Depo-Medrol®
Pfizer AG
Composizione
Principi attivi
Methylprednisoloni acetas.
Sostanze ausiliarie
Sospensione iniettabile da 40 mg/ml: macrogolum 3350, natrii chloridum, miripirii chloridum, acidum hydrochloricum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.
Contenuto totale di sodio per flaconcino da 1 ml: 3.45 mg.
Sospensione iniettabile da 80 mg/2 ml: macrogolum 3350, natrii chloridum, miripirii chloridum, acidum hydrochloricum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.
Contenuto totale di sodio per flaconcino da 2 ml: 6.9 mg.
Sospensione iniettabile da 200 mg/5 ml: macrogolum 3350, natrii chloridum, miripirii chloridum, acidum hydrochloricum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.
Contenuto totale di sodio per flaconcino da 5 ml: 17.25 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Sospensione iniettabile (Per iniezione intramuscolare, intrasinoviale, periarticolare, intrabursale e intralesionale, infiltrazione nei tessuti molli e instillazione intrarettale).
Sospensione iniettabile da 40 mg/ml: 1 flaconcino da 1 ml di sospensione iniettabile contiene 40 mg di metilprednisolone acetato.
Sospensione iniettabile da 80 mg/2 ml: 1 flaconcino da 2 ml di sospensione iniettabile contiene 80 mg di metilprednisolone acetato.
Sospensione iniettabile da 200 mg/5 ml: 1 flaconcino da 5 ml di sospensione iniettabile contiene 200 mg dimetilprednisolone acetato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Somministrazione intramuscolare
Patologie endocrine
Insufficienza corticosurrenalica primitiva e secondaria in caso di terapia concomitante con un mineralcorticoide (l'idrocortisone o il cortisone sono gli agenti di prima scelta. La sostituzione con mineralcorticoidi è di particolare importanza nell'infanzia).
Insufficienza corticosurrenalica acuta, shock da insufficienza corticosurrenalica o shock in caso di mancata risposta a una terapia convenzionale per la possibile presenza di un'insufficienza corticosurrenalica. (L'idrocortisone o il cortisone sono gli agenti di prima scelta. L'aggiunta di un mineralcorticoide è indispensabile in caso di perdita totale della funzionalità della corteccia surrenale.)
Tiroidite granulomatosa a cellule giganti (subacuta, non purulenta).
Ipercalcemia nel quadro delle neoplasie maligne.
Disturbi reumatici
Terapia aggiuntiva a breve termine (durante una fase acuta o un'esacerbazione) in caso di: artrosi post-traumatica, sinovite in presenza di artrosi, poliartrite cronica, inclusa la poliartrite giovanile cronica (alcuni casi possono richiedere una dose di mantenimento più bassa), borsite acuta e subacuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, artrite gottosa acuta, artrite in presenza di psoriasi, spondilite anchilopoietica.
Malattie del collageno
Durante un'esacerbazione o come terapia di mantenimento in alcuni casi di: lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite sistemica (polimiosite), cardite reumatica acuta.
Affezioni dermatologiche
Pemfigo, grave eritema essudativo multiforme (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa, micosi fungoide, dermatite erpetiforme bollosa, grave dermatite seborroica, grave psoriasi.
Allergie
Controllo di stati allergici gravi o invalidanti che non rispondono a tentativi di trattamento corretti con le misure terapeutiche convenzionali: malattia da siero, edema acuto non infettivo della laringe (l'adrenalina è l'agente di prima scelta), reazioni orticarioidi da trasfusioni, reazioni da ipersensibilità ai medicamenti, asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, congiuntivite allergica.
Patologie dell'occhio
Gravi patologie allergiche e infiammatorie ad andamento acuto o cronico dell'occhio come: Herpes zoster oftalmico (solo in caso di superficie corneale intatta), irite, iridociclite, corioretinite, uveite posteriore diffusa, neurite ottica, infiammazioni della camera anteriore dell'occhio, ulcere allergiche corneali marginali, cheratite.
Patologie gastrointestinali
Trattamento di supporto ai pazienti durante una fase critica di: colite ulcerativa, morbo di Crohn.
Patologie respiratorie
Sarcoidosi sintomatica, alveolite allergica, tubercolosi polmonare fulminante o disseminata con adeguata terapia tubercolostatica, pneumopatia eosinofila idiopatica (sindrome di Löffler) che non risponde alla terapia convenzionale, polmonite da aspirazione.
Disturbi ematologici
Anemia emolitica acquisita (autoimmune), trombocitopenia secondaria nell'adulto, eritroblastopenia (aplasia specifica della serie rossa), anemia ipoplastica congenita (eritroide).
Patologie neoplastiche
Trattamento palliativo di: leucemie e linfomi, leucemia acuta nell'infanzia.
Sindrome nefrosica
Induzione della diuresi negli stati edematosi e induzione di una remissione della proteinuria in caso di sindrome nefrosica senza uremia di tipo idiopatico o nel lupus eritematoso.
Patologie varie
Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo manifesto o incombente sotto adeguata terapia tubercolostatica, trichinosi con reazioni allergiche sistemiche (angioedema, orticaria) e/o coinvolgimento neurologico o interessamento del miocardio.
Somministrazione intrasinoviale, periarticolare, intrabursale e infiltrazione nei tessuti molli
Trattamento aggiuntivo a breve termine (durante una fase acuta o un'esacerbazione) di: sinovite in presenza di artrosi, poliartrite cronica, borsite acuta e subacuta, artrite gottosa acuta, epicondilite, tenosinovite acuta aspecifica, artrosi post-traumatica.
Iniezione diretta nelle lesioni
Lesioni cheloidee ipertrofiche localizzate, infiltrate, infiammatorie in caso di: lichen planus, placche psoriasiche, granuloma anulare e Lichen simplex cronico, lupus eritematoso discoide, necrobiosi lipoidica diabetica, alopecia aerata, eventualmente efficace anche nei tumori cistici di un'aponeurosi o di un tendine (ganglio).
Instillazione intratecale
Colite ulcerativa.
Posologia/Impiego
La terapia corticosteroidea di norma integra una terapia di base, ma non la sostituisce. La posologia deve essere adattata alla gravità della malattia e alla reazione del paziente. Per ridurre gli effetti indesiderati, e non appena le condizioni del paziente lo consentono, il dosaggio deve essere diminuito e si deve passare a un trattamento orale con glucocorticoidi, avendo cura di ridurre il dosaggio gradualmente se il trattamento dura da più di qualche giorno.
A causa delle possibili incompatibilità fisiche, Depo-Medrol non deve essere somministrato in combinazione con altri liquidi.
La sospensione sterile di Depo-Medrol non è idonea per la somministrazione ripetuta. Dopo aver prelevato la dose necessaria, la sospensione residua deve essere smaltita.
Per l'ottenimento di un effetto sistemico
Quando si passa dalla somministrazione orale a quella intramuscolare di steroidi, la dose da iniettare una volta a settimana può essere calcolata moltiplicando la dose giornaliera orale per il fattore 7.
