Flutiform® sospensione per inalazione in flacone pressurizzato

Mundipharma Medical Company

Composizione

Principi attivi

Fluticasone propionato e formoterolo fumarato diidrato.

Sostanze ausiliarie

Apaflurano (HFA 227), sodio cromoglicato, 1 mg etanolo.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Sospensione pressurizzata per inalazione.

Flutiform 50/5 µg, sospensione per inalazione in flacone pressurizzato: ogni erogazione (scaricata dalla valvola) contiene 50 µg di fluticasone propionato e 5 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Ciò corrisponde a una dose apportata (dal boccaglio) di circa 46 µg di fluticasone propionato e 4,5 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Flutiform 125/5 µg, sospensione per inalazione in flacone pressurizzato: ogni erogazione (scaricata dalla valvola) contiene 125 µg di fluticasone propionato e 5 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Ciò corrisponde a una dose apportata (dal boccaglio) di circa 115 µg di fluticasone propionato e 4,5 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Flutiform 250/10 µg, sospensione per inalazione in flacone pressurizzato: ogni erogazione (scaricata dalla valvola) contiene 250 µg di fluticasone propionato e 10 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Ciò corrisponde a una dose apportata (dal boccaglio) di circa 230 µg di fluticasone propionato e 9 µg di formoterolo fumarato diidrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Questa combinazione a dose fissa di fluticasone propionato e formoterolo fumarato (Flutiform) è indicata per il trattamento regolare dell'asma bronchiale (asma) quando è appropriato l'uso di un preparato combinato (corticosteroide per via inalatoria e beta-2-agonista a lunga durata d'azione).

Flutiform 50/5 µg e Flutiform 125/5 µg sospensione per inalazione in flacone pressurizzato sono utilizzati negli adulti e negli adolescenti al di sopra dei 12 anni.

Flutiform 250/10 µg sospensione per inalazione in flacone pressurizzato può essere utilizzato solo negli adulti.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Occorre istruire il paziente su come utilizzare l'inalatore. Inoltre, un medico deve valutare regolarmente la situazione relativa all'asma in modo che il dosaggio di Flutiform sia sempre ottimale e venga modificato solo previa prescrizione medica. La dose deve essere ridotta alla dose minima che permette di mantenere un efficace controllo dei sintomi.

Una volta raggiunto il controllo dell'asma con il dosaggio minimo di Flutiform somministrato due volte al giorno, occorre rivalutare il trattamento prendendo in considerazione l'eventualità di modificare la terapia passando solamente a un corticosteroide per via inalatoria. Come regola generale, la dose deve essere ridotta alla dose minima che permette di mantenere un efficace controllo dei sintomi. È estremamente importante controllare regolarmente il paziente durante la fase di riduzione della dose.

Non sono disponibili dati sull'uso di Flutiform in pazienti con BPCO e pertanto Flutiform non deve essere usato in questa tipologia di pazienti.

I pazienti dovrebbero ricevere il dosaggio di Flutiform che contiene la dose di fluticasone propionato adatta alla gravità della malattia. Avvertenza: Flutiform 50/5 µg non è adatto ad adulti e adolescenti con asma grave. I medici devono essere consapevoli che nei pazienti con asma il fluticasone propionato è efficace quanto altri steroidi per via inalatoria se ne viene somministrata circa metà della dose giornaliera totale (in µg).

Qualora un paziente necessiti di dosi al di fuori del regime posologico raccomandato, occorre prescrivere dosi adatte del beta-2-agonista e del corticosteroide per via inalatoria in inalatori separati oppure unicamente il corticosteroide per via inalatoria in dosi adatte.

Flutiform viene erogato attraverso un inalatore pressurizzato («breathe and press») predosato (pMDI – per l'inglese «pressurised Metered Dose Inhaler») con indicatore della dose integrato. Ogni inalatore fornisce almeno 120 erogazioni (60 dosi).

Dose raccomandata per adulti e adolescenti al di sopra dei 12 anni

2 inalazioni (erogazioni) di Flutiform 50/5 µg, 125/5 µg o, solamente per gli adulti, Flutiform 250/10 µg, due volte al giorno, assunte normalmente alla mattina e alla sera.

In caso di asma adeguatamente controllata utilizzando Flutiform è possibile ridurre la dose alla dose minima di questo preparato combinato. La dose per un paziente deve essere regolata alla dose minima che consente di mantenere un efficace controllo dei sintomi.

Se l'asma del paziente rimane scarsamente controllata quando si usa Flutiform 50/5 µg, la dose totale giornaliera di corticosteroide inalato può essere aumentata passando a Flutiform 125/5 µg.
Se l'asma del paziente rimane scarsamente controllata quando si usa Flutiform 125/5 µg, la dose totale giornaliera di corticosteroide inalatorio può essere aumentata passando a Flutiform 250/10 µg.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale

Non sono disponibili dati sull'uso di Flutiform in pazienti con insufficienza epatica o renale (vedere «Farmacocinetica»). Questi pazienti dovrebbero essere monitorati regolarmente da un medico per garantire la somministrazione della dose minima che permette di mantenere un efficace controllo dei sintomi. Poiché le frazioni di fluticasone e formoterolo che raggiungono il circolo sistemico sono eliminate principalmente per via epatica, è possibile attendersi un aumento dell'esposizione nei pazienti con grave insufficienza epatica.

Pazienti anziani

Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti anziani.

Bambini e adolescenti

L'esperienza con Flutiform nei bambini al di sotto dei 12 anni è limitata (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali», «Effetti indesiderati», «Proprietà/effetti» e «Farmacocinetica»).

Flutiform non deve essere usato nei bambini al di sotto dei 12 anni. Flutiform 250/10 μg non deve essere usato negli adolescenti. Tuttavia i dosaggi inferiori di Flutiform 50/5 μg e 125/5 μg possono essere usati negli adolescenti.

Informazioni generali

La monoterapia con corticosteroidi per via inalatoria rappresenta il trattamento di prima linea per la maggior parte dei pazienti. Flutiform non è indicato per il trattamento iniziale dell'asma di grado lieve. In pazienti con asma grave, prima di prescrivere un preparato combinato a dose fissa deve essere consolidato il trattamento con corticosteroidi per via inalatoria.

Occorre richiamare l'attenzione del paziente sul fatto che Flutiform deve essere utilizzato quotidianamente per trarne il massimo beneficio, anche in assenza di sintomi.

