Kemadrin®
Composizione
Principio attivo: procyclidini hydrochloridum
Sostanze ausiliarie: lactosum monohydricum, carboxymethylamylum natricum A, povidonum K30, magnesii stearas
1 compressa contiene 0,08 mg sodio
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse con scanalatura decorativa da 5 mg di procyclidini hydrochloridum
Indicazioni/possibilità d'impiego
La prociclidina è indicata per il trattamento di tutte le forme del morbo di Parkinson, il morbo di Parkinson idiopatico (paralisi agitante), post-encefalico e arteriosclerotico.
Inoltre Kemadrin è indicato per il controllo dei sintomi extrapiramidali dovuti a neurolettici, incluso pseudo-Parkinson, reazioni distoniche acute e acatisia.
Posologia/impiego
Adulti
Morbo di Parkinson
La terapia viene generalmente iniziata con 2,5 mg di prociclidina 3 volte al giorno. La dose giornaliera viene incrementata di 2,5-5 mg al giorno in un intervallo di 2-3 giorni, fino a ottenere l'efficacia clinica ottimale.
La dose di mantenimento abituale per il conseguimento della risposta terapeutica ottimale è di 15-30 mg di prociclidina al giorno. Alcuni pazienti hanno tratto beneficio da una 4° dose prima di coricarsi. Dosi giornaliere fino a 60 mg di prociclidina vengono ben tollerate e, qualora il medico lo ritenga necessario, la dose può essere innalzata fino a questo livello.
In generale, in pazienti più giovani o in caso di parkinsonismo postencefalitico possono essere necessarie dosi più elevate ai fini di una risposta terapeutica che in pazienti anziani e in caso di parkinsonismo arteriosclerotico.
In pazienti con risposta insufficiente a una monoterapia, la prociclidina può essere combinata con L-dopa o amantadina.
Sintomi extrapiramidali da neurolettici
La terapia inizia generalmente con 2,5 mg 3 volte al giorno, quindi la dose viene incrementata di 2,5 mg al giorno fino alla risoluzione dei sintomi. La dose di mantenimento efficace è solitamente compresa tra 10 mg e 20 mg al giorno.
Dopo un trattamento di 3-4 mesi, Kemadrin dovrebbe essere interrotto e il paziente tenuto sotto osservazione per stabilire se i sintomi extrapiramidali dovuti ai neurolettici si ripresentino.
In tal caso il trattamento con prociclidina andrebbe ripreso per evitare i sintomi extrapiramidali invalidanti.
Si raccomanda di sospendere regolarmente la terapia, anche in pazienti nei quali occorre attendersi una terapia di più lunga durata.
Istruzioni posologiche speciali
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Kemadrin nei bambini e negli adolescenti non sono note. L'utilizzo di questo medicamento nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato.
Pazienti anziani
I pazienti anziani, in particolare coloro che presentano compromissioni psicomotorie o lo sviluppo di demenza, possono essere più sensibili agli effetti anticolinergici di Kemadrin (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Somministrazione
Studi farmacocinetici hanno evidenziato che l'emivita media di eliminazione plasmatica è sufficiente a consentire una somministrazione due volte al giorno, se ciò è meglio per il paziente.
L'assunzione viene tollerata meglio con un pasto. La scanalatura decorativa delle compresse di Kemadrin non è adatta a dividere le compresse.
L'intervallo posologico ottimale dovrebbe essere soppesato dal medico per ogni singolo paziente.
Controindicazioni
Kemadrin è controindicato in pazienti con ipersensibilità nota alla prociclidina o a un altro componente del preparato e in caso di miastenia gravis e discinesia tardiva.
Avvertenze e misure precauzionali
Come per tutti gli anticolinergici, prima di prescrivere prociclidina a pazienti già affetti da glaucoma ad angolo stretto o con predisposizione al glaucoma si dovrebbe verificare il rapporto rischio-beneficio. È richiesta cautela anche in pazienti con una predisposizione a patologie ostruttive del tratto gastrointestinale e con disturbi della minzione dovuti a ipertrofia prostatica.
In determinati casi, durante una terapia concomitante con neurolettici può insorgere discinesia tardiva. Benché gli anticolinergici non siano la causa di questa sindrome, in combinazione con neurolettici possono avere un effetto potenziante sui sintomi della discinesia tardiva o abbassare la soglia di insorgenza di una discinesia in pazienti predisposti. In questi pazienti è indicata l'instaurazione ex novo di una terapia neurolettica o una riduzione della posologia degli anticolinergici.
In pazienti che soffrono di malattie mentali si riscontra occasionalmente un peggioramento della sintomatologia se la prociclidina viene impiegata per il trattamento degli effetti collaterali extrapiramidali dei neurolettici.
