Truxal®
Lundbeck (Schweiz) AG
Composizione
Principi attivi
Clorprotixene cloridrato.
Sostanze ausiliarie
Compresse rivestite con film da 15 mg
Amido di mais, lattosio monoidrato (57,8 mg), copovidone K 28, glicerolo 85% (E422), cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica (E468) (equivalente ad un massimo di 0,18 mg di sodio), talco, magnesio stearato, ipromellosa, macrogol 400, titanio biossido (E171), ossido di ferro rosso e nero (E172).
Compresse rivestite con film da 50 mg
Amido di mais, lattosio monoidrato (55,4 mg), copovidone K 28, glicerolo 85% (E422), cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica (E468) (equivalente ad un massimo di 0,24 mg di sodio), talco, magnesio stearato, ipromellosa, macrogol 400, titanio biossido (E171), ossido di ferro rosso e nero (E172).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film da 15 mg di clorprotixene cloridrato: Forma rotonda, biconvessa e di colore marrone scuro.
Compresse rivestite con film da 50 mg di clorprotixene cloridrato: Forma ovale, biconvessa e di colore marrone scuro.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Schizofrenia e altre psicosi caratterizzate da agitazione psicomotoria, ansia e irrequietezza. Mania.
Ansia, irrequietezza e aggressività negli alcolisti o tossicomani (disintossicazione).
Come misura di supporto per gli stati di eccitazione, irrequietezza e ansia in relazione a sindromi depressive, nevrosi.
Disturbi comportamentali gravi nell'oligofrenia, come eretismo, irrequietezza.
Come supporto alla terapia antalgica in presenza di dolore cronico grave.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
In generale, la posologia va aggiustata caso per caso. La terapia va iniziata con bassi dosaggi successivamente aumentati in maniera relativamente rapida fino al conseguimento dell'effetto terapeutico ottimale.
Schizofrenia e altre psicosi, mania
Dosi giornaliere inizialmente di 50-100 mg. Incrementare progressivamente fino al conseguimento dell'effetto ottimale. La dose giornaliera ottimale corrisponde solitamente a 300 mg, che, secondo la necessità del caso, potrà essere aumentata progressivamente fino a 1'200 mg. Come dose di mantenimento, 100-200 mg al giorno sono generalmente sufficienti.
A causa del potente effetto sedativo, durante il giorno dovrebbero essere somministrate dosi più basse mentre la frazione posologica maggiore va somministrata durante la notte.
Ansia, irrequietezza e aggressività negli alcolisti e nei tossicomani
Dosi giornaliere di 500 mg suddivise in varie somministrazioni per un massimo di 7 giorni. In seguito alla scomparsa dei sintomi di astinenza, la dose può essere sistematicamente ridotta. Una dose di mantenimento di 15+30+45 mg (1+2+3 compresse rivestite con film da 15 mg) stabilizza il paziente e riduce il rischio di ricaduta. Ulteriore riduzione della dose a seconda delle necessità.
Disturbi comportamentali nell'oligofrenia
Dosi giornaliere inizialmente di 45 mg, suddivise in 3 somministrazioni, aumentando fino a 90-120 mg al giorno. Negli epilettici deve essere mantenuta una terapia anticonvulsivante adeguata.
Trattamento di supporto per «sindromi» depressive, nevrosi con ansia, stati di eccitazione e irrequietezza
Dosi giornaliere inizialmente di 30 mg suddivise in 2 somministrazioni, aumentando a 90 mg al giorno suddivise in 3 somministrazioni, aumentando a 150 mg al giorno in condizioni gravi.
Coadiuvante in presenza di dolore cronico
Dosi giornaliere inizialmente di 90 mg, suddivise in 3 somministrazioni, aumentando fino a 200-300 mg al giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Dosi giornaliere di 15-90 mg in un'unica somministrazione (a partire da 30 mg, la dose giornaliera deve essere suddivise in 2 o 3 somministrazioni).
Bambini e adolescenti
Il trattamento con Truxal nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non è raccomandato.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale
Dosare con cautela, se possibile determinare i livelli plasmatici.
Controindicazioni
Collasso cardiovascolare, stati comatosi, annebbiamento della coscienza per varie cause (come intossicazione acuta da alcol, medicamenti ad azione deprimente sul sistema nervoso centrale o psicofarmaci).
