Madopar®
Roche Pharma (Schweiz) AG
Composizione
Principi attivi
Levodopum, Benserazidum ut Benserazidi hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Madopar, capsule
Contenuto della capsula:
Mannitolum, cellulosum microcristallinum, talcum, povidonum K90, magnesii stearas.
Involucro della capsula:
E172 (nigrum) per 62,5 mg, E172 (rubrum) per 125 mg, E171, gelatina, E132.
Colore:
Lacca, propylenglycolum (E1520), ammoniae solutio 28 per centum, kalii hydroxydum, E172 (nigrum).
Madopar DR compresse
Parte centrale della compressa:
E172 (rubrum), cellulosum microcristallinum, povidonum K30, carboxymethylamylum natricum A (corrisponde a 2,9 mg di sodio per compressa), magnesii stearas, silica colloidalis hydrica.
Strato a lento rilascio:
Hypromellosum, mannitolum, E172 (rubrum), povidonum K30, magnesii stearas, silica colloidalis hydrica.
Strato a lento rilascio:
Hypromellosum, ricini oleum hydrogenatum, E172 (rubrum), povidonum K30, magnesii stearas, silica colloidalis hydrica.
Madopar, compresse
Parte centrale della compressa:
Mannitolum, calcii hydrogenophosphas, cellulosum microcristallinum, amylum pregelificatum, crospovidonum, ethylcellulosum (prodotta a partire da cotone geneticamente modificato), E172 (rubrum), silica colloidalis anhydrica, docusatum natricum (corrispondente a 5 µg di sodio per compressa da 125 mg e 10 µg di sodio per compressa da 250 mg), magnesii stearas.
Madopar LIQ compresse
Parte centrale della compressa:
Acidum citricum, amylum pregelificatum, cellulosum microcristallinum, magnesii stearas.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Madopar contiene una combinazione di levodopa e dell'inibitore della decarbossilasi benserazide (sotto forma di cloridrato) in rapporto 4:1, nelle seguenti forme e dosaggi.
Forme standard
Madopar capsule «62,5»
Capsule dure (blu/grigio chiaro) con 50 mg di levodopa + 12,5 mg di benserazide.
Madopar capsule «125»
Capsule dure (blu/rosa) con 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide.
Madopar compresse «125»
Compresse (rosa) con 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide, (linea di frattura a croce, divisibili).
Madopar compresse «250»
Compresse (rosa) con 200 mg di levodopa + 50 mg di benserazide, (linea di frattura a croce, divisibili).
Forme dispersibili
Madopar LIQ (Liquid) «62,5»
Compresse (beige) per la preparazione di una sospensione orale con 50 mg di levodopa + 12,5 mg di benserazide, (linea di frattura).
Madopar LIQ (Liquid) «125»
Compresse (beige) per la preparazione di una sospensione orale con 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide, (linea di frattura, divisibili).
Forma a rilascio prolungato
Madopar DR (Dual Release)
Compresse retard (rosa) con 200 mg di levodopa + 50 mg di benserazide, (linea di frattura, divisibili).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Malattia di Parkinson
Madopar è indicato per il trattamento di tutte le forme di malattia di Parkinson, a eccezione del parkinsonismo indotto da medicamenti.
Sindrome delle gambe senza riposo
Madopar è indicato per il trattamento delle forme idiopatiche sintomatiche della sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome).
Posologia/Impiego
Modo di somministrazione
Quando si assume Madopar capsule o Madopar DR compresse bisogna tenere presente che le capsule o compresse DR devono sempre essere ingerite senza essere masticate. Le compresse di Madopar DR possono essere divise a metà.
Le compresse standard di Madopar invece possono essere frantumate liberamente, se necessario, per facilitarne la deglutizione.
Madopar LIQ viene sciolto in un bicchiere d'acqua riempito per un quarto (circa 25-50 ml), ma non in succhi di frutta, latte o bevande calde. La compressa si scioglie spontaneamente in pochi minuti e forma una sospensione lattiginosa flocculare. Poiché questa sospensione sedimenta rapidamente, la soluzione deve essere mescolata prima dell'assunzione e ingerita immediatamente.
Madopar LIQ deve essere assunto entro mezz'ora dalla preparazione.
In caso di passaggio da Madopar standard a Madopar LIQ si deve tenere conto della diversa farmacocinetica (assorbimento più rapido).
Il dosaggio e l'intervallo di somministrazione devono essere stabiliti accuratamente e individualmente, anche nei pazienti geriatrici.
Malattia di Parkinson
Se possibile, Madopar dovrebbe essere assunto 30 minuti prima o 1 ora dopo i pasti, in modo da evitare l'effetto competitivo delle proteine alimentari sull'assorbimento della levodopa (cfr. la rubrica «Interazioni») e ottenere un inizio d'azione più rapido. Gli effetti indesiderati gastrointestinali, che possono insorgere prevalentemente nelle prime fasi del trattamento, possono essere attenuati attraverso l'assunzione concomitante di liquidi o di uno snack a basso contenuto proteico (p. es. biscotti) o incrementando gradualmente la dose.
Madopar LIQ è indicato nei pazienti con disfagia o che prediligono l'assunzione di Madopar sotto forma di soluzione, così come nelle situazioni in cui è consigliabile un inizio d'azione più rapido, p. es. nei pazienti che presentano acinesia al mattino presto o nel pomeriggio o manifestano un effetto «delayed on», «wearing off» o «end-of-dose».
Madopar DR è indicato in tutti gli stadi della malattia di Parkinson, indipendentemente dalla durata e gravità della malattia. Questa formulazione è stata concepita per tutti i tipi di fluttuazioni dell'effetto che derivano da oscillazioni della concentrazione plasmatica (ossia discinesie da picco dose e fenomeno «end-of-dose»).
Posologia abituale
Come tutte le terapie a base di levodopa, anche Madopar deve essere somministrato gradualmente all'inizio del trattamento e dosato individualmente in tutte le fasi della malattia, con impiego della dose più bassa possibile. Le seguenti indicazioni posologiche fungono quindi esclusivamente da linee guida.
Inizio della terapia
Negli stadi precoci della malattia di Parkinson è consigliabile iniziare il trattamento con ½ compressa di Madopar DR o 1 capsula di Madopar «62,5» o Madopar LIQ «62,5» o ½ compressa di Madopar «125» 3-4 volte al giorno.
