Informazioni importanti sugli oppioidi ·Farmacodipendenza e potenziale di abuso: con la somministrazione ripetuta di oppioidi si possono sviluppare tolleranza, dipendenza fisica e psicologica. ·Depressione respiratoria: l’uso di oppioidi comporta un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. ·Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale: l’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale può provocare grave sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. ·Esposizione accidentale: l’uso accidentale di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, in particolare nei bambini, può portare a un’overdose fatale. ·Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi: l’uso prolungato di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente letale. (Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, è controindicato in gravidanza (cfr. rubrica «Controindicazioni»)). Per maggiori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». |
Makatussin Comp. sciroppo per la tosse
Composizione
Principi attivi
Dihydrocodeini hydrochloridum
Diphenhydramini hydrochloridum
Sostanze ausiliarie
Sodio benzoato (E211) 3.5 mg / 5 ml; acido citrico; neoesperidina diidrocalcone; saccarosio 3.9 g / 5 ml; aroma di ciliegia; concentrato di sambuco, soluzione di sorbitolo 70% (non cristallizzante) 250 mg / 5 ml; acqua purificata.
In 5 ml sono contenuti 0.55 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
In 5 ml sono contenuti 10 mg di Dihydrocodeini hydrochloridum e 15 mg di Diphenhydramini hydrochloridum.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Tosse nelle infezioni influenzali, tosse irritativa.
Su prescrizione medica anche nelle bronchiti acute e croniche.
Posologia/impiego
Adulti a partire dai 18 anni: 5 ml, 2-3 volte al giorno. Per il dosaggio preciso è in dotazione un misurino.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie, secondo la composizione.
Asma bronchiale
Stati patologici nei quali deve essere impedita una depressione del centro respiratorio.
Somministrazione a lungo termine nella stipsi cronica
Glaucoma ad angolo chiuso
Ipertrofia prostatica con formazione di residuo urinario
Stati patologici con intenso ristagno di secreto bronchiale
Dopo interventi di chirurgia viscerale
Nella diverticolite
Nell’ostruzione del cardias, del piloro o del duodeno
Feocromocitoma
Somministrazione concomitante di inibitori delle MAO
Dipendenza da oppioidi
Durante la gravidanza
Nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni
La codeina è controindicata nei pazienti noti per essere metabolizzatori ultrarapidi CYP2D6:
·la codeina viene trasformata nel suo metabolita attivo tramite gli isoenzimi epatici CYP2D6, di cui esistono alcuni polimorfismi genetici. I pazienti con il fenotipo di «metabolizzatore ultrarapido CYP2D6» hanno una elevata attività del CYP2D6, per cui anche con dosi basse si possono raggiungere livelli sierici tossici di morfina. Questi «metabolizzatori ultrarapidi» possono manifestare sintomi di sovradosaggio, quali vertigini, sedazione profonda, dispnea, nausea e vomito, fino all’arresto respiratorio e cardiaco.
·Nelle madri che allattano, che sono «metabolizzatrici ultrarapide CYP2D6» e che ricevono una terapia con codeina, sussiste un grave pericolo di sovradosaggio e decesso del neonato a causa di una elevata concentrazione di morfina nel siero. Se si manifestano segni di tossicità da oppioidi, è estremamente importante sottoporre i pazienti a una stretta sorveglianza.
Nelle donne che allattano
Avvertenze e misure precauzionali
Farmacodipendenza e potenziale di abuso
Con la somministrazione ripetuta di oppioidi si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. In seguito alla somministrazione di oppioidi può instaurarsi una dipendenza iatrogena. Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, può essere oggetto di abuso, come altri oppioidi, e in tutti i pazienti che ricevono degli oppioidi devono essere monitorati gli eventuali segni di abuso e dipendenza. I pazienti ad alto rischio di abuso di oppioidi possono essere comunque trattati in modo adeguato con degli oppioidi, ma essi devono essere ulteriormente sottoposti al monitoraggio di eventuali segni di uso scorretto, abuso o dipendenza. L’uso ripetuto di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, può portare a un disturbo da consumo di oppioidi. L’abuso o l’uso scorretto intenzionale di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, possono avere per conseguenza un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppare un disturbo da consumo di oppioidi è elevato nei pazienti con anamnesi personale o famigliare (genitori o fratelli e sorelle) di disturbo da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altre patologie psichiche (ad es. disturbo depressivo maggiore, disturbo d’ansia e disturbi della personalità). I pazienti devono essere monitorati relativamente allo sviluppo di un comportamento che denota dipendenza (drug-seeking behaviour) (ad es. richiesta troppo anticipata di rinnovo della prescrizione). Fa parte di tale monitoraggio anche il controllo degli oppioidi e degli psicofarmaci (come le benzodiazepine) assunti in concomitanza. Nei pazienti con segni e sintomi di disturbo da uso di oppioidi deve essere presa in considerazione la consultazione di uno specialista delle dipendenze.
