Floxyfral® junior 50 mg/Floxyfral® 100 mg

Viatris Pharma GmbH

Composizione

Principi attivi

Fluvoxamini maleas.

Sostanze ausiliarie

Mannitolum, maydis amylum, amylum pregelificatum, natrii stearylis fumaras (50 mg compressa rivestita con film: corresp. natrium 0,103 mg; 100 mg compressa rivestita con film: corresp. natrium 0,207 mg), silica colloidalis anhydrica.

Rivestimento: Hypromellosum, macrogol 6000, talcum, titanii dioxidum (E171).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film bianche con linea di frattura da 50 mg e 100 mg di fluvoxamini maleas.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Depressioni lievi, moderate e severe di varia origine, nonché profilassi delle ricadute e delle recidive negli adulti. Trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi negli adulti e nei bambini a partire dagli 8 anni.

Posologia/Impiego

Floxyfral è indicato sia come terapia iniziale sia come terapia a lungo termine o come trattamento preventivo delle ricadute e delle recidive.

Le compresse rivestite con film vanno inghiottite con un po' di liquido (senza essere masticate).

Se necessario, le compresse rivestite con film da 50 mg e 100 mg dotate di una linea di frattura possono essere divise in due.

L'introduzione graduale del trattamento nell'arco di 3-7 giorni può aumentare la tollerabilità e l'aderenza terapeutica.

La dose iniziale raccomandata è di 50 mg negli adulti e di 25 mg nei bambini.

Al momento dell'interruzione del trattamento, si raccomanda una riduzione graduale del dosaggio, ad es. diminuendo settimanalmente la dose giornaliera di 50 mg, rispettivamente di 25 mg nei bambini (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Posologia abituale

Depressioni

Adulti: La dose quotidiana efficace è compresa tra 100 mg e massimo 300 mg. La dose va aumentata gradualmente, fino a raggiungere la dose efficace. La dose efficace minima è di 100 mg al giorno, da assumere in un'unica somministrazione, preferibilmente la sera. Le dosi superiori a 150 mg devono essere somministrate in 2 assunzioni, preferibilmente una al mattino e una alla sera.

Secondo le raccomandazioni dell'OMS, un trattamento antidepressivo deve essere continuato per almeno 6 mesi dopo la remissione. Ciò vale anche per il trattamento con Floxyfral.

Il dosaggio di Floxyfral, pari alla dose efficace utilizzata nel trattamento della fase acuta o a una dose di 100 mg 1 volta al giorno, può essere raccomandato per la prevenzione di ricadute e recidive.

Disturbi ossessivo-compulsivi

Adulti: La dose quotidiana efficace è compresa tra 100 mg e massimo 300 mg. La dose va aumentata gradualmente, fino a raggiungere la dose efficace. La dose efficace minima è di 100 mg al giorno, da assumere in un'unica somministrazione, preferibilmente la sera. Le dosi superiori a 150 mg vanno assunte in più volte, preferibilmente la mattina e la sera. Per garantire l'efficacia del trattamento, il dosaggio deve essere adattato alle esigenze individuali dei pazienti.

Bambini a partire dagli 8 anni: il trattamento deve iniziare con 25 mg al giorno in un'unica somministrazione, la sera prima di coricarsi. A seconda della risposta clinica, questa dose può essere aumentata in modo graduale, con incrementi settimanali di 25 mg/giorno; ciò significa che la dose giornaliera viene aumentata di 25 mg ogni settimana. La dose massima nei bambini dagli 8 ai 12 anni è di 150 mg/giorno. Nei bambini di età superiore ai 12 anni la dose massima è di 200 mg/giorno. Se la dose giornaliera è superiore a 50 mg, questa deve essere suddivisa in due somministrazioni parziali. Se, a seguito della divisione delle compresse rivestite con film, le due dosi parziali non risultassero uguali, la dose più elevata deve essere somministrata la sera prima di coricarsi.

Se entro 10 settimane non si riscontra alcun miglioramento, è opportuno riconsiderare la prosecuzione del trattamento con Floxyfral. I disturbi ossessivo-compulsivi costituiscono una patologia cronica. Sebbene non sia ancora noto per quanto tempo debba essere proseguito un trattamento con Floxyfral, è opportuno continuare la terapia oltre le 10 settimane nei pazienti che rispondono al trattamento. Il dosaggio deve essere accuratamente adattato su base individuale al fine di raggiungere la dose efficace più bassa possibile. La necessità del trattamento deve essere rivalutata periodicamente.

