Indapamid-Mepha 1,5 retard, compresse a rilascio prolungato

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Indapamide.

Sostanze ausiliarie

Lattosio monoidrato (118,86 mg), ipromellosa, silice colloidale anidra, magnesio stearato, titanio diossido (E171), macrogol 3000, triacetina.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa a rilascio prolungato contiene 1,5 mg d'indapamide.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Ipertensione arteriosa essenziale di entità da lieve a moderata.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Una compressa a rilascio prolungato al giorno, di preferenza al mattino.

Dosi più elevate non migliorano l'azione antipertensiva dell'indapamide, ma aumentano invece il suo effetto saluretico.

Modo di somministrazione

La compressa a rilascio prolungato deve essere deglutita intera con acqua e non deve essere masticata.

Istruzioni posologiche particolari

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia in età pediatrica non sono state determinate.

Controindicazioni

·Ipersensibilità all'indapamide, agli altri sulfonamidi o a una delle sostanze ausiliarie citate alla rubrica «Composizione»,

·insufficienza renale grave,

·encefalopatia epatica o insufficienza epatica grave,

·ipopotassiemia,

·accidenti cerebrovascolari recenti.

·Allattamento (vedere rubrica «Gravidanza, allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenze

In caso di danni al fegato e in particolare in caso di squilibrio elettrolitico, il diuretici tiazidici e affini possono causare una encefalopatia epatica che può portare al coma epatico. In questo caso, la somministrazione del diuretico deve essere immediatamente interrotta.

 

Fotosensibilità

Sono stati riportati dei casi di fotosensibilità con i diuretici tiazidici e simili (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Se compare una reazione di fotosensibilità durante il trattamento, si raccomanda di interromperlo. Se è necessario riprendere la somministrazione del diuretico, si raccomanda di proteggere le parti del corpo esposte al sole o a raggi ultravioletti.

Precauzioni d'impiego

Equilibrio idroelettrolitico

Sodiemia: La sodiemia deve essere controllata prima di iniziare il trattamento e in seguito a intervalli regolari. Ogni trattamento diuretico può causare una riduzione del tasso di sodio con potenziali gravi conseguenze. Inizialmente, l'abbassamento della sodiemia può essere asintomatico, per cui è indispensabile un controllo regolare, che dovrà essere ancora più frequente nelle popolazioni a rischio, rappresentate dai pazienti anziani e quelli affetti da cirrosi (vedere rubriche «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva»).

L'iposodiemia associata all'ipovolemia può portare a disidratazione e ipotensione ortostatica. La perdita concomitante di ioni cloruro può condurre a un'alcalosi metabolica secondaria di tipo compensatorio: l'incidenza e la gravità di questo evento sono basse.

Potassiemia: Il rischio più grave correlato a Indapamid-Mepha 1,5 retard è la deplezione potassica con ipopotassiemia. L'ipopotassiemia può causare disturbi muscolari. Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi, principalmente nel contesto di una grave ipopotassiemia. Si deve prevenire il rischio di comparsa di ipopotassiemia (< 3,4 mmol/l) in alcune popolazioni a rischio, rappresentate da pazienti anziani e/o denutriti e/o polimedicalizzati, da pazienti affetti da cirrosi con edemi e ascite, da coronaropatie o da insufficienza cardiaca. In effetti, in questi casi, l'ipopotassiemia aumenta la tossicità cardiaca dei digitalici e il rischio di aritmie.

Sono a rischio anche le persone con un intervallo QT allungato, che sia congenito o iatrogeno. L'ipopotassiemia, come anche la bradicardia, agisce come un fattore favorente la comparsa di gravi aritmie, particolarmente delle torsioni di punta, potenzialmente fatali.

In ogni caso, occorrono controlli più frequenti della potassiemia. Il primo controllo della potassiemia deve essere effettuato durante la prima settimana di terapia.

In presenza di ipopotassiemia, si impone una correzione. L'ipopotassiemia associata a bassi livelli di magnesio nel siero può risultare refrattaria al trattamento, a meno che i livelli di magnesio nel siero vengano corretti.

Magnesio plasmatico

È stato dimostrato che i tiazidi e i diuretici ad essi correlati, tra cui l'indapamide, aumentano la secrezione urinaria di magnesio, la quale può provocare ipomagnesiemia (vedere rubriche «Interazioni» e «Effetti indesiderati»).

Calcemia

Indapamid-Mepha 1,5 retard può diminuire la secrezione urinaria di calcio e comportare un aumento lieve e transitorio della calcemia. Una ipercalcemia importante può essere dovuta a un iperparatiroidismo non diagnosticato.

