Importanti avvertenze per gli oppioidi:

·Dipendenza da medicamenti e possibile abuso: in seguito all’uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica.

·Depressione respiratoria: nell’uso di oppioidi, sussiste il rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante.

·Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale: l’uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.

·Esposizione accidentale: l’uso accidentale di Tramadol retard Zentiva, soprattutto nei bambini, può causare un sovradosaggio fatale.

·Sindrome neonatale da sospensione di oppioidi: l’uso prolungato di Tramadol retard Zentiva in gravidanza può causare una sindrome neonatale da sospensione di oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita.

Per ulteriori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

 

Tramadol retard Zentiva®

Composizione

Principi attivi

Tramadoli hydrochloridum.

Sostanze ausiliarie

Hypromellosum, Cellulosum microcristallinum, Povidonum K 25, Silica colloidalis anhydrica, Magnesii stearas, Macrogolum 6000, Talcum, Polyacrylatis dispersio 30 per centum, Titanii dioxidum (E 171) (solo Tramadol retard Zentiva 100 mg e 150 mg), Tartrazinum (E102) (solo Tramadol retard Zentiva 150 mg e 200 mg).

Ogni compressa a rilascio prolungatodi Tramadol Zentiva 150 mg contiene 0,264 mg di tartrazina (E102).

Ogni compressa a rilascio prolungato di Tramadol Zentiva 200 mg contiene 1.407 mg di tartrazina (E102).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa a rilascio prolungato Tramadol retard Zentiva 100 mg contiene 100 mg di Tramadoli hydrochloridum.

1 compressa a rilascio prolungato Tramadol retard Zentiva 150 mg contiene 150 mg di Tramadoli hydrochloridum.

1 compressa a rilascio prolungato Tramadol retard Zentiva 200 mg contiene 200 mg di Tramadoli hydrochloridum.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Dolore persistente da moderato a grave, insufficiente efficacia degli analgesici non oppioidi e prosecuzione del trattamento dei pazienti dopo titolazione della dose con tramadolo a rilascio non prolungato.

Posologia/Impiego

Obiettivi del trattamento e interruzione del trattamento

Prima del trattamento con Tramadol retard Zentiva, è necessario concordare con il paziente, in conformità con le linee guida di gestione del dolore, una strategia di trattamento comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento.

Durante il trattamento, deve sussistere un contatto periodico tra medico e paziente, per valutare la necessità di una continuazione del trattamento, prendere in considerazione una sospensione del medicamento ed eventualmente aggiustare la posologia. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Tramadol retard Zentiva, può essere opportuno ridurre gradualmente la dose, per prevenire le manifestazioni da astinenza (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, bisogna considerare la possibilità di una assuefazione (tolleranza) e una progressione della malattia di base (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

La posologia deve essere adattata all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente. In generale bisogna scegliere la dose minima efficace per l'analgesia.

La dose giornaliera totale non deve superare i 400 mg di tramadolo cloridrato, tranne in casi particolari.

Adulti e adolescenti oltre 14 anni

La dose iniziale è in genere di 100 mg due volte al giorno (equivalente a 200 mg di tramadolo cloridrato) e si raccomanda di prenderla al mattino e alla sera. Se il sollievo dal dolore è insufficiente, la dose può essere aumentata a 150 o 200 mg due volte al giorno (equivalente a 300-400 mg di tramadolo cloridrato).

Le compresse retard devono essere deglutite intere, non divise o masticate, con una quantità sufficiente di liquido, indipendentemente dai pasti.

Bambini di età inferiore a 14 anni

A causa del dosaggio, Tramadol retard Zentiva non è indicato nei bambini di età inferiore a 14 anni.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale ed epatica

Nei pazienti con insufficienza renale e/o epatica, l'eliminazione del tramadolo è ritardata, quindi la durata d'azione di Tramadol retard Zentiva può essere prolungata. Eventualmente bisogna prolungare l'intervallo di somministrazione a seconda della ricomparsa del dolore.

Nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità renale o epatica, la somministrazione di Tramadol retard Zentiva non è raccomandata.

