Clariscan

Composizione

Principi attivi

Acidum gadotericum (Gd-DOTA) ut meglumini gadoteras

Sostanze ausiliarie

Megluminum, tetraxetanum (DOTA), aqua ad iniectabile

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile per uso endovenoso.

1 ml di soluzione iniettabile contiene 279,32 mg di acido gadoterico* (Gd-DOTA), equivalenti a 0,5 mmol di gadolinio.

*L’acido gadoterico è un complesso di gadolinio e acido 1,4,7,10-tetraazaciclododecano-1,4,7,10-tetraacetico (DOTA)

 

10 ml

15 ml

20 ml

50 ml

60 ml

100 ml

Gd-DOTA [g]

2,793

4,190

5,586

13,965

16,758

27,930

Gd in mmol

     5

   7,5

    10

      25

      30

      50

Osmolalità a 37 °C   1350 mOsm/kg H2O

Viscosità    3,0 mPa.s (a 20 °C)

2,1 mPa.s (a 37 °C)

pH     6,5 – 8,0

Indicazioni/possibilità d’impiego

Mezzo di contrasto per intensificare il contrasto nella risonanza magnetica (RM) cranica, spinale e total body nei bambini e negli adulti. Per l’imaging vascolare mediante RM angiografica intensificata con mezzo di contrasto.

L’acido gadoterico dovrebbe essere usato esclusivamente quando linformazione diagnostica è necessaria e non è possibile rilevarla con una tomografia a risonanza magnetica (MRT) senza intensificazione del contrasto.

Posologia/impiego

Posologia generale

Si deve usare la dose minima necessaria a ottenere un’intensificazione del contrasto sufficiente allo scopo diagnostico.

Per rispondere al quesito clinico, in generale è sufficiente somministrare 0,2 ml per kg di peso corporeo (= 0,1 mmol Gd/kg di peso corporeo) sia negli adulti che nei bambini. Il mezzo di contrasto, non diluito, deve essere somministrato unicamente per via endovenosa, a temperatura ambiente e sotto la supervisione di un medico.

Dosi successive

Per la diagnosi nell’ambito del SNC possono essere indicate anche dosi fino a 0,3 mmol Gd/kg di peso corporeo, corrispondenti a 0,6 ml per kg di peso corporeo.

In alcuni casi, ad es. lesioni a basso contrasto o tumori cerebrali, è possibile aumentare la significatività dell’esame somministrando iniezioni successive da 0,2 mmol/Gd/kg di peso corporeo, ovvero il doppio della dose iniziale, entro 30 minuti. Si ricorre alla somministrazione successiva solo se il risultato atteso dall’esame è rilevante al fine del processo decisionale terapeutico.

La dose più elevata non deve essere utilizzata in caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m2) (vedere «Pazienti con disturbi della funzionalità renale»). Non sono disponibili valutazioni o dati di efficacia e di tollerabilità relativi a questo schema posologico ripetuto nei bambini.

Imaging vascolare

In generale, negli adulti è sufficiente somministrare da 10 a 20 ml di acido gadoterico per raffigurare mediante angiografia a RM il territorio vascolare situato in una finestra grafica (= 0,1-0,2 ml/kg di peso corporeo = 0,05-0,1 mmol Gd/kg di peso corporeo).

Per raffigurare più di una finestra grafica (panoramica più vasta del territorio vascolare) o per migliorare la qualità dell’immagine, può talvolta essere necessaria una somministrazione e.v. ripetuta, di 0,1-0,2 ml/kg di peso corporeo (= 0,05-0,1 mmol Gd/kg di peso corporeo).

L’iniezione immediatamente successiva di soluzione salina allo 0,9% (30-60 ml) può ulteriormente migliorare il picco di gadolinio e spostarlo il più possibile nello spazio K centrale.

L’utilizzo di un iniettore automatico facilita la somministrazione standardizzata delle soluzioni di mezzo di contrasto e delle soluzioni ausiliarie, nonché l’adattamento ad un imaging rapido. Nella RM angiografica si consigliano brevi sequenze gradient echo T1-pesate.

