Moxifloxacin-Mepha, compresse rivestite con film

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Moxifloxacina (come base).

Sostanze ausiliarie

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Film di rivestimento: ipromellosa, macrogol 4000, titanio diossido (E171), ossido di ferro rosso (E172).

Le compresse rivestite con film di Moxifloxacin-Mepha contengono al massimo 3.45 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa rivestita con film contiene 400 mg di moxifloxacina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

La moxifloxacina è indicata nei pazienti a partire dai 18 anni per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche causate da patogeni sensibili:

·Sinusite acuta

·Esacerbazioni acute di bronchite cronica (AECB)

La moxifloxacina deve essere usata per il trattamento della sinusite acuta e di AECB diagnosticate soltanto se altri antibiotici normalmente consigliati per il trattamento iniziale di queste infezioni sono ritenuti inappropriati o hanno fallito.

La moxifloxacina deve essere usata per le seguenti indicazioni soltanto se altri antibiotici normalmente consigliati per il trattamento iniziale delle corrispondenti infezioni sono ritenuti inappropriati.

·Polmonite ambulatoriale («Community Acquired Pneumonia», CAP) di grado lieve, non complicata, trattabile per via orale. L'esperienza con le infezioni da L. pneumophila è insufficiente.

·Malattie infiammatorie pelviche di grado da lieve a moderato (ovvero infezioni del tratto genitale femminile superiore, incluse salpingite ed endometrite), non associate ad ascesso tubo-ovarico o pelvico (PID).

Moxifloxacin-Mepha compresse rivestite con film non è consigliato come monoterapia per le malattie infiammatorie pelviche di grado da lieve a moderato ma, per via della crescente resistenza della Neisseria gonorrhoeae alla moxifloxacina, deve essere somministrato in associazione con un altro antibiotico appropriato (ad es. una cefalosporina), purché sia possibile escludere la presenza di Neisseria gonorrhoeae resistente alla moxifloxacina (cfr. rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Non sono disponibili dati sul trattamento di pazienti neutropenici, pazienti con HIV, altri pazienti immunosoppressi e pazienti con infezioni protesiche. In questi casi la moxifloxacina è controindicata.

Occorre tenere presente le raccomandazioni ufficiali per l'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni posologiche per prevenire l'aumento della resistenza antibiotica.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

La dose giornaliera raccomandata di moxifloxacina per le indicazioni indicate di seguito è 400 mg.

Non si deve superare la dose giornaliera.

Durata della terapia

Trattamento con Moxifloxacin-Mepha compresse rivestite con film 400 mg

Esacerbazione acuta di bronchite cronica: 5 giorni.

Polmonite acquisita in comunità: 10 giorni.

Sinusite acuta: 7 giorni.

Malattia infiammatoria pelvica (PID): 14 giorni.

Non si devono superare la dose consigliata (400 mg 1 volta al giorno) e la durata del trattamento specificata per la rispettiva indicazione.

Istruzioni posologiche speciali

Non sono necessari aggiustamenti della posologia in pazienti con basso peso corporeo.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono necessari aggiustamenti della posologia in pazienti con lieve compromissione della funzionalità epatica. Le esperienze relative a pazienti con forte compromissione della funzionalità epatica sono limitate (vedere «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non sono necessari aggiustamenti della posologia in pazienti con compromissione della funzionalità renale o pazienti dializzati, ovvero in emodialisi o dialisi peritoneale ambulatoriale continua.

Pazienti anziani

Non sono necessari aggiustamenti della posologia in pazienti anziani.

Bambini e adolescenti

La moxifloxacina non deve essere usata in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni (vedere «Controindicazioni»).

Modo di somministrazione

La compressa rivestita con film deve essere deglutita intera, con una quantità sufficiente di liquido, e può essere assunta indipendentemente dai pasti.

Se è stata dimenticata una dose, questa può essere assunta in qualunque momento, tuttavia almeno 8 ore prima dell'assunzione della successiva dose prevista. Se la dose successiva è prevista dopo meno di 8 ore, la dose dimenticata non deve essere assunta e il trattamento deve essere proseguito come prescritto con la successiva dose prevista. Non deve essere assunta un dose doppia per compensare una dose mancata.

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo moxifloxacina, a un altro principio attivo appartenente alla famiglia dei chinoloni o a uno degli eccipienti secondo la composizione

·Gravidanza e allattamento

·Bambini e adolescenti in fase di crescita di età <18 anni

·Forte compromissione della funzionalità epatica (Child-Pugh C). Per insufficienza di dati, la moxifloxacina è controindicata anche nei pazienti con aumento delle transaminasi >5 volte il limite superiore della norma

·Malattie/lesioni dei tendini correlate a una terapia con chinoloni

·Non sono disponibili dati sul trattamento di pazienti neutropenici, pazienti con HIV, altri pazienti immunosoppressi e pazienti con infezioni protesiche. In questi casi la moxifloxacina è controindicata

·Sia nell'ambito di sperimentazioni precliniche sia nell'essere umano, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni dell'elettrofisiologia cardiaca sotto forma di prolungamento dell'intervallo QT. Pertanto, per motivi di sicurezza del medicamento, l'uso terapeutico della moxifloxacina è controindicato in pazienti con

·documentato prolungamento dell'intervallo QT congenito o acquisito,

·disturbi del bilancio elettrolitico, in particolare in caso di ipokaliemia non corretta,

·bradicardia clinicamente rilevante,

·insufficienza cardiaca clinicamente rilevante con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra,

·aritmie cardiache sintomatiche in anamnesi.

Occorre evitare l'uso concomitante di altri medicamenti che prolungano l'intervallo QT:

·antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, idrochinidina, disopiramide)

·antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide)

·neurolettici (ad es. fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride)

·antidepressivi triciclici

·determinati principi attivi antimicrobici (sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina)

·antimalarici, in particolare alofantrina

·determinati antistaminici (mizolastina)

·e altri (cisapride, vincamina e.v.).

Ciò potrebbe aumentare il rischio di aritmie ventricolari, in particolare di torsioni di punta. Pertanto, nei pazienti trattati con questi medicamenti la moxifloxacina è controindicata (vedere anche «Interazioni»).

Avvertenze e misure precauzionali

L'uso di moxifloxacina deve essere evitato nei pazienti che hanno manifestato in passato effetti collaterali gravi derivanti dall'utilizzo di medicamenti contenenti chinoloni o fluorochinoloni (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Si deve iniziare il trattamento di questi pazienti con moxifloxacina solo se non sono disponibili opzioni terapeutiche alternative ed è stata effettuata un'attenta valutazione rischi-benefici (vedere la rubrica «Controindicazioni»).

