Solu-CORTEF®
Pfizer AG
Composizione
Principi attivi
Hydrocortisonum ut hydrocortisoni-21 succinas natricus.
Sostanze ausiliarie
Polvere da 100 mg: natrii dihydrogenophosphas monohydricus, dinatrii phosphas anhydricus, natrii hydroxidum.
Contenuto totale di sodio: 10.20 mg.
Polvere da 250 mg: natrii dihydrogenophosphas monohydricus, dinatrii phosphas anhydricus, natrii hydroxidum.
Contenuto totale di sodio: 25.41 mg.
Solvente: aqua ad iniectabile.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere e solvente per soluzione iniettabile/per infusione
Per uso endovenoso/intramuscolare/intratecale.
Act-O-Vial (fiala a doppia camera) da 100 mg:
1 camera con polvere contiene 100 mg di idrocortisone (come idrocortisone-21-sodio succinato).
1 camera con 2 ml di solvente.
Act-O-Vial (fiala a doppia camera) da 250 mg:
1 camera con polvere contiene 250 mg di idrocortisone (come idrocortisone-21-sodio succinato).
1 camera con 2 ml di solvente.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Situazioni di emergenza
Shock da insufficienza corticosurrenalica o shock che non risponde al trattamento convenzionale con possibile concomitante insufficienza corticosurrenalica.
Condizioni allergiche acute (stato asmatico, reazioni anafilattiche, punture di insetti ecc.) dopo somministrazione di adrenalina.
Possibilità d'impiego in caso di shock emorragico, traumatico o chirurgico in cui la terapia abituale (ad es. la sostituzione di liquidi ecc.) non abbia avuto alcun effetto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie endocrine
Insufficienza corticosurrenalica primaria o secondaria.
Insufficienza corticosurrenalica acuta.
Prima di un intervento chirurgico o in presenza di trauma grave o malattia grave in pazienti con insufficienza corticosurrenalica nota o in caso di riserva surrenalica dubbia.
Stati di shock che non rispondono al trattamento convenzionale laddove sia presente o si sospetti un'insufficienza corticosurrenalica.
Iperplasia surrenalica congenita.
Tiroidite non purulenta.
Collagenosi
Durante un'esacerbazione o come terapia di mantenimento in caso di: lupus eritematoso sistemico, cardite reumatica acuta, dermatomiosite sistemica (polimiosite).
Patologie reumatiche
Come terapia adiuvante per l'uso a breve termine in caso di riacutizzazioni o esacerbazione di osteoartrite post-traumatica, sinovite in presenza di osteoartrite, poliartrite cronica (artrite reumatoide), poliartrite cronica giovanile (in alcuni casi può essere necessaria una terapia di mantenimento a basso dosaggio), borsite acuta e subacuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, artrite gottosa acuta, artrite psoriasica, spondiloartrite anchilopoietica.
Patologie respiratorie
Sarcoidosi sintomatica, alveolite allergica, tubercolosi polmonare fulminante o disseminata con adeguata chemioterapia antitubercolare concomitante, pneumopatia eosinofila idiopatica (sindrome di Löffler), polmonite da aspirazione.
Patologie gastrointestinali
Per il superamento di fasi critiche di malattia mediante la terapia sistemica in caso di: colite ulcerativa, morbo di Crohn.
Patologie ematologiche
Anemia emolitica (autoimmune) acquisita, porpora trombocitopenica idiopatica nell'adulto (solo per via endovenosa; l'uso intramuscolare è controindicato), eritroblastopenia (anemia specifica della serie rossa), anemia ipoplastica (eritroide) congenita, trombocitopenia secondaria nell'adulto.
Sindrome nefrosica
Negli stati edematosi, per l'induzione della diuresi e la riduzione della proteinuria nella sindrome nefrosica idiopatica, senza uremia, o nella sindrome nefrosica da lupus eritematoso.
Patologie dermatologiche
Pemfigo, grave eritema essudativo multiforme (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa, dermatite erpetiforme bollosa, grave dermatite seborroica, grave psoriasi, micosi fungoide.
Malattie allergiche
Per il trattamento di stati allergici gravi o invalidanti che non rispondono a tentativi di trattamento corretti con le misure terapeutiche convenzionali: malattia da siero, edema acuto non infettivo della laringe, reazioni orticarioidi da trasfusioni, reazioni da ipersensibilità ai medicamenti, asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, congiuntivite allergica.
Patologie dell'occhio
Gravi processi allergici e infiammatori acuti e cronici a carico dell'occhio: Herpes zoster oftalmico (solo in caso di superficie corneale intatta), irite, iridociclite, corioretinite, uveite posteriore diffusa e coroidite, neurite ottica, oftalmia simpatica, infiammazioni della camera anteriore dell'occhio, ulcere allergiche corneali marginali, cheratite (solo in caso di superficie corneale intatta).
Patologie neoplastiche
Per il trattamento palliativo di: leucemie e linfomi nell'adulto, leucemia acuta dell'infanzia, ipercalcemia da carcinoma.
Profilassi intratecale e terapia della leucemia meningea in combinazione con citarabina e metotrexato.
Patologie varie
Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo esistente o latente con uso concomitante di un'adeguata chemioterapia antitubercolare.
Trichinosi con reazioni allergiche generalizzate (angioedema, orticaria) nonché reazioni da ipersensibilità locali a livello di miocardio e SNC.
Posologia/Impiego
La terapia corticosteroidea di norma integra una terapia di base, ma non la sostituisce. Il fabbisogno posologico varia caso per caso e la posologia deve essere adattata in base alla malattia da trattare, alla sua gravità e alla reazione del paziente per l'intera durata del trattamento. Il rapporto rischio-beneficio deve essere valutato in modo continuativo in ogni singolo caso.
Deve essere utilizzata la dose di corticosteroide più bassa possibile e per il periodo di tempo più breve possibile, sufficiente a controllare la condizione del paziente durante il trattamento. La dose di mantenimento corretta deve essere stabilita riducendo la dose iniziale con piccoli decrementi a intervalli appropriati fino a raggiungere la dose più bassa in grado di mantenere una risposta clinica adeguata.
