Amisulpride Zentiva® compresse

Helvepharm AG

Composizione

Principi attivi

Amisulpride.

Sostanze ausiliarie

Carbossimetilamido sodico (tipo A), lattosio monoidrato*, cellulosa microcristallina, ipromellosio (E464), magnesio stearato (E572).

Amisulpride Zentiva 400 contiene anche glicole polietilenico monostearato e biossido di titanio (E171).

Alcune di tali sostanze ausiliarie contengono sodio*.

* Per le sostanze ausiliarie aventi un particolare interesse, il contenuto nelle preparazioni è il seguente:

Amisulpride Zentiva 100: 69,6 mg di lattosio monoidrato e 1,0 mg di sodio.

Amisulpride Zentiva 200: 139,2 mg di lattosio monoidrato e 2,0 mg di sodio.

Amisulpride Zentiva 400: 130,25 mg di lattosio monoidrato e 2,95 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Amisulpride Zentiva 100 mg, compresse divisibili: amisulpride (DCI) 100 mg per compressa.

Amisulpride Zentiva 200 mg, compresse divisibili: amisulpride (DCI) 200 mg per compressa.

Amisulpride Zentiva 400 mg, compresse rivestite con film divisibili: amisulpride (DCI) 400 mg per compressa rivestita con film.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Amisulpride Zentiva compresse è indicato nel trattamento dei disturbi schizofrenici, acuti e cronici.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Nel trattamento degli episodi acuti si raccomanda dosi orali comprese tra 400 e 800 mg/die. Non è richiesto un incremento progressivo della dose all'inizio del trattamento. Le dosi devono essere adattate in base alla risposta individuale e la terapia di mantenimento deve essere stabilita individualmente sulla base della dose minima efficace.

La terapia di mantenimento sarà stabilita individualmente con la dose minima efficace.

Amisulpride può essere somministrato in monosomministrazione giornaliera, a dosi orali fino a 300 mg; per dosi superiori la somministrazione deve essere suddivisa in due assunzioni giornaliere.

Pazienti con insufficienza epatica

Non è necessaria una riduzione del dosaggio nei pazienti con insufficienza epatica.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Insufficienza renale: poiché amisulpride viene eliminato per via renale, la posologia nei pazienti con insufficienza renale deve essere ridotta alla metà con clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min e ad un terzo con clearance della creatinina compresa tra 10 e 30 ml/min. In assenza di dati nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min), il dosaggio dell'amisulpride sarà ridotto a un terzo.

Pazienti anziani

Amisulpride deve essere usato con particolare attenzione a causa di un possibile rischio di ipotensione o sedazione.

Bambini e adolescenti

L'efficacia e la sicurezza di amisulpride dalla pubertà all'età di 18 anni non sono state stabilite; sono disponibili dati limitati sull'uso di amisulpride in adolescenti con schizofrenia. Pertanto, l'uso di amisulpride dalla pubertà all'età di 18 anni non è raccomandato. Amisulpride è controindicato nei bambini fino alla pubertà (cfr. rubrica «Controindicazioni»).

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie contenute nel medicamento.

·Tumori prolattino-dipendenti come ad esempio i prolattinomi dell'ipofisi e i tumori mammari.

·Feocromocitoma.

·Associazione con i seguenti medicamenti, per la possibile insorgenza di torsioni di punta (cfr. rubrica «Interazioni»):

·Antiaritmici di classe IA quali chinidina, idrochinidina, disopiramide, di classe IB quali mexiletina, di classe IC quali flecainide, propafenone.

·Antiaritmici di classe III quali amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide.

·Determinati neurolettici: fenotiazinici (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (sulpiride, tiapride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri (pimozide).

·Altri medicamenti quali bepridil, cisapride, difemanil, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina IV, mizolastina, vincamina IV, alofantrina, pentamidina, moxifloxacina, sparfloxacina, antimicotici imidazolici.