Usare con cautela in caso di malattie in cui la funzione respiratoria è limitata.
Depressione respiratoria
Come per tutti gli oppioidi, esiste il rischio di una depressione respiratoria clinicamente rilevante associata all’utilizzo di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse. La depressione respiratoria può portare all’arresto respiratorio e alla morte, se non viene riconosciuta immediatamente e trattata. Il trattamento della depressione respiratoria comprende, a seconda dello stato clinico del paziente, un monitoraggio stretto, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, potenzialmente letale o letale può presentarsi in qualsiasi momento della terapia, il rischio è massimo all’inizio della terapia o dopo un aumento della dose.
Disturbi respiratori legati al sonno
Gli oppioidi possono provocare disturbi respiratori legati al sonno, comprese l’apnea centrale del sonno (ACS) e l’ipossiemia del sonno. L’utilizzo di oppioidi è accompagnato da un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno.
Nei pazienti con apnea centrale del sonno deve essere presa in considerazione una riduzione della dose complessiva di oppioidi.
Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale
La somministrazione concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze con azione depressiva sul sistema nervoso centrale può portare a grave sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale possono essere somministrati in concomitanza solo nei pazienti per i quali non sono possibili altre opzioni terapeutiche. Se viene presa la decisione di prescrivere Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, in concomitanza con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale, si devono scegliere la dose minima efficace di ciascun medicamento e periodo di trattamento concomitante di minima durata. I pazienti devono essere monitorati strettamente relativamente ai segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. rubrica «Interazioni»).
Esposizione accidentale
I pazienti e le persone che li assistono devono essere informati del fatto che Makatussin Comp. sciroppo per la tosse, contiene una quantità di un principio attivo che può essere letale, soprattutto per i bambini. I pazienti e le persone che li assistono devono essere informati di conservare tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e smaltire correttamente le unità di dosaggio avviate o non utilizzate.
I disturbi della funzionalità epatica e renale possono rendere elevati i valori ematici di entrambi i principi attivi.
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono provocare un’insufficienza surrenalica reversibile, che necessita di monitoraggio e di una terapia sostitutiva a base di glucocorticoidi. Tra i sintomi dell’insufficienza surrenalica figurano ad esempio i seguenti: nausea, vomito, perdita dell’appetito, stanchezza, debolezza, capogiro o pressione sanguigna bassa.
Abbassamento dei livelli degli ormoni sessuali e aumento della prolattina
L’uso a lungo termine di oppioidi può essere associato ad abbassamento dei livelli degli ormoni sessuali e aumentati livelli di prolattina. I sintomi comprendono un calo della libido, impotenza o amenorrea.
Spasmo dello sfintere di Oddi/ pancreatite
Gli oppioidi possono provocare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, che porta a un innalzamento della pressione a livello del sistema biliare e il rischio di sintomi a livello dei dotti biliari e di pancreatite aumenta.
L’assunzione concomitante di alcool può causare una compromissione della capacità di reazione.
I pazienti con il raro disturbo ereditario intolleranza al fruttosio/galattosio, con malassorbimento di glucosio-galattosio o con deficit di sucrasi-isomaltasi non devono utilizzare questo medicamento.
Questo medicamento contiene 3.5 mg di sodio benzoato (E 211) per 5 ml.
Questo medicamento contiene 250 mg di soluzione di sorbitolo al 70% per 5 ml.
Bisogna tenere conto dell’effetto additivo dell’uso concomitante di medicamenti contenenti sorbitolo (o fruttosio) e di sorbitolo (o fruttosio) con l’alimentazione.
Il contenuto di sorbitolo di medicamenti assunti per via orale può interferire con la biodisponibilità di altri medicamenti assunti in concomitanza per via orale.
I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio (HFI).non devono assumere / ricevere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 5 ml ed è quindi praticamente «privo di sodio».