Per ridurre gli effetti indesiderati, e non appena le condizioni del paziente lo consentono, il dosaggio deve essere diminuito e si deve passare al trattamento orale con glucocorticoidi. Per evitare un peggioramento acuto della malattia e un'insufficienza corticosurrenalica acuta, si deve prestare attenzione a ridurre la dose gradualmente nel caso in cui il trattamento sia durato più di qualche giorno (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La terapia parenterale ad alto dosaggio con Solu-Cortef dovrebbe essere proseguita solo fintantoché le condizioni del paziente non si siano stabilizzate, solitamente per non più di 48-72 ore. Qualora l'alto dosaggio debba essere proseguito per un periodo di tempo più lungo, si raccomanda di utilizzare un corticosteroide con minore ritenzione di sodio, come ad es. il metilprednisolone, per evitare un'ipernatriemia.
Trattamento a lungo termine
Qualsiasi trattamento che si protragga per oltre 2 settimane, incluso il trattamento cronico dell'insufficienza corticosurrenalica, può portare a reazioni distorte in situazioni di stress e oppressione che rendono necessario un aggiustamento della dose di corticosteroide alle condizioni di stress (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»):
·nelle patologie generali: raddoppiare o eventualmente triplicare l'ultima dose somministrata;
·negli interventi chirurgici minori: 200 mg di idrocortisone e.v. prima dell'inizio l'intervento;
·negli interventi chirurgici di media entità: 100 mg di idrocortisone e.v. prima dell'intervento, poi 100 mg di idrocortisone ogni 6 ore per 24 ore;
·negli interventi chirurgici maggiori: 100 mg di idrocortisone e.v. prima dell'inizio dell'intervento, poi ogni 6 ore per almeno 72 ore. Ulteriore trattamento a seconda dell'evoluzione.
Insufficienza corticosurrenalica primaria e iperplasia della corteccia surrenale congenita
Nella malattia di Addison, dopo surrenectomia nonché nella sindrome da perdita di sali nell'iperplasia surrenalica congenita è necessaria la somministrazione aggiuntiva di un mineralcorticoide.
Posologia abituale
Solu-Cortef può essere somministrato per iniezione endovenosa, intramuscolare o intratecale nonché per infusione endovenosa. Nei casi di emergenza, la terapia iniziale è da somministrarsi preferibilmente per iniezione endovenosa.
Iniezione endovenosa o intramuscolare
Le dosi iniziali fino a 100 mg devono essere somministrate per via e.v. nell'arco di almeno 30 secondi, le dosi da 500 mg nell'arco di almeno 10 minuti. A seconda della risposta e delle condizioni del paziente, le iniezioni successive possono essere somministrate per via e.v. o i.m. a intervalli appropriati di 2, 4 o 6 ore. Se è necessario mantenere livelli ematici costanti, le iniezioni (e.v. o i.m.) devono essere effettuate ogni 4-6 ore.
Infusione endovenosa
Se Solu-Cortef viene somministrato per infusione endovenosa, la durata dell'infusione dipende dal quadro clinico. Nel caso in cui Solu-Cortef sostituisca una terapia con un altro glucocorticoide, si deve prestare attenzione alle dosi equivalenti (cfr. «Proprietà/effetti»).
Iniezione intratecale
Nell'uso intratecale, la dose è pari a 15 mg/m2 di superficie corporea per l'idrocortisone-sodio succinato. Per altri medicamenti parte dello schema chemioterapico, consultare la rispettiva informazione professionale.
Solu-Cortef deve essere somministrato per iniezione intratecale lenta dopo ricostituzione.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o ipotiroidismo
Nei pazienti con grave insufficienza epatica o ipotiroidismo, il metabolismo dell'idrocortisone è ritardato e l'effetto può risultare potenziato. Può essere necessario ridurre la dose di conseguenza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di insufficienza renale.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani può potenzialmente aumentare il rischio di osteoporosi e di ritenzione idrica (eventualmente con conseguente ipertensione) in caso di terapia corticosteroidea di lunga durata. Pertanto, i pazienti anziani devono essere trattati con cautela.
Bambini e adolescenti
Nei bambini e negli infanti, il dosaggio può essere ridotto; dovrebbe basarsi tuttavia più sulle condizioni del paziente e sulla sua reazione al trattamento piuttosto che sull'età o sul peso corporeo. Non somministrare meno di 25 mg al giorno (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
·Somministrazione intramuscolare in caso di porpora trombocitopenica idiopatica.
·Uso epidurale.
·Uso intratecale, tranne che nel quadro di determinate chemioterapie (cfr. «Indicazioni/possibilità d'impiego»).
·La somministrazione di vaccini vivi o vaccini vivi attenuati è controindicata nei soggetti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.
·Ipersensibilità nota al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la «Composizione».
Avvertenze e misure precauzionali
Dal momento che le complicazioni del trattamento con glucocorticoidi dipendono dal dosaggio e dalla durata del trattamento, in ogni singolo caso deve essere eseguita una valutazione del rischio-beneficio in relazione al dosaggio e alla durata del trattamento, decidendo se istituire una terapia giornaliera o intermittente. In linea generale, in tutte le indicazioni si dovrebbe usare il dosaggio più basso possibile e, se necessario (ossia non appena possibile), effettuare una riduzione graduale della dose.
Effetti endocrini
Dosaggi farmacologici di corticosteroidi somministrati per periodi di tempo prolungati (>2 settimane) possono portare a una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (insufficienza corticosurrenalica secondaria). L'entità e la durata di un'insufficienza surrenalica variano da paziente a paziente e dipendono da dose, frequenza, momento di somministrazione e durata della terapia glucocorticoidea. Questo effetto può essere ridotto da una terapia alternata.
In caso di stress inconsueti (ad es. grave malattia, interventi chirurgici maggiori, grave trauma ecc.), nei pazienti in terapia a lungo termine con corticosteroidi deve essere aumentata la dose di corticosteroidi ad azione rapida subito prima, durante e dopo la situazione di stress (cfr. «Posologia/impiego», paragrafo «Trattamento a lungo termine»).
L'interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può dar luogo a un'insufficienza corticosurrenalica (talvolta con esito fatale). Pertanto, gli steroidi non devono essere interrotti improvvisamente, ma se ne deve ridurre la dose gradualmente.