Per nessun motivo i pazienti che usano Flutiform possono utilizzare altri beta-2-agonisti a lunga durata d'azione. Qualora i sintomi dell'asma si manifestino nell'intervallo tra due dosi, per un sollievo immediato occorre assumere un beta-2-agonista a breve durata d'azione per via inalatoria.

In pazienti attualmente trattati con corticosteroidi per via inalatoria a dosi moderate-alte, con gravità della malattia tale da giustificare chiaramente un trattamento con due medicamenti come terapia di mantenimento, la dose iniziale raccomandata corrisponde a due inalazioni due volte al giorno di Flutiform 125/5 μg.

Uso di un distanziatore

In pazienti che hanno difficoltà a sincronizzare l'erogazione dell'aerosol con l'inspirazione si raccomanda l'impiego di un distanziatore con Flutiform. Il distanziatore raccomandato per l'uso con Flutiform è AeroChamber Plus®.Flow-Vu®.

I pazienti devono essere istruiti sull'uso corretto e sulla manutenzione dell'inalatore e del distanziatore, verificando la loro tecnica inalatoria per assicurare la distribuzione ottimale del medicamento inalato nei polmoni.

In caso di utilizzo di un distanziatore occorre sempre rititolare il medicamento alla dose minima efficace.

Modo di somministrazione

Flutiform è destinato all'inalazione.

Per garantire la corretta somministrazione del medicamento, un medico, un farmacista o altro personale medico deve mostrare al paziente come utilizzare l'inalatore e la tecnica di inalazione deve essere controllata. L'utilizzo corretto dell'inalatore è essenziale per il successo del trattamento. Si deve esortare il paziente a leggere attentamente il foglietto illustrativo e a seguire le istruzioni per l'uso e le figure ivi riportate.

L'inalatore manuale è integrato un contatore che indica il numero di erogazioni rimanenti. Questo contatore è dotato di un codice colore. Quando è pieno è verde, se rimangono meno di 50 erogazioni disponibili diventa giallo e quando ne rimangono meno di 30 diventa rosso. Lo stato si aggiorna a scatti di 10 da 120 a 60 erogazioni e a scatti di 5 da 60 a 0 erogazioni. Informare il paziente che quando il numero si avvicina a zero, occorre contattare il medico per richiedere un nuovo inalatore. L'inalatore non deve più essere utilizzato se il contatore indica «0» (zero).

I pazienti che necessitano di un distanziatore AeroChamber Plus® Flow-Vu® devono attenersi alle istruzioni del produttore sulle procedure corrette per l'uso, la pulizia e la manutenzione del dispositivo.

Controindicazioni

Ipersensibilità a uno dei principi attivi o a un altro componente (vedere «Composizione»)

Avvertenze e misure precauzionali

Il controllo dell'asma si raggiunge generalmente in maniera graduale, monitorando la risposta del paziente mediante esami clinici e test di funzionalità polmonare.

Flutiform non deve essere usato nel trattamento dei sintomi acuti dell'asma che necessitano di un broncodilatatore a breve durata e rapida insorgenza d'azione. Occorre avvisare il paziente di portare sempre con sé il medicamento di emergenza che utilizza in caso di attacco asmatico acuto.

L'uso profilattico di Flutiform in caso di asma da esercizio fisico non è stato studiato. Per tale indicazione è consigliabile ricorrere a un broncodilatatore a rapida insorgenza d'azione.

Occorre ricordare ai pazienti di assumere la dose di mantenimento di Flutiform come prescritto, anche in assenza di sintomi.

I pazienti non devono iniziare il trattamento con Flutiform durante un'esacerbazione o in caso di peggioramento significativo o deterioramento acuto dell'asma.

Durante il trattamento con Flutiform possono manifestarsi esacerbazioni o eventi indesiderati seri correlati all'asma. È necessario chiedere al paziente di continuare il trattamento avvisandolo tuttavia di consultare un medico qualora non riesca a controllare i sintomi dell'asma o questi peggiorino dopo l'inizio della terapia con Flutiform.

Flutiform non deve essere usato come trattamento di prima linea per l'asma.

Qualora sia necessario un uso crescente di broncodilatatori a breve durata d'azione per attenuare i sintomi dell'asma oppure qualora l'efficacia di tale terapia si riduca o sparisca oppure i sintomi dell'asma persistano, il paziente deve essere visitato da un medico quanto prima poiché tali segni possono essere indicativi di un deterioramento nel controllo dell'asma e può essere necessario modificare la terapia.

Un deterioramento improvviso e progressivo nel controllo dell'asma è potenzialmente fatale e il paziente deve essere urgentemente visitato, valutando l'opportunità di aumentare la dose di corticoide. Il paziente deve essere visitato anche qualora il dosaggio corrente di Flutiform non permetta un controllo adeguato dell'asma, prendendo in considerazione l'introduzione di una terapia corticosteroidea aggiuntiva.

Una volta ottenuto il controllo dei sintomi dell'asma, occorre soppesare l'eventualità di ridurre gradualmente la dose di Flutiform. È importante controllare regolarmente il paziente durante la riduzione della terapia. Flutiform deve essere utilizzato alla dose minima efficace (vedere «Posologia/impiego»).

Dato il rischio di esacerbazione, nei pazienti con asma il trattamento con Flutiform non deve essere interrotto bruscamente, bensì sospeso gradualmente sotto la supervisione del medico.

Un'esacerbazione dei sintomi clinici dell'asma può essere provocata da un'infezione batterica acuta del tratto respiratorio che necessita di una terapia antibiotica appropriata, di un aumento della dose dei corticosteroidi per via inalatoria e di un breve ciclo di corticosteroidi somministrati per via orale. Come medicamento di emergenza va utilizzato un broncodilatatore per via inalatoria a rapida insorgenza d'azione.

Come tutti i medicamenti contenenti corticosteroidi, Flutiform deve essere somministrato con cautela a pazienti con tubercolosi polmonare, tubercolosi quiescente o infezioni delle vie aeree di origine micotica, virale o di altro tipo. Tali infezioni devono sempre essere adeguatamente trattate se si utilizza Flutiform.