·Associazione con agonisti dopaminergici (amantadina, apomorfina, bromocriptina, cabergolina, entacapone, lisuride, pergolide, piribedil, pramipexolo, quinagolide, ropinirolo) salvo in caso di pazienti con morbo di Parkinson.

·Associazione con levodopa (cfr. rubrica «Interazioni»).

·Bambini al di sotto di 15 anni (età prepuberale).

·Allattamento (cfr. rubrica «Gravidanza/Allattamento»).

·Donne in età fertile, tranne se utilizzano metodi contraccettivi efficaci.

Avvertenze e misure precauzionali

Come con altri neurolettici, può manifestarsi una sindrome neurolettica maligna, una complicanza potenzialmente fatale caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare, disturbi vegetativi, perdita di coscienza, rabdomiolisi e CPK elevata (creatinfosfochinasi). In caso di ipertermia, in modo particolare quando le dosi giornaliere sono elevate, si deve sospendere la somministrazione di qualunque medicamento antipsicotico, compreso amisulpride.

Si è osservata inoltre rabdomiolisi in pazienti senza sindrome neurolettica maligna.

Amisulpride viene eliminato per via renale. In caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta o può essere prescritto un trattamento intermittente (cfr. rubrica «Posologia/impiego»).

Amisulpride può abbassare la soglia epilettogena. Pertanto i pazienti con anamnesi positiva per episodi epilettici dovranno essere controllati attentamente durante la terapia con amisulpride.

Come per tutti i medicamenti neurolettici, amisulpride deve essere usato con particolare cautela nei pazienti anziani per il possibile rischio di ipotensione o sedazione.

Come nel caso di altri antidopaminergici è richiesta particolare cautela nella prescrizione di amisulpride in pazienti parkinsoniani, in quanto il medicamento può causare un peggioramento della malattia. Amisulpride Zentiva deve essere utilizzato soltanto quando il trattamento neurolettico non può essere evitato.

In pazienti trattati con alcuni antipsicotici atipici, fra cui amisulpride, è stata osservata iperglicemia e diabete mellito; pertanto i pazienti con diagnosi certa di diabete mellito o con fattori di rischio per diabete dovranno essere sottoposti a un appropriato monitoraggio glicemico se in terapia con amisulpride.

Prolungamento dell'intervallo QT

Amisulpride determina un prolungamento dose-dipendente dell'intervallo QT (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»). È noto che questo effetto aumenta il rischio di aritmie ventricolari gravi, quali torsioni di punta.

Prima della somministrazione e, se possibile, in funzione dello stato clinico del paziente, si raccomanda il monitoraggio dei fattori che potrebbero favorire l'insorgenza di tale disturbo del ritmo, quali ad esempio:

·bradicardia inferiore a 55 battiti al minuto;

·squilibrio elettrolitico, in particolare ipokaliemia;

·prolungamento congenito dell'intervallo QT

·trattamento in corso con un medicamento che può provocare una bradicardia pronunciata (<55 bpm), un'ipokaliemia, un rallentamento della conduzione intracardiaca o un prolungamento dell'intervallo QT (cfr rubrica «Interazioni»).

Pazienti anziani con demenza

·Accidente vascolare cerebrale (AVC): in studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti anziani con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici è stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Amisulpride deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per AVC.

·I pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza trattati con medicamenti antipsicotici presentano un aumento del rischio di morte. Le analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata nella maggior parte dei casi di 10 settimane), su pazienti che assumevano medicamenti antipsicotici atipici, hanno rivelato un rischio di morte, nei pazienti trattati con il medicamento, da 1,6 a 1,7 volte maggiore rispetto a quello rilevato nei pazienti trattati con placebo. Nel corso di uno studio controllato, di 10 settimane, la percentuale dei decessi nei pazienti trattati con il medicamento è stata di circa il 4,5%, rispetto al 2,6% di quella del gruppo trattato con placebo. Sebbene le cause di morte durante gli studi clinici con antipsicotici atipici siano state varie, la maggior parte è sembrata essere o di natura cardiovascolare (ad es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (ad es. polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che, come con i medicamenti antipsicotici atipici, anche il trattamento con medicamenti antipsicotici convenzionali possa incrementare la mortalità. La misura in cui il rilievo di una maggiore mortalità negli studi osservazionali può essere attribuita ai medicamenti antipsicotici piuttosto che ad alcune caratteristiche peculiari dei pazienti non è chiara.

