Nimotop®, compresse rivestite con film

Composizione

Principio attivo:

Nimodipina.

Sostanze ausiliarie:

Povidon K25, cellulosa microcristallina, amido di mais, crospovidone, magnesio stearato, hypromellose, Macrogol 4000, biossido di titanio (E 171), ferro ossido giallo (E 172).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film da 30 mg di nimodipina.

Indicazioni / possibilità d'impiego

Uso orale dopo precedente infusione di Nimotop soluzione per infusione per la profilassi e la terapia di deficit neurologici ischemici a seguito di vasospasmi cerebrali secondari a sanguinamento subaracnoideo provocato da aneurismi.

Un effetto favorevole è stato finora dimostrato solo in pazienti sottoposti a intervento chirurgico, ai quali il medicamento è stato somministrato a scopo profilattico.

Vi sono evidenze di un effetto favorevole nell’utilizzo terapeutico, ovvero dopo che si è già verificato un vasospasmo.

Posologia / impiego

La posologia deve essere determinata su base individuale. In generale, dopo una precedente infusione di Nimotop soluzione per infusione di 5–14 giorni si consiglia una dose giornaliera di 6× 2 compresse rivestite con film di Nimotop (= 6× 60 mg di nimodipina).

Le compresse rivestite con film possono essere assunte intere indipendentemente dai pasti con un po’ di liquido.

L’intervallo tra le singole assunzioni non deve essere inferiore a 4 ore.

Dopo la fine del trattamento di 5–14 giorni con Nimotop soluzione per infusione si consiglia l’utilizzo di Nimotop compresse rivestite con film per circa 7 giorni.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale o epaticaIn caso di gravi disturbi della funzionalità renale o epatica, in particolare cirrosi epatica, la biodisponibilità può risultare aumentata, pertanto gli effetti e gli effetti collaterali – per es. calo della pressione arteriosa – possono essere più marcati; in tali casi si deve eventualmente ridurre la dose in funzione dei controlli della pressione arteriosa.

Bambini e adolescenti

L'uso e la sicurezza di Nimotop nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono ancora stati valutati.

Controindicazioni

Le compresse rivestite con film di nimodipina non devono essere utilizzate in caso di ipersensibilità alla nimodipina o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.

La somministrazione concomitante di nimodipina e rifampicina è controindicata, in quanto l’efficacia delle compresse rivestite com film di nimodipina può risultare significativamente ridotta (vedere «Interazioni»).

La somministrazione concomitante di nimodipina orale e degli antiepilettici fenobarbital, fenitoina o carbamazepina è controindicata, in quanto l’efficacia delle compresse rivestite di nimodipina può risultare significativamente ridotta (vedere «Interazioni»).

Avvertenze e misure precauzionali

Per mancanza di esperienza con la terapia, un utilizzo della nimodipina nei bambini e negli adolescenti non è previsto.

Nei pazienti anziani che presentano multimorbilità è richiesta particolare cautela.

Benché a oggi il trattamento con nimodipina non sia stato associato a un aumento della pressione intracranica, in questi casi si consiglia un attento monitoraggio. Lo stesso vale in caso di aumentato contenuto di acqua nel tessuto cerebrale (edema cerebrale generalizzato).

Se sono presenti lesioni epatiche, occorre controllare i parametri epatici.

È richiesta cautela nei pazienti ipotesi (pressione arteriosa sistolica <100 mm Hg).

Effetto indesiderato

Riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia), in rari casi anche aumento della frequenza cardiaca (tachicardia).

In pazienti con angina pectoris instabile o nel corso delle prime 4 settimane dopo un infarto miocardico acuto, il medico deve soppesare i possibili rischi (ad es. ridotta perfusione delle arterie coronariche e ischemia miocardia) rispetto ai benefici (per es. miglioramento della perfusione cerebrale).

La nimodipina viene metabolizzata mediante il sistema enzimatico del citocromo P450 3A4. I medicamenti che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono pertanto influenzare l’effetto first-pass o la clearance della nimodipina (vedere «Interazioni»).

