Tineafin® Compresse
Composizione
Principi attivi
Principio attivo: Terbinafinum ut Terbinafini hydrochloridum
Sostanze ausiliarie
Cellulosa microcristallina (E 460) Croscarmellosa sodica (E 468)*, silice colloidale anidra, Ipromellosa (E 464) e magnesio stearato
*1 compressa da 125 mg contiene 1,82 mg de sodio; 1 compressa da 250 mg contiene 3,64 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse da 125 mg (divisibili, per l’uso nei bambini) e da 250 mg (divisibili).
Indicazioni/possibilità d’impiego
·Onicomicosi (infezioni micotiche delle unghie) causate da funghidermatofiti (funghi filamentosi).
·Infezioni micotiche della cute e del cuoio capelluto causate da Trichophyton spp. (ad es. T. rubrum, T. mentagrophytes, T. verrucosum, T. tonsurans, T. violaceum), Microsporum canis ed Epidermophyton floccosum.
· Tineafin Compresse è indicato per il trattamento di infezioni micotiche da dermatofiti (Tinea corporis, Tinea cruris, Tinea pedis e Tinea capitis) e infezioni cutanee da lieviti, causate dal genere Candida (ad es. Candida albicans) solo nel caso in cui la terapia orale è considerata necessaria in ragione della loro localizzazione, gravità edestensione.
Tineafin Compresse non è efficace contro la Candida vaginale e la Pityriasis versicolor.
Posologia/impiego
La durata del trattamento varia in funzione dell'indicazione e della gravità dell'infezione.
Si deve garantire che la terapia duri un periodo sufficientemente lungo. Una terapia troppo breve e/o un'assunzione irregolare del medicamento celano il rischio di una recidiva.
Le compresse possono essere divise lungo la linea di frattura, dimezzando in tal modo la dose.
Le compresse devono essere assunte per via orale con acqua, preferibilmente ogni giorno alla stessa ora indipendentemente dai pasti.
Posologia abituale
Adulti: 250 mg 1 volta al giorno.
Durata del trattamento
Tinea corporis, T. cruris: 2-4 settimane.
Tinea capitis: 4 settimane.
Tinea pedis (interdigitale, plantare/tipo mocassino): 2–6 settimane.
Candidiasi cutanea: 2–4 settimane.
Onicomicosi da dermatofiti: 6–12 settimane.
I pazienti con crescita lenta delle unghie possono richiedere un prolungamento della terapia.
Onicomicosi delle unghie delle mani: un trattamento di 6 settimane è sufficiente nella maggior parte dei casi.
Onicomicosi delle unghie dei piedi: un trattamento di 12 settimane è sufficiente nella maggior parte dei casi.
Per le infezioni micotiche delle unghie, la guarigione clinica si osserva spesso solo dopo diversi mesi dal riscontro negativo dell'esame micologico. Ciò dipende dal fatto che la ricrescita dell'unghia sana richiede un po' di tempo.
Come procedere in caso di mancata assunzione di una compressa
Se si dimentica di assumere la/e compressa/e, il paziente deve recuperarla non appena si rende conto di quanto accaduto. Tuttavia, tenuto conto delle proprietà farmacocinetiche della terbinafina, la dose saltata non deve essere recuperata se mancano meno di 4 ore alla dose successiva.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti pediatrici
Adolescenti >40 kg (in generale >12 anni): 250 mg 1 volta al giorno.
Bambini 20-40 kg (5–12 anni): 125 mg 1 volta al giorno.
Bambini <20 kg (in generale <5 anni): gli studi controllati con questo gruppo di soggetti sono ancora scarsi, per cui si consiglia l'uso di questo farmaco soltanto in mancanza di alternative terapeutiche, se i vantaggi sono superiori ai possibili rischi.
Non sono disponibili dati sull’uso in bambini al di sotto dei 2 anni di età, per cui se ne sconsiglia l’uso.
Pazienti anziani
Non vi sono indicazioni sulla necessità di un dosaggio diverso nei pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani. Si deve tenere conto della possibilità di una preesistente compromissione della funzionalità epatica o renale in questa fascia di età (cfr. la rubrica «Disturbi della funzionalità renale»).
Disturbi della funzionalità renale
L'uso di Tineafin Compresse non è stato adeguatamente studiato in pazienti con disfunzioni renali e non è pertanto raccomandato in questi pazienti (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Disturbi della funzionalità epatica
L'uso di Tineafin Compresse è controindicato in pazienti con malattie renali acute o croniche (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Indicazioni generali per l’uso
Per proteggersi dalla reinfezione attraverso doccia, calze, scarpe ecc. il trattamento deve essere associato al rispetto di misure igieniche generali.
