Glimeryl-Mepha compresse
Mepha Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Glimepiride.
Sostanze ausiliarie
Glimeryl-Mepha compresse da 1 mg:
lattosio monoidrato 70,81 mg, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A, corrisp. a 0,17 mg di sodio), povidone K 29-32, magnesio stereato e ferro ossido rosso (E 172).
Glimeryl-Mepha compresse da 2 mg:
lattosio monoidrato 141,08 mg, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A, corrisp. a 0,34 mg di sodio), povidone K 29-32, magnesio stereato e ferro ossido giallo (E 172), tartrazina (E 102) 140 µg, blu brillante FCF (E 133) e giallo arancio (E 110) 110 µg.
Glimeryl-Mepha compresse da 3 mg:
lattosio monoidrato 140,71 mg, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A, corrisp. a 0,34 mg di sodio), povidone K 29-32, magnesio stereato e ferro ossido giallo (E 172).
Glimeryl-Mepha compresse da 4 mg:
lattosio monoidrato 139,60 mg, cellulosa microcristallina, carbossimetilamido sodico (tipo A, corrisp. a. 0,34 mg di sodio), povidone K 29-32; magnesio stereato e indigotina (E 132).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse (divisibili) da 1 mg, 2 mg, 3 mg e 4 mg di glimepiride.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Diabete non insulino-dipendente (tipo 2), quando la dieta, l'esercizio fisico e la perdita di peso da soli non sono sufficienti per raggiungere valori adeguati di glicemia.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
In linea di principio, bisogna trovare la minore dose di Glimeryl-Mepha necessaria per un ripristino ottimale del metabolismo. La dose iniziale è generalmente di 1 mg di Glimeryl-Mepha una volta al giorno. Questa dose giornaliera, se necessario, può essere aumentata gradualmente a 2, 3 o 4 mg al giorno, in stadi successivi, rispettando un intervallo di circa 1-2 settimane tra ogni stadio.
La dose giornaliera usuale è di 1-4 mg di Glimeryl-Mepha nei pazienti adeguatamente controllati. Dosi superiori a 6 mg aumentano l'efficacia solo in un numero limitato di pazienti.
Le compresse devono essere inghiottite con sufficiente liquido (½ bicchiere d'acqua), senza masticarle, generalmente di mattina subito prima di una ricca colazione. Se il paziente non fa colazione, l'assunzione dovrà avvenire con il primo pasto principale. Non saltare il pasto dopo aver assunto la compressa. Errori nella somministrazione, ad es. si dimentica un'assunzione, non devono mai essere corretti assumendo successivamente una dose maggiore. Le misure da prendere in caso di errore nell'assunzione o di eliminazione di un pasto devono essere discusse e definite anticipatamente tra il medico e il paziente. Occorre effettuare un controllo regolare del metabolismo (glucosio ematico, glucosio nelle urine, emoglobina glicosilata) durante il trattamento.
Un aggiustamento della dose può rendersi necessario nel caso in cui la sensibilità all'insulina aumenti grazie a un miglior controllo del diabete, in presenza di un cambiamento di peso o di stile di vita del paziente o se si manifestano altri fattori che incrementano il rischio di ipoglicemia o iperglicemia. Per evitare le ipoglicemie, si deve valutare una tempestiva riduzione della dose.
Passaggio da un altro prodotto al preparato Glimeryl-Mepha
Per il passaggio da altri antidiabetici orali a Glimeryl-Mepha non esiste un rapporto d'equivalenza esatto. Per questo motivo, si raccomanda di cominciare con una dose iniziale di 1 mg, anche se in precedenza il paziente veniva trattato con la dose massima di un altro medicamento. Si deve tenere conto dell'intensità e della durata dell'effetto dell'antidiabetico precedente al fine di evitare effetti additivi. Potrà essere necessario osservare un periodo di sospensione dei medicamenti.
Glimeryl-Mepha può essere somministrato in combinazione con altri antidiabetici orali non insulinici ma non con altre sulfaniluree.
Se la produzione di insulina diminuisce (fallimento secondario), si può cominciare un trattamento combinato con insulina.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale
In caso di insufficienza epatica e renale gravi, il metabolismo e l'eliminazione della glimepiride sono ritardati (vedere «Farmacocinetica»). Quando la funzionalità epatica e renale viene compromessa, il rischio di ipoglicemia può aumentare. Per i pazienti che presentano un'insufficienza epatica o renale da lieve a moderata, si applicherà una posologia prudente; non vi è esperienza sull'efficacia e l'innocuità della glimepiride in caso di insufficienza epatica o renale grave, pertanto non si deve utilizzare Glimeryl-Mepha (vedere «Controindicazioni»).
