Sotalol-Mepha® 80/160

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Sotalolo cloridrato.

Sostanze ausiliarie

Calcio fosfato dibasico diidrato, amido di mais, talco, povidone, carbossimetilamido sodico, magnesio stearato; compresse da 160 mg: indigotina (E132).

Le compresse Sotalol-Mepha 80 mg, contengono al massimo 0.17 mg di sodio.

Sotalol-Mepha 160 mg, compresse contengonoal massimo 0.34 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse da 80 mg e 160 mg di sotalolo cloridrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Aritmie cardiache

·Tachicardie sinusali e sopraventricolari

·Trattamento e profilassi di aritmie ventricolari potenzialmente fatali o con prognosi sfavorevole se l'efficacia è stata dimostrata mediante stimolazione elettrofisiologica o Holter

·Fibrillazione atriale e flutter atriale

Altre aritmie: Sotalol-Mepha può essere somministrato in caso di aritmie dovute a accumulo di anidride carbonica, catecolamine esogene, narcosi o infarto miocardico che non rispondono al trattamento abituale.

Posologia/Impiego

Adulti

Le compresse devono essere assunte senza masticarle con una quantità sufficiente di liquidi (ad es. un bicchiere d'acqua) prima dei pasti. Sotalol-Mepha non deve essere assunto con i pasti in quanto l'assorbimento del principio attivo sotalolo cloridrato nel tratto gastrointestinale può diminuire con l'assunzione concomitante di cibo (specialmente latte e latticini).

Sotalol-Mepha può essere somministrato una o più volte al giorno. Per il trattamento delle tachicardie ventricolari, si raccomanda di dividere la dose giornaliera in 2-3 somministrazioni singole. Normalmente sono sufficienti 2 somministrazioni singole.

La dose iniziale è di 80-160 mg al giorno. Se necessario, questa dose può essere aumentata ogni volta di 160 mg o meno, a intervalli settimanali o più lunghi, fino a raggiungere l'effetto desiderato (su aritmia, pressione arteriosa, polso, angina pectoris, tremore).

La dose ottimale varia da 160 a 320 mg al giorno; il dosaggio più comunemente prescritto è di 320 mg al giorno.

Alcuni pazienti con aritmie ventricolari refrattarie potenzialmente fatali possono, in casi rari, richiedere dosi giornaliere fino a un massimo di 480-640 mg (ripartiti in 2-3 dosi), a condizione che la loro funzione renale sia normale.

Se somministrato in combinazione con un diuretico o un altro antipertensivo, è necessario ridurre la dose di uno dei due medicamenti. L'aumento o la diminuzione delle dosi deve avvenire gradualmente e sotto controllo dei parametri clinici.

Durante l'aggiustamento iniziale della dose di antiaritmico, i pazienti post-infarto miocardico o con una prestazione cardiaca fortemente ridotta devono essere controllati con particolare cautela (p.es. monitoraggio tramite monitor). Durante il trattamento devono essere eseguiti esami di controllo regolari.

Nei pazienti con malattia coronarica e/o aritmie cardiache o dopo un uso prolungato, la terapia deve essere interrotta gradualmente, poiché una brusca interruzione può indurre un peggioramento del quadro patologico.

Bambini e adolescenti sotto i 18 anni: la sicurezza e l'efficacia di Sotalol-Mepha nei bambini e negli adolescenti non sono dimostrate. Pertanto, l'utilizzo nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato.

Pazienti anziani: nel trattamento dei pazienti anziani, occorre prestare attenzione alla possibile compromissione della funzione renale.

Istruzioni posologiche speciali

In caso di insufficienza renale è necessario ridurre la dose, poiché il sotalolo viene escreto principalmente dai reni.

Nell'insufficienza renale grave, si raccomanda di somministrare il sotalolo cloridrato solo sotto monitoraggio frequente dell'ECG e della concentrazione sierica.

Se la clearance della creatinina scende a livelli di 30-60 ml/min, si raccomanda di ridurre la dose a metà; in caso di livelli pari a 10-30 ml/min si raccomanda di ridurre il dosaggio a un quarto dividendo la compressa di conseguenza. Quando i livelli risultano <10 ml/min, si raccomanda di rinunciare al trattamento con Sotalol-Mepha o, comunque, di prestare particolare cautela durante il trattamento con Sotalol-Mepha.

La clearance della creatinina può essere stimata utilizzando la seguente formula: clearance = (140 - età) x peso corporeo (kg): 72 x creatinina sierica (mg/dl); 15% in meno nelle donne.