Come per altri medicamenti appartenenti alla classe terapeutica dei neurolettici, clorprotixene potrebbe causare il prolungamento dell'intervallo QT. Il prolungamento persistente dell'intervallo QT potrebbe comportare un aumento del rischio di aritmie. Truxal è pertanto controindicato nei pazienti con malattia cardiovascolare clinicamente significativa, ad esempio anamnesi significativa di bradicardia (<50 battiti al minuto), recente infarto del miocardio acuto, insufficienza cardiaca scompensata, ipertrofia cardiaca o aritmie cardiache trattate con medicamenti antiaritmici di classe Ia e III e nei pazienti con una storia di aritmie ventricolari o torsione di punta.
Clorprotixene è controindicato nei pazienti con ipopotassemia o ipomagnesiemia non corretta. Inoltre, Truxal è controindicato nei pazienti con sindrome congenita del QT lungo o con noto prolungamento acquisito dell'intervallo QT (intervallo QTc >450 ms negli uomini, o >470 ms nelle donne).
Medicamenti concomitanti noti per prolungare l'intervallo QT rappresentano una controindicazione al trattamento con Truxal (cfr. Interazioni).
Ipersensibilità al clorprotixene, ad altri tioxanteni o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Truxal deve essere somministrato con cautela nei pazienti con sindrome di Parkinson o sindrome psico-organica, disturbi epilettici, patologia epatica, renale e cardiovascolare avanzata e nei pazienti con miastenia grave, ipertrofia prostatica o glaucoma ad angolo acuto (cfr. anche il paragrafo successivo sul glaucoma acuto). Truxal deve essere usato con cautela, soprattutto nei pazienti anziani soggetti a disregolazione ortostatica.
Si raccomanda cautela anche in caso di:
·Feocromocitoma
·Neoplasia prolattino-dipendente
·Grave ipotensione
·Malattie del sistema emopoietico
·Ipertiroidismo
·Disturbi della minzione, ritenzione urinaria, stenosi pilorica, ileo.
L'assunzione di un qualsiasi neurolettico comporta la possibilità di sviluppare una sindrome neurolettica maligna (ipertermia, rigidità muscolare, alterazione della coscienza, instabilità del sistema nervoso autonomo). I casi a esito fatale sono più spesso associati a pazienti con psicosindrome cerebrale organica pre-esistente, ritardo mentale e dipendenza da oppiacei e alcool.
Trattamento: sospensione del neurolettico. Trattamento sintomatico e ricorso a misure generali di supporto. La somministrazione di Dantrolene e bromocriptina puo' essere d'aiuto.
I sintomi possono persistere fino a una settimana dopo la somministrazione dei neurolettici assunti per via orale.
Attacchi di glaucoma acuto dovuti alla dilatazione pupillare possono verificarsi in pazienti con la rara predisposizione anatomica di una camera anteriore poco profonda e un angolo camerulare stretto.
Come descritto per altri psicofarmaci, clorprotixene può modificare la risposta al glucosio e all'insulina dei pazienti diabetici rendendo necessario un aggiustamento della terapia antidiabetica.
A causa di un aumentato rischio di aritmie maligne, clorprotixene deve essere usato con particolare cautela in pazienti con un anamnesi di malattie cardiovascolari o storia familiare di prolungamento dell'intervallo QT.
Prima del trattamento è richiesto il monitoraggio ECG. Clorprotixene è controindicato con un intervallo QT al basale di >450 ms negli uomini e >470 ms nelle donne (cfr. Controindicazioni). Durante il trattamento, il monitoraggio ECG deve essere individualizzato caso per caso. Se l'intervallo QT è prolungato, la dose deve essere ridotta e se l'intervallo QT è >500 ms, la terapia deve essere interrotta.
Si raccomanda di controllare periodicamente l'equilibrio elettrolitico.
Evitare il trattamento concomitante con altri neurolettici (cfr. Interazioni).
Sono stati segnalati casi di tromboembolia venosa (TEV) con medicamenti neurolettici. I pazienti trattati con neurolettici spesso presentano fattori di rischio acquisiti per la TEV. Pertanto, occorre identificare tutti i possibili fattori di rischio per la TEV e adottare misure di prevenzione prima e durante il trattamento con clorprotixene.
È stato riportato che gli antipsicotici con azione bloccante dei recettori α-adrenergici inducono priapismo ed è possibile che anche clorprotixene possa causare tale condizione. Il priapismo grave può richiedere un intervento medico. Occorre informare i pazienti che è necessario recarsi urgentemente dal medico se compaiono segni e sintomi di priapismo.