Interazioni
L’uso concomitante di altri medicamenti che hanno un influsso sul SNC come altri oppioidi, i sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, gli anestetici generali, le fenotiazine, i tranquillanti, i rilassanti del sistema muscoloscheletrico, gli antistaminici sedativi, i gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e l’alcool può produrre un ulteriore effetto sedativo, che può portare a depressione respiratoria, ipotensione, grave sedazione o coma e talvolta può avere esito letale (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Può presentarsi sindrome serotoninergica con la somministrazione concomitante di oppioidi e inibitori delle monoaminoossidasi (MAO inibitori) e principi attivi serotoninergici, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). Possono figurare tra i sintomi della sindrome serotoninergica: alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/ o sintomi gastrointestinali.
La somministrazione concomitante di inibitori delle MAO può causare un rinforzo degli effetti sul sistema nervoso centrale, tra cui agitazione, crampi, allucinazioni, sudorazione, modificazioni della pressione arteriosa e rigidità muscolare. Makatussin Comp. sciroppo per la tosse dovrà pertanto essere usato non prima di due settimane dopo il termine di una terapia con MAO-inibitori.
In caso di assunzione concomitante con analgesici (p.es. acido acetilsalicilico o paracetamolo) l’azione analgesica di queste sostanze può rinforzarsi a vicenda.
I medicamenti che interferiscono con il metabolismo epatico possono causare livelli elevati di codeina nel sangue.
Non somministrare insieme a espettoranti, poiché il muco prodotto in più, a causa dell’azione antitussiva della diidrocodeina, non può essere eliminato con la tosse.
Gravidanza, allattamento
La codeina non deve essere usata durante la gravidanza e l’allattamento (cfr. «Controindicazioni»).
Gravidanza
Nella sperimentazione sugli animali sono risultati, per la codeina, dati indicativi di caratteristiche teratogene. Nell’uomo è stata documentata un’associazione tra malformazioni del tratto respiratorio e l’uso di codeina nei primi tre mesi di gravidanza. L’uso prolungato di oppioidi durante la gravidanza può portare a sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata per tempo. La terapia deve attenersi a protocolli sviluppati da esperti in neonatologia. Se è necessario l’impiego di oppioidi per un periodo di tempo prolungato in una donna incinta, richiami alla paziente il rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e si assicuri che sia disponibile in caso di necessità un trattamento appropriato. In caso di somministrazione prima della nascita si deve anche tener presente la possibilità di una depressione respiratoria. Per i motivi riportati, Makatussin Comp. sciroppo per la tosse è controindicato per l’utilizzo in gravidanza.
Per la difenidramina esistono dati indicativi di una comparsa più frequente di palatoschisi.
Allattamento
La difenidramina passa nel latte materno e inibisce la secrezione lattea.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Questo medicamento, anche se utilizzato conformemente alla sua destinazione, può modificare la capacità di reazione in modo tale da compromettere la capacità di guidare veicoli o la capacità di utilizzare macchine. Ciò si verifica in misura maggiore se associato all’assunzione di alcool.
Effetti indesiderati
I dati riportati qui di seguito sono usati per suddividere le indicazioni concernenti la frequenza degli effetti collaterali: «molto comune" (≥ 1/10), «comune» (< 1/10, ≥ 1/100), «non comune» (< 1/100, ≥ 1/1000), «raro» (< 1/1000, ≥ 1/10'000), «molto raro» (< 1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema nervoso
Comune: lieve sonnolenza, cefalea
Patologie gastrointestinali
Comune: stipsi, nausea, disturbi epigastrici, vomito (soprattutto inizialmente)
Patologie gastrointestinali
Non comune: secchezza della bocca, disturbi della deglutizione, aumento del tono dei muscoli sfinteri distali del coledoco e dello stomaco.
Frequenza non nota: pancreatite
Patologie epatobiliari
Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: dispnea
Frequenza non nota: depressione respiratoria, apnea centrale del sonno
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: disturbi dello svuotamento vescicale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: eritema, prurito
Disturbi psichiatrici
Raro: euforia, disturbi del sonno
Frequenza non nota: dipendenza
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: gravi reazioni allergiche generalizzate con rilascio di quantità significative di istamina, con possibile comparsa di ipotensione, vasodilatazione cutanea, eritemi, orticaria e broncocostrizione.
Con dosi maggiori o pazienti particolarmente sensibili possono presentarsi anche: depressione respiratoria, miosi e disturbi oculari, sudorazione ridotta, bradicardia, dopo durata di trattamento prolungata anche dipendenza con sintomi di astinenza alla sospensione.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di sovradosaggio di oppioidi è stata osservata leucoencefalopatia tossica.