A causa del rischio di accumulo a seguito di somministrazioni ripetute in pazienti con ridotta funzione renale, la dose in questi pazienti deve essere adattata alla clearance renale, tenendo conto della frequenza cardiaca (non meno di 50 battiti/min) e dell'efficacia clinica.

La correlazione tra la creatinina sierica e l'emivita di eliminazione del sotalolo è lineare. L'aggiustamento individuale si basa sulla riduzione della frequenza cardiaca (che non deve essere inferiore a 50 Hz) e sull'efficacia clinica.

Modo di somministrazione

L'aggiustamento iniziale della dose dell'antiaritmico Sotalol-Mepha nelle aritmie ventricolari richiede un attento monitoraggio cardiologico e va effettuato solo in presenza di attrezzature cardiologiche di emergenza e la possibilità di monitoraggio del ritmo cardiaco. Durante l'aggiustamento iniziale della dose, anche i pazienti post-infarto miocardico o con una prestazione cardiaca fortemente ridotta devono essere controllati attentamente (monitoraggio tramite monitor).

Durante il trattamento devono essere eseguiti esami di controllo regolari (p.es. un ECG standard ogni mese o un ECG dinamico ogni 3 mesi, e, se necessario, un ECG sotto sforzo).

Se uno qualsiasi dei parametri peggiora, p.es. prolungamento dell'intervallo QRS o QTc di oltre il 50%, ossia prolungamento del QTc oltre i 500 msec, o se il numero o la gravità delle aritmie cardiache aumentano, il trattamento deve essere rivalutato (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al sotalolo cloridrato, ai sulfamidici o ad uno qualsiasi degli altri componenti delle compresse secondo la composizione.

·Asma bronchiale, altre malattie polmonari croniche ostruttive

·Edema laringeo, rinite allergica grave

·Shock cardiogeno, infarto miocardico acuto

·Ipertensione polmonare con insufficienza ventricolare destra (cuore polmonare)

·Anestesie che indeboliscono il muscolo cardiaco

·Bradicardia sinusale (meno di 50 battiti al minuto), sindrome del seno malato (sick sinus syndrome)

·Blocco atrioventricolare di II o III grado a meno che sia presente un pacemaker funzionante

·Insufficienza renale grave

·Chetoacidosi

·Insufficienza cardiaca scompensata, insufficienza cardiaca NYHA IV

·Sindrome del QT lungo (long QT syndrome) congenita o acquisita

·Feocromocitoma non trattato

·Ipokaliemia

·Ipomagnesiemia

·Ipotensione

·Stadi tardivi di disturbi circolatori periferici

La somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti tipo verapamil o diltiazem o di altri antiaritmici (quali disopiramide) è controindicata in pazienti in trattamento con sotalolo cloridrato (ad eccezione che in terapia intensiva).

Avvertenze e misure precauzionali

Proaritmia

Esperienza post-marketing: l'effetto collaterale più pericoloso degli antiaritmici è l'aggravamento di aritmie preesistenti o l'insorgenza di nuove aritmie. I medicamenti che prolungano l'intervallo QT possono causare torsione di punta, una tachicardia ventricolare polimorfa associata ad un prolungamento dell'intervallo QT. Ad oggi, l'esperienza indica che il rischio di torsione di punta è associato al prolungamento dell'intervallo QT, alla riduzione della frequenza cardiaca e dei livelli sierici di potassio e magnesio (p.es. a seguito dell'uso di un diuretico), ad alte concentrazioni plasmatiche del medicamento (p.es. a seguito di sovradosaggio o di insufficienza renale) e all'uso concomitante di sotalolo e di altri medicamenti come gli antidepressivi e gli antiaritmici di classe I che sono stati associati alla comparsa di torsione di punta. Il rischio di torsione di punta sembra essere maggiore nelle donne. Gli esami ECG effettuati immediatamente prima o dopo tali episodi mostrano di solito un prolungamento significativo dell'intervallo QT e dell'intervallo QTc. Negli studi clinici, i pazienti con un intervallo QTc superiore a 450 msec prima del trattamento non sono stati generalmente avviati alla terapia con sotalolo. Sotalol-Mepha deve essere titolato con molta cautela nei pazienti con un prolungamento dell'intervallo QT.

A differenza dei classici beta-bloccanti puri, Sotalol-Mepha ha solo un debole effetto inotropo negativo. Si raccomanda tuttavia di istituire un trattamento adeguato con ACE-inibitori, digitalici e/o diuretici prima di somministrare Sotalol-Mepha in presenza di scompenso cardiaco. In caso di nuova insorgenza di insufficienza cardiaca o di relativi segni, deve essere istituito immediatamente un trattamento adeguato.