Un'insufficienza corticosurrenalica relativa può persistere per mesi dopo l'interruzione della terapia. Se in questo lasso di tempo si verificano particolari situazioni di stress (ad es. gravi malattie, interventi chirurgici maggiori ecc.), la terapia ormonale deve essere ripristinata. Poiché anche la secrezione di mineralcorticoidi può essere limitata, dovrebbero essere somministrati contemporaneamente anche sale e/o un mineralcorticoide.
In caso di interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può verificarsi anche una «sindrome da sospensione di steroidi» apparentemente indipendente da un'insufficienza corticosurrenalica. Questa sindrome presenta sintomi come: anoressia, nausea, vomito, letargia, cefalea, febbre, dolori articolari, desquamazione della cute, mialgie, perdita ponderale e/o ipotensione.
Nei pazienti con ipotiroidismo, l'effetto dei glucocorticoidi esogeni risulta potenziato.
Nei pazienti con ipertiroidismo e con ipokaliemia indotta da idrocortisone può manifestarsi paralisi periodica tireotossica (PPT). Nei pazienti trattati con idrocortisone che presentano segni o sintomi di debolezza muscolare, in particolare nei pazienti con ipertiroidismo, deve essere presa in considerazione una PPT. Se vi è il sospetto di PPT, è necessario un monitoraggio immediato dei livelli di potassio ematico e deve essere istituito un trattamento adeguato per garantire la rinormalizzazione dei livelli di potassio ematico.
Dopo la somministrazione sistemica di corticosteroidi sono state riportate crisi da feocromocitoma, a volte con esito fatale. Pertanto, i corticosteroidi dovrebbero essere somministrati solo dopo un'adeguata valutazione del rapporto rischio-beneficio nei pazienti con presenza nota o sospetta di feocromocitoma. Qualora un paziente in trattamento con Solu-Cortef presenti potenziali sintomi di una crisi da feocromocitoma come crisi ipertensiva, insufficienza cardiaca, tachicardia, dolore alla testa, addominale e/o toracico, si dovrebbe pensare alla possibilità di un feocromocitoma non ancora diagnosticato.
Poiché i glucocorticoidi possono causare o peggiorare una sindrome di Cushing, l'idrocortisone dovrebbe essere evitato nei pazienti con malattia di Cushing.
Effetti immunosoppressivi/aumentata suscettibilità alle infezioni
I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità alle infezioni, mascherare i segni di un'infezione incipiente, aggravare infezioni già in atto, aumentare il rischio di riattivazione o di aggravamento di infezioni latenti (incluse quelle causate da parassiti) e durante la terapia corticosteroidea possono anche manifestarsi nuove infezioni. L'uso di corticosteroidi può quindi ridurre la resistenza ai patogeni e rendere più difficile la localizzazione di un'infezione. Tali infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte fatali. Con l'aumento delle dosi di corticosteroidi aumenta il tasso di complicazioni infettive. In caso di gravi malattie infettive deve essere garantita una copertura antibiotica o chemioterapica sufficiente.
I pazienti in trattamento con corticosteroidi devono essere monitorati per lo sviluppo di infezioni e, se necessario, deve essere presa in considerazione l'interruzione dei corticosteroidi o una riduzione della dose.
Le infezioni possono essere causate da qualsiasi patogeno (virus, batteri, funghi, protozoi o elminti) e manifestarsi in tutto il corpo. Possono essere favorite dalla terapia corticosteroidea da sola o in combinazione con altri immunosoppressivi, che attaccano l'immunità cellulare e umorale o la funzionalità dei neutrofili.
Varicella e morbillo contratti durante un trattamento sistemico con corticosteroidi possono avere un decorso grave con esito fatale, in particolare nei bambini. La varicella richiede un trattamento immediato, ad es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata la profilassi con aciclovir o un'immunoprofilassi passiva con immunoglobuline anti-varicella-zoster.
Solu-Cortef deve essere impiegato nei pazienti tubercolotici solo in caso di tubercolosi fulminante attiva o tubercolosi miliare e solo in combinazione con una terapia tubercolostatica adeguata. Nei pazienti con tubercolosi latente o reattività tubercolinica deve essere effettuato uno stretto controllo, in quanto può verificarsi una riattivazione della malattia. In caso di terapia corticosteroidea a lungo termine, questi pazienti devono ricevere una chemioprofilassi.
I corticosteroidi possono aggravare le micosi sistemiche e pertanto devono essere somministrati solo in casi di emergenza per il controllo delle reazioni indesiderate dopo la terapia con amfotericina B. Inoltre, sono noti casi in cui la somministrazione concomitante di amfotericina B e idrocortisone ha portato a ipokaliemia e in alcuni pazienti è stata accompagnata da dilatazione cardiaca e insufficienza cardiaca congestizia (cfr. «Interazioni»).
La vaccinazione con vaccini vivi è controindicata nei soggetti trattati con dosi immunosoppressive di corticosteroidi. Può invece essere eseguita la vaccinazione con vaccini inattivati o con vaccini contenenti frammenti di virus, che tuttavia può risultare inefficace in caso di terapia concomitante con dosi immunosoppressive di corticosteroidi. Nei pazienti trattati con dosi non immunosoppressive di corticosteroidi possono essere effettuate le necessarie vaccinazioni.
L'importanza dei corticosteroidi nel trattamento dello shock settico è controverso. L'uso di routine nello shock settico non è consigliato.
Effetti sul cuore/sulla circolazione
Nei pazienti con insufficienza cardiaca, i corticosteroidi sistemici devono essere impiegati con cautela e solo se assolutamente necessario.
Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare preesistenti trattati con dosi elevate per lunghi periodi di tempo, gli effetti indesiderati dei glucocorticoidi come ipertensione o dislipidemia possono aumentare ulteriormente il rischio di eventi cardiovascolari. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in questi pazienti nonché in pazienti con recente infarto miocardico. Se del caso, si deve mirare alla modifica del rischio e/o effettuare un ulteriore monitoraggio cardiaco. La frequenza delle complicazioni da terapia corticosteroidea può essere ridotta dall'uso di un dosaggio basso e/o della terapia alternata.
Nei pazienti con ipertensione, gli steroidi devono essere impiegati con cautela.
Sono state riportate trombosi, in particolare tromboembolie venose, in associazione all'uso di corticosteroidi. I corticosteroidi pertanto devono essere usati con cautela nei pazienti con predisposizione nota o probabile alle malattie tromboemboliche.
Effetti sul sistema nervoso
Nei pazienti con disturbi epilettici, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela.