Una volta che la tollerabilità dello schema posologico per la terapia iniziale è confermata, la dose deve essere aumentata lentamente (per esempio quattro dosi al giorno invece di tre, ecc.) in base alla risposta del paziente. Se è possibile controllare direttamente il paziente, la dose può essere modificata ogni due o tre giorni. L'effetto ottimale si ottiene generalmente con una dose giornaliera di 300-800 mg di levodopa + 75-200 mg di benserazide, che può essere ripartita in tre o più dosi. Per il raggiungimento del dosaggio ottimale possono essere necessarie da quattro a sei settimane.
Se si rendono necessari ulteriori incrementi della dose giornaliera, questi devono essere introdotti a intervalli di un mese.
Terapia di mantenimento
La dose media di mantenimento è di 1 capsula, 1 compressa o 1 compressa di Madopar LIQ «125» 3-6 volte al giorno. Quando si prescrivono compresse DR si deve cercare di arrivare, in relazione al numero e alla distribuzione durante la giornata e tenendo conto delle loro particolari caratteristiche farmacocinetiche, a una dose media di mantenimento di 400-600 mg di levodopa. Le singole somministrazioni (non meno di tre) e la loro distribuzione nell'arco della giornata devono essere stabilite in base alle esigenze individuali.
Madopar standard può essere sostituito con Madopar LIQ per ottimizzare l'effetto.
Passaggio da Madopar Standard e Madopar LIQ a Madopar DR
Il passaggio a Madopar DR dovrebbe soddisfare le esigenze individuali dei pazienti. Può essere effettuato da un giorno all'altro o gradualmente su un periodo più lungo. La posologia giornaliera e la distribuzione nel corso della giornata devono essere adattate alle proprietà farmacocinetiche (biodisponibilità ed emivita) di Madopar DR rispetto a Madopar Standard e Madopar LIQ.
Istruzioni posologiche speciali
La dose deve essere titolata accuratamente in tutti i pazienti. Fino al raggiungimento della piena efficacia di Madopar è possibile continuare a somministrare medicamenti antiparkinsoniani non contenenti levodopa; spesso tuttavia, dopo che Madopar ha cominciato ad agire si può ridurre gradualmente la dose di questi medicamenti.
I pazienti affetti da Parkinson devono essere informati che le loro condizioni possono peggiorare temporaneamente. Se un paziente presenta forti oscillazioni durante il giorno (fenomeno «on-off») si raccomanda di somministrare più spesso dosi più contenute o – preferibilmente – di utilizzare Madopar DR.
A causa delle sue proprietà farmacocinetiche, Madopar DR entra in azione dopo circa un'ora.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
La sicurezza e l'efficacia di Madopar non è stata studiata in pazienti con disturbi della funzionalità epatica (vedi «Controindicazioni» e «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata non è necessario alcun aggiustamento posologico di Madopar (clearance della creatinina >30 ml/min) (vedi «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Bambini e adolescenti
L'uso di Madopar in pazienti di età inferiore ai 25 anni è controindicato.
Sindrome delle gambe senza riposo (RLS)
Madopar va assunto un'ora prima di andare a letto. Per evitare disturbi gastrointestinali è consigliabile assumere il medicamento con uno snack a basso contenuto proteico. Prima dell'assunzione si deve evitare il consumo di pasti abbondanti ricchi di proteine. Normalmente, Madopar viene assunto per periodi prolungati. La dose massima giornaliera di Madopar non deve superare i 500 mg.
Posologia abituale
Il dosaggio di Madopar dipende dall'entità della sindrome delle gambe senza riposo; per ottenere un effetto ottimale è necessario adeguare individualmente e attentamente la dose.
RLS con disturbi dell'addormentamento:
salvo diversa prescrizione, il trattamento dei sintomi e in particolare dei disturbi dell'addormentamento comincia inizialmente con l'assunzione di 62,5 mg o 125 mg di Madopar standard o Madopar LIQ la sera prima di andare a letto. Se i sintomi persistono, la dose può essere aumentata a 125 mg due volte al giorno.
RLS con disturbi di inizio e mantenimento del sonno:
in caso di sindrome delle gambe senza riposo con disturbi del sonno durante la notte, si assume ½ compressa a rilascio prolungato di Madopar DR un'ora prima di andare a letto. Nel caso in cui ciò non allevi in maniera sufficiente i disturbi nella seconda metà della notte, la dose può essere aumentata a 1 compressa a rilascio prolungato di Madopar DR.
RLS con disturbi notturni di inizio e mantenimento del sonno e altri disturbi durante il giorno:
in caso di disturbi durante la giornata, si assumono al bisogno 1-2 capsule o compresse di Madopar 125 mg o Madopar LIQ, senza superare una dose totale di 500 mg nelle 24 ore.
Un eventuale fallimento terapeutico potrebbe essere dovuto a un'interazione con l'assunzione di alimenti.
RLS conseguente a insufficienza renale con necessità di dialisi:
i pazienti in dialisi affetti da sindrome delle gambe senza riposo di origine uremica devono assumere al bisogno 30 minuti prima della dialisi 1-2 capsule o compresse di Madopar 125 mg o Madopar LIQ.
Aggiustamento della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni
Se si verifica un peggioramento o un effetto rebound, è necessario prendere in considerazione una terapia aggiuntiva e ridurre la dose di levodopa; può essere necessario scalare gradualmente la levodopa, sospenderla e sostituirla con un altro farmaco.
Istruzioni posologiche speciali
Per evitare un peggioramento (ossia insorgenza precoce dei sintomi della RLS durante il giorno, intensificazione dei sintomi e coinvolgimento di altri distretti corporei) la dose giornaliera di Madopar non deve superare la dose massima consigliata.
Qualora si verifichi un peggioramento della RLS è importante non superare la dose massima giornaliera di Madopar.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
La sicurezza e l'efficacia di Madopar non è stata studiata in pazienti con disturbi della funzionalità epatica (vedi «Controindicazioni» e «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata non è necessario alcun aggiustamento posologico di Madopar (clearance della creatinina >30 ml/min) (vedi «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»). Madopar è ben tollerato dai pazienti in emodialisi.
Bambini e adolescenti
L'uso di Madopar in pazienti di età inferiore ai 25 anni è controindicato.
