Indocid®-Retard
Composizione
Principi attivi
Indometacinum
Sostanze ausiliarie
Ipromellosa; cellulosa microcristallina; amido di mais; 102.29 mg zucchero (saccarosio); copolimero acido polivinilacetico-crotonico; indigotina (E132); magnesio stearato; giallo ossido di ferro (E172); biossido di titanio (E171); gelatina
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsule rigide a rilascio prolungato di indometacina da 75 mg.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Indocid-Retard è raccomandato come analgesico e antinfiammatorio in caso di:
·poliartrite cronica,
·artrosi,
·coxartrosi,
·spondilite anchilosante (morbo di Bechterew).
È indicato anche per:
·affezioni acute dell’’apparato locomotore come borsiti, tendiniti, sinoviti, tenovaginiti, periartriti della spalla;
·distorsioni e stiramenti;
·lombalgia;
·infiammazione, dolori, trisma e gonfiori dopo interventi odontoiatrici;
·infiammazione, dolori e gonfiori dopo interventi chirurgici ortopedici e non chirurgici di dislocazione e immobilizzazione di fratture o lussazioni;
·dolori mestruali.
Posologia/impiego
Adulti: 1–2 capsule retard da 75 mg/die.
Normalmente non devono essere superate le 2 capsule retard al giorno. Le capsule devono essere assunte dopo i pasti per ridurre al minimo i disturbi gastrointestinali nei pazienti sensibili.
La dose giornaliera raccomandata di indometacina deve essere adattata individualmente in base alla risposta e alla tollerabilità del paziente. Dovrebbe essere somministrata la più bassa dose efficace per il periodo di trattamento più breve possibile.
Con l’indometacina non è necessaria una «terapia di attacco» iniziale a dosi elevate. Nelle malattie reumatiche croniche, basse dosi all’’inizio della terapia, che possono essere gradualmente aumentate se necessario, e una terapia di mantenimento per un periodo di tempo sufficientemente lungo (si raccomanda almeno un mese di trattamento) possono ottenere un effetto terapeutico con effetti indesiderati relativamente ridotti.
Per i pazienti con dolore notturno persistente e/o rigidità mattutina, può essere utile una dose unica prima di coricarsi.
Per la dismenorrea primaria, la dose giornaliera raccomandata è di 75 mg, una volta al giorno, a partire dall’inizio dei dolori o del sanguinamento. La terapia viene proseguita fino alla scomparsa dei sintomi.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Poiché l’indometacina viene escreta principalmente dai reni, i pazienti con funzionalità renale significativamente compromessa devono essere monitorati con attenzione. Per evitare l’accumulo, una dose giornaliera ridotta deve essere somministrata.
Pediatria
La sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state studiate. L’uso in età pediatrica è quindi sconsigliato.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie, secondo la composizione.
Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi similallergici dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri antinfiammatori non steroidei.
Terzo trimestre di gravidanza (vedi «Gravidanza / allattamento»).
Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o emorragie gastrointestinali.
Malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa).
Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
Grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min).
Grave insufficienza cardiaca (NYHA III–IV).
Trattamento dei dolori postoperatori dopo intervento di bypass coronarico (o impiego di una macchina cuore-polmone).
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze di ordine generale sull’uso degli antinfiammatori sistemici non steroidei
Durante il trattamento con gli antinfiammatori non steroidei (FANS), selettivi e non selettivi per COX-2, possono presentarsi in qualsiasi momento, anche senza sintomi premonitori o indicazioni anamnestiche, ulcere gastrointestinali, emorragie o perforazioni. Per ridurre questo rischio, dovrebbe essere somministrata la più bassa dose efficace durante un periodo di trattamento della durata più breve possibile.
Per alcuni inibitori selettivi delle COX-2 in studi controllati con placebo è stato osservato un maggior rischio di complicanze trombotiche cardiovascolari e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia in rapporto diretto con la selettività per COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Poiché non esistono attualmente per l’indometacina risultati analoghi da studi clinici effettuati alle dosi massime e su lunghi periodi di tempo, non si può escludere un aumento analogo di questi rischi anche per questo principio attivo. Fino all’ottenimento dei dati corrispondenti, l’indometacina deve essere utilizzata solo dopo una valutazione accurata del rapporto rischio-beneficio in caso di cardiopatia coronarica clinicamente confermata, di patologie cerebrovascolari, di arteriopatia obliterante periferica o in pazienti con fattori di rischio importanti (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Anche a causa di questo rischio, si deve somministrare la più bassa dose efficace durante un periodo di trattamento della durata più breve possibile.