Occorre cautela nel somministrare Flutiform a pazienti con tireotossicosi, feocromocitoma, diabete mellito, ipocaliemia non corretta o a pazienti con predisposizione a bassi livelli sierici di potassio, a cardiomiopatia ostruttiva ipertrofica, stenosi aortica sottovalvolare idiopatica, ipertensione grave, aneurismi o altri gravi disturbi cardiovascolari come cardiopatia ischemica, aritmie cardiache o grave insufficienza cardiaca.

Dosi elevate di beta-2-agonisti possono provocare un'ipocaliemia grave. La somministrazione concomitante di beta-2-agonisti e medicamenti in grado di indurre o potenziare un effetto ipocaliemico, ad es. derivati della xantina, steroidi e diuretici, può potenziare un possibile effetto ipocaliemico del beta-2-agonista. Si raccomanda particolare cautela con l'uso variabile di broncodilatatori di emergenza in quadri di asma instabile, di asma grave acuta (poiché l'ipossia può aumentare il rischio associato) e in altre condizioni accompagnate da una maggiore probabilità di insorgenza di effetti indesiderati a causa dell'ipocaliemia. In tali circostanze è opportuno monitorare i livelli sierici di potassio.

Occorre cautela con i pazienti che presentano un prolungamento dell'intervallo QTc. Il formoterolo può indurre un prolungamento dell'intervallo QTc.

Come per tutti i beta-2-agonisti, occorre valutare l'opportunità di sottoporre i pazienti con diabete mellito a controlli aggiuntivi della glicemia.

Occorre cautela quando si effettua il passaggio alla terapia con Flutiform, in particolare se vi sono motivi per credere che una precedente terapia steroidea sistemica abbia compromesso la funzione surrenalica.

Come per altre terapie inalatorie, dopo l'assunzione può verificarsi un broncospasmo paradosso a causa di un aumento immediato del respiro sibilante e della dispnea. Il broncospasmo paradosso risponde a un broncodilatatore a rapida insorgenza d'azione per via inalatoria e deve essere trattato immediatamente, interrompendo subito la terapia con Flutiform, visitando il paziente e iniziando, se necessario, una terapia alternativa.

Durante l'utilizzo sistemico e topico di corticosteroidi possono insorgere disturbi alla vista. Se il paziente presenta sintomi come offuscamento della vista o altri disturbi della vista, deve essere considerata la possibilità di un consulto da parte di un oftalmologo per chiarire le possibili cause, tra cui la cataratta, il glaucoma o patologie rare, come ad es. la corioretinopatia seriosa centrale, che è stata riscontrata dopo aver utilizzato corticosteroidi sistemici e topici.

I corticosteroidi per via inalatoria, in particolare se assunti a dosi elevate e per periodi prolungati, possono provocare effetti sistemici, con probabilità comunque molto inferiori rispetto ai corticosteroidi somministrati per via orale. I possibili effetti sistemici includono sindrome di Cushing, segni analoghi alla sindrome di Cushing, soppressione surrenalica, ritardo di crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densità minerale ossea, cataratta, glaucoma e, in casi più rari, una serie di effetti psichici e comportamentali inclusi iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansia, depressione o irritabilità (soprattutto nei bambini). Pertanto è importante controllare regolarmente il paziente e ridurre la dose di corticosteroidi per via inalatoria alla dose minima che permette di mantenere un efficace controllo dell'asma.

Il trattamento prolungato con corticosteroidi per via inalatoria a dosi elevate può provocare soppressione surrenalica e crisi surrenalica acuta. Sono particolarmente a rischio i bambini e gli adolescenti al di sotto dei 16 anni trattati con dosi elevate di fluticasone propionato (tipicamente ≥1'000 µg/die). Casi molto rari di soppressione surrenalica e crisi surrenalica acuta sono stati descritti anche in pazienti trattati con fluticasone propionato a dosi comprese tra 500 e <1'000 µg. Gli eventi che potrebbero potenzialmente scatenare una crisi surrenalica acuta includono traumi, interventi chirurgici, infezioni o qualsiasi rapida riduzione del dosaggio. I sintomi di presentazione sono tipicamente vaghi e possono comprendere anoressia, dolore addominale, calo ponderale, stanchezza, cefalea, nausea, vomito, ipotensione, riduzione dello stato di coscienza, ipoglicemia e crisi convulsive. In periodi di stress o se è previsto un intervento chirurgico occorre valutare l'opportunità di somministrare un trattamento aggiuntivo con corticosteroidi sistemici.

Il trattamento con fluticasone propionato per via inalatoria dovrebbe ridurre al minimo la necessità di assumere steroidi per via orale, ma i pazienti che passano dagli steroidi per via orale a fluticasone propionato possono essere a rischio di compromissione della riserva surrenalica ancora per lungo tempo. Anche i pazienti che in passato hanno già avuto bisogno di una terapia corticosteroidea di emergenza a dosi elevate possono essere a rischio. In casi di emergenza e in situazioni particolari provocate da stress occorre sempre tener conto di tale compromissione e valutare l'opportunità di un trattamento corticosteroideo appropriato. A seconda dell'entità della compromissione della funzione surrenalica può essere necessario un consulto specialistico prima di sottoporre il paziente a un intervento. In caso di una possibile compromissione della funzione surrenalica occorre monitorare regolarmente il funzionamento dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA).

La somministrazione concomitante di fluticasone propionato con potenti inibitori del CYP3A4 va evitata (vedere «Interazioni»).

Occorre richiamare l'attenzione del paziente sul fatto che l'utilizzo dell'inalatore contenente questa combinazione fissa è una terapia profilattica per evitare pericolosi attacchi d'asma e come tale deve essere utilizzato regolarmente, anche in assenza di sintomi, per trarne un beneficio ottimale.

L'uso di un distanziatore può comportare un maggiore deposito polmonare soprattutto per quanto riguarda il formoterolo e un potenziale aumento dell'assorbimento sistemico e di eventi sistemici indesiderati.

Poiché le frazioni di fluticasone e formoterolo che raggiungono il circolo sistemico sono eliminate principalmente per via epatica, è possibile attendersi un aumento dell'esposizione nei pazienti con grave insufficienza epatica.

Il paziente deve essere informato che Flutiform contiene una quantità molto piccola di etanolo (circa 1 mg per erogazione) che tuttavia è irrisoria e non rappresenta un rischio per la sua salute.

L'uso di Flutiform può dare risultati positivi ai controlli antidoping.