Controindicazioni
·Malattie epatiche acute o croniche
·Ipersensibilità nota alla terbinafina o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie contenute in Tineafin compresse.
Avvertenze e misure precauzionali
Tineafin Compresse deve essere usato solo per micosi non trattabili localmente.
Non si consiglia l'uso nei bambini <20 kg: cfr. la rubrica «Posologia/impiego».
Funzionalità epatica
L'uso di Tineafin Compresse è controindicato in pazienti con malattia epatica acuta o cronica.
Nei pazienti con preesistente malattia epatica, la clearance della terbinafina può essere ridotta di circa il 50% (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).
Prima del trattamento con Tineafin Compresse, il paziente deve essere sottoposto a test di funzionalità epatica per accertare una preesistente malattia epatica. È necessario accertare quanto meno i livelli di AST e ALT al fine di avere dei parametri di riferimento per i controlli in corso di terapia.
L'epatotossicità può manifestarsi in pazienti con e senza preesistente malattia epatica. Si consiglia, pertanto, di controllare periodicamente (ogni 4-6 settimane) i parametri della funzione epatica. Se questi valori aumentano, la terapia con Tineafin deve essere interrotta immediatamente.
Casi molto rari di grave insufficienza epatica (alcuni con esito fatale o con necessità di trapianto di fegato) sono stati riferiti in pazienti trattati con Tineafin Compresse, tuttavia la maggior parte di questi pazienti aveva patologie sistemiche gravi preesistenti (cfr. le rubriche «Controindicazioni» ed «Effetti indesiderati»).
I pazienti in trattamento con Tineafin Compresse devono essere istruiti di comunicare tempestivamente al medico curante sintomi quali nausea persistente, perdita dell'appetito, stanchezza, vomito, dolore addominale nel quadrante superiore destro, itterizia, urine scure o feci chiare. I pazienti che presentano questi sintomi non devono più assumere terbinafina orale e devono essere sottoposti immediatamente a test per la verifica della funzionalità epatica.
Funzionalità renale
L'uso di Tineafin Compresse in pazienti con ridotta funzionalità renale (clearance della creatinina <50 ml/min o creatinina sierica >300 µmol/l) non è stato valutato adeguatamente. Pertanto, la terapia con Tineafin in questi pazienti non è raccomandata (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).
Reazioni di ipersensibilità/reazioni cutanee gravi
Reazioni cutanee gravi (ad es. sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici [sindrome DRESS]) sono state segnalate molto raramente in pazienti in trattamento con Tineafin Compresse. Oltre che con reazioni cutanee ed eosinofilia, la sindrome DRESS può essere associata con una o più delle seguenti patologie organiche: epatite, nefrite interstiziale, infezione polmonare interstiziale, miocardite, pericardite. Se compaiono esantema della cute in progressivo peggioramento o altri sintomi di possibile ipersensibilità, il trattamento con Tineafin Compresse deve essere interrotto.
Lupus eritematoso/Psoriasi
La terbinafina deve essere somministrata con cautela ai pazienti con psoriasi o lupus eritematoso (cutaneo o sistemico) preesistente, poiché nella fase di sorveglianza post-marketing sono stati segnalati casi di esacerbazione e di prima insorgenza di queste patologie.
Effetti ematologici
Nei pazienti trattati con Tineafin Compresse sono stati osservati casi molto rari di discrasie ematiche (neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, pancitopenia). Deve essere valutata l'eziologia di queste alterazioni e si deve considerare un eventuale adeguamento della dose di terbinafina, inclusa l'interruzione del trattamento con Tineafin Compresse.
Interazioni
Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che la terbinafina inibisce il metabolismo mediato dall'enzima epatico CYP2D6. Pertanto, i pazienti in terapia concomitante con medicamenti metabolizzati principalmente dal CYP2D6, tra cui antidepressivi triciclici, beta-bloccanti, inibitori selettivi del reuptake della serotonina, antiaritmici di classe IA, IB e IC, MAO-inibitori di tipo B, devono essere tenuti sotto adeguata sorveglianza, soprattutto se si tratta di sostanze con finestra terapeutica stretta (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, il che lo rende essenzialmente «privo di sodio».
Interazioni
Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica della terbinafina
Gli isoenzimi del citocromo P450 (CYP450) intervengono nel metabolismo della terbinafina (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»). La clearance plasmatica della terbinafina può, quindi, essere aumentata da medicamenti induttori di tali enzimi e ridotta da inibitori del CYP P450. Qualora si renda necessaria la co-somministrazione di tali sostanze, il dosaggio di Tineafin Compresse deve essere adeguato di conseguenza.