Interrompere il trattamento prima di esaminare la funzionalità paratiroidea.

Glicemia

Il controllo della glicemia è importante nei diabetici, in particolare in presenza di ipopotassiemia.

Acido urico

Nei pazienti con iperuricemia può aumentare la tendenza agli attacchi di gotta.

Funzionalità renale e diuretica

Indapamid-Mepha 1,5 retard funziona in modo completamente efficace solo quando la funzionalità renale è normale o lievemente alterata (creatininemia inferiore a dei valori dell'ordine di 25 mg/l, cioè 220 µmol/l nell'adulto). Nei pazienti anziani, il valore della creatininemia deve essere riaggiustato in funzione dell'età, del peso e del sesso del paziente.

L'ipovolemia, dovuta alla perdita di acqua e di sodio causata dal diuretico all'inizio del trattamento, provoca una riduzione della filtrazione glomerulare. Ne può risultare un aumento dell'urea ematica e dei livelli di creatinina. Questa insufficienza renale funzionale transitoria non provoca conseguenze nel paziente con funzione renale normale, ma può aggravare un'insufficienza renale preesistente.

Sportivi

Si richiama l'attenzione degli sportivi sul fatto che questo prodotto contiene un principio attivo che può indurre una reazione positiva ai test di controllo antidoping.

Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso

Le sulfonamidi, o derivati delle sulfonamidi, possono causare una reazione idiosincratica con conseguente effusione coroidale con difettoso campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto secondario ad angolo chiuso. I sintomi comprendono l'insorgenza acuta di una diminuzione dell'acutezza visiva o di un dolore agli occhi e di solito si verificano da poche ore a poche settimane dopo l'inizio del trattamento. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a una perdita permanente della vista. Il primo passo è quello di interrompere il trattamento il più presto possibile. Se la pressione intraoculare rimane incontrollata, può essere necessario un intervento chirurgico o un farmaco tempestivo. I fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia ai sulfamidici o alla penicillina.

Sostanze ausiliarie

Indapamid-Mepha 1,5 retard, compresse a rilascio prolungato contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Associazioni sconsigliate

Litio

Aumento della litiemia con sintomi di sovradosaggio, come nel caso di un regime povero di sodio (diminuzione della secrezione urinaria di litio). Ciononostante, se l'uso di un diuretico è necessario, si deve monitorare attentamente la litiemia e aggiustare la posologia.

Associazioni che richiedono precauzioni di impiego

Esempi di medicamenti che possono indurre torsioni di punta

·Antiaritmici di classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide) e gli antiaritmici di classe Ic (flecainide),

·Antiaritmici di classe III (amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide, bretilio)

·Alcuni antipsicotici:
Fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina),
Benzammidi (amisulpride, sulpiride, sultopride, tiapride),
Butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo),
Altri antipsicotici (pimozide);

·Psicoanalettici (donepezil),

·Antidepressivi (citalopram, escitalopram),

·Agenti antimicrobici: fluorochinoloni (moxifloxacina, sparfloxacina, ciprofloxacina), macrolidi (eritromicina IV, claritromicina), antifungini azolici (fluconazolo),

·Agenti antiparassitari (alofantrina, clorochina, pentamidina),

·Antistaminici (mizolastina, astemizolo, terfenadina),

·Antiemetici (ondansetron, domperidone),

·Antineoplastici e immunomodulatori (vandetanib, oxaliplatino, anagrelide),

·Anestetici (propofol, sevoflurano),

·Altre sostanze come bepiridil, cisapride, difemanile, vincamicina e.v., metadone, papaverina, cilostazolo.

Questo elenco è indicativo e non esaustivo.

Aumento del rischio di aritmia ventricolare, in particolare di torsioni di punta (l'ipopotassiemia è un fattore di rischio).

L'ipopotassiemia deve venir monitorata e corretta se necessario, prima di iniziare una combinazione. Si devono sorvegliare i parametri clinici, gli elettroliti plasmatici e l'ECG.

In caso di ipopotassiemia, non utilizzare sostanze che comportano il rischio di torsioni di punta.

F.A.N.S. (sistemici) compresi gli inibitori selettivi della COX-2, salicilati ad alto dosaggio (≥3g/giorno)

Possibile diminuzione dell'effetto antipertensivo dell'indapamide.

Insufficienza renale acuta nei pazienti disidratati (diminuzione della filtrazione glomerulare).

Reidratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all'inizio del trattamento.