Sintomi da sospensione osservati dopo l'interruzione del trattamento con fluvoxamina

È necessario evitare di interrompere bruscamente il trattamento. Per interrompere un trattamento con fluvoxamina, la dose deve essere ridotta gradualmente nell'arco di almeno una o due settimane, al fine di ridurre il rischio di sintomi da sospensione (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»). Se si manifestano sintomi intollerabili dopo una riduzione della dose o dopo l'interruzione del trattamento, si potrà prendere in considerazione la ripresa del trattamento all'ultima dose prescritta. Successivamente, il medico potrà continuare a ridurre la dose con incrementi inferiori rispetto a prima.

Istruzioni posologiche speciali

Disturbi della funzionalità epatica e renale

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale si raccomanda di iniziare il trattamento con dosi ridotte di Floxyfral e di tenere tali pazienti sotto stretta osservazione.

Pazienti anziani

Non vi sono indicazioni che i pazienti anziani, dopo la somministrazione di dosi normali, mostrino una risposta clinica sostanzialmente diversa rispetto a quella mostrata dai pazienti più giovani. Tuttavia, l'aumento del dosaggio dovrà avvenire più lentamente nei pazienti anziani e qualsiasi aggiustamento posologico dovrà essere effettuato, in generale, sempre con cautela.

Controindicazioni

·Ipersensibilità alla fluvoxamina o a una delle sostanze ausiliari.

·Somministrazione concomitante con un inibitore della MAO o con la tizanidina (cfr. «Interazioni»).

·In caso di passaggio da un inibitore della MAO a Floxyfral, rispettare un

·intervallo di 2 settimane per gli inibitori irreversibili della MAO,

·intervallo di 1 giorno per gli inibitori reversibili della MAO come moclobemide o linezolid.

·In caso di passaggio da Floxyfral a un inibitore della MAO, osservare un periodo di attesa di 1 settimana.

·Floxyfral non deve essere utilizzato in associazione con ramelteon, agomelatina o pimozide (cfr. «Interazioni»).

Avvertenze e misure precauzionali

Suicidio/Idea suicida o peggioramento clinico

La depressione è associata a un aumento del rischio di idea suicida, comportamento autolesionista e suicidio (eventi di tipo suicida). Questo aumento del rischio persiste fino al raggiungimento di un sollievo significativo dai sintomi. Poiché il miglioramento clinico non si manifesta necessariamente già durante le prime settimane di trattamento, i pazienti dovranno essere tenuti sotto stretta osservazione fino al verificarsi di tale miglioramento.

Finora, l'esperienza clinica dimostra che il rischio di suicidio può aumentare all'inizio del trattamento.

I disturbi ossessivo-compulsivi per i quali viene prescritta fluvoxamina possono essere associati a un aumento del rischio di eventi di tipo suicida. Inoltre, tali disturbi possono essere associati a una depressione (episodio depressivo maggiore). Per questo motivo, nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi devono essere osservate le stesse precauzioni previste per i disturbi depressivi.

I pazienti con una storia di comportamenti suicidi o che hanno espresso idee suicide significative prima dell'inizio del trattamento presentano un rischio maggiore di sviluppare idee suicide o comportamenti suicidi. Devono pertanto essere sottoposti a un monitoraggio particolarmente attento durante il trattamento.

Il trattamento farmacologico dovrà essere accompagnato da uno stretto monitoraggio dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, soprattutto all'inizio del trattamento e in occasione di modifiche del dosaggio.

I pazienti (e relativi caregiver) devono essere informati della necessità di monitorare qualsiasi peggioramento clinico, la comparsa di idee o comportamenti suicidi e qualsiasi cambiamento insolito nel comportamento, e di consultare immediatamente un medico qualora tali sintomi si manifestino.

Soprattutto all'inizio del trattamento, è opportuno prescrivere il medicamento nella confezione più piccola adeguata al fine di ridurre il rischio di comportamenti autolesionisti.

Bambini e adolescenti

Floxyfral non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, a eccezione dei pazienti affetti da disturbi ossessivo-compulsivi. A causa di un'esperienza clinica insufficiente, l'uso di Floxyfral nella depressione nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato. Negli studi clinici, comportamenti di tipo suicida (tentato suicidio e idea suicida) e ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e rabbia) sono stati osservati più frequentemente nei bambini e negli adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Se, in caso di necessità clinica, si decidesse tuttavia di procedere al trattamento, il paziente dovrebbe essere sottoposto a un attento monitoraggio per individuare l'insorgenza di sintomi suicidi.

Non sono inoltre disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Giovani adulti (età compresa tra 18 e 24 anni)

Una meta-analisi di studi clinici controllati con placebo sull'uso di antidepressivi in pazienti adulti affetti da disturbi psichiatrici ha evidenziato un aumento del rischio di comportamenti suicidi nei pazienti di età inferiore ai 25 anni trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo.