Pazienti anziani
Aumento del rischio di eventi cerebrovascolari:
In studi clinici randomizzati controllati verso placebo condotti in pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento del rischio di eventi avversi cerebrovascolari di circa 3 volte. Non è noto il meccanismo alla base di questo aumento del rischio. Non si può escludere che questo effetto si verifichi anche con altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Clorprotixene deve essere usato con cautela in pazienti a maggior rischio di ictus.
Aumento della mortalità in pazienti anziani con demenza:
I dati ottenuti da due studi osservazionali su vasta scala hanno evidenziato che i soggetti anziani con demenza trattati con neurolettici presentano un rischio di morte leggermente aumentato rispetto a soggetti non trattati. I dati disponibili non sono sufficienti a fornire una stima precisa dell'entità del rischio. La causa dell'aumento del rischio non è nota.
Clorprotixene non è approvato per il trattamento di disturbi comportamentali correlati alla demenza.
In considerazione del rischio di effetti indesiderati, specialmente la rara discinesia tardiva (potenzialmente irreversibile), l'indicazione va considerata con attenzione e la dose e la necessità di continuare il trattamento devono essere rivalutate regolarmente.
I pazienti sottoposti a terapia di lunga durata, in particolare quelli trattati con elevati dosaggi, devono essere attentamente monitorati ed è necessario effettuare valutazioni periodiche per determinare l'eventuale riduzione della dose di mantenimento.
Truxal può abbassare la soglia convulsiva; negli epilettici, il trattamento antiepilettico deve essere adattato.
Truxal può influenzare la termoregolazione. Si raccomanda cautela in caso di temperature estreme.
Gli effetti di Truxal sul SNC e le sue proprietà antiemetiche possono mascherare la sintomatologia di alcune malattie.
Lo stato psicologico e neurologico, l'emocromo e la funzione epatica di pazienti in terapia di lunga durata con Truxal devono essere monitorati regolarmente.
Bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni
Clorprotixene non è raccomandato per l'uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Non sono disponibili studi sufficienti sull'efficacia e la tollerabilità del clorprotixene nei bambini e negli adolescenti.
Lattosio
Le compresse rivestite con film Truxal contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Effetti di Truxal su altri medicamenti
Truxal può potenziare l'effetto sedativo dell'alcool, dei barbiturici e di altri sostanze attive sul SNC come ipnotici, ansiolitici, antistaminici, oppiacei, anestetici, antidepressivi. I neurolettici possono aumentare o ridurre l'effetto dei medicamenti antipertensivi. L'effetto antipertensivo di guanetidina e di molecole ad azione analoga si riduce. L'uso concomitante di neurolettici e litio aumenta il rischio di neurotossicità. Gli antidepressivi triciclici e i neurolettici inibiscono reciprocamente il loro metabolismo.
Clorprotixene può ridurre l'effetto della levodopa e dei medicamenti adrenergici e aumentare l'effetto degli anticolinergici.
I neurolettici vengono metabolizzati nel sistema del citocromo P450 del fegato. I medicamenti che inibiscono il sistema del citocromo CYP2D6 (ad esempio paroxetina, fluoxetina, cloramfenicolo, disulfiram, isoniazide, inibitori MAO, contraccettivi orali, in misura minore buspirone, sertralina o citalopram) possono aumentare i livelli plasmatici di clorprotixene. Questo può comportare la necessità di ridurre la dose di Truxal.
L'assunzione concomitante di clorprotixene e medicamenti con noti effetti anticolinergici aumenta gli effetti anticolinergici.
Effetto di altri medicamenti su Truxal
Barbiturici, fenitoina e carbamazepina accelerano il metabolismo di Truxal per induzione enzimatica.
L'uso concomitante di metoclopramide e piperazina aumenta il rischio di insorgenza di sintomi extrapiramidali. L'effetto antistaminico di clorprotixene può ridurre o annullare la reazione alcol-disulfiram.
Il prolungamento dell'intervallo QT indotto dai neurolettici potrebbe essere aggravato dalla somministrazione di altri medicamenti che prolungano significativamente l'intervallo QT. La somministrazione concomitante di tali medicamenti è quindi controindicata (cfr. Controindicazioni).