Gli effetti renali dei FANS comprendono ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. L’indometacina deve pertanto essere utilizzata con prudenza nei pazienti con compromissione della funzionalità cardiaca e altre condizioni che predispongono alla ritenzione idrica. Deve essere usata prudenza anche con l’assunzione concomitante di diuretici o ACE-inibitori, e anche in caso di rischio elevato di ipovolemia.
Prima di decidere di utilizzare l’indometacina devono essere soppesati i possibili rischi e benefici dell’indometacina stessa e delle altre opzioni terapeutiche. Dovrebbe essere somministrata la più bassa dose efficace per il periodo di trattamento più breve possibile.
Poiché il rischio di effetti collaterali sembra essere generalmente aumentato in età avanzata, Indocid-Retard, come altri medicamenti simili, deve essere usato con maggiore cautela nei pazienti di età avanzata.
Ipertensione arteriosa
I FANS, tra cui l’indometacina, possono indurre un’ipertensione di nuova insorgenza o peggiorare un’ipertensione già esistente, contribuendo ad aumentare l’incidenza di eventi cardiovascolari. Nei pazienti che assumono tiazidici o diuretici dell’ansa, la risposta a queste terapie può essere ridotta in caso di assunzione concomitante di FANS. I FANS, tra cui l’indometacina, devono essere usati con cautela nei pazienti con ipertensione. L’ipertensione deve essere attentamente monitorata all’inizio e durante la terapia con FANS.
Insufficienza cardiaca, ritenzione idrica, edemi
In alcuni pazienti che assumevano indometacina sono stati osservati insufficienza cardiaca, ritenzione idrica e edemi periferici. Pertanto, Indocid-Retard, come altri antinfiammatori, deve essere usato con cautela nei pazienti con cardiopatie, ipertensione o altri fattori che predispongono alla ritenzione idrica.
Apparato gastrointestinale
Poiché a volte possono verificarsi gravi reazioni gastrointestinali, in considerazione di tali sintomi, in ciascun paziente devono essere valutati i rischi della prosecuzione della terapia con indometacina rispetto ai possibili benefici.
Durante il trattamento con indometacina sono state segnalate ulcere singole o multiple, comprese perforazioni ed emorragie dell’esofago, dello stomaco, del duodeno, dell’intestino tenue o dell’intestino crasso. Questi eventi si possono presentare in qualsiasi momento durante il trattamento, senza sintomi di avvertimento. In alcuni casi sono stati segnalati decessi. Raramente, le ulcere si sono associate a stenosi e ostruzione.
Si sono verificate emorragie gastrointestinali senza formazione di ulcere evidenti e perforazione di lesioni preesistenti del sigma (diverticoli, carcinomi, ecc.).
Gli effetti collaterali gastrointestinali possono spesso essere ridotti con la somministrazione dopo i pasti, con latte o con antiacidi.
Funzionalità renale
Come per altri medicamenti antinfiammatori non steroidei, in pazienti in trattamento a lungo termine con indometacina sono state segnalate nefriti interstiziali acute con ematuria, proteinuria e occasionalmente sindrome nefrosica.
Con l’uso a lungo termine di FANS sono state osservate necrosi della papilla e altre lesioni renali.
Nei pazienti con riduzione del flusso sanguigno renale, in cui le prostaglandine renali svolgono un ruolo importante nel mantenimento della perfusione renale, la somministrazione di un antinfiammatorio non steroideo può provocare l’insufficienza renale. I pazienti più a rischio di tali reazioni sono quelli con nefropatie ed epatopatie, diabete mellito, età avanzata, deplezione di liquidi extracellulari, insufficienza cardiaca, sepsi o uso concomitante di medicamenti nefrotossici. È necessaria prudenza quando si inizia il trattamento con Indocid-Retard in pazienti con significativa disidratazione. Prima dell’inizio del trattamento i pazienti vanno reidratati. Si consiglia inoltre cautela nei pazienti con nefropatie preesistenti. Gli antinfiammatori non steroidei devono essere somministrati con cautela e la funzionalità renale deve essere monitorata in tutti i pazienti che possono avere una ridotta funzionalità renale. L’interruzione della terapia antireumatica di solito ripristina le condizioni precedente all’inizio del trattamento (seguire le specifiche istruzioni di dosaggio).