Pazienti anziani

Non vi sono indicazioni che i pazienti anziani, dopo la somministrazione di dosi normali, mostrino una risposta clinica sostanzialmente diversa rispetto a quella mostrata dai pazienti più giovani. Tuttavia, l'aumento del dosaggio dovrà avvenire più lentamente nei pazienti anziani e qualsiasi aggiustamento posologico dovrà essere effettuato, in generale, sempre con cautela.

Acatisia/Irrequietezza psicomotoria

L'uso di fluvoxamina è stato associato alla comparsa di acatisia, caratterizzata da un'irrequietezza percepita come sgradevole o fastidiosa e dal bisogno di muoversi, spesso in associazione all'incapacità di rimanere seduti o in piedi tranquillamente. Questi sintomi compaiono soprattutto durante le prime settimane di trattamento. Un aumento della dose può essere dannoso per i pazienti che presentano questi sintomi.

Sistema renale ed epatico

Nei pazienti affetti da insufficienza epatica o renale grave, iniziare il trattamento a dosi basse e sotto stretto monitoraggio. In rari casi, durante il trattamento con Floxyfral è stato osservato un aumento degli enzimi epatici, seguito il più delle volte da sintomi clinici. In tal caso, interrompere il trattamento.

Sistema nervoso

Poiché Floxyfral può, in rari casi, provocare crisi epilettiche, si raccomanda particolare cautela nel trattamento di pazienti epilettici o con anamnesi di epilessia. La fluvoxamina non deve essere somministrata a pazienti con epilessia instabile. I pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati.

Interrompere la somministrazione di fluvoxamina (come per tutti i medicamenti della classe degli SSRI) in caso di insorgenza di crisi epilettiche o di aumento della loro frequenza (cfr. «Effetti indesiderati»).

In rari casi sono stati osservati una sindrome serotoninergica o eventi indicativi di una sindrome neurolettica maligna durante il trattamento con Floxyfral, principalmente in caso di associazione con altri medicamenti serotoninergici e/o neurolettici o quando Floxyfral è associato a oppiacei/oppioidi (ad es. buprenorfina) o a una combinazione a dosaggio fisso di buprenorfina e naloxone. Poiché tali sindromi possono essere potenzialmente letali, il trattamento con Floxyfral deve essere interrotto al manifestarsi di un evento di questo tipo (complesso di sintomi che comprende ipertermia, rigor, mioclono, instabilità vegetativa con rischio di rapide fluttuazioni dei parametri vitali, alterazioni dello stato di coscienza quali confusione, irritabilità, agitazione estrema che progredisce fino al delirio e al coma) e deve essere avviata una terapia sintomatica e di supporto.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Come con altri SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), sono stati segnalati rari casi di iponatriemia che si sono normalizzati dopo la sospensione di Floxyfral. Alcuni casi erano verosimilmente dovuti alla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). La maggior parte dei casi segnalati riguardava persone anziane.

Il controllo glicemico può essere alterato (ad es. iperglicemia, ipoglicemia, ridotta tolleranza al glucosio), soprattutto nelle prime fasi del trattamento. Se Floxyfral viene utilizzato in pazienti con anamnesi nota di diabete, potrebbe rivelarsi necessario un aggiustamento dei medicamenti antidiabetici.

Nausea, talvolta accompagnata da vomito, è l'effetto indesiderato osservato più frequentemente con Floxyfral. Questi effetti indesiderati diminuiscono nel corso delle prime 2 settimane di trattamento.

È richiesta cautela nei pazienti che sono metabolizzatori lenti e nei pazienti che assumono contemporaneamente medicamenti inibitori del CYP2D6 (cfr. «Interazioni»).

Per quanto riguarda il trattamento concomitante con substrati del CYP1A2: cfr. «Interazioni».

Patologie dell'occhio

Sono stati segnalati casi di midriasi associati all'uso di SSRI quali la fluvoxamina. Si raccomanda pertanto cautela nel prescrivere la fluvoxamina a pazienti affetti da ipertensione oculare o a rischio di glaucoma acuto ad angolo chiuso.

Sistema ematologico

Sono disponibili dati relativi a emorragie della cute quali ecchimosi e porpora o altre manifestazioni emorragiche quali emorragie gastrointestinali o emorragie ginecologiche durante il trattamento con SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Gli SSRI/SNRI possono aumentare il rischio di emorragia post-partum (cfr. «Gravidanza, Allattamento» ed «Effetti indesiderati»).

Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono contemporaneamente medicamenti che influenzano la funzione piastrinica (ad es. antipsicotici atipici, fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico, anti-infiammatori non steroidei), nonché in quelli sottoposti a terapia anticoagulante orale, in quelli con anamnesi di disturbi emorragici o predisposizione (ad es. trombocitopenia, coagulopatie).

Effetti dermatologici

Sono state segnalate reazioni cutanee severe, talvolta fatali, tra cui casi di sindrome di Stevens-Johnson e di necrolisi epidermica tossica, associate alla fluvoxamina (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio di tali reazioni sembra essere massimo nelle prime fasi del trattamento. Qualora si verifichino reazioni cutanee, la fluvoxamina deve essere sospesa immediatamente e il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione.

Inibizione del CYP2C19

Poiché il clopidogrel viene parzialmente metabolizzato dal CYP2C19 nel suo metabolita attivo, l'uso della fluvoxamina – che inibisce l'attività di questo enzima – può ridurre la concentrazione ematica di tale metabolita attivo del clopidogrel. Il significato clinico di questa interazione è incerto. A titolo precauzionale, la somministrazione concomitante di fluvoxamina e clopidogrel deve essere sconsigliata (cfr. «Interazioni»).

Alterazione della funzione cardiaca

Floxyfral può ridurre in misura non significativa la frequenza cardiaca (da 2 a 6 battiti al minuto).

Terapia elettroconvulsivante (ECT)

L'esperienza relativa all'uso concomitante di fluvoxamina ed ECT è limitata; è quindi necessaria cautela.

Sintomi da sospensione

Sebbene i dati preclinici e clinici disponibili non suggeriscano una dipendenza, è possibile che compaiano sintomi da sospensione dopo una brusca interruzione della somministrazione di fluvoxamina. I sintomi più frequentemente riportati comprendono vertigini, intorpidimenti (comprese parestesie, disturbi visivi e sensazione di scariche elettriche), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni intensi), agitazione, irritabilità, stati confusionali, instabilità emotiva, cefalea, nausea e/o vomito, diarrea, sudorazione, palpitazioni, tremori e ansia. Questi sintomi sono normalmente di intensità da lieve a moderata e si risolvono spontaneamente, in alcuni pazienti possono, tuttavia, essere gravi e/o persistenti. Si manifestano normalmente nei primi giorni successivi alla sospensione del trattamento. Si raccomanda pertanto di sospendere la somministrazione di fluvoxamina in modo graduale, in base alle esigenze del paziente (cfr. «Posologia/Impiego»).

Mania/Ipomania

Fluvoxamina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con anamnesi di mania/ipomania. In tutti i pazienti che entrano in una fase maniacale, interrompere la somministrazione di fluvoxamina (così come quella di tutti i medicamenti della classe degli SSRI).

Disturbi della funzione sessuale

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) possono causare disturbi della funzione sessuale. Sono stati segnalati casi di disfunzione sessuale prolungata, i cui sintomi sono persistiti anche dopo l'interruzione del trattamento con SSRI/SNRI.

Contenuto di sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Inibitori della monoamino ossidasi (MAO)

A causa del rischio di sindrome serotoninergica, Floxyfral non deve essere utilizzato in associazione con un inibitore della MAO, compreso il linezolid (cfr. «Controindicazioni»).

Effetto della fluvoxamina su altri medicamenti

La fluvoxamina può inibire il metabolismo di altri medicamenti che vengono metabolizzati da determinati isoenzimi del citocromo P450 (CYP). Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato una forte inibizione per gli isoenzimi CYP1A2 e CYP2C19. Gli isoenzimi CYP2C9, CYP2D6 e CYP3A4 sono inibiti in misura minore. In caso di uso in associazione con la fluvoxamina, il principio attivo o il metabolita attivo dei medicamenti metabolizzati essenzialmente da questi isoenzimi può quindi raggiungere concentrazioni plasmatiche più elevate. L'uso di questi medicamenti in associazione con la fluvoxamina deve essere iniziato ai dosaggi terapeutici più bassi o essere adeguato di conseguenza. Le concentrazioni plasmatiche, gli effetti terapeutici e gli effetti indesiderati dei medicamenti utilizzati in concomitanza devono essere monitorati e la dose deve essere ridotta, se necessario. Questa precauzione è particolarmente importante con i medicamenti che presentano una finestra terapeutica stretta.

Le concentrazioni plasmatiche del principio attivo o del metabolita attivo dei profarmaci come il clopidogrel, attivati dagli isoenzimi sopra menzionati del citocromo P450 (CYP) possono essere ridotte in caso di uso in associazione con fluvoxamina. La somministrazione concomitante di clopidogrel e fluvoxamina deve essere sconsigliata per precauzione.