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani la cinetica non è molto diversa. Tutt'al più si dovrà adattare la dose di Glimeryl-Mepha alle diverse abitudini alimentari e di vita legate all'età (attività fisica).
Bambini e adolescenti
Non vi è esperienza sufficiente sull'efficacia e l'innocuità della glimepiride nei bambini e negli adolescenti diabetici di tipo 2 (vedere paragrafo «Farmacodinamica e farmacocinetica»).
Controindicazioni
Glimeryl-Mepha è controindicato nei seguenti casi: diabete di tipo 1 insulino-dipendente (diabete giovanile), pre-coma e coma diabetico, disregolazioni metaboliche diabetiche (ad es. chetoacidosi, anche nell'anamnesi), ipersensibilità nota alla glimepiride, ad altre sulfaniluree, ai sulfonamidi o agli eccipienti utilizzati, gravi disturbi della funzione della corteccia surrenale, dell'ipofisi anteriore e della ghiandola tiroidea. Gravi disturbi della funzionalità renale, pazienti dializzati e gravi disturbi della funzionalità epatica.
Avvertenze e misure precauzionali
Il rischio di ipoglicemia può essere maggiore soprattutto all'inizio del trattamento. Pertanto, è necessario monitorare attentamente il paziente.
Le circostanze che possono, ad esempio, favorire un'ipoglicemia sono: cattivo stato nutrizionale, alimentazione irregolare o carente, assunzione inadeguata di carboidrati (ad es. squilibrio tra sforzo fisico e assunzione di carboidrati), cambiamento della dieta, consumo di alcol, in particolare se combinato con una carenza nutrizionale, ridotta funzionalità renale, gravi disturbi della funzionalità epatica, alcuni disturbi del sistema endocrino non compensati che influiscono sul metabolismo dei carboidrati o sulla contro-regolazione dell'ipoglicemia (come ad esempio in alcuni disturbi funzionali della ghiandola tiroidea e in caso di insufficienza dell'ipofisi anteriore o della corteccia surrenale), trattamento nonostante l'assenza di indicazioni.
Situazioni di stress particolari (ad es. traumi, interventi chirurgici, infezioni febbrili), possono determinare un'alterazione della glicemia e richiedere un passaggio temporaneo all'insulina.
I sintomi dell'ipoglicemia possono essere ridotti o assenti quando l'ipoglicemia si sviluppa lentamente. Avviene lo stesso nei pazienti anziani o in presenza di una neuropatia autonomica oppure quando si assumono simpaticolitici (ad es. beta-bloccanti, clonidina o reserpina) in concomitanza.
Le compresse di Glimeryl-Mepha da 2 mg contengono coloranti azoici. I pazienti che presentano reazioni di ipersensibilità a coloranti azoici, acido acetilsalicilico, così come ad antireumatici e antidolorifici (inibitori delle prostaglandine), non devono assumere le compresse di Glimeryl-Mepha da 2 mg.
I pazienti affetti da problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono essere trattati con Glimeryl-Mepha.
Le compresse di Glimeryl-Mepha contegono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Le compresse di Glimeryl-Mepha da 2 mg contengono coloranti azoici, tartrazina (E102) e giallo arancio S (E110). I coloranti azoici possono causare reazioni allergiche.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per singola dose, cioè essenzialemente «senza sodio».
Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficit di G6PD può portare ad anemia emolitica. Dal momento che la glimepiride appartiene alla classe delle sulfaniluree, si deve prestare cautela in pazienti con deficit di G6PD e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo senza sulfanilurea.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Quando è stato somministrato propranololo in concomitanza, la concentrazione di glimepiride è risultata leggermente aumentata (in media circa il 20%).
Interazioni farmacodinamiche
La somministrazione di Glimeryl-Mepha in concomitanza con alcuni medicamenti può causare, come noto per altre sulfaniluree, sia diminuzioni che incrementi indesiderati dell'azione ipoglicemizzante di Glimeryl-Mepha.
