, asma, broncospasmo, disfonia

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea.

Raro: vomito, bocca secca

Molto raro: dolore addominale, edema della lingua, disfagia, ipersecrezione salivare, sialoadenite non infettiva

Non conosciuto: diarrea

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: orticaria

Raro: eritema, eruzione cutanea, prurito

Molto raro: angioedema, iperidrosi, sudore freddo

Non conosciuto: necrolisi epidermica tossica (TEN), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), eritema multiforme, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pallore

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto raro: spasmi muscolari

Non conosciuto: mialgia (dolore muscolare)

Patologie renali e urinarie

Raro: urgenza della minzione

Molto raro: incontinenza, compromissione renale, creatinina ematica aumentata, ridotta velocità di clearance, clearance renale della creatinina ridotta, oliguria, anuria, ematuria, insufficienza renale acuta, lesione tubulare renale, disuria, minzione/defecazione incontrollata. Per quanto riguarda i pazienti a maggior rischio si rimanda alle relative “Avvertenze e misure precauzionali”.

Non conosciuto: necrosi tubulare renale

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: sensazione di caldo

Comune: dolore

Raro: sensazione di freddo, edema della faccia, brividi

Molto raro: edema, dolore toracico, stanchezza, astenia (debolezza), sensazione di anormalità, dolore in sede di iniezione, tumefazione in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione, infiammazione in sede di iniezione, emorragia in sede di iniezione, necrosi in sede di iniezione, cellulite in sede di iniezione, lentezza, malessere

Non conosciuto: piressia, stravaso in sede di iniezione

Le reazioni locali dopo lo stravaso regrediscono di solito da sole; in casi molto rari possono essere necessarie misure chirurgiche (operazione) per rimuovere le ulcere. Si deve prestare attenzione per garantire una corretta somministrazione intravascolare.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Un sovradosaggio può essere potenzialmente fatale e interessa principalmente i sistemi polmonare, cardiovascolare e renale. Il trattamento deve essere finalizzato al mantenimento delle funzioni vitali e al tempestivo ricorso a un appropriato trattamento sintomatico. In alcuni casi può essere indicata l'accelerazione dell'eliminazione mediante dialisi. (Vedere anche Posologia/Impiego e Effetti indesiderati).

Proprietà/effetti

Codice ATC

V08AB07

Meccanismo d’azione

Lo iodio legato covalentemente nella molecola di ioversolo consente un imaging di contrasto positivo dell'organismo, poiché lo iodio assorbe i raggi X maggiormente dei tessuti molli.

Farmacodinamica

Optiray appartiene alla classe dei mezzi di contrasto radiografici triiodinati (monomerici), idrosolubili, a bassa osmolarità, non ionici. La soluzione iniettabile pronta per l'uso è limpida, di colore da incolore a leggermente giallognolo e presenta le seguenti proprietà fisico-chimiche:

Concentrazione

pH

Osmolalità (mOsm/kg H2O)

Viscosità a 25°C (in mPa.s)

Viscosità a 37°C (in mPa.s)

Optiray 300

6.0 – 7.4

645

8.2

5.5

Optiray 350

6.0 – 7.4

780

14.3

9.0

 

Efficacia clinica

Non applicabile (prodotto diagnostico).

Farmacocinetica

Assorbimento

Non applicabile.

Distribuzione

Come altri mezzi di contrasto radiografici iodati idrosolubili, ioversolo si distribuisce negli spazi intravascolari e interstiziali. Non è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica integra e per la sua elevata idrofilia (solubilità in acqua > 125% p/v) si lega solo in minima parte (9-13%) alle proteine ​​sieriche.

Metabolismo

Ioversolo non è metabolizzato ed è eliminato immodificato.

Eliminazione

L'emivita media di eliminazione plasmatica è di 118 minuti dopo la somministrazione di 50 ml e di 105 minuti dopo la somministrazione di 150 ml di Optiray 320. Ioversolo viene escreto principalmente per via renale tramite filtrazione glomerulare senza riassorbimento tubulare. Più del 95% della dose somministrata viene escreta entro le prime 24 ore, con la massima concentrazione urinaria che si verifica entro le prime due ore dopo l'iniezione. L'escrezione attraverso le feci è trascurabile.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

In caso di insufficienza renale, l'escrezione è significativamente più lenta, a volte eterotopica attraverso i dotti biliari, per cui può essere necessaria la dialisi.

Dati preclinici

Negli studi di tossicità acuta in ratti e topi, i valori di DL50 per ioversolo dopo somministrazione endovenosa erano compresi tra 15 e 18 g di iodio/kg. Si sono verificati depressione respiratoria, ipoattività, fascicolazioni, atassia, tremore e convulsioni.

Negli studi di tossicità a dose ripetuta, lo ioversolo (somministrazione endovenosa) ha causato vacuolizzazione citoplasmatica reversibile dell'epitelio tubulare prossimale dei reni nel ratto a partire da 0,8 g di iodio/kg/die. Nel cane, la somministrazione endovenosa di 3,2 g di iodio/kg/die ha causato la reversibile vacuolizzazione e degenerazione grassa degli epatociti.

Nel cane, lo ioversolo, come altri mezzi di contrasto non ionici, ha causato una diminuzione delle resistenze vascolari periferiche e occasionali aritmie ventricolari. Negli studi di tolleranza locale nei ratti, sono state osservate lievi reazioni infiammatorie dopo singola somministrazione sottocutanea e intramuscolare.