Controindicazioni
·Ipersensibilità a uno o più ingredienti.
·Trattamento con inibitori non selettivi della monoamino ossidasi (MAO) o associazione di inibitori selettivi MAO-A e MAO-B, a causa del rischio di crisi ipertensiva (vedi «Interazioni»).
·Disfunzioni endocrine scompensate, renali (eccezione: pazienti con RLS in dialisi) o epatiche.
·Cardiopatie.
·Malattie psichiatriche con componente psicotica.
·Pazienti di età inferiore ai 25 anni (la crescita ossea deve essere completata).
·Glaucoma ad angolo stretto.
·Gravidanza e donne in età fertile che non impiegano misure contraccettive affidabili. Se una donna rimane incinta durante il trattamento con Madopar, Madopar deve essere interrotto, tenendo conto delle note nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». La riduzione graduale della dose deve essere decisa individualmente.
Avvertenze e misure precauzionali
Generali
Avvertenze relative a reazioni immunologiche
Nei pazienti predisposti possono insorgere reazioni di ipersensibilità.
Avvertenze relative a effetti neurologici e psichiatrici
Il trattamento con Madopar non deve essere interrotto improvvisamente. Una sospensione repentina del preparato può provocare una sindrome neurolettica maligna potenzialmente fatale (iperpiressia, rigidità muscolare, possibili alterazioni psichiche, incremento della creatinina fosfochinasi). Se il paziente manifesta tali sintomi, deve essere tenuto sotto sorveglianza medica ed eventualmente ricoverato, e deve essere trattato tempestivamente con una terapia sintomatica. Questa può comprendere – dopo un'attenta valutazione – anche la ripresa del trattamento con Madopar.
I pazienti devono essere attentamente monitorati per eventuali sintomi psichiatrici indesiderati.
Durante il trattamento con Madopar può insorgere una depressione, che tuttavia può anche essere dovuta alla malattia di base.
Durante il trattamento con Madopar possono manifestarsi sonnolenza e, in casi rari, improvvisi attacchi di sonno. Gli attacchi di sonno possono insorgere senza alcun preavviso, senza essere preceduti da sonnolenza e anche senza che il paziente ne sia consapevole.
Pertanto, i pazienti devono essere informati di questo rischio. Occorre sconsigliare ai pazienti di condurre veicoli o usare macchinari in caso di sonnolenza o qualora siano già insorti attacchi di sonno. Nel caso in cui insorgano sonnolenza o attacchi di sonno si deve valutare una riduzione della dose o l'interruzione del trattamento (cfr. «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).
Disturbi del controllo degli impulsi
Disturbi del controllo degli impulsi (incapacità di resistere agli impulsi), gioco d'azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, alterazioni comportamentali con caratteristiche di dipendenza e anche comportamenti di tipo ossessivo-compulsivo (p. es. spese o acquisti compulsivi, alimentazione incontrollata e alimentazione compulsiva) possono insorgere nei pazienti trattati con principi attivi dopaminergici come la levodopa, incluso Madopar. Questi sintomi sono insorti soprattutto a dosaggi elevati e generalmente sono regrediti in seguito alla riduzione della dose o all'interruzione del trattamento.
Non esiste una relazione causale dimostrata tra Madopar e l'insorgenza di disturbi del controllo degli impulsi. Tuttavia, i pazienti e coloro che li assistono devono essere informati della possibilità che insorgano disturbi del controllo degli impulsi e sottoposti a relativo monitoraggio. Nel caso in cui insorgano tali sintomi si raccomanda una rivalutazione del trattamento.
Avvertenze relative agli effetti sull'occhio
Poiché la levodopa può portare in teoria a un aumento della pressione intraoculare, durante la terapia con Madopar si deve misurare regolarmente la pressione intraoculare nei pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto.
Avvertenze relative alle interazioni
Se in un paziente in trattamento con levodopa è necessaria un'anestesia totale, il normale trattamento con Madopar deve essere continuato – se possibile – fino a subito prima dell'intervento chirurgico, a meno che non sia previsto l'uso di alotano. In caso di interventi chirurgici in anestesia generale con alotano, il trattamento con Madopar deve essere sospeso 12-48 ore prima, perché altrimenti potrebbero verificarsi fluttuazioni della pressione arteriosa e/o aritmie. Il trattamento con Madopar viene reintrodotto gradualmente dopo l'intervento aumentando progressivamente il dosaggio fino ad arrivare alla dose somministrata in precedenza.
In caso di interventi chirurgici su pazienti nei quali il trattamento con Madopar non è stato sospeso (p. es. emergenze), si deve evitare l'uso di ciclopropano e alotano per l'anestesia.
Farmacodipendenza e abuso di medicamenti
Sindrome da disregolazione dopaminergica (DDS):
In alcuni pazienti trattati con Madopar è stata osservata una sindrome da disregolazione dopaminergica (DDS). Si tratta di una malattia da dipendenza che conduce a un uso eccessivo di questa o di altre sostanze dopaminergiche. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti e gli operatori sanitari devono essere avvertiti del potenziale rischio di sviluppare una DDS (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).
Indicazioni sul monitoraggio del trattamento
Nella fase di titolazione del trattamento si raccomanda di effettuare controlli più frequenti della funzione epatica e renale e dell'emocromo (successivamente almeno una volta l'anno).
Nei pazienti con anamnesi di infarto cardiaco, aritmie cardiache o disturbi della circolazione coronarica devono essere effettuati regolari controlli elettrocardiografici e della circolazione. Anche i pazienti con anamnesi di ulcere gastrointestinali o osteomalacia devono essere sottoposti a speciale monitoraggio medico. Nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto sono indicati regolari controlli della pressione intraoculare.
Nei diabetici la glicemia deve essere controllata più frequentemente e il dosaggio della terapia antidiabetica deve essere adeguato ai valori di glicemia.
Melanoma maligno
Studi epidemiologici hanno mostrato che i pazienti affetti da malattia di Parkinson hanno un rischio circa 2-6 volte più elevato rispetto alla popolazione generale di sviluppare melanomi. Non è noto se tale aumento del rischio sia da ascrivere alla malattia stessa o ad altri fattori, come il trattamento con levodopa. Pertanto, durante il trattamento con Madopar i pazienti e il personale medico devono controllare con regolarità la cute per identificare eventuali alterazioni sospette che potrebbero indicare la presenza di un melanoma. Gli esami periodici della cute devono essere eseguiti da specialisti (p. es. dermatologi).