Pazienti in dialisi

A causa del suo grande volume di distribuzione, il tramadolo viene rimosso solo molto lentamente dal siero mediante emodialisi o emofiltrazione. Pertanto, nei pazienti in dialisi, la somministrazione post-dialisi non è solitamente necessaria per mantenere l'analgesia.

Pazienti anziani

Di solito non è necessario adattare la dose nei pazienti anziani in assenza di insufficienza epatica o renale clinicamente manifesta. Nei pazienti di età superiore a 75 anni, compresi quelli senza compromissione epatica o renale clinicamente manifesta, l'eliminazione può essere prolungata. Perciò, se necessario, l'intervallo di somministrazione deve essere aumentato secondo le esigenze del paziente.

Durata della terapia

Tramadol retard Zentiva non va mai somministrato più a lungo di quanto assolutamente necessario dal punto di vista terapeutico. Se in base al tipo e alla gravità della malattia è necessaria una terapia analgesica più lunga con Tramadol retard Zentiva, bisogna effettuare dei controlli periodici accurati e frequenti (se necessario effettuando delle pause nell'uso) per verificare se e in che misura persista la necessità medica.

Controindicazioni

Tramadol retard Zentiva è controindicato

·nell'ipersensibilità al tramadolo o una delle sostanze ausiliarie,

·nell'intossicazione acuta da alcool, ipnotici, analgesici, oppioidi o altri psicofarmaci,

·nei pazienti che assumono o hanno assunto negli ultimi 14 giorni dei MAO-inibitori (inibitori delle monoaminossidasi) selettivi o non selettivi (tra cui la selegilina) (vedere la rubrica «Interazioni»),

·nei pazienti con epilessia non adeguatamente controllata dal trattamento,

·nella terapia sostitutiva della dipendenza da stupefacenti. Anche se il tramadolo è un agonista degli oppioidi, non può sopprimere i sintomi di astinenza da morfina.

Avvertenze e misure precauzionali

Tramadol retard Zentiva deve essere usato solamente con particolare cautela nei pazienti con dipendenza dagli oppioidi, in caso di trauma cranico, shock, alterazioni dello stato della coscienza per cause sconosciute, disturbi del centro del respiro o della funzione respiratoria, aumento della pressione intracranica.

Dipendenza da medicamenti e possibile abuso

In seguito all'uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica. Dopo l'uso di oppioidi, può comparire una dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, anche Tramadol retard Zentiva può essere oggetto di abuso, per cui tutti i pazienti che ricevono oppioidi vanno monitorati alla ricerca dei segni di abuso e dipendenza. I pazienti a rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati adeguatamente con oppioidi, ma devono essere monitorati anche per ricercare i segni di impiego non corretto, abuso o dipendenza. L'uso ripetuto di Tramadol retard Zentiva può causare un disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'impiego non corretto intenzionale di Tramadol retard Zentiva può avere come conseguenza un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con presenza di disturbi da uso di sostanze (tra cui i disturbi da uso di alcool) nella storia personale o familiare (genitori, fratelli, sorelle), nei fumatori o nei pazienti con altre malattie psichiche (es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità) in anamnesi. I pazienti vanno monitorati per individuare i segni di comportamenti di dipendenza (drug-seeking behaviour) (es. richiesta troppo precoce di ripetizione della ricetta). Il monitoraggio comprende anche il controllo di eventuali oppioidi e medicamenti psicoattivi (es. benzodiazepine) concomitanti. Nei pazienti con segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi, è necessario prendere in considerazione il consulto da parte di uno specialista delle dipendenze.

Depressione respiratoria

Come con tutti gli oppiacei, sussiste un rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante associata all'uso di Tramadol retard Zentiva. Se non immediatamente riconosciuta e trattata, una depressione respiratoria può causare arresto respiratorio e morte. Il trattamento della depressione respiratoria comprende, a seconda delle condizioni cliniche del paziente, uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può comparire in qualsiasi momento della terapia; il rischio maggiore sussiste all'inizio della terapia o dopo un aumento della posologia.