Per questo motivo, i medicamenti che sono noti inibitori del citocromo P450 3A4 possono aumentare le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, ad es.:

– antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina),

– inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir),

– antimicotici azolitici (ad es. ketoconazolo),

– gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina,

quinupristina/dalfopristina,

cimetidina,

– acido valproico.

In caso di somministrazione concomitante di nimodipina con questi medicamenti occorre controllare la pressione arteriosa e, se necessario, valutare una riduzione della dose di nimodipina.

In singoli casi di fecondazione in vitro, i calcio-antagonisti sono stati correlati con alterazioni biochimiche reversibili a livello della testa degli spermatozoi, con conseguente riduzione della funzione spermatica.

Interazioni

Effetti di altri medicamenti sulla nimodipina

La nimodipina viene metabolizzata attraverso il citocromo P450 3A4, presente nella mucosa intestinale e nel fegato. I medicamenti che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono pertanto influenzare l’effetto first-pass o la clearance della nimodipina.

L'entità e la durata delle interazioni devono essere prese in considerazione nel caso in cui la nimodipina venga somministrata assieme a uno dei seguenti medicamenti.

Rifampicina

Sulla base dell’esperienza con altri calcio-antagonisti occorre attendersi un’accelerazione del metabolismo della nimodipina tramite l’induzione enzimatica della rifampicina. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con la rifampicina, l'efficacia della nimodipina può diminuire significativamente. La combinazione di rifampicina e nimodipina è quindi controindicata (vedere «Controindicazioni»).

Antiepilettici che influenzano il sistema del citocromo P450 3A4, come fenobarbital, fenitoina e carbamazepina

La precedente somministrazione cronica degli antiepilettici fenobarbital, fenitoina o carbamazepina riduce in maniera marcata la biodisponibilità della nimodipina somministrata per via orale. Pertanto non si consiglia la somministrazione concomitante della nimodipina con questi antiepilettici (vedere «Controindicazioni»).

Non vi sono esperienze sufficienti sull’utilizzo concomitante della nimodipina con neurolettici e antidepressivi.

In caso di trattamento concomitante con medicamenti potenzialmente nefrotossici (ad es. aminoglicosidi e/o cefalosporine in combinazione con furosemide) e in pazienti con compromissione della funzionalità renale, la funzionalità renale può peggiorare. In tali casi è indicato un attento monitoraggio della funzionalità renale. Se la funzionalità renale peggiora, occorre valutare un’interruzione del trattamento.

In caso di somministrazione concomitante con i seguenti inibitori del citocromo P450 3A4 occorre controllare la pressione arteriosa e, se necessario, valutare un aggiustamento della dose di nimodipina (vedere «Posologia / impiego»):

Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina)

Non è stato condotto uno studio d’interazione con la nimodipina e gli antibiotici macrolidi. È noto che determinati antibiotici macrolidi sono inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, pertanto allo stato attuale non è possibile escludere l'eventualità di questa interazione. Per questo motivo gli antibiotici macrolidi non devono essere usati in combinazione con nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Benché strutturalmente simile alla classe degli antibiotici macrolidi, l'azitromicina non ha effetti inibitori sul CYP3A4.

Inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir)

Non sono stati condotti studi per indagare le potenziali interazioni tra la nimodipina e gli inibitori delle proteasi anti-HIV. Secondo quanto riportato, alcuni medicamenti di questa classe sono potenti inibitori del citocromo P450 3A4. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con questi inibitori delle proteasi non è possibile escludere l’eventualità di un aumento marcato e clinicamente rilevante della concentrazione plasmatica di nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Antimicotici azolitici (ad es. ketoconazolo)

Non è stato effettuato uno studio d’interazione per indagare la possibilità di un’interazione tra nimodipina e ketoconazolo. Gli antimicotici azolici sono noti inibitori del sistema enzimatico del citocromo P450 3A4. Inoltre, in diversi casi sono state segnalate interazioni con altri calcio-antagonisti diidropiridinici. Pertanto, in caso di somministrazione orale concomitante con la nimodipina, non è possibile escludere un sostanziale aumento della biodisponibilità sistemica della nimodipina dovuto a una diminuzione del metabolismo first-pass (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nefazodone

Non sono stati condotti studi per indagare la possibile interazione tra nimodipina e nefazodone. Secondo quanto riportato, questo antidepressivo è un potente inibitore del citocromo P450 3A4. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con nefazodone non è possibile escludere un possibile aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Fluoxetina

La somministrazione concomitante di nimodipina e dell'antidepressivo fluoxetina allo steady state ha determinato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nimodipina del 50% circa. L'esposizione alla fluoxetina è diminuita in misura marcata, mentre quella del suo metabolita attivo norfluoxetina non è stata influenzata.