Madopar DR compresse e Madopar compresse contengono meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè sono praticamente «privo di sodio».
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
In caso di somministrazione di Madopar non a rilascio prolungato insieme con il medicamento ad azione anticolinergica triesifenidile, la velocità ma non l'entità dell'assorbimento di levodopa si riduce. La somministrazione concomitante di triesifenidile e Madopar DR invece non ha alcuna influenza sulla farmacocinetica della levodopa.
La somministrazione di antiacidi in concomitanza con Madopar diminuisce l'assorbimento della levodopa del 32%.
Il solfato di ferro riduce la Cmax e l'AUC della levodopa del 30-50%. Le alterazioni farmacocinetiche osservate in caso di assunzione concomitante di solfato di ferro sembrano essere clinicamente significative in alcuni, ma non in tutti i pazienti.
Metoclopramide aumenta il tasso di assorbimento e la Cmax di levodopa.
Domperidone può incrementare la biodisponibilità di levodopa in conseguenza dell'aumentato assorbimento di levodopa nell'intestino.
Interazioni farmacodinamiche
Inibitori delle monoamino ossidasi (MAO):
Madopar non deve essere somministrato in combinazione con inibitori irreversibili non selettivi delle monoamino ossidasi (MAO).
Se è necessario trattare con Madopar pazienti che assumono un MAO-inibitore non selettivo, devono trascorrere almeno due settimane tra l'interruzione dell'assunzione del MAO-inibitore e l'inizio dell'assunzione di Madopar. In caso contrario è probabile che insorgano interazioni indesiderate, come una crisi ipertensiva (cfr. «Controindicazioni»).
La combinazione di Madopar con inibitori selettivi della MAO-B, come selegilina o rasagilina, o con inibitori selettivi della MAO-A, come moclobemide, non è controindicata. In questi casi tuttavia la dose di Madopar deve essere determinata con particolare attenzione, tenendo conto dell'efficacia e della tollerabilità. L'associazione di un inibitore selettivo della MAO-A con un inibitore selettivo della MAO-B equivale a un'inibizione non selettiva delle MAO e non deve quindi essere somministrata in concomitanza con Madopar (cfr. «Controindicazioni»).
Altri medicamenti antiparkinsoniani
La combinazione con anticolinergici, amantadina, selegilina, bromocriptina e agonisti dopaminergici non comporta rischi, ma può portare a un'intensificazione degli effetti indesiderati oltre che degli effetti desiderati. Eventualmente può essere necessario ridurre il dosaggio di Madopar o delle altre sostanze. All'inizio di una terapia adiuvante con un inibitore della COMT potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio di Madopar. Osservazioni in merito sono disponibili solo con tolcapone. Bisogna tenere presente in particolare che la somministrazione di anticolinergici non deve essere interrotta improvvisamente all'inizio della terapia con Madopar, in quanto la levodopa agisce solo dopo qualche tempo.
Anestesia generale con alotano
In caso di interventi chirurgici in anestesia generale con alotano, il trattamento con Madopar deve essere sospeso 12-48 ore prima, perché altrimenti potrebbero verificarsi fluttuazioni della pressione arteriosa e/o aritmie.
Per informazioni sull'anestesia generale con altri anestetici, cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
Effetti di Madopar su altri medicamenti
Simpaticomimetici:
Madopar non deve essere somministrato insieme con simpaticomimetici (p. es. adrenalina, noradrenalina, isoproterenolo o anfetamina, che stimolano il sistema nervoso simpatico) perché può potenziarne l'azione. Qualora sia necessario somministrare Madopar in concomitanza con simpaticomimetici, si deve monitorare il sistema cardiocircolatorio e ridurre la dose di simpaticomimetici.
Antipertensivi:
A causa della possibilità di un effetto additivo di Madopar, in caso di somministrazione concomitante di medicamenti che abbassano la pressione arteriosa questa deve essere controllata regolarmente.
i neurolettici, gli oppioidi e gli antipertensivi contenenti reserpina antagonizzano l'azione di Madopar.
Antipsicotici con proprietà bloccanti sul recettore della dopamina
La levodopa può ridurre l'effetto antipsicotico dei medicamenti. È necessaria attenzione quando si usano questi medicamenti.
Effetti di altri medicamenti su Madopar
Antipertensivi, neurolettici, oppioidi:
Neurolettici, oppioidi e antiipertensivi contenenti reserpina antagonizzano l'effetto di Madopar.
Antipsicotici con proprietà bloccanti sul recettore della dopamina
In caso di assunzione di Madopar con un pasto ricco di proteine si osserva una riduzione.
In caso di impiego concomitante di antipsicotici che bloccano i recettori della dopamina è possibile che in particolare gli antagonisti del recettore D2 riducano o annullino l'effetto di levodopa-benserazide in termini di riduzione dei sintomi della malattia di Parkinson. I pazienti devono essere attentamente monitorati per escludere questa possibilità. In caso di impiego di questi medicamenti si raccomanda cautela.
Interazioni con gli alimenti
Dopo l'assunzione di Madopar con un pasto ad alto contenuto proteico, è stata osservata una riduzione dell'effetto.
Levodopa è un LNAA (large neutral amino acid) e compete con altri LNAA da proteine alimentari per il trasporto attraverso la mucosa gastrica e la barriera emato-encefalica.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati sul feto e non sono disponibili studi clinici controllati. Madopar è controindicato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non impiegano misure contraccettive affidabili (vedi rubrica «Controindicazioni»). Nelle donne in età fertile, prima del trattamento deve essere eseguito un test di gravidanza per escludere la gravidanza stessa e durante il trattamento con Madopar devono essere impiegate misure contraccettive adeguate.
Se una paziente resta incinta durante il trattamento con Madopar, la terapia deve essere interrotta tenendo conto della rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». La modalità di interruzione della terapia deve essere stabilita individualmente.
Allattamento
L'innocuità dell'uso di Madopar durante l'allattamento non è stata ancora dimostrata. Levodopa può inibire la produzione di latte.