In alcuni pazienti, la moxifloxacina provoca un prolungamento dell'intervallo QTc all'ECG. Nell'analisi degli ECG registrati nell'ambito del programma di sperimentazione clinica, con moxifloxacina è stato osservato un prolungamento del QTc di 6 msec ± 26 msec, 1,4% rispetto al valore basale. In pazienti trattati con medicamenti che possono ridurre il livello di potassio, la moxifloxacina deve essere usata con cautela. Poiché le donne tendono ad avere un valore QTc basale più lungo rispetto agli uomini, possono essere più sensibili a medicamenti concomitanti che prolungano il QTc. Anche i pazienti anziani possono essere più sensibili agli effetti del medicamento sull'intervallo QT. La moxifloxacina deve essere usata con cautela in pazienti trattati con medicamenti in grado di provocare una bradicardia clinicamente rilevante. Per via dell'esperienza clinica limitata, è richiesta prudenza nell'uso di moxifloxacina in pazienti con condizioni predisponenti ad aritmie (in particolare, donne e pazienti anziani) come, ad es., l'ischemia miocardica acuta. Un prolungamento del QT può aumentare il rischio di aritmie ventricolari (inclusa la torsione di punta) e di arresto cardiaco. L'entità del prolungamento del QT può aumentare in misura dipendente dalla dose. Pertanto, non si deve superare la dose consigliata. In particolare, nelle infezioni di minore gravità occorre soppesare il beneficio di un trattamento con moxifloxacina rispetto al contenuto del paragrafo «Avvertenze e precauzioni». Se durante il trattamento con moxifloxacina insorgono segni di aritmie cardiache, si deve interrompere il trattamento ed eseguire un ECG.

I fluorochinoloni, come la moxifloxacina, possono provocare effetti gravi, potenzialmente irreversibili, a carico di diversi sistemi organici, che possono presentarsi contemporaneamente in un paziente. Questi effetti indesiderati, che includono tendinite e rottura di tendini, artralgie, effetti a carico del sistema periferico e centrale, possono insorgere da ore a settimane dopo l'uso di Moxifloxacin-Mepha e in pazienti di qualunque età nonché pazienti che non presentano già fattori di rischio.

Ai primi segni o sintomi di un grave effetto indesiderato, Moxifloxacin-Mepha deve essere interrotto immediatamente. L'uso di Moxifloxacin-Mepha deve essere evitato in pazienti che hanno sviluppato effetti indesiderati gravi durante il trattamento con fluorochinoloni.

Tendinite e rottura di tendini

Con il trattamento con fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina, possono subentrare tendiniti e rotture di tendini a livello bilaterale – principalmente del tendine d'Achille. Questi effetti indesiderati possono insorgere entro 48 ore dopo l'inizio del trattamento, possibilmente anche ancora diversi mesi dopo la fine del trattamento. Il rischio di tendinite o di rottura di un tendine è maggiore nei pazienti di età superiore a 60 anni, nei pazienti affetti da disfunzione renale, nei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di organi solidi, nei pazienti soggetti a somministrazione concomitante di corticosteroidi così come nei soggetti che praticano un'intensa attività fisica.

Occorre pertanto evitare l'uso concomitante di corticosteroidi.

Se vi è il sospetto di tendinite, occorre interrompere immediatamente il trattamento con moxifloxacina avviando una terapia appropriata (ad es. immobilizzazione) per il tendine o i tendini interessati.

I corticosteroidi non devono essere utilizzati se vi sono segni di una tendinopatia.

Neuropatia periferica

In pazienti trattati con fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina, sono stati segnalati casi di polineuropatia sensoriale o sensomotoria, che possono associarsi a parestesia, ipoestesia, disestesia o sensazione di debolezza. Tali neuropatie possono insorgere rapidamente. I pazienti trattati con moxifloxacina devono essere istruiti che, qualora sviluppino sintomi di neuropatia quali dolore, bruciore, formicolio, intorpidimento o debolezza, devono interrompere il trattamento e rivolgersi al proprio medico, per ridurre il possibile rischio di un danno nervoso irreversibile.

Sistema nervoso centrale (SNC)

In pazienti trattati con fluorochinoloni inclusa la moxifloxacina è stato osservato un aumentato rischio di effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale che possono insorgere già dopo la prima somministrazione, quali crisi convulsive, aumentata pressione intracranica (incluso pseudotumor cerebri), tremore, psicosi tossica.

I fluorochinoloni, come la moxifloxacina, possono provocare crisi convulsive o abbassare la soglia convulsiva. In caso di crisi convulsive, il trattamento con Moxifloxacin-Mepha deve essere interrotto. Nei pazienti epilettici e in pazienti con altra lesione preesistente del SNC (ad es. abbassamento della soglia epilettica, crisi convulsive in anamnesi, ridotta irrorazione cerebrale, alterazione della struttura cerebrale o ictus), Moxifloxacin-Mepha deve essere utilizzato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischi-benefici, poiché questi pazienti sono a rischio a causa di possibili effetti collaterali sul sistema nervoso centrale.

Già dopo la prima somministrazione di fluorochinoloni come la moxifloxacina possono subentrare anche reazioni psichiatriche (nervosismo, agitazione, insonnia, stati d'ansia, incubi, pensieri paranoidi, confusione, tremore, allucinazioni e depressioni).

In casi molto rari si è osservato che la depressione o le reazioni psicotiche sono aumentate, che ha provocato pensieri suicidari o comportamento autolesionista come tentativi di suicidio (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»). Alla comparsa di tali reazioni, occorre interrompere Moxifloxacin-Mepha e adottare le opportune misure. Si consiglia cautela nell'uso di Moxifloxacin-Mepha in pazienti psicotici o in pazienti con storia di malattie psichiatriche.

Aneurisma aortico e dissezione aortica e rigurgito/insufficienza delle valvole cardiache

Studi epidemiologici hanno riportato un aumento del rischio di aneurisma e dissezione dell'aorta, soprattutto nelle persone anziane, e di rigurgito delle valvole aortica e mitralica a seguito dell'utilizzo di fluorochinoloni. In pazienti che hanno ricevuto fluorochinoloni, sono stati segnalati casi di aneurisma aortico e dissezione aortica, talvolta complicati da rotture (incl. casi fatali), nonché rigurgito/insufficienza di una delle valvole cardiache (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).

Pertanto, i fluorochinoloni devono essere utilizzati solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio e dopo aver considerato altre opzioni terapeutiche nei pazienti con anamnesi familiare positiva per aneurisma o vizio valvolare congenito o nei pazienti con diagnosi di aneurisma aortico e/o dissezione aortica e/o vizio valvolare o in presenza di altri fattori di rischio o condizioni predisponenti

·all'aneurisma e alla dissezione dell'aorta e al rigurgito/insufficienza delle valvole cardiache (ad es. malattie del tessuto connettivo quali sindrome di Marfan, sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Turner, malattia di Behçet, ipertensione, artrite reumatoide) o anche

·all'aneurisma aortico e alla dissezione aortica (ad es. malattie vascolari quali arterite di Takayasu o arterite a cellule giganti o aterosclerosi nota o sindrome di Sjögren) o anche

·al rigurgito/all'insufficienza delle valvole cardiache (ad es. endocardite infettiva).

Il rischio di aneurismi e dissezioni dell'aorta, nonché di loro rottura, può risultare aumentato anche nei pazienti trattati in concomitanza con corticosteroidi sistemici.

Alla comparsa di un improvviso dolore addominale, toracico o dorsale, i pazienti devono essere avvisati di consultare immediatamente un medico presso il pronto soccorso.