Bambini e adolescenti

Si raccomanda di monitorare regolarmente la statura dei bambini sottoposti a un trattamento prolungato con corticosteroidi per via inalatoria. In caso di rallentamento della crescita, è necessario rivedere la terapia allo scopo di ridurre la dose dei corticosteroidi per via inalatoria, se possibile, alla dose minima che permette di mantenere un efficace controllo dell'asma. Va inoltre valutata l'eventualità di indirizzare il paziente a un pediatra specialista in disturbi respiratori.

Sono disponibili solo dati limitati sull'impiego di Flutiform in bambini al di sotto dei 12 anni anni e questi si riferiscono esclusivamente all'inalatore azionato manualmente (Flutiform). Si raccomanda di NON utilizzare Flutiform in bambini al di sotto dei 12 anni fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi mirati di interazione con Flutiform.

Flutiform contiene sodio cromoglicato a livelli non farmacologicamente rilevanti. I pazienti non devono sospendere eventuali medicamenti contenenti cromoglicato.

I corticosteroidi (compreso il fluticasone propionato) sono metabolizzati dal CYP3A4. La somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (ad es. ritonavir, atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, nelfinavir, saquinavir, ketoconazolo, telitromicina) può provocare un aumento dell'esposizione ai corticosteroidi e quindi un maggior rischio di effetti collaterali dovuti ai corticosteroidi sistemici. Occorre valutare accuratamente i benefici di una somministrazione concomitante rispetto al rischio potenziale rappresentato dall'azione dei corticosteroidi sistemici. In presenza di tale rischio i pazienti devono essere monitorati per individuare gli effetti collaterali.

Le alterazioni del tracciato ECG e/o l'ipocaliemia che possono derivare dalla somministrazione di diuretici non risparmiatori di potassio (come i diuretici d'ansa o tiazidici) possono essere aggravate in misura acuta dai beta-agonisti, in particolare se si supera la dose raccomandata di questi medicamenti. Benché la rilevanza clinica di questi effetti sia sconosciuta, si consiglia cautela nella somministrazione concomitante di beta-agonisti e diuretici non risparmiatori di potassio. I derivati della xantina e i glucocorticoidi possono potenziare il possibile effetto ipocaliemico dei beta-agonisti.

Inoltre, L-dopa, L-tiroxina, ossitocina e alcol possono compromettere la tolleranza cardiaca ai beta-2-agonisti.

Il trattamento concomitante con inibitori delle monoaminossidasi o sostanze con proprietà comparabili, come furazolidone e procarbazina, può provocare reazioni ipertensive.

I pazienti sottoposti ad anestesia concomitante con idrocarburi alogenati sono esposti a un maggiore rischio di aritmie.

L'uso concomitante di altri medicamenti beta-adrenergici può avere un effetto potenzialmente additivo. L'ipocaliemia può aumentare il rischio di aritmie in pazienti trattati con glicosidi digitalici.

Come altri beta-2-agonisti, il formoterolo fumarato deve essere somministrato con cautela a pazienti trattati con antidepressivi triciclici, inibitori delle monoaminossidasi (sia durante il periodo di trattamento che nelle due settimane successive alla sua sospensione) o con altri medicamenti che notoriamente prolungano l'intervallo QTc come antipsicotici (incluse le fenotiazine), chinidina, disopiramide, procainamide e antistaminici. I medicamenti di cui è noto l'effetto di prolungamento dell'intervallo QTc possono aumentare il rischio di aritmie ventricolari (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Qualora sia necessario somministrare per qualsiasi via medicamenti adrenergici aggiuntivi, occorre procedere con cautela in quanto possono potenziare gli effetti farmacologicamente prevedibili di formoterolo a carico del sistema nervoso simpatico.

La somministrazione concomitante di antagonisti dei recettori beta-adrenergici (beta-bloccanti) e formoterolo fumarato può avere un effetto di inibizione reciproca sull'azione dei due medicamenti. I beta-bloccanti possono inoltre provocare un quadro di grave broncospasmo in pazienti asmatici, pertanto, in questa popolazione non devono essere usati inclusi quelli beta-bloccanti contenuti nei colliri per il trattamento del glaucoma. Tuttavia, in determinate circostanze, ad es. come profilassi in seguito a infarto del miocardio, è possibile che non vi siano altre alternative accettabili. In questo caso si potrebbe valutare un trattamento con beta-bloccanti cardioselettivi, benché la loro somministrazione richieda cautela.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati relativi all'uso in gravidanza di fluticasone propionato e formoterolo fumarato somministrati singolarmente o insieme, ma in inalatori separati, o come combinazione a dose fissa con Flutiform, sono disponibili in numero limitato. Studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»).

L'uso di Flutiform durante la gravidanza non è raccomandato e deve essere preso in considerazione solo se i benefici per la madre sono superiori ai possibili rischi per il feto. In tal caso, si deve usare la dose minima efficace che permette di mantenere un adeguato controllo dell'asma.

Vista la possibilità di interferenza dei beta-agonisti con la contrattilità uterina, l'uso di Flutiform per la gestione dell'asma durante il travaglio deve essere limitato alle pazienti per le quali i benefici risultano superiori ai rischi.

Allattamento

Non è noto se il fluticasone propionato o il formoterolo fumarato venga escreto nel latte materno. Il rischio per i lattanti non può essere escluso. Pertanto occorre decidere se interrompere l'allattamento o la somministrazione di Flutiform/astenersi dalla terapia con Flutiform tenendo in considerazione i benefici dell'allattamento per il bambino e quelli del trattamento per la madre.

Fertilità

Non vi sono dati relativi agli effetti della somministrazione di Flutiform sulla fertilità. In studi sugli animali non sono emersi effetti sulla fertilità in seguito alla somministrazione dei singoli principi attivi a dosi clinicamente rilevanti (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati, riscontrati nell'ambito dello studio clinico con Flutiform, sono elencati di seguito a seconda delle classi sistemico-organiche e della frequenza. Le frequenze sono indicate come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Raro: candidosi orale, infezioni fungine orali, sinusite.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: iperglicemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: disturbi del sonno, compresa l'insonnia.

Raro: sogni anomali, agitazione.

Non nota: iperattività psicomotoria, ansia, depressione, irritabilità, alterazioni comportamentali.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, tremore, stordimento.

Raro: disgeusia.