Poiché il pimozide ha un intervallo terapeutico ristretto e ha il noto effetto di allungare l'intervallo QT, la sua somministrazione concomitante con la fluvoxamina è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).

Ramelteon

In seguito alla somministrazione delle compresse rivestite con film di fluvoxamina alla dose di 100 mg 2 volte al giorno per 3 giorni prima della somministrazione concomitante di una dose singola di 16 mg di ramelteon e di compresse rivestite con film di fluvoxamina, l'AUC del ramelteon aumenta di circa 190 volte e la sua Cmax aumenta di circa 70 volte rispetto alla somministrazione di ramelteon da solo (cfr. «Controindicazioni»).

Medicamenti con una finestra terapeutica stretta

L'uso concomitante di fluvoxamina e di medicamenti con una finestra terapeutica stretta (ad es. tacrina, teofillina, metadone, mexiletina, fenitoina, carbamazepina, ciclosporina) deve essere attentamente monitorato se tali medicamenti vengono metabolizzati esclusivamente da uno o più isoenzimi del CYP inibiti dalla fluvoxamina.

Si raccomanda di adeguare il dosaggio, se necessario.

Antidepressivi triciclici e neurolettici

È stato segnalato un aumento dei livelli plasmatici, precedentemente stabili, degli antidepressivi triciclici (ad es. clomipramina, imipramina, amitriptilina) e dei neurolettici (ad es. clozapina, olanzapina, quetiapina), che sono metabolizzati principalmente dal citocromo P450 1A2, in caso di somministrazione concomitante con Floxyfral. È necessario prendere in considerazione una riduzione del dosaggio di questi medicamenti qualora si avvii un trattamento con Floxyfral.

Benzodiazepina

In caso di uso in associazione con la fluvoxamina, è probabile un aumento della concentrazione plasmatica delle benzodiazepine soggette a metabolismo ossidativo (ad es. triazolam, midazolam, bromazepam, brotizolam, alprazolam e diazepam). La dose di tali benzodiazepine deve pertanto essere ridotta durante la somministrazione concomitante di fluvoxamina.

Casi di aumento delle concentrazioni plasmatiche

La concentrazione plasmatica di ropinirolo può risultare elevata in caso di uso concomitante di Floxyfral e, di conseguenza, aumenta il rischio di sovradosaggio. Potrebbe essere necessario un monitoraggio e una riduzione del dosaggio di ropinirolo durante il trattamento concomitante e dopo la sospensione di Floxyfral.

Poiché le concentrazioni plasmatiche di propranololo aumentano in presenza di fluvoxamina, può rendersi necessaria una riduzione della dose di propranololo.

La somministrazione concomitante di fluvoxamina e tizanidina, un potente inibitore del CYP1A2 nell'uomo, è controindicata (cfr. «Controindicazioni»). È stato osservato un aumento dell'AUC della tizanidina di 33 volte in presenza di fluvoxamina, che può provocare un abbassamento persistente e clinicamente significativo della pressione arteriosa, accompagnato da sonnolenza, confusione e una diminuzione delle capacità psicomotorie.

In quanto potente inibitore del CYP1A2 e moderato inibitore del CYP2C9, fluvoxamina inibisce marcatamente il metabolismo dell'agomelatina. Ciò comporta un'esposizione all'agomelatina da 60 volte (da 12 a 412) superiore. L'uso concomitante di fluvoxamina e agomelatina è pertanto controindicato.

Durante la somministrazione di Floxyfral in associazione con il warfarin per 2 settimane, le concentrazioni plasmatiche di warfarin sono aumentate in modo significativo e i tempi di protrombina sono risultati più lunghi. È quindi necessario monitorare i tempi di protrombina nei pazienti che assumono anticoagulanti in associazione con Floxyfral e la dose dell'anticoagulante deve essere adeguata se necessario.

Inibitori del CYP2D6

La fluvoxamina viene parzialmente metabolizzata dall'isoenzima CYP2D6, per il quale è nota l'esistenza di un deficit genetico. Per questo motivo si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di fluvoxamina e di medicamenti che inibiscono il CYP2D6 (ad es. chinidina).

La fluvoxamina ha solo un effetto inibitorio trascurabile sul CYP2D6 e non sembra influenzare né il metabolismo non ossidativo né l'eliminazione renale.

Casi di aumento degli effetti indesiderati

Sono stati segnalati casi isolati di cardiotossicità in caso di uso concomitante di fluvoxamina e tioridazina.