Quinupristina/dalfopristina

Sulla base dell’esperienza con il calcio-antagonista nifedipina, la somministrazione concomitante con quinupristina/dalfopristina può portare a un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Cimetidina

La somministrazione concomitante dell’H2-antagonista cimetidina può portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Acido valproico

La somministrazione concomitante dell’anticonvulsivante acido valproico può portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Altre interazioni con medicamenti

Nortriptilina

La somministrazione concomitante di nimodipina e nortriptilina allo steady state ha determinato un lieve calo dell’esposizione alla nimodipina. Il livello plasmatico della nortriptilina è rimasto immutato.

Effetti della nimodipina su altri medicamenti

Antipertensivi

La nimodipina può potenziare l'effetto ipotensivo di antipertensivi somministrati in concomitanza, ad es.:

– diuretici,

– beta-bloccanti,

– ACE-inibitori,

– alfa1-antagonisti

– altri calcio-antagonisti,

– inibitori alfa-adrenergici,

– inibitori della PDE-5,

– alfa-metildopa.

Qualora tuttavia una tale associazione sia necessaria, il paziente deve essere monitorato con particolare attenzione.

Zidovudina

In uno studio sulle scimmie la somministrazione concomitante del virostatico zidovudina e.v. con nimodipina e.v. (in bolo) ha determinato un incremento significativo del valore della AUC della zidovudina, mentre il volume di distribuzione e la clearance sono diminuiti in misura significativa. Pertanto l’uso concomitante nell’essere umano richiede cautela.

Interazioni con alimenti

Succo di pompelmo

Il succo di pompelmo è un inibitore del sistema enzimatico del citocromo P450 3A4. La somministrazione di calcio-antagonisti diiprodipiridinici assieme a succo di pompelmo aumenta la concentrazione plasmatica e la durata d’azione della nimodipina, a causa di una diminuzione del metabolismo first-pass o di una clearance ridotta. In conseguenza di ciò, l'effetto ipotensivo della nimodipina può risultare potenziato. Questo effetto può durare per almeno 4 giorni dopo l'ultima assunzione di succo di pompelmo.

L'ingestione di pompelmo/succo di pompelmo deve quindi essere evitata nel corso della terapia con nimodipina (vedere «Posologia / impiego»).

Medicamenti che non evidenziano interazioni con nimodipina

Una somministrazione orale concomitante di nimodipina con aloperidolo, diazepam, digossina, glibenclamide, indometacina, ranitidina e warfarin non ha evidenziato potenziali interazioni.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati sullo sviluppo del feto (tossicità ecc.) e non esistono studi controllati sull’essere umano.

È vietato somministrare Nimotop durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

È stato dimostrato che le concentrazioni di nimodipina e dei suoi metaboliti nel latte materno sono nello stesso ordine di grandezza di quelle presenti nel plasma materno. Durante l’allattamento, le donne devono quindi rinunciare all'allattamento al seno se assumono nimodipina.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati condotti studi a riguardo.

In relazione alla possibile comparsa di capogiri, la capacità di di guidare veicoli e di utilizzare macchine può essere compromessa.

Effetti indesiderati

Segnalazioni da sperimentazioni cliniche

I seguenti effetti indesiderati del medicamento sono stati osservati nell’ambito di studi clinici su nimodipina (studi controllati con placebo: nimodipina N=703; placebo N=692; studi non controllati: nimodipina N=2496; stato: 31 agosto 2005)

Gli effetti indesiderati sono riportati secondo la classificazione sistemica organica e in ordine di frequenza in conformità con la convenzione MedDRA:

«Non comune» (≥1/1000, <1/100)

«Raro» (≥1/10'000, <1/1000)

«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: trombocitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni allergiche da lievi a moderate, associati sintomi cutanei clinici, eruzione cutanea.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea.

