Arlevert
Zambon Switzerland Ltd
Composizione
Principi attivi
Cinnarizinum, Dimenhydrinatum.
Sostanze ausiliarie
Carmellosum natricum conexum (E468) (contiene 0,46 mg di sodio), Cellulosum microcristallinum, Hypromellosum, Magnesii stearas, Maydis amylum, Silica colloidalis anhydrica, Talcum.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa contiene 20 mg di Cinnarizinum e 40 mg di Dimenhydrinatum.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento sintomatico di stati vertiginosi passeggeri (massimo 4 settimane).
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Adulti
1 compressa tre volte al giorno.
Le compresse devono essere assunte intere dopo i pasti, con una quantità sufficiente di liquido.
Bambini e adolescenti sotto i 18 anni
Arlevert non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, poiché non sono disponibili dati per Arlevert in questo gruppo d'età.
Pazienti anziani
La posologia nei pazienti anziani non è stata esaminata in modo specifico.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
La posologia nei pazienti con insufficienza renale non è stata esaminata in modo specifico.
Arlevert deve essere utilizzato con cautela in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Arlevert non deve essere utilizzato da pazienti con clearance della creatinina ≤25 ml/min (insufficienza renale grave).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili studi relativi a pazienti con insufficienza epatica.
Durata della terapia
La durata del trattamento deve limitarsi alla fase acuta senza superare le 4 settimane.
Controindicazioni
La difenidramina viene interamente eliminata per via renale. Per questo motivo i pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina ≤25 ml/min) sono stati esclusi dal programma degli studi clinici.
Arlevert non deve essere usato da pazienti con grave insufficienza epatica.
Poiché entrambi i principi attivi contenuti in Arlevert vengono ampiamente metabolizzati dagli enzimi epatici del citocromo P450, le concentrazioni plasmatiche dei principi attivi immodificati e le loro emivite aumentano nei pazienti con una grave insufficienza epatica. Questo risultato è stato messo in evidenza per la difenidramina in pazienti con cirrosi. Per questo motivo Arlevert non deve essere usato da pazienti che presentano una grave insufficienza epatica e porfiria.
Ipersensibilità ai principi attivi o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione, alla difenidramina o ad altri antistaminici di struttura simile.
Arlevert non deve essere usato da pazienti con glaucoma ad angolo chiuso, crisi convulsive, sospetto aumento della pressione intracranica, abuso di alcol o ritenzione urinaria dovuta a malattie uretro-prostatiche.
La somministrazione concomitante di antibiotici aminoglicosidi deve essere evitata, in quanto la loro ototossicità potrebbe essere mascherata.
Arlevert è controindicato in pazienti che presentano sintomi extrapiramidali, parkinsonismo o depressione in anamnesi.
I pazienti con disturbi cardiaci ed i pazienti che assumono medicamenti associati ad un prolungamento dell'intervallo QT non devono essere trattati con Arlevert.
Arlevert è controindicato durante la gravidanza e l'allattamento.
Avvertenze e misure precauzionali
Arlevert non determina una riduzione significativa della pressione arteriosa, ma deve essere usato con cautela in pazienti ipotesi.
Arlevert deve essere assunto dopo i pasti per minimizzare le irritazioni gastriche.
Arlevert deve essere utilizzato con cautela in pazienti con condizioni che potrebbero aggravarsi a causa d'una terapia anticolinergica (per es. aumento della pressione intraoculare, stenosi piloro-duodenale, ipertrofia prostatica, ipertensione, ipertiroidismo o grave malattia coronarica).
Nel corso della terapia, i pazienti anziani devono essere esaminati in particolare per quanto riguarda l'insorgenza di sintomi extrapiramidali e di depressione. Se fosse il caso, interrompere il trattamento con Arlevert.
Arlevert contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Arlevert non deve essere assunto in concomitanza con inibitori della monoamminossidasi.
La somministrazione concomitante di antidepressivi triciclici e di parasimpaticolitici potenziano gli effetti indesiderati anticolinergici.
I medicamenti con effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e l'alcol possono potenziare l'effetto depressivo sul sistema nervoso centrale di Arlevert.
