Bactrim®, concentrato per soluzione per infusione
Composizione
Principi attivi
Trimethoprimum (TM) e sulfamethoxazolum (SMZ). La combinazione dei due principi attivi, TM e SMZ, è comunemente denominata cotrimossazolo.
Sostanze ausiliarie
Glicole propilenico (E 1520), sodio idrossido (E 524), etanolammina, etanolo, acqua per preparazioni iniettabili.
Questo medicamento contiene 2,05 g di glicole propilenico per fiala (5 ml) equivalente a 0,41 g/ml.
Questo medicamento contiene 34 mg di sodio per fiala (5 ml).
Questo medicamento contiene il 12,7% vol. di etanolo (alcol), cioè fino a 500 mg per fiala (5 ml).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Bactrim Fiale (5 ml)
Concentrato per soluzione per infusione incolore, 80 mg di TM e 400 mg di SMZ/5 ml.
Indicazioni/possibilità d’impiego
In considerazione degli effetti collaterali talvolta gravi di Bactrim e della comparsa di resistenze, prima dell'uso di Bactrim deve essere sempre effettuata una valutazione del rapporto rischio/beneficio rispetto ad altri principi attivi altrettanto idonei per queste indicazioni.
Infezioni causate da germi sensibili al cotrimossazolo quali:
Infezioni delle vie respiratorie superiori ed inferiori e dell’orecchio: esacerbazioni acute di bronchite cronica, bronchiectasie, polmonite (compresa la polmonite da Pneumocystis jirovecii (in passato Pneumocystis carinii)), sinusite, otite media.
Infezioni del tratto urogenitale: cistite acuta e cronica, pielonefrite, uretrite, prostatite.
Infezioni del tratto gastrointestinale: diarrea del viaggiatore, portatori cronici di Salmonella typhi, colera (come misura complementare all’integrazione idroelettrolitica).
Nelle seguenti infezioni, il cotrimossazolo va usato solo se non è possibile somministrare altri antibiotici attualmente raccomandati:
tifo, paratifo A e B, enterite da salmonella con progressione a sepsi in pazienti immunocompromessi.
Nota:
di norma, le gastroenteriti causate dalle cosiddette salmonelle enteriche non devono essere trattate con il cotrimossazolo, poiché questo non modifica l’evoluzione della malattia e addirittura prolunga la durata dell'eliminazione (per l’eccezione cfr. sopra).
Altre infezioni, se causate da germi sensibili: brucellosi acuta, nocardiosi, micetoma (tranne micetoma fungino), blastomicosi sudamericana (Paracoccidioides brasiliensis).
Bactrim e.v. è indicato per il trattamento di infezioni gravi causate da microrganismi sensibili a Bactrim.
Nell'osteomielite come medicamento di ultima linea (ad esempio in caso di controindicazione alla vancomicina), in presenza di germi multiresistenti e nei casi di comprovata sensibilità al cotrimossazolo.
Devono essere tenute in considerazione le raccomandazioni ufficiali sull’uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni di impiego volte a prevenire l’aumento della resistenza agli antibiotici.
Bactrim deve essere usato solo per il trattamento di infezioni per le quali sia dimostrato o vi sia il forte sospetto che siano causate da batteri sensibili o altri microrganismi sensibili. In mancanza di tali dati, i modelli epidemiologici e di sensibilità locali possono aiutare nella scelta empirica della terapia antibiotica appropriata.
Posologia/impiego
Se la somministrazione orale non è possibile o non è indicata, può essere iniettata la soluzione per infusione endovenosa, diluita in una soluzione appropriata (cfr. «Altre indicazioni/Indicazioni per la manipolazione»). La somministrazione e.v. è particolarmente indicata in caso di infezioni pre o post-operatorie in chirurgia, traumatologia e ginecologia, setticemia e altre infezioni gravi da germi sensibili (tifo, paratifo).
Posologia abituale
Infusione e.v.
Adulti e bambini di oltre 12 anni
Dosaggio standard: 2 fiale due volte al giorno (2x 10 ml), di mattina e di sera.
Dosaggio massimo (nei casi particolarmente gravi): 3 fiale due volte al giorno (2x 15 ml), di mattina e di sera.
Durata della terapia
Di regola, Bactrim deve essere somministrato per via parenterale solo per il periodo di tempo in cui non sia possibile il trattamento per via orale.
Il dosaggio standard non deve essere somministrato per più di 5 giorni consecutivi e il dosaggio massimo per non più di 3 giorni consecutivi.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con polmonite da Pneumocystis jirovecii
Il dosaggio raccomandato è fino a 20 mg di TM per kg e fino a 100 mg di SMZ per kg nelle 24 ore, per via e.v., suddivisi in dosi uguali, ogni 6 ore per 14 giorni.
