Uvamin® retard capsule rigide

Mepha Pharma AG

Composizione

Principio attivo

Nitrofurantoina.

Sostanze ausiliarie

Contenuto della capsula: ipromellosa, lattosio monoidrato (20 mg), cellulosa microcristallina.

Involucro della capsula: gelatina, giallo chinolina (E104), titanio diossido (E171).

Inchiostro di stampa: gomma lacca, ossido di ferro nero (E172), glicole propilenico (E1520), soluzione di ammoniaca al 28%.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 capsula rigida di Uvamin retard contiene 100 mg di nitrofurantoina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Infezioni acute delle vie urinarie inferiori, in particolare in caso di resistenza ad altri agenti antimicrobici.

Infezioni croniche delle vie urinarie inferiori.

Profilassi antinfettiva durante le esplorazioni urologiche o dopo interventi chirurgici delle vie urinarie.

È necessario seguire le raccomandazioni ufficiali per l'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni per il loro utilizzo, al fine di evitare un aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/Impiego

Infezioni acute delle vie urinarie

Adulti: 1 capsula rigida di Uvamin retard 2-3 volte al giorno per 7-10 giorni.

Infezioni croniche delle vie urinarie (trattamento a lungo termine)

Adulti: 1 capsula rigida di Uvamin retard 1-2 volte al giorno per diverse settimane o mesi.

Modo di somministrazione

Per migliorare la tollerabilità, assumere la nitrofurantoina durante o subito dopo i pasti, con una quantità sufficiente di liquidi.

Bambini e adolescenti

Uvamin retard non è indicato per l'uso nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

Controindicazioni

La nitrofurantoina è controindicata:

·Nei pazienti con ipersensibilità nota alla nitrofurantoina, ad altri nitrofurani o a uno degli ingredienti (cfr. «Composizione»)

·Nei pazienti con disfunzione renale (eGFR inferiore a 45 ml/min) o creatinina plasmatica elevata

·Nei casi di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (cfr. «Gravidanza/ allattamento»)

·Nella porfiria acuta

·Nei neonati di età inferiore ai 3 mesi e al termine della gravidanza (durante il travaglio e il parto) a causa della possibilità teorica di anemia emolitica nel feto o nel neonato (di età inferiore ai 3 mesi) causata da un sistema enzimatico eritrocitario immaturo

·Oliguria, anuria

·Polineuropatia, neurite

·Fibrosi polmonare.

Avvertenze e misure precauzionali

Occorre prestare estrema cautela in presenza di disfunzioni renali (cfr. anche «Controindicazioni»), poiché l'inadeguata eliminazione renale può portare all'accumulo, con una contemporanea marcata riduzione della concentrazione urinaria del principio attivo. La nitrofurantoina deve quindi essere somministrata solo quando non è possibile utilizzare antibiotici e chemioterapici meno rischiosi.

In caso di terapia a lungo termine, la funzionalità polmonare del paziente deve essere monitorata regolarmente (soprattutto nei pazienti anziani). È importante identificare precocemente eventuali reazioni da ipersensibilità polmonare indotte dalla nitrofurantoina e, se necessario, interrompere immediatamente il trattamento per arrestarne la progressione ed evitare danni potenzialmente irreversibili.

Le reazioni polmonari croniche (tra cui fibrosi polmonare e polmonite interstiziale diffusa) possono svilupparsi senza essere notate e sono comuni nei pazienti anziani.

In caso di casi gravi o di recidive, occorre escludere che l'infezione abbia avuto origine durante l'intervento chirurgico.

Poiché gli effetti collaterali epatici o polmonari possono essere mascherati da disturbi preesistenti, è necessario usare cautela nell'uso della nitrofurantoina in pazienti con malattie polmonari, disturbi della funzionalità epatica o disturbi nervosi e in pazienti con diatesi allergica (cfr. «Effetti indesiderati»).

Sono state osservate neuropatia periferica e predisposizione allo sviluppo di neuropatia periferica, che può essere grave o irreversibile e può essere pericolosa per la vita. Il trattamento deve essere interrotto ai primi segni di danno nervoso (parestesia).