Non è noto se la benserazide sia escreta nel latte materno umano. Le donne trattate con Madopar che allattano al seno devono interrompere l'allattamento, perché non è possibile escludere l'insorgenza di malformazioni ossee nel bambino.
Fertilità
Non sono stati effettuati studi sulla fertilità degli animali (vedi sezioni «Dati preclinici», «Tossicità per la riproduzione»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Madopar ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Ai pazienti che hanno sviluppato sonnolenza e/o attacchi di sonno improvvisi durante il trattamento con Madopar deve essere sconsigliata la conduzione di veicoli o l'esercizio di altre attività (p. es. l'uso di macchine), perché ciò potrebbe mettere a rischio la loro incolumità o quella di altre persone. I pazienti devono essere informati di questa problematica e devono astenersi da tali attività fino a quando non siano state raccolte esperienze sufficienti sul loro grado di compromissione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Effetti indesiderati
Le categorie di frequenza per gli effetti indesiderati sono definite secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1'000 a <1/100); raro (da ≥1/10'000 a <1/1'000); molto raro (<1/10'000), non nota (queste reazioni sono state segnalate volontariamente da una popolazione di dimensioni non definite; quindi non è sempre possibile stimare in modo affidabile la loro frequenza o stabilire un rapporto di causalità con l'esposizione al medicamento).
Gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici sulla sindrome delle gambe senza riposo sono stati meno frequenti e più lievi che alle dosi utilizzate abitualmente per il trattamento della malattia di Parkinson.
Studi clinici
Sindrome delle gambe senza riposo
I dati combinati di due studi clinici in cross-over controllati con placebo su un totale di 85 pazienti sono riassunti nella tabella in basso.
Gli effetti indesiderati (Tabella 1) sono elencati per classificazione sistemica organica MedDRA.
Sono elencati tutti gli effetti indesiderati segnalati più di una volta nel gruppo con medicamento attivo.
Tabella 1: Sommario degli effetti indesiderati in pazienti trattati con levodopa/benserazide per la RLS negli studi M43052 e M43060
Effetti indesiderati | Levodopa/ | Categoria di frequenza | |
| n | % |
|
Infezioni ed infestazioni | |||
Infezione con febbre | 4 | 4,7 | comune |
Rinite | 3 | 3,5 | comune |
Bronchite | 2 | 2,3 | comune |
Patologie del sistema nervoso | |||
Cefalea | 5 | 5,8 | comune |
Esacerbazione della RLS | 2 | 2,3 | comune |
Vertigini | 3 | 3,5 | comune |
Indagini diagnostiche | |||
Alterazioni dell'ECG* | 2 | 2,3 | comune |
Aumento della pressione arteriosa | 2 | 2,3 | commune |
Patologie gastrointestinali | |||
Secchezza della bocca | 3 | 3,5 | comune |
Diarrea | 2 | 2,3 | comune |
Nausea | 2 | 2,3 | comune |
* Aritmie cardiache
Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato
Patologie del sistema emolinfopoietico:
Sono state osservate anemia emolitica, leucopenia e trombocitopenia moderate e transitorie e riduzioni del tempo di tromboplastina.
Con Madopar è stato osservato un aumento dei livelli di azoto ureico nel sangue (BUN). Per tale ragione – come durante tutti i trattamenti a lungo termine con medicamenti contenenti levodopa – bisogna controllare periodicamente l'emocromo e la funzionalità epatica e renale.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
È stata osservata anoressia.
È stato riferito un aumento transitorio, generalmente di lieve entità, delle transaminasi (AST, ALT) e della fosfatasi alcalina.
È stato riferito un aumento della gamma-glutamiltransferasi.
Disturbi psichiatrici:
I pazienti affetti da malattia di Parkinson possono soffrire di depressione. Soprattutto nei pazienti anziani o nei pazienti che hanno sofferto in passato di tali disturbi possono insorgere agitazione, ansia, disturbi del sonno, allucinazioni, illusioni, alterazioni del comportamento e aggressività, incubi e disorientamento temporale.
Durante il trattamento con Madopar può insorgere una depressione con pensieri suicidari, che tuttavia può essere dovuta anche alla malattia di base.
Durante il trattamento con Madopar possono insorgere disturbi del controllo degli impulsi, alterazioni comportamentali con caratteristiche di dipendenza e comportamenti di tipo ossessivo-compulsivo (spese o acquisti compulsivi, alimentazione incontrollata e alimentazione compulsiva). Sono stati segnalati ad es. gioco d'azzardo patologico e aumento della libido, inclusa ipersessualità (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Frequenza non nota: sindrome da disregolazione dopaminergica.
La sindrome da disregolazione dopaminergica (DDS) è una malattia da dipendenza osservata in alcuni pazienti trattati con Madopar. I pazienti interessati mostrano un abuso compulsivo di sostanze dopaminergiche, che assumono in quantità superiore ai dosaggi adeguati per trattare i sintomi motori della malattia di Parkinson. In alcuni casi, l'abuso può condurre a discinesie gravi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie del sistema nervoso:
Nei pazienti trattati con Madopar può insorgere una sindrome delle gambe senza riposo.
Sono state segnalate cefalee.
L'assunzione di Madopar è associata all'insorgenza di sonnolenza e, in casi molto rari, a eccessiva sonnolenza diurna e attacchi di sonno improvvisi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
A dosi più elevate o nelle fasi avanzate del trattamento, nei pazienti affetti da malattia di Parkinson possono insorgere movimenti involontari (per esempio coreiformi e atetosici). Normalmente è possibile migliorare la tollerabilità di questi disturbi o eliminarli del tutto riducendo la dose.
In seguito a trattamenti prolungati si possono avere fluttuazioni nella risposta terapeutica, che includono effetti "freezing", «end-of-dose» e "on-off"; solitamente è possibile alleviare questi disturbi o migliorarne la tollerabilità con l'adeguamento della dose e la somministrazione di dosi più contenute a intervalli più brevi. Successivamente è comunque possibile incrementare nuovamente la dose per ottenere una maggiore efficacia terapeutica.
Sono stati segnalati casi di disturbi o perdita del senso del gusto.
Nei pazienti affetti da sindrome delle gambe senza riposo
Un peggioramento (nel senso di uno spostamento temporale dell'insorgenza dei sintomi dalla sera/notte alle prime ore del pomeriggio/alla sera) prima dell'assunzione della dose successiva per la notte è l'effetto indesiderato più comune della terapia dopaminergica a lungo termine.