Tromboembolia venosa

Casi di tromboembolia venosa, a volte letali, sono stati riportati con medicamenti antipsicotici. Di conseguenza, amisulpride deve essere somministrato con prudenza nei pazienti con fattori di rischio tromboembolico (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).

Dopo interruzione repentina di alte dosi terapeutiche di medicamenti antipsicotici sono stati descritti sintomi da astinenza. È stata riportata l'insorgenza di movimenti involontari (quali acatisia, distonia e discinesia) dopo l'interruzione di amisulpride. Pertanto si raccomanda l'interruzione graduale.

Con gli antipsicotici, compreso Amisulpride Zentiva, sono state segnalate leucopenia, neutropenia e agranulocitosi. Infezioni o febbre inspiegabili possono indicare discrasia ematica (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»), che richiedono un'immediata indagine ematologica.

Cancro della mammella

L'amisulpride può aumentare i livelli di prolattina. Pertanto, è necessario prestare attenzione e monitorare i pazienti con una storia personale o familiare di cancro della mammella durante la terapia con amisulpride.

Tumore benigno dell'ipofisi

L'amisulpride può aumentare i livelli di prolattina. Durante la terapia con amisulpride sono stati osservati casi di tumore benigno dell'ipofisi come il prolattinoma (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).

In caso di livelli molto elevati di prolattina o segni clinici di tumore dell'ipofisi (come difetti del campo visivo e cefalea), devono essere effettuati esami di diagnostica per immagini dell'ipofisi. Se la diagnosi di tumore dell'ipofisi è confermata, il trattamento con amisulpride deve essere interrotto.

Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose giornaliera (800 mg), cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Associazioni controindicate

Medicamenti che possono provocare torsioni di punta:

·Antiaritmici di classe IA quali chinidina, idrochinidina, disopiramide,

·di classe IB quali mexiletina, di classe IC quali flecainide, propafenone.

·Antiaritmici di classe III quali amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide.

·Determinati neurolettici: fenotiazinici (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (sulpiride, tiapride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri (pimozide).

·Altri medicamenti quali bepridil, cisapride, difemanil, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina IV, vincamina IV, mizolastina, alofantrina, pentamidina, moxifloxacina, sparfloxacina, antimicotici imidazolici.

Associazione con agonisti dopaminergici (amantadina, apomorfina, bromocriptina, cabergolina, entacapone, lisuride, pergolide, piribedil, pramipexolo, quinagolide, ropinirolo), tranne che per i pazienti parkinsoniani.

Levodopa: antagonismo reciproco degli effetti della levodopa e dei neurolettici.

Associazioni sconsigliate

Amisulpride può aumentare gli effetti dell'alcol sul sistema nervoso centrale. Si è osservato un aumento dal 10 al 20% dell'AUC dell'amisulpride dopo consumo di alcol.

Medicamenti che aumentano il rischio di torsioni di punta o che potrebbero prolungare l'intervallo QT:

Medicamenti che inducono bradicardia quali betabloccanti, bloccanti del canale del calcio quali diltiazem e verapamil, clonidina, guanfacina, digitalici.

Medicamenti che inducono ipokaliemia: diuretici risparmiatori di potassio, lassativi stimolanti, amfotericina B IV, glucocorticoidi, tetracosactidi. L'ipokaliemia deve essere corretta.

Antidepressivi imipraminici, litio.

Associazioni da considerare con attenzione

Non esistono studi farmacodinamici con medicamenti che agiscono sul sistema nervoso centrale. Pertanto, si raccomanda prudenza in caso di trattamento concomitante con i seguenti prodotti:

Medicamenti depressivi del sistema nervoso centrale, compresi narcotici, anestetici, analgesici, sedativi anti-istaminici H1, barbiturici, benzodiazepine e altri medicamenti ansiolitici, clonidina e derivati, ipnotici, antidepressivi sedativi, carbammati, captodiame, etifoxina, baclofene, talidomide.