Disturbi della respirazione correlati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui l'apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia correlata al sonno. L'impiego di oppioidi è accompagnato da un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno, deve essere presa in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi.

Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale

L'uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva centrale possono essere somministrati in concomitanza solo nei pazienti per i quali non sono praticabili altri trattamenti. Se si decide di prescrivere Tramadol retard Zentiva assieme a benzodiazepine o ad altri medicamenti ad azione depressiva centrale, si devono scegliere le dosi efficaci più basse per la minima durata possibile del medicamento concomitante. I pazienti vanno monitorati con attenzione per riconoscere l'eventuale comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Esposizione accidentale

I pazienti e chi si prende cura di loro devono essere informati che Tramadol retard Zentiva contiene un principio attivo in una quantità che può essere fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi si prende cura di loro vanno invitati a conservare tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire adeguatamente le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.

Sindrome neonatale da astinenza da oppiacei

L'uso prolungato di Tramadol retard Zentiva in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppiacei in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare il paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppiacei e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario.

Iperalgesia

L'iperalgesia da oppioidi (OIH) compare quando un analgesico oppioide causa paradossalmente un aumento dei dolori o della sensibilità al dolore. Questa condizione differisce dalla tolleranza, nella quale per mantenere un determinato effetto sono necessarie dosi maggiori di oppioidi. I sintomi di OIH comprendono, tra gli altri, aumento dei dolori all'aumentare della dose di oppioidi, riduzione dei dolori in seguito alla riduzione della dose di oppioidi, oppure dolori in seguito a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se in un paziente c'è il sospetto di OIH, bisogna verificare l'effetto di una riduzione della dose di oppioidi o di una rotazione degli oppioidi

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile, che rende necessario il monitoraggio e la terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono comprendere, tra gli altri, i seguenti: nausea, vomito, riduzione dell'appetito, stanchezza, debolezza, capogiri o bassa pressione arteriosa.

Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L'uso prolungato di oppioidi può essere accompagnato da riduzione dei livelli degli ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea

Ipoglicemia

Sono stati segnalati casi di ipoglicemia associata al tramadolo, alcuni dei quali hanno comportato il ricovero ospedaliero. Nella maggior parte dei casi, i pazienti presentavano fattori di rischio predisponenti (ad esempio diabete). Se si sospetta un'ipoglicemia, è necessario monitorare i livelli di glucosio nel sangue e, se necessario, prendere in considerazione la sospensione del farmaco.

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, aumentando la pressione intrabiliare e aumentando il rischio di sintomi delle vie biliari e pancreatite.

Convulsioni

Sono state segnalate crisi convulsive nei pazienti trattati con tramadolo alle dosi raccomandate. Il rischio può aumentare quando le dosi superano la posologia massima giornaliera raccomandata (400 mg). Questo rischio sussiste anche in caso di assunzione concomitante di medicamenti che possono abbassare la soglia convulsiva o causare effetti adrenergici a carico del SNC, quali gli antidepressivi triciclici, i neurolettici, i MAO-inibitori, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI). I pazienti con epilessia o a rischio di crisi convulsive possono essere trattati con tramadolo solo in casi del tutto eccezionali (vedere la rubrica «Effetti indesiderati, Patologie del sistema nervoso»).

Sindroma da serotonina

La sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente letale, è stata segnalata in pazienti trattati con tramadolo assieme ad altri medicamenti serotoninergici o tramadolo in monoterapia (vedere le rubriche «Interazioni», «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva»).

Nel caso in cui sia clinicamente indicato un trattamento concomitante con altri medicamenti serotoninergici, si consiglia un'attenta osservazione del paziente, in particolare all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose.

I sintomi della sindrome serotoninergica includono, tra l'altro, cambiamenti dell'umore, instabilità autonomica, iperattività neuromuscolare e/o disturbi gastrointestinali.

In caso di sospetta sindrome serotoninergica, è necessario prendere in considerazione la riduzione della dose o l'interruzione del trattamento, a seconda della gravità dei sintomi. L'interruzione del trattamento con medicamenti serotoninergici produce di regola un rapido miglioramento.