In pazienti anziani, in particolare in coloro trattati con dosi elevate di anticolinergici, gli effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza (cfr. «Effetti indesiderati»). Pertanto, in pazienti anziani possono subentrare in particolare disturbi del sistema nervoso centrale quali confusione, compromissione delle funzioni cognitive e perdita di memoria, disorientamento e allucinazioni. Questi effetti indesiderati sono generalmente reversibili con una riduzione della posologia o l'interruzione della terapia anticolinergica.
Non sono disponibili dati sull'utilizzo di prociclidina in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o renale. Poiché la prociclidina viene metabolizzata nel fegato ed escreta per via urinaria, è richiesta cautela nella sua somministrazione a pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale.
Kemadrin non dovrebbe essere interrotto bruscamente, poiché è possibile un effetto rebound dei sintomi del Parkinson.
Come altri anticolinergici, Kemadrin presenta un potenziale di abuso. Benché tali casi si verifichino raramente, in presenza di una sintomatologia non univoca il medico curante dovrebbe prescrivere Kemadrin solo dopo un'attenta valutazione.
Sostanze ausiliarie
Lattosio
Le compresse di Kemadrin contengono lattosio. I pazienti affetti dalla rara intolleranza ereditaria al galattosio, da deficit di Lapp-lattasi o da malassorbimento del glucosio-galattosio non dovrebbero assumere Kemadrin.
Sodio
Le compresse di Kemadrin contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Interazioni
I MAO-inibitori o i medicamenti con proprietà anticolinergiche come amantadina, memantina, antistaminici, fenotiazina, antidepressivi triciclici, chinidina e disopiramide possono potenziare l'effetto anticolinergico della prociclidina.
La somministrazione concomitante di sostanze con proprietà colinergiche come la tacrina può ridurre l'effetto terapeutico di Kemadrin.
L'assunzione giornaliera di paroxetina aumenta in misura significativa i livelli plasmatici della prociclidina. Se si osservano effetti anticolinergici, la dose di Kemadrin dovrebbe essere ridotta.
Nell'utilizzo concomitante della prociclidina con neurolettici per il trattamento di sintomi extrapiramidali sono state riscontrate ridotte concentrazioni plasmatiche dei neurolettici. È tuttavia improbabile una riduzione dell'effetto clinico a causa della riduzione della concentrazione plasmatica.
Gli anticolinergici, inclusa la prociclidina, possono ridurre l'efficacia di levodopa, poiché ritardano lo svuotamento gastrico determinando un'aumentata degradazione gastrointestinale della levodopa.
L'effetto di anticolinergici come la prociclidina può antagonizzare gli effetti gastrointestinali di cisapride, domperidone e metoclopramide.
La prociclidina può potenziare l'effetto vagolitico della chinidina.
Poiché gli antiacidi possono ridurre l'assorbimento di anticolinergici somministrati in concomitanza, la prociclidina dovrebbe essere somministrata almeno 1 ora prima di un antiacido. Gli anticolinergici possono ridurre l'assorbimento di ketoconazolo poiché riducono la produzione di acido gastrico e in presenza di un aumentato valore di pH il rilascio e l'assorbimento di ketoconazolo sono limitati. In caso di terapia combinata fenotiazina/anticolinergici, sono stati riferiti casi di grave iperpiressia in associazione con un'elevata temperatura ambiente e umidità dell'aria.
Gravidanza, allattamento
In studi sperimentali sugli animali non sono stati osservati effetti teratogeni.
Studi sui ratti non hanno evidenziato né un effetto sulla fertilità né anomalie fetali.
Non sono disponibili esperienze sull'utilizzo di Kemadrin in gravidanza. Un utilizzo durante la gravidanza dovrebbe avvenire soltanto se il beneficio clinico atteso supera il rischio per il feto.
Allattamento
Poiché non sono disponibili esperienze sull'escrezione della prociclidina nel latte materno, la prociclidina non deve essere assunta durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Durante il trattamento con prociclidina sono stati osservati effetti indesiderati di natura neurologica come vista annebbiata, capogiri, confusione e disorientamento. I pazienti interessati da questi effetti dovrebbero essere avvisati che devono rinunciare alla guida di veicoli e all'impiego di macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati con Kemadrin sono stati classificati come segue in base alla loro frequenza: molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1’000, <1/100), raro (>1/10’000, <1/1’000), molto raro (<1/10’000).
Disturbi psichiatrici
Non comune: agitazione, ansia, nervosismo, confusione, disorientamento, allucinazioni.
Raro: disturbi psicotici.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: capogiri, disturbi della memoria, disturbi della percezione.
Patologie dell'occhio
Non comune: vista annebbiata, midriasi.
Patologie gastrointestinali
Comune: bocca secca, stitichezza.
Non comune: nausea, vomito, gengivite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: esantema della cute.
Patologie renali e urinarie
Comune: ritenzione urinaria.