Nei pazienti con miastenia gravis, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela. In particolare, nel trattamento della miastenia gravis con inibitori della colinesterasi, i glucocorticoidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi aumentando così il rischio di crisi miasteniche. Il trattamento con inibitori della colinesterasi deve pertanto essere concluso 24 ore prima della somministrazione di un corticosteroide (cfr. «Interazioni»).
Dopo la somministrazione epidurale o intratecale di idrocortisone sono stati riportati gravi effetti indesiderati, soprattutto neurologici (come ad es. disturbi della sensibilità, convulsioni, paresi, paraplegia, ritenzione di urina e aracnoidite). Pertanto, Solu-Cortef non deve essere somministrato per via epidurale o intratecale, tranne che per l'indicazione riportata alla rubrica «Indicazioni/possibilità d'impiego».
Casi di lipomatosi epidurale sono stati riportati in associazione con l'uso di corticosteroidi, soprattutto in caso di uso a lungo termine a dosi elevate.
Effetti sulla psiche
Durante il trattamento con corticosteroidi possono verificarsi disturbi psichici potenzialmente gravi che vanno dall'euforia all'insonnia, all'alterazione dell'umore e della personalità fino a gravi depressioni o psicosi manifeste. L'effetto dei corticosteroidi può determinare anche un peggioramento di disturbi dell'umore preesistenti nonché della tendenza alle psicosi. I sintomi si presentano solitamente entro alcuni giorni o settimane dall'inizio del trattamento.
La maggior parte delle reazioni si risolve dopo la riduzione della dose o l'interruzione, tuttavia può essere necessario un trattamento specifico. Effetti psichici indesiderati sono stati riportati anche dopo l'interruzione dei corticosteroidi.
I pazienti e i loro familiari devono essere invitati a contattare il medico qualora si manifestino sintomi psichici durante la terapia o durante la riduzione/interruzione, in particolare quando si sospetta la presenza di umore depresso o intento suicida.
Effetti muscoloscheletrici
In associazione all'uso di dosi elevate di corticosteroidi sono state osservate miopatie acute che si sono verificate più frequentemente in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad es. miastenia gravis) o in pazienti trattati in concomitanza con bloccanti neuromuscolari (o altri anticolinergici). Tali miopatie acute hanno un decorso generalizzato, possono interessare la muscolatura oculare e respiratoria e portare a tetraparesi. Può verificarsi un aumento dei valori della creatinchinasi. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi. Il miglioramento clinico o la guarigione dopo l'interruzione dei corticosteroidi può durare da settimane ad anni.
L'uso a lungo termine di corticosteroidi può portare a osteoporosi, in particolare nei pazienti geriatrici o nelle donne in post-menopausa.
Sindrome da lisi tumorale (TLS)
In pazienti con neoplasie maligne (in particolare neoplasie ematologiche maligne, ma anche tumori solidi), durante il periodo di sorveglianza del mercato è stata riportata sindrome da lisi tumorale dopo l'uso di corticosteroidi sistemici in monoterapia o in combinazione con una chemioterapia. Si tratta di una condizione potenzialmente fatale che può manifestarsi in seguito alla rapida distruzione delle cellule tumorali. La TLS può essere accompagnata da un aumento di acido urico, potassio e fosfato nel siero nonché da una diminuzione del calcio nel siero. Come conseguenza, può manifestarsi un disturbo della funzionalità renale fino all'insufficienza renale acuta. Sono considerati fattori di rischio tumori con elevato carico tumorale e/o elevato tasso di proliferazione nonché una rapida risposta a una terapia citotossica.
Durante il trattamento con corticosteroidi, i pazienti ad alto rischio di TLS devono pertanto essere attentamente monitorati e devono essere adottate adeguate misure profilattiche.
Sono stati inoltre riportati casi in cui la TLS ha rappresentato la prima manifestazione di una neoplasia maligna sino ad allora non nota.
Effetti oculari
Possibili effetti indesiderati dell'uso a lungo termine dei corticosteroidi sono esoftalmo, cataratta (in particolare nei bambini) e aumento della pressione intraoculare. Può infine svilupparsi un glaucoma manifesto con danneggiamento del nervo ottico. Pertanto devono essere considerati esami oculistici periodici.
Il trattamento con corticosteroidi può altresì favorire le infezioni secondarie dell'occhio da funghi o virus.
A causa del pericolo di perforazione della cornea, i corticosteroidi devono essere usati con particolare cautela e solo in presenza di superficie corneale intatta nei pazienti con infezioni da Herpes simplex dell'occhio.
La terapia corticosteroidea è stata anche associata all'insorgenza di corioretinite sierosa centrale, che può portare al distacco della retina.
Reazioni da ipersensibilità
In casi rari, dopo la somministrazione di corticosteroidi possono verificarsi reazioni allergiche come reazioni cutanee, angioedema, broncospasmo o reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Pertanto, prima dell'uso, in particolare nei pazienti con allergie ai medicamenti note, devono essere adottate le misure precauzionali del caso.
Effetti indesiderati nell'apparato gastrointestinale
Il trattamento con glucocorticoidi può mascherare i sintomi di patologie gastrointestinali, cosicché possono verificarsi complicazioni come emorragie, ostruzione, perforazione e/o peritonite senza essere notate (ossia in assenza di una sintomatologia dolorosa significativa). Pertanto, i corticosteroidi devono essere usati solo con cautela nei pazienti con malattie come diverticolite, recenti anastomosi intestinali o ulcera peptica (attiva o latente). Lo stesso vale anche per i pazienti con colite ulcerativa qualora sussista il rischio di un'imminente perforazione, di un ascesso o di altre infezioni piogeniche.
Inoltre, con l'uso di corticosteroidi è stata riportata ulcera peptica di nuova insorgenza. Tuttavia non è noto se esista una correlazione causale tra la terapia corticosteroidea e l'ulcera. La combinazione con medicamenti antinfiammatori non steroidei (FANS) comporta un aumento del rischio di ulcere gastrointestinali.
Dosaggi elevati di corticosteroidi possono causare una pancreatite acuta.
Effetti epatobiliari
Sono stati riportati disturbi epatobiliari potenzialmente reversibili dopo l'interruzione del trattamento. È necessario un monitoraggio adeguato.