La dose necessaria varia da individuo a individuo e dipende dalla patologia da trattare nonché dalla risposta del paziente.
Se subentra una remissione spontanea nel quadro di una patologia cronica, il trattamento deve essere interrotto.
Per la somministrazione i.m. valgono le seguenti raccomandazioni posologiche:
Patologia | Posologia | Intervallo | Note |
Sindrome adrenogenitale | 40 mg | ogni 2 settimane |
|
Artrite reumatoide | 40-125 mg | ogni settimana | per il mantenimento |
Lesioni dermatologiche | 40-120 mg | ogni settimana | per 1-4 settimane |
Dermatite grave acuta, ad es. da edera velenosa | 80-120 mg | una dose | effetto dopo 8-12 h |
Dermatite da contatto | 40-120 mg | 5-10 giorni | più volte |
Dermatite seborroica | 80 mg | ogni settimana |
|
Asma | 80-120 mg | una dose | effetto dopo 6-48 h, persistente fino a 2 settimane |
Raffreddore da fieno | 80-120 mg | una dose | effetto dopo 6 h, persistente fino a 3 settimane |
Se il paziente si trova in una situazione di stress, il dosaggio deve essere aumentato. Se è necessaria una più rapida insorgenza d'azione, si raccomanda la somministrazione di un corticosteroide ad effetto non ritardato, prestando attenzione alle dosi equivalenti.
Iniezioni locali nella poliartrite cronica e nelle artrosi
Non sono idonee all'iniezione intra-articolare le articolazioni anatomicamente difficili da raggiungere come quelle poste in prossimità della colonna vertebrale e nella regione sacroiliaca.
Sono idonee all'iniezione intra-articolare le seguenti articolazioni: ginocchio, caviglia, polso, gomito, spalla, anca e articolazioni interfalangee. Per l'iniezione nell'articolazione dell'anca occorre prestare attenzione ad evitare i grandi vasi sanguigni.
La dose da somministrare per via intra-articolare varia da persona a persona in base alle dimensioni dell'articolazione da trattare e alla gravità della malattia. Per un trattamento cronico, le iniezioni vanno ripetute a intervalli di 1-5 settimane o più, a seconda del miglioramento apportato dalla prima iniezione.
Le dosi riportate nella seguente tabella sono di carattere orientativo:
Dimensioni dell'articolazione | Esempio | Intervallo di dose |
Grandi | Articolazione del ginocchio, della caviglia Spalla | 20-80 mg |
Medie | Gomito Polso | 10-40 mg |
Piccole | Metacarpofalangea Interfalangea Sterno-clavicolare Acromioclavicolare | 4-10 mg |
Prima di ogni iniezione intra-articolare occorre valutare l'anatomia dell'articolazione. Per raggiungere il pieno effetto antinfiammatorio, l'iniezione deve essere effettuata nello spazio sinoviale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Altre indicazioni», paragrafo «Indicazioni per la manipolazione»).
Borsite, ganglio, tendinite, epicondilite
Per il trattamento di diverse malattie di tendini e borse, la dose varia tra i 4 e i 30 mg. Nei casi cronici o recidivanti possono essere necessarie iniezioni ripetute.
Nel trattamento della tendinite o della tenosinovite, le sospensioni di corticosteroidi non devono in nessun caso essere iniettate direttamente nel tendine stesso. Dopo l'estensione, il tendine può essere facilmente palpato. Nell'epicondilite, la sospensione deve essere infiltrata nel punto di maggiore sensibilità. Nei gangli delle guaine tendinee, la sospensione deve essere iniettata direttamente nella cisti. Spesso, una sola iniezione consente di ottenere una riduzione significativa del tumore cistico e può portare alla sua regressione.
Per ulteriori indicazioni su questi tipi di iniezioni con Depo-Medrol, consultare «Altre indicazioni», paragrafo «Indicazioni per la manipolazione».
Iniezione diretta nelle affezioni dermatologiche
Dopo aver disinfettato la lesione (ad es. con alcol al 70%), iniettare 20-60 mg. Nelle lesioni di grandi dimensioni possono essere necessarie più iniezioni di dose comprese tra 20 e 40 mg. L'iniezione di dosi troppo elevate di steroidi può sbiancare la cute e causare una piccola desquamazione. A seconda della lesione e della durata del miglioramento ottenuto dopo la prima iniezione, solitamente sono necessarie da una a quattro iniezioni.
Somministrazione intratecale
Somministrare 40-120 mg di Depo-Medrol in 30-300 ml di acqua da tre a sette volte a settimana come enteroclisma ritentivo o infusione goccia a goccia. Questo trattamento, effettuato per due o più settimane, si è dimostrato efficace in alcuni pazienti con colite ulcerativa. Molti pazienti possono essere mantenuti stabili con 40 mg di Depo-Medrol in 30-300 ml di acqua, a seconda del grado e dell'estensione della mucosa infiammata. Devono essere utilizzati anche altri metodi terapeutici consolidati.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica/ipotiroidismo
Nei pazienti con grave insufficienza epatica o ipotiroidismo, il metabolismo del metilprednisolone è ritardato e l'effetto può risultare potenziato. Può essere necessario ridurre la dose di conseguenza (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con funzionalità renale ridotta, i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela. Tuttavia, non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani il rischio di osteoporosi nonché di ritenzione idrica (eventualmente con conseguente ipertensione) può risultare aumentato in caso di terapia corticosteroidea di lunga durata. Pertanto, i pazienti anziani devono essere trattati con cautela.
Bambini e adolescenti
Per il trattamento di infanti e bambini si utilizzano in genere dosi più basse. La dose deve basarsi più sulla gravità della malattia che sull'età, sul peso corporeo o sulla superficie corporea. Dal momento che la terapia a lungo termine con corticosteroidi causa un ritardo di crescita nei bambini, l'uso deve essere circoscritto ai casi gravi. Solitamente, l'inibizione della crescita può essere evitata o almeno attenuata con una terapia a giorni alterni.
Controindicazioni
Infezioni micotiche sistemiche.
Somministrazione endovenosa.
Somministrazione intratecale o epidurale.
Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).
La somministrazione di vaccini vivi o vaccini vivi attenuati è controindicata nei soggetti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.
Avvertenze e misure precauzionali
Depo-Medrol non deve essere somministrato con modalità diverse da quanto indicato nella rubrica «Indicazioni/possibilità d'impiego». È dunque indispensabile che Depo-Medrol sia somministrato nelle sedi desiderate utilizzando le tecniche di somministrazione adeguate.
Con la somministrazione intratecale o epidurale di Depo-Medrol sono stati riportati effetti indesiderati a volte gravi, come aracnoidite, meningite, paraparesi/paraplegia, convulsioni, disturbi della sensibilità, cefalea, disturbi alla vescica nonché disturbi funzionali gastrointestinali. Pertanto, la somministrazione intratecale o epidurale è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).