È richiesta prudenza in caso d'uso concomitante di medicamenti ipo- ed ipertensivi. È necessario controllare la pressione arteriosa e procedere ad un aggiustamento della dose.
L'effetto della procarbazina viene potenziata.
L'effetto dei glucocorticoidi e dell'eparina può essere ridotto.
Arlevert attenua i disturbi della coordinazione motoria indotti dalla fenotiazina (sindrome extrapiramidale, EPS).
La somministrazione di Arlevert in concomitanza con antibiotici aminoglicosidi può mascherarne gli effetti ototossici.
Se è prevista l'esecuzione di test per le allergie, Arlevert può determinare dei risultati falsi negativi.
Occorre evitare l'utilizzo concomitante con medicamenti che a loro volta inducono il prolungamento del cosiddetto intervallo QT (per es. antiaritmici di classe IA o III, antibiotici, antimalarici, neurolettici) o che possono provocare un'ipokaliemia (per es. determinati diuretici) (vedere «Controindicazioni», «Posologia eccessiva» e «Dati preclinici»).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Per il preparato combinato Arlevert e per la cinnarizina non sono disponibili dati clinici sull'esposizione durante la gravidanza. Per il dimenidrinato, i rapporti sono contrastanti.
Uno studio prospettico eseguito su donne in gravidanza non ha messo in evidenza indici in favore d'un nesso tra la somministrazione del dimenidrinato e delle malformazioni. In un altro studio, con l'esposizione al dimenidrinato durante la gravidanza è stata descritta un'associazione con difetti cardiovascolari ed ernie inguinali. I risultati non sono stati tuttavia confermati in seguito da studi indipendenti.
Non esistono evidenze del fatto che l'uso del dimenidrinato nel primo trimestre di gravidanza determini un aumento del tasso di aborto.
Il dimenidrinato può provocare un aumento della contrattilità uterina o indurre anticipatamente il travaglio.
Non sono disponibili studi sugli animali che abbiano esaminato la tossicità sulla riproduzione del preparato combinato. Per i singoli principi attivi di Arlevert non sono disponibili sufficienti studi sugli animali relativamente alla tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.
Arlevert è controindicato durante la gravidanza.
Allattamento
Il principio attivo dimenidrinato passa in piccole quantità nel latte materno. Arlevert è controindicato durante l'allattamento, poiché la sicurezza della somministrazione di Arlevert durante l'allattamento non è dimostrata e non è possibile escludere effetti dannosi sul bambino allattato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Arlevert può provocare sonnolenza, soprattutto all'inizio del trattamento. I pazienti che manifestano tale compromissione non devono guidare veicoli né utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti collaterali insorti più frequentemente nell'ambito degli studi clinici sono sonnolenza (inclusa voglia di dormire, stanchezza, spossatezza, stordimento) nell'8 % circa dei pazienti e bocca secca nel 5 % circa dei pazienti. Tali sintomi sono generalmente di lieve entità e con la prosecuzione del trattamento scompaiono in pochi giorni. Di seguito sono elencate le frequenze degli effetti collaterali insorti in associazione ad Arlevert nell'ambito di studi clinici o oggetto di segnalazioni spontanee, in base alla classificazione sistemica organica MedDRA e alla frequenza, secondo l'ordine seguente: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: leucopenia, trombocitopenia, anemia aplastica.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni da ipersensibilità (ad es. reazioni cutanee).
Patologie del sistema nervoso
Comune: sonnolenza, cefalea.
Non comune: parestesie, amnesia, tinnito, tremore, nervosismo, convulsioni.
Patologie dell'occhio
Raro: disturbo visivo.
Patologie gastrointestinali
Comune: bocca secca, dolore addominale.
Non comune: dispepsia, nausea, diarrea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: sudorazione, eruzione cutanea.
Raro: fotosensibilità.
Patologie renali e urinarie
Raro: disturbo della minzione.
Sono stati inoltre associati al dimenidrinato e alla cinnarizina i seguenti effetti collaterali con frequenza «non nota» (non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
Dimenidrinato: stati d'eccitazione paradossale (in particolare nei bambini), peggioramento d'un glaucoma ad angolo chiuso presente, agranulocitosi reversibile.