Pazienti con insufficienza epatica
Nei pazienti con malattie epatiche preesistenti e grave insufficienza epatica, il metabolismo e l'eliminazione dell'idrocortisone sono ridotti in modo significativo. Gli effetti desiderati e indesiderati possono pertanto risultare potenziati in questi pazienti (cfr. «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).
Trauma cranioencefalico
I corticosteroidi non devono essere impiegati per il trattamento di danni cerebrali di origine traumatica. I risultati di uno studio multicentrico hanno evidenziato una mortalità significativamente maggiore nei pazienti trattati con metilprednisolone rispetto al placebo a 2 settimane dalla lesione (rischio relativo 1.18, intervallo di confidenza al 95% 1.09-1.27) come pure a 6 mesi dalla lesione (26% contro 22%). Non è stata accertata una correlazione causale con il trattamento a base di metilprednisolone.
Interazioni rilevanti
Con l'uso concomitante del cobicistat, un principio attivo impiegato nella terapia delle infezioni da HIV e potente inibitore del CYP3A e inibitore di diverse proteine di trasporto, e corticosteroidi è stata riportata un'aumentata tossicità da steroidi fino a casi di sindrome di Cushing. Pertanto, Solu-Cortef deve essere usato insieme a cobicistat solo dopo un'attenta valutazione del rischio-beneficio. In questo caso, il paziente deve essere attentamente monitorato per possibili effetti indesiderati degli steroidi. Se possibile, deve essere considerata la scelta di uno steroide alternativo con metabolismo indipendente dal CYP3A.
L'idrocortisone deve essere usato con particolare cautela anche insieme ad altri potenti inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»). Se necessario, aggiustare la dose dello steroide.
Altre avvertenze e misure precauzionali
·Metabolismo del glucosio: i corticosteroidi possono aumentare i livelli ematici di glucosio, peggiorare un diabete esistente e, in caso di terapia a lungo termine, aumentare il rischio di diabete mellito.
·Equilibrio idroelettrolitico: i corticosteroidi, in particolare a dosi medie ed elevate, possono causare ritenzione di sali e liquidi nonché un'aumentata escrezione di potassio. Potrebbe rendersi necessaria una restrizione del sale o una sostituzione del potassio.
·Insufficienza renale: i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela nei pazienti con funzionalità renale ridotta.
·Trattamento concomitante con antinfiammatori non steroidei: l'acido acetilsalicilico e altri antinfiammatori non steroidei devono essere usati solo con cautela insieme ai corticosteroidi. In particolare, si raccomanda cautela con la somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico in caso di ipoprotrombinemia.
·Sarcoma di Kaposi: nei pazienti in terapia corticosteroidea è stata riportata l'insorgenza di sarcomi di Kaposi. L'interruzione della terapia corticosteroidea può portare alla remissione clinica.
·Altre patologie: si raccomanda cautela anche in caso di ascessi o altre infezioni piogeniche, diverticolite, anastomosi intestinali recenti e cirrosi epatica nonché emicrania all'anamnesi.
Uso in pediatria
La terapia corticosteroidea a lungo termine, in particolare se suddivisa in più dosi giornaliere, può indurre l'inibizione della crescita e dello sviluppo. Un trattamento di questo tipo richiede pertanto un'indicazione estremamente rigorosa e i pazienti devono essere attentamente monitorati per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo.
Con la terapia corticosteroidea a lungo termine, i bambini (in particolare i neonati) presentano inoltre un maggior rischio di aumento della pressione endocranica.
Nei neonati pretermine sono stati segnalati singoli casi di cardiomiopatia ipertrofica dopo la somministrazione sistemica di idrocortisone. Sono pertanto necessari una valutazione diagnostica e un monitoraggio adeguati della funzionalità e della struttura cardiaca.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Solu-Cortef 100 mg contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per Act-O-Vial, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Solu-Cortef 250 mg contiene 25.41 mg di sodio per Act-O-Vial. Questo equivale a 1.27% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta di un adulto che è di 2 g.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica dell'idrocortisone
Inibitori enzimatici: l'uso concomitante di inibitori del CYP3A4 da moderati a forti (ad es. antimicotici azolici, macrolidi, cobicistat, inibitori della proteasi dell'HIV, diltiazem, isoniazide, verapamil, ma anche succo di pompelmo) rallenta il metabolismo dell'idrocortisone e può potenziare gli effetti sia desiderati sia indesiderati. Per evitare una tossicità da steroidi può essere necessaria una riduzione della dose di idrocortisone.
Anche gli ormoni sessuali (ossia estrogeni e progestinici) possono influire sulla clearance dei glucocorticoidi. In particolare, l'effetto dell'idrocortisone può risultare potenziato dall'uso concomitante di estrogeni.
Induttori enzimatici: con la somministrazione concomitante di induttori del CYP3A4 (ad es. barbiturici, bosentan, carbamazepina, felbamat, modafinil, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e topiramato nonché preparati contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)) si osserva un'accelerazione del metabolismo dell'idrocortisone che ne può ridurre l'efficacia. Pertanto, può rendersi necessario un aumento della dose di idrocortisone.
Substrati del CYP3A4: anche l'uso concomitante di altri substrati del CYP3A4 (ad es. ciclofosfamide, tacrolimus, aprepitant, fosaprepitant) può influire sulla clearance epatica dell'idrocortisone e rendere necessario un aggiustamento della dose.
Con la somministrazione concomitante di idrocortisone e ciclosporina si osserva un'inibizione reciproca del metabolismo. Pertanto, gli effetti indesiderati di entrambe le sostanze possono presentarsi con maggiore intensità. In particolare, con la somministrazione concomitante di idrocortisone e ciclosporina sono state osservate con maggiore frequenza le convulsioni.
Effetti dell'idrocortisone sulla farmacocinetica di altri medicamenti
I glucocorticoidi possono sia indurre sia inibire il CYP3A4 e quindi aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di altri substrati del CYP3A4.
I glucocorticoidi possono indurre il metabolismo degli inibitori della proteasi dell'HIV e quindi portare a una riduzione dei loro livelli plasmatici.
In caso di somministrazione prolungata a dosaggi elevati, i glucocorticoidi possono accelerare l'eliminazione dei salicilati, riducendone l'efficacia. Per contro, la riduzione della dose dei corticosteroidi può potenziare la tossicità dei salicilati.