Devono essere adottate le misure adeguate per evitare un'iniezione intravascolare.
Poiché le complicazioni di un trattamento steroideo dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento, il rapporto rischio-beneficio per quanto riguarda la dose e la durata del trattamento deve essere valutato su base individuale.
In caso di terapia prolungata, si dovrebbero effettuare regolarmente determinazioni di alcuni valori di laboratorio, come l'analisi delle urine, la glicemia a 2 ore, la pressione arteriosa e il peso, nonché altri esami secondo necessità. Nei pazienti con anamnesi di ulcera gastrica o dispepsie si raccomanda il monitoraggio del tratto digerente superiore.
La somministrazione intrasinoviale o intrabursale nonché nella guaina tendinea deve essere evitata in presenza di infezioni acute.
Se è necessario ottenere effetti ormonali massimi rapidi, è indicata la somministrazione endovenosa di un preparato adeguato, prestando attenzioni ai dati sull'equivalenza.
Effetti endocrini
Dosaggi farmacologici di corticosteroidi somministrati per periodi di tempo prolungati possono portare a una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (insufficienza corticosurrenalica secondaria). L'entità e la durata dell'insufficienza corticosurrenalica variano da paziente a paziente e dipendono da dose, frequenza, momento di somministrazione e durata della terapia glucocorticoidea. Questo effetto può essere ridotto tramite una terapia a giorni alterni.
In caso di stress inconsueti (ad es. grave malattia, interventi chirurgici maggiori, grave trauma ecc.), nei pazienti in terapia a lungo termine con corticosteroidi deve essere aumentata la dose di corticosteroidi ad azione rapida subito prima, durante e dopo la situazione di stress.
L'interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può dar luogo a insufficienza corticosurrenalica (talvolta con esito fatale). Pertanto, gli steroidi non devono essere interrotti improvvisamente, ma se ne deve ridurre la dose gradualmente.
Un'insufficienza corticosurrenalica relativa può persistere ancora per mesi dopo l'interruzione della terapia. Se in questo lasso di tempo si verificano particolari situazioni di stress (ad es. gravi malattie, interventi chirurgici maggiori ecc.), la terapia ormonale deve essere ripristinata. Poiché anche la secrezione di mineralcorticoidi può essere limitata, devono essere somministrati contemporaneamente anche sali e/o un mineralcorticoide.
In caso di interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può verificarsi anche una «sindrome da sospensione di steroidi» apparentemente indipendente da un'insufficienza corticosurrenalica. Questa sindrome presenta sintomi come: anoressia, nausea, vomito, letargia, cefalea, febbre, dolore articolare, desquamazione della cute, mialgia, calo ponderale e/o ipotensione.
Nei pazienti con ipotiroidismo, l'effetto dei glucocorticoidi esogeni risulta potenziato.
Dopo la somministrazione sistemica di corticosteroidi sono state riportate crisi da feocromocitoma, a volte con esito fatale. Pertanto, nei pazienti con presenza nota o sospetta di feocromocitoma i corticosteroidi devono essere somministrati solo dopo un'adeguata valutazione del rapporto rischio-beneficio.
Qualora un paziente in trattamento con Depo-Medrol presenti potenziali sintomi di una crisi da feocromocitoma come crisi ipertensiva, insufficienza cardiaca, tachicardia, cefalea, dolore addominale e/o toracico, si deve considerare la possibilità di un feocromocitoma non ancora diagnosticato.
Poiché i glucocorticoidi possono causare o peggiorare una sindrome di Cushing, il loro uso deve essere evitato nei pazienti con malattia di Cushing.
Effetti immunosoppressivi/aumentata suscettibilità alle infezioni
I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità alle infezioni, mascherare i segni di un'infezione incipiente, aggravare infezioni già in atto, aumentare il rischio di riattivazione o di aggravamento di infezioni latenti (incluse quelle causate da parassiti) e durante la terapia corticosteroidea possono anche manifestarsi nuove infezioni. L'uso di corticosteroidi può quindi ridurre la resistenza ai patogeni e rendere più difficile la localizzazione di un'infezione. Tali infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte fatali. Il tasso di complicazioni infettive aumenta con l'aumentare delle dosi di corticosteroidi. In caso di gravi malattie infettive, deve essere garantita una copertura antibiotica o chemioterapica sufficiente.
I pazienti in trattamento con corticosteroidi devono essere monitorati per lo sviluppo di infezioni e, se necessario, deve essere presa in considerazione l'interruzione dei corticosteroidi o una riduzione della dose.
L'importanza dei corticosteroidi nel trattamento dello shock settico è controversa. L'uso di routine nello shock settico non è consigliato.
Varicella e morbillo contratti durante un trattamento sistemico con corticosteroidi possono avere un decorso grave e, soprattutto nei bambini, un esito fatale. La varicella richiede un trattamento immediato, ad es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata la profilassi con aciclovir o un'immunoprofilassi passiva con immunoglobuline anti-varicella-zoster.
Nei pazienti trattati con dosi immunosoppressive di corticosteroidi, la vaccinazione con vaccini vivi è controindicata. Possono invece essere effettuate vaccinazioni con vaccini inattivati o con vaccini contenenti frammenti di virus, ma l'efficacia di tali vaccini può risultare ridotta o nulla.
Per quanto riguarda le singole vaccinazioni, occorre tener conto delle relative raccomandazioni delle rispettive associazioni professionali.
Nei pazienti che non ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi possono essere effettuate le necessarie vaccinazioni.
Depo-Medrol deve essere impiegato nei pazienti tubercolotici solo in caso di tubercolosi fulminante attiva o tubercolosi miliare e solo in combinazione con una terapia tubercolostatica adeguata. I pazienti con tubercolosi latente o reattività tubercolinica richiedono un rigoroso controllo, in quanto può verificarsi una riattivazione della malattia. In caso di terapia corticosteroidea a lungo termine, questi pazienti devono ricevere una chemioprofilassi.
Effetti sul cuore/sulla circolazione
Nei pazienti con insufficienza cardiaca, i corticosteroidi sistemici devono essere impiegati con cautela e solo se assolutamente necessario.
Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare preesistenti trattati con dosi elevate per periodi di tempo prolungati, gli effetti indesiderati dei glucocorticoidi come ipertensione o dislipidemia possono ulteriormente aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in questi pazienti nonché in pazienti con infarto miocardico recente. Se del caso, si deve ambire a una modifica del rischio e/o effettuare un monitoraggio cardiaco supplementare.
Nei pazienti con ipertensione gli steroidi devono essere impiegati con cautela.
Sono state riportate trombosi, in particolare tromboembolie venose, in associazione all'uso di corticosteroidi. Pertanto, in pazienti con predisposizione nota o probabile a malattie tromboemboliche, i corticosteroidi devono essere usati con cautela.