Patologie cardiache

Non comune: tachicardia.

Raro: bradicardia.

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione, vasodilatazione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota: Ipossia.

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea.

Raro: ileo.

Patologie epatobiliari

Raro: aumento degli enzimi epatici (inclusi transaminasi, fosfatasi alcalina e γ-GT).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Sovradosaggio

Segni e sintomi

In caso di sovradosaggio acuto occorre attendersi una più marcata ipotensione, tachicardia, bradicardia, arrossamento del volto (flushing) e cefalea.

Trattamento

In caso di assunzione orale, come misura terapeutica immediata si deve considerare una lavanda gastrica con aggiunta di carbone. In caso di forte ipotensione occorre somministrare dopamina, noradrenalina o simpaticomimetici come fenilefrina. Poiché non è noto alcun antidoto specifico, il trattamento di altri effetti concomitanti deve essere diretto ai sintomi principali.

Proprietà/Effetti

Codice ATC: C08CA06

Meccanismo d'azione

La nimodipina – un calcio-antagonista – presenta un effetto anti-vasocostrittore e anti-ischemico in via preferenziale a livello cerebrale. La nimodipina è in grado di evitare o risolvere le vasocostrizioni dovute a diverse sostanze vaso-attive (ad es. serotonina, prostaglandine, trombina, istamina) o al sangue o a prodotti di degradazione del sangue.

La sostanza inibisce l’afflusso transmembrana degli ioni di calcio necessario alla contrazione della muscolatura vasale. In numerose sperimentazioni, i vasi cerebrali hanno evidenziato una sensibilità per la nimodipina nettamente superiore rispetto ai vasi periferici.

Farmacodinamica

Ricerche su pazienti affetti da disturbi cerebrovascolari acuti hanno evidenziato che la nimodipina dilata i vasi cerebrali e aumenta il flusso ematico cerebrale, e generalmente la maggiore perfusione è risultata significativamente più marcata nei distretti cerebrali che presentavano già danni preesistenti o ipoperfusione rispetto alle aree cerebrali sane. Ciò è apparso particolarmente evidente nei vasospasmi cerebrali secondari a sanguinamento subaracnoideo. La nimodipina riduce in misura significativa le lesioni neurologiche ischemiche secondarie a vasospasmi e la letalità dei vasospasmi.

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento / Distribuzione

Dopo l’assunzione della compressa, la nimodipina viene rilasciata rapidamente e viene assorbita in percentuale superiore al 90%. A seguito di una singola assunzione di 2 compresse (2× 30 mg) vengono raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 31 ± 12 µg/l dopo 40 min. Quindi, con un’emivita di ca. 5 ore, le concentrazioni diminuiscono a un livello medio di 1,3 µg/l dopo 6 ore. La biodisponibilità media delle compresse di Nimotop è del 12% circa. Poiché da studi sugli animali è noto che l’assorbimento della nimodipina è pressoché totale, la biodisponibilità relativamente bassa è da ricondurre al fatto che durante il primo passaggio a livello epatico viene metabolizzata una percentuale dell’80-90% circa. Con la somministrazione orale di 3× 40 mg al giorno per un periodo di 7 giorni non sono emerse variazioni né nella cinetica di assorbimento né nella cinetica di eliminazione. Pertanto non ci si deve attendere un accumulo di nimodipina nel plasma. Con la somministrazione orale di differenti dosi elevate, i valori dell’area sotto la curva mostrano un andamento proporzionale alla dose.

Con l’assunzione ripetuta di compresse non sono emersi segni di un accumulo di nimodipina, quando la sostanza in compresse è stata somministrata a volontari sani. Anche in pazienti di età superiore a 60 anni non è stato osservato alcun aumento della concentrazione plasmatica nel corso di 4 settimane di trattamento orale con 3× 30 mg/giorno. Anche le concentrazioni plasmatiche di pazienti cui sono state somministrate compresse da 40 mg per 8 settimane, risultate di 24 ± 23 µg/l da 45 minuti fino a 2 ore dopo l’assunzione dell’ultima compressa, hanno evidenziato valori comparabili a quelli riscontrati con una singola assunzione.