I pazienti devono richiedere immediatamente assistenza medica in caso di dispnea acuta, nuova comparsa di palpitazioni cardiache o sviluppo di edemi addominali o agli arti inferiori.

Organo della vista

In caso di compromissione della vista o dell'organo della vista, occorre consultare immediatamente un oculista.

Epatite

Casi di epatite fulminante, potenzialmente fino a un quadro di insufficienza epatica (inclusi decessi), sono stati segnalati in relazione alla moxifloxacina (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Si deve avvertire i pazienti che devono consultare immediatamente un medico, qualora sviluppino segni e sintomi di epatopatia fulminante quali astenia a rapida evoluzione accompagnata da ittero, colorazione scura dell'urina, diatesi emorragica o encefalopatia epatica. In caso di segni di disfunzione epatica, si deve controllare la funzionalità epatica.

Gravi reazioni avverse cutanee

Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) tra cui necrolisi epidermica tossica (TEN: nota anche come Sindrome di Lyell), Sindrome di Stevens Johnson (SJS), pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che potrebbero essere pericolose per la vita o fatali, sono state segnalate con moxifloxacina (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di gravi reazioni cutanee e devono essere attentamente monitorati. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, la moxifloxacina deve essere immediatamente interrotta e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo. Se il paziente ha sviluppato una reazione grave come SJS, TEN o AGEP o DRESS con l'uso di moxifloxacina, il trattamento con moxifloxacina non deve essere riavviato in questo paziente in nessun momento.

Reazioni di fotosensibilità

I fluorochinoloni possono provocare reazioni di fotosensibilità. Tuttavia, gli studi hanno evidenziato che la moxifloxacina comporta un minimo rischio di fotosensibilità. Ciononostante si deve consigliare ai pazienti di evitare, durante il trattamento con moxifloxacina, l'esposizione ai raggi UV e un'esposizione eccessiva alla luce solare.

Colite pseudomembranosa

Con l'uso di antibiotici inclusa la moxifloxacina sono stati descritti casi di colite pseudomembranosa. In pazienti che durante o dopo l'uso di antibiotici sviluppano una grave diarrea, occorre considerare una diagnosi differenziale. In questa situazione occorre instaurare immediatamente misure terapeutiche adeguate. In questo caso, l'uso di medicamenti che inibiscono l'attività intestinale è controindicato.

Miastenia grave

La moxifloxacina deve essere usata con cautela in pazienti con miastenia grave, poiché i sintomi possono peggiorare.

Neisseria gonorrhoeae

Le malattie infiammatorie pelviche possono essere dovute a Neisseria gonorrhoeae resistente ai fluorochinoloni. Pertanto, in questi casi, la terapia empirica con moxifloxacina deve essere integrata con un ulteriore antibiotico appropriato (ad es. una cefalosporina), purché sia possibile escludere la presenza di Neisseria gonorrhoeae resistente alla moxifloxacina. Qualora dopo 3 giorni di trattamento non si osservi alcun miglioramento clinico, la terapia deve essere rivalutata.

Carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi

I pazienti affetti da carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi o con carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi nell'anamnesi famigliare possono andare incontro a reazioni emolitiche durante il trattamento con chinoloni. Pertanto, in questi pazienti la moxifloxacina deve essere usata con cautela.

Disglicemia

Come per tutti i fluorochinoloni, anche con la moxifloxacina sono state riportate alterazioni della glicemia, tra cui sia l'ipoglicemia che l'iperglicemia. Nei pazienti trattati con moxifloxacina la disglicemia ha interessato soprattutto pazienti anziani diabetici in trattamento concomitante con un antidiabetico orale (ad es. sulfonilurea) o con insulina. Nei pazienti diabetici si consiglia un attento monitoraggio dei valori della glicemia (vedere «Effetti indesiderati»).

Reazioni allergiche

Occasionalmente sono state segnalate reazioni allergiche (talvolta già dopo il primo utilizzo). In casi molto rari, reazioni anafilattiche possono progredire fino a uno shock potenzialmente fatale, in alcuni casi già dopo il primo utilizzo. In tali casi, è necessario interrompere la moxifloxacina e avviare un trattamento appropriato (ad es. contro lo shock).

Sono stati segnalati anche casi di ischemia miocardica acuta con o senza infarto miocardico come parte di una reazione di ipersensibilità (sindrome di Kounis) (cfr. «Effetti indesiderati»). Alla comparsa di una sindrome di Kounis durante il trattamento, la moxifloxacina deve essere interrotta immediatamente. La gestione della sindrome di Kounis si basa sul trattamento concomitante dei relativi sintomi allergici e cardiaci, il che differisce dalla terapia di un'ischemia miocardica isolata.

Infezioni da MRSA

La moxifloxacina non è consigliata per il trattamento delle infezioni da S. aureus meticillino-resistente (MRSA). In caso di infezione da MRSA sospetta o confermata, deve essere avviato il trattamento con un antinfettivo appropriato.

Contenuto di sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Interazioni con alimenti

La moxifloxacina non presenta interazioni clinicamente rilevanti con alimenti, neppure con i latticini.

Interazioni con altri medicamenti

Con la somministrazione concomitante di moxifloxacina non sono state osservate interazioni con: teofillina, ranitidina, probenecid, ciclosporina, contraccettivi orali, itraconazolo o warfarin. Studi in vitro con enzimi del P450 umani avallano questi risultati. Sulla base di questi dati, non si prevedono interazioni metaboliche con enzimi del P450.

Variazioni dell'INR (International Normalised Ratio)

In molti casi è stato riferito un aumento dell'azione degli anticoagulanti in pazienti trattati con antibiotici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo ed alcune cefalosporine. Oltre all'età e allo stato generale del paziente, le condizioni di infezione e infiammazione sembrano costituire dei fattori di rischio. In tali circostanze risulta difficile valutare se le alterazioni dell'INR siano dovute alla malattia infettiva o al trattamento. A titolo precauzionale si dovrebbe eseguire un monitoraggio più frequente dei parametri della coagulazione. Se necessario, occorre modificare la posologia degli anticoagulanti orali. Benché uno studio condotto su volontari con moxifloxacina e warfarin non abbia evidenziato interazioni, nell'uso di warfarin o di altri anticoagulanti occorre tenere presente le precauzioni menzionate.

Glibenclamide

In pazienti diabetici pretrattati per 2 settimane con 2,5 mg di glibenclamide una volta al giorno che successivamente hanno assunto anche 400 mg di moxifloxacina al giorno per 5 giorni è stata riscontrata una diminuzione della AUC media e della Cmax media rispettivamente del 12% e del 21% rispetto a placebo. Tuttavia, i livelli della glicemia in pazienti che hanno assunto glibenclamide e moxifloxacina sono risultati leggermente inferiori rispetto a quelli di pazienti trattati soltanto con glibenclamide. Si deve pertanto ipotizzare che la moxifloxacina non compromette l'efficacia di glibenclamide. Dal punto di vista clinico, i risultati di questa interazione non vengono considerati rilevanti.

Effetti di Moxifloxacin-Mepha su altri medicamenti

Atenololo

In volontari sani non è stato dimostrato alcun effetto rilevante di una singola dose di 400 mg di moxifloxacina p.o. sulla AUC e sulla Cmax di una singola dose di atenololo 50 mg p.o.