Patologie dell'occhio

Non nota: offuscamento della vista o altri disturbi della vista.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: vertigini.

Patologie cardiache

Non comune: palpitazioni, extrasistolia ventricolare.

Raro: angina pectoris, tachicardia.

Patologie vascolari

Raro: ipertensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: esacerbazione dell'asma, disfonia, irritazione della faringe.

Raro: dispnea, tosse.

Patologie gastrointestinali

Non comune: secchezza delle fauci

Raro: diarrea, dispepsia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea

Raro: prurito.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro: spasmi muscolari.

Patologie generali

Raro: edema periferico, astenia.

Come per altre terapie inalatorie, immediatamente dopo la somministrazione può insorgere un broncospasmo paradosso con un aumento immediato del respiro sibilante e della dispnea. Il broncospasmo paradosso, che risponde a un broncodilatatore per via inalatoria a rapida insorgenza d'azione, deve essere trattato immediatamente. La terapia con Flutiform deve essere subito sospesa e il paziente va visitato; se necessario occorre iniziare una terapia alternativa.

Poiché Flutiform contiene sia fluticasone propionato che formoterolo fumarato, si può verificare lo stesso quadro di effetti indesiderati osservato in relazione ai singoli principi attivi. Gli effetti indesiderati elencati di seguito sono associati a fluticasone propionato e formoterolo fumarato, ma non sono stati riscontrati durante lo studio clinico di Flutiform.

Fluticasone propionato: reazioni di ipersensibilità tra cui orticaria, prurito, angioedema (soprattutto facciale e orofaringeo), reazioni anafilattiche. Possono manifestarsi effetti sistemici dei corticosteroidi per via inalatoria, in particolare se somministrati a dosi elevate e per periodi prolungati, che includono sindrome di Cushing, segni analoghi alla sindrome di Cushing, soppressione surrenalica, ritardo di crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densità minerale ossea, cataratta e glaucoma, contusioni, atrofia cutanea e predisposizione alle infezioni. La capacità di adattamento allo stress può risultare compromessa. Tuttavia, questi effetti sistemici si verificano con probabilità molto inferiori in seguito a terapia con corticosteroidi per via inalatoria rispetto a corticosteroidi somministrati per via orale. Il trattamento prolungato con dosi elevate di corticosteroidi per via inalatoria può portare a una soppressione surrenalica clinicamente significativa con crisi surrenalica acuta. Durante periodi di stress (traumi, interventi chirurgici, infezioni) può essere necessaria una copertura aggiuntiva con corticosteroidi.

Formoterolo fumarato: reazioni di ipersensibilità (tra cui ipotensione, orticaria, edema angioneurotico, prurito, esantema), prolungamento dell'intervallo QTc, ipocaliemia, nausea, mialgia, aumento dei livelli ematici di lattato. Il trattamento con beta-2-agonisti, come il formoterolo, può provocare un aumento dei livelli ematici di insulina, di acidi grassi liberi, di glicerolo e di corpi chetonici.

Reazioni di ipersensibilità sono state osservate in pazienti che utilizzano medicamenti per via inalatoria con sodio cromoglicato come principio attivo. Benché il sodio cromoglicato sia una sostanza ausiliaria di Flutiform e sia presente solo in bassa concentrazione, non è noto se le reazioni di ipersensibilità siano dipendenti dalla dose.

Nel caso improbabile che Flutiform provochi una reazione da ipersensibilità, deve aver luogo un trattamento standard come nel caso di altre reazioni da ipersensibilità, con l'uso di antistaminici e altre terapie. È possibile che Flutiform debba essere sospeso immediatamente e che si debba iniziare una terapia alternativa per l'asma.

Disfonia e candidosi orale possono essere attenuate con gargarismi o risciacqui della bocca con acqua o lavandosi i denti dopo aver usato il prodotto. La candidosi sintomatica può essere trattata con una terapia antimicotica topica continuando il trattamento con Flutiform.

Adolescenti

I possibili effetti sistemici riportati con i singoli componenti di Flutiform includono sindrome di Cushing, segni analoghi alla sindrome di Cushing, soppressione surrenalica e ritardo di crescita in adolescenti. Possono verificarsi anche ansia, disturbi del sonno e cambiamenti come iperattività psicomotoria e irritabilità.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono disponibili dati ottenuti da studi clinici sul sovradosaggio di Flutiform. Tuttavia, di seguito vengono riportati i dati sul sovradosaggio dei singoli principi attivi.

Formoterolo fumarato

Un sovradosaggio di formoterolo potrebbe potenziare gli effetti tipici dei beta-2-agonisti. In tal caso potrebbero verificarsi i seguenti effetti indesiderati: angina, ipertensione o ipotensione, palpitazioni, tachicardia, aritmie, prolungamento dell'intervallo QTc, cefalea, tremore, nervosismo, crampi muscolari, secchezza delle fauci, insonnia, spossatezza, senso di malessere, convulsioni, acidosi metabolica, ipocaliemia, iperglicemia, nausea e vomito.

Il trattamento di un sovradosaggio di formoterolo prevede la sospensione del medicamento e l'inizio di un'adeguata terapia sintomatica e/o di supporto. Può essere preso in considerazione un uso prudente di beta-bloccanti cardioselettivi, tenendo presente il rischio di broncospasmo associato a tali medicamenti. Non vi sono evidenze sufficienti per stabilire se la dialisi possa avere effetti positivi in caso di sovradosaggio di formoterolo. Si raccomanda di sottoporre il paziente a monitoraggio cardiaco.

Qualora sia necessario sospendere la terapia con Flutiform a causa di un sovradosaggio del beta-2-agonista contenuto nel medicamento, si deve prendere in considerazione un'adeguata terapia steroidea sostitutiva. Occorre monitorare i livelli sierici di potassio in quanto può insorgere ipocaliemia e valutare eventualmente una terapia sostitutiva con potassio.

Fluticasone propionate

Un sovradosaggio acuto di fluticasone propionato non costituisce in genere un problema clinico. L'unico effetto indesiderato provocato dall'inalazione di una dose elevata di medicamento in un breve periodo di tempo è la soppressione della funzione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) che generalmente si normalizza nell'arco di alcuni giorni, come documentato dalle misurazioni dei livelli di cortisolo plasmatico. Il trattamento con il corticosteroide per via inalatoria deve proseguire alla dose raccomandata per garantire il controllo dell'asma.