Gruppi di pazienti speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con funzionalità renale gravemente compromessa (GFR < 30 ml/min/1,73 m2), l’acido gadoterico deve essere utilizzato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio e solamente nel caso in cui non fosse possibile ottenere informazioni diagnostiche mediante una RM senza mezzo di contrasto. Qualora l’utilizzo dell’acido gadoterico risulti necessario, la dose non deve superare 0,1 mmol/kg di peso corporeo, e non deve essere ripetuta prima di 7 giorni.

In generale, per l’utilizzo di mezzi di contrasto si devono osservare le stesse norme igieniche valide per le soluzioni sterili (vedere «Altre avvertenze»).

Lattanti, bambini

Data l’immaturità della funzione renale nei neonati fino a 4 settimane di età e nei lattanti fino a 1 anno di età, l’acido gadoterico deve essere utilizzato in questi pazienti solo dopo un’attenta valutazione ad una dose non superiore a 0,1 mmol/kg di peso corporeo. Durante una scansione non deve essere utilizzata più di una dose, e la dose non deve essere ripetuta prima che siano trascorsi 7 giorni.

L’acido gadoterico non è raccomandato per l’angiografia nei bambini di età inferiore a 18 anni, a causa della mancanza di dati sull’efficacia e sulla sicurezza.

Pazienti anziani (età ≥ 65 anni)

Non si ritiene necessario adeguare la posologia. Nei pazienti anziani si raccomanda in generale di procedere con cautela.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota verso Gd-DOTA o altri complessi di gadolinio aspecifici idrosolubili.

Occorre osservare le misure di sicurezza usuali per gli esami di risonanza magnetica.

Non iniettare per via intratecale (o epidurale).

Avvertenze e misure precauzionali

Rischi associati all’uso intratecale

Lacido gadoterico non deve essere usato per via intratecale. Con la somministrazione intratecale sono stati segnalati casi gravi, pericolosi per la vita e fatali, prevalentemente con reazioni neurologiche (ad es. coma, encefalopatia, convulsioni).

Ipersensibilità

Indipendentemente dalla dose somministrata, anche i mezzi di contrasto a base di gadolinio possono causare reazioni di ipersensibilità o reazioni anafilattoidi, tra cui reazioni di shock cardiovascolare in alcuni casi potenzialmente fatali, edema laringeo o broncospasmo, sintomi addominali, orticaria, angioedema o complicazioni neurologiche.

Pertanto, nello svolgimento di tutti gli esami, oltre ai requisiti relativi al personale per la terapia d’emergenza deve essere disponibile e pronto all’uso anche il materiale necessario per la rianimazione (ossigeno, adrenalina o altri farmaci a seconda della co-medicazione, materiale per infusione e possibilità di intubazione e ventilazione).

È indispensabile avere dimestichezza con l’impiego delle misure d’emergenza. Un accesso e.v. già esistente deve essere mantenuto attivo. In particolare, è opportuno tenere conto delle condizioni particolari legate ad una struttura per RM (scarsa accessibilità del paziente, pericolo di campi magnetici elevati).

Dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 30-60 minuti, in quanto l’esperienza insegna che la maggior parte degli effetti indesiderati gravi si manifesta entro la prima ora dopo la somministrazione (vedere «Effetti indesiderati»). Tuttavia, come per gli altri mezzi di contrasto non è possibile escludere la comparsa di reazioni ritardate (fino a 7 giorni dopo).

I pazienti con predisposizione allergica, asma o anamnesi nota di reazione a mezzi di contrasto presentano un rischio più elevato di manifestare reazioni gravi. Prima di iniettare un mezzo di contrasto è dunque necessario verificare se il paziente soffra di allergie preesistenti (ad es. raffreddore da fieno, intolleranza a mezzi di contrasto, orticaria), di asma o presenti altri rischi.