Inibitori dell'enzima di conversione (IEC)

Rischio di calo brutale della tensione arteriosa e/o d'insufficienza renale acuta al momento dell'inizio del trattamento con un inibitore dell'enzima di conversione in caso di deplezione sodica preesistente (in particolare in pazienti portatori di una stenosi dell'arteria renale).

Nell'ipertensione essenziale, qualora un trattamento preventivo con un diuretico avesse causato deplezione sodica, si deve:

·o interrompere la somministrazione del diuretico 3 giorni prima dell'inizio del trattamento con l'IEC e se necessario reintrodurre un diuretico che abbassi i livelli di potassio nel sangue;

·o somministrare dosi iniziali ridotte dell'IEC e seguire una progressione lenta.

Nell'insufficienza cardiaca congestizia, cominciare con una dose molto bassa di IEC, eventualmente dopo riduzione della dose del diuretico a effetto ipopotassiemizzante abbinato.

In ogni caso, monitorare la funzionalità renale (dosaggio della creatininemia) nelle prime settimane del trattamento con l'IEC.

Altri ipopotassiemizzanti: amfotericina B (via e.v.), glucocorticoidi e mineralocorticoidi (sistemici), tetracosactide, lassativi stimolanti

Aumento del rischio di ipopotassiemia (effetto additivo).

Monitoraggio della potassiemia e, se necessario, sua correzione; tenerne conto in particolare in caso di terapia con digitalici. Utilizzare lassativi non stimolanti.

Baclofene

Potenziamento dell'effetto antipertensivo.

Reidratare il paziente; monitorare la funzionalità renale all'inizio del trattamento.

Digitalici

L'ipopotassiemia e/o l'ipomagnesiemia favoriscono gli effetti tossici dei digitalici.

Si raccomanda il monitoraggio del potassio e del magnesio plasmatico, come pure l'ECG e, se necessario, la rivalutazione del trattamento.

Allopurinolo

L'uso concomitante con indapamide può causare un aumento dell'incidenza delle reazioni di ipersensibilità correlate all'allopurinolo.

Associazioni da tenere sotto sorveglianza

Diuretici iperpotassiemizzanti (amiloride, spironolactone, triamterene):

L'abbinamento razionale, utile per alcuni pazienti, non esclude la comparsa di ipopotassiemia o di iperpotassiemia (specialmente nei pazienti con insufficienza renale e nei diabetici).

Monitorare la potassiemia, eventualmente l'ECG e, se è il caso, riconsiderare il trattamento.

Metformina

L'acidosi lattica dovuta alla metformina e provocata da una eventuale insufficienza renale funzionale legata ai diuretici e in particolare ai diuretici dell'ansa.

Non utilizzare la metformina se i livelli della creatininemia superano 15 mg/l (135 µmol/l) negli uomini e 12 mg/l (110 µmol/l) nelle donne.

Mezzi di contrasto iodati

In caso di disidratazione provocata dai diuretici, esiste un aumento del rischio di insufficienza renale acuta, in particolare quando si usano dosi elevate di prodotti di contrasto iodati. Reidratazione con somministrazione del prodotto iodato.

Antidepressivi imipraminici (triciclici), neurolettici

Aumento dell'effetto antipertensivo e del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).

Calcio (sali di)

Rischio di ipercalcemia dovuta alla ridotta eliminazione di calcio con le urine.

Ciclosporina

Rischio di aumento dei livelli di creatininemia senza variazione dei tassi circolanti di ciclosporina, anche in assenza di deplezione idrosodica.

Corticosteroidi, tetracosactide (sistemici)

Diminuzione dell'effetto antipertensivo (ritenzione idrosalina dei corticosteroidi).

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato rischi per il feto. Non hanno evidenziato effetti nocivi diretti o indiretti sulla riproduzione (vedere rubrica «Dati preclinici»).

I dati sull'uso dell'indapamide nella donna in gravidanza sono limitati. Di norma, la somministrazione di diuretici alle donne incinte deve essere evitata e non deve mai costituire il trattamento di scelta per gli edemi fisiologici in gravidanza.

L'indapamide non dovrebbe essere impiegato in gravidanza, salvo in caso di assoluta necessità.

Terzo trimestre

Una esposizione prolungata ai diuretici tiazidici durante il 3° trimestre di gravidanza può ridurre il volume plasmatico materno come anche il debito di sangue utero-placentare. Ne può conseguire una ischemia fetoplacentare, con rischio di ipotrofia fetale e un ritardo della crescita intrauterina. Inoltre, sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia e di trombocitopenia neonatale in seguito a esposizione in concomitanza del termine.