In alcuni pazienti sono stati segnalati aumenti delle concentrazioni sieriche di potassio e iperkaliemia, anche in assenza di insufficienza renale. Nei pazienti con funzione renale normale, questi effetti sono stati attribuiti a una condizione di iporeninemia-ipoaldosteronemia (vedi «Interazioni»). Poiché l’indometacina viene escreta soprattutto dai reni, i pazienti con funzionalità renale significativamente compromessa devono essere monitorati con attenzione. Per prevenire l’accumulo, è necessario utilizzare un dosaggio ridotto.
Per questi motivi, il trattamento con Indocid-Retard non è raccomandato nei pazienti con insufficienza renale avanzata. Se la terapia con Indocid-Retard è necessaria, la funzione renale del paziente deve essere monitorata attentamente.
Reazioni cutanee
I FANS, tra cui l’indometacina, possono causare gravi reazioni cutanee come la dermatite esfoliativa, la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell) e l’esantema medicamentoso con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere fatali (vedi «Effetti indesiderati»). Il rischio che si verifichi questa reazione sembra essere maggiore all’inizio del trattamento e nella maggior parte dei casi queste reazioni si manifestano entro un mese dall’inizio della terapia. Questi eventi gravi possono verificarsi senza preavviso. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi delle reazioni cutanee gravi. Il medicamento deve essere sospeso alla prima comparsa di un’eruzione cutanea, di alterazioni delle mucose o di qualsiasi altro segno di una reazione di ipersensibilità.
Effetti oftalmologici
In singoli casi, durante la terapia a lungo termine con indometacina sono stati osservati depositi corneali e alterazioni retiniche o della macula. Se si verificano tali alterazioni, si raccomanda la sospensione del trattamento.
La visione offuscata può essere un sintomo caratteristico: richiede una visita oculistica approfondita. Poiché queste alterazioni possono anche essere asintomatiche, si raccomanda di sottoporre i pazienti in terapia a lungo termine a regolari visite oculistiche.
Sistema nervoso centrale
All’inizio del trattamento con indometacina possono verificarsi cefalea, talvolta accompagnata da vertigini o stordimento. Sebbene la gravità di queste reazioni raramente richieda l’interruzione della terapia, il trattamento con Indocid-Retard deve essere interrotto se la cefalea persiste nonostante la riduzione della dose. I pazienti devono essere informati di questi possibili effetti collaterali e, se si presentano, non devono svolgere attività che richiedano una maggiore attenzione (ad es. guidare un veicolo a motore, utilizzare macchinari).
Occorre cautela nei pazienti con disturbi mentali, epilessia o parkinsonismo, poiché durante il trattamento con indometacina può verificarsi occasionalmente un peggioramento di queste condizioni.
Infezioni
Come altri antinfiammatori, analgesici e antipiretici, Indocid-Retard può mascherare i sintomi associati alle malattie infettive. Questa possibilità deve essere presa in considerazione per garantire un trattamento adeguato e tempestivo dell’infezione. Indocid-Retard va somministrato con cautela a pazienti con infezioni in atto, anche se ben controllate.
Funzionalità epatica
Nei pazienti che presentano sintomi di compromissione della funzionalità epatica o valori di laboratorio elevati, occorre prestare molta attenzione alla compromissione più grave della funzionalità epatica durante il proseguimento del trattamento.
Se persistono o peggiorano esami di funzionalità epatica patologici, se si sviluppano sintomi clinici di epatopatia o se si verificano manifestazioni sistemiche (ad es. eosinofilia, rash cutaneo, ecc.), il trattamento deve essere interrotto.
Aggregazione piastrinica
Come altri antinfiammatori non steroidei, l’indometacina può inibire l’aggregazione piastrinica. Questo effetto è di durata più breve rispetto a quello dell’acido acetilsalicilico ed è generalmente reversibile entro 24 ore dalla sospensione dell’indometacina.