Tramadol retard Zentiva non è adatto al trattamento sostitutivo in pazienti con dipendenza da oppioidi. Anche se il tramadolo è un agonista degli oppioidi, non può sopprimere i sintomi di astinenza da morfina (vedere la rubrica «Controindicazioni»).

In pazienti con pregressa dipendenza da oppioidi state osservate ricadute in corso di terapia con tramadolo.

L'interruzione brusca di Tramadol retard Zentiva può causare sintomi di astinenza. L'esperienza clinica suggerisce che i sintomi di una reazione da astinenza possono essere attenuati riducendo gradualmente la dose.

Le compresse a rilascio prolungato di Tramadol Zentiva 150 mg e 200 mg contengono tartrazina (E102). La tartrazina può provocare reazioni allergiche.

Interazioni

L'uso concomitante di altri medicamenti ad azione sul SNC, quali altri oppioidi, sedativi, quali le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentina e pregabalina) e alcool possono avere effetti depressivi additivi, che possono portare a depressione respiratoria, ipotensione, profonda sedazione o coma, a volte a decorso fatale (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Anticolinergici

L'uso concomitante di Tramadol retard Zentiva con anticolinergici o farmaci con attività anticolinergica (ad esempio antidepressivi triciclici, antistaminici, antipsicotici, miorilassanti, alcuni farmaci anti-Parkinson) può aumentare gli effetti collaterali anticolinergici.

Sindroma da serotonina

Una sindrome da serotonina può comparire in seguito alla somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori) e principi attivi serotoninergici, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi di una sindrome da serotonina possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

Il tramadolo non deve essere associato ai MAO-inibitori (tra cui la selegilina, vedere anche la rubrica «Controindicazioni»). Nei pazienti trattati con MAO-inibitori nei 14 giorni precedenti la somministrazione dell'oppioide petidina, sono state osservate interazioni potenzialmente letali che hanno coinvolto il sistema nervoso centrale e la funzione respiratoria e cardiocircolatoria. Le stesse interazioni osservate con i MAO-inibitori non possono essere escluse con Tramadol retard Zentiva.

In caso di somministrazione concomitante o precedente di cimetidina (inibitore enzimatico), sulla base dei risultati farmacocinetici disponibili non sono da aspettarsi interazioni clinicamente rilevanti.

La somministrazione concomitante o precedente di carbamazepina (induttore enzimatico) può ridurre l'effetto analgesico e la durata d'azione.

Il tramadolo può indurre convulsioni e aumentare il potenziale epilettogeno di medicamenti quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI), antidepressivi triciclici, antipsicotici e altri medicamenti che abbassano la soglia convulsiva (come bupropione, mirtazapina, tetraidrocannabinolo).

In casi di co-somministrazione di tramadolo con derivati cumarinici (es. warfarin), i pazienti devono essere attentamente monitorati, perché sono stati riferiti alcuni casi di aumento dei valori dell'INR (International Normalised Ratio), con sanguinamenti più abbondanti ed ecchimosi.

Gli inibitori del CYP3A4, quali ketoconazolo ed eritromicina, possono inibire il metabolismo di tramadolo (N-demetilazione) e, probabilmente, anche del metabolita attivo O-demetilato. La rilevanza clinica di quest'interazione non è nota (vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati»).

Gli studi di interazione in vitro sui microsomi epatici umani indicano che la somministrazione concomitante di inibitori del CYP2D6, quali fluoxetina, paroxetina e amitriptilina, può provocare una certa inibizione del metabolismo del tramadolo.

In un limitato numero di studi la somministrazione pre- e postoperatoria dell'antiemetico ondansetron, un antagonista 5-HT3, ha aumentato la richiesta di tramadolo nei pazienti con dolore postoperatorio.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Il tramadolo attraversa la barriera placentare. Non ci sono dati sufficienti per sostenere la sicurezza del tramadolo nella gravidanza umana.

Negli studi sugli animali, a dosi tossiche molto elevate per la madre si sono osservati effetti tossici sulla riproduzione, ma non teratogeni (vedere la rubrica «Dati preclinici»).