Allattamento

L'indapamide viene secreto nel latte materno. Non deve essere impiegato durante il periodo dell'allattamento per i seguenti motivi:

·provoca diminuzione o addirittura soppressione della secrezione lattea,

·produce effetti indesiderati, in particolare biologici (potassiemia),

·fa parte dei sulfamidici con rischio di ittero nucleare nel neonato e comporta rischi di allergia.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Indapamid-Mepha 1,5 retard ha un effetto moderato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Indapamid-Mepha 1,5 retard non modifica la vigilanza ma in alcuni pazienti possono verificarsi reazioni individuali, correlate a un abbassamento della pressione arteriosa, specialmente all'inizio del trattamento o in caso di abbinamento con un altro medicamento antipertensivo. Di conseguenza, la capacità di condurre veicoli o di utilizzare macchine può risultare ridotta.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati sono l'ipopotassiemia, reazioni d'ipersensibilità perlopiù di tipo dermatologico in soggetti predisposti alle manifestazioni allergiche e asmatiche, eruzioni maculo-papulose.

I diuretici simili ai tiazidi, tra cui l'indapamide, possono provocare gli effetti indesiderati classificati qui di seguito secondo la loro frequenza:

molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, < 1/10); non comune (≥1/1000, < 1/100); raro (≥1/10'000, < 1/1000); molto raro (< 1/10'000); sconosciuto (non può essere stimato in base ai dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, aplasia midollare, anemia emolitica.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ipopotassiemia (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non comune: iposodiemia.

Raro: ipocloremia, ipomagnesiemia.

Molto raro: ipercalcemia.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, vertigini, astenia, parestesie.

Sconosciuto: sincope.

Patologie dell'occhio

Sconosciuto: miopia, disturbi visivi, visione offuscata, glaucoma acuto ad angolo chiuso*, effusione coroidale*.

Patologie cardiache

Molto raro: aritmie.

Sconosciuto: torsioni di punta (potenzialmente fatali) (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Patologie vascolari

Molto raro: ipotensione.

Patologie gastrointestinali

Non comune: vomito.

Raro: nausea, costipazione, secchezza delle fauci.

Molto raro: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Molto raro: funzionalità epatica alterata.

Sconosciuto: in caso d'insufficienza epatica, possibilità di comparsa di encefalopatia epatica (vedere rubriche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»), epatite, innalzamento del livello degli enzimi epatici.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Reazione di ipersensibilità essenzialmente dermatologica in alcuni soggetti predisposti alle manifestazioni allergiche e asmatiche.

Comune: eruzioni maculo-papulose.

Non comune: porpora.

Molto raro: angioedema e/o orticaria, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson.

Sconosciuto: possibilità di aggravamento di lupus eritematoso acuto disseminato preesistente.

Sono stati riportati casi di fotosensibilità (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie renali e urinarie

Molto raro: insufficienza renale.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Sconosciuto: spasmi muscolari*, debolezza muscolare*, mialgie*, rabdomiolisi*.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: disfunzione erettile.

Esami diagnostici

Sconosciuto: allungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma (vedere rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Innalzamento della glicemia e dell'uricemia nel corso del trattamento: l'utilizzo di questi diuretici dovrà essere monitorato con attenzione nei soggetti che soffrono di gotta o di diabete.

* Effetti indesiderati riferiti dopo la commercializzazione (notificazioni spontanee) e per i quali la frequenza viene stimata a partire dai dati degli studi clinici.

Descrizione di specifici effetti indesiderati

Nel corso degli studi di fase II e III che hanno messo a confronto 1,5 mg e 2,5 mg di indapamide, l'analisi della potassiemia ha messo in evidenza un effetto dose-dipendente per l'indapamide:

·Indapamide 1,5 mg: è stata osservata una potassiemia < 3,4 mmol/l nel 10% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 4% dei pazienti dopo 4–6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento la riduzione media della potassiemia è stata pari a 0,23 mmol/l.

·Indapamide 2,5 mg: è stata osservata una potassiemia < 3,4 mmol/l nel 25% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 10% dei pazienti dopo 4–6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento la riduzione media della potassiemia è stata pari a 0,41 mmol/l.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

L'indapamide non ha mostrato tossicità fino a 40 mg, cioè 27 volte la dose terapeutica.