Digossina

Dopo somministrazione ripetuta di moxifloxacina e digossina, in volontari sani è stato osservato un aumento non clinicamente rilevante delle concentrazioni di picco di digossina del 30% circa; la AUC e le concentrazioni a valle sono rimaste invariate.

Medicamenti con prolungamento del QT

Non è possibile escludere un effetto additivo della moxifloxacina e dei seguenti medicamenti sul prolungamento del QT: antiaritmici delle classi IA (ad es. chinidina, idrochinidina, disopiramide) e III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), neurolettici (ad es. fenotiazine, pimozide, setindolo, aloperidolo, sultopride), antidepressivi triciclici, determinati principi attivi antimicrobici (sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina), determinati antistaminici (mizolastina) e altri (cisapride, vincamina e.v.). Ciò potrebbe aumentare il rischio di aritmie ventricolari, in particolare di torsioni di punta. Pertanto, la co-somministrazione della moxifloxacina con questi medicamenti è controindicata (vedere «Controindicazioni»).

Effetti di altri medicamenti su Moxifloxacin-Mepha

Morfina

In volontari sani non è stato dimostrato alcun effetto rilevante di 10 mg di morfina i.m. sulla AUC e sulla Cmax di moxifloxacina dopo singola somministrazione di 400 mg p.o.

Integratori orali di calcio

In volontari sani non è stato dimostrato alcun effetto rilevante sulla AUC e sulla Cmax di una singola dose di 400 mg di moxifloxacina p.o. quando somministrata in concomitanza con 500 mg di calcio orale, seguito da ulteriori somministrazione dopo 12 e 24 ore.

Preparati contenenti magnesio/alluminio

Deve trascorrere un intervallo di circa 6 ore tra la somministrazione di preparati contenenti cationi bi- o trivalenti (ad es. antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina in compresse, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di Moxifloxacin-Mepha compresse rivestite con film.

Carbone attivo

La somministrazione concomitante di carbone attivo con Moxifloxacin-Mepha 400 mg compresse rivestite con film inibisce l'assorbimento del principio attivo, con una riduzione della disponibilità sistemica di oltre l'80%. Pertanto non si consiglia la somministrazione concomitante di questi due medicamenti (vedere anche «Sovradosaggio»).

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo della moxifloxacina durante l'allattamento. Gli studi sugli animali hanno mostrato un effetto tossico sulla riproduzione. Poiché i fluorochinoloni presentano un rischio noto, emerso da studi sugli animali, di lesioni della cartilagine delle articolazioni portanti di animali giovani e a causa delle lesioni articolari reversibili descritte in bambini trattati con alcuni fluorochinoloni, l'uso della moxifloxacina è controindicato durante la gravidanza (vedere Dati preclinici).

Allattamento

I dati preclinici indicano che minime quantità di moxifloxacina possono essere escrete nel latte materno. In assenza di dati sull'essere umano e a causa del rischio noto dei fluorochinoloni, emerso da studi sugli animali, di lesioni della cartilagine delle articolazioni portanti di animali giovani, l'allattamento al seno è controindicato durante il trattamento con moxifloxacina.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati condotti studi sugli effetti della moxifloxacina sulla capacità di condurre veicoli o sulla vigilanza. I fluorochinoloni potrebbero compromettere la capacità del paziente di guidare veicoli o utilizzare macchine, per via delle reazioni a carico del SNC quali stordimento e disturbi della vista. Negli studi clinici sulla moxifloxacina, l'incidenza di stordimento è risultata del 2,9%. I pazienti devono osservare la propria reazione alla moxifloxacina prima di mettersi attivamente alla guida di veicoli nel traffico stradale o di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Nell'ambito di studi clinici condotti su 17'951 pazienti (maggio 2010) nonché nell'ambito di misure di farmacovigilanza (stato delle segnalazioni: maggio 2010), a seguito della somministrazione di moxifloxacina sono stati osservati gli effetti indesiderati seguenti.

L'incidenza degli effetti indesiderati «frequenti» – con l'eccezione di nausea e diarrea – è risultata inferiore al 3%.

Le frequenze sono definite come segue:

Comune (≥1/100, <1/10)

Non comune (≥1/1000, <1/100)

Raro (≥1/10'000, <1/1000)

Molto raro (<1/10'000)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni

Comune: superinfezioni micotiche (candidosi orale, candidosi vaginale).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: anemia, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia, trombocitemia, aumento dell'INR/prolungamento del tempo di protrombina.

Raro: valori di tromboplastina al di fuori dell'intervallo della norma, emolisi.

Molto raro: aumentato livello di protrombina/INR ridotto, livello di protrombina/INR al di fuori dell'intervallo della norma.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni allergiche, orticaria, eosinofilia.

Raro: reazioni anafilattiche/anafilattoidi, edema allergico/angioedema (incluso edema laringeo; potenzialmente fatale).

Molto raro: shock anafilattico/anafilattoide (potenzialmente fatale).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: iperlipidemia, iperglicemia.

Raro: iperuricemia, ipoglicemia.

Molto raro: ipernatriemia, ipercalcemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: stati d'ansia, iperattività/irrequietezza psicomotoria, confusione, nervosismo.

Raro: labilità emotiva, depressioni (in rarissimi casi fino a comportamenti autolesionisti come, ad es., pensieri suicidari o tentativi di suicidio), allucinazioni, pensieri confusi.

Molto raro: depersonalizzazione, reazioni psicotiche (fino a comportamenti autolesionisti come, ad es., pensieri suicidari o tentativi di suicidio).

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, stordimento.

Non comune: parestesie e disestesie, alterazioni del gusto (incl. rarissimi casi di ageusia), confusione, disorientamento, disturbi del sonno, tremore, capogiri, sonnolenza.

Raro: ipoestesia, alterazioni dell'olfatto (inclusa anosmia), insonnia, sogni anomali, disturbi della coordinazione (incl. disturbi del cammino in seguito a capogiri e stordimento, in rarissimi casi possono provocare cadute con lesioni, soprattutto in pazienti anziani), crisi convulsive con diverse caratteristiche cliniche (incl. convulsioni tonico-cloniche), deficit di attenzione, disturbi della parola, amnesia, disturbi dell'equilibrio, incl. atassia, alterazioni persistenti del gusto, neuropatia periferica e polineuropatia.

Molto raro: iperestesia.

Patologie dell'occhio

Non comune: disturbi della vista (soprattutto correlati a effetti indesiderati a carico del SNC), ambliopia.

Molto raro: perdita transitoria della vista (soprattutto correlata a effetti indesiderati a carico del SNC).

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: tinnito, compromissione dell'udito, incl. sordità (normalmente reversibile).

Patologie cardiache

Comune: In pazienti con concomitante ipokaliemia: prolungamenti del tratto QT.

Non comune: In pazienti con normokaliemia: prolungamento del tratto QT, palpitazioni, tachicardia.

Raro: tachiaritmie ventricolari, sincopi, fibrillazione atriale, angina pectoris, aritmie ventricolari.