La nimodipina attraversa la barriera ematoencefalica. La concentrazione della sostanza nel tessuto cerebrale corrisponde alla concentrazione di sostanza non legata alle proteine nel sangue.

Metabolismo / Eliminazione

Nel fegato la sostanza viene ampiamente degradata, pertanto in pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica, in particolare cirrosi epatica, occorre attendersi un calo più lento della concentrazione plasmatica di nimodipina. A seguito di somministrazione orale di 20 mg di nimodipina, il 50% circa della dose è stato escreto con l’urina sotto forma di metaboliti e il 35% con le feci nell’arco di 4 giorni.

Il succo di pompelmo aumenta la biodisponibilità delle diidropiridine attraverso l’inibizione del metabolismo first-pass.

Come evidenziato da studi di sperimentazione animale sulla distribuzione negli organi, non avviene alcun accumulo in determinati organi.

Dati preclinici

Tossicità con somministrazione di dosi ripetute

Mangime contenente nimodipina è stato somministrato per due anni a ratti, con dosi giornaliere approssimativamente fino a 90 mg/kg/giorno. Dosi fino a 15 mg/kg/giorno sono state tollerate sia da ratti maschi sia da ratti femmina senza lesioni evidenti. Non sono stati osservati segni di effetti oncogenici della sostanza. Le dosi di nimodipina menzionate sono state somministrate a topi come aggiunta al mangime per 21 mesi. Anche questo studio non ha evidenziato segni di attività tumorale.

Uno studio della durata di un anno sui cani ha indagato la tolleranza sistemica di dosi di nimodipina fino a 6,25 mg/kg/giorno. Dosi fino a 2,5 mg/kg non hanno mostrato alcun effetto, mentre le dosi da 6,25 mg/kg hanno provocato modificazioni elettrofisiologiche dovute a disturbi del flusso ematico miocardico. Tuttavia, a questa dose non sono state riscontrate alterazioni istopatologiche a livello cardiaco.

Tossicità riproduttiva

Dosi fino a 30 mg/kg/giorno non hanno compromesso la fertilità di ratti maschio e femmina inclusa quella delle generazioni successive.

La somministrazione di 10 mg/kg/giorno a femmine gravide di ratto durante l'embriogenesi non ha evidenziato effetti dannosi. Dosi pari o superiori a 30 mg/kg/giorno hanno ostacolato la crescita con una riduzione del peso del feto. Dosi di 100 mg/kg/giorno hanno provocato un incremento delle morti embrionali in utero. Non sono stati osservati effetti teratogeni.

Gli studi di embriotossicità nel coniglio con dosi fino a 10 mg/kg/giorno p.o. non hanno riscontrato segni di effetti teratogeni o altri effetti embriotossici.

Al fine di indagare lo sviluppo peri- e postnatale sono stati condotti studi nei ratti con dosi fino a 30 mg/kg/giorno. In uno studio, in cui sono state somministrate dosi pari o superiori a 10 mg/kg/giorno, è stato osservato un incremento della mortalità peri- e postnatale nonché un ritardo nello sviluppo fisico.

Cancerogenicità

In uno studio a vita sui ratti, sono state somministrate dosi di nimodipina fino 1800 ppm (circa 90 mg/kg/giorno) miscelate con il mangime per un periodo di 2 anni, e non sono emersi segni di potenziale oncogenico.

Similmente, in uno studio a lungo termine su topi trattati con 500 mg/kg/giorno p.o. per 21 mesi non sono emersi segni di un potenziale oncogenico della nimodipina.

Genotossicità

Gli effetti genotossici della nimodipina sono stati studiati in maniera approfondita. Tutti i test effettuati per accertare l’induzione di mutazioni mutagene e cromosomiche sono risultati negativi.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperature non superiori a 30°C e fuori dalla portata dei bambini.

Non congelare.

Numero dell'omologazione

45839 (Swissmedic)

Confezioni

Nimotop cpr. rivestite con film 100x. (B)

Titolare dell'omologazione

Future Health Pharma GmbH, 8620 Wetzikon.

Stato dell'informazione

Agosto 2025