Si consiglia cautela in caso di anemia, diabete mellito, alterazioni elettrolitiche, debolezza motoria e carenza di vitamina B (in particolare di folati), che aumentano il rischio di neuropatia periferica. Interrompere immediatamente l'assunzione di nitrofurantoina ai primi segni di formicolio o intorpidimento delle estremità.

Epatotossicità

I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni di epatite (soprattutto in caso di uso prolungato) (cfr. «Effetti indesiderati»). Raramente si verificano reazioni epatiche, tra cui epatite, epatite autoimmune, ittero colestatico, epatite cronica attiva e necrosi epatica. Sono stati segnalati casi di morte. L'insorgenza dell'epatite cronica attiva può essere insidiosa e i pazienti devono quindi essere monitorati regolarmente per verificare eventuali cambiamenti nei test biochimici indicativi di danno epatico. In caso di epatite, il medicamento deve essere interrotto immediatamente e devono essere prese misure adeguate.

Dopo la somministrazione di nitrofurantoina, le urine possono essere di colore giallo o marrone.

Quando si misurano le sostanze riducenti nelle urine, si possono ottenere risultati falsi positivi quando si controlla la presenza di glucosio nelle urine dei pazienti trattati con nitrofurantoina.

Nei pazienti con sospetto deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, la nitrofurantoina deve essere sospesa ai primi segni di emolisi.

Le reazioni gastrointestinali possono essere ridotte assumendo il medicamento con il cibo o il latte, oppure modificando la posologia.

Durante la terapia a lungo termine, il paziente deve essere attentamente monitorato per verificare l'eventuale comparsa di sintomi epatici o polmonari, o altre prove di tossicità.

La terapia prolungata richiede il monitoraggio dell'emocromo, della funzionalità renale ed epatica ed esami neurologici.

Se si sviluppa una sindrome polmonare, epatica, ematica o nervosa non altrimenti spiegabile, il trattamento con nitrofurantoina deve essere interrotto.

La nitrofurantoina non è indicata per le infezioni delle vie urinarie con coinvolgimento del parenchima renale e/o batteriemia (pielonefrite, cistite acuta negli uomini), per l'uretrite (generalmente causata da gonococchi, clamidie e/o micoplasmi) o per la prostatite (la nitrofurantoina non penetra abbastanza in profondità nelle secrezioni prostatiche).

L'uso di nitrofurantoina può portare alla proliferazione di germi insensibili (in particolare Pseudomonas). In caso di superinfezione, è necessario avviare una terapia appropriata.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

In vitro, la nitrofurantoina antagonizza l'azione dell'acido nalidixico e di altri inibitori della girasi, ma la rilevanza clinica di questa interazione non è nota.

La nitrofurantoina può ridurre le concentrazioni plasmatiche della fenitoina, riducendone potenzialmente l'efficacia.

La propantelina aumenta la concentrazione urinaria di nitrofurantoina, probabilmente migliorandone l'assorbimento attraverso l'inibizione dello svuotamento gastrico.

L'uso concomitante di sulfinpirazone o probenecid può inibire l'escrezione renale, con conseguente riduzione dell'efficacia e aumento della tossicità della nitrofurantoina.

Gli antiacidi a base di magnesio trisilicato possono ridurre l'assorbimento della nitrofurantoina e non devono quindi essere somministrati contemporaneamente, bensì almeno 1 ora dopo.

L'interazione con bicarbonato di sodio, lattato di sodio o altri alcalinizzanti delle urine riduce l'attività della nitrofurantoina.

L'azione antibatterica è ridotta dagli inibitori dell'anidrasi carbonica e dall'alcalinizzazione delle urine.

Interazione con alcuni test del glucosio nelle urine.

Poiché la nitrofurantoina appartiene al gruppo degli agenti antibatterici, sono da prevedersi le seguenti interazioni:

·Estrogeni: come altri antibiotici, la nitrofurantoina può influenzare la flora intestinale, determinando un minore assorbimento di estrogeni e una ridotta efficacia dei contraccettivi contenenti estrogeni. Pertanto, le pazienti devono essere adeguatamente avvertite e utilizzare ulteriori misure contraccettive.