Alcuni casi di torsione di punta (aritmia ventricolare) sono stati osservati in pazienti ipokaliemici e in quelli trattati in concomitanza con sostanze associate a questo tipo di aritmia. Nelle situazioni che possono comportare perdite di elettroliti clinicamente rilevanti è necessario sospendere il trattamento. Si richiede quindi cautela durante il trattamento concomitante con diuretici (alterazione elettrolitica).

Va evitato il trattamento concomitante con medicamenti che prolungano l'intervallo QT o sono associati a tachicardie ventricolari atipiche (specialmente chinidina, disopiramide e antidepressivi triciclici).

Studi hanno dimostrato che l'incidenza di torsioni di punta aumenta con il prolungamento dell'intervallo QTc durante la terapia con sotalolo: dall'1.3% (QTc <500 msec) al 10.8% (QTc >550 msec).

Altri fattori di rischio per le torsioni di punta sono risultate essere una storia pregressa di cardiomegalia o insufficienza cardiaca. I pazienti con una storia pregressa di tachicardia ventricolare sostenuta e insufficienza cardiaca presentano il maggior rischio di grave proaritmia (7%). Gli eventi proaritmici possono verificarsi non solo durante la fase di avvio alla terapia, ma anche dopo ogni incremento posologico, generalmente entro 7 giorni dall'avvio della terapia o dall'incremento posologico. Un incremento graduale del dosaggio, partendo da 80-160 mg al giorno, riduce il rischio di proaritmia (cfr. «Posologia/impiego»). Sotalol-Mepha deve essere somministrato con cautela se si osserva un prolungamento dell'intervallo QTc a oltre i 500 msec durante il trattamento; nel caso in cui il prolungamento superi i 550 msec, deve essere presa in seria considerazione l'opportunità di ridurre la dose o interrompere la terapia. A causa dei molteplici fattori di rischio associati alla torsione di punta bisognerebbe comunque fare attenzione, indipendentemente dalla durata dell'intervallo QTc.

La torsione di punta è un evento dose-dipendente che di solito si verifica poco dopo l'avvio della terapia o un incremento della dose e che scompare spontaneamente nella maggior parte dei pazienti. Sebbene la maggior parte degli episodi di torsione di punta siano auto-limitanti o associati a sintomi (p.es. sincope), possono anche progredire fino alla fibrillazione ventricolare.

Interruzione brusca del trattamento: il trattamento con beta-bloccanti in pazienti ipertesi con angina pectoris può causare, in determinati casi, gravi attacchi prolungati. Eventi occasionali di aritmie, e in alcuni casi, infarto del miocardio sono stati riportati dopo l'interruzione brusca della terapia beta-bloccante. Si raccomanda di interrompere la terapia con Sotalol-Mepha in modo graduale, nell'arco di una o due settimane, in particolare nei pazienti con cardiopatia ischemica. I beta-bloccanti possono mascherare alcuni segni come la tachicardia nell'ipertiroidismo. Pertanto, nei pazienti con sospetto ipertiroidismo, Sotalol-Mepha deve essere interrotto gradualmente per evitare l'esacerbazione dei sintomi ipertiroidei, come per esempio una crisi tireotossica.

Insufficienza epatica: poiché Sotalol-Mepha non è soggetto a effetto di primo passaggio, i pazienti con insufficienza epatica non mostrano alcuna alterazione della clearance di Sotalol-Mepha.

Insufficienza renale: Sotalol-Mepha viene escreto principalmente per via renale attraverso la filtrazione glomerulare e, in misura minore, tramite secrezione tubulare. La dose deve essere aggiustata in caso di aumento della creatinina sierica (cfr. «Istruzioni posologiche speciali»). Il sotalolo è emodializzabile (cfr. «Posologia eccessiva»).

Psoriasi: raramente è stato riportato che i beta-bloccanti hanno indotto una esacerbazione dei sintomi della psoriasi volgare.

Diabete mellito: in pazienti con diabete mellito (specialmente se in labile compenso) o con pregressi episodi di ipoglicemia spontanea, Sotalol-Mepha deve essere somministrato con cautela poiché i beta-bloccanti possono mascherare alcuni importanti segni premonitori di ipoglicemia acuta, come ad esempio la tachicardia.

Disturbi circolatori periferici: è necessario un monitoraggio medico particolarmente attento in caso di disturbi della circolazione periferica, come la sindrome di Raynaud e la claudicazione intermittente; i sintomi possono accentuarsi, soprattutto all'inizio del trattamento.

Condizione post-infarto miocardico: i pazienti post-infarto miocardico o con scarsa funzione ventricolare sinistra sono particolarmente a rischio per quanto riguarda l'accentuazione di aritmie cardiache (proaritmie).