Gli H2 antagonisti, i betabloccanti, la clonidina e la reserpina possono provocare sia un aumento che una diminuzione dell'effetto ipoglicemizzante di Glimeryl-Mepha.
Sotto l'influenza di simpaticolitici (ad es. betabloccanti, clonidina, reserpina) i sintomi dell'ipoglicemina, che riflettono la contro-regolazione adrenergica dell'organismo, possono essere ridotti o assenti.
Il consumo concomitante di alcol può aumentare o diminuire l'effetto ipoglicemizzante della glimepiride in maniera imprevedibile.
Effetto di Glimeryl-Mepha su altri medicamenti
L'effetto dei derivati della cumarina può essere intensificato, ma anche attenuato.
Effetto di altri medicamenti su Glimeryl-Mepha
I medicamenti che possono potenziare l'effetto ipoglicemizzante di Glimeryl-Mepha sono: ACE inibitori, anabolizzanti, ormoni sessuali maschili, chinoloni, cloramfenicolo, derivati della cumarina, disopiramide, fenfluramina, fibrati, inibitori della ricaptazione della serotonina (ad es. fluoxetina), citostatici come ciclofosfamide e ifosfamide, insulina e altri antidiabetici orali, MAO inibitori, pentossifillina (alte dosi parenterali), antinfiammatori non steroidei, probenecid, salicilati, sulfonamidi, tetracicline, inibitori del CYP2C9 (ad es. fluconazolo, miconazolo, claritromicina).
I medicamenti che possono ridurre l'effetto ipoglicemizzante di Glimeryl-Mepha sono: danazolo, acetazolamide, corticosteroidi, tetracosactide, diazossido, diuretici, gestageni, glucagone, lassativi (uso improprio), acido nicotinico e derivati (dosi elevate), estrogeni, fenotiazine, ormoni tiroidei, simpaticomimetici (ad es. adrenalina), induttori del CYP2C9 (ad es. rifampicina, barbiturici, fenitoina).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza - Rischio correlato al diabete
Nel corso della gravidanza, tassi di glucosio ematico fuori dalla norma sono associati a una maggiore incidenza di anomalie congenite e di mortalità perinatale. Per evitare qualsiasi rischio di teratogenicità, il tasso di glucosio ematico deve essere strettamente monitorato durante la gravidanza. In tali circostanze è richiesto l'uso di insulina. Le pazienti che intendono avere un bambino devono informarne il proprio medico.
Gravidanza - Rischio correlato a glimepiride
Non esistono dati sull'uso di glimepiride in donne in stato di gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva probabilmente correlata all'azione farmacologica (ipoglicemia) della glimepiride (vedere «Dati preclinici»). Pertanto, la glimepiride non deve essere utilizzata durante l'intero periodo della gravidanza. Le pazienti in terapia con Glimeryl-Mepha che intendono iniziare una gravidanza o che scoprono di essere incinte, devono cambiare trattamento il prima possibile e passare all'insulina.
Allattamento
Nel ratto la glimepiride viene escreta nel latte materno. Non è noto se avvenga escrezione nel latte umano. Poiché altre sulfaniluree passano nel latte materno e vi è il rischio di ipoglicemia nel lattante, l'allattamento è sconsigliato durante il trattamento. Durante la produzione di latte si deve ricorrere a una terapia insulinica o interrompere l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Soprattutto all'inizio o durante una variazione del trattamento, oppure in caso di assunzione irregolare di Glimeryl-Mepha, la capacità di reazione può essere ridotta a causa di un'ipoglicemia o un'iperglicemia. La capacità di condurre veicoli e impiegare macchine può essere compromessa. Ciò vale ancora di più in caso di consumo concomitante di alcol.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati menzionati si basano sull'esperienza con Glimeryl-Mepha e con le sulfaniluree.
La frequenza degli effetti indesiderati è indicata come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi, eritrocitopenia, anemia emolitica e pancitopenia da moderata a grave. Queste alterazioni sono solitamente reversibili e scompaiono dopo l'interruzione del trattamento. Casi di trombocitopenia grave con una conta piastrinica inferiore a 10'000/µl, associati a porpora trombocitopenica sono stati segnalati in post-marketing (frequenza non nota).
Patologie dell'occhio
Le variazioni della glicemia possono causare, soprattutto all'inizio del trattamento, disturbi transitori della vista.