In volontari sani si è osservato che l’indometacina prolunga il tempo di sanguinamento entro l’intervallo fisiologico. Poiché questo effetto può essere aumentato in caso di disturbi della coagulazione, Indocid-Retard deve essere usato con cautela in questi pazienti.
Esami di laboratorio
Durante il trattamento con indometacina sono stati segnalati risultati falsi positivi nel test di soppressione del desametasone (DST).
Pediatria
La sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state studiate. L’utilizzo in età pediatrica è quindi sconsigliato.
Interazioni
L’indometacina può aumentare o diminuire l’effetto di alcuni medicamenti. Pertanto, i pazienti devono essere attentamente monitorati quando utilizzano questi medicamenti contemporaneamente. I livelli ematici di digossina possono essere aumentati dalla somministrazione contemporanea di indometacina. In associazione alle penicilline, l’eliminazione della penicillina viene ritardata. La somministrazione di indometacina insieme all’acido acetilsalicilico o ad altri salicilati non è raccomandata, poiché questi riducono il livello sierico di indometacina.
Altri FANS
A causa del possibile aumento della tossicità gastrointestinale e in considerazione dell’assenza o del lieve aumento dell’effetto, la somministrazione concomitante di indometacina con altri FANS non è raccomandata.
Anticoagulanti
L’indometacina non influenza l’ipoprotrombinemia causata da anticoagulanti in persone malate e sane. Tuttavia, se l’indometacina viene somministrata in associazione ad anticoagulanti, occorre prestare attenzione alle possibili variazioni del tempo di protrombina. Nelle segnalazioni successive all’immissione in commercio sono stati segnalati sanguinamenti in pazienti che ricevevano anticoagulanti in associazione all’indometacina. Si raccomanda pertanto cautela se Indocid-Retard viene somministrato con anticoagulanti.
Probenecid
In caso di assunzione contemporanea di indometacina e probenecid, i livelli plasmatici di indometacina possono aumentare.
Metotressato
Occorre prestare cautela in caso di somministrazione contemporanea di indometacina e metotressato. È stato segnalato che l’indometacina riduce la secrezione tubulare del metotressato e ne potenzia la tossicità.
Ciclosporina
La co-somministrazione di antinfiammatori non steroidei con la ciclosporina può portare a un aumento della tossicità della ciclosporina stessa, probabilmente a causa della diminuzione della sintesi renale di prostacicline. Gli antinfiammatori non steroidei devono essere usati con cautela nei pazienti che assumono ciclosporina e la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata.
Litio
L’indometacina determina un aumento clinicamente rilevante dei livelli sierici di litio e una diminuzione della clearance renale del litio. Questo effetto è attribuito all’inibizione della sintesi delle prostaglandine. Se l’indometacina e il litio vengono somministrati contemporaneamente, la concentrazione sierica di litio deve essere verificata più frequentemente.
Diuretici
In singoli casi, la somministrazione di indometacina può ridurre l’effetto diuretico, di escrezione del sodio e di abbassamento della pressione sanguigna dei diuretici dell’ansa, dei risparmiatori di potassio e dei tiazidici.
L’indometacina inibisce l’attività reninica plasmatica, sia basale che indotta dalla furosemide, dalla deplezione di sale o di liquidi. Questo deve essere tenuto in considerazione quando si determina l’attività reninica plasmatica in pazienti con ipertensione.
L’indometacina e i diuretici risparmiatori di potassio possono entrambi causare un aumento dei livelli sierici di potassio. Deve essere considerato il possibile effetto dell’indometacina e dei diuretici risparmiatori di potassio sulla cinetica del potassio e sulla funzione renale quando queste sostanze vengono somministrate in concomitanza. Indometacina e triamterene non devono essere somministrati contemporaneamente.
Digossina
Con l’associazione di indometacina e digossina sono stati segnalati un aumento della concentrazione sierica e il prolungamento dell’emivita della digossina. Pertanto, i livelli di digossina devono essere attentamente monitorati durante la somministrazione concomitante.