Nella fase di avvio alla terapia e durante il periodo di follow-up sono di fondamentale importanza un attento monitoraggio e una cauta titolazione della dose. Gli effetti indesiderati osservati in studi clinici condotti con antiaritmici (p.es. un chiaro aumento della mortalità) suggeriscono che Sotalol-Mepha non deve essere impiegato per trattare pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra ≤40% che non siano affetti da aritmie ventricolari di grave entità.

In un ampio studio controllato condotto su pazienti con infarto miocardico recente senza insufficienza cardiaca e senza necessariamente aritmie ventricolari, è stata stabilita una correlazione tra il trattamento orale con sotalolo cloridrato e una riduzione statisticamente non significativa del rischio di mortalità rispetto al gruppo placebo (18%). Questo studio condotto in pazienti post-infarto a dose fissa di 320 mg una volta al giorno e un secondo piccolo studio randomizzato in pazienti post-infarto ad alto rischio con una frazione di eiezione ventricolare sinistra ≤40% trattati con dosi elevate (640 mg/die) suggeriscono un sovrannumero di casi di morte cardiaca improvvisa precoce.

Co-medicazione: in caso di trattamento combinato con antiaritmici di classe I, le sostanze in grado di ampliare il complesso QRS (specialmente le sostanze chinidino-simili) devono essere evitate onde evitare un eccessivo prolungamento del QT con il rischio di facilitare l'innesco di aritmie ventricolari. Analogamente va evitato l'utilizzo concomitante di altri antiaritmici di classe III, sempre a causa del rischio di eccessivo prolungamento del QT.

I beta-bloccanti possono anche ridurre la contrattilità miocardica e indurre un aggravamento dell'insufficienza cardiaca. Si consiglia di prestare cautela quando si avvia la terapia in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra controllata dalla terapia (p.es. con l'assunzione di ACE-inibitori, diuretici, digitalici, ecc.); in tal caso è opportuno somministrare una dose iniziale bassa e procedere a una cauta titolazione della dose.

In caso di diarrea grave o persistente o di somministrazione concomitante di medicamenti che comportano una perdita di magnesio e/o potassio, occorre monitorare strettamente l'equilibrio elettrolitico e acido-base.

La presenza di sotalolo cloridrato nelle urine può far risultare dei livelli falsamente elevati di metanefrina quando determinata con metodi fotometrici. Nei pazienti trattati con sotalolo cloridrato e con sospetto feocromocitoma, l'esame delle urine deve essere effettuato mediante HPLC con estrazione in fase solida.

La clearance renale del sotalolo (a differenza di quella del propranololo) non è influenzata dal consumo di alcol.

Studi clinici per l'aritmia: nel corso di studi clinici, il 4.3% dei 3257 pazienti con aritmie hanno manifestato una nuova o peggiorata aritmia ventricolare, inclusa tachicardia ventricolare sostenuta (circa 1%) e torsione di punta (2.4%). Inoltre, in circa l'1% dei pazienti, i decessi sono stati considerati possibilmente correlati al trattamento. Nei pazienti con altre aritmie ventricolari e sopraventricolari meno gravi, l'incidenza di torsione di punta è stata rispettivamente dell'1% e dell'1.4%.

Le proaritmie gravi, tra cui la torsione di punta, sono risultate dose-dipendenti.

Anafilassi: durante l'assunzione di beta-bloccanti, i pazienti con una storia di reazione anafilattica a diversi allergeni possono sviluppare reazioni importanti alla stimolazione ripetuta con tali allergeni e possono non rispondere alle dosi di epinefrina normalmente usate per il trattamento delle reazioni allergiche.

Sodio: questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Antiaritmici: gli antiaritmici di classe Ia (disopiramide, chinidina, procainamide) ed altri antiaritmici di classe III (amiodarone) non devono essere somministrati in concomitanza con Sotalol-Mepha, a causa del rischio di un eccessivo prolungamento del QT associato ad un aumento del rischio di insorgenza di aritmie ventricolari.

Digossina: dosi singole e multiple di Sotalol-Mepha non influenzano significativamente i livelli sierici di digossina. In caso di concomitante terapia con Sotalol-Mepha, è stato osservato un aumento degli effetti proaritmici. Anche la malattia sottostante (insufficienza cardiaca) può essere una delle possibili cause di questo fenomeno.

Beta-2-stimolanti: in caso di somministrazione concomitante con sotalolo cloridrato, i beta-2-agonisti, come ad esempio salbutamolo, terbutalina e isoprenalina, potrebbero dover essere somministrati a dosaggi maggiori.