Segni e sintomi

I segni di intossicazione acuta si manifestano soprattutto con degli squilibri idroelettrolitici (iposodiemia, ipopotassiemia). A livello clinico, possibilità di nausea, vomito, ipotensione arteriosa, crampi, vertigini, sonnolenza, stati confusionali, poliuria o oliguria che può arrivare fino all'anuria (per ipovolemia).

Trattamento

I primi provvedimenti consistono nell'eliminare rapidamente il o i prodotti ingeriti tramite lavanda gastrica, e/o somministrazione di carbone attivo, quindi recuperare l'equilibrio idroelettrolitico in un centro specializzato, fino alla normalizzazione.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C03BA11

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

L'indapamide è un derivato sulfonamidico a nucleo indolico, farmacologicamente simile al gruppo dei diuretici tiazidici, che agisce inibendo il riassorbimento del sodio a livello del segmento corticale di diluizione. Aumenta l'escrezione urinaria del sodio e dei cloruri e, in minore quantità, l'escrezione di potassio e di magnesio, aumentando in questo modo la diuresi ed esercitando un'azione antipertensiva.

Gli studi di fase II e III hanno mostrato un effetto antipertensivo, in monoterapia, che può protrarsi per 24 ore. Compare a dosaggi ai quali non si manifestano ancora che in modo lieve le proprietà diuretiche.

L'attività antipertensiva si esplica attraverso un miglioramento della compliance arteriosa e una riduzione delle resistenze vascolari periferiche totali e arteriolari.

L'indapamide riduce l'ipertrofia ventricolare sinistra.

Al di là di una determinata dose, l'effetto dell'indapamide raggiunge un plateau, mentre invece gli effetti indesiderati continuano ad aumentare: non tentare di aumentare la dose in caso il medicamento fosse inefficace.

È stato inoltre dimostrato nell'iperteso che, a breve, medio e lungo termine, l'indapamide:

·non interferisce con il metabolismo lipidico: trigliceridi, LDL-colesterolo e HDL-colesterolo;

·non interferisce con il metabolismo glucidico, neanche nell'iperteso diabetico.

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Indapamid-Mepha 1,5 retard è presentato in compresse a rilascio prolungato con rilascio rallentato grazie a un sistema a matrice con dispersione del principio attivo all'interno di un supporto che permette un rilascio più lento dell'indapamide.

Assorbimento

La frazione di indapamide rilasciata è assorbita in modo rapido e completo dal tratto digestivo.

L'assunzione di alimenti aumenta sensibilmente la velocità di assorbimento ma non influenza la quantità di prodotto assorbita.

Il picco nel sangue dopo un'unica somministrazione viene raggiunto a circa 12 ore dall'assunzione, la ripetizione delle assunzioni permette di limitare le variazioni di concentrazione sanguigna tra due dosi successive.

Esiste una certa variabilità interindividuale.

Distribuzione

Il legame con le proteine plasmatiche è del 79%.

Lo stato di equilibrio viene raggiunto dopo 7 giorni.

Le somministrazioni ripetute non provocano accumulo.

Metabolismo

Eliminazione

L'eliminazione è essenzialmente urinaria (70% della dose) e fecale (22%) sotto forma di metaboliti inattivi.

L'emivita di eliminazione è compresa tra 14 e 24 ore (in media 18 ore).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nei pazienti con insufficienza renale i parametri farmacocinetici restano gli stessi.

Dati preclinici

Le dosi più elevate (da 40 a 8000 volte la dose terapeutica) somministrate per via orale a diverse specie animali hanno mostrato un'esacerbazione delle proprietà diuretiche dell'indapamide. I principali sintomi di avvelenamento, durante gli studi di tossicità acuta con indapamide somministrata per via endovenosa o per via intraperitoneale, ovvero bradipnea e vasodilatazione periferica, sono correlati all'azione farmacologica dell'indapamide.

Mutagenicità

I test di mutagenicità sono risultati negativi.

Cancerogenicità

I test di cancerogenicità sono risultati negativi.

Tossicità per la riproduzione

È stata testata la tossicità riproduttiva (fertilità, embriofetotossicità e peri-postnatalità): non è stata messa in evidenza nessuna anomalia maggiore con l'eccezione di un lieve aumento di peso del feto nel test di tossicità peri- e postnatale alla dose di 100 mg/kg. Non si è evidenziato alcun effetto teratogeno.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori ai 30°C.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

62976 (Swissmedic).

Confezioni

Indapamid-Mepha 1,5 retard: 30 o 90 compresse a rilascio prolungato con rilascio rallentato. [B].

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Novembre 2025.

Numero interno della versione: 8.1