Antipertensivi e altri medicamenti ipotensivi.

La somministrazione concomitante di amisulpride e clozapina può comportare un aumento dei livelli sierici di amisulpride.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati clinici di esposizione al medicamento in gravidanza sono limitati. La sicurezza dell'amisulpride durante la gravidanza non è stata stabilita, ma si sa che attraversa la barriera placentare. Negli animali, l'amisulpride non ha evidenziato effetti teratogeni e di tossicità sul feto (cfr. rubrica «Dati preclinici»). L'utilizzo dell'amisulpride è sconsigliato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano mezzi contraccettivi idonei, a meno che il beneficio atteso giustifichi i rischi potenziali.

I neonati esposti agli antipsicotici (incluso Amisulpride Zentiva) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati quali sintomi motori extrapiramidali e/o di astinenza.

Tra i sintomi che può manifestare il neonato rientrano agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell'assunzione di cibo.

La gravità di queste complicazioni può variare. In alcuni casi erano naturalmente limitate, in altri casi i neonati necessitavano cure in terapia intensiva o un ricovero prolungato.

Se possibile, è opportuno diminuire progressivamente le posologie dei neurolettici alla fine della gravidanza, anche in ragione delle proprietà atropiniche di questi ultimi.

Allattamento

L'amisulpride è stato ritrovato nel latte delle donne che allattavano al seno, trattate con questo medicamento. Poiché non si deve escludere nessun rischio per il bambino, l'utilizzo di amisulpride è controindicato in caso di allattamento (cfr. rubrica «Controindicazioni»).

Fertilità

Studi condotti sugli animali hanno dimostrato una riduzione della fertilità legata agli effetti farmacologici del medicamento (cfr. rubrica «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Anche quando impiegato secondo quanto raccomandato, amisulpride può causare sonnolenza e visione offuscata e quindi compromettere la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchine (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Descrizione di alcuni effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono stati ordinati in classi di frequenza, utilizzando la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100), «non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: leucopenia, neutropenia.

Raro: agranulocitosi (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazione allergica.

Patologie endocrine

Comune: forte aumento dei livelli plasmatici di prolattina, reversibile alla sospensione del trattamento. Tale aumento può essere associato a galattorrea, amenorrea o disturbi delle mestruazioni, ginecomastia, mastodinia e disfunzione erettile.

Raro: tumore pituitario benigno come il prolattinoma (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: iperglicemia (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), aumento ponderale, ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia.

Raro: iponatriemia, sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH).

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia, ansia, agitazione, anomalie dell'orgasmo.

Non comune: confusione.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: possono comparire sintomi extrapiramidali (tremori, ipertonia, rigidità, ipocinesia, ipersalivazione, acatisia, discinesia) (23%). Questi sintomi sono generalmente moderati ai dosaggi ottimali e parzialmente reversibili con la somministrazione di medicamenti antiparkinson anticolinergici, anche senza la sospensione di Amisulpride Zentiva. La loro frequenza è inferiore a quella osservata durante terapia con neurolettici classici.

Comune: può comparire distonia acuta (torcicollo spasmodico, crisi oculogire, trisma), reversibile, senza che venga sospeso Amisulpride Zentiva, con la somministrazione di un antiparkinson. Sonnolenza.

Non comune: è stata riportata discinesia tardiva caratterizzata da movimenti ritmici involontari prevalentemente a carico della lingua e/o del viso, solitamente in seguito a somministrazione protratta. Il trattamento con medicamenti antiparkinson è inefficace o può indurre l'aggravamento dei sintomi. Convulsioni.

Raro: sindrome neurolettica maligna (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali», una complicazione potenzialmente fatale.