·Il vaccino orale contro il tifo è inattivato da agenti antibatterici.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non ci sono dati sufficienti sull'uso della nitrofurantoina in donne in gravidanza. Gli studi sperimentali sugli animali hanno evidenziato una tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»). La somministrazione in gravidanza è controindicata durante l'ultimo trimestre (pericolo di anemia emolitica nel neonato). Uvamin retard non deve essere somministrato durante i primi sei mesi di gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Tuttavia, la nitrofurantoina è controindicata nei neonati di età inferiore ai 3 mesi e al termine della gravidanza (durante il travaglio e il parto) a causa del possibile rischio di emolisi degli eritrociti immaturi nel neonato.

Allattamento

L'allattamento deve essere evitato nei neonati con carenza sospetta o nota di enzimi eritrocitari (compreso il deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi [G6PD]), poiché tracce di nitrofurantoina si trovano nel latte materno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Anche se usato correttamente, questo medicamento può alterare la capacità di reazione al punto da compromettere la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Questo rischio aumenta in associazione con l'alcol.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«Molto comune» (≥1/10), «comune» ( ≥1/100, <1/10), « non comune» ( ≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni

Non nota: come con altri antibiotici, sono possibili infezioni aggiuntive dovute a funghi o a germi resistenti come Pseudomonas.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: agranulocitosi, eosinofilia, leucopenia, granulocitopenia, anemia emolitica, deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, trombocitopenia e anemia megaloblastica. Anemia aplastica. I livelli ematici si normalizzano generalmente dopo l'interruzione del trattamento.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: dermatite esfoliativa ed eritema multiforme (compresa la sindrome di Stevens-Johnson), necrolisi epidermica tossica, shock anafilattico da nitrofurantoina, reazioni autoimmuni alla nitrofurantoina, principalmente associate a reazioni croniche epatiche o polmonari.

Reazioni allergiche cutanee come eruzioni cutanee maculopapulari, eritematose o eczematose, orticaria, eruzione cutanea, edema angioneurotico e prurito.

Non nota: vasculite cutanea, sindrome simil-lupoide associata a reazioni polmonari alla nitrofurantoina, sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS). Altre reazioni di ipersensibilità, tra cui anafilassi, febbre da farmaci, le artralgie e la reazione allergica indotta da farmaci oppure Dress (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms).

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini, cefalea.

Non comune: neuropatia periferica (compresa la neurite ottica) con sintomi di effetti sensitivi e motori che possono essere gravi o irreversibili.

Depressione, euforia, confusione, reazioni psicotiche, nistagmo, astenia e sonnolenza. Il trattamento deve essere interrotto ai primi segni di effetti neurologici.

Non nota: ipertensione intracranica idiopatica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Il trattamento con Uvamin retard deve essere interrotto se si verifica una qualsiasi delle seguenti reazioni respiratorie.

Non comune: infiltrato polmonare allergico (o polmonite da nitrofurantoina) con attacchi di tosse, dispnea, dolore retrosternale; in rari casi e soprattutto con il trattamento a lungo termine può progredire fino a una fibrosi polmonare irreversibile.

Occorre distinguere tra forme acute, subacute e croniche di reazione polmonare.

La forma acuta si presenta con un quadro clinico di edema polmonare allergico accompagnato da improvvisa dispnea, tosse, febbre e soprattutto infiltrati polmonari (polmonite da nitrofurantoina), generalmente alcune ore dopo l'ultima assunzione di nitrofurantoina. Questo quadro clinico regredisce entro 2-3 settimane dall'interruzione del medicamento.

La forma subacuta, che normalmente può manifestarsi circa 1 mese dopo una terapia con nitrofurantoina, è caratterizzata da dispnea, ortopnea, febbre, tosse persistente e polmonite interstiziale e/o fibrosi polmonare; febbre ed eosinofilia si osservano tuttavia meno comunemente. Il miglioramento è molto lento dopo l'interruzione del medicamento.

I sintomi della forma cronica, che possono manifestarsi dopo circa 6 mesi di terapia con nitrofurantoina, sono gli stessi della forma subacuta. Questi sintomi e danni sono solo parzialmente reversibili.

Patologie gastrointestinali

Non comune: vomito, dolore addominale e diarrea.

Raro: pancreatite.

Non nota: nausea e anoressia.