Effetti sulla psiche
Durante il trattamento con corticosteroidi possono verificarsi disturbi psichici potenzialmente gravi che vanno dall'euforia all'insonnia, dagli sbalzi di umore alle alterazioni della personalità fino a gravi depressioni o psicosi manifeste. Inoltre, una labilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi. I sintomi si presentano solitamente entro alcuni giorni o settimane dall'inizio del trattamento.
La maggior parte delle reazioni si risolve dopo la riduzione della dose o l'interruzione della terapia, tuttavia può essere necessario un trattamento specifico. Effetti psichici indesiderati sono stati riportati anche dopo l'interruzione dei corticosteroidi.
I pazienti e i loro familiari devono essere invitati a contattare il medico qualora si manifestino sintomi psichici durante la terapia o durante la riduzione/interruzione, in particolare quando si sospetta la presenza di umore depresso o intenzioni suicidarie.
Effetti sul sistema nervoso
I corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con disturbi epilettici.
I corticosteroidi devono essere usati solo con cautela in pazienti affetti da miastenia gravis. In particolare, nel trattamento della miastenia gravis con inibitori della colinesterasi, i glucocorticoidi possono ridurre l'effetto dell'inibitore della colinesterasi e aumentare il rischio di crisi miasteniche. Pertanto, il trattamento con inibitori della colinesterasi deve essere interrotto 24 ore prima della somministrazione di un corticosteroide (cfr. «Interazioni»).
Casi di lipomatosi epidurale sono stati riportati in associazione all'uso di corticosteroidi, soprattutto in caso di uso a lungo termine a dosi elevate.
Effetti muscoloscheletrici
In associazione all'uso di dosi elevate di corticosteroidi sono state osservate miopatie acute che si sono verificate più frequentemente in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad es. miastenia gravis) o in pazienti trattati in concomitanza con bloccanti neuromuscolari. Tali miopatie acute hanno un decorso generalizzato, possono interessare la muscolatura oculare e respiratoria e portare a tetraparesi. Può verificarsi un aumento dei valori della creatinchinasi. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi. Il miglioramento clinico o la guarigione dopo l'interruzione dei corticosteroidi può durare da settimane ad anni.
L'uso a lungo termine di corticosteroidi può portare a osteoporosi, in particolare nei pazienti geriatrici o nelle donne in post-menopausa.
Sindrome da lisi tumorale (TLS)
In pazienti con neoplasie maligne (in particolare neoplasie ematologiche maligne, ma anche tumori solidi), durante il periodo di sorveglianza del mercato è stata riportata sindrome da lisi tumorale dopo l'uso di corticosteroidi sistemici in monoterapia o in combinazione con una chemioterapia. Si tratta di una condizione potenzialmente fatale che può manifestarsi in seguito alla rapida distruzione delle cellule tumorali. La TLS può essere accompagnata da un aumento di acido urico, potassio e fosfato nel siero nonché da una diminuzione del calcio nel siero. Come conseguenza, può manifestarsi un disturbo della funzionalità renale fino all'insufficienza renale acuta. Sono considerati fattori di rischio tumori con elevato carico tumorale e/o elevato tasso di proliferazione nonché una rapida risposta a una terapia citotossica.
Durante il trattamento con corticosteroidi, i pazienti ad alto rischio di TLS devono pertanto essere attentamente monitorati e devono essere adottate adeguate misure profilattiche.
Sono stati inoltre riportati casi in cui la TLS ha rappresentato la prima manifestazione di una neoplasia maligna sino ad allora non nota.
Corticosteroidi nella sclerodermia
Durante l'uso di corticosteroidi, nei pazienti con sclerosi sistemica è stata osservata un'aumentata incidenza di crisi renali acute. Trattasi di una complicazione potenzialmente letale che si accompagna, tra l'altro, a ipertensione maligna e proteinuria. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con sclerodermia.
Effetti oculari
Possibili effetti indesiderati dell'uso prolungato dei corticosteroidi sono esoftalmo, cataratta (soprattutto nei bambini) e aumento della pressione intraoculare. Può infine svilupparsi un glaucoma manifesto con danneggiamento del nervo ottico. Pertanto deve essere considerato un esame oculistico periodico.
Inoltre, il trattamento con glucocorticoidi può favorire le infezioni secondarie dell'occhio da virus o funghi.
A causa del rischio di perforazione della cornea, i corticosteroidi devono essere usati con particolare cautela e solo in presenza di una superficie corneale intatta in pazienti con infezioni da Herpes simplex dell'occhio.
La terapia corticosteroidea è stata anche associata all'insorgenza di una corioretinite sierosa centrale che può portare al distacco della retina.
Reazioni da ipersensibilità
In casi rari, dopo la somministrazione di corticosteroidi possono verificarsi reazioni allergiche come reazioni cutanee, angioedemi e/o reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Pertanto, prima dell'uso, in particolare nei pazienti con allergie note ai medicamenti, devono essere adottate le misure precauzionali del caso. Reazioni cutanee allergiche possono essere causate anche dalle sostanze ausiliarie di Depo-Medrol.
Effetti epatobiliari
Sono state riportate patologie epatobiliari potenzialmente reversibili dopo l'interruzione della terapia. Pertanto, è necessario un monitoraggio adeguato.
Pazienti con insufficienza epatica
Nei pazienti con grave insufficienza epatica il metabolismo del metilprednisolone è ritardato, tant'è gli effetti desiderati e indesiderati possono risultare potenziati (cfr. «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).
Reazioni locali
Sebbene i cristalli steroidei presenti nell'ipoderma possano sopprimere le reazioni infiammatorie, tali cristalli possono comportare la disgregazione di componenti cellulari causando alterazioni chimico-fisiche della sostanza fondamentale del tessuto connettivo. Queste rare alterazioni della cute e/o del sottocute possono portare alla formazione di rientranze cutanee in sede di iniezione. La gravità di queste alterazioni dipende dalla quantità di corticosteroidi somministrata. Lo stato della cute si rigenera dopo qualche mese o dopo l'assorbimento di tutti i cristalli steroidei.
Per ridurre l'insorgenza di atrofie del derma e dell'ipoderma, occorre prestare attenzione a non superare le dosi raccomandate. Per quanto possibile, devono essere effettuate ogni volta diverse piccole iniezioni nella lesione. In caso di iniezione intrasinoviale e intramuscolare occorre evitare un'iniezione intradermica o lo stravaso nel derma. A causa dell'elevata incidenza di atrofie sottocutanee, le iniezioni nel muscolo deltoide devono essere evitate.
Altre avvertenze e misure precauzionali
·Ulcera peptica attiva o latente: i glucocorticoidi possono mascherare i sintomi di un'ulcera peptica, rendendo possibile lo sviluppo di una perforazione in gran parte asintomatica o di emorragie gastrointestinali acute. Il rischio di ulcera peptica è aumentato dalla combinazione di corticosteroidi e antinfiammatori non steroidei.