È probabile che la concentrazione plasmatica di caffeina aumenti in caso di trattamento concomitante con fluvoxamina. I pazienti che consumano grandi quantità di bevande contenenti caffeina devono quindi limitarne il consumo durante il trattamento con fluvoxamina. È necessario monitorare l'eventuale comparsa di effetti indesiderati della caffeina (ad es. tremori, palpitazioni, nausea, agitazione, insonnia).

Glucuronidazione

Floxyfral non influisce sulla concentrazione plasmatica della digossina.

Escrezione renale

Floxyfral non influisce sulla concentrazione plasmatica dell'atenololo.

Interazioni farmacodinamiche

Floxyfral è stato utilizzato in associazione al litio nel trattamento di depressioni severe refrattarie alla terapia. Tuttavia, il litio (e probabilmente il triptofano) potenzia gli effetti serotoninergici di Floxyfral, pertanto tale associazione deve essere utilizzata con cautela.

Gli effetti serotoninergici possono inoltre aumentare quando Floxyfral è associato ad altre sostanze serotoninergiche, compresi gli oppioidi (ad es. tramadolo, buprenorfina, buprenorfina/naloxone), clomipramina, triptani, SSRI, venlafaxina, mirtazapina, nefazodone, buspirone; una tale associazione può, in rari casi, scatenare una sindrome serotoninergica e portare a una condizione potenzialmente letale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono contemporaneamente medicamenti che influenzano la funzione piastrinica (ad es. antipsicotici atipici, fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, anti-infiammatori non steroidei), nonché in quelli con anamnesi di disturbi emorragici.

Come per altri medicamenti psicotropi, i pazienti devono evitare il consumo di alcol durante il trattamento con Floxyfral.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Uno studio epidemiologico ha individuato un nesso tra l'uso di un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) dopo le prime 20 settimane di gravidanza e un aumento del rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato. Secondo la comunicazione in merito, il rischio assoluto nelle donne che hanno assunto un SSRI in una fase avanzata della gravidanza era di circa 6-12 casi su 1000 donne, rispetto a 1-2 casi su 1000 donne nella popolazione generale.

Negli studi sulla riproduzione animale sono stati riscontrati indizi di una maggiore embriotossicità (cfr. «Dati preclinici»). Non sono disponibili studi clinici controllati sulle donne in gravidanza.

La fluvoxamina deve essere utilizzata nelle donne in età fertile solo in caso di assoluta necessità e ricorrendo a un metodo contraccettivo affidabile. La fluvoxamina non deve essere utilizzata durante la gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità.

I dati osservazionali indicano un rischio aumentato (meno del doppio) di emorragia post-partum a seguito di esposizione agli SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» ed «Effetti indesiderati»).

A seguito dell'assunzione di Floxyfral o di altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina alla fine della gravidanza, nei neonati sono comparsi i seguenti sintomi di sospensione: disturbi dell'alimentazione e del sonno, difficoltà respiratorie, cianosi, convulsioni, fluttuazioni della temperatura corporea, ipoglicemia, tremore, tono muscolare anomalo, letargia, sonnolenza, iperreflessia, vomito, irritabilità anomala e pianto incessante.

Allattamento

La fluvoxamina è escreta in quantità minime nel latte materno. La fluvoxamina non deve quindi essere utilizzata dalle donne che allattano.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Floxyfral può influire sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Una dose di fluvoxamina fino a 150 mg somministrata a volontari sani non influisce sulle capacità psicomotorie necessarie per la capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine. Tuttavia, poiché sono stati segnalati casi di sonnolenza durante il trattamento con fluvoxamina, si raccomanda cautela nelle persone che intendono condurre veicoli o utilizzare macchine fino a quando non sia nota la reazione individuale al medicamento.

Il consumo concomitante di alcol e/o l'assunzione concomitante di altri medicamenti (cfr. «Interazioni») può comportare un'ulteriore diminuzione della capacità di reazione e delle funzioni psicomotorie.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e nell'ambito della sorveglianza post-marketing, con le frequenze di seguito indicate, sono spesso espressione della malattia stessa e non sono necessariamente effetti collaterali dovuti al trattamento.

Comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10'000 a <1/1000); frequenza non nota (la frequenza non può essere determinata sulla base dei dati provenienti dalla sorveglianza post-marketing), comprese segnalazioni di casi singoli.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: emorragia anomala, che interessa principalmente la cute e le mucose.

Patologie endocrine

Non nota: secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico, iperprolattinemia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: anoressia.

Non nota: iponatriemia (talvolta dovuta a una secrezione inadeguata dell'ormone antidiuretico), aumento di peso, perdita di peso.

Disturbi psichiatrici

Non comune: allucinazioni, confusione, aggressività.

Raro: mania.