L'uso concomitante di sotalolo cloridrato e calcio-antagonisti tipo verapamil o diltiazem può provocare un accentuato calo della pressione arteriosa e, a causa degli effetti additivi sul nodo seno-atriale e atrio-ventricolare, bradiaritmie e disturbi della conduzione atrioventricolare di grado elevato. La somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti tipo verapamil o diltiazem o di altri antiaritmici (quali disopiramide) è controindicata in pazienti in trattamento con sotalolo cloridrato (ad eccezione che in terapia intensiva).

Deplezione farmacologica delle catecolamine: l'uso concomitante di principi attivi che provocano deplezione delle catecolamine, come p.es. la reserpina e la guanetidina, con un beta-bloccante può produrre una riduzione eccessiva dell'attività nervosa simpatica a riposo. I pazienti devono essere monitorati strettamente per la comparsa di segni di ipotensione e/o marcata bradicardia che può condurre a sincope.

L'uso concomitante di sotalolo cloridrato e noradrenalina o MAO inibitori, così come la brusca interruzione della concomitante somministrazione con clonidina, può determinare un eccessivo innalzamento della pressione arteriosa.

La somministrazione concomitante di calcio-antagonisti tipo nifedipina può indurre una caduta accentuata della pressione arteriosa ed un possibile aumento della soppressione del nodo del seno.

Quando il sotalolo cloridrato viene somministrato in concomitanza con medicamenti che possono prolungare l'intervallo QT, come p.es. gli antidepressivi triciclici e tetraciclici (imipramina, maprotilina), antistaminici (astemizolo, terfenadina), antibiotici chinolonici (p.es. sparfloxacina) e antibiotici macrolidi (eritromicina), probucolo, aloperidolo e alofantrina, aumenta il rischio di comparsa di effetti proaritmici (torsione di punta).

Una riduzione accentuata della pressione arteriosa può risultare dall'uso concomitante di sotalolo cloridrato e antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine e narcotici come pure anti-ipertensivi, diuretici e vasodilatatori.

Gli effetti inotropi negativi del sotalolo cloridrato e dei narcotici o antiaritmici possono essere additivi.

Reserpina, clonidina, alfa-metildopa, guanfacina e glicosidi cardiaci, se somministrati in concomitanza con sotalolo cloridrato, possono determinarne un aumentato effetto cronotropo e dromotropo negativo.

Il blocco neuromuscolare ad opera della tubocurarina può essere potenziato dall'inibizione dei recettori beta.

L'uso concomitante di sotalolo cloridrato e insulina o antidiabetici orali, specialmente in concomitanza con sforzi fisici, può indurre ipoglicemia e mascherarne i sintomi. Si può manifestare iperglicemia, che richiede un aggiustamento posologico degli antidiabetici.

La somministrazione concomitante di un diuretico non risparmiatore di potassio (p.es. furosemide, idroclorotiazide) o di altri medicamenti che inducono una perdita di potassio o magnesio aumenta il rischio di insorgenza di aritmie cardiache indotte dall'ipokaliemia.

L'uso concomitante di sotalolo cloridrato con antidepressivi triciclici o alcol deve essere evitato a causa del possibile rischio di facilitare l'innesco di aritmie ventricolari (sono stati descritti singoli casi).

Non sono state osservate interazioni con il warfarin.

Clonidina: i beta-bloccanti possono potenziare l'aumento della pressione arteriosa osservato talvolta in seguito all'interruzione della somministrazione di clonidina; pertanto i beta-bloccanti devono essere interrotti lentamente alcuni giorni prima della graduale interruzione della clonidina.

Gravidanza, allattamento

Le sperimentazioni animali non hanno mostrato effetti teratogeni sul feto o altri effetti collaterali intrauterini, ma non sono disponibili studi controllati in donne in gravidanza. Il sotalolo attraversa la placenta e raggiunge concentrazioni efficaci nel sangue del cordone ombelicale. Non vi sono esperienze sufficienti con l'uso di sotalolo nel primo trimestre di gravidanza.

Sotalol-Mepha non deve quindi essere somministrato durante la gravidanza a meno che non ci sia un'indicazione di assoluta necessità.

A causa della possibilità di bradicardia, ipotensione, ipoglicemia e depressione respiratoria (asfissia neonatale) nel neonato, la terapia con sotalolo deve essere interrotta 48-72 ore prima della data prevista del parto. Se ciò non è possibile, il neonato deve essere sottoposto ad attento monitoraggio durante le 48-72 ore successive al parto.