Antipertensivi
L’associazione di indometacina ad alcuni antipertensivi ha determinato una riduzione acuta dell’effetto ipotensivo di questi ultimi, almeno in parte dovuta alla riduzione della sintesi di prostaglandine indotta da Indocid-retard. Indocid-Retard deve quindi essere prescritto con cautela ai pazienti in trattamento con i seguenti antipertensivi: alfa-bloccanti, ACE-inibitori, beta-bloccanti, diuretici (vedi sopra), idralazina o losartan (antagonista dell’angiotensina II). In alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa, la somministrazione concomitante di un FANS e di un ACE-inibitore o di un antagonista dell’angiotensina A-II può causare un ulteriore deterioramento della funzionalità renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta. Questa condizione, tuttavia, è solitamente reversibile.
Fenilpropanolamine (soppressori dell’appetito)
Sono state segnalate crisi ipertensive dopo l’assunzione di fenilpropanolamina per via orale. Raramente, questo effetto collaterale è stato osservato anche con l’uso concomitante di indometacina, probabilmente a causa della ridotta sintesi di prostaglandine. Pertanto, Indocid-Retard deve essere somministrato con cautela in associazione alla fenilpropanolamina.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Un’inibizione della sintesi di prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. Dati da studi epidemiologici indicano che sussiste un rischio maggiore di aborti e di malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all’inizio della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine causa un aumento degli aborti in fase pre- e post-impianto e della mortalità dell’embrione e del feto. Inoltre, negli animali che durante la fase di organogenesi erano stati trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine è stato segnalato un incremento dell’incidenza di diverse malformazioni congenite, comprese quelle cardiovascolari. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l’indometacina deve essere utilizzata solo quando è assolutamente necessario. Se l’indometacina viene assunta da donne che desiderano rimanere incinte oppure da donne al primo o secondo trimestre di gravidanza, la dose impiegata dovrebbe essere la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile.
Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / stenosi del dotto arterioso: l’assunzione di FANS, a partire dalla 20a settimana di gravidanza o più tardi, può causare disfunzioni renali fetali che provocano oligoidramnios e, in alcuni casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti avversi si manifestano in media dopo giorni o settimane di trattamento, anche se in rari casi è stato segnalato oligoidramnios già 48 ore dopo l’inizio del trattamento con FANS. L’oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l’interruzione del trattamento. Le complicanze di un oligoidramnios prolungato possono comprendere contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l’immissione in commercio, in alcuni casi di compromissione della funzione renale neonatale si sono rese necessarie procedure invasive come l’exsanguinotrasfusione o la dialisi.
Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.
Considerare un monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale, se il trattamento con Indocid-Retard dura più di 48 ore. Interrompere Indocid-Retard in caso di oligoidramnios o di una stenosi del dotto arterioso, e seguire la pratica clinica.
L’indometacina è controindicata nel terzo trimestre di gravidanza.
Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
esporre il feto ai seguenti rischi:
– tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
– disturbi della funzionalità renale, che progrediscono verso l’insufficienza renale con oligoidramnios;
esporre la donna e il neonato ai seguenti rischi:
– possibile prolungamento della durata dei sanguinamenti, effetto inibitorio sull’aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse;
– inibizione delle contrazioni uterine, con possibile parto ritardato o prolungato.
Fertilità
L’impiego dell’indometacina può ripercuotersi negativamente sulla fertilità femminile ed è pertanto sconsigliato alle donne che vogliono rimanere incinte. Si deve prendere in considerazione la sospensione dell’indometacina nelle donne che hanno difficoltà a rimanere incinte o nelle quali vengono effettuati esami per stabilire le cause dell’infertilità.
Allattamento
I FANS passano nel latte materno. Per precauzione, quindi, le donne che allattano non devono assumere indometacina. Se il trattamento è indispensabile, è necessario utilizzare l’allattamento artificiale.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
A causa dei possibili effetti collaterali (ad es. vertigini, sonnolenza o altri disturbi del sistema nervoso centrale, acufeni), i pazienti in trattamento con Indocid-Retard devono astenersi dalla guida di veicoli, dall’uso di macchinari o da altre attività pericolose che richiedono vigilanza.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥ 1/10)
«comune» (≥ 1/100, < 1/10)
«non comune» (≥ 1/1000, < 1/100)
«raro» (≥ 1/10’000, < 1/1000)
«molto raro» (< 1/10’000)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: leucopenia, petecchie o ecchimosi, porpora, anemia aplastica ed emolitica, trombocitopenia e coagulazione intravascolare disseminata.