Non nota: idea suicida, comportamento suicida (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie del sistema nervoso

Comune: eccitazione, ansia, capogiro, insonnia, tremore, sonnolenza, nervosismo, cefalea.

Non comune: atassia, sintomi extrapiramidali.

Raro: convulsioni.

Non nota: sindrome serotoninergica, eventi simili alla sindrome neurolettica maligna, acatisia/agitazione psicomotoria, parestesie, disgeusia.

Patologie dell'occhio

Non nota: glaucoma, midriasi.

Patologie cardiache

Comune: palpitazioni, tachicardia.

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione (ortostatica).

Patologie gastrointestinali

Comune: dolori addominali, stitichezza, diarrea, bocca secca, dispepsia, nausea, talvolta accompagnata da vomito, soprattutto all'inizio del trattamento.

Non nota: emorragia gastrointestinale.

Patologie epatobiliari

Raro: disturbi della funzionalità epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: iperidrosi.

Non comune: reazioni di ipersensibilità (comprese eruzioni cutanee, prurito, angioedema).

Raro: fotosensibilità.

Non nota: ecchimosi, porpora, sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia.

Non nota: fratture ossee*.

* Studi epidemiologici condotti principalmente su pazienti di età superiore ai 50 anni hanno evidenziato un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti che assumono un SSRI in associazione con un antidepressivo triciclico. Il meccanismo responsabile di tale rischio è sconosciuto.

Patologie renali e urinarie

Non nota: disturbi della minzione (tra cui ritenzione urinaria, incontinenza, pollachiuria, nicturia ed enuresi).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: impotenza, disturbi della libido, eiaculazione anomala (ritardata).

Raro: galattorrea.

Non nota: anorgasmia, disturbi del ciclo mestruale (ad es. amenorrea, ipomenorrea, metrorragia e menorragia), emorragie ginecologiche.

Emorragia post-partum*; frequenza non nota.

Patologie sistemiche

Comune: astenia, malessere.

Non nota: sintomi da astinenza, comprese manifestazioni da astinenza nel neonato.

* Questo evento è stato segnalato per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Gravidanza, Allattamento»).

Sintomi da sospensione

L'interruzione della somministrazione di fluvoxamina provoca spesso sintomi da sospensione (soprattutto in caso di interruzione brusca). Si raccomanda pertanto di ridurre gradualmente la dose di fluvoxamina fino alla sospensione completa quando il trattamento non è più indicato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I sintomi più frequenti comprendono disturbi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea), sonnolenza e capogiro. Sono stati segnalati anche disturbi cardiaci (tachicardia, bradicardia, ipotensione), alterazioni della funzionalità epatica, convulsioni e coma.

Sono stati segnalati oltre 300 casi di sovradosaggio da fluvoxamina, da sola o in associazione ad altre sostanze.

Il sovradosaggio più elevato segnalato è stato di 12 g. Il paziente interessato si è completamente ripreso.

In alcuni casi sono state osservate complicanze gravi in seguito a sovradosaggio di fluvoxamina in associazione ad altre sostanze. Sono stati segnalati 4 casi mortali in cui, verosimilmente, era coinvolta solo la fluvoxamina.

Trattamento

Non sono disponibili antidoti specifici contro la fluvoxamina. In caso di sovradosaggio, procedere immediatamente alla lavanda gastrica e avviare una terapia sintomatica. Si raccomanda inoltre la somministrazione ripetuta di carbone attivo. A causa dell'elevato volume di distribuzione della fluvoxamina, è improbabile che la diuresi forzata o la dialisi possano essere di beneficio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N06AB08

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Floxyfral è un antidepressivo indicato per il trattamento di episodi depressivi lievi, moderati e gravi di varia origine negli adulti, nonché per il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi negli adulti e nei bambini a partire dagli 8 anni.

Il suo meccanismo d'azione si basa sull'inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina a livello dei neuroni cerebrali. Interferisce solo in misura minima con i meccanismi noradrenergici. Allo stesso modo, la capacità di Floxyfral di legarsi ai recettori α-adrenergici, β-adrenergici, istaminergici, colinergici, dopaminergici e serotoninergici è trascurabile.

La fluvoxamina presenta una forte affinità per i recettori sigma 1, di cui è un agonista a dosi terapeutiche.

Gli studi condotti su pazienti anziani non hanno evidenziato alcuna differenza in termini di sicurezza ed efficacia rispetto a quelli condotti nelle altre fasce d'età.

Floxyfral non presenta né attività stimolante né attività sedativa. In generale, non riduce le capacità psicomotorie ed è privo di effetti anticolinergici.