Il sotalolo si accumula nel latte materno. In caso di indicazione di assoluta necessità, occorre quindi interrompere l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Anche in caso di impiego corretto, questo medicamento può alterare la capacità di reazione al punto tale da compromettere la capacità di guida, di utilizzare macchine o di lavorare senza una presa sicura. Tale rischio è maggiore all'inizio del trattamento, in occasione di un aumento della dose e di cambio di preparato come pure in concomitanza con alcol.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali più comuni sono dovuti alle proprietà beta-bloccanti di Sotalol-Mepha. Gli effetti collaterali sono di solito transitori e spesso scompaiono riducendo la dose.

I principali effetti collaterali degli antiaritmici sono l'accentuazione di aritmie preesistenti o l'induzione di nuove aritmie.

Un totale di 3186 pazienti con aritmie cardiache (1363 dei quali con tachicardia ventricolare sostenuta) hanno ricevuto dosi terapeutiche di sotalolo nell'ambito di studi clinici pre-omologazione. Un totale di 2451 pazienti hanno ricevuto il sotalolo per almeno 2 settimane. I principali effetti collaterali sono stati tachicardia ventricolare tipo torsione di punta e altre aritmie ventricolari di nuova insorgenza, che si sono verificate con un'incidenza di circa il 4% e l'1% nella popolazione di pazienti con tachicardia ventricolare sostenuta. Complessivamente, il 17% di tutti i pazienti inclusi negli studi clinici ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali; nei pazienti trattati per almeno 2 settimane il tasso di interruzione è stato del 13%. Gli effetti collaterali che più frequentemente hanno portato all'interruzione della terapia sono stati proaritmie (3%), bradicardia eccessiva (meno di 50 battiti al minuto, 3%), stanchezza/spossatezza (4%), dispnea (3%), astenia (2%) e capogiro (2%).

Gli effetti collaterali sono classificati in base alla frequenza come segue:

«Molto comune» (≥1/10)

«Comune» (≥1/100), (<1/10)

«Non comune» (≥1/1000), (<1/100)

«Raro» (≥1/10'000), (<1/1000)

«Molto raro» (<1/10'000) incl. singoli casi.

Sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati associati al sotalolo:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: trombocitopenia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: modificazioni di peso, riduzione dell'appetito.

Ipoglicemia: i segni di un calo della glicemia (specialmente la tachicardia) possono essere mascherati dalla terapia con sotalolo cloridrato. Questo aspetto deve essere considerato soprattutto in caso di rigoroso digiuno come pure nei diabetici e nei pazienti con ipoglicemia spontanea all'anamnesi.

Disturbi psichiatrici

Comune: umore depresso, alterazioni della coscienza, disturbi del sonno, sbalzi di umore, ansia, allucinazioni, aumentata attività onirica.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: stanchezza (18%), capogiro (13%), astenia (10%).

Comune: somnolenza, cefalea, parestesia, disturbi del sonno.

Patologie dell'occhio

Comune: disturbi della vista.

Non comune: congiuntivite.

Molto raro: cheratocongiuntivite.

Riduzione del flusso lacrimale (da tenerne conto quando si portano le lenti a contatto!).

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: calo dell'udito.

Patologie cardiache

Molto comune: bradicardia (12%).

Comune: palpitazioni, anomalie nell'ECG, dolore toracico, proaritmia, accentuazione dell'insufficienza cardiaca, sincope, presincope, disturbi della conduzione AV.

Gli effetti proaritmici sotto forma di variazioni o accentuazione delle aritmie cardiache, che possono determinare una grave compromissione dell'attività cardiaca con il rischio di conseguente arresto cardiaco, si verificano frequentemente. Gli effetti aritmogeni possono manifestarsi in particolare in pazienti con aritmie cardiache potenzialmente fatali e con riduzione della funzione ventricolare sinistra.

Poiché il sotalolo cloridrato prolunga l'intervallo QT, possono verificarsi tachiaritmie ventricolari (tra cui torsione di punta), in particolare in caso di sovradosaggio con conseguente marcata bradicardia.

Proaritmie gravi (tachicardia ventricolare sostenuta o flutter/fibrillazione ventricolare o torsione di punta) sono prevalentemente dose-dipendenti e di solito si verificano poco dopo l'inizio del trattamento e l'aumento della dose.

Patologie vascolari

Comune: edema, ipotensione, vasodilatazione, disturbi circolatori periferici.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune: dispnea (12%).

Comune: asma, nei pazienti affetti da disturbi ostruttivi della ventilazione si può verificare dispnea.

Molto raro: bronchite allergica con sviluppo di fibrosi.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea/vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza, disgeusia, bocca secca.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, arrossamento, prurito, sudorazione.