Cinnarizina: stipsi, guadagno ponderale, angina pectoris, ittero colestatico, sintomi motori extrapiramidali, reazioni cutanee lupoidi, lichen ruber planus.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Sonnolenza, capogiro e atassia con manifestazioni anticolinergiche come bocca secca, arrossamento del viso, pupille dilatate, tachicardia, febbre, cefalea e ritenzione urinaria, fanno parte dei sintomi d'un sovradosaggio con Arlevert. Crisi convulsive, allucinazioni, manifestazioni eccitatorie, depressione respiratoria, ipertensione, tremore e coma possono subentrare in particolare in caso di massiccio sovradosaggio.
Trattamento
I disturbi cardiopolmonari potenzialmente fatali devono essere trattati immediatamente secondo i principi della medicina d'urgenza.
Monitoraggio dello stato di coscienza, delle pulsazioni, della pressione arteriosa, dell'ECG e della temperatura corporea.
In caso d'assunzione di quantità potenzialmente pericolose, l'attuazione di misure di decontaminazione primaria (in primo luogo la somministrazione di carbone e, in rari casi, una lavanda gastrica) può ridurre le quantità potenzialmente assorbibili. L'indicazione deve essere decisa, nei singoli casi, in accordo con un centro di tossicologia.
In pazienti con stati di coscienza alterati e che presentano limitazioni dei riflessi di protezione, sono necessarie misure di protezione contro l'aspirazione (ev. intubazione).
In presenza di più marcati stati di irrequietezza e, in particolare, in caso di crisi convulsive, le benzodiazepine sono il prodotto di scelta. In caso di disturbi dell'equilibrio e di atassia, occorre adottare, laddove opportuno, misure di protezione e questo a causa dell'aumentato rischio di ferimento.
In caso d'ipertermia, occorre intervenire tempestivamente raffreddando fisicamente il paziente e somministrando delle benzodiazepine.
In presenza d'allungamento del QRS e delle alterazioni del ritmo ventricolare che ne risultano, la somministrazione di bicarbonato di sodio ha permesso di fermare le alterazioni del ritmo cardiaco agendo sulla circolazione. In caso di torsioni di punta, si consiglia l'uso di magnesio solfato. In presenza di tachicardie ventricolari refrattarie e fibrillazione ventricolare, la lidocaina è il prodotto di scelta.
In caso di pericolosi sintomi anticolinergici centrali e refrattari alle terapie, si può, come per altri antistaminici, somministrare della fisostigmina come antidoto tenendo il paziente sotto monitoraggio (a causa delle controindicazioni e degli effetti indesiderati pericolosi come crisi convulsive e asistolia, è raccomandato porre l'indicazione in accordo con un centro di tossicologia).
In caso di dosi elevate e decorsi difficili, occorre controllare la creatinina chinasi come marcatore della rabdomiolisi, eventualmente instaurando misure per proteggere il paziente contro una necrosi tubulare acuta.
Tenuto conto delle proprietà farmacocinetiche del dimenidrinato (elevato legame con le proteine plasmatiche e rapida clearance plasmatica) ed a priori anche di quelle della cinnarizina per via del gruppo al quale appartiene (i dati noti sulla farmacocinetica sono limitati), le procedure usate per l'eliminazione secondaria, come l'emodialisi e l'emoperfusione, non sono generalmente promettenti.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N07CA52
Meccanismo d'azione
Il dimenidrinato, il sale cloroteofillinico della difenidramina, agisce come un antistaminico con delle proprietà anticolinergiche (antimuscariniche) e presenta degli effetti parasimpaticolitici e depressivi sul sistema nervoso centrale.
La cinnarizina, essendo un calcio-antagonista, esercita principalmente degli effetti depressivi sulle funzioni labirintiche inibendo l'afflusso degli ioni di calcio nelle cellule sensoriali vestibolari.
Farmacodinamica
Il dimenidrinato ha effetti antivertiginosi e antiemetici, influenzando i nuclei vestibolari nel bulbo e la vicina zona trigger dei chemiorecettori nella regione del 4. ventricolo. È la ragione per la quale il dimenidrinato agisce principalmente sul sistema vestibolare centrale.