·Pancreatite: dosaggi elevati di corticosteroidi possono causare una pancreatite acuta.
·Metabolismo del glucosio: i corticosteroidi possono aumentare i livelli ematici di glucosio, peggiorare un diabete esistente e, in caso di terapia a lungo termine, aumentare il rischio di diabete mellito.
·Equilibrio idroelettrolitico: i corticosteroidi, soprattutto a dosi medie ed elevate, possono portare ad una ritenzione di sali e liquidi nonché ad un'aumentata escrezione di potassio. Potrebbe rendersi necessaria una restrizione del sale da cucina o una sostituzione del potassio.
·Insufficienza renale: i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela nei pazienti con insufficienza renale.
·Trattamento concomitante con antinfiammatori non steroidei: l'acido acetilsalicilico e altri antinfiammatori non steroidei devono essere usati solo con cautela insieme ai corticosteroidi. In particolare, si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico in presenza di ipoprotrombinemia.
·Altre patologie: si raccomanda cautela anche in caso di ascessi o altre infiammazioni purulente, colite ulcerativa aspecifica (in particolare in caso di minaccia di perforazione), diverticolite, anastomosi intestinali recenti, cirrosi epatica, tendenza alla trombosi o emicrania all'anamnesi.
·In pazienti in terapia corticosteroidea è stata riportata l'insorgenza di sarcomi di Kaposi. L'interruzione della terapia corticosteroidea può portare alla remissione clinica.
Uso in pediatria
Nei bambini e negli adolescenti, il trattamento a lungo termine con glucocorticoidi può inibire la crescita e lo sviluppo. Un trattamento di questo tipo richiede pertanto un'indicazione estremamente rigorosa.
In caso di terapia corticosteroidea prolungata sussiste nei bambini il rischio di aumento della pressione endocranica.
Interazioni rilevanti
Con l'uso concomitante del cobicistat, un principio attivo impiegato nella terapia delle infezioni da HIV e potente inibitore del CYP3A e inibitore di diverse proteine di trasporto, e corticosteroidi è stata riportata un'aumentata tossicità da steroidi fino a casi di sindrome di Cushing. Pertanto, Depo-Medrol deve essere usato insieme a cobicistat solo dopo un'attenta valutazione del rischio-beneficio. In questo caso, il paziente deve essere attentamente monitorato per possibili effetti indesiderati degli steroidi. Se possibile, deve essere considerata la scelta di uno steroide alternativo con metabolismo indipendente dal CYP3A.
Depo-Medrol deve essere usato con particolare cautela anche insieme ad altri potenti inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»). Se necessario, aggiustare la dose dello steroide.
Le seguenti misure precauzionali riguardano specificamente la somministrazione di corticosteroidi per via parenterale:
Somministrazione intramuscolare
Si deve tenere presente che l'assorbimento dopo la somministrazione intramuscolare è più lento rispetto alla somministrazione endovenosa.
Somministrazione intra-articolare
Per evitare infezioni e contaminazioni è assolutamente necessario utilizzare una tecnica asettica.
Devono essere evitate le iniezioni locali in articolazioni già infette. Per escludere eventuali processi settici, l'eventuale liquido articolare deve essere adeguatamente analizzato.
Un aumento significativo del dolore con tumefazioni locali, ulteriore limitazione della mobilità articolare, febbre nonché malessere generale sono segni di un'artrite settica. Se la sepsi è confermata, occorre istituire una terapia antimicrobica adeguata.
Non praticare l'iniezione in articolazioni instabili. Iniezioni intra-articolari ripetute possono in qualche caso portare ad articolazioni instabili. Se necessario, l'articolazione deve essere sottoposta ad esame radiografico per rilevare eventuali alterazioni.
Dopo una terapia intra-articolare con corticosteroidi, l'articolazione non deve essere sovraccaricata, neanche dopo un miglioramento dei sintomi. Un eventuale sovraccarico potrebbe danneggiare l'articolazione e più che annullare il beneficio di un'iniezione di steroidi.
L'insuccesso del trattamento è spesso frutto di una tecnica di iniezione impropria, che non ha consentito di raggiungere lo spazio articolare. L'iniezione nei tessuti circostanti apporta benefici limitati o nulli. Nel caso in cui l'aspirazione di liquido articolare abbia dimostrato il raggiungimento dello spazio articolare ma il trattamento non risulta comunque efficace, è improbabile che iniezioni ripetute portino al successo terapeutico.
Le iniezioni intrasinoviali possono avere effetti sistemici, oltre che locali.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica del metilprednisolone
Il metilprednisolone è metabolizzato principalmente dall'enzima CYP3A4 del CYP450. Le interazioni con questo enzima possono pertanto influire sull'efficacia e/o sugli effetti indesiderati del metilprednisolone.
Inibitori enzimatici: la somministrazione concomitante con inibitori da moderati a forti del CYP3A4 (ad es. inibitori delle proteasi (come ritonavir), antimicotici azolici (comeitraconazolo, voriconazolo), macrolidi (come la claritromicina), prodotti contenenti cobicistat, diltiazem, isoniazide, verapamil, ma anche succo di pompelmo) può portare ad un aumento dell'esposizione ai corticosteroidi. Il beneficio della somministrazione concomitante deve essere accuratamente valutato a fronte del potenziale rischio e i pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda gli effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici. Per evitare una tossicità da steroidi può essere necessaria una riduzione della dose di metilprednisolone.
Anche gli ormoni sessuali (ad es. etinilestradiolo, noretisterone) possono influire sulla clearance dei glucocorticoidi. In particolare, gli estrogeni possono potenziare l'effetto dei corticosteroidi. A dosaggi terapeutici di questi ormoni (contenuti ad es. nei contraccettivi ormonali) è tuttavia improbabile che si verifichi un'inibizione clinicamente rilevante degli enzimi CYP ad opera degli ormoni sessuali.
Induttori enzimatici: con la somministrazione concomitante di induttori del CYP3A4 (ad es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina nonché preparati contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)) si osserva un'accelerazione del metabolismo del metilprednisolone che ne può ridurre l'efficacia. Pertanto, può rendersi necessario un aumento della dose di metilprednisolone.
Substrati del CYP3A4: anche la somministrazione concomitante di altri substrati del CYP3A4 (ad es. benzodiazepine, ciclofosfamide, tacrolimus, aprepitant, fosaprepitant, diltiazem) può influire sulla clearance epatica del metilprednisolone e rendere necessario un aggiustamento della dose.
Con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina si osserva un'inibizione reciproca del metabolismo. Pertanto, gli effetti indesiderati di entrambe le sostanze possono risultare potenziati. In particolare, con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina è stato osservato un aumento delle convulsioni.
Effetti del metilprednisolone sulla farmacocinetica di altri medicamenti
I glucocorticoidi possono sia indurre sia inibire il CYP3A4 e quindi aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di altri substrati del CYP3A4. Ne sono degli esempi: aprepitant, fosaprepitant, etilnilestradiolo, noretisterone.