Efficacia clinica

Cfr. «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, la fluvoxamina viene completamente assorbita. Negli studi condotti su volontari sani, i picchi plasmatici e l'AUC aumentano in modo proporzionale alla dose somministrata dopo una singola somministrazione di 25 mg, 50 mg e 100 mg di Floxyfral. A dosi più elevate, fino a 300 mg/giorno, la farmacocinetica si è rivelata non lineare nei volontari sani. La farmacocinetica non è lineare nei bambini, anche a dosi comprese tra 25 mg/giorno e 150 mg/giorno. Dopo una singola somministrazione di 100 mg di Floxyfral, le concentrazioni plasmatiche massime di 15-63 ng/ml vengono raggiunte dopo 3-8 ore. Analogamente, in questi soggetti, l'assunzione di cibo non ha influito sull'assorbimento della fluvoxamina. La biodisponibilità media assoluta è pari al 53%, a causa dell'effetto di primo passaggio.

Distribuzione

Lo stato stazionario (steady-state) viene generalmente raggiunto dopo 10-14 giorni. I test in vitro hanno evidenziato un legame dell'80% della fluvoxamina alle proteine plasmatiche umane. Il volume di distribuzione nell'uomo è pari a 25 l/kg.

Metabolismo

La fluvoxamina viene metabolizzata prevalentemente nel fegato, essenzialmente tramite demetilazione ossidativa, in almeno 9 metaboliti, che vengono eliminati per via renale. I 2 metaboliti principali non possiedono alcuna attività farmacologica significativa.

La fluvoxamina è un potente inibitore degli isoenzimi CYP1A2 e CYP2C19. È stata osservata un'inibizione moderata per CYP2C9, CYP2D6 e CYP3A4.

Eliminazione

Oltre il 90% di una dose marcata radioattivamente, somministrata per via orale, viene ritrovato nelle urine dopo 48 ore. L'emivita biologica è di 13-15 ore dopo una singola somministrazione e raggiunge le 17-22 ore dopo una somministrazione ripetuta. Il valore Q0 è pari a 0,9.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Il profilo farmacocinetico nei soggetti anziani non differisce in modo significativo rispetto a quello delle altre fasce d'età.

A causa di un difetto genetico, si osserva una riduzione dell'attività dell'isoenzima P4502D6 del citocromo 450 in circa il 3-10% della popolazione sana. Queste persone sono definite «metabolizzatori lenti» di sostanze quali ad es. la debrisoquina, il destrometorfano e gli antidepressivi triciclici. Numerose sostanze, tra cui la fluvoxamina e altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, vengono metabolizzate da questo isoenzima; per questo motivo le proprietà farmacologiche e le percentuali relative dei metaboliti risultano modificate nei «metabolizzatori lenti».

Le concentrazioni plasmatiche di fluvoxamina allo steady-state erano due volte più elevate nei bambini (di età compresa tra 6 e 11 anni) rispetto agli adolescenti (di età compresa tra 12 e 17 anni). Le concentrazioni negli adulti non differiscono sostanzialmente da quelle dei soggetti giovani.

Dati preclinici

Cancerogenicità e mutagenicità

Non vi sono indicazioni di effetti cancerogeni o mutageni della fluvoxamina.

Fertilità e tossicità riproduttiva

Studi sulla riproduzione condotti sui ratti hanno dimostrato che la fluvoxamina altera la fertilità sia nei maschi sia nelle femmine (riduzione del comportamento di accoppiamento, diminuzione del numero di spermatozoi, aumento del peso delle ovaie e riduzione della fertilità).

Sono stati osservati effetti embriotossici nei ratti (aumento della mortalità embrionale-fetale, peso ridotto dei feti, ritardo nell'ossificazione e aumento del numero di anomalie oculari [pieghe della retina]). È stato inoltre osservato un aumento del tasso di mortalità perinatale nei neonati negli studi prenatali e postnatali. Gli effetti sono stati osservati in seguito a un'esposizione due volte superiore a quella determinata dalle dosi terapeutiche umane.

Dipendenza fisica e psicologica

Il potenziale della fluvoxamina di indurre abuso, effetti di assuefazione e dipendenza fisica è stato studiato in un modello su primati non umani. Non è stato osservato alcun fenomeno di dipendenza.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e al riparo della luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

44603 (Swissmedic).

Confezioni

Floxyfral junior 50 mg (compresse rivestite con film con linea di frattura)

30 e 100 compresse rivestite con film. [B]

Floxyfral 100 mg (compresse rivestite con film con linea di frattura)

30 e 60 compresse rivestite con film. [B]

Titolare dell’omologazione

Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.

Stato dell'informazione

Febbraio 2026.

[Versione 110 I]