Molto raro: aritmie aspecifiche, torsioni di punta e arresto cardiaco, soprattutto in pazienti con malattie sottostanti gravi, predisponenti ad aritmie, come una bradicardia clinicamente significativa o un'ischemia miocardica acuta.

Non nota: sindrome di Kounis - ischemia miocardica acuta con o senza infarto miocardico come parte di una reazione di ipersensibilità (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

In pazienti che hanno ricevuto fluorochinoloni, sono stati segnalati casi di aneurisma aortico e dissezione aortica, talvolta complicati da rotture (incl. casi fatali), nonché rigurgito/insufficienza di una delle valvole cardiache (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Non comune: vasodilatazione, ipertensione.

Raro: ipotensione, edema del volto, edema periferico, edema.

In pazienti che hanno ricevuto fluorochinoloni, sono stati segnalati casi di aneurisma aortico e dissezione aortica, talvolta complicati da rotture (incl. casi fatali), nonché rigurgito/insufficienza di una delle valvole cardiache (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea (inclusi stati asmatici), dolore toracico.

Raro: asma.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, vomito, dolore nell'area gastrointestinale e addominale, diarrea, dispepsia.

Non comune: ridotto appetito e ridotta assunzione di cibo, costipazione, flatulenza, gastroenterite (incl. gastroenterite erosiva), aumentati valori dell'amilasi, bocca secca, malessere generale.

Raro: disfagia, stomatite, colite associata ad antibiotici (in rarissimi casi con complicanze potenzialmente fatali), glossite.

Patologie epatobiliari

Comune: aumento delle transaminasi.

Non comune: disturbo della funzionalità epatica (incl. aumento del LDH), aumentati valori della bilirubina, aumentati valori di GGT, aumentati valori ematici della fosfatasi alcalina.

Raro: ittero, epatite (prevalentemente colestatica).

Molto raro: epatite fulminante, che può potenzialmente condurre a insufficienza epatica potenzialmente fatale (incl. decessi, cfr. rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: rash, prurito, sudorazione.

Raro: secchezza cutanea.

Molto raro: reazioni cutanee bollose come la sindrome di Stevens-Johnson o la necrolisi epidermica tossica (anche potenzialmente fatale, cfr. rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Non nota: pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eruzione fissa da farmaci, reazioni di fotosensibilità.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia, dolori aspecifici.

Raro: artrite, tendinite, aumentato tono muscolare, crampi muscolari, debolezza muscolare, dolori alle gambe, dolori pelvici, dolore dorsale.

Molto raro: rottura dei tendini, disturbi del cammino (dovuti a disturbi della muscolatura, dei tendini o delle articolazioni), peggioramento dei sintomi di una miastenia grave (cfr. rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Non nota: rabdomiolisi.

Patologie renali e urinarie

Non comune: disidratazione a causa di diarrea o di ridotta assunzione di liquidi.

Raro: disturbi della funzionalità renale, aumento dell'urea o della creatinina, insufficienza renale (a seguito di disidratazione, in particolare in pazienti anziani con malattia renale preesistente).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: vaginite.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro: astenia.

Esami diagnostici

Comune: alterazioni ai test della funzionalità epatica (perlopiù aumento moderato di AST/ALT e/o bilirubina).

Non comune: aumento di gamma-GT, aumento dell'amilasi.

L'esperienza clinica corrente con moxifloxacina non consente una valutazione conclusiva del profilo degli effetti collaterali.

I seguenti effetti indesiderati si sono verificati con maggiore frequenza nel sottogruppo di pazienti trattati per via parenterale (a prescindere da un successivo trattamento orale):

Frequente: aumento di gamma-GT.

Occasionale: tachiaritmie ventricolari, ipotensione, edemi, colite associata ad antibiotici (incl. colite pseudomembranosa, in rarissimi casi con complicanze potenzialmente fatali), crisi convulsive incl. attacchi di grande male, allucinazioni, compromissione della funzionalità renale (incl. aumento dell'urea ematica e della creatinina) e insufficienza renale.

In casi molto rari, l'uso di chinoloni e fluorochinoloni è stato associato a gravi effetti collaterali persistenti (per mesi o anni) e potenzialmente irreversibili che incidono sulla qualità della vita, colpendo varie, a volte molteplici, classi di organi sistemici e organi sensoriali (inclusi effetti collaterali come tendinite, rottura dei tendini, artralgia, dolori agli arti, disturbi della deambulazione, neuropatie con associata parestesia e nevralgia, affaticamento, sintomi psichiatrici (inclusi disturbi del sonno, ansia, attacchi di panico, depressione e pensieri suicidari), disturbi della memoria e compromissione della concentrazione, alterazioni di udito, vista, gusto e olfatto), in alcuni casi indipendentemente dai fattori di rischio pre-esistenti (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non vi sono esperienze di sovradosaggio con la moxifloxacina.

Trattamento

Dopo un sovradosaggio accidentale non vengono consigliate contromisure particolari, tuttavia si deve effettuare un monitoraggio ECG per via della possibile comparsa di un prolungamento dell'intervallo QT. Deve essere avviato un trattamento della sintomatologia generale.

A seguito di un sovradosaggio p.o. la somministrazione di carbone attivo durante la fase precoce di assorbimento può essere utile per impedire un eccessivo aumento dei livelli plasmatici (vedere rubrica «Interazioni»).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J01MA14

Meccanismo d'azione

La moxifloxacina è un antibiotico appartenente alla classe dei fluorochinoloni con azione battericida. In vitro è stato dimostrato che la moxifloxacina è attiva contro un ampio spettro di patogeni Gram-positivi e Gram-negativi, organismi anaerobi, batteri acido-resistenti e patogeni atipici come, ad es., Mycoplasma spp., Chlamydia spp. e Legionella spp.

L'azione battericida della moxifloxacina è il risultato di un'inibizione della topoisomerasi II e IV. Le topoisomerasi sono enzimi essenziali e controllano la topologia del DNA. Sono implicate nei processi di replicazione, riparazione e trascrizione del DNA batterico. È anche noto che la topoisomerasi IV influenza la divisione del cromosoma batterico.

Studi cinetici hanno dimostrato che la moxifloxacina sopprime i patogeni in misura dipendente dalla concentrazione. Le concentrazioni battericide minime (MBC) sono comprese nell'intervallo delle concentrazioni minime inibenti (MIC).

La moxifloxacina è efficace anche contro batteri resistenti agli antibiotici β-lattamici e macrolidici. Studi sugli animali confermano la comparabilità dell'attività in vivo e in vitro verso batteri Gram-positivi e Gram-negativi.

Azione sulla flora intestinale dell'uomo

A seguito della somministrazione orale di moxifloxacina sono state osservate, in volontari, le seguenti variazioni: una riduzione del numero di E. coli, Bacillus spp., enterocchi, Klebsiella spp. e degli anaerobi Bacteroides vulgatus, Bifidobacterium, Eubacterium e Peptostreptococcus e un aumento del numero di B. fragilis. Entro due settimane i valori sono rientrati nella norma. Con l'uso di moxifloxacina non è stata osservata selezione di Clostridium difficile (MIC90 2 mg/l) né della relativa tossina. La moxifloxacina non è clinicamente efficace contro Clostridium difficile.