I glucocorticoidi possono indurre il metabolismo degli inibitori della proteasi dell'HIV e quindi portare a una riduzione dei loro livelli plasmatici.
Il metilprednisolone può aumentare la clearance e la velocità di acetilazione dell'isoniazide.
In caso di somministrazione prolungata a dosaggi elevati, i glucocorticoidi possono accelerare l'eliminazione dei salicilati, riducendone l'efficacia. Per contro, la riduzione della dose dei corticosteroidi può potenziare la tossicità dei salicilati.
L'acido acetilsalicilico deve essere usato solo con cautela insieme ai corticosteroidi nei pazienti con ipoprotrombinemia.
Interazioni farmacodinamiche
FANS: con la somministrazione concomitante di corticosteroidi e FANS può aumentare l'incidenza di ulcere ed emorragie gastrointestinali.
Immunosoppressori: il metilprednisolone agisce in sinergia con altri immunosoppressori, come ad es. il metotrexato. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con tali immunosoppressori può essere sufficiente una dose di corticosteroidi più bassa.
Inibitori dell'aromatasi: il trattamento prolungato con glucocorticoidi può potenziare una soppressione surrenalica indotta dall'aminoglutetimide.
Anticolinergici: l'atropina e altri anticolinergici possono aumentare ulteriormente una pressione intraoculare già aumentata dal metilprednisolone.
Simpaticomimetici: i corticosteroidi aumentano l'effetto nonché la tossicità dei simpaticomimetici come il salbutamolo.
Bloccanti neuromuscolari: i corticosteroidi possono influenzare l'effetto dei bloccanti neuromuscolari non depolarizzanti come ad es. il vecuronio. Sono state riportate un'antagonizzazione del blocco neuromuscolare nonché, con l'uso concomitante di dosi elevate, l'insorgenza di miopatie acute (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Inibitori della colinesterasi: i corticosteroidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi nella miastenia gravis. Con l'uso concomitante di metilprednisolone e inibitori della colinesterasi come la neostigmina o la piridostigmina può verificarsi una crisi miastenica.
Anticoagulanti: l'effetto del metilprednisolone sugli antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin*, acenocumarolo, fluindione*) è variabile. Sono stati riportati effetti potenziati o ridotti di questi anticoagulanti in caso di somministrazione concomitante con corticosteroidi. Pertanto, occorre controllare la coagulazione del sangue e, se del caso, aggiustare la dose degli anticoagulanti.
* non omologato in Svizzera
Glicosidi cardiaci: la tossicità dei glicosidi digitalici è potenziata dalla somministrazione concomitante di corticosteroidi.
Antidiabetici: dato l'effetto diabetogeno dei glucocorticoidi, i livelli di glucosio devono essere monitorati in caso di somministrazione concomitante di insulina o di antidiabetici orali. Se del caso, occorre aggiustare il dosaggio degli antidiabetici.
Antipertensivi: l'effetto antipertensivo è parzialmente ridotto dall'effetto mineralcorticoide dei corticoidi, il che può portare ad un aumento dei valori della pressione arteriosa.
Medicamenti con effetti sull'equilibrio del potassio: con la somministrazione di corticosteroidi insieme a medicamenti che aumentano l'escrezione del potassio (ad es. furosemide, idroclorotiazide, amfotericina B, beta-simpaticomimetici o i derivati xantinici) sussiste un aumentato rischio di ipokaliemia. In questi pazienti si devono pertanto monitorare i livelli di potassio.
Psicofarmaci: l'effetto di ansiolitici e antipsicotici può risultare ridotto. Se del caso, occorre aggiustare la dose di queste sostanze.
Citostatici: l'effetto della ciclofosfamide può essere ridotto.
Vaccini: i vaccini con virus vivi, come ad es. i vaccini antipolio, BCG, parotite, morbillo e rosolia possono risultare più tossici a causa dell'effetto immunosoppressivo dei corticosteroidi. Possono svilupparsi infezioni virali disseminate.
La risposta alla vaccinazione può risultare ridotta nel caso dei vaccini con virus uccisi.
Si raccomanda di consultare anche l'informazione professionale dei medicamenti co-somministrati.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
I corticosteroidi come il metilprednisolone devono essere utilizzati in gravidanza solo dopo un'accurata valutazione dei rischi e dei benefici.
Il metilprednisolone attraversa ampiamente la placenta. Non sono disponibili sufficienti studi in donne in gravidanza e le esperienze sulla sicurezza dell'uso del metilprednisolone durante la gravidanza sono insufficienti. In studi sugli animali, la somministrazione di corticosteroidi durante la gestazione ha portato a malformazioni fetali (cfr. «Dati preclinici»). Non vi sono tuttavia evidenze nell'uomo che i corticosteroidi causino malformazioni congenite.
In neonati le cui madri avevano ricevuto una terapia a lungo termine con corticosteroidi durante la gravidanza sono state osservate cataratte.
In uno studio retrospettivo è stata constatata un'aumentata incidenza di basso peso alla nascita in neonati le cui madri avevano ricevuto corticosteroidi durante la gravidanza. Il rischio di basso peso alla nascita o ritardo di crescita intrauterina sembra essere dose-dipendente e può essere ridotto mediante somministrazione di dosi di corticosteroidi più basse.
I neonati le cui madri hanno ricevuto dosi elevate di steroidi durante la gravidanza devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni di insufficienza corticosurrenalica. Tuttavia, un'insufficienza corticosurrenalica clinicamente rilevante in neonati esposti in utero a corticosteroidi sembra essere rara.
Allattamento
Poiché il metilprednisolone viene escreto nel latte materno e può compromettere, tra l'altro, la funzionalità corticosurrenalica e la crescita del lattante, durante l'uso di Depo-Medrol non si deve allattare.
Fertilità
Negli studi sugli animali è stato dimostrato che i corticosteroidi compromettono la fertilità (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gli effetti dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli o sull'impiego di macchine non sono stati studiati. Durante il trattamento con corticosteroidi possono presentarsi effetti indesiderati come vertigini, capogiri, disturbi della vista e stanchezza. I pazienti interessati non devono guidare veicoli né utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati del metilprednisolone dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento nonché dall'età, dal sesso e dalla malattia di base del paziente.
Si riportano di seguito, elencati per classe organica e, ove possibile, in ordine di frequenza, gli effetti indesiderati tipici dei corticosteroidi somministrati per via sistemica e che pertanto possono presentarsi anche con Depo-Medrol. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Comune: infezioni.
Non nota: infezioni opportunistiche.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non nota: leucocitosi.
Disturbi del sistema immunitario
Non nota: reazioni da ipersensibilità (incluse reazioni anafilattiche o anafilattoidi, angioedema o collasso circolatorio), reazioni indebolite ai test cutanei.
Patologie endocrine
Comune: sindrome di Cushing.