Questi medicamenti includono:
·Medicamenti antiaritmici di classe Ia e III (per esempio chinidina, amiodarone, sotalolo, dofetilide)
·Alcuni neurolettici (es. aloperidolo, quetiapina, tioridazina)
·Alcuni macrolidi (ad esempio eritromicina)
·Alcuni antistaminici (es. terfenadina, astemizolo)
·Alcuni antibiotici chinolonici (es. gatifloxacina, moxifloxacina)
La lista sopra riportata non è esaustiva e pertanto l'uso concomitante di qualunque altro medicamento noto per prolungare significativamente l'intervallo QT (come cisapride, litio) e' controindicato.
L'uso concomitante di farmaci che determinano alterazioni dell'equilibrio elettrolitico (ipopotassemia), come diuretici tiazidici, e farmaci che aumentano la concentrazione plasmatica di clorprotixene, deve essere evitato in quanto puo' aumentare il rischio di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie pericolose (cfr. Controindicazioni).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Sono disponibili solo limitate esperienze cliniche riferite a donne in gravidanza esposte al trattamento con clorprotixene.
Non sono disponibili studi controllati né sugli animali né sulle donne in gravidanza. In queste circostanze, il medicamento non deve essere somministrato se non chiaramente necessario.
Terzo trimestre
Effetti non teratogeni:
I neonati le cui madri hanno assunto antipsicotici (incluso clorprotixene) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di sintomi extrapiramidali e/o di astinenza dopo la nascita. Questi sintomi nei neonati possono includere irrequietezza, aumento o diminuzione insolita del tono muscolare, tremore, sonnolenza, difficolta' respiratorie o disturbi della nutrizione.
Queste complicazioni possono variare in termini di gravita'. In alcuni casi erano auto-limitanti, in altri i neonati hanno richiesto il monitoraggio nell'unità di terapia intensiva o un'ospedalizzazione prolungata.
Clorprotixene non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario. Non interrompere bruscamente il trattamento, qualora dovesse rendersi necessaria la sospensione del trattamento durante la gravidanza.
Allattamento
Clorprotixene viene escreto nel latte materno solo in piccole quantità. Le concentrazioni ingerite dal bambino sono basse. Occorre tuttavia considerare che gli psicofarmaci potrebbero influenzare lo sviluppo neurologico e psicologico del bambino.
Non assumere clorprotixene durante l'allattamento.
Se la terapia dovesse essere necessaria, non allattare al seno.
Fertilità
Negli esseri umani sono stati segnalati iperprolattinemia, galattorrea, amenorrea, disfunzione erettile e problemi di eiaculazione (cfr. Effetti indesiderati). Tali effetti collaterali possono avere un impatto negativo sulla funzione sessuale femminile o maschile o sulla fertilità. Se si verificano casi di iperprolattinemia, galattorrea, amenorrea o disfunzione sessuale clinicamente significativi, si deve considerare una riduzione della dose (se possibile) o la sospensione del medicamento.
Questi effetti indesiderati sono reversibili in seguito alla sospensione del trattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Clorprotixene è un medicamento con proprietà sedative.
Truxal e la malattia psicotica sottostante possono compromettere l'attenzione e la reattività e influenzare il comportamento e le funzioni psicomotorie. I pazienti che assumono Truxal non devono guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi fino a quando non conoscono la loro reazione personale al medicamento.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono in gran parte dose dipendenti. La frequenza e la gravità sono maggiormente pronunciate nellafase iniziale del trattamento e diminuiscono proseguendo il trattamento.
Possono insorgere sintomi extrapiramidali, in particolare durante la prima fase del trattamento. Nella maggior parte dei casi, questi effetti indesiderati possono essere controllati in maniera soddisfacente riducendo la dose e/o utilizzando farmaci antiparkinson. Si sconsiglia un abituale utilizzo preventivo di farmaci antiparkison. I farmaci antiparkison non alleviano la discinesia tardiva e possono addirittura farla peggiorare. Pertanto, si raccomanda la riduzione del dosaggio o, se possibile, la sospensione della terapia con clorprotixene. Nell'acatisia persistente, possono essere d'aiuto una benzodiazepina o il propranololo.
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10 000, <1/1000), «molto raro» (<1/10 000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico:
Raro: Trombocitopenia, neutropenia, leucopenia, agranulocitosi.
Disturbi del sistema immunitario:
Raro: Ipersensibilità, reazione anafilattica.