Resistenza

I meccanismi di resistenza che inattivano penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, macrolidi e tetracicline non influenzano l'attività antibatterica della moxifloxacina. Altri meccanismi di resistenza, come le barriere alla permeazione (frequenti, ad es., in P. aeruginosa) e i meccanismi di efflusso possono tuttavia influenzare anche la sensibilità dei corrispondenti batteri alla moxifloxacina. Non sussiste resistenza crociata tra la moxifloxacina e queste classi di sostanze. Non è stata osservata resistenza mediata da plasmidi.

La resistenza alla moxifloxacina si sviluppa lentamente con mutazioni per gradi successivi e viene trasmessa da variazioni dei siti di legame (ad es. nelle topoisomerasi II e IV) e tramite meccanismi di efflusso. Il tasso di resistenza è basso (10-7–10-10). L'esposizione ripetuta di patogeni a concentrazioni subinibenti ha determinato solo un minimo aumento dei valori della MIC.

Si osserva resistenza parallela con altri fluorochinoloni. Tuttavia, alcuni batteri Gram-positivi resistenti ai fluorochinoloni e patogeni atipici sono sensibili alla moxifloxacina.

Farmacodinamica

Dati di sensibilità in vitro

Valori limite (breakpoint) clinici della MIC per la moxifloxacina secondo EUCAST (31.01.2006):

Specie

Sensibile

Resistente

Staphylococcus spp.

≤0,5 mg/l

>1 mg/l

S. pneumoniae

≤0,5 mg/l

>0,5 mg/l

Streptococcus, gruppi A, B, C, G

≤0,5 mg/l

>1 mg/l

H. influenzae e M. catarrhalis

≤0,5 mg/l

>0,5 mg/l

Enterobacteriaceae

≤0,5 mg/l

>1 mg/l

Valori limite non attribuibili ad alcuna specie*

≤0,5 mg/l

>1 mg/l

 

* I valori limite non attribuibili ad alcuna specie sono stati determinati principalmente sulla base di dati farmacocinetici/farmacodinamici e sono indipendenti dalla distribuzione delle MIC per determinate specie. Devono essere usati solo per specie per le quali non sono disponibili valori limite specie-specifici e non devono essere usati per specie per le quali devono essere ancora stati stabiliti i criteri interpretativi (anaerobi Gram-negativi).

I valori limite del Clinical and Laboratory Standards Institutes™ (CLSI, ex NCCLS) sono elencati nella tabella sottostante per la determinazione delle MIC (mg/l) o la prova di diffusione (diametro della zona di diffusione [mm]) con l'uso di dischetti di 5 μg di moxifloxacina.

Valori limite della MIC secondo il Clinical and Laboratory Standards Institute™ (CLSI) e valori limite alla prova di diffusione per Staphylococcus spp. e patogeni impegnativi (M100-S17, 2007) nonché valori limite della MIC per organismi anaerobi (M11-A7, 2007):

Specie

Sensibile

intermedia

Resistente

S. pneumoniae

≤1 mg/l

2 mg/l

≥4 mg/l

≥18 mm

15-17 mm

≤14 mm

Haemophilus spp.

≤1 mg/l

-

-

≥18 mm

-

-

Staphylococcus spp.

≤0,5 mg/l

1 mg/l

≥2 mg/l

≥24 mm

21-23 mm

≤20 mm

Anaerobi

≤2 mg/l

4 mg/l

≥8 mg/l

 

Sensibilità microbiologica

La frequenza della resistenza acquisita può variare, per specie selezionate, in ordine di geografia e di tempo. Pertanto è opportuno disporre di informazioni locali sulla resistenza, in particolare per il trattamento di infezioni gravi. All'occorrenza si deve richiedere il parere di un esperto se la prevalenza locale della resistenza è tale da mettere in dubbio il beneficio del principio attivo in quantomeno alcune infezioni.

Specie comunemente sensibili:

Microrganismi aerobi Gram-positivi

·Gardnerella vaginalis

·Staphylococcus aureus (meticillino-sensibile)*

·Streptococcus agalactiae

·Streptococcus dysgalactiae

·Gruppo Streptococcus milleri (S. anginosus*, S. constellatus* e S. intermedius*)

·Streptococcus pneumoniae*

·Streptococcus pyogenes* (Gruppo A)

·Gruppo Streptococcus viridans (S. viridans, S. mutans, S. mitis, S. sanguinis, S. salivarius, S. thermophilus, S. constellatus)

·Stafilococchi coagulasi-negativi (S. cohnii, S. epidermidis, S. haemolyticus, S. hominis, S. saprophyticus, S. simulans) Ceppi meticillino-sensibili

Microrganismi aerobi Gram-negativi

·Haemophilus influenzae (inclusi ceppi β-lattamasi-negativi e β-lattamasi-positivi)*

·Haemophilus parainfluenzae*

·Moraxella (Branhamella) catarrhalis (inclusi ceppi β-lattamasi-negativi e β-lattamasi-positivi)*

·Acinetobacter baumanii

·Bordetella pertussis

·Proteus vulgaris

Microrganismi anaerobi

·Fusobacterium spp.

·Peptostreptococcus spp.

·Prevotella spp.

·Porphyromonas spp.

·Propionibacterium ssp.

Altri microrganismi

·Chlamydia (Chlamydophila) pneumoniae*

·Chlamydia trachomatis*

·Coxiella burnetii

·Legionella pneumophila*

·Mycoplasma genitalium

·Mycoplasma hominis

·Mycoplasma pneumoniae*

Specie per le quali la resistenza acquisita può costituire un problema

Microrganismi aerobi Gram-positivi

·Enterococcus faecalis* (solo vancomicina-sensibile, gentamicina-sensibile)

·Enterococcus avium*

·Enterococcus faecium*

Microrganismi aerobi Gram-negativi

·Enterobacter cloacae*

·Escherichia coli*

·Klebsiella pneumoniae*

·Klebsiella oxytoca

·Citrobacter freundii*

·Neisseria gonorrhoeae*+

·Specie Enterobacter (E. aerogenes, E. intermedius, E. sakazaki)

·Morganella morganii

·Specie Providencia (P. rettgeri, P. stuartii)

·Pantoea agglomerans

·Pseudomonas fluorescens

·Burkholderia cepacia

·Stenotrophomonas maltophilia

·Proteus mirabilis*

Microrganismi anaerobi

·Specie Bacterioides (B. fragilis*, B. distasoni*, B. thetaiotaomicron*, B. ovatus*, B. uniformis*, B. vulgaris*)

·Peptostretococcus ssp.*

·Clostridium sp.*

Specie intrinsecamente resistenti

Microrganismi aerobi Gram-positivi

·Staphylococcus aureus (meticillino-/oxifloxacino-resistente)+

·Stafilococchi coagulasi-negativi (S. cohnii, S. epidermidis, S. haemolyticus, S. hominis, S. saprophyticus, S. simulans) Ceppi meticillino-resistenti

Microrganismi aerobi Gram-negativi

·Pseudomonas aeruginosa

 

* Nell'ambito di studi clinici nelle indicazioni omologate l'efficacia con i ceppi sensibili è risultata soddisfacente.