La cinnarizina agisce principalmente sul sistema vestibolare periferico.
Efficacia clinica
Trattamento sintomatico di stati vertiginosi passeggeri (massimo 4 settimane).
Il medicamento non è stato studiato in rapporto alla chinetosi.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il principio attivo dimenidrinato viene rilasciato dal preparato combinato Arlevert all'80-85 % circa entro 6 minuti e al 95 % minimo entro 9-12 minuti. Il dimenidrinato viene assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Nel sangue, il dimenidrinato si dissocia in difenidramina e in 8-cloroteofillina. Il picco di concentrazione plasmatica viene raggiunto entro le prime 2 ore; l'emivita d'eliminazione plasmatica è di circa 4,5 ore.
Il principio attivo cinnarizina viene rilasciato dal preparato combinato Arlevert all'80-85 % circa entro 6 minuti e al 95 % minimo entro 9-12 minuti. La cinnarizina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale. La cinnarizina raggiunge il suo picco di concentrazione plasmatica dopo circa 2 ore e ha un'emivita di eliminazione plasmatica di circa 4 ore.
Distribuzione
La biodisponibilità sistemica della difenidramina è bassa (26-72 %), il che è da ricondurre ad un importante effetto di primo passaggio epatico (circa 50 %). La difenidramina presenta un forte legame con le proteine plasmatiche, supera la barriera placentare e passa nel latte materno. Il volume di distribuzione varia tra 188 e 336 I, e la clearance plasmatica è di 638-1015 ml/min.
Metabolismo
La difenidramina viene ampiamente metabolizzata nel fegato. La difenidramina viene metabolizzata principalmente mediante N-demetilazione sequenziale dell'ammina terziaria. Studi in vitro condotti sui microsomi epatici umani indicano un coinvolgimento di diversi enzimi CYP, incluso il CYP2D6.
La cinnarizina viene ampiamente metabolizzata nel fegato. Il metabolismo della cinnarizina comprende delle reazioni d'idrossilazione aromatica, parzialmente catalizzate dal CYP2D6, e delle reazioni di N-dealchilazione con bassa specificità enzimatica CYP. Studi in vitro sui microsomi epatici umani indicano un coinvolgimento di diversi enzimi CYP, incluso il CYP2D6.
Eliminazione
La difenidramina viene escreta principalmente con le urine, prevalentemente sotto forma di metaboliti, con il composto deaminato acido (difenilmetossiacetico) come metabolita principale (40-60 %).
La cinnarizina viene escreta principalmente con le feci (40-60 %), in misura minore anche con le urine, prevalentemente sotto forma di metaboliti come coniugati glucuronidi.
Dati preclinici
La cinnarizina ed il dimenidrinato sono stati esaminati in vitro alla ricerca d'effetti mutageni. I test non hanno messo in evidenza alcun segno rilevante di mutagenicità.
Non sono emersi segni in favore d'una clastogenicità per la cinnarizina. Il potenziale cancerogeno della combinazione cinnarizina/dimenidrinato non è stato esaminato.
Le proprietà tossicologiche per la riproduzione della combinazione dei principi attivi cinnarizina e dimenidrinato non sono stati sufficientemente esaminati. Non sono disponibili sufficienti studi sul rischio d'una compromissione della fertilità. Gli studi sperimentali sugli effetti embrio- e fetotossici del dimenidrinato negli animali hanno evidenziato risultati negativi, ma non sufficientemente ampi. La difenidramina, il metabolita attivo del dimenidrinato, provoca effetti embriotossici nei conigli e nei topi.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non applicabile.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) nella confezione originale e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
59285 (Swissmedic).
Confezioni
Arlevert compresse x 20. (B)
Arlevert compresse x 50. (B)
Arlevert compresse x 100. (B)
Titolare dell’omologazione
Zambon Svizzera SA, 6814 Cadempino
Fabbricante
Hennig Arzneimittel GmbH & Co. KG, D-65439 Flörsheim am Main
Stato dell'informazione
Febbraio 2021