I sintomi di un’asma preesistente possono peggiorare in seguito all’iniezione del mezzo di contrasto. In questi pazienti, la decisione di utilizzare l’acido gadoterico deve essere presa dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi di contrasto a base di iodio è noto che i pazienti trattati con beta-bloccanti possono manifestare reazioni di ipersensibilità più gravi, soprattutto in presenza di asma bronchiale. Tali pazienti potrebbero non rispondere ad un trattamento delle reazioni di ipersensibilità a base di beta-agonisti.

L’esame deve essere eseguito sotto la supervisione di un medico. In caso di effetti collaterali, per poter avviare rapidamente una terapia specifica è opportuno garantire un accesso endovenoso per tutta la durata dell’esame.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Prima di utilizzare l’acido gadoterico in qualsiasi paziente, si consiglia di verificare la presenza di disturbi della funzionalità renale.

Vi sono state segnalazioni di fibrosi sistemica nefrogenica (NFS) associata all’utilizzo di alcuni mezzi di contrasto a base di gadolinio in pazienti con insufficienza renale grave (GFR < 30 ml/min/1,73 m2), acuta o cronica.

Inoltre, presentano un elevato rischio anche i pazienti sottoposti ad un trapianto di fegato, poiché l’incidenza dell’insufficienza renale acuta è elevata in questo gruppo. A causa del rischio di NSF associato all’acido gadoterico, nei pazienti con insufficienza renale grave e nel periodo perioperatorio di un trapianto di fegato, l’acido gadoterico deve essere utilizzato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e solo se l’informazione diagnostica è essenziale e non può essere ottenuta con una RM senza mezzo di contrasto.

In caso di funzionalità renale compromessa o di nefropatie in anamnesi, attenersi alle indicazioni specifiche sulla posologia.

Effettuare un’emodialisi poco dopo l’impiego di acido gadoterico può essere utile alla sua eliminazione dall’organismo. Non vi sono indicazioni che l’uso dell‘emodialisi sia idoneo per la prevenzione o il trattamento della NSF nei pazienti che non sono già in dialisi.

Pazienti anziani

Poiché l’eliminazione renale dell’acido gadoterico può diminuire con l’invecchiamento, è particolarmente importante verificare l’eventuale calo di funzionalità renale nei pazienti di età pari o superiore ai 65 anni.

Lattanti, neonati

Poiché la maturazione della funzionalità renale potrebbe non essere ancora completa (fino ai 12 mesi di vita), l’acido gadoterico deve essere utilizzato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Sistema nervoso centrale

Come per gli altri mezzi di contrasto a base di gadolinio, si richiede particolare cautela nei pazienti a maggior rischio di attacchi convulsivi. Si raccomandano misure precauzionali, come un attento monitoraggio. Devono essere a disposizione e pronte all’uso tutte le misure necessarie per trattare un eventuale attacco convulsivo.

Stravaso

L’acido gadoterico deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa. Uno stravaso p causare una reazione locale di intolleranza, che richiede un trattamento.

Interazioni

Non sono stati condotti finora studi sull’interazione con altri medicamenti.

Considerata la possibilità di reazioni di intolleranza di tipo allergico o simil-allergico, occorre prestare attenzione all’utilizzo di preparati che possono avere effetti sul trattamento d’emergenza e sulla compensazione cardiovascolare, come ad es. betabloccanti, sostanze vasoattive, ACE-inibitori, bloccanti di AT2.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Le esperienze sull’impiego di mezzi di contrasto contenenti gadolinio, incluso lacido gadoterico, in donne in gravidanza è limitata. Il gadolinio attraversa la barriera placentare. Non è noto se lesposizione al gadolinio sia associata a effetti dannosi sul feto. Studi condotti sugli animali non hanno mostrato evidenze di effetti dannosi, diretti o indiretti, per quanto concerne la tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»). L’acido gadoterico non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che ciò non risulti necessario sulla base delle condizioni cliniche della paziente.