Il tramadolo somministrato prima o durante il parto non influenza la motilità uterina. Nel neonato, può causare alterazioni della frequenza respiratoria, di solito clinicamente non rilevanti.

L'uso prolungato di Tramadol retard Zentiva in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare la paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Tramadol retard Zentiva non deve essere somministrato a donne in gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

Circa lo 0,1% della dose di tramadolo assunto dalla madre viene escreto nel latte materno durante l'allattamento. Tramadol retard Zentiva non deve essere somministrato o assunto durante l'allattamento.

Fertilità

Nella fase di sorveglianza post-marketing, sono stati riferiti alcuni casi di anomalie dello sperma e ipogonadismo. Tuttavia, non è stato possibile stabilire una relazione causale. Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun effetto del tramadolo sulla fertilità. Tuttavia, gli attuali dati pubblicati hanno indicato un effetto sulla funzione sessuale maschile nel ratto, da cui è probabile che derivi una compromissione della fertilità (vedere la rubrica «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Anche se usato secondo le indicazioni, Tramadol retard Zentiva può alterare la capacità di reazione (ad es. causare sonnolenza e capogiri) al punto da compromettere la capacità di guidare veicoli o la capacità di utilizzare macchine. Ciò vale, in particolare, in combinazione con alcool o altre sostanze psicotrope.

Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più comuni sono nausea e capogiri, che compaiono in oltre il 10% dei pazienti.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune (>10%): capogiri (14%).

Comune (1–10%): cefalea, sonnolenza.

Raro (0,01–0,1%): disturbi del linguaggio, parestesie, tremore, crisi convulsive, contrazioni muscolari involontarie, disturbi della coordinazione, sincope.

Crisi convulsive si sono manifestate soprattutto dopo la somministrazione di dosi elevate di tramadolo o in seguito a co-somministrazione di medicamenti che possono abbassare la soglia epilettogena (vedere le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Frequenza non nota: sindrome da serotonina.

Disturbi psichiatrici

Raro (0,01–0,1%): allucinazioni, stato confusionale, disturbi del sonno, delirio, ansia e incubi.

In seguito alla somministrazione di tramadolo possono comparire diversi effetti collaterali psichiatrici, che variano da persona a persona per intensità e natura (a seconda della personalità e della durata del trattamento). Questi includono alterazioni dell'umore (generalmente euforia, occasionalmente disforia), alterazioni dell'attività (generalmente soppressione, occasionalmente aumento) e alterazioni delle capacità cognitive e sensoriali (ad esempio, comportamento decisionale, disturbi della percezione).

Può svilupparsi dipendenza.

Possono comparire sintomi di una reazione da astinenza, simili a quelli da sospensione di oppioidi: agitazione, ansia, nervosismo, disturbi del sonno, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali.

Altri sintomi osservati molto raramente (<0,01%) dopo sospensione del tramadolo sono: attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinnito e sintomi inusuali a carico del SNC (quali confusione, idee deliranti, disturbi della personalità, derealizzazione, paranoia).

Patologie dell'occhio

Raro (0,01–0,1%): miosi, midriasi, visione annebbiata.

Patologie cardiache

Non comune (0.1–1%): effetti sulla regolazione cardiovascolare (palpitazioni, tachicardia). Questi effetti indesiderati possono verificarsi soprattutto in caso di somministrazione endovenosa e in pazienti in condizioni di stress fisico.

Raro (0,01–0,1%): bradicardia.

Esami diagnostici

Raro (0,01–0,1%): aumento della pressione arteriosa.

Patologie vascolari

Non comune (0,1–1%): effetti sulla regolazione cardiovascolare (ipotensione ortostatica o collasso circolatorio). Questi effetti indesiderati possono verificarsi soprattutto in caso di somministrazione endovenosa e in pazienti in condizioni di stress fisico.

Patologie endocrine

Frequenza non nota: in letteratura sono stati riportati casi di SIADH (sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico), ma non è stata stabilita una relazione causale con il tramadolo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro (0,01–0,1%): alterazioni dell'appetito.