Patologie cardiache:
Possono occasionalmente insorgere disturbi cardiovascolari (per esempio aritmie cardiache o ipotensione ortostatica). Di norma, i disturbi della regolazione della circolazione di tipo ipotensivo ortostatico possono essere alleviati riducendo la dose di Madopar.
Patologie gastrointestinali:
Sono stati osservati riduzione dell'appetito, nausea, vomito, diarrea e secchezza delle fauci.
Tali effetti collaterali, che possono insorgere nelle fasi precoci della terapia, possono essere in gran parte attenuati assumendo Madopar durante un pasto – ma in ogni caso insieme a uno snack a basso contenuto proteico o con liquidi – e applicando gradualmente gli incrementi di dosaggio.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Possono verificarsi reazioni allergiche cutanee come prurito ed eruzioni cutanee.
Patologie renali e urinarie:
Si possono avere lievi alterazioni del colore delle urine. Nella maggior parte dei casi si osserva una lieve colorazione rossastra, che si scurisce con il tempo.
Esami diagnostici:
Può verificarsi un incremento transitorio delle transaminasi epatiche (AST, ALT) e della fosfatasi alcalina. È stato riferito un aumento della gamma-glutamiltransferasi.
Durante il trattamento con Madopar è stato osservato un aumento dei livelli di azoto ureico nel sangue.
Possono manifestarsi anche alterazioni del colore di altri fluidi o tessuti corporei, inclusi saliva, lingua, denti e mucosa orale.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi di un sovradosaggio sono qualitativamente simili agli effetti indesiderati di Madopar alle dosi terapeutiche, ma possono essere più gravi.
Un sovradosaggio può portare in primo luogo ai seguenti sintomi:
a carico del sistema nervoso centrale: irrequietezza, agitazione, stati confusionali, insonnia e iperattività motoria, ma anche sonnolenza;
a carico dell'apparato gastrointestinale: nausea, vomito (in alcuni casi ripetuto) e diarrea;
a carico del sistema cardiovascolare: prevalentemente tachicardia sinusale e alterazioni della pressione arteriosa (ipertensione e ipotensione); in casi rari – e generalmente in pazienti anziani – sono insorte aritmie cardiache nella cui patogenesi erano coinvolte, almeno come cofattori, patologie cardiovascolari preesistenti. Sono insorti inoltre movimenti involontari (cfr. «Effetti indesiderati rilevati in seguito all'introduzione sul mercato» nella rubrica «Effetti indesiderati»).
In caso di sovradosaggio con una forma di Madopar a rilascio controllato (p. es. Madopar DR compresse), a causa del ritardato assorbimento gastrico del principio attivo anche i sintomi possono insorgere più tardivamente.
Trattamento
Occorre monitorare le funzioni vitali del paziente ed eventualmente, in base alle condizioni cliniche, avviare misure di supporto.
Con dosi elevate, quando si prevede un decorso grave, è indicato l'impiego di carbone attivo 1 g/kg di peso corporeo, se questo può essere somministrato entro la prima ora. Con dosi molto elevate e potenzialmente fatali può essere utile in casi singoli ricorrere a una lavanda gastrica, nel caso in questa possa essere effettuata entro un'ora dall'ingestione. In questi casi si deve contattare il centro d'informazione tossicologica per verificare se la procedura è indicata. Dopo la lavanda gastrica si deve somministrare carbone (come indicato sopra).
Con le forme del medicamento a rilascio prolungato e in caso di assunzione di grandi quantità con decorso potenzialmente grave, potrebbe essere utile somministrare dosi ripetute di carbone attivo per la decontaminazione primaria. Tuttavia non esistono studi al riguardo e l'indicazione deve essere concordata nei singoli casi con il centro d'informazione tossicologica.
In caso di agitazione può essere necessario un trattamento sintomatico, p. es. con benzodiazepine.
Eventualmente, terapia sintomatica per l'ipertensione (antipertensivi) o l'ipotensione (integrazione del volume, catecolamine). Nei pazienti con malattie cardiovascolari preesistenti e nei pazienti anziani occorre effettuare un monitoraggio ed eventualmente, in caso di rilevanza emodinamica, somministrare una terapia antiaritmica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N04BA02
Meccanismo d'azione
La dopamina, che agisce come neurotrasmettitore nel cervello, non è presente in quantità sufficienti nei gangli della base dei pazienti affetti da malattia di Parkinson. La levodopa (INN) o L-DOPA (3,4-diidrossi-L-fenilalanina) è un prodotto intermedio nella sintesi della dopamina. La levodopa (un precursore della dopamina) viene utilizzata come profarmaco per l'innalzamento dei livelli di dopamina perché, al contrario della dopamina, è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica. Non appena giunge nel sistema nervoso centrale (SNC), la levodopa viene convertita in dopamina dalla decarbossilasi degli L-aminoacidi aromatici.
Il sistema dopaminergico è coinvolto nella patogenesi della sindrome delle gambe senza riposo. Di conseguenza, è stato possibile dimostrare l'efficacia della sostituzione con levodopa anche nei pazienti affetti da sindrome delle gambe senza riposo.
Tuttavia, la levodopa viene rapidamente decarbossilata a dopamina dopo la somministrazione, sia nel cervello che nei tessuti extracerebrali. Per tale ragione, la maggior parte della levodopa somministrata non arriva ai gangli della base, e la dopamina formatasi a livello periferico determina spesso effetti collaterali. Il blocco della decarbossilazione extracerebrale della levodopa rappresenta quindi un grande vantaggio, che può essere realizzato attraverso la somministrazione concomitante di levodopa e benserazide, un inibitore della decarbossilasi attivo a livello periferico.
Farmacodinamica
Madopar LIQ, la compressa per la preparazione di una sospensione orale, è specialmente indicata nei pazienti con disfagia o che desiderano un inizio d'azione più rapido e nei pazienti affetti da malattia di Parkinson con acinesia al mattino presto o nel pomeriggio o che presentano effetti «delayed on» o «wearing off».