L'acido acetilsalicilico deve essere usato solo con cautela insieme ai corticosteroidi nei pazienti con ipoprotrombinemia.
Interazioni farmacodinamiche
FANS: il rischio di emorragie gastrointestinali e ulcerazioni può essere aumentato dalla somministrazione concomitante di corticosteroidi e FANS.
Immunosoppressivi: grazie all'effetto sinergistico del metotrexato può essere sufficiente una dose inferiore di corticosteroidi.
Anticolinergici: i corticosteroidi possono influenzare l'effetto degli anticolinergici. Con l'uso concomitante di alte dosi di corticosteroidi e anticolinergici sono state osservate miopatie acute. (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali - Effetti muscoloscheletrici»).
L'atropina e altri anticolinergici possono aumentare ulteriormente una pressione intraoculare già aumentata dall'idrocortisone.
Simpaticomimetici: i corticosteroidi potenziano l'effetto e la tossicità dei simpaticomimetici come il salbutamolo.
Inibitori neuromuscolari: l'effetto del pancuronio, vecuronio e di altri bloccanti neuromuscolari competitivi può essere antagonizzato con l'uso concomitante di corticosteroidi.
Inibitori della colinesterasi: gli steroidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi nella miastenia gravis. Con l'uso concomitante di idrocortisone e inibitori della colinesterasi come la neostigmina o la piridostigmina può quindi verificarsi una crisi miastenica.
Anticoagulanti: l'effetto del metilprednisolone sugli antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin*, acenocumarolo, fluindione*) è variabile. Sono stati riportati effetti potenziati o ridotti di questi anticoagulanti in caso di somministrazione concomitante con corticosteroidi. Pertanto, si deve controllare la coagulazione del sangue e, se ne necessario, aggiustare la dose di anticoagulanti.
* non omologato in Svizzera
Glicosidi cardiaci: i corticosteroidi sono spesso associati a ipokaliemia. Pertanto, l'uso concomitante con glicosidi cardiaci aumenta il rischio di tossicità da digitale e in particolare di aritmie. In questi pazienti, quindi, gli elettroliti (in particolare il potassio) devono essere attentamente monitorati.
Antidiabetici: dato l'effetto diabetogeno dei glucocorticoidi, i livelli di glucosio devono essere monitorati in caso di somministrazione concomitante di insulina o antidiabetici. Se del caso, aggiustare il dosaggio degli antidiabetici.
Antipertensivi: l'effetto antipertensivo è parzialmente ridotto dall'effetto mineralcorticoide dei corticoidi, il che può portare a un aumento dei valori della pressione arteriosa.
Medicamenti con effetti sull'equilibrio del potassio: con la somministrazione concomitante di corticosteroidi e medicamenti che aumentano l'escrezione del potassio sussiste un aumentato rischio di ipokaliemia. In questi pazienti devono essere monitorati i livelli di potassio. Ciò vale in particolare per l'uso concomitante di diuretici, ma anche ad es. dell'amfotericina B, dei beta-2-agonisti e della xantina.
Psicofarmaci: l'effetto di ansiolitici e antipsicotici può essere ridotto. Se del caso, aggiustare la dose di queste sostanze.
Citostatici: l'efficacia del ciclofosfamide può essere ridotta.
Vaccini: I vaccini con virus vivi, come ad es. i vaccini antipolio, BCG, parotite, morbillo, rosolia e vaiolo possono risultare più tossici a causa dell'effetto immunosoppressivo dei corticosteroidi. Possono svilupparsi infezioni virali disseminate. La risposta immunitaria può risultare ridotta nei vaccini con virus uccisi.
Si raccomanda di consultare anche l'informazione professionale dei medicamenti co-somministrati.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Solu-Cortef non deve essere somministrato durante la gravidanza (in particolare nei primi tre mesi), a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario. Per il dosaggio si deve considerare che l'emivita di eliminazione terminale dell'idrocortisone è prolungata durante la gravidanza.
L'idrocortisone attraversa la barriera placentare.
Gli studi sugli animali hanno evidenziato effetti indesiderati sul feto. Non esistono studi controllati sugli esseri umani. Gli studi retrospettivi osservazionali con altri corticosteroidi ad oggi non indicano un aumento del rischio di anomalie congenite.
Alcuni studi retrospettivi hanno evidenziato un aumento dell'incidenza di basso peso alla nascita in neonati di madri trattate con corticosteroidi in gravidanza. Questo rischio sembra dipendere dalla dose.
Nei neonati le cui madri erano state trattate con corticosteroidi per un lungo periodo durante la gravidanza sono state inoltre osservate cataratte.
I neonati le cui madri hanno ricevuto dosi più elevate di steroidi durante la gravidanza devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni di insufficienza corticosurrenalica. Se necessario, deve essere istituita una terapia di sostituzione a calare. Tuttavia, un'insufficienza corticosurrenalica clinicamente rilevante in neonati esposti in utero a corticosteroidi sembra essere rara.
La paziente deve essere invitata a informare immediatamente il medico in caso di gravidanza sospetta o confermata (nonché, se del caso, prima di una gravidanza pianificata).
Allattamento
L'idrocortisone viene escreto nel latte materno.
Solu-Cortef deve essere usato durante l'allattamento solo dopo un'attenta valutazione del rischio-beneficio.
Fertilità
Negli esperimenti sugli animali è stato dimostrato che i corticosteroidi compromettono la fertilità (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gli effetti dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli e sull'impiego di macchine non sono stati studiati in modo sistematico. Durante il trattamento con corticosteroidi possono presentarsi effetti indesiderati come sincopi, vertigini o convulsioni. Se così fosse, il paziente non deve guidare veicoli o utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati dell'idrocortisone dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento nonché dall'età, dal sesso e dalla malattia di base del paziente. In caso di terapia corticosteroidea a breve termine (della durata di pochi giorni), il rischio di effetti indesiderati è tuttavia limitato.
Si riportano di seguito, elencati secondo la Classificazione sistemica organica (MedDRA), gli effetti indesiderati tipici dei corticosteroidi somministrati per via sistemica e che pertanto possono presentarsi anche con Solu-Cortef. Data la natura dei dati disponibili, la frequenza dei singoli effetti indesiderati non può essere stimata in maniera affidabile.