Non nota: soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sindrome da sospensione di steroidi, sviluppo di una crisi da feocromocitoma nei pazienti con feocromocitoma preesistente (anche latente).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: ritenzione di sodio e di liquidi, ipokaliemia.
Non nota: appetito aumentato (che può portare ad aumento ponderale), ridotta tolleranza al glucosio, dislipidemia, bilancio negativo dell'azoto a seguito di catabolismo proteico, acidosi metabolica, alcalosi ipokaliemica, lipomatosi.
Disturbi psichiatrici
Comune: disturbi dell'umore come umore depresso ed euforico.
Non nota: sbalzi di umore, labilità affettiva, irritabilità, ansia, disturbi mentali, comportamento abnorme, stati confusionali, alterazioni della personalità, dipendenza psichica, disturbi psicotici (come mania, idee deliranti, allucinazioni, schizofrenia o peggioramento di tali disturbi), idee suicidarie.
Patologie del sistema nervoso
Non nota: cefalea, vertigini, insonnia, amnesia, disturbi cognitivi, pressione endocranica aumentata (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]), crisi convulsive, lipomatosi epidurale.
Patologie dell'occhio
Comune: cataratta.
Non nota: pressione intraoculare aumentata, glaucoma, esoftalmo, corioretinopatia, singoli casi di cecità dopo somministrazione intralesionale nella regione del volto o della testa.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non nota: vertigine.
Patologie cardiache
Non nota: insufficienza cardiaca nei pazienti predisposti, aritmie.
Patologie vascolari
Comune: ipertensione.
Non nota: ipotensione, eventi tromboembolici, rossore.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non nota: singulto.
Patologie gastrointestinali
Comune: ulcera peptica (con possibile emorragia o perforazione).
Non nota: dolore addominale, sensazione di tensione addominale, nausea, vomito, diarrea, dispepsia, esofagite (inclusa l'esofagite ulcerativa), emorragie gastrointestinali, pancreatite (anche nei bambini), perforazione intestinale, peritonite.
Patologie epatobiliari
Non nota: aumento delle transaminasi e/o della fosfatasi alcalina.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: atrofia cutanea, acne, ecchimosi.
Non nota: eritema, eruzione cutanea, iperidrosi, prurito, strie, disturbi della pigmentazione, irsutismo, petecchie, orticaria, ascessi sterili, pannicolite.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: debolezza muscolare, osteoporosi.
Non nota: artralgie, mialgie, miopatia, rabdomiolisi, atrofia muscolare, artropatia neuropatica, rottura di tendini (soprattutto del tendine di Achille), fratture vertebrali da compressione, fratture patologiche, osteonecrosi, esacerbazione del dolore dopo iniezione intrasinoviale o periarticolare nonché dopo iniezione nella guaina tendinea («Post-Injection Pain Flare»).
Patologie renali e urinarie
Non nota: urea ematica aumentata.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non nota: disturbi mestruali, alterazioni della potenza erettile.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: edemi periferici, alterazioni nella guarigione della ferita.
Non nota: reazioni in sede di iniezione (come eritema, prurito, eruzione cutanea od orticaria), infezioni in sede di iniezione, stanchezza, malessere.
Sicurezza nei pazienti pediatrici
Il profilo di sicurezza del metilprednisolone nei bambini e negli adolescenti equivale essenzialmente a quello osservato negli adulti. Inoltre, nei bambini sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:
Patologie endocrine
Comune: ritardo di crescita.
Disturbi psichiatrici
Comune: sbalzi di umore, irritabilità, comportamento abnorme.
Patologie del sistema nervoso
Comune: insonnia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
I casi riportati di tossicità acuta dopo sovradosaggio di corticosteroidi sono rari; non è nota alcuna sindrome clinica da sovradosaggio acuto. Non è disponibile alcun antidoto specifico in caso di sovradosaggio. La terapia è di supporto e sintomatica. Il metilprednisolone è dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H02AB04
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
Depo-Medrol è una sospensione acquosa sterile contenente come principio attivo metilprednisolone acetato, un glucocorticosteroide con effetto antinfiammatorio forte e persistente. Il metilprednisolone acetato presenta le stesse caratteristiche qualitative del metilprednisolone, con un'efficacia prolungata. Ciò è dovuto alla bassa solubilità e al metabolismo ritardato della molecola. L'efficacia terapeutica persiste ancora a lungo dopo che i livelli plasmatici scendono al di sotto del limite di rilevabilità.
Il metilprednisolone acetato presenta proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive con scarse proprietà mineralcorticoidi.
L'effetto del metilprednisolone si basa, come per tutti i glucocorticoidi, sulla stimolazione della sintesi di proteine specifiche nella cellula. Queste sono biologicamente attive e responsabili degli effetti sistemici concreti. Dato il meccanismo d'azione, l'effetto è ritardato anche in caso di somministrazione parenterale.
La durata dell'effetto antinfiammatorio dei glucocorticoidi è pari approssimativamente alla durata della depressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
L'effetto antinfiammatorio di 4 mg di metilprednisolone è pari a quello di 5 mg di prednisolone, 4 mg di triamcinolone, 0.6 mg di betametasone o 0.75 mg di desametasone.
Efficacia clinica
Nessuna indicazione.
Farmacocinetica
In vivo, il metilprednisolone acetato è rapidamente idrolizzato in metilprednisolone libero.
Assorbimento
Somministrazione intramuscolare:
Dopo somministrazione intramuscolare di 40 mg, i valori sierici di picco del metilprednisolone vengono raggiunti entro ca. 7.3 ± 1 ore.
Dopo somministrazione di una singola dose da 40-80 mg per via i.m., il metilprednisolone è rilevabile nel siero per un periodo di 10-18 giorni.
Dopo somministrazione di una singola dose da 40 mg di metilprednisolone acetato, le concentrazioni massime di metilprednisolone (Cmax) nel siero erano nell'ordine di 15 ng/ml, la AUC media di circa 1'354.2 ± 424.1 ng*h/ml.
Somministrazione intra-articolare:
Dopo somministrazione intra-articolare di 80 mg di metilprednisolone acetato, i valori sierici di picco del metilprednisolone si misurano entro 4-8 ore. Dopo somministrazione intra-articolare, il metilprednisolone acetato si diffonde nel sangue dall'articolazione per ca. 7 giorni.
Dopo somministrazione di una singola dose da 80 mg di metilprednisolone acetato, le concentrazioni massime di metilprednisolone (Cmax) nel siero sono pari a circa 160 ng/ml.
Distribuzione
Il metilprednisolone è ampiamente distribuito nei tessuti. Il volume di distribuzione è di circa 1.4 l/kg. Il metilprednisolone si lega alle proteine plasmatiche per circa il 77%.
Non sono disponibili dati sulla diffusione del metilprednisolone nel liquido sinoviale dopo somministrazione i.m.
Il metilprednisolone attraversa sia la barriera ematoencefalica sia la barriera placentare ed è escreto nel latte materno.