Frequenza non nota: ipoglicemia.

In letteratura sono stati riportati casi di iponatriemia, ma non è stata stabilita una relazione causale con il tramadolo.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro (0,01–0,1%): depressione respiratoria, dispnea.

In caso di sovradosaggio e di co-somministrazione di altre sostanze ad azione depressiva sul SNC (vedere la rubrica «Interazioni»), può manifestarsi depressione respiratoria.

Sono stati riferiti casi di peggioramento dell'asma. Tuttavia, non è stato possibile stabilire una relazione causale.

Frequenza non nota: singhiozzo, sindrome da apnea centrale del sonno.

Patologie gastrointestinali

Molto comune (>10%): nausea (15%).

Comune (1–10%): vomito (9%), stipsi, secchezza delle fauci.

Non comune (0,1–1%): conati di vomito, malessere gastrointestinale (ad es. peso allo stomaco, sensazione di pienezza), diarrea.

Frequenza non nota: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi.

Molto raramente (<0,01%) si è osservato un incremento dei valori degli enzimi epatici in correlazione temporale con l'uso terapeutico di tramadolo.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune (1–10%): iperidrosi.

Non comune (0,1–1%): reazioni cutanee (ad esempio prurito, arrossamento, orticaria).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro (0,01–0,1%): debolezza muscolare.

Patologie renali e urinarie

Raro (0,01–0,1%): disturbi della minzione (disuria e ritenzione urinaria).

Disturbi del sistema immunitario

Raro (0,01–0,1%): reazioni allergiche (ad esempio dispnea, broncospasmo, respiro sibilante, edema angioneurotico) e anafilassi.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune (1–10%): spossatezza.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

In linea di principio, le intossicazioni da Tramadol retard Zentiva possono causare sintomi simili a quelli di altri oppioidi, in particolare: miosi, vomito, collasso circolatorio, sonnolenza fino alla perdita di coscienza, coma, convulsioni e depressione respiratoria fino alla paralisi respiratoria et morte. È stata riferita anche la sindrome da serotonina.

In caso di sovradosaggio di oppioidi, si è osservata una leucoencefalopatia tossica.

Trattamento

Valgono le misure generali d'emergenza per mantenere la pervietà delle vie respiratorie (aspirazione). Supportare la funzione cardiaca e respiratoria a seconda della sintomatologia. L'antidoto per la depressione respiratoria è il naloxone. Nella sperimentazione sugli animali, il naloxone non ha avuto effetto sulle convulsioni; in questi casi somministrare diazepam per via endovenosa. Bisogna tenere conto dell'interazione oppioidi/benzodiazepine (rischio di depressione respiratoria).

In caso di intossicazione con preparati orali di tramadolo, si raccomanda la detossificazione con carbone attivo o una lavanda gastrica solo entro 2 ore dopo l'assunzione. Trascorso tale intervallo, queste terapie sono utili solo in caso di assunzione di dosi estremamente elevate o di compresse retard.

Il tramadolo è dializzabile solo limitatamente. Pertanto l'emodialisi o l'emofiltrazione da sole non sono adatte nell l'intossicazione acuta da Tramadol retard Zentiva.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02AX02

Meccanismo d'azione

Il tramadolo è un analgesico oppioide ad azione centrale.

Farmacodinamica

Il tramadolo è un agonista puro, non selettivo, dei recettori oppioidi µ, δ e κ, ma con più elevata affinità per i recettori μ. Altri meccanismi che contribuiscono al suo effetto analgesico sono l'inibizione della ricaptazione neuronale della noradrenalina e l'aumento del rilascio di serotonina.

Il tramadolo ha un effetto antitussivo. Diversamente dalla morfina, il tramadolo non ha effetti depressivi sulla respirazione quando somministrato a dosi analgesiche in un ampio intervallo. Analogamente, ha un poco effetto sulla motilità gastrointestinale. Gli effetti sul sistema cardiovascolare sono piuttosto lievi. La potenza del tramadolo è considerata da un decimo a un sesto rispetto a quella della morfina.