Patologie gastrointestinali
Molto raro: nausea, vomito, diarrea, distensione addominale o sensazione di pesantezza, dolori addominali possono richiedere eccezionalmente l'interruzione del trattamento.
Frequenza non nota: disgeusia.
Patologie epatobiliari
Molto raro: aumento dei valori degli enzimi epatici (colestasi e ittero) ed epatite possono causare un'insufficienza epatica e mettere in pericolo la vita del paziente. Tali manifestazioni possono scomparire dopo l'interruzione della glimepiride.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: vasculite allergica, lievi reazioni di ipersensibilità che possono evolvere in forme gravi accompagnate da dispnea e riduzione della pressione arteriosa che possono causare anche uno shock anafilattico.
È possibile una reazione allergica crociata con le sulfaniluree, i sulfonamidi e i loro derivati.
Esami diagnostici
Frequenza non nota: la glimepiride, come tutte le sulfaniluree, può causare un aumento di peso.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: malesseri ipoglicemici che di solito compaiono in maniera acuta possono essere gravi e non sono sempre facili da correggere. Come per qualsiasi trattamento antidiabetico, la comparsa di tali reazioni dipende da fattori individuali quali le abitudini alimentari e la posologia (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Molto raro: iponatriemia (diminuzione del sodio sierico)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Possono verificarsi reazioni di ipersensibilità come prurito, eruzioni cutanee o orticaria.
Molto raro: ipersensibilità epidermica alla luce.
Frequenza non nota: alopecia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un sovradosaggio (acuto o a causa di dosi troppo elevate durante un trattamento di lunga durata) può causare ipoglicemie che possono mettere in pericolo di vita (sintomi: fame vorace, sudorazione, tremori, agitazione, irritabilità, depressione, cefalee e disturbi del sonno o deficit neurologici come disturbi della parola, della vista o sensoriali, paralisi, perdita di coscienza fino al coma). I sintomi possono manifestarsi fino a 24 ore dopo l'ingestione. L'ipoglicemia può perdurare da 12 a 72 ore e può ripresentarsi dopo un miglioramento iniziale del paziente.
Trattamento
Ai primi segni di ipoglicemia, assumere glucosio, zucchero o liquidi molto zuccherati.
In caso di ipoglicemia con perdita di coscienza, somministrare da 40 a 100 ml di soluzione di glucosio al 20% per via endovenosa o glucagone (0,5-1 mg) per via endovenosa, sottocutanea o intramuscolare. Trattare con carbone attivo i pazienti che hanno assunto quantità di Glimeryl-Mepha che possono essere fatali. In caso di sovradosaggio grave, è necessaria l'ospedalizzazione.
In particolare, durante il trattamento di sovradosaggio dovuto a ingestione accidentale di glimepiride nei bambini e nei bambini piccoli, la dose di glucosio somministrata deve essere attentamente controllata per evitare il rischio di causare un'iperglicemia grave.
La glicemia deve essere monitorata accuratamente per almeno 24 ore.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A10BB12
Meccanismo d'azione
La glimepiride appartiene al gruppo delle sulfaniluree. Essa abbassa la glicemia stimolando la secrezione di insulina nelle cellule beta pancreatiche nei soggetti sani e nei diabetici di tipo 2. L'effetto si basa principalmente su un aumento della reattività delle cellule beta agli stimoli fisiologici del glucosio. Il prerequisito per ottenere un effetto con la glimepiride è l'esistenza di una produzione endogena di insulina da parte delle cellule beta.
Nella somministrazione cronica, la glimepiride rinforza inoltre l'effetto dell'insulina sull'assorbimento periferico del glucosio aumentando il numero di molecole che trasportano il glucosio nelle membrane plasmatiche dei muscoli e delle cellule adipose. Nel fegato, la glimepiride impedisce la liberazione del glucosio epatico aumentando la concentrazione di fruttosio 2,6-bisfosfato che è corresponsabile del controllo della gliconeogenesi.
La risposta fisiologica a un esercizio fisico intenso, ossia la riduzione di secrezione di insulina, viene mantenuta sotto trattamento con glimepiride.
Farmacodinamica
Vedere «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Uno studio clinico con controllo attivo (glimepiride fino a 8 mg al giorno o metformina fino a 2000 mg al giorno) della durata di 24 settimane è stato effettuato in 285 bambini randomizzati (8-17 anni) affetti da diabete di tipo 2. Glimepiride e metformina hanno indotto una diminuzione significativa del livello basale di HbA1c (–0,70% vs –0,85%).