Raro: agranulocitosi e depressione del midollo osseo; non è stato possibile, tuttavia, stabilire una relazione causale certa con l’uso di indometacina. A causa di un’emorragia gastrointestinale evidente o occulta, in alcuni pazienti si può manifestare un’anemia. Si raccomanda quindi di effettuare regolari controlli dell’emocromo.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni allergiche come prurito, orticaria, angioite, eritema nodoso, esantema, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, perdita di capelli e distress respiratorio acuto, caduta rapida della pressione arteriosa come da shock, anafilassi acuta, edema angioneurotico, dispnea improvvisa, asma e edema polmonare.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (12% circa), sonnolenza (10% circa).
Comune: vertigini, sonnolenza, depressione e astenia (tra cui malessere e apatia).
Non comune: stato confusionale, agitazione, perdita di coscienza transitoria, sonnolenza, convulsioni, coma, neuropatia periferica, debolezza muscolare, contrazioni muscolari involontarie, insonnia, disturbi mentali come depersonalizzazione, stati psicotici e raramente parestesie, disartria e peggioramento di epilessia e parkinsonismo.
Patologie dell’occhio
Raro: visione offuscata, diplopia e dolore orbitario e periorbitario.
Molto raro: depositi corneali e alterazioni retiniche o della macula sono stati osservati in pazienti con poliartrite cronica in trattamento a lungo termine con indometacina. Tuttavia, alterazioni oculari simili sono state riscontrate anche in pazienti con questa malattia non trattati con indometacina.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Comune: acufeni.
Non comune: disturbi dell’udito.
Raro: sordità.
Patologie cardiache
Non comune: edemi, aumento della pressione arteriosa, tachicardia, dolore toracico, aritmie, palpitazioni, ipotensione, insufficienza cardiaca.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea con o senza vomito (10% circa).
Comune: disturbi all’addome superiore (tra cui dolori addominali, perdita di appetito), diarrea, stipsi.
Non comune: gonfiore e flatulenza. Ulcerazioni - singole o plurime - dell’esofago, dello stomaco, del duodeno, dell’intestino tenue o crasso, comprese perforazioni ed emorragie in alcuni casi con esito letale. Emorragia gastrointestinale senza ulcerazioni evidenti e aumento del dolore addominale in caso di colite ulcerosa preesistente. Ulcere gastrointestinali con stenosi e ostruzione o restringimenti (diaframmi). Stomatite ulcerosa, gastrite, emorragie del colon sigmoideo - occulte o da diverticoli - e perforazione di un processo preesistente nel sigma (diverticolo, carcinoma).
Non nota: colite ulcerosa e ileite regionale, pancreatite.
Patologie epatobiliari
Non comune: epatite e ittero, in alcuni casi con esito letale.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non nota: esantema medicamentoso con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Patologie renali e urinarie
Raro: proteinuria, sindrome nefrosica, nefrite interstiziale e insufficienza renale, tra cui insufficienza renale, aumento dell’urea sierica, ematuria.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Raro: sanguinamento vaginale, iperglicemia e glicosuria, iperkaliemia, vampate e sudorazione, epistassi, alterazioni mammarie, ad es. gonfiore e ipersensibilità o ginecomastia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di sovradosaggio, si possono osservare i seguenti sintomi:
nausea, vomito, cefalea intensa, vertigini, confusione, disorientamento o letargia. Sono state segnalate anche parestesie, intorpidimento e convulsioni.
Il trattamento è sintomatico e di supporto.
Se l’ingestione è recente, lo stomaco deve essere svuotato il prima possibile. Se il vomito non si verifica spontaneamente, il paziente deve essere indotto a vomitare con sciroppo di ipecacuanha. Se il paziente non è in grado di vomitare, è necessario eseguire una lavanda gastrica. Una volta svuotato lo stomaco, si possono somministrare 25 o 50 mg di carbone attivo. A seconda delle condizioni del paziente, possono essere necessarie l’osservazione e un’assistenza medica intensiva. Il paziente deve essere monitorato per diversi giorni, poiché sono stati osservati effetti avversi dell’indometacina: ulcere gastrointestinali ed emorragie. Può essere utile l’uso di antiacidi.