Gli studi sulla mutagenicità sono risultati negativi. I test sugli effetti embriotossici o teratogeni su ratti o conigli non hanno fornito alcuna indicazione di un potenziale teratogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Optiray non deve mai essere miscelato con altri medicinali. Ciò non si applica all'aggiunta di eparina, che viene combinata nelle tecniche interventistiche.

Influenza su metodi diagnostici

Test di funzionalità tiroidea

L’avidità del tessuto tiroideo per i radioisotopi per la diagnostica tiroidea è compromessa da mezzi di contrasto iodati idrosolubili per un massimo di due settimane e in rari casi più a lungo. I test di funzionalità tiroidea non basati sulla determinazione dell'assunzione di iodio, ad esempio le determinazioni di T3-triiodotironina e tiroxina (T4 totale) rimangono inalterate.

Suggerimenti per il cateterismo e per la prevenzione di complicazioni tromboemboliche

Gli esami angiografici con mezzo di contrasto con catetere sono associati al rischio di dislocazione delle placche aterosclerotiche nel vaso attraverso la manipolazione del catetere e le iniezioni di mezzo di contrasto e/o di lesione o perforazione della parete del vaso. Si raccomandano iniezioni di prova per controllare il posizionamento del catetere.

Durante gli esami del catetere con mezzi di contrasto iodati sono stati osservati gravi eventi tromboembolici.

I mezzi di contrasto iodati non ionici hanno un effetto anticoagulante più debole rispetto ai mezzi di contrasto iodati ionici. Per evitare coaguli di sangue o complicanze tromboemboliche, utilizzare una tecnica angiografica particolarmente attenta, evitare l’iniezione del prodotto in punti dove il sangue è stagnante, risciacquare frequentemente i cateteri e gli accessi vascolari con soluzioni saline (eparinizzate), limitare il più possibile i tempi di esame, utilizzare siringhe di plastica al posto di siringhe di vetro, prestare attenzione alla co-medicazione e alla somministrazione aggiuntiva di anticoagulanti (es. eparina).

Istruzioni igieniche

In linea di principio, quando si utilizzano mezzi di contrasto devono essere osservate le norme igieniche generali per le soluzioni sterili. Poiché le soluzioni non sono conservabili e i contenitori sono monodose, le quantità rimanenti non utilizzate nell'esame devono essere eliminate.

Quando si utilizza il flacone per infusione da 500 ml o le siringhe preriempite, ad esempio con un iniettore, devono essere osservate tutte le misure precauzionali per prevenire la contaminazione o l'esposizione alle particelle. Ad esempio, i tubi di collegamento al paziente (provvisti vantaggiosamente di valvole di sicurezza antiriflusso) devono essere sostituiti dopo ogni esame. Per il prelievo del mezzo di contrasto sono consigliati sistemi chiusi dotati di filtri dell'aria sterili. Al termine della giornata di esami, i residui del mezzo di contrasto nel flacone di infusione, lo stantuffo della siringa, i tubi di collegamento e tutti gli elementi monouso del sistema iniettore devono essere eliminati. Devono essere osservate le istruzioni supplementari per l'applicazione dei rispettivi produttori di strumenti e dispositivi medici.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Periodo di scadenza dopo l'apertura

Questo preparato non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura. Le quantità rimanenti devono essere distrutte.

Quando le fiale vengono aperte con un trocar contenente un filtro sterile, il contenuto può essere utilizzato clinicamente o conservato a temperatura ambiente fino a 24 ore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Proteggere dalla luce e dai raggi X e conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Le siringhe preriempite non devono essere esposte al gelo. Optiray può essere preriscaldato a 37°C in un riscaldatore per mezzo di contrasto ad aria forzata per un massimo di 1 mese. Se si osservano particelle, cristalli o scolorimento prima dell'applicazione, la soluzione non deve essere utilizzata.

Numero dell’omologazione

49999 (Swissmedic)

Confezioni

Optiray è offerto in flaconi di vetro di tipo I o di tipo II (Ph. Eur.) trasparenti e incolori (tappo di gomma in bromobutile esente da lattice e anello di chiusura in alluminio). Inoltre, sono disponibili siringhe preriempite pronte all'uso per la somministrazione manuale o meccanica di iniettori a pressione. Questi ultimi sono realizzati in polipropilene, hanno tappo e stantuffo in gomma naturale. Il pistone è rivestito in teflon per proteggere i soggetti allergici al lattice dal contatto diretto con la gomma naturale. L'esterno delle siringhe preriempite non è sterile. Ulteriori istruzioni su come usare le siringhe preriempite si trovano sulle confezioni originali.

Optiray 300: (B)

Flaconi: 1x50ml, 1x100ml, 1x200ml, 1x500ml

Flaconi: 10x200ml, 5x500ml, 10x500ml

Siringa preriempita per iniezione manuale: 1x50 ml

Siringa preriempita per iniezione ad alta pressione: 1x50 ml, 1x75 ml, 1x100 ml e 1x125 ml

Optiray 350: (B)

Flaconi: 1x50ml, 1x100ml, 1x200ml

Flaconi: 10x200ml, 5x500ml

Siringa preriempita per iniezione manuale: 1x50 ml

Siringa preriempita per iniezione ad alta pressione: 1x50 ml, 1x75 ml, 1x100 ml e 1x125 ml

Titolare dell’omologazione

Guerbet AG, Zurigo

Stato dell’informazione

Agosto 2021