+ Non si consiglia l'uso di Moxifloxacin-Mepha per il trattamento delle infezioni di S. aureus meticillino-resistenti (MRSA). In caso di infezione da MRSA sospetta o confermata, è necessario il trattamento con un antinfettivo appropriato.

Sensibilità dei patogeni della PID (Pelvic Inflammatory Disease):

Tra i patogeni generalmente associati alla PID, Gardnerella vaginalis, Mycoplasma hominis, Mycoplasma genitalium e Chlamydia trachomatis possono essere considerati come sensibili. Nel caso di Neisseria gonorrhoeae, occorre presumere una resistenza frequente.

Confronto dei marcatori surrogati PK/PD per la somministrazione endovenosa e orale di una singola dose da 400 mg di moxifloxacina

Determinati parametri farmacocinetici/farmacodinamici hanno palesemente un valore prognostico rispetto all'efficacia degli antibiotici. Per i chinoloni e nei pazienti per i quali è necessario un trattamento stazionario, con quozienti AUC/MIC90 superiori a 125 e quozienti Cmax/MIC90 di 8-10 è possibile attendersi una guarigione clinica. In pazienti con infezioni da pneumococco acquisite in comunità, questi parametri surrogati sono generalmente più bassi, ovvero quozienti AUC/MIC90 a 30-40 suggeriscono un successo clinico. Nella tabella seguente sono riportati i corrispondenti marcatori surrogati PK/PD per la somministrazione endovenosa e orale di 400 mg di moxifloxacina in rapporto a una singola somministrazione:

Forma farmaceutica

endovenosa

 

orale

 

Parametri
(valori medi)

AUC/MIC90 [h]

Cmax/MIC90a)

AUC/MIC90 [h]

Cmax/MIC90

MIC90 0,125 mg/l

313

32,5

279

23,6

MIC90 0,25 mg/l

156

16,2

140

11,8

MIC90 0,5 mg/l

78

8,1

70

5,9

 

a) Durata dell'infusione: 1 ora

Efficacia clinica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, la moxifloxacina viene assorbita rapidamente e quasi completamente, la biodisponibilità assoluta è pari a circa il 90%.

Con dosi singole comprese tra 50 e 800 mg e con la somministrazione di una dose fino a 600 mg una volta al giorno per 10 giorni, la farmacocinetica è lineare.

A 0,5-4 ore dall'assunzione di 400 mg vengono raggiunte concentrazioni plasmatiche di picco di 3,1 mg/l.

Allo stato stazionario vengono raggiunte concentrazioni plasmatiche di picco massime e minime di 3,2 e 0,6 mg/l. Allo stato stazionario, l'esposizione entro l'intervallo posologico è del 30% circa più elevata rispetto alla prima somministrazione.

L'assunzione di alimenti insieme a moxifloxacina prolunga il tempo al raggiungimento delle concentrazioni di picco del principio attivo di circa 2 ore e determina un livellamento della concentrazione massima del 16% circa. Nel complesso, tuttavia, l'entità dell'assorbimento resta invariata. Pertanto, la moxifloxacina può essere assunta indipendentemente dai pasti.

Distribuzione

La moxifloxacina si distribuisce rapidamente nel compartimento extravasale.

La AUCnorm è elevata, pari a 6 kg/h/l, il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario (Vss) è di ca. 2 l/kg. Per via di un basso legame con le proteine (ca. 45%), si osservano elevate concentrazioni di picco nel plasma (>10× MIC).

Gli esperimenti in vitro ed ex vivo confermano l'indipendenza del legame proteico dalla concentrazione di principio attivo nell'ordine di 0,02-2 mg/l. La moxifloxacina si lega soprattutto all'albumina sierica.

La moxifloxacina si distribuisce rapidamente nei tessuti bersaglio quali polmone (liquido epiteliale, macrofagi alveolari, tessuto bronchiale), nei seni paranasali (seni mascellari, cellule etmoidali, polipi nasali) e nel tessuto infiammatorio (liquido vescicale secondo il modello cantaride).

La concentrazione nel tessuto target supera il livello plasmatico. Elevate concentrazioni libere di principio attivo si ritrovano nei liquidi interstiziali (a livello intramuscolare e sottocutaneo), nella saliva, nella regione pelvica e nella regione del tratto genitale femminile.

Dopo una singola somministrazione orale di 400 mg sono state osservate le seguenti concentrazioni massime (media geometrica) di moxifloxacina:

Tipo di tessuto

Concentrazione

Rapporto tessuto/plasma

Somministrazione orale

Plasma

3,1

mg/l

--

Saliva

3,6

mg/l

0,75-1,3

Liquido vescicale

1,61

mg/l

1,71

Mucosa bronchiale

5,4

mg/kg

1,7-2,1

Macrofagi alveolari

56,7

mg/kg

18,6-70,0

Liquido epiteliale

20,7

mg/l

5-7

Seno mascellare

7,5

mg/kg

2,0

Seno etmoidale

8,2

mg/kg

2,1

Polipi nasali

9,1

mg/kg

2,6

Liquido interstiziale

1,0²

mg/l

0,8-1,42,3

 

1 10 ore dopo la somministrazione

2 Concentrazione non legata

3 3-36 ore dopo la somministrazione

Metabolismo

La moxifloxacina va incontro a biotrasformazione di fase II e viene escreta per via renale e biliare sia come sostanza immodificata sia sotto forma di glucuronide (M2) e di solfo-composto (M1). Gli unici metaboliti rilevanti per l'essere umano, M1 e M2, sono microbiologicamente inattivi. Dopo una dose di 400 mg, la quantità ritrovata nelle urine (circa il 19% per il farmaco immodificato, circa il 2,5% per M1 e circa il 14% per M2) e nelle feci (circa il 25% per il farmaco immodificato, circa il 36% per M1, assente M2) ammonta in totale approssimativamente al 96%.

Non è stata osservata biotrasformazione di fase I con il coinvolgimento di enzimi del citocromo P450. Inoltre, un equilibrio di massa del principio attivo e dei metaboliti di fase II conferma il recupero praticamente completo della moxifloxacina senza evidenze di metabolismo ossidativo.

Eliminazione

La moxifloxacina viene eliminata dal plasma e dalla saliva con un'emivita terminale media di circa 12 ore. La clearance corporea totale media apparente dopo somministrazione di 400 mg è compresa tra 179 e 246 ml/min. La clearance renale è di circa 24-53 ml/min, suggerendo un parziale riassorbimento tubulare della sostanza nei reni.

La somministrazione concomitante di ranitidina e probenecid non modifica la clearance renale della moxifloxacina.

Il 19% circa della moxifloxacina viene escreto immodificato con l'urina e il 25% circa con le feci. Il 3,5% circa della dose viene ritrovato sotto forma di M1 nell'urina e il 36% nelle feci. Il 14% circa viene ritrovato sotto forma di M2 nell'urina.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Concentrazioni plasmatiche più elevate si osservano in volontari sani con peso corporeo basso (come le donne).