Allattamento

Le sperimentazioni sugli animali hanno mostrato una lieve escrezione nel latte materno (< 1%). Nelle sperimentazioni condotte sugli animali, i mezzi di contrasto a base di gadolinio vengono escreti attraverso il latte materno in quantità molto ridotte (vedere «Dati preclinici»). Per questo motivo, e per lo scarso assorbimento da parte dell'intestino, non si prevedono conseguenze a carico del neonato. La decisione di proseguire o interrompere l’allattamento per un periodo di 24 ore dopo la somministrazione dell’acido gadoterico spetta al medico e alla paziente che allatta.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici relativi agli effetti sulla fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi clinici in merito. Sulla base delle proprietà farmacologiche dell’acido gadoterico non si prevedono effetti sulla capacità di guidare o sulla capacità di usare macchinari.

Vanno tenuti in considerazione gli effetti della malattia di base e dell’esame in sé sulle condizioni generali del paziente.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati associati all’utilizzo dell’acido gadoterico sono in genere da lievi a moderati e di natura transitoria. Gli effetti indesiderati segnalati più comunemente sono stati reazioni nel sito di iniezione, nausea e mal di testa.

Durante gli studi clinici sono stati osservati non comunemente (≥1/1000, <1/100) nausea, mal di testa, dolore nel sito di iniezione, sensazione di freddo nel sito di iniezione, sensazione di freddo, ipotensione, sonnolenza, capogiri, sensazione di calore, bruciore, eruzione cutanea, astenia, alterazione del gusto e ipertensione.

Dopo l’immissione in commercio, gli effetti indesiderati riportati più comunemente sono stati nausea, vomito, prurito e reazioni di ipersensibilità. Le più comuni reazioni di ipersensibilità osservate sono state le reazioni cutanee, che si sono manifestate a livello locale o sistemico, in genere durante l’iniezione o subito dopo, o talvolta anche più tardivamente (da un’ora a diversi giorni dopo l’iniezione).

Le reazioni immediate comprendono uno o più sintomi che si manifestano contemporaneamente o in sequenza e consistono il più delle volte in reazioni di natura cutanea, respiratoria, gastrointestinale, articolare e/o cardiovascolare. Ciascun sintomo può essere un segnale di avvertimento di uno shock in fase iniziale e, molto raramente, può essere fatale.

In seguito alla somministrazione di acido gadoterico sono stati riportati casi isolati di fibrosi sistemica nefrogenica (NSF), la maggior parte dei quali riguardava pazienti a cui erano stati somministrati in concomitanza altri mezzi di contrasto contenenti gadolinio (vedere «Avvertenze e precauzioni»).

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e alla frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10000, <1/1000); molto raro (<1/10’000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). I dati provengono da studi osservazionali (185500 pazienti in totale) e da segnalazioni spontanee (2822 pazienti in totale) dopo l’immissione in commercio.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune

ipersensibilità

Molto raro:

reazione anafilattica, reazione anafilattoide

Disturbi psichiatrici

Raro

ansia

Molto raro:

agitazione

Patologie del sistema nervoso

Non comune

cefalea, disgeusia, capogiri, sonnolenza, parestesia (incluso bruciore)

Raro

presincope

Molto raro:

coma, convulsioni, sincope, tremore, parosmia

Patologie dell’occhio

Raro

edema palpebrale

Molto raro:

congiuntivite, iperemia oculare, visione offuscata, aumento della secrezione lacrimale

Patologie cardiache

Raro

palpitazioni

Molto raro:

tachicardia, arresto cardiaco, aritmia, bradicardia

Patologie vascolari

Non comune:

ipotensione, ipertensione

Molto raro:

sensazione di calore, pallore, vasodilatazione, vampate di calore

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro

starnuti, sensazione di costrizione alla gola

Molto raro:

tosse, dispnea, congestione nasale, arresto respiratorio, broncospasmo, irritazione faringea, laringospasmo, edema faringeo, gola secca, edema polmonare

Patologie gastrointestinali

Non comune:

nausea, dolore addominale

Raro:

vomito, diarrea, ipersalivazione

Non nota:

 

pancreatite acuta (entro 48 ore dalla somministrazione del mezzo di contrasto)

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune:

eruzione cutanea

Raro

orticaria, prurito, iperidrosi

Molto raro:

eritema, eczema, angioedema

Non nota:

fibrosi sistemica nefrogenica (NSF)

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto raro:

crampi muscolari, debolezza muscolare, mal di schiena, artralgia

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune:

sensazione di calore, sensazione di freddo, astenia, reazione nel sito di iniezione (stravaso, dolore, fastidio, edema, infiammazione, freddo)

Raro

dolore toracico, brividi

Molto raro:

malessere, fastidio al torace, febbre, edema facciale, necrosi nel sito di iniezione (in caso di stravaso), flebite superficiale

Esami diagnostici

Molto raro:

saturazione di ossigeno ridotta

Effetti indesiderati in pediatria

Gli effetti indesiderati nei pazienti pediatrici sono rari. A livello qualitativo si prevedono nei bambini le stesse reazioni indesiderate che compaiono negli adulti.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In casi particolari, ad es. sovradosaggio involontario nei pazienti con funzionalità renale limitata, il mezzo di contrasto può essere eliminato mediante emodialisi. Tuttavia, non esistono prove che l’emodialisi sia idonea per la prevenzione della fibrosi sistemica nefrogenica (NSF).

Proprietà/effetti

Codice ATC

Acido gadoterico: V08CA02

Meccanismo d’azione

L’acido gadoterico è un chelato macrociclico di gadolinio con proprietà paramagnetiche, che consente una intensificazione del contrasto nella risonanza magnetica.

Farmacodinamica

L’acido gadoterico si caratterizza per la stabilità particolarmente elevata del complesso in-vitro e in-vivo. La soluzione iperosmolare non mostra alcuna specifica attività farmacodinamica e dal punto di vista farmacologico è particolarmente inerte.

Efficacia clinica

Non applicabile.

Farmacocinetica

Assorbimento

Non applicabile.

Distribuzione

Studi sperimentali condotti sugli animali hanno mostrato che l’acido gadoterico somministrato per via endovenosa si distribuisce prevalentemente nei compartimenti extracellulari dell’organismo. Non si lega all’albumina, non è escreto nel latte materno e attraversa solo lentamente la barriera placentare.

Metabolismo

Dal punto di vista chimico, la struttura chelata (Gd-DOTA) è estremamente stabile e non è soggetta ad alcun tipo di metabolismo. L’acido gadoterico si comporta nell’organismo come altri composti biologicamente inerti, eliminati per via renale e idrosolubili (ad es. mannitolo e inulina).

Eliminazione

Negli esseri umani, l’acido gadoterico viene rapidamente eliminato in forma non modificata attraverso le urine. L’emivita di eliminazione è di circa 90 minuti. Viene praticamente eliminato del tutto attraverso i reni nelle prime 24 ore (93,3 ± 4,7% della dose somministrata).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Negli esseri umani, il volume di distribuzione dell’acido gadoterico non viene influenzato dal grado di severità dell’insufficienza renale. Studi su animali hanno dimostrato che, anche in caso di significativa compromissione della funzione renale, si osserva solo una limitata escrezione biliare. D’altra parte, negli uomini l’eliminazione dell’acido gadoterico rallenta in relazione alla compromissione funzionale dei reni:

Stato renale

Clearance della creatinina

Emivita di eliminazione

Volume di distribuzione

Clearance plasmatica in ml/min

normale

1,62 h

0,24 l/kg

108,3 ± 7,8

30 - 60 ml/min

5,05 h

0,24 l/kg

40,0 ± 8,8

10 - 30 ml/min

13,87 h

0,24 l/kg

13,8 ± 0,6

 

In casi particolari, l’acido gadoterico può essere eliminato mediante emodialisi extracorporea.

Prestare particolare attenzione anche a quanto riportato per le «Popolazioni speciali di pazienti» in «Avvertenze e misure precauzionali».