Patologie epatobiliari

Raro: sono stati segnalati reazioni epatiche, ittero colestatico ed epatite cronica attiva, compresi casi di morte. L'ittero colestatico è generalmente associato a trattamenti di breve durata (2 settimane).

Non nota: epatite autoimmune.

L'epatite cronica attiva, che non comunemente porta alla necrosi epatica, è generalmente associata a trattamenti di lunga durata (più di 6 mesi) e può iniziare in modo insidioso e inosservato. Il trattamento deve essere interrotto ai primi segni di epatotossicità.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: eritema nodoso e alopecia transitoria.

Non nota: vasculite cutanea.

Patologie renali e urinarie

Raro: cristalluria.

Non nota: nefrite interstiziale.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: disturbi reversibili della spermatogenesi dovuti a danni all'epitelio dei dotti spermatici.

Patologie generali

Raro: parotite.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il sovradosaggio può aumentare l'incidenza degli effetti collaterali, in particolare conati di vomito, vomito, cefalea e vertigini.

In caso di intossicazione acuta, è necessario eseguire una lavanda gastrica. Una volta riassorbita, la nitrofurantoina può essere emodializzata, se necessario.

Si raccomanda di monitorare l'emocromo, la funzionalità epatica e quella polmonare. L'apporto di liquidi deve essere elevato per favorire la diuresi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J01XE01

Meccanismo d'azione

La nitrofurantoina è un antibiotico efficace contro la maggior parte dei patogeni responsabili delle infezioni delle vie urinarie. Ha un'azione battericida nel tessuto renale e nelle vie urinarie. Lo spettro di germi sensibili comprende: Escherichia coli, Enteroccus faecalis, Klebsiella spp., Enterobacter spp., Staphylococcus spp. (ad es. S. aureus, S. saprophyticus, S. epidermidis).

Clinicamente, i patogeni urinari più comuni sono sensibili alla nitrofurantoina.

Alcuni ceppi di Enterobacter e Klebsiella sono resistenti. La nitrofurantoina è inefficace contro la maggior parte dei ceppi di Proteus spp., Serratia spp. e di Pseudomonas spp.

L'esatto meccanismo d'azione della nitrofurantoina non è noto. La sua azione si basa probabilmente sull'interferenza con vari sistemi enzimatici batterici (intervento nella biosintesi delle proteine). A basse concentrazioni, l'effetto della nitrofurantoina è essenzialmente batteriostatico; ad alte concentrazioni, esercita un effetto battericida sui germi in fase proliferativa e quiescente. Le concentrazioni antibatteriche efficaci vengono raggiunte solo nelle vie urinarie inferiori, ma non nel sangue o in altri tessuti.

Farmacodinamica

Spettro di sensibilità in vitro

Germi sensibili (MIC90 <32 µg/ml)

Enterococchi, E. coli, Citrobacter spp., streptococchi del gruppo B, Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis, Salmonella spp.; oltre a Bacteroides spp. e Streptococcus pneumoniae, raramente responsabili di infezioni delle vie urinarie.

Germi parzialmente o moderatamente sensibili (MIC90 = 32-128 µg/ml)

Enterobacter spp., Klebsiella pneumoniae.

Germi resistenti (MIC90 >128 µg/ml)

Pseudomonas aeruginosa, Proteus spp., Pseudomonas cepacia, Providencia spp., Serratia spp., Acinetobacter.

In caso di infezione da germi moderatamente sensibili, è consigliabile eseguire un test di sensibilità per escludere una possibile resistenza.

Resistenza/resistenza crociata

La resistenza batterica alla nitrofurantoina si sviluppa lentamente e progressivamente. Alcuni ceppi di Enterobacter e Klebsiella sono resistenti, mentre Acinetobacter, Providencia, Pseudomonas e Serratia sono generalmente sempre resistenti.