Malattie endocrine:
Raro: Iperprolattinemia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
Comune: Aumento dell'appetito, aumento di peso.
Non comune: Riduzione dell'appetito, perdita di peso.
Raro: Iperglicemia, tolleranza al glucosio compromessa.
Disturbi psichiatrici:
Comune: Insonnia, nervosismo, agitazione, diminuzione della libido.
Patologie del sistema nervoso:
Molto comune: Sonnolenza/capogiri.
Comune: Distonia, cefalea.
Non comune: Discinesia tardiva, parkinsonismo, convulsioni, acatisia.
Molto raro: Sindrome neurolettica maligna.
Patologie dell'occhio:
Comune: Disturbi dell'accomodazione, visione anomala.
Non comune: Crisi oculogire (movimento circolare degli occhi).
Patologie cardiache:
Comune: Tachicardia, palpitazione.
Raro: Elettrocardiogramma: QT prolungato.
Patologie vascolari:
Non comune: Ipotensione, vampate di calore.
Molto raro: Tromboembolia venosa.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:
Raro: Dispnea.
Patologie gastrointestinali:
Molto comune: Bocca secca, ipersecrezione salivare.
Comune: Stipsi, dispepsia, nausea.
Non comune: Vomito, diarrea.
Patologie epatobiliari:
Non comune: Test della funzionalità epatica anormali.
Molto raro: Ittero.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Comune: Iperidrosi.
Non comune: Eruzione cutanea, prurito, reazioni cutanee da fotosensibilità, dermatiti.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:
Comune: Mialgia.
Non comune: Rigidità muscolare.
Patologie renali e urinarie:
Non comune: Disturbi della minzione, ritenzione urinaria.
Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali:
Frequenza non nota: Sintomi motori extrapiramidali e/o sintomi da astinenza neonatale.
Malattie degli organi riproduttivi e della ghiandola mammaria:
Non comune: Problemi di eiaculazione, disfunzione erettile.
Raro: Ginecomastia, galattorrea, amenorrea.
Patologie sistemiche:
Comune: Astenia, affaticamento.
Effetti di classe
I seguenti effetti indesiderati riguardano la classe terapeutica dei neurolettici (antipsicotici) e sono stati riportati raramente con clorprotixene:
·Prolungamento dell'intervallo QT
·Aritmie ventricolari: Fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare
·Torsione di punta
·Morte improvvisa e inspiegabile
Con l'uso di antipsicotici sono stati riportati con frequenza non nota (cfr. Avvertenze e misure precauzionali) casi di priapismo, un'erezione prolungata e solitamente dolorosa che può portare a disfunzione erettile.
La brusca interruzione di clorprotixene può essere associata a sintomi di astinenza. I sintomi più comuni sono:
Nausea, vomito, anoressia, diarrea, rinorrea, sudorazione, mialgia, parestesia, insonnia, irrequietezza, ansia ed eccitazione. I pazienti possono manifestare vertigini, sensazioni alternate di freddo e caldo e brividi. I sintomi di solito insorgono entro 1-4 giorni dopo la sospensione della terapia e diminuiscono dopo 7-14 giorni.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Sonnolenza, coma, convulsioni, shock, sintomi extrapiramidali, ipertermia/ipotermia, aritmie. In casi gravi, coinvolgimento dei reni.
Cambiamenti nell'ECG, prolungamento dell'intervallo QT, torsione di punta, arresto cardiaco e aritmie ventricolari sono stati descritti in casi di posologia eccessiva insieme a farmaci noti per avere un effetto sul cuore.
Trattamento:
Il trattamento è sintomatico e di supporto. La lavanda gastrica deve essere eseguita il più presto possibile, seguita dalla somministrazione di carbone attivo. Attento monitoraggio della funzione respiratoria e del sistema cardiovascolare.
Le convulsioni possono essere trattate con diazepam e i sintomi extrapiramidali con biperidene.
Attenzione:
Non deve essere somministrata adrenalina (epinefrina) per trattare l'ipotensione in quanto potrebbe determinare un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa.
Negli adulti, 2,5-4 g e nei bambini circa 4 mg/kg di peso corporeo possono essere fatali. Adulti sono sopravvissuti a un'assunzione di 10 g e un bambino di 3 anni a un'assunzione di 1'000 mg.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N05AF03
Meccanismo d'azione / Farmacodinamica
Clorprotixene è un neurolettico appartenente al gruppo dei tioxanteni.