Pazienti con nocardiosi
Il dosaggio raccomandato per gli adulti con nocardiosi è di 480-640 mg di TM e 2400-3200 mg di SMZ al giorno per almeno 3 mesi. Questa raccomandazione posologica richiede aggiustamenti in funzione dell’età del paziente, del peso e della funzionalità renale nonché della gravità della malattia. È stato riferito un trattamento a lungo termine di 18 mesi.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Dosaggio raccomandato per pazienti con compromissione renale:
Clearance della creatinina | Schema posologico raccomandato |
> 30 ml/min | Dosaggio standard |
15-30 ml/min | Metà del dosaggio standard |
< 15 ml/min | Non deve essere utilizzato (cfr. «Controindicazioni») |
Pazienti dializzati
Nei pazienti sottoposti ad emodialisi, dopo una dose iniziale standard di TM-SMZ, deve essere somministrata una mezza dose aggiuntiva dopo ogni seduta emodialitica.
Le concentrazioni sieriche del medicamento devono essere monitorate ai fini dell'aggiustamento posologico.
I pazienti in emodialisi devono essere attentamente monitorati per i segni e i sintomi di tossicità.
La dialisi peritoneale induce una clearance minima di TM e SMZ somministrati. L'uso di TM-SMZ non è raccomandato nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Bambini e adolescenti sotto i 12 anni
La dose giornaliera è di circa 2 ml/5 kg, suddivisi in 2 dosi uguali, di mattina e di sera. La posologia pediatrica raccomandata corrisponde quindi a 6 mg di TM + 30 mg di SMZ per kg al giorno.
Modo di somministrazione
Bactrim deve essere somministrato per via e.v. solo sotto forma delle soluzioni per infusione riportate nella rubrica «Altre indicazioni/Indicazioni per la manipolazione» e non deve essere iniettato non diluito in vena o direttamente nella linea di infusione.
Controindicazioni
-Ipersensibilità ai principi attivi, ai sulfamidici, al trimetoprim o una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione
-Eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica ed esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (anche all’anamnesi)
-Deficit congenito di glucosio-6-fosfato deidrogenasi negli eritrociti, anomalie dell'emoglobina quali Hb Köln e Hb Zürich
-Porfiria acuta
-Neonati con iperbilirubinemia o deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi negli eritrociti
-Gravi lesioni del parenchima epatico (ad es. epatite acuta)
-Grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 15 ml/min)
-Alterazioni patologiche dell'emocromo quali anemia megaloblastica da carenza di acido folico, trombocitopenia, granulocitopenia
-Somministrazione ai prematuri o neonati nel corso delle prime sei settimane di vita, perché ciò può aumentare il rischio di kernittero
-Somministrazione durante il terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»)
-Combinazione con dofetilide (cfr. «Interazioni»)
Avvertenze e misure precauzionali
Il trattamento deve essere interrotto immediatamente ai primi segni di comparsa di esantema o di altri gravi effetti collaterali (ad esempio di tipo ematologico).
La comparsa di sintomi simil-influenzali, faringite o febbre può essere indice di un’alterazione del quadro ematico. Se si manifestano questi sintomi, occorre eseguire un controllo immediato dell'emocromo.
Bactrim deve essere somministrato con cautela ai pazienti con anamnesi di allergia o asma bronchiale.
Durante il trattamento a base di co-trimossazolo sono stati riferiti casi molto rari e severi di tossicità
respiratoria, che talvolta sfociano in sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). La comparsa di
segni polmonari come tosse, febbre e dispnea, in associazione con segni radiologici di infiltrati
polmonari, e il deterioramento della funzione polmonare possono costituire i primi segni di ARDS. In
tali circostanze, è necessario sospendere co-trimossazolo e somministrare un trattamento adeguato.
È stato inoltre segnalato, anche se raramente, esito fatale in relazione a effetti indesiderati quali discrasie ematiche (aplasia, agranulocitosi, trombopenia), reazioni avverse cutanee gravi (SCAR, per esempio grave eritema essudativo multiforme (sindrome di Stevens-Johnson), epidermolisi acuta tossica (sindrome di Lyell), eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematosa generalizzata acuta (AGEP)) e necrosi epatica fulminante. I pazienti devono essere informati riguardo ai segni e sintomi di tali effetti collaterali gravi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee.
Il rischio di SJS, TEN o DRESS è più elevato nelle prime settimane di trattamento. Se compaiono sintomi o segni di SJS, TEN o DRESS (per esempio rash cutaneo progressivo spesso con vescicole o accompagnato da lesioni delle mucose), il trattamento con cotrimossazolo deve essere sospeso.