Non nota: alopecia, iperidrosi.

I medicamenti ad attività beta-bloccante possono causare molto raramente la psoriasi, peggiorarne la sintomatologia o dare origine a esantema psoriasico.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolori muscolari, crampi muscolari.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: disfunzione sessuale, disturbi della potenza.

Patologie generali

Comune: febbre, bocca secca.

In virtù dei suoi effetti beta-bloccanti, il sotalolo cloridrato può aumentare la sensibilità agli allergeni e la gravità delle possibili reazioni anafilattiche. Nei pazienti con una storia di reazioni di ipersensibilità grave e in quelli sottoposti a terapia di desensibilizzazione si può quindi manifestare un'esacerbazione delle reazioni anafilattiche.

Nell'ambito di studi, gli antiaritmici di classe I e III evidenziano un certo potenziale proaritmico. Con il sotalolo, la proaritmia dipende chiaramente dal tempo (primi 3 giorni), dal dosaggio (>320-640 mg o nessun aggiustamento della dose in caso di compromissione renale) o dall'intervallo QTc (>500 msec).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Raramente il sovradosaggio accidentale o intenzionale di sotalolo è risultato letale.

I sintomi da intossicazione da sotalolo sono dipendenti in gran parte dalla condizione cardiaca di base (funzionalità ventricolare sinistra, aritmie cardiache). In caso di marcata insufficienza cardiaca, anche bassi dosaggi possono provocare un deterioramento delle condizioni cardiache.

A seconda dell'entità dell'intossicazione, il quadro clinico mostrerà principalmente sintomi cardiovascolari e a carico del sistema nervoso centrale, come stanchezza, perdita di coscienza, dilatazione delle pupille, occasionalmente anche crisi convulsive generalizzate, ipotensione, bradicardia fino all'asistolia, netto prolungamento del QT, broncospasmo e ipoglicemia. In caso di grave bradicardia possono verificarsi extrasistoli ventricolari, che possono essere all'origine di tachicardia ventricolare o torsione di punta. Si sono verificati anche sintomi di shock cardiovascolare.

Terapia del sovradosaggio

In aggiunta alle misure generali volte all'eliminazione primaria della sostanza, devono essere monitorati i parametri vitali in terapia intensiva e, se necessario, corretti. I segni più frequenti che ci si deve attendere sono bradicardia, insufficienza cardiaca, ipotensione, broncospasmo e ipoglicemia. In caso di massiccio sovradosaggio intenzionale (2-16 g) di sotalolo, sono stati osservati i seguenti effetti clinici: ipotensione, bradicardia, prolungamento dell'intervallo QT, extrasistoli ventricolari, tachicardia ventricolare, torsione di punta. In seguito a sovradosaggio, il trattamento con sotalolo deve essere interrotto e il paziente strettamente monitorato.

Possono essere somministrati i seguenti antidoti:

·atropina: 1-2 mg per via endovenosa in bolo

·beta-simpaticomimetici secondo il peso corporeo e l'effetto: dopamina, dobutamina, isoprenalina ed epinefrina

·glucagone: inizialmente 1-10 mg per via endovenosa, seguiti da 2-2,5 mg all'ora in infusione continua

·aminofillina o un beta-2-agonista sotto forma di aerosol (contro il broncospasmo).

Se la bradicardia è refrattaria alla terapia è indicata una terapia temporanea con pacemaker.

Emodialisi: il sotalolo è emodializzabile. Con l'emodialisi l'emivita di eliminazione diminuisce a 6,9 ± 1,2 ore. Dopo l'emodialisi, è di nuovo previsto un lieve aumento dei livelli sierici poiché il sotalolo è rilasciato dai compartimenti più profondi nel compartimento sierico.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C07AA07

Meccanismo d'azione/farmacodinamica

Il D,L-sotalolo cloridrato è un antiaritmico di classe III, idrofilo, con un pronunciato effetto di blocco dei recettori beta. L'effetto antiaritmico di classe III è dovuto a un prolungamento immediato della fase terminale del potenziale d'azione monofasico senza interferire sul tempo di conduzione. Il periodo refrattario assoluto è prolungato. Questo meccanismo d'azione elettrofisiologico è comune ad entrambi gli isomeri destrogiro e levogiro, ed è stato riscontrato nell'atrio, nel nodo AV, nei fasci accessori e nel ventricolo.

L'effetto beta-bloccante senza attività simpaticomimetica intrinseca, legato all'isomero levogiro, riguarda, pressoché in egual misura, sia i recettori beta-1 che beta-2. In rapporto al tono del simpatico, la sostanza abbassa la frequenza cardiaca, la forza di contrazione del cuore, la velocità di conduzione AV e l'attività della renina nel plasma. Inibendo i recettori beta-2, può aumentare il tono della muscolatura liscia.