Sono stati riferiti rari casi di crisi surrenalica acuta. Sono particolarmente a rischio i bambini e gli adolescenti al di sotto dei 16 anni trattati con dosi elevate di fluticasone propionato (tipicamente ≥1'000 µg/die). I sintomi possono essere vaghi (anoressia, dolore addominale, calo ponderale, stanchezza, cefalea, nausea, vomito e ipotensione). I sintomi tipici di una crisi surrenalica comprendono una riduzione dello stato di coscienza, ipoglicemia e/o crisi convulsive.

L'uso cronico di dosi molto elevate può provocare atrofia della corteccia surrenale con soppressione dell'asse HPA. Può essere necessario monitorare la riserva surrenalica. I possibili effetti sistemici includono sindrome di Cushing, segni analoghi alla sindrome di Cushing, soppressione surrenalica, ritardo di crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densità minerale ossea, cataratta e glaucoma (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nell'ambito della gestione di un sovradosaggio cronico, in situazioni di stress può essere necessario somministrare corticosteroidi per via orale o sistemica. Tutti i pazienti considerati in sovradosaggio cronico devono essere trattati come se fossero dipendenti dagli steroidi somministrando loro una dose di mantenimento adeguata di un corticosteroide sistemico. Una volta stabilizzati, occorre continuare la terapia con un corticosteroide per via inalatoria alla dose raccomandata per ottenere il controllo dei sintomi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

R03AK11

Meccanismo d'azione

Flutiform contiene sia fluticasone propionato sia formoterolo fumarato i cui meccanismi d'azione sono descritti separatamente di seguito. Questi medicamenti appartengono a due classi differenti (uno è un corticosteroide sintetico, l'altro un agonista selettivo del recettore beta-2-adrenergico a lunga durata d'azione) e, come per altre combinazioni di corticosteroidi per via inalatoria e agonisti beta-2-adrenergici a lunga durata d'azione, si osservano effetti additivi in termini di riduzione delle esacerbazioni asmatiche.

Fluticasone propionato

Fluticasone propionato è un glucocorticoide sintetico trifluorurato che, per via inalatoria, esercita una potente azione antinfiammatoria sui polmoni. Fluticasone propionato riduce i sintomi e le esacerbazioni dell'asma ed è associato a un numero inferiore di effetti indesiderati rispetto ai corticosteroidi sistemici.

Formoterolo fumarato

Formoterolo fumarato è un agonista selettivo del recettore beta-2-adrenergico a lunga durata d'azione. Se inalato, svolge localmente nei polmoni un'azione broncodilatatoria. L'effetto broncodilatatorio insorge rapidamente, nell'arco di 1-3 minuti e dura almeno 12 ore dopo una dose singola.

In studi clinici della durata di 12 settimane condotti su adulti e adolescenti la somministrazione aggiuntiva di formoterolo a fluticasone propionato attraverso l'inalatore azionato manualmente (Flutiform) ha migliorato i sintomi asmatici e la funzionalità polmonare, riducendo le esacerbazioni. L'effetto terapeutico di Flutiform è risultato superiore a quello del fluticasone propionato utilizzato singolarmente. Non esistono dati comparativi a lungo termine su Flutiform rispetto a fluticasone propionato.

In uno studio clinico di 8 settimane, l'effetto del trattamento con l'inalatore manuale (Flutiform) sulla funzionalità polmonare è stato quantomeno pari a quello della combinazione di fluticasone propionato e formoterolo fumarato somministrati in due differenti inalatori. Non sono disponibili dati comparativi sul trattamento prolungato con l'inalatore azionato manualmente rispetto a fluticasone propionato e formoterolo fumarato.

Gli studi clinici con durata fino a 12 mesi, condotti su pazienti adulti e adolescenti, non hanno evidenziato segni di attenuazione degli effetti terapeutici del trattamento con l'inalatore manuale (Flutiform).

Soprattutto nei pazienti con asma più grave è emerso un trend dose-risposta per l'inalatore azionato manualmente (Flutiform) per gli endpoint basati sui sintomi, con benefici incrementali per le dosi elevate rispetto alle basse.

Farmacodinamica

Vedere « Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Vedere « Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Fluticasone propionato

Assorbimento

L'assorbimento sistemico di fluticasone propionato assunto per via inalatoria avviene principalmente attraverso i polmoni e mostra una correlazione lineare con la dose nell'intervallo di 500-2'000 µg. L'assorbimento è inizialmente rapido, poi costante.

Gli studi pubblicati sulla somministrazione per via orale del medicamento marcato rispetto a quello non marcato hanno dimostrato che la biodisponibilità assoluta sistemica orale di fluticasone propionato è trascurabile (<1%) per la combinazione di due fattori: un assorbimento incompleto dal tratto gastrointestinale e un estensivo metabolismo di primo passaggio.

Distribuzione

Fluticasone propionato assunto per via endovenosa è ampiamente distribuito nell'organismo. La fase iniziale di eliminazione è rapida e coerente con la sua elevata solubilità lipidica e la capacità di legame tissutale. Il volume di distribuzione corrisponde mediamente a 4,2 l/kg. La percentuale di fluticasone propionato legato alle proteine plasmatiche umane è in media del 91%. Fluticasone propionato presenta un legame debole e reversibile con gli eritrociti ed è legato solamente in misura trascurabile alla transcortina umana.

Metabolismo

Fluticasone propionato presenta un'elevata clearance totale (media: 1,093 ml/min), di cui la clearance renale rappresenta meno dello 0,02%. Questo tasso molto elevato indica un'estensiva clearance epatica. L'unico metabolita circolante rilevato nell'uomo è il derivato acido 17β-carbossilico di fluticasone propionato, formato mediante la via della sottofamiglia dell'isoforma 3A4 del citocromo P450 (CYP3A4). Rispetto al composto parentale questo metabolita presenta in vitro un'affinità inferiore (ca. 1/2'000) per il recettore glucocorticoide del citosol polmonare nell'uomo. Altri metaboliti rilevati in vitro da colture cellulari di epatoma umano non sono stati riscontrati nell'uomo.

Eliminazione

L'87-100% di una dose assunta per via orale viene escreto nelle feci, fino al 75% come composto parentale. È inoltre presente un metabolita maggiore non attivo.