Segni e sintomi
Caratteristica del sovradosaggio di diidrocodeina è la depressione respiratoria pericolosa per la vita. I sintomi somigliano ampiamente a quelli dell’intossicazione da morfina con estrema sonnolenza fino a stupore e coma, generalmente accompagnati da miosi, spesso con vomito, cefalea, ritenzione di urine e feci. Sono possibili cianosi, ipossia, cute fredda, perdita di tono della muscolatura scheletrica e areflessia, talora bradicardia e caduta della pressione arteriosa, occasionalmente, soprattutto nei bambini, solo crampi.
In uno studio con sovradosaggio di difenidramina si sono verificate lievi ma significativi prolungamenti dell’intervallo QT.
Trattamento
L’effetto della diidrocodeina può essere revocato da antagonisti degli oppiacei, quali p. es. il naloxone. Eventualmente, la somministrazione di naloxone deve essere ripetuta. Quando non è possibile usare il naloxone, trovano indicazione i provvedimenti sintomatici, soprattutto la posizione laterale di sicurezza, la ventilazione artificiale e il trattamento dello shock. Per i restanti componenti attivi non sono noti antidoti specifici. Il trattamento è sintomatico.
Proprietà/effetti
Codice ATC
R05DA20
Meccanismo d‘azione
La codeina è un agonista oppiaceo con proprietà antitosse e analgesiche. La frequenza e l’intensità dei colpi di tosse vengono ridotte tramite l’inibizione del centro della tosse nel tronco cerebrale. L’azione analgesica della codeina è molto meno marcata di quella della morfina e si basa in gran parte sulla trasformazione metabolica (demetilazione) in morfina, infatti, la codeina stessa presenta solo una scarsa affinità con i recettori degli oppioidi
La difenidramina è un antistaminico H1 e pertanto antagonizza vari effetti fisiologici e patologici dell’istamina, p. es. la costrizione della muscolatura liscia dei bronchi e della parete intestinale. Essa possiede un’azione sedativa molto marcata nonché proprietà anticolinergiche e antitussive. A causa di queste caratteristiche, la difenidramina contribuisce a ridurre l’intensità e la frequenza degli attacchi di tosse. Inoltre, a causa delle proprietà anticolinergiche della difenidramina, vengono inibite la secrezione mucosa eccessiva nel naso e la lacrimazione, con attenuazione delle manifestazioni che accompagnano il raffreddore e la rinite.
Farmacodinamica
Nessun dato.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Diidrocodeina
Dopo assunzione per via orale, la diidrocodeina viene rapidamente assorbita.
Difenidramina
Dopo somministrazione orale, la difenidramina viene assorbita; non sono disponibili dati quantitativi sulla completezza e sulla velocità dell’assorbimento.
Comparsa dell’azione: 15-30 minuti dopo la somministrazione orale.
Durata dell’azione: 4-6 ore.
Distribuzione
Diidrocodeina
Le massime concentrazioni plasmatiche si raggiungono dopo 1,6 - 1,8 ore.
Difenidramina
Legame con le proteine plasmatiche: 70-85% (sono disponibili tuttavia anche dati che riportano il 98-99%).
Volume di distribuzione: 3-4 l/kg.
Emivita plasmatica: 5-8 ore.
Metabolismo
Diidrocodeina
La diidrocodeina viene escreta immodificata per via renale. La diidrocodeina viene per la maggior parte metabolizzata (O-demetilazione tramite il CYP2D6). L’insufficienza renale appare ritardare l’eliminazione della diidrocodeina.
Difenidramina
La difenidramina viene dapprima dealchilata a mono e di-desmetil-difenidramina e quindi ossidata ad acido difenil-metossi-acetico. Questo metabolita potrebbe essere legato alla glicina o alla glutammina ed essere escreto.
Eliminazione
Diidrocodeina
L’emivita di eliminazione media è di 3,3 - 4,5 ore. Entro 24 ore circa un terzo della diidrocodeina assunta per via orale viene eliminata immodificata per via renale.
Difenidramina
Meno dell’1% della difenidramina assunta per via orale viene eliminata per via renale, il 60-70% viene eliminato entro 96 ore sotto forma di metaboliti. Non è stata finora effettuata una determinazione quantitativa del rapporto tra i vari metaboliti.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
L’insufficienza renale appare ritardare l’eliminazione della diidrocodeina.
Dati preclinici
Non sono noti dati preclinici rilevanti per l'uso di Makatussin Comp. sciroppo per la tosse.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Si conserva per 6 mesi dopo l'apertura.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C).
Numero dell’omologazione
39255 (Swissmedic)
Confezioni
Flaconcini da 80 ml (B)
Titolare dell’omologazione
Gebro Pharma AG, 4410 Liestal
Stato dell’informazione
Maggio 2024