Metabolismo
Il metabolismo del metilprednisolone nel fegato è qualitativamente simile a quello del cortisolo. I principali metaboliti sono il 20α-idrossimetilprednisolone e il 20β-idrossi-6α-metilprednisolone.
Eliminazione
La clearance totale del metilprednisolone è di circa 5-6 ml/min/kg, l'emivita media di eliminazione è di 1.8-5.2 ore. L'emivita apparente dopo somministrazione i.m. di 40 mg di metilprednisolone acetato è di 70 ore. I metaboliti sono escreti nelle urine sotto forma di glucuronidi, solfati e composti non coniugati. Quantità minime di metilprednisolone sono escrete anche nelle feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Una grave insufficienza epatica ritarda il metabolismo del metilprednisolone (cfr. «Posologia/impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità renale
Il metilprednisolone è dializzabile.
Bambini e adolescenti
Nei neonati, la clearance plasmatica è inferiore rispetto ai bambini e agli adulti.
Ipoalbuminemia/iperbilirubinemia
Possono verificarsi concentrazioni non volutamente elevate di metilprednisolone non legato alle proteine.
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza e tossicità per somministrazione ripetuta non hanno evidenziato alcun rischio inatteso. Le tossicità osservate negli studi a somministrazione ripetuta corrispondevano a quelle attese con l'esposizione continua a corticosteroidi esogeni. Il metilprednisolone non ha mostrato segni di potenziale sensibilizzante nei test sulle cavie.
Genotossicità
Non sono stati effettuati studi di genotossicità con il metilprednisolone.
Il metilprednisolone sulfonato, che presenta una struttura simile al metilprednisolone, non ha avuto effetti mutageni su Salmonella typhimurium a concentrazioni fino a 2'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. Il metilprednisolone sulfonato è risultato non mutageno anche in un test di mutazione genica su cellule ovariche di criceto cinese a concentrazioni fino a 10'000 µg/ml.
Il metilprednisolone suleptanato non ha indotto sintesi inattese del DNA negli epatociti primari di ratto a concentrazioni fino a 1'000 µg/ml.
Inoltre, una revisione dei dati pubblicati indica che il prednisolone farnesilato (PNF), che è strutturalmente simile al metilprednisolone, è risultato non mutageno nei ceppi di Salmonella typhimurium ed Escherichia coli a concentrazioni fino a 5'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. In una linea cellulare di fibroblasti di criceto cinese, il PNF ha prodotto un lieve aumento dell'incidenza di aberrazioni cromosomiche strutturali dopo attivazione metabolica alla concentrazione massima testata di 1'500 µg/ml.
Cancerogenicità
Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità con il metilprednisolone. I risultati dei test di cancerogenicità nel ratto con glucocorticoidi simili sono stati diversi. I dati pubblicati indicano che budesonide, prednisolone e triamcinolone acetonide possono aumentare l'incidenza di adenomi e carcinomi epatocellulari dopo somministrazione orale tramite l'acqua di abbeveraggio nei ratti maschi, con dosi inferiori alle dosi cliniche tipiche (calcolate su base mg/m2).
Tossicità per la riproduzione
Con la somministrazione di corticosteroidi nel ratto è stata osservata una riduzione della fertilità.
A ratti maschi è stato iniettato per via sottocutanea lo steroide corticosterone a dosi di 0, 10 e 25 mg/kg/giorno una volta al giorno per un periodo di 6 settimane e gli animali sono stati poi accoppiati con femmine non trattate. La dose elevata è stata ridotta dopo il giorno 15 a 20 mg/kg/giorno. È stato osservato un minor numero di tappi copulatori, probabilmente riconducibile a un peso ridotto degli organi accessori. Il numero dei siti di impianto e dei feti vivi è risultato ridotto.
Il potere di riduzione della fertilità dei singoli corticosteroidi è molto variabile, motivo per cui una valutazione quantitativa del rischio legato al metilprednisolone non è possibile.
La somministrazione di corticosteroidi a dosi equivalenti a quelle umane si è dimostrata teratogena in numerose specie animali. In studi corrispondenti è stato dimostrato che i glucocorticoidi come il metilprednisolone aumentano l'incidenza di malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche, anencefalia, difetti ventricolari, spina bifida), di letalità embriofetale (ad es. aumento dei riassorbimenti) nonché ritardi di crescita intrauterina.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Per evitare le eventuali incompatibilità fisiche, Depo-Medrol non deve essere diluito o somministrato in combinazione con altre soluzioni iniettabili.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Prima della somministrazione, la soluzione iniettabile deve essere ispezionata visivamente per la presenza di particelle o alterazioni del colore.
In caso di utilizzo di anestetici locali, osservare le misure precauzionali delle relative informazioni professionali.
Iniezioni locali nella poliartrite cronica e nelle artrosi
Devono essere osservate le cautele previste dalla tecnica di iniezione asettica. Introdurre rapidamente un ago per iniezione sterile (calibro da 20-24 Gauge) applicato su una siringa vuota nello spazio sinoviale, preferibilmente in anestesia locale. Aspirare alcune gocce di liquido sinoviale per verifica. In ogni articolazione, l'iniezione deve essere praticata nel punto in cui lo spazio sinoviale si trova vicino alla superficie e presenta il minor numero di vasi e nervi di grandi dimensioni. Mantenendo la cannula nella sede di iniezione, sostituire la siringa utilizzata per l'aspirazione con una seconda siringa contenente la quantità desiderata di Depo-Medrol. Per controllare che la cannula si trovi ancora nello spazio sinoviale, estrarre leggermente lo stantuffo della siringa per aspirare il liquido sinoviale. Dopo l'iniezione, muovere delicatamente l'articolazione alcune volte per far sì che la sospensione si misceli con il liquido sinoviale.
Borsite, epicondilite, ganglio, tendinite
Dopo aver disinfettato la sede di iniezione, infiltrare una soluzione di procaina-HCl all'1%. Inserire un ago sterile con calibro da 20-24 Gauge applicato su una siringa vuota nella borsa e aspirare il liquido. Mantenendo la cannula nella sede di iniezione, sostituire la siringa utilizzata per l'aspirazione con una seconda siringa contenente la quantità desiderata di Depo-Medrol. Dopo l'iniezione, rimuovere l'ago e applicare una piccola benda. Ovviamente, occorre osservare le consuete cautele previste dalla tecnica di iniezione sterile.
Numero dell'omologazione
25915 (Swissmedic).
Confezioni
Depo-Medrol flaconcino da 40 mg (1 ml): 1 [B]
Depo-Medrol flaconcino da 40 mg (1 ml): 25 × 1 [B]
Depo-Medrol flaconcino da 80 mg (2 ml): 1 [B]
Depo-Medrol flaconcino da 200 mg (5 ml): 1 [B]
Titolare dell’omologazione
Pfizer AG, Zürich.
Stato dell'informazione
Agosto 2025
LLD V027