La compressa DR ha una speciale forma farmaceutica che permette un rilascio bifasico dei principi attivi nello stomaco. Con il rapido rilascio iniziale si raggiungono velocemente livelli plasmatici terapeutici di levodopa, mentre la seconda fase del rilascio, più tardiva, garantisce il mantenimento di tali livelli per diverse ore. Con Madopar DR la concentrazione di picco è notevolmente più bassa che con le formulazioni standard.
Tuttavia, la levodopa viene rapidamente decarbossilata a dopamina dopo la somministrazione, sia nel cervello che nei tessuti extracerebrali. Per tale ragione, la maggior parte della levodopa somministrata non arriva ai gangli della base, e la dopamina formatasi a livello periferico determina spesso effetti collaterali. Il blocco della decarbossilazione extracerebrale della levodopa rappresenta quindi un grande vantaggio, che può essere realizzato attraverso la somministrazione concomitante di levodopa e benserazide, un inibitore della decarbossilasi attivo a livello periferico.
Madopar è una combinazione di queste due sostanze con un rapporto 4:1 – che si è rivelato efficace negli studi clinici e nell'uso terapeutico – ed è quindi altrettanto efficace di dosi più elevate di levodopa da sola, ma con una tollerabilità sensibilmente migliore.
L'uso combinato di levodopa e benserazide permette così di compensare la carenza di dopamina nel cervello.
Efficacia clinica
Nessun testo.
Sicurezza ed efficacia nei pazienti anziani
Nei pazienti parkinsoniani più anziani (65-78 anni), sia l'emivita di eliminazione che l'AUC della levodopa sono circa il 25% superiori ai corrispondenti valori nei pazienti più giovani (34-64 anni). L'influenza statisticamente significativa dell'età non ha rilevanza clinica per il regime posologico per qualsiasi indicazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Forme standard
Levodopa e benserazide vengono assorbite in gran parte (66-74%) nella porzione superiore dell'intestino tenue. L'assorbimento nella porzione superiore dell'intestino tenue è uniforme e indipendente dalla posizione. In seguito all'assunzione di Madopar, la concentrazione plasmatica massima di levodopa viene raggiunta dopo circa un'ora.
La biodisponibilità assoluta della levodopa dopo l'assunzione di Madopar standard è del 98% (intervallo 74-112%).
Tutte le forme di somministrazione non a rilascio prolungato di Madopar sono bioequivalenti.
La concentrazione plasmatica massima di levodopa e l'entità dell'assorbimento (AUC) aumentano in maniera proporzionale alla dose (50-200 mg di levodopa).
La concomitante assunzione di alimenti riduce la velocità e l'entità dell'assorbimento di levodopa. La concentrazione di picco nel plasma si riduce del 30% e viene raggiunta più tardivamente se Madopar standard è assunto con un pasto. Il cibo riduce l'entità dell'assorbimento del 15%. L'assorbimento si riduce anche se lo svuotamento gastrico è rallentato.
Forma dispersibile
Nei soggetti sani e nei pazienti affetti da malattia di Parkinson, la farmacocinetica delle compresse dispersibili è molto simile a quella di Madopar standard, ma con una tendenza a un più rapido raggiungimento delle concentrazioni di picco. La variabilità interindividuale dei parametri di assorbimento è più contenuta con Madopar LIQ quando questo viene assunto sotto forma di sospensione.
Forma a rilascio prolungato
La biodisponibilità delle compresse DR è pari a circa l'80% di quella di Madopar.
A causa del rilascio bifasico, Madopar DR ha una cinetica di assorbimento simile a quella di Madopar standard. La concentrazione plasmatica massima di levodopa si raggiunge dopo circa un'ora. La curva della concentrazione plasmatica mostra un'emivita più lunga che con le forme convenzionali, un effetto dovuto alle caratteristiche bifasiche del preparato, che rilascia il principio attivo levodopa per un tempo più lungo.
La farmacocinetica delle compresse DR divise a metà rispecchia quella delle compresse DR intere.
L'assunzione di cibo riduce il tasso di assorbimento ma – sulla base dell'AUC plasmatica – non ha alcun effetto sull'esposizione sistemica alla levodopa. Dopo l'assunzione di alimenti, la concentrazione plasmatica massima di levodopa è minore di un terzo rispetto allo stato a digiuno, e il raggiungimento della concentrazione di picco avviene due ore dopo.
Distribuzione
Levodopa attraversa la mucosa gastrica e la barriera ematoencefalica grazie a un meccanismo di trasporto saturabile. Non è legata alle proteine plasmatiche. Il suo volume di distribuzione è di 57 litri. L'AUC della levodopa nel liquido cerebrospinale è pari a circa il 12% di quella plasmatica.
Contrariamente alla levodopa, alle dosi terapeutiche la benserazide non attraversa la barriera ematoencefalica. La benserazide si concentra soprattutto nei reni, polmoni, nell'intestino tenue e nel fegato.
Metabolismo
Esistono due principali vie di metabolizzazione della levodopa: decarbossilazione e O-metilazione. Vi sono inoltre due vie secondarie: transaminazione e ossidazione. La decarbossilazione della levodopa a dopamina è mediata da una decarbossilasi degli aminoacidi aromatici che sono presenti in grandi quantità nel fegato, nel tratto intestinale, nei reni e nel cuore (cfr. la rubrica «Posologia/Impiego: Istruzioni posologiche speciali»).
I principali prodotti di degradazione di questa via sono l'acido omovanillico e l'acido diidrossifenilacetico. La catecol-O-metil-transferasi catalizza la metossilazione della levodopa a 3-O-metildopa. Questo metabolita principale nel plasma ha un'emivita di eliminazione di 15-17 ore e si accumula nei pazienti affetti da malattia di Parkinson che assumono dosi terapeutiche di Madopar.
La somministrazione concomitante di levodopa e benserazide riduce la decarbossilazione periferica. Questo è evidenziato dall'aumento dei livelli plasmatici di levodopa e 3-O-metildopa e dalla minore concentrazione plasmatica delle catecolamine (dopamina, noradrenalina) e degli acidi fenilcarbossilici (acido omovanillico e acido diidrossifenilacetico).
La benserazide è idrossilata a triidrossibenzilidrazina nella mucosa intestinale e nel fegato. Questo metabolita è un potente inibitore della decarbossilasi degli aminoacidi aromatici.
Eliminazione
Con l'inibizione periferica della levodopa decarbossilasi, l'emivita di eliminazione della levodopa è di circa 1,5 ore. Nei pazienti parkinsoniani geriatrici (65-78 anni di età) l'emivita di eliminazione è più lunga di circa il 25%.