Proprietà/effetti
Codice ATC
M01AB01
Meccanismo d’azione
Indocid-Retard (indometacina) è un potente antinfiammatorio non steroideo, con spiccate proprietà analgesiche e antipiretiche.
L’indometacina è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine in vitro. Le concentrazioni raggiunte in terapia hanno dimostrato di avere un effetto anche in vivo.
L’indometacina allevia i sintomi, ma non influisce sulla progressione della patologia di base.
Farmacodinamica
Nessuna indicazione.
Efficacia clinica
Nessuna indicazione
Farmacocinetica
Assorbimento
Nessuna indicazione.
Riassorbimento
Negli adulti, dopo somministrazione orale, il principio attivo indometacina è completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità sistemica è del 100%. Le capsule di Indocid-Retard rilasciano 25 mg immediatamente e i restanti 50 mg nell’arco di 12 ore (il 90% della dose viene assorbito dopo 12 ore).
I livelli plasmatici iniziali della forma a rilascio prolungato da 75 mg sono paragonabili a quelli che si ottengono dopo l’ingestione di una singola dose da 25 mg di una forma a rilascio rapido. Le concentrazioni plasmatiche massime dopo l’ingestione di una dose singola di 25 mg di una forma a rilascio rapido vengono raggiunte dopo 2 ore e sono pari a 1-2 mcg/ml.
Misurato su un periodo di 24 ore, il tempo di assorbimento e la quantità cumulativa di indometacina di una singola capsula a rilascio prolungato è paragonabile a quello di 3 dosi di 25 mg di una forma a rilascio rapido, assunte a intervalli di 4-6 ore. Negli adulti l’emivita plasmatica terminale è molto variabile e varia da 2,6 a 11,2 ore.
Distribuzione
Nell’intervallo di concentrazioni plasmatiche terapeutiche, circa il 90% dell’indometacina è legato alle proteine plasmatiche.
Metabolismo
L’indometacina è presente nel plasma immodificata e sotto forma di metaboliti desmetilati, debenzilati e desmetilati-debenzilati, tutti in forma non coniugata.
Eliminazione
L’indometacina viene parzialmente metabolizzata per via renale, ed escreta per via biliare. L’indometacina subisce una significativa circolazione enteroepatica. Circa il 60% della dose orale viene escreta nelle urine immodificata o come metabolita (26% come indometacina e il suo glucuronide), e il 33% nelle feci (1,5% come indometacina immodificata).
Dati preclinici
Mutagenicità
Esperimenti in vitro e in vivo di mutagenicità non hanno dato indicazioni di effetti mutageni dell’indometacina.
Cancerogenicità
In studi su ratti e topi non sono state riscontrate indicazioni di potenziali effetti cancerogeni dell’indometacina.
Tossicità per la riproduzione
Il potenziale embriotossico dell’indometacina è stato studiato nei ratti e nei topi: si sono verificati morte fetale e ritardo nella crescita a dosi nell’intervallo di tossicità materna. Non sono state osservate malformazioni. Il periodo di gestazione e la durata del parto sono stati prolungati dall’indometacina. Non è stato osservato un effetto negativo sulla fertilità.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Nei pazienti trattati con Indocid-Retard sono stati osservati risultati falsi-negativi nel test di inibizione del desametasone. Pertanto, i risultati di questo test devono essere interpretati con cautela in questi pazienti.
Test di laboratorio
In studi clinici controllati si sono verificati aumenti significativi (3 volte il valore superiore della norma) di SGPT e SGOT in meno dell’1% di tutti i pazienti a cui sono stati somministrati antinfiammatori non steroidei.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Le capsule di Indocid-Retard devono essere conservate nella confezione originale al riparo dalla luce e dall’umidità e a temperatura ambiente (15-25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
40454 (Swissmedic).
Confezioni
Indocid Retard capsule 75 mg 20. (B)
Titolare dell’omologazione
Future Health Pharma GmbH, 8620 Wetzikon ZH.
Stato dell’informazione
Febbraio 2023