Dati preclinici

La tossicità acuta dell’acido gadoterico somministrato per via endovenosa è stata analizzata nei topi, nei ratti e nei cani. Gli effetti (convulsioni, disturbi temporanei della funzione respiratoria, formazione di vacuoli nel citoplasma delle cellule tubulari renali) sono comparsi solo a dosi molto più elevate di quelle che si utilizzano nella pratica clinica. La somministrazione giornaliera ripetuta di una dose 15 volte superiore a quella clinica per 28 giorni non ha causato effetti subacuti, eccetto la comparsa di vacuoli reversibili nelle cellule tubulari renali prossimali. Non è stato dimostrato alcun effetto teratogeno nei ratti, né nei conigli. Sperimentazioni precliniche su capre lattanti hanno mostrato una lieve escrezione nel latte materno (< 0,02%). Sulla base dei risultati dei sistemi di test (test di Ames, test del micronucleo nei topi, test di mutagenesi in vitro in cellule polmonari di criceto cinese, test di aberrazione cromosomica in cellule ovariche di criceto cinese), l’acido gadoterico è risultato non-mutageno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

La soluzione iniettabile non contiene conservanti. La stabilità chimico-fisica durante l’uso è stata dimostrata per 48 ore a una temperatura di 25 °C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura. La soluzione non utilizzata deve essere smaltita. I tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperature superiori a 30 °C.

Non congelare.

Indicazioni per la manipolazione

La soluzione iniettabile sterile deve essere ispezionata visivamente prima delluso per escludere la presenza di particelle o una colorazione anomala e verificare lintegrità del contenitore. In generale, per l’utilizzo di mezzi di contrasto parenterali si devono osservare le stesse norme igieniche valide per le soluzioni sterili.

Preparare una siringa con un ago.

Se si usano i flaconcini, rimuovere innanzitutto il disco di plastica. Con i flaconcini in polipropilene, rimuovere per prima cosa il tappo di plastica o la copertura superiore in plastica.

Dopo aver pulito il tappo con un tampone imbevuto di alcool, forare il tappo con l’ago. Prelevare la quantità di prodotto necessaria per l’esame e iniettarla per via endovenosa.

Nel caso in cui il medicamento venga somministrato utilizzando un iniettore automatico, deve essere dimostrata la sua idoneità alluso previsto. Attenersi alle istruzioni per luso dei dispositivi medici; i vari sistemi devono essere utilizzati solo da personale specificamente formato. Il mezzo di contrasto può essere prelevato mediante un sistema chiuso che presenti quantomeno un trocar con cappuccio di protezione, un filtro per laria e un attacco luer con linea diretta di collegamento; il tappo può essere perforato solo una volta con un ago.

Eccezione: non usare iniettori automatici nei neonati e nei lattanti.

Tutti i materiali venuti a contatto con il paziente, nonché i relativi strumenti e i tubi, devono essere eliminati dopo ogni esame, per evitare contaminazioni tra i pazienti. Attenersi alle raccomandazioni del fabbricante. La soluzione iniettabile non utilizzata, nonché i prodotti monouso del sistema di iniezione, devono essere eliminati.

Documentazione pazienti

L’etichetta removibile presente sui flaconcini e sulle siringhe preriempite deve essere applicata sulla cartella clinica del paziente, per consentire una migliore tracciabilità. È necessario registrare la documentazione del mezzo di contrasto contenente gadolinio utilizzato e della dose utilizzata. Qualora vengano impiegate cartelle cliniche elettroniche, è necessario inserire nella cartella clinica la denominazione del prodotto, il numero di lotto e la dose.

Numero dell’omologazione

66262 (Swissmedic)

Confezioni

Flaconcini da 10 ml, 15 ml, 20 ml, 50 ml, 60 ml* e 100 ml (B) *attualmente non in commercio

Siringhe preriempite in polipropilene da 10 ml, 15 ml e 20 ml (senza lattice) (B)

Titolare dell’omologazione

GE Healthcare AG, Opfikon

Stato dell’informazione

Settembre 2024