Infezioni ed infestazioni
Infezioni, mascheramento di infezioni, attivazione di infezioni latenti (inclusa la riattivazione della tubercolosi), infezioni opportunistiche.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Leucocitosi.
Disturbi del sistema immunitario
Reazioni da ipersensibilità (incluse reazioni anafilattiche e anafilattoidi [ad es. orticaria, broncospasmo, edema della laringe, collasso circolatorio]), angioedema, reazioni soppresse ai test cutanei (a lettura ritardata).
Patologie endocrine
Soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sindrome di Cushing, sindrome da sospensione di steroidi, sviluppo di una crisi da feocromocitoma nei pazienti con feocromocitoma preesistente (anche latente).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ritenzione di sodio e liquidi, perdita di potassio, appetito aumentato (che può portare ad aumento ponderale), ridotta tolleranza al glucosio, dislipidemia, alcalosi ipokaliemica, aumentata escrezione di calcio e potassio, bilancio dell'azoto negativo dovuto a catabolismo proteico, lipomatosi.
Disturbi psichiatrici
Ansia, sbalzi d'umore, irritabilità, comportamento anormale, disturbi dell'umore (come labilità affettiva, umore euforico, depressione, idee suicide), disturbi mentali, stati confusionali, alterazioni della personalità, nuova manifestazione o aggravamento di disturbi psicotici preesistenti (come mania, sintomi deliranti o allucinazioni).
Patologie del sistema nervoso
Cefalea, vertigini, insonnia, amnesia, disturbi cognitivi, pressione endocranica aumentata con papilledema (pseudotumor cerebri) perlopiù dopo il trattamento, convulsioni, lipomatosi epidurale.
Patologie dell'occhio
Cataratta, pressione intraoculare aumentata, glaucoma, esoftalmo, corioretinite sierosa centrale.
Patologie cardiache
Aritmie, insufficienza cardiaca scompensata (nei pazienti predisposti), arresto cardiaco.
Patologie vascolari
Ipertensione, ipotensione, eventi tromboembolici.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Singulto.
Patologie gastrointestinali
Rigidità addominale, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, dispepsia, esofagite, ulcera peptica (con possibile emorragia e perforazione), emorragie gastrointestinali, perforazione intestinale, pancreatite.
Patologie epatobiliari
Aumento delle transaminasi e/o della fosfatasi alcalina. Queste alterazioni sono generalmente limitate e clinicamente non rilevanti. Sono reversibili dopo l'interruzione della terapia.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Cute sottile e sensibile, iperidrosi, eritema, eruzione cutanea, prurito, orticaria, chiazze ecchimotiche, petecchie, strie, ipo- o iperpigmentazione, acne, irsutismo, atrofia cutanea o sottocutanea, ascesso sterile, pannicolite.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Artralgie, mialgie, debolezza muscolare, miopatia, rabdomiolisi, atrofia muscolare, artropatia neuropatica, osteoporosi, fratture patologiche, fratture vertebrali da compressione, osteonecrosi asettica, rottura di tendine (in particolare del tendine di Achille).
Patologie renali e urinarie
Aumento dell'urea sierica.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Mestruazione irregolare, alterazione della potenza erettile.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Reazioni in sede di iniezione (come eritema, prurito, eruzione cutanea e orticaria), stanchezza, malessere, edemi periferici, guarigione della ferita ritardata e/o altrimenti compromessa.
Sicurezza nei pazienti pediatrici
Il profilo di sicurezza dell'idrocortisone nei bambini e negli adolescenti equivale essenzialmente a quello osservato negli adulti. Inoltre, nei bambini sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:
Patologie endocrine
Ritardo di crescita.
Disturbi psichiatrici
Sbalzi d'umore, irritabilità, comportamento anormale.
Patologie del sistema nervoso
Insonnia.
Patologie cardiache
Nei neonati pretermine si sono verificati singoli casi di cardiomiopatia ipertrofica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Una sindrome clinica di sovradosaggio acuto di corticosteroidi non è nota. In caso di sovradosaggio cronico, è probabile che la comparsa dei sintomi elencati tra gli «Effetti indesiderati» (in particolare la manifestazione della sindrome di Cushing) aumenti.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico, il trattamento deve essere di supporto e sintomatico.
L'idrocortisone è dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H02AB09
Meccanismo d'azione
L'effetto dei glucocorticoidi si basa sulla stimolazione o inibizione della sintesi di proteine intracellulari specifiche. Queste proteine biologicamente attive sono responsabili degli effetti sistemici concreti. Dato il meccanismo d'azione, l'effetto è ritardato anche in caso di somministrazione parenterale.
Farmacodinamica
L'idrocortisone-sodio succinato presenta le medesime proprietà metaboliche e antinfiammatorie dell'idrocortisone. Se somministrate per via parenterale in quantità equimolari, le due sostanze hanno lo stesso effetto biologico. Il sodio succinato, l'estere facilmente idrosolubile dell'idrocortisone, consente una rapida somministrazione endovenosa di dosi elevate di idrocortisone in una piccola quantità di solvente ed è particolarmente adatto per una rapida regolazione di alti livelli di idrocortisone.
La durata dell'effetto antinfiammatorio dei glucocorticoidi corrisponde approssimativamente alla durata della depressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
La dose equivalente relativa dell'idrocortisone rispetto ad altri glucocorticoidi è: 30 mg di idrocortisone = 35 mg di cortisone = 7.5 mg di prednisone o prednisolone = 6 mg di triamcinolone o metilprednisolone = 1 mg desametasone.
Efficacia clinica
Nessuna indicazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo la somministrazione endovenosa di dosi singole da 5, 10, 20 e 40 mg di idrocortisone-sodio succinato, nei volontari sani le concentrazioni medie di picco sono state raggiunte dopo 10 minuti ed ammontavano a 312, 573, 1'095 e 1'854 ng/ml.
L'idrocortisone-sodio succinato è rapidamente assorbito dopo somministrazione intramuscolare. Le concentrazioni di picco nel plasma vengono raggiunte nell'arco di 30-60 minuti. Dopo somministrazione i.m. di una dose da 1 mg/kg, la concentrazione di picco era di circa 800 ng/ml.
Distribuzione
L'idrocortisone è ampiamente distribuito nei tessuti e attraversa la barriera ematoencefalica. Il volume di distribuzione allo stato stazionario è di circa 20-40 litri. Il legame alle proteine plasmatiche dell'idrocortisone nell'adulto è circa del 92%. L'idrocortisone si lega alla transcortina (globulina legante i corticosteroidi, CBG) e all'albumina.