Sono stati osservati alcuni casi isolati di sindrome delle gambe senza riposo, con o senza presenza di acatisia.

Patologie dell'occhio

Comune: disturbi della visione (cfr. rubrica «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).

Patologie cardiache

Non comune: bradicardia.

Raro: prolungamento dell'intervallo QT, aritmie ventricolari, torsioni di punta, tachicardia ventricolare che può causare fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, morte improvvisa (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Comune: ipotensione.

Non comune: ipertensione.

Raro: malattia tromboembolica venosa, compresi casi di embolia polmonare, dall'esito talora fatale, e casi isolati di trombosi venosa profonda (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: congestione nasale, polmonite da aspirazione (associata principalmente ad altri depressori del sistema nervoso centrale).

Disturbi gastrointestinali

Comune: stipsi, nausea, vomito, secchezza della bocca.

Patologie epatobiliari

Non comune: lesioni epatocellulari.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: angioedema, orticaria.

Alcuni casi isolati di fotosensibilità.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: osteopenia, osteoporosi.

Non nota: rabdomiolisi, aumento dei livelli sierici di creatinfosfochinasi (CPK).

Patologie renali e urinarie

Non comune: ritenzione urinaria.

Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura

Casi isolati: cadute dovute a effetti indesiderati che compromettono l'equilibrio del corpo.

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Casi isolati di sintomi motori extrapiramidali e/o segni di astinenza del neonato (cfr. rubrica «Gravidanza, allattamento»).

Esami diagnostici

Comune: aumento di peso.

Non comune: aumento degli enzimi epatici, soprattutto transaminasi.

In due studi clinici, gli effetti indesiderati sono stati raccolti anche in maniera sistematica servendosi di una scala (UKU).

L'incidenza degli effetti indesiderati supplementari molto frequenti (con una frequenza >10%) così raccolti è la seguente:

Patologie del sistema nervoso

Astenia/affaticamento (31%), difficoltà di concentrazione (25%), cefalea (17%), disturbi della memoria (11%).

Disturbi psichiatrici

Depressione (21%), apatia/indifferenza emotiva (19%), onirismo (14%).

Altri effetti

Disturbi dell'accomodamento (13%), diminuzione della libido (11%).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Nei casi di sovradosaggio sono stati riportati sintomi da accentuazione dei noti effetti farmacologici, quali sonnolenza, sedazione, ipotensione, sintomi extrapiramidali e coma. Casi con esito fatale sono stati riportati soprattutto in combinazione con altri agenti psicotropi.

Trattamento

In caso di sovradosaggio acuto occorre considerare la possibilità di assunzione di più medicamenti.

Dal momento che amisulpride è scarsamente dializzabile, per eliminare il farmaco l'emodialisi non è utile.

Non esiste un antidoto specifico per amisulpride. Pertanto deve essere istituito un trattamento sintomatico adeguato: attenta supervisione delle funzioni vitali e monitoraggio cardiaco continuo (rischio di prolungamento dell'intervallo QT, fino a quando il paziente non si sia stabilizzato.

In caso si manifestino gravi sintomi extrapiramidali, somministrare medicamenti anticolinergici.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05AL05

Meccanismo d'azione

Amisulpride Zentiva è un antipsicotico appartenente alla classe delle benzamidi sostituite. Amisulpride Zentiva si lega selettivamente con elevata affinità ai recettori dopaminergici D2 e D3 mentre è priva di affinità per i sottotipi D1, D4 e D5.

Diversamente dai neurolettici classici e atipici, Amisulpride Zentiva non possiede alcuna affinità per i recettori serotoninergici, alfa-adrenergici, H1 istaminergici e colinergici. Inoltre, non si lega ai siti sigma.

Farmacodinamica

Nell'animale, a dosi elevate, l'amisulpride blocca preferenzialmente i recettori D2 dopaminergici post-sinaptici situati nelle strutture limbiche rispetto a quelli situati nel corpo striato. A basse dosi blocca preferenzialmente i recettori pre-sinaptici D2/D3, determinando il rilascio di dopamina, responsabile degli effetti disinibenti del farmaco.