Fluticasone propionato somministrato per via endovenosa mostra una cinetica con andamento poliesponenziale e ha un'emivita terminale di circa 7,8 ore. Una percentuale inferiore al 5% di una dose radiomarcata è escreta nelle urine sotto forma di metaboliti, il resto viene escreto nelle feci come composto parentale e metaboliti.

Formoterolo fumarato

I dati sulla farmacocinetica plasmatica di formoterolo sono stati raccolti su volontari sani in seguito all'inalazione di dosi superiori all'intervallo raccomandato e su pazienti con BPCO in seguito all'inalazione di dosi terapeutiche.

Assorbimento

In volontari sani che hanno inalato una singola dose da 120 µg, formoterolo fumarato è stato assorbito rapidamente nel plasma e ha raggiunto la concentrazione massima di 91,6 pg/ml entro 5 minuti dall'inalazione. In pazienti con BPCO trattati per 12 settimane con formoterolo fumarato alla dose di 12 o 24 µg due volte al giorno sono state osservate concentrazioni plasmatiche in intervalli compresi tra 4,0 e 8,9 pg/ml e 8,0 e 17,3 pg/ml rispettivamente a 10 minuti e a 2 e 6 ore dopo l'inalazione.

Studi sull'escrezione urinaria cumulativa di formoterolo e/o dei suoi enantiomeri RR e SS hanno evidenziato un aumento lineare dell'assorbimento correlato alla dose in seguito a inalazione di polvere secca (12-96 µg) o erogazione di formulazioni aerosol (12-96 µg).

Dopo 12 settimane di somministrazione di formoterolo in polvere alla dose di 12 o 24 µg due volte al giorno, l'escrezione urinaria di formoterolo immodificato è aumentata del 63-73% in pazienti adulti con asma, del 19-38% in pazienti adulti con BPCO. Questo dato è indicativo di un accumulo modesto e autolimitante di formoterolo nel plasma in seguito a somministrazione ripetuta.

Distribuzione

Formoterolo ha una capacità di legame con le proteine plasmatiche del 61-64% (del 34% prevalentemente con l'albumina).

Non si osserva saturazione dei siti di legame nell'intervallo di concentrazione raggiunto con le dosi terapeutiche.

Le concentrazioni di formoterolo utilizzate per valutare la capacità di legame con le proteine plasmatiche sono risultate superiori a quelle osservate nel plasma in seguito all'inalazione di una dose singola da 120 µg.

Metabolismo

L'eliminazione di formoterolo avviene principalmente attraverso il metabolismo. La glucuronidazione diretta è la principale via di biotrasformazione, un'altra via è la O-demetilazione seguita da un'ulteriore glucuronidazione. Le vie minori di eliminazione includono la solfoconiugazione e la deformilazione seguita da solfoconiugazione. Isoenzimi multipli catalizzano la glucuronidazione (UGT1A1, 1A3, 1A6, 1A7, 1A8, 1A9, 1A10, 2B7 e 2B15) e la O-demetilazione (CYP 2D6, 2C19, 2C9 e 2A6) di formoterolo, pertanto formoterolo presenta un basso potenziale di interazione metabolica con altri medicamenti. A concentrazioni terapeuticamente rilevanti il medicamento non ha inibito gli isoenzimi del citocromo P450. Formoterolo presenta un profilo cinetico simile dopo somministrazione singola e ripetuta, il che indica l'assenza di autoinduzione o di inibizione del metabolismo.

Eliminazione

In pazienti asmatici e pazienti con BPCO trattati per 12 settimane con formoterolo fumarato alla dose di 12 o 24 µg due volte al giorno, rispettivamente il 10% e il 7% circa della dose sono stati recuperati nelle urine come formoterolo immodificato. Gli enantiomeri RR e SS rappresentano rispettivamente il 40% e il 60% del recupero urinario di formoterolo immodificato in seguito alla somministrazione di dosi singole (12-120 µg) a volontari sani e di dosi singole e ripetute a pazienti asmatici.

Dopo una singola dose orale di 3H-formoterolo, il 59-62% della dose è stato recuperato nelle urine e il 32-34% nelle feci. La clearance renale di formoterolo è pari a 150 ml/min.

In seguito a inalazione, i dati sul profilo cinetico plasmatico e sulla velocità di escrezione urinaria di formoterolo in volontari sani indicano un'eliminazione bifasica, con emivite terminali pari rispettivamente a 13,9 e 12,3 ore per gli enantiomeri RR e SS. Il picco di escrezione viene raggiunto rapidamente, entro 1,5 ore.

Il 6,4-8% circa della dose è stato recuperato nelle urine sotto forma di formoterolo immodificato, con gli enantiomeri RR e SS che rappresentano rispettivamente il 40% e il 60%.

Combinazione di fluticasone propionato/formoterolo fumarato

Una serie di studi ha indagato le caratteristiche farmacocinetiche di fluticasone propionato e formoterolo fumarato valutati individualmente rispetto alla loro combinazione in Flutiform, somministrati sia separatamente che insieme.

Questi studi presentano tuttavia un'elevata variabilità inter- e intrastudio. In generale emerge una tendenza che indica che l'esposizione sistemica a fluticasone e formoterolo in combinazione fissa è inferiore a quella dei due componenti individuali somministrati in combinazione.

Non è stata dimostrata l'equivalenza farmacocinetica tra Flutiform e i suoi componenti individuali. Non sono disponibili dati comparativi a lungo termine su Flutiform rispetto a fluticasone propionato e formoterolo fumarato (vedere «Proprietà/effetti»).

Assorbimento

Fluticasone propionato

In seguito all'inalazione di una singola dose da 250 µg di fluticasone propionato ottenuta da 2 erogazioni di Flutiform 125/5 µg in volontari sani, ai quali era precedentemente stato somministrato carbone attivo, è stato osservato un rapido assorbimento plasmatico, con una concentrazione massima media di 32,8 pg/ml entro 45 minuti dall'inalazione. In pazienti asmatici trattati con dosi singole di fluticasone propionato ottenuto dall'inalazione di Flutiform, le concentrazioni plasmatiche massime medie di 15,4 pg/ml e di 27,4 pg/L sono state raggiunte rispettivamente entro 20 minuti e 30 minuti dalla somministrazione di 100/10 µg (2 erogazioni di Flutiform 50/5 µg) e di 250/10 µg (2 erogazioni di Flutiform 125/5 µg).

In studi che hanno valutato la somministrazione di dosi multiple a volontari sani, con dosi di Flutiform pari a 100/10 µg, 250/10 µg e 500/20 µg sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime medie di fluticasone pari rispettivamente a 21,4, 25,9-34,2 e 178 pg/ml. I dati relativi alle dosi da 100/10 µg e 250 /10 µg sono stati generati utilizzando un sospensione per inalazione in flacone pressurizzato privo di distanziatore, quelli relativi alla dose da 500/20 µg sono stati generati utilizzando un sospensione per inalazione in flacone pressurizzato dotato di distanziatore.

In volontari sani l'uso di un distanziatore AeroChamber Plus® Flow-Vu® aumenta la biodisponibilità sistemica media di fluticasone (equivalente all'assorbimento polmonare) del 35% rispetto alla somministrazione di Flutiform mediante un dispositivo pMDI privo di distanziatore.

Formoterolo fumarato

In seguito alla somministrazione di una dose singola di Flutiform in volontari sani, una dose da 20 µg di formoterolo fumarato ottenuta con 2 erogazioni di Flutiform 250/10 µg ha prodotto una concentrazione plasmatica massima media di 9,92 pg/ml entro 6 minuti dall'inalazione. Con dosi multiple di 20 µg di formoterolo fumarato, ottenute con 2 erogazioni di Flutiform 250/10 µg, è stata raggiunta una concentrazione plasmatica massima media di 34,4 pg/ml.

In volontari sani l'uso di un distanziatore AeroChamber Plus® Flow-Vu® diminuisce la biodisponibilità sistemica media di formoterolo del 25% rispetto alla somministrazione di Flutiform mediante un dispositivo pMDI privo di distanziatore. Ciò è probabilmente dovuto a una riduzione dell'assorbimento gastrointestinale con l'utilizzo del distanziatore, che compensa il previsto aumento corrispondente nell'assorbimento polmonare.

Distribuzione

Non esistono attualmente dati sul legame alle proteine plasmatiche del fluticasone proprionato o del formoterolo fumarato proprio dopo l'inazione di Flutiform.

Metabolismo

Non esistono attualmente dati sulla metabolizzazione di fluticasone propionato o formoterolo fumarato dopo l'inalazione di Flutiform.

Eliminazione

Fluticasone propionato

Fluticasone propionato assunto con l'inalazione di 2 erogazioni di Flutiform 250/10 µg ha un'emivita terminale di circa 14,2 ore.

Formoterolo fumarato

Formoterolo fumarato assunto con l'inalazione di 2 erogazioni di Flutiform 250/10 µg ha un'emivita terminale di circa 6,5 ore. Una percentuale inferiore al 2% di una singola dose di formoterolo fumarato inalato con Flutiform viene escreta nelle urine.

Dati preclinici

La tossicità osservata negli studi sugli animali con formoterolo fumarato e fluticasone propionato, somministrati separatamente o in combinazione, consiste principalmente in effetti associati a un'attività farmacologica esagerata. Gli effetti sul sistema cardiovascolare sono riconducibili alla somministrazione di formoterolo e comprendono iperemia, tachicardia, aritmie e danno miocardico. La somministrazione in combinazione non ha provocato un aumento della tossicità né referti inattesi.

Gli studi sulla riproduzione condotti con fluticasone propionato e formoterolo fumarato su ratti e conigli hanno confermato i noti effetti embrio-fetali dei singoli componenti, tra cui ritardo di crescita fetale, ossificazione incompleta, letalità embrionale, palatoschisi, edema e alterazioni scheletriche. Tali effetti sono stati osservati a esposizioni inferiori a quelle attese usando la dose massima clinica raccomandata. Un'esposizione sistemica molto alta a formoterolo ha provocato un certo calo della fertilità in ratti maschi.

Test standard in vitro e in vivo condotti sui singoli componenti non hanno evidenziato genotossicità. Non sono stati condotti studi sulla cancerogenicità della combinazione. Non è emerso un potenziale cancerogeno per fluticasone propionato. In seguito alla somministrazione di formoterolo è stato osservato un lieve aumento nell'incidenza di tumori benigni del tratto riproduttivo nelle femmine di topo e ratto. Tale riscontro è considerato un effetto di classe nei roditori esposti per periodi prolungati a dosi elevate di beta-2-agonisti e non è indicativo di un rischio potenziale di cancerogenicità nell'uomo.

Studi preclinici su HFA 227 non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi di tossicità a dosi ripetute, genotossicità, cancerogenicità e tossicità della riproduzione.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.Validità della confezione aperta: 3 mesi dall'apertura dell'involucro in alluminio.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25 °C.

Non conservare in frigorifero. Non congelare. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Al paziente è nessario spiegare che l'sospensione per inalazione in flacone pressurizzato, se esposto a temperature vicine allo zero, deve essere lasciato a temperatura ambiente per 30 minuti e attivato prima dell'uso (vedere «Posologia/impiego»).

La bomboletta contiene un liquido pressurizzato. Non esporre a temperature superiori a 50 °C. Non forare, rompere o bruciare la bomboletta.

Numero dell'omologazione

63032 (Swissmedic)

Confezioni

Flutiform 50/5 µg: confezione da 1 inalatore da 120 erogazioni [B].

Flutiform 125/5 µg: confezione da 1 inalatore da 120 erogazioni [B].

Flutiform 250/10 µg: confezione da 1 inalatore da 120 erogazioni [B].

Questo inalatore da azionare manualmente è bianco, con un indicatore grigio della dose integrato e un cappuccio di protezione grigio scuro sul boccaglio. La sospensione si trova in un contenitore pressurizzato di alluminio, sigillato da una valvola di dosaggio standard. La bomboletta è collocata in un inalatore (di polipropilene) con azionamento manuale («breathe and press»), dotato di un cappuccio di protezione sul boccaglio (sempre di polipropilene) e di un indicatore della dose integrato, che mostra il numero di erogazioni rimanenti. Ogni sospensione per inalazione in flacone pressurizzato rilascia 120 erogazioni, è sigillato in un involucro in laminato di alluminio ed è imballato in una scatola pieghevole.

Titolare dell’omologazione

Mundipharma Medical Company, Hamilton/Bermuda, succursale di Basilea.

Stato dell'informazione

Novembre 2020