Il decorso di SJS, TEN e DRESS viene notevolmente influenzato dalla diagnosi precoce e dall’immediata interruzione di tutti i medicamenti sospetti. Una precoce sospensione migliora la prognosi.
Se il paziente ha sviluppato una SJS, TEN o DRESS con l’uso di cotrimossazolo, quest’ultimo non deve essere mai più riutilizzato in questo paziente.
Sono stati segnalati molto raramente casi di linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) in pazienti soggetti a trattamento con co-trimossazolo. L’HLH è una sindrome da attivazione immunitaria patologica potenzialmente letale, caratterizzata da segni e sintomi clinici di un’infiammazione sistemica eccessiva (ad es. febbre, epatosplenomegalia, ipertrigliceridemia, ipofibrinogenemia, ferritina sierica elevata, citopenie ed emofagocitosi). I pazienti che manifestano i primi segni di attivazione immunitaria patologica devono essere esaminati immediatamente. Se viene formulata la diagnosi di HLH, è necessario sospendere il trattamento con co-trimossazolo.
Gli eventi ematologici sono più frequenti nelle:
-persone anziane,
-persone con un deficit preesistente di acido folico (età avanzata, gravidanza (cfr. «Controindicazioni»), alcolismo, insufficienza epatica cronica, malnutrizione, malassorbimento cronico). Queste alterazioni ematologiche sono reversibili dopo trattamento con acido folico.
Per questi pazienti si raccomanda di non superare una durata di trattamento di dieci giorni con la combinazione trimetoprim-sulfametossazolo.
Il monitoraggio ematologico periodico è necessario nei seguenti casi:
-trattamenti prolungati o ripetuti,
-persone di oltre 65 anni,
-persone con carenza di acido folico.
La combinazione trimetoprim-sulfametossazolo non è raccomandata per il trattamento dell’anemia macrocitica (cfr. «Controindicazioni»).
Durante un trattamento prolungato con Bactrim, si deve controllare regolarmente il quadro ematico. In caso di diminuzione significativa di un elemento corpuscolare del sangue rispetto ai valori normali, la terapia con Bactrim deve essere interrotta.
Bactrim è controindicato durante la gravidanza e nelle donne che stanno programmando una gravidanza, tranne nel caso in cui i benefici superino nettamente i rischi per la paziente, poiché TM e SMZ attraversano la barriera placentare, interferiscono con il metabolismo dell’acido folico nel feto con la conseguente possibilità di rischio per il feto, e gli studi clinici hanno dimostrato un aumento del rischio di aborto spontaneo.
Prima di iniziare la terapia con Bactrim, le donne in età fertile che stanno programmando una gravidanza devono essere sottoposte a test per escludere la gravidanza.
Effetti renali
I sulfamidici, compreso Bactrim, possono indurre un aumento della diuresi, particolarmente in pazienti con edemi di natura cardiaca.
È necessario uno stretto monitoraggio del potassio sierico e della funzione renale in pazienti che ricevono dosi elevate di Bactrim, come nei pazienti affetti da polmonite da Pneumocystis jirovecii, o in pazienti trattati con Bactrim a dosi standard ed affetti da alterazioni sottostanti del metabolismo del potassio o da insufficienza renale, o trattati con medicamenti che inducono iperkaliemia (cfr. «Interazioni»).
Durante la terapia con cotrimossazolo, il paziente deve fare attenzione ad assumere sufficienti quantità di liquidi per prevenire la comparsa di cristalluria.
Gruppi di pazienti speciali
Vi è un aumento del rischio di gravi effetti collaterali nelle persone anziane o nei pazienti con ulteriori complicanze, ad esempio, funzione renale e/o epatica compromessa, o uso concomitante di altri medicamenti, a seconda della dose e della durata del trattamento.
In caso di compromissione della funzionalità renale, il dosaggio deve essere aggiustato secondo le istruzioni posologiche speciali.
I pazienti con grave compromissione della funzione renale (cioè con clearance della creatinina compresa tra 15-30 ml/min) in trattamento con TM-SMZ devono essere attentamente monitorati per i segni e sintomi di tossicità quali nausea, vomito e iperkaliemia.
I pazienti con discrasie ematiche gravi devono essere trattati con Bactrim solo in casi eccezionali.
Il preparato è stato somministrato occasionalmente a pazienti affetti da leucemia in terapia citostatica; non è stato riportato alcun danno aggiuntivo a carico del midollo osseo o del quadro ematico periferico.
Nei pazienti con deficit di G6PD e in quelli con determinate emoglobinopatie (Hb-Zürich, Hb-Köln) può comparire cianosi dovuta a solfoemoglobinemia o metaemoglobinemia. La carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi può indurre emolisi in pazienti sensibili indipendentemente dalla dose (cfr. «