Può verificarsi una resistenza crociata con altri nitrofurani; tuttavia, ad oggi non è stata segnalata alcuna resistenza crociata con altre sostanze antibatteriche.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

La nitrofurantoina viene assorbita rapidamente e quasi completamente dall'intestino tenue. Quando viene somministrata in forma macrocristallina, viene rilasciata più lentamente, evitando elevate concentrazioni sieriche iniziali e rendendo più rare le reazioni di intolleranza gastrica rispetto alla classica forma microcristallina. Le concentrazioni sieriche terapeutiche non vengono raggiunte con le dosi standard. Dopo una singola dose di 100 mg di Uvamin retard, la concentrazione plasmatica massima media è di 460 ng/ml. Le concentrazioni massime nelle urine, che vanno da 13 a 88 ng/ml, sono generalmente raggiunte dopo 2-6 ore.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è compreso tra 0,3 e 0,7 l/kg e il legame con le proteine plasmatiche è pari a circa il 50-60%.

La nitrofurantoina attraversa la barriera placentare ed è escreta nel latte materno.

Metabolismo

La sostanza viene rapidamente metabolizzata nell'organismo. Circa il 40-50% viene inattivato nel fegato tramite glucuroconiugazione e N-acetilazione.

Eliminazione

La nitrofurantoina viene eliminata principalmente attraverso i reni. Circa il 40% della dose somministrata viene escreta immutata nelle urine. Il restante 60% viene metabolizzato principalmente nel fegato. La nitrofurantoina è eliminata per il 16,7% per filtrazione glomerulare ed escreta per l'83,3% per via tubulare. Il riassorbimento dipende dal pH urinario. Essendo un acido debole, la nitrofurantoina si diffonde passivamente (diffusione non ionica). Quando l'acidità dell'urina aumenta, una parte significativa del volume che entra nel nefrone attraverso il tubo prossimale viene riassorbita nei segmenti distali, mentre l'alcalinizzazione dell'urina aumenta le concentrazioni urinarie di nitrofurantoina. Tuttavia, non sarebbe saggio alcalinizzare le urine per trattare un'infezione delle vie urinarie: ciò ridurrebbe l'efficacia antibatterica della nitrofurantoina. In soggetti con funzionalità renale, l'emivita di eliminazione sierica è di soli 20 minuti.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Una marcata compromissione renale determina un marcato aumento delle concentrazioni sieriche di nitrofurantoina e l'emivita plasmatica può essere prolungata fino a 1 ora. La nitrofurantoina non deve essere somministrata a pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 45 ml/min a causa del rischio di accumulo e di perdita di efficacia (cfr. «Controindicazioni»).

Dati preclinici

Mutagenicità

I dati disponibili sulla genotossicità indicano che la nitrofurantoina è un mutageno. La rilevanza di questi dati di mutagenicità per la nitrofurantoina nella specie umana e a dosi terapeutiche non è nota.

Cancerogenicità

Nei topi, la nitrofurantoina ha indotto un aumento della comparsa di adenomi tubulari, tumori misti benigni e tumori a cellule della granulosa delle ovaie. In uno studio condotto su topi gravidi con 75 mg/kg di nitrofurantoina somministrata per via sottocutanea, nella generazione F1 sono stati osservati adenomi papillari di gravità sconosciuta. Nei ratti maschi è stata osservata una maggiore incidenza di neoplasie insolite delle cellule tubulari renali, sarcomi ossei e neoplasie del tessuto sottocutaneo.

Inoltre, studi di cancerogenicità di due anni su ratti e topi hanno mostrato effetti cancerogeni. La rilevanza di questi dati di cancerogenicità per la nitrofurantoina nella specie umana e a dosi terapeutiche non è nota.

Tossicità per la riproduzione

Negli studi sperimentali sugli animali è stato osservato un tasso più elevato di malformazioni. Nei ratti è stato osservato un arresto temporaneo della spermatogenesi. Negli studi sugli animali non è stata osservata alcuna riduzione della fertilità.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

La nitrofurantoina dà risultati falsi positivi nella determinazione del glucosio urinario mediante soluzione di solfato di rame (reagente di Benedict, Clinitest). Il medicamento non influisce sulla determinazione del glucosio urinario mediante glucosio ossidasi (Clinistix, Tes-Tape).

L'eventuale colorazione giallo-brunastra delle urine può causare un aumento dei parametri di laboratorio (bilirubina, uricemia) o falsi positivi.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale e a temperatura ambiente (15-25°C). Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

35941 (Swissmedic).

Confezioni

Confezioni da 30 capsule rigide. (B)

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Luglio 2025.

Numero interno della versione: 9.1