Disturbi della funzionalità epatica

Gli studi condotti mostrano che il profilo farmacocinetico della moxifloxacina in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (Child-Pugh A e B) non si discosta in misura rilevante dal profilo osservato in volontari sani o pazienti che non presentano compromissione della funzionalità epatica. In uno studio su una singola dose orale di 400 mg di moxifloxacina sono stati esaminati 6 pazienti con insufficienza epatica lieve (Child-Pugh A), 10 pazienti con insufficienza epatica moderata (Child-Pugh B) e 18 volontari sani. Rispetto ai valori riscontrati in volontari sani, la media della AUC del solfato coniugato (metabolita M1) è aumentata rispettivamente di 3,9 e 5,7 volte nei pazienti con insufficienza epatica lieve e moderata. In entrambi i gruppi, la media della Cmax è aumentata di circa 3 volte e la media della AUC del glucuronide coniugato (M2) è aumentata di circa 1,5 volte. La media della Cmax è aumentata rispettivamente di 1,6 e 1,3 volte.

La cinetica della moxifloxacina (400 mg 1 volta al giorno e.v. o p.o. per 6 giorni) e dei suoi metaboliti è stata esaminata in 15 pazienti con insufficienza epatica moderata o grave. In questi pazienti, la cinetica della moxifloxacina è risultata corrispondente a quella di volontari sani e pazienti senza compromissione della funzionalità epatica. In pazienti con compromissione della funzionalità epatica trattati con moxifloxacina p.o. o e.v. per 6 giorni, il metabolita M1 è risultato aumentato. Nei pazienti con compromissione moderata della funzionalità epatica sono stati osservati valori comparabili a quelli di pazienti con compromissione grave della funzionalità epatica (le concentrazioni al termine dell'intervallo posologico sono risultate comprese tra 0,06 e 1,29 mg/l).

Disturbi della funzionalità renale

In pazienti con insufficienza renale, dopo la somministrazione di una singola dose sono state osservate per la moxifloxacina concentrazioni plasmatiche rispetto al tempo simili a quelle di volontari sani. La clearance dei metaboliti M1 e, soprattutto, M2 diminuisce all'aumentare dell'insufficienza renale. In uno studio su 8 pazienti in emolisi e 8 pazienti con CAPD, dopo somministrazione di dosi singole e multiple, la AUC di M2 è aumentata di 7,5 volte e la Cmax di M2 è aumentata di 2,5-3 volte nel confronto storico con volontari sani. I metaboliti M1 e M2 della moxifloxacina sono microbiologicamente inattivi e la rilevanza clinica del loro aumento non è stata esaminata.

Pazienti anziani

Concentrazioni plasmatiche più elevate si osservano in volontari anziani.

Dati preclinici

Nei ratti e nelle scimmie è stato osservato un effetto sul sistema emopoietico (lieve diminuzione nel numero di eritrociti e trombociti). Come con altri chinoloni, è stata osservata epatotossicità (aumentati enzimi epatici e degenerazione vacuolare) nei ratti, nelle scimmie e nei cani. Nelle scimmie si è manifestata tossicità a carico del SNC (convulsioni). Questi effetti sono stati osservati solo a seguito della somministrazione di dosi elevate di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato.

In uno studio di tollerabilità locale sui cani non sono emersi segni di intollerabilità con la somministrazione endovenosa di moxifloxacina. A seguito di un'iniezione endoarteriosa sono insorte alterazioni infiammatorie, incluse infiammazioni dei tessuti molli periarteriosi, da cui è possibile concludere che occorre evitare un'iniezione endoarteriosa di moxifloxacina.

Mutagenicità

La moxifloxacina, come anche altri fluorochinoloni, è risultata genotossica in vitro in batteri e cellule di mammifero. Poiché questi effetti possono essere riconducibili all'interazione con la girasi batterica e – a concentrazioni sensibilmente maggiori – con la topoisomerasi II in cellule di mammifero, si può presumere un valore soglia per la genotossicità. I test in vivo non hanno evidenziato genotossicità, nonostante le dosi molto elevate di moxifloxacina. Pertanto è garantito un sufficiente margine di sicurezza per l'uomo rispetto alla dose terapeutica. In un modello di iniziazione-promozione nei ratti non sono emerse evidenze di azione cancerogena della moxifloxacina.

Tossicità riproduttiva

Gli studi di riproduzione su ratti, conigli e scimmie indicano che la moxifloxacina attraversa la barriera placentare. Studi su ratti (p.o. ed e.v.) e scimmie (p.o.) non hanno fornito indicazioni di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di moxifloxacina. Nei feti dei conigli è stato osservato un leggero aumento della frequenza di malformazioni vertebrali e costali, tuttavia soltanto a una dose chiaramente tossica per la madre (20 mg/kg e.v.). A concentrazioni plasmatiche corrispondenti all'intervallo terapeutico per l'essere umano, nelle scimmie è stato è riscontrato un aumento nell'incidenza di aborti. Nei ratti, a posologie pari a 63 volte la dose massima consigliata in termini di mg/kg e con concentrazioni plasmatiche comprese nell'intervallo della dose terapeutica per l'uomo, sono stati osservati riduzione del peso corporeo fetale, aumentata perdita prenatale, lieve incremento della durata della gestazione e aumento dell'attività spontanea in alcuni esemplari di entrambi i sessi.

Altri dati (tossicità locale, fototossicità, immunotossicità)

Cardiotossicità

Diversi test in vitro hanno dimostrato che la moxifloxacina è in grado di inibire la componente rapida della corrente di potassio «delayed-rectifier» nel cuore, provocando un prolungamento dell'intervallo QT. In studi tossicologici sui cani con dosi orali ≥90 mg/kg, che hanno determinato concentrazioni plasmatiche ≥16 mg/l sono stati osservati prolungamenti del tratto QT in assenza tuttavia di aritmie. Solo dopo somministrazione endovenosa molto elevata, pari a oltre 50 volte la dose terapeutica per l'uomo (>300 mg/kg), che ha prodotto concentrazioni plasmatiche ≥200 mg/l (oltre 30 volte il livello terapeutico), sono state osservate aritmie ventricolari non fatali, reversibili, nei cani.

Tossicità cartilaginea

È noto che negli animali ancora in fase di sviluppo i fluorochinoloni provocano lesioni della cartilagine delle articolazioni maggiori. La più bassa posologia orale di moxifloxacina che ha causato tossicità articolare in cani giovani era quattro volte superiore alla dose terapeutica consigliata di 400 mg (ipotizzando un peso corporeo di 50 kg) in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle che si raggiungono alla dose terapeutica massima.

Tossicità oculare

Test di tossicità in ratti e scimmie (somministrazione ripetuta fino a 6 mesi) non hanno evidenziato un rischio di tossicità oculare.

Nei cani, alte dosi orali (>60 mg/kg), con conseguenti concentrazioni plasmatiche ≥20 mg/l, hanno provocato modificazioni dell'elettroretinogramma e, in casi isolati, atrofia della retina.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

La moxifloxacina può inibire la crescita di Mycobacterium spp. e alla diagnosi batteriologica può pertanto produrre risultati falsi negativi.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 30°C. Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

62947 (Swissmedic).

Confezioni

Confezioni da 5, 7 e 10 compresse rivestite con film [A]

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Agosto 2025.

Numero interno della versione: 12.1