Inibitori enzimatici: l'associazione con la cimetidina ha evidenziato una diminuzione del 30% della clearance della terbinafina e un aumento del 34% dell'AUC.
La co-somministrazione con il fluconazolo (un inibitore del CYP3A4 e del CYP2C9) ha aumentato Cmax e AUC, rispettivamente, del 52% e del 69%. Effetti simili possono manifestarsi con l'associazione di altre sostanze che inibiscono il CYP2C9 e/o il CYP3A4, quali, ad esempio, antimicotici azolici, antibiotici macrolidi o amiodarone.
Induttori enzimatici: la co-somministrazione con rifampicina, un induttore del CYP3A4, ha aumentato la clearance della terbinafina del 100%, mentre AUC e Cmax sono diminuite, rispettivamente, del 50% e del 45%.
Influsso della terbinafina sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Substrati del CYP2D6: studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che la terbinafina inibisce il metabolismo mediato dal CYP2D6. Questi risultati potrebbero essere di rilievo per medicamenti metabolizzati principalmente per questa via, soprattutto qualora abbiano una finestra terapeutica stretta (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Ciò vale, ad esempio, per alcuni medicamenti appartenenti alle seguenti classi: antidepressivi triciclici, beta-bloccanti, inibitori selettivi del reuptake della serotonina, antiaritmici di classe IA, IB e IC, MAO-inibitori di tipo B.
La co-somministrazione della terbinafina ha indotto una diminuzione dell'82% della clearance della desipramina e un aumento di 5 volte dell'AUC.
Quando associata con metabolizzatori rapidi del CYP2D6, la terbinafina ha aumentato mediamente da 16 a 97 volte il rapporto metabolico destrometorfano/destrorfano nelle urine. Ciò indica che la terbinafina in associazione con metabolizzatori rapidi del CYP2D6 (cosiddetti metabolizzatori estesi) può rallentare il metabolismo dei substrati del CYP2D6, per cui in questi pazienti il metabolismo corrisponde a quello dei metabolizzatori lenti (i cosiddetti poor metaboliser).
Substrati di altri enzimi del CYP450: secondo i risultati di studi condotti in vitro e accertamenti su volontari sani, la terbinafina inibisce o induce in modo trascurabile la clearance della maggior parte dei medicamenti metabolizzati tramite altre isoforme del sistema enzimatico del citocromo P450 (ad es. terfenadina, triazolam o contraccettivi orali).
Altre vie di metabolizzazione:
La terbinafina ha aumentato la clearance della ciclosporina del 15% (riduzione dell'AUC del 13%).
Le possibili interazioni tra la terbinafina e gli anticoagulanti comunemente usati in Svizzera non sono state studiate. Uno studio condotto con warfarin non ha rilevato interazioni.
La terbinafina ha diminuito la clearance della caffeina somministrata per via endovenosa del 21%.
Secondo i risultati di alcuni studi clinici, non vi sono effetti rilevanti sulla farmacocinetica di cotrimoxazolo (trimethoprim e sulfamethoxazolo), digossina, fluconazolo, fenazone, teofillina o zidovudina.
Gravidanza, allattamento
Studi di tossicità riproduttiva sugli animali non hanno rilevato rischi per il feto; tuttavia, non sono disponibili studi controllati su donne in gravidanza. Poiché le esperienze cliniche con la terbinafina in compresse in donne in gravidanza sono molto limitate,
Tineafin Compresse non deve essere utilizzato in gravidanza, se non strettamente necessario.
La terbinafina è escreta, anche se in minima parte, nel latte materno (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»); pertanto, le pazienti in terapia con la terbinafina non devono allattare.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Il trattamento con Tineafin Compresse può, tuttavia, causare effetti indesiderati quali capogiri e disturbi della vista (cfr. «Effetti indesiderati»), che possono compromettere la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati di seguito sono stati osservati in fase di studi clinici e/o durante la fase di sorveglianza post-marketing.
Frequenze
«Molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza esatta non può essere definita sulla base delle segnalazioni per lo più spontanee pervenute nella fase di sorveglianza post-marketing).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: anemia
Molto raro: neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni anafilattoidi (incluso angioedema), accelerazione della comparsa ed esacerbazione di lupus eritematoso cutaneo o sistemico.
Non nota: reazioni anafilattiche, reazioni simili alla malattia da siero (inclusi esantema della cute, prurito, orticaria, edemi, artralgia, febbre e ingrossamento linfonodale).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: perdita di appetito.
Non comune: perdita ponderale (secondaria a disgeusia).