Efficacia clinica

Vedere la rubrica «Farmacodinamica».

Bambini e adolescenti

Gli effetti della somministrazione parenterale ed enterale di tramadolo sono stati valutati nell'ambito di studi clinici cui hanno partecipato oltre 2000 pazienti pediatrici di età compresa tra quella neonatale e 17 anni. Le indicazioni per il trattamento del dolore che sono state esaminate in questi studi hanno incluso dolore secondario a intervento chirurgico (principalmente in sede addominale), estrazione dentaria, fratture, ustioni e traumi, così come altri stati dolorosi che hanno richiesto un trattamento analgesico per circa 7 giorni.

A dosi singole fino a 2 mg/kg o multiple fino a 8 mg/kg/giorno (fino a un massimo di 400 mg al giorno), l'efficacia del tramadolo è risultata superiore al placebo e pari o superiore o uguale a quella di paracetamolo, nalbufina, petidina o di morfina a basse dosi. Gli studi condotti hanno confermato l'efficacia del tramadolo. Il profilo di sicurezza del tramadolo è risultato simile nei pazienti adulti e pediatrici di età superiore a 1 anno (vedere la rubrica «Posologia/impiego»).

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo la somministrazione orale, il tramadolo viene assorbito per oltre il 90%.

La biodisponibilità media assoluta di tramadolo in forma di rilascio prolungato è di circa il 68%, in studi con dose singola, indipendentemente dall'assunzione concomitante di cibo. L'effetto di primo passaggio dopo somministrazione orale è al massimo del 30%.

Dopo somministrazione orale ripetuta di tramadolo in forma di rilascio prolungato, studi con dosi ripetute hanno dimostrato che la biodisponibilità aumenta a circa il 70-90%, mentre gli altri parametri farmacocinetici rimangono inalterati. Ciò si deve probabilmente a una riduzione del metabolismo di primo passaggio.

Dopo l'uso di tramadolo in forma di rilascio prolungato 100 mg, il picco di concentrazioni plasmatiche viene raggiunto dopo 4,9 ore dalla somministrazione con Cmax di 141 ± 40 ng/ml. Dopo l'uso di tramadolo in forma di rilascio prolungato 200 mg, un valore di Cmax di 260 ± 62 ng/ml si raggiunge dopo 4,8 ore.

La biodisponibilità relativa del tramadolo è risultata paragonabile a quella della preparazione non a rilascio prolungato alle dosi oggetti di studio di 100 e 200 mg.

La relazione tra concentrazione sierica ed effetto analgesico del tramadolo è dose-dipendente, tuttavia con notevoli variazioni da caso a caso. Di solito è efficace una concentrazione sierica di 100-300 ng/ml.

Distribuzione

Il tramadolo ha un'elevata affinità tessutale. Il volume di distribuzione è 203+40 l. Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 20%.

Il tramadolo attraversa la barriera emato-encefalica e quella placentare. Si rileva nel latte materno assieme al suo derivato O-demetilato in quantità molto modeste (rispettivamente 0,1% e 0,02% della dose somministrata).

Metabolismo

L'emivita di eliminazione del tramadolo t½,β è di circa 6 h, indipendentemente dalla modalità di somministrazione.

Nell'uomo, il tramadolo viene metabolizzato principalmente mediante N-demetilazione e O-demetilazione, come pure mediante coniugazione dei prodotti della O-demetilazione con acido glucuronico. Solo l'O-desmetiltramadolo è farmacologicamente attivo, ma è presente nel sangue a concentrazioni inferiori al tramadolo stesso.

La sperimentazione sugli animali ha evidenziato che l'O-desmetiltramadolo ha una potenza 2-4 volte superiore a quella della sostanza madre; l'emivita di eliminazione t½,β è di 7,9 h, più o meno dello stesso ordine di grandezza di quella del tramadolo.

L'inibizione degli isoenzimi CYP3A4 e/o CYP2D6, coinvolti nella biotrasformazione del tramadolo, può influire sulla concentrazione plasmatica del tramadolo o del suo metabolita attivo. Finora non sono state riportate interazioni clinicamente rilevanti.