Questo profilo farmacologico atipico di Amisulpride Zentiva può spiegare l'efficacia clinica dell'amisulpride sia sui sintomi positivi che sui sintomi negativi della schizofrenia e il fatto che diminuisca ugualmente la tendenza a provocare effetti indesiderati di tipo extrapiramidale.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nell'uomo, l'amisulpride presenta due picchi di assorbimento: il primo che viene raggiunto ad un'ora dalla dose e il secondo nel giro di 3-4 ore dalla somministrazione. La concentrazione plasmatica massima è di 450 ng/ml in media, dopo somministrazione orale ripetuta di 200 mg di amisulpride.

La biodisponibilità assoluta è del 48%.

Un pasto ricco di carboidrati (con la parte liquida pari al 68%) diminuisce (percentuale di diminuizione: 50%) le AUC, Tmax e Cmax dell'amisulpride, ma non è stata osservata alcuna variazione dopo un pasto ad alto contenuto di grassi.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di 5,8 l/kg; il legame con le proteine plasmatiche è del 16% e non sono note eventuali interazioni con altri medicamenti a livello del legame con le proteine.

Metabolismo

L'amisulpride è metabolizzato: sono stati identificati quattro metaboliti inattivi, che corrispondono circa al 12% della dose. Le vie metaboliche implicate sono: l'idrossilazione, la N-deetilazione e l'ossidazione dell'anello tetraidropirrolo.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione dell'amisulpride, dopo una somministrazione orale, è di circa 12 ore.

Dopo somministrazione orale, amisulpride (in forma invariata) è presente per il 26% nelle urine e per il 51% nelle feci della dose somministrata.

Il resto è eliminato sotto forma di metaboliti (amisulpride idrossilato, amisulpride N-dealchilato, amisulpride pirilidina-ossidato.

L'amisulpride viene scarsamente dializzato: 1,3% della dose somministrata.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Alcuni dati limitati nei pazienti anziani (>65 anni) mostrano un aumento del 10-30% della Cmax, di T½ e dell'AUC dopo una singola dose di 50 mg. Non sono disponibili dati dopo dosi ripetute.

Insufficienza renale: nei pazienti con insufficienza renale, la clearance totale si riduce da 2,5 a 3 volte. L'AUC raddoppia in caso di insufficienza renale lieve e quadruplica in caso di insufficienza renale moderata.

L'esperienza è comunque limitata e non vi sono dati a dosi superiori a 50 mg (cfr. rubrica «Posologia/impiego»).

Insufficienza epatica: Dato che il medicamento viene scarsamente metabolizzato non è necessaria una riduzione del dosaggio nei pazienti con insufficienza epatica.

Dati preclinici

Tossicità, mutagenicità e cancerogenicità

L'analisi del profilo tossicologico mostra che l'amisulpride non comporta tossicità organo-specifica e non ha potenziale mutageno o cancerogeno. Le variazioni osservate nei ratti e nei cani a dosi inferiori alla massima dose tollerata sono frutto di effetti farmacologici o prive di rilevante significato tossicologico. Le dosi massime tollerate nel ratto e nel cane, espresse come AUC, sono rispettivamente 2 e 7 volte maggiori dei dosaggi massimi raccomandati nell'uomo.

Tossicità riproduttiva

Gli studi di embriofetotossicità non hanno evidenziato effetti teratogeni. La somministrazione di amisulpride ha causato un calo di fertilità legato agli effetti farmacologici del principio attivo negli animali trattati (effetto mediato dalla prolattina).

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Il medicamento deve essere conservato al di fuori della portata dei bambini.

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Numero dell'omologazione

59423, 62398 (Swissmedic).

Confezioni

Compresse divisibili da 100 mg e 200 mg: 30 e 90 (B)

Compresse rivestite divisibili da 400 mg: 30 e 90 (B)

Titolare dell’omologazione

Helvepharm AG, Frauenfeld.

Stato dell'informazione

Marzo 2022