L'idrocortisone attraversa la barriera placentare e viene escreto nel latte materno.
Metabolismo
L'idrocortisone viene metabolizzato, principalmente nel fegato, in cortisone da 11β-HSD2 e successivamente in diidrocortisone e tetraidrocortisone nonché in numerosi altri metaboliti. Inoltre, l'idrocortisone viene metabolizzato tramite il CYP3A4 in 6-beta-idrossicortisolo (6β-OHF). La maggior parte dei metaboliti è farmacologicamente inattiva.
Eliminazione
L'eliminazione avviene tramite i reni, principalmente sotto forma di glucuronidi e solo in minima parte come idrocortisone immodificato. L'emivita di eliminazione terminale dopo somministrazione endovenosa è di circa 2.5-4 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Una grave insufficienza epatica ritarda il metabolismo dell'idrocortisone (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità renale
L'idrocortisone è dializzabile.
Pazienti anziani
Non esistono dati specifici sulla farmacocinetica dell'idrocortisone nei pazienti di ≥65 anni.
Bambini e adolescenti
Nei neonati, la clearance plasmatica è inferiore rispetto ai bambini e agli adolescenti.
Ipoalbuminemia/iperbilirubinemia
In presenza di ipoalbuminemia o iperbilirubinemia, la proporzione di idrocortisone non legato (efficace) aumenta, cosa che ne può potenziare gli effetti desiderati e indesiderati.
Dati preclinici
Tossicità acuta
La LD50 dell'idrocortisone e dell'idrocortisone-sodio succinato nel topo era rispettivamente pari a 1'315 mg/kg e 2'330 mg/kg. In uno studio sulla tollerabilità endovenosa acuta dell'idrocortisone-sodio succinato nel cane, il valore della dose senza effetto osservabile (No Observed Adverse Effect Level, NOAEL) era di 10 mg/kg.
Tossicità subacuta/tossicità cronica
La somministrazione endovenosa di idrocortisone-sodio succinato nel ratto a dosi da 20 o 100 mg/kg/giorno per 14 giorni non ha portato a ulcerazioni dell'apparato gastrointestinale, ma ha causato una perdita ponderale dose-dipendente della ghiandola surrenale e atrofia della zona fascicolata della ghiandola surrenale. Iniezioni intramuscolari di idrocortisone o idrocortisone-sodio succinato a un dosaggio di 5 mg/kg/giorno per 6 settimane nel coniglio hanno portato a una riduzione significativa della formazione di ossa, a un aumento del riassorbimento osseo attivo e a un rapido sviluppo di osteoporosi nel gruppo trattato con idrocortisone. Nel gruppo trattato con idrocortisone-sodio succinato sono stati osservati solo lievi effetti legati al trattamento.
Mutagenicità
L'idrocortisone è negativo al test di Ames, ma ha prodotto aberrazioni cromosomiche nei linfociti umani in vitro e nei topi in vivo. Il fludrocortisone (9α-fluoroidrocortisone, strutturalmente simile all'idrocortisone) è risultato negativo a un test di aberrazione cromosomica su linfociti umani. La rilevanza biologica di questo risultato non è tuttavia chiara.
Cancerogenicità
In uno studio di cancerogenicità della durata di 24 mesi, l'idrocortisone non ha portato a un aumento dell'incidenza di tumori nei ratti maschi e femmine.
Tossicità per la riproduzione
I corticosteroidi sono risultati teratogeni in numerose specie animali. In studi di riproduzione negli animali, i glucocorticoidi hanno aumentato la frequenza di malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche), di letalità embrionale e fetale (ad es. aumento dei riassorbimenti) e di ritardi di crescita intrauterina. Con la somministrazione di idrocortisone in topi e criceti in gravidanza durante l'organogenesi sono stati osservati casi di palatoschisi.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Solu-Cortef può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati alla voce «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Solu-Cortef è un preparato monodose e monouso.
La soluzione iniettabile ricostituita deve essere utilizzata preferibilmente subito dopo la preparazione, ma può essere conservata per un massimo di 4 ore a temperatura ambiente (15-25 °C). Eventuali residui non utilizzati devono essere smaltiti.
Da un punto di vista microbiologico, la soluzione per infusione diluita dovrebbe essere utilizzata subito dopo la preparazione; purché manipolata secondo tecniche asettiche, può essere conservata per un massimo di 4 ore a temperatura ambiente (15-25 °C).
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperatura superiore ai 25 °C e conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
I medicamenti per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente prima della somministrazione per l'eventuale presenza di particelle e scolorimento. Ricostituzione e diluizione devono avvenire in condizioni asettiche.
Ricostituzione di Solu-Cortef Act-O-Vial (fiala a doppia camera) per soluzione iniettabile:
1.Premere a fondo il tappo di plastica in modo che il solvente fluisca nella camera contenente la polvere.
2.Agitare delicatamente fino al discioglimento.
3.Rimuovere il disco di plastica sul tappo.
4.Disinfettare il tappo di gomma.
5.Inserire l'ago della siringa attraverso il centro del tappo finché la punta non risulta appena visibile. Capovolgere il flaconcino e aspirare la dose necessaria.
Per ridurre il rischio di fuoriuscita di parti in gomma del tappo, nel prelevare la soluzione osservare quanto segue:
·Utilizzare l'ago più sottile possibile.
·Perforare il tappo all'interno del piccolo cerchio disegnato, perché il tappo è più sottile nel mezzo.
·Inserire l'ago perpendicolarmente alla superficie del tappo.
Preparazione della soluzione per infusione:
Dopo la ricostituzione di Solu-Cortef descritta sopra, diluire come segue:
100 mg in 100 ml fino a 1'000 ml, 250 mg in 250 ml fino a 1'000 ml di soluzione di glucosio al 5% o soluzione fisiologica.
Numero dell'omologazione
23533 (Swissmedic).
Confezioni
1 Act-O-Vial (2 ml) da 100 mg [B].
1 Act-O-Vial (2 ml) da 250 mg [B].
Titolare dell’omologazione
Pfizer AG, Zürich.
Stato dell'informazione
Ottobre 2025.
LLD V049