Eliminazione

L'eliminazione del tramadolo e dei suoi metaboliti avviene quasi completamente (90%) per via renale. Circa il 25-33% del principio attivo viene eliminato immodificato nelle urine. In caso di dosi ripetute, non si prevedono, quindi, complicanze terapeutiche dovute a metaboliti eliminati lentamente.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

La dipendenza dall'età della farmacocinetica del tramadolo è modesta e insignificante per la terapia.

Di regola non è necessario adattare la dose nei pazienti anziani (fino a 75 anni), in assenza di insufficienza epatica o renale clinicamente manifesta. Negli anziani di età superiore a 75 anni, l'eliminazione del medicamento può essere più lenta. Pertanto, in caso di necessità, gli intervalli tra le dosi devono essere eventualmente prolungati.Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale, ci si deve aspettare un prolungamento dell'emivita terminale, che, tuttavia, è relativamente modesto, finché uno di questi due organi escretori è sostanzialmente integro.

Nei pazienti con cirrosi epatica, sono state accertate emivite di eliminazione del tramadolo di circa 13 ore, in casi estremi di 22 ore. Nei pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina <5 ml/min), i valori sono stati di circa 11 ore e, in casi estremi, di circa 20 ore.

Bambini e adolescenti

La farmacocinetica del tramadolo e dell'O-desmetiltramadolo dopo somministrazione orale di dosi singole o ripetute in pazienti di età compresa fra 1 e 16 anni è risultata, in generale, comparabile a quella osservata negli adulti quando la dose è stata calcolata in base al peso corporeo, ma con una maggiore variabilità inter-individuale nei bambini fino a 8 anni d'età.

Nei bambini di età inferiore a 1 anno, la farmacocinetica del tramadolo e dell'O-desmetiltramadolo non è stata completamente studiata. Secondo i dati ottenuti da studi che hanno incluso questa fascia d'età, la velocità di formazione dell'O-desmetiltramadolo attraverso il CYP2D6 nel neonato aumenta costantemente e i livelli di attività del CYP2D6 nell'adulto vengono raggiunti intorno a 1 anno d'età. Inoltre, l'immaturità del sistema di glucuronizzazione e della funzione renale può rallentare l'eliminazione e l'accumulo di O- desmetiltramadolo nei bambini di età inferiore a 1 anno. Pertanto, il tramadolo non va usato in questa fascia di età.

Dati preclinici

I risultati degli studi condotti non hanno indicato alcun potenziale rischio genotossico del tramadolo.

Uno studio sul ratto non ha messo in evidenza segni di un aumento dell'incidenza di neoplasie legata alla sostanza. Nello studio sul topo si è osservato un aumento dell'incidenza degli adenomi epatocellulari nei maschi (dose-dipendente a partire da 15 mg/kg, non significativo) e un aumento dei tumori polmonari nelle femmine di tutti i gruppi di dose (significativo, ma non dose-dipendente). Studi condotti sul topo, sul ratto e sul coniglio con dosi molto elevate di tramadolo cloridrato (pari a 3-15 volte la dose massima nell'uomo) tossiche per la madre hanno rilevato effetti sull'organogenesi, sull'osteogenesi e sulla mortalità fetale. La fertilità e lo sviluppo dei cuccioli non hanno messo in evidenza alterazioni.

Gli studi tossicologici richiesti per l'omologazione non hanno rilevato una compromissione della fertilità negli animali adulti, sia maschi che femmine. I dati pubblicati hanno evidenziato una diminuzione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi nel ratto a dosi superiori a 100 mg/kg/giorno.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15–25°C), nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

56704 (Swissmedic).

Confezioni

Tramadol retard Zentiva compresse a rilascio prolungato 100 mg: 10, 30 e 60. (A)

Tramadol retard Zentiva compresse a rilascio prolungato 150 mg: 10, 30 e 60. (A)

Tramadol retard Zentiva compresse a rilascio prolungato 200 mg: 10, 30 e 60. (A)

Titolare dell’omologazione

Helvepharm AG, Frauenfeld.

Stato dell'informazione

Aprile 2025