Efficacia clinica

Come tutti i beta-bloccanti, il sotalolo ha proprietà antianginose e antipertensive.

In uno studio clinico randomizzato [Electrophysiologic Study Versus Electrocardiographic Monitoring (ESVEM)] sono stati valutati gli effetti acuti e a lungo termine del sotalolo o di uno dei 6 antiaritmici di classe I (tra cui chinidina, mexiletina, propafenone e procainamide) in pazienti con tachicardia/fibrillazione ventricolare (VT/VF) sostenuta documentata, che poteva anche essere indotta da EPS (stimolazione elettrofisiologica). Rispetto al primo medicamento randomizzato, il tasso di risposta complessiva (EPS e Holter) è stato del 39% per il sotalolo e del 30% per tutti gli altri antiaritmici. Utilizzando la soppressione VT/VF indotta dall'EPS, il tasso di risposta è stato del 36% per il sotalolo e del 13% per tutti gli altri antiaritmici (con il monitoraggio Holter, il tasso di risposta è stato del 41% per il sotalolo e del 45% per tutti gli altri antiaritmici). Rispetto a tutti gli altri antiaritmici, in questo studio il sotalolo ha evidenziato la più bassa mortalità a 2 anni (13% vs 22%), il più basso tasso di recidiva VT (30% vs 60%), e il più basso tasso di interruzione (38% vs 75-80%). Il sotalolo è stato somministrato al 66% dei pazienti alla dose di 320-480 mg/die, al 16% a 240 mg/die o meno, e al 18% a 640 mg/die o più.

Farmacocinetica

Assorbimento

La biodisponibilità orale del sotalolo è del 75-90%. Dopo somministrazione orale, la concentrazione plasmatica massima viene raggiunta tra le 2,5 e le 4 ore mentre le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario si ottengono entro 2-3 giorni. Le dosi comprese tra 160 e 640 mg/die evidenziano concentrazioni plasmatiche dose-dipendenti.

L'assorbimento di Sotalol-Mepha, compresse è ridotto di circa il 20% se assunto con il cibo.

Distribuzione

La distribuzione avviene in un compartimento centrale e in uno periferico (modello a due compartimenti). Il passaggio della barriera ematoencefalica avviene in misura limitata. Il sotalolo è escreto nel latte materno, attraversa la barriera placentare e può essere rilevato nel liquido amniotico. Il volume di distribuzione nei soggetti sani è di 2 l/kg. Il sotalolo non si lega alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

Il sotalolo non è metabolizzato; non ci sono differenze negli enantiomeri D o L.

Eliminazione

L'eliminazione segue una curva bifasica con un'emivita media di 12 ore (7-15 ore).

La lunga emivita terminale consente la somministrazione solo ogni 24 ore. In casi speciali di particolare rischio, la dose può essere divisa in 2 (o 3) somministrazioni singole (cfr. «Posologia/impiego»).

Il sotalolo viene eliminato principalmente per via renale in forma invariata. La clearance renale è di 120 ml/min, la frazione extrarenale della dose Q0 è 0.15.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Ridotta funzionalità renale: la dose deve essere ridotta nei pazienti con compromissione della funzionalità renale.

Ridotta funzionalità epatica: poiché il sotalolo non è soggetto a effetto di primo passaggio, non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di compromissione della funzionalità epatica.

Pazienti anziani: l'aggiustamento del dosaggio deve tener conto della compromissione della funzionalità renale legata spesso all'età (cfr. «Istruzioni posologiche speciali»).

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologica di sicurezza, tossicità cronica, genotossicità e cancerogenicità non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

Gli studi di tossicologia riproduttiva nei ratti e nei conigli non hanno prodotto alcuna evidenza di effetti teratogeni a carico del sotalolo cloridrato. A dosi superiori a quelle terapeutiche usate nell'uomo, sono stati osservati effetti embrioletali nei ratti e nei conigli, nonché peso ridotto alla nascita, densità alterata dei recettori cerebrali e cambiamenti comportamentali nei ratti.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) nella confezione originale. Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

54553 (Swissmedic).

Confezioni

Sotalol-Mepha, compresse da 80 mg con linea di frattura (divisibili): 30 e 100 [B]

Sotalol-Mepha, compresse da 160 mg con linea di frattura a croce (divisibili in quattro): 30 e 100 [B]

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel

Stato dell'informazione

Marzo 2021

Numero interno della versione: 5.1