Sono stati registrati alcuni singoli casi gravi di ridotta assunzione di cibo che hanno causato significativa perdita ponderale.
Disturbi psichiatrici
Comune: depressione
Non comune: ansia.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea.
Comune: vertigini, disgeusia inclusa ageusia, che di solito regrediscono dopo l'interruzione del trattamento.
Non comune: parestesie, ipoestesie.
Molto raro: disgeusia persistente.
Non nota: iposmia, anosmia (inclusa anosmia permanente).
Patologie dell’occhio
Comune: disturbi della vista.
Non nota: visione annebbiata, riduzione dell'acuità visiva.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comune: tinnito.
Non nota: ipoacusia.
Patologie vascolari
Non nota: vasculite.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: sensazione di pienezza, dispepsia, nausea, lieve dolore addominale, diarrea.
Non nota: pancreatite.
Patologie epatobiliari
Raro: aumento dei livelli degli enzimi epatici, ittero, colestasi, epatite, insufficienza epatica (inclusi casi letali o che hanno reso necessario un trapianto di fegato; cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: esantema della cute, orticaria.
Non comune: reazioni di fotosensibilità.
Molto raro: alopecia, esantema psoriasiforme o esacerbazione di psoriasi, eruzione cutanea tossica, dermatite esfoliativa, dermatite bullosa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell (necrolisi epidermica tossica), pustolosi esantematosa generalizzata acuta.
Non nota: esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici.
Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa
Molto comune: artralgia, mialgia.
Non nota: innalzamento della CK, rabdomiolisi.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: spossatezza.
Non comune: piressia.
Non nota: malattia simil-influenzale
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sono stati riportati casi isolati di sovradosaggio fino a 5 g con comparsa di cefalea, nausea, dolore epigastrico e vertigini.
In caso di sovradosaggio si raccomanda l'eliminazione del medicamento mediante somministrazione di carbone attivo associato, in caso di necessità, a terapia di supporto sintomatica.
Proprietà/effetti
Codice ATC
D01BA02
Meccanismo d’azione
La terbinafina è un farmaco appartenente alla classe delle allilamine con attività antimicotica ad ampio spettro verso le infezioni fungine della pelle, del cuoio capelluto e delle unghie causate da dermatofiti quali Tricophyton (ad es. T. rubrum, T. mentagrophytes, T. verrucosum, T. tonsurans, T. violaceum), Microsporum canis ed Epidermophyton floccosum, come anche verso le infezioni causate da lieviti del genere Candida (ad es. C. albicans). La terbinafina ha azione fungicida verso dermatofiti, muffe e alcuni funghi dimorfi; l'attività sui lieviti è fungicida o fungistatica in funzione della specie.
Farmacodinamica
La terbinafina interferisce in una fase iniziale della biosintesi dell'ergosterolo dei miceti. Ciò inibisce la squalene epossidasi presente nella membrana cellulare dei miceti. Ciò determina una carenza di ergosterolo e un accumulo intracellulare di squalene con conseguente morte delle cellule fungine.
L'enzima squalene-epossidasi non dipende dal sistema del citocromo P450.
Efficacia clinica
Microbiologia | |
Concentrazione minima inibente in vitro | |
Specie di funghi µg/ml | |
Sensibili: |
|
Trichophyton rubrum | 0,003–0,006 |
T. mentagrophytes | 0,003–0,01 |
T. tonsurans | 0,003 |
T. verrucosum | 0,003 |
T. schönleinii | 0,006 |
Microsporum canis | 0,006–0,01 |
M. persicolor | 0,003 |
M. gypseum | 0,006 |
Epidermophyton floccosum | 0,003–0,006 |
Parzialmente sensibili: |
|
Aspergillus fumigatus | 0,1–1,56 |
Sporothrix schenckii | 0,1–0,4 |
Candida albicans: |
|
Lievito | 25–100 |
Micelio | 0,23–0,7 |
C. parapsilosis | 0,8–3,1 |
Pityrosporum ovale | 0,2–0,8 |
P. orbiculare | 0,8 |
Negli studi su animali, concentrazioni fungicide dopo somministrazione orale di terbinafina sono state raggiunte nella cute, nel cuoio capelluto e nelle unghie.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, la terbinafina è ben assorbita (>70%). La biodisponibilità assoluta della terbinafina assorbita da Tineafin Compresse dopo metabolismo di primo passaggio è di circa il 50%. Dopo singola dose orale di 250 mg il picco della concentrazione plasmatica (1,3 µg/ml) è stato raggiunto in 1,5 ore.