L'attività antipsicotica di Truxal si basa sulla sua capacità di blocco dei recettori dopaminergici, eventualmente anche dei recettori 5-HT. I tioxanteni, e quindi anche Truxal, presentano un'elevata affinità per i recettori dopaminergici D-1 e D-2. Clorprotixene ha un'elevata affinità per i recettori 5-HT2 e i recettori adrenergici alfa1; è stata descritta un'elevata affinità per i recettori H1 dell'istamina e muscarinici.
Truxal è un neurolettico sedativo ad ampio spettro d'azione. Truxal è efficace contro ansia, agitazione psicomotoria, irrequietezza e disturbi del sonno, nonché allucinazioni, deliri e altri stati psicotici. A basse dosi, a Truxal sono attribuite proprietà antidepressive, il che rende possibile l'uso di Truxal per disturbi mentali caratterizzati da stati d'animo ansioso-depressivi o che si manifestano anche a livello psicosomatico.
Truxal potenzia l'effetto degli analgesici, ha un effetto antiprurito e antiemetico.
Efficacia clinica
Nessun dato disponibile.
Farmacocinetica
Assorbimento
In seguito alla somministrazione orale, i livelli plasmatici massimi vengono raggiunti dopo 2,4 ore (intervallo 1-4 ore). La biodisponibilità media dopo la somministrazione orale è del 12% (intervallo 5-32%).
Distribuzione
Il volume di distribuzione è in media di 15,5 l/kg (intervallo 10,5-22,7 l/kg), il che è indicativo di un'ampia distribuzione tissutale. Il legame alle proteine è superiore al 99%, il rapporto di clorprotixene nel liquido cerebrospinale e nel plasma non è noto. Clorprotixene viene distribuito in tutto il corpo. Le più alte concentrazioni di medicamento e metaboliti sono localizzate nel fegato, nei polmoni e nei reni, mentre le concentrazioni più basse nel cervello, nel muscolo scheletrico, nella milza, nel tessuto adiposo e nel sangue.
Clorprotixene attraversa la barriera placentare ed è escreto in piccole quantità nel latte materno.
Si raccomanda una suddivisione della dose in tre somministrazioni giornaliere. E' necessario un periodo di trattamento di 2 giorni per raggiungere lo stato stazionario. La concentrazione sierica terapeutica è di 0,04-0,3 μg/ml (127-950 nmol/l). La clearance totale è di 0,97-1,43 l/min.
Metabolismo
La metabolizzazione di cloroprotixene avviene principalmente per solfossidazione e N-demetilazione della catena laterale, in misura minore anche per idrossilazione dell'anello e N-ossidazione. I metaboliti non hanno alcuna attività neurolettica.
Eliminazione
Clorprotixene viene escreto attraverso le feci e le urine. Un'indicazione di circolazione enteroepatica è data dal fatto che clorprotixene è stato rilevato nella bile.
L'emivita di eliminazione è di 15 ore (intervallo 3-29 ore).
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono disponibili dati sulla cinetica in pazienti con insufficienza renale ed epatica e in pazienti anziani.
Dati preclinici
Genotossicità
Studi in vitro su batteri e cellule di mammiferi non hanno fornito prove clinicamente rilevanti per un potenziale genotossico di clorprotixene. Non sono stati eseguiti test completi sulle batterie per valutare la potenziale genotossicità.
Cancerogenicità
Tuttavia, i dati di studi a lungo termine nei topi indicano che le fenotiazine strutturalmente correlate con effetti comparabili causano un'aumentata incidenza di tumori mammari. I tumori mammari possono essere una conseguenza dell'aumento delle concentrazioni di prolattina nel plasma sanguigno. Clorprotixene causa anche iperprolattinemia negli esseri umani. Non sono stati condotti studi a lungo termine per valutare la potenziale cancerogenicità.
Tossicità per la riproduzione
I possibili effetti su fertilità, parto e sviluppo postnatale non sono stati studiati negli animali. Clorprotixene nei ratti attraversa la placenta.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 25 °C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
25873 (Swissmedic)
Confezioni
Truxal:
Compresse rivestite con film da 15 mg: 50 [B]
Compresse rivestite con film da 50 mg: 50 [B]
Titolare dell’omologazione
Lundbeck (Schweiz) AG, Opfikon
Stato dell'informazione
Agosto 2023
30112023FI