La differenza osservata tra i gruppi di trattamento non è stata significativa.
Tuttavia la glimepiride non ha raggiunto i criteri di non-inferiorità rispetto alla metformina.
Dopo il trattamento con glimepiride, non sono emerse nuove informazioni relative alla sicurezza nei bambini rispetto agli adulti affetti da diabete di tipo 2. Non sono disponibili dati relativi all'efficacia e alla sicurezza a lungo termine nei pazienti pediatrici.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'assorbimento avviene rapidamente e completamente dopo la somministrazione orale di glimepiride. La biodisponibilità sistemica è del 100%. Il tasso sierico massimo (Cmax) viene raggiunto dopo circa 2,5 ore (309 ng/ml nelle somministrazioni quotidiane ripetute da 4 mg). La Cmax e l'AUC variano linearmente con la dose di glimepiride assorbita. Il riassorbimento della glimepiride è poco influenzato dall'ingestione di cibo.
Distribuzione
La glimepiride ha un volume di distribuzione molto basso, circa 8,8 litri. Più del 99% è legato alle proteine plasmatiche.
Negli animali la glimepiride viene escreta nel latte materno.
Metabolismo
La glimepiride, innanzitutto, viene trasformata nel fegato dall'enzima CYP2C9 in due metaboliti principali M1 e M2. Il metabolita M1 ha all'incirca il 50% in meno dell'efficacia della glimepiride; la sua concentrazione plasmatica è tuttavia molto bassa nei pazienti che presentano una funzione renale normale. I due metaboliti insieme contribuiscono in maniera irrilevante all'effetto farmacodinamico della glimepiride.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione della glimepiride è da 5 a 8 ore, quella dei metaboliti M1 e M2 rispettivamente da 3 a 6 ore e da 5 a 6 ore. A forti dosaggi, l'emivita si prolunga solo leggermente. La glimepiride è completamente metabolizzata e viene eliminata per il 58% nelle urine e per il 35% nelle feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani/Bambini e adolescenti
La cinetica nei pazienti anziani non è molto differente da quella nei giovani.
Uno studio volto a valutare la farmacocinetica, la sicurezza e la tolleranza di una sola dose da 1 mg di glimepiride in 26 pazienti pediatrici tra i 12 e i 17 anni con un diabete di tipo 2 ha mostrato AUC, Cmax e una t½ medi simili a quanto osservato in precedenza negli adulti.
Disturbi della funzionalità renale
Secondo i risultati degli studi clinici, sembra che non sussistano rischi di accumulo del principio attivo nei pazienti con una clearance della creatinina bassa. In caso di insufficienza renale grave, può manifestarsi un accumulo di metaboliti attivi.
Disturbi della funzionalità epatica
In caso di importante diminuzione della funzionalità epatica, ci si può attendere un metabolismo ritardato.
Dati preclinici
Tossicità, mutagenicità, cancerogenicità
Negli studi di tossicità subcronica e cronica nei ratti, nei topi e nei cani, si è osservata una diminuzione del glucosio sierico e una degranulazione delle cellule beta del pancreas. Tali effetti erano reversibili e risultavano essere la conseguenza dell'effetto farmacodinamico. Nel pancreas dei topi è stata rilevata una quantità elevata di iperplasie e di adenomi delle isole di Langerhans. La glimepiride non ha presentato alcun effetto mutageno o genotossico. I risultati degli studi tossicologici sulla riproduzione condotti sui ratti e sui conigli (malformazioni ossee, anomalie agli occhi, tasso elevato di mortalità fetale) sono stati la conseguenza dell'effetto farmacodinamico o degli effetti non specifici della sostanza dovuti a dosaggi eccessivi.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
57611 (Swissmedic).
Confezioni
Glimeryl-Mepha compresse (divisibili) da 1 mg: confezioni da 30 e 120 (B).
Glimeryl-Mepha compresse (divisibili) da 2 mg: confezioni da 30 e 120 (B).
Glimeryl-Mepha compresse (divisibili) da 3 mg: confezioni da 30 e 120 (B).
Glimeryl-Mepha compresse (divisibili) da 4 mg: confezioni da 30 e 120 (B).
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Settembre 2021.
Numero interno della versione: 8.1