Il contemporaneo consumo di un’alimentazione ricca di grassi fa ritardare l'assorbimento e fa aumentare la biodisponibilità di circa il 20%.
Stato di equilibrio dinamico
Con la somministrazione giornaliera di terbinafina, lo stato di equilibrio dinamico viene raggiunto in misura di circa il 70% dopo 28 giorni. Rispetto alla somministrazione singola, la concentrazione massima e l’AUC plasmatica allo stato di equilibrio dinamico sono risultate più alte in media del 25% e di 2.3 volte, rispettivamente.
Distribuzione
La terbinafina si lega per il 99% alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è >2'000 l.
La terbinafina si accumula nello strato corneo lipofilo della pelle. È secreta anche nel sebo. Concentrazioni elevate si raggiungono nei capelli, nei bulbi piliferi e nelle aree cutanee ricche di sebo. È stato dimostrato che la terbinafina si distribuisce nella lamina ungueale già nelle prime settimane di trattamento.
Non sono disponibili dati sufficienti relativamente alla possibilità che la terbinafina superi la barriera placentare. Meno dello 0.2% della dose assunta viene escreto nel latte materno.
Metabolismo
La terbinafina è metabolizzata rapidamente ed estensivamente in metaboliti inattivi da almeno sette isoenzimi del CYP, con un contributo maggiore da parte di CYP2C9, CYP1A2, CYP3A4, CYP2C8 e CYP2C19.
Eliminazione
I metaboliti della terbinafina sono escreti per il 71% attraverso le urine e per il 22% attraverso le feci.
Allo stato di equilibrio dinamico, l’emivita di eliminazione è risultato di circa 30 ore. In letteratura, tuttavia, è stata riferita un'eliminazione trifasica con emivita di eliminazione per la terapia a lungo termine fino a 16,5 giorni.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
La concentrazione plasmatica di Tineafin allo stato di equilibrio dinamico non ha rivelato variazioni clinicamente significative legate all'età.
Studi con singola dose condotti su pazienti con disturbi della funzionalità renale (clearance della creatinina <50 ml/min) o con malattia epatica preesistente hanno dimostrato che la clearance della terbinafina diminuisce di circa il 50%.
Dati preclinici
In uno studio sulla cancerogenicità nei topi dopo trattamento orale per 2 anni, non sono state riscontrate neoplasie o altre anomalie con dosi giornaliere fino a 130 mg/kg (maschi) e 156 mg/kg (femmine). In uno studio sulla cancerogenicità nei ratti dopo trattamento orale per 2 anni con il dosaggio massimo di 69 mg/kg/die, nei maschi è stato osservato un aumento dell'incidenza dei tumori epatici. Queste alterazioni, che possono essere correlate alla proliferazione dei perossisomi, sono da considerarsi specie-specifiche, giacché non sono state rilevate in altri studi di cancerogenicità nel topo, nel cane e nella scimmia.
Negli studi su scimmie trattate con dosi elevate di terbinafina orale sono state riscontrate alterazioni della rifrazione oculare nella retina (NOEL, livello di dose senza effetti osservabili: 50 mg/kg). Queste alterazioni sono state associate alla presenza di metaboliti della terbinafina nel tessuto oculare e sono scomparse dopo l'interruzione del trattamento. Non sono state associate a modificazioni istologiche.
Una batteria standard di test di genotossicità in vitro e in vivo non ha evidenziato alcun segno di potenziale mutageno o clastogeno del medicamento.
Negli studi condotti nel ratto e nel coniglio non sono stati osservati effetti sulla fertilità o sugli altri parametri riproduttivi.
Uno studio di 8 settimane su ratti giovani trattati con una dose massima di 100 mg/kg ha riscontrato nelle femmine un leggero aumento del peso del fegato, mentre nei cani in fase di crescita trattati con dosi ≥100 mg/kg/die (valori di AUC pari a circa 13 volte (maschi) e 6 volte (femmine) i valori riscontrati nei bambini) sono stati osservati segni di disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), compresi singoli episodi di convulsioni. Riscontri simili sono stati evidenziati secondariamente a esposizione a dosi sistemiche elevate di terbinafina e.v. in esemplari adulti di ratti o scimmie.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare il contenitore nella scatola originale, per proteggere il contenuto dalla luce, a temperatura ambiente (15–25°C).
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
57170 (Swissmedic)
Confezioni
Compresse da 125 mg (divisibili, per l’uso nei bambini): 14. [B]
Compresse da 250 mg (divisibili): 14 e 28. [B]
Titolare dell’omologazione
Bailleul (Suisse) SA
1203 Ginevra
Stato dell’informazione
Gennaio 2021