Nella maggior parte dei casi, questi effetti indesiderati anticolinergici sono reversibili e possono essere ridotti abbassando la posologia.
Con dosi elevate di prociclidina, in particolare in pazienti anziani, possono insorgere capogiri, confusione mentale, compromissione delle funzioni cognitive e perdita di memoria, stati d'ansia, disorientamento, agitazione e allucinazioni.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi
I sintomi di sovradosaggio includono effetti stimolanti come agitazione, irrequietezza e confusione (disorientamento) con gravi disturbi del sonno fino a 24 ore e oltre. Si manifestano anche allucinazioni visive e uditive. I pazienti sono perlopiù euforici, ma occasionalmente possono presentare anche ansia e aggressività. Le pupille sono fortemente dilatate e non reagiscono alla luce. Secondo alcune segnalazioni, il disorientamento è durato 1-4 giorni e si è concluso con un sonno da sfinimento.
Dopo un forte sovradosaggio sono stati riferiti segni di una depressione del sistema nervoso centrale, inclusi sonnolenza, obnubilazione e occasionalmente coma.
Inoltre, con un sovradosaggio di Kemadrin sono state segnalate tachicardie.
In caso di intossicazioni miste sono stati riferiti casi letali.
Trattamento di un sovradosaggio
I pazienti dovrebbero essere ospedalizzati e monitorati attentamente con controllo ECG continuo.
Entro una o due ore dalla somministrazione orale di prociclidina (o possibilmente anche più a lungo, visti i possibili effetti sulla motilità gastrica), si dovrebbe usare carbone attivo per ridurre l'assorbimento. Le ulteriori cure dovrebbero basarsi sul fabbisogno clinico (ad es. somministrazione di iniezioni di diazepam in caso di convulsioni). L'ulteriore trattamento dovrebbe essere intrapreso secondo il fabbisogno clinico e le raccomandazioni del Centro d'informazione tossicologica della Svizzera (Tox Info Suisse).
Proprietà/effetti
Codice ATC: N04AA04
La prociclidina è un anticolinergico sintetico che inibisce l'attività eccitatoria dell'acetilcolina sul recettore muscarinico.
Il morbo di Parkinson idiopatico viene considerato una degenerazione di neuroni dopaminergici nella substantia nigra, i cui neuriti si proiettano sulle cellule del corpo striato inibendole. Tramite il blocco dei recettori dopaminergici, i neurolettici possono provocare una sindrome di Parkinson con analogo quadro clinico. Essendo innervati colinergicamente, anche i corpi delle cellule nervose nello striato possono essere stimolati. Con gli anticolinergici è possibile ottenere un miglioramento della sindrome di Parkinson sostenendo il sistema dopaminergico o tramite il blocco dell'eccitazione colinergica. Quest'ultimo è il meccanismo d'azione centrale della prociclidina. La prociclidina riduce i sintomi del Parkinson ed è particolarmente efficace in caso di rigor. Ha inoltre un effetto favorevole su tremore, acinesia, disturbi del linguaggio e deficit di scrittura, andatura instabile, ipersalivazione, sudorazione, crisi oculogire e umore depresso.
Farmacocinetica
La prociclidina viene assorbita rapidamente nel tratto gastrointestinale; la Tmax è di 1,1 ore. La biodisponibilità è del 75%. L'emivita di eliminazione in caso di somministrazione orale è di ca. 12 ore. Il volume di distribuzione è di 1 l/kg, la clearance di 68 ml/min.
Non sono disponibili dati precisi sul metabolismo della prociclidina. Solo una piccola parte della sostanza immodificata viene escreta nell'urina. È noto che in caso di somministrazione orale circa un quinto della dose viene metabolizzato nel fegato, principalmente tramite il citocromo P450, e quindi coniugato con acido glucuronico. Questo legame è rilevabile nell'urina.
Dati preclinici
Mutagenicità
La prociclidina non è risultata genotossica al test di Ames (bacterial mutation assay) né al test del linfoma murino in vitro.
Cancerogenicità
Non sono disponibili dati sul potenziale cancerogeno della prociclidina.
Tossicità riproduttiva
Studi di sperimentazione animale su ratti cui sono state somministrate dosi di 10, 30 o 100 mg/kg/die per via sottocutanea dall'8° al 16° giorno di gestazione non hanno evidenziato effetti teratogeni. A dosi di 30 o 100 mg/kg/die è stato osservato un ridotto aumento di peso nelle madri e con 100 mg/kg/die il peso dei feti è risultato ridotto.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Le compresse di Kemadrin devono essere conservate a temperatura ambiente (15-25°C) e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
22'562 (Swissmedic)
Confezioni
Compresse da 5 mg con scanalatura decorativa: 100 (B)
Titolare dell'omologazione
Aspen Pharma Schweiz GmbH, Baar.
Stato dell'informazione
Gennaio 2023