La clearance della levodopa è di circa 430 ml/min.
Anche la benserazide viene eliminata quasi completamente sotto forma di metaboliti. I metaboliti sono escreti soprattutto nelle urine (64%) e in misura minore nelle feci (24%).
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili dati farmacocinetici su levodopa nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica.
Disturbi della funzionalità renale
Non sono disponibili dati farmacocinetici su levodopa nei pazienti con disturbi della funzionalità renale.
Sia la levodopa che la benserazide vengono ampiamente metabolizzate. Meno del 10% della levodopa viene escreta in forma inalterata nelle urine; quindi non sono necessarie riduzioni della dose nei pazienti con disfunzioni renali da lievi a moderate (cfr. la rubrica «Posologia/Impiego: Istruzioni posologiche speciali»).
Pazienti anziani
Nei pazienti parkinsoniani anziani (65-78 anni di età) sia l'emivita di eliminazione che l'AUC della levodopa sono più elevate di circa il 25% rispetto ai valori misurati nei pazienti più giovani (34-64 anni di età). L'influenza statisticamente significativa dell'età non ha una rilevanza clinica per lo schema posologico in nessuna delle indicazioni.
Dati preclinici
Tossicità cronica (o tossicità per somministrazione ripetuta)
Studi di tossicità generale sui ratti hanno evidenziato la possibilità di una compromissione dell'accrescimento osseo. In seguito alla somministrazione a lungo termine per via orale di benserazide + levodopa nei ratti si osservano, oltre che perdite di peso, marcate alterazioni scheletriche dose-dipendenti e tempo-dipendenti che hanno origine nelle cartilagini di accrescimento. Laddove le cartilagini di accrescimento sono già saldate non si verificano alterazioni ossee.
Mutagenicità
Madopar e i suoi componenti (levodopa e benserazide) non hanno mostrato proprietà mutagene nel test di Ames.
Vi sono indicazioni, derivate principalmente da studi citogenetici, di un effetto mutageno della levodopa. A causa della insufficiente documentazione di questi studi, la rilevanza di tali osservazioni non è chiara.
Gli effetti mutageni della benserazide non sono stati studiati adeguatamente. Un test di mutagenesi sui batteri ha avuto esito negativo; in cellule di mammifero, la benserazide non ha portato a un'induzione della riparazione del DNA.
Negli studi in vitro su batteri e colture di cellule di mammifero, levodopa e benserazide mostrano un basso potenziale genotossico. Nelle condizioni d'uso cliniche non si osservano indizi di un potenziale genotossico. Non sono disponibili studi a lungo termine sul potenziale cancerogeno della levodopa o della benserazide. In casi isolati è stata riferita la riattivazione di melanomi in individui trattati con levodopa. Tuttavia, né dal punto di vista sperimentale né da quello epidemiologico è stato possibile dimostrare un'associazione causale tra la terapia con levodopa e l'esacerbazione di melanomi.
Cancerogenicità
Non sono stati condotti studi per determinare il potenziale cancerogeno di Madopar.
Tossicità per la riproduzione
La tossicità per la riproduzione della combinazione non è stata esaminata. Non sono disponibili studi sui possibili effetti sulla fertilità, lo sviluppo fetale, la nascita e lo sviluppo postnatale.
A dosi tossiche per le femmine gravide si è avuto un aumento del numero di feti morti in utero (conigli) e/o una riduzione del peso fetale (ratti).
Gli studi di teratogenicità non hanno evidenziato un effetto teratogeno o una compromissione della crescita ossea nei topi (400 mg/kg), nei ratti (600 mg/kg, 250 mg/kg) o nei conigli (120 mg/kg, 150 mg/kg).
Non sono disponibili altri dati rilevanti derivanti da studi sugli animali.
Altri dati
Levodopa
Nei conigli, a partire da una dose (tossica per la madre) di 75 mg/kg di peso corporeo al giorno si sono manifestati effetti embriofetali; al di sopra di questa dose sono state osservate malformazioni cardiovascolari e a dosi superiori a 125 mg/kg di peso corporeo al giorno sono state osservate anomalie a carico delle costole.
Benserazide
In seguito a somministrazione durante la gravidanza nei ratti sono state osservate anomalie scheletriche.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
La levodopa può falsare gli esami di diagnostica di laboratorio per la misurazione delle catecolamine, della creatinina, dell'acido urico e della glicosuria. Il test per la determinazione dei corpi chetonici nelle urine può produrre falsi positivi. In caso di utilizzo di metodi a base di glucosio ossidasi, la determinazione della glicosuria può produrre falsi negativi. Il test di Coombs può produrre risultati falsi positivi.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore. Una volta disciolto, Madopar LIQ deve essere assunto entro mezz'ora.
Indicazioni particolari di conservazione
Non conservare a temperature superiori a 25 °C.
Tenere il contenitore ben chiuso nell'imballaggio esterno per proteggerlo dall'umidità.
Tenere il farmaco fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
38096 (capsule), 43593 (compresse), 52377 (compresse LIQ), 53493 (compresse DR), (Swissmedic).
Confezioni
Madopar «62,5»
Capsule da 50 mg di levodopa + 12,5 mg di benserazide: 100 [B]
Madopar «125»
Capsule da 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide: 100 [B]
Compresse (con linea di frattura a croce, divisibili) da 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide: 30 e 100 [B]
Madopar «250»
Compresse (con linea di frattura a croce, divisibili) da 200 mg di levodopa + 50 mg di benserazide: 30 e 100 [B]
Madopar LIQ «62,5»
Compresse per la preparazione di una sospensione orale (con linea di frattura) da 50 mg di levodopa + 12,5 mg di benserazide: 100 [B]
Madopar LIQ «125»
Compresse per la preparazione di una sospensione orale (con linea di frattura, divisibili) da 100 mg di levodopa + 25 mg di benserazide: 30 e 100 [B]
Madopar DR (Dual Release)
Compresse (con linea di frattura, divisibili) da 200 mg di levodopa + 50 mg di benserazide: 30 e 100 [B]
Titolare dell’omologazione
Roche Pharma (Svizzera) SA, Basilea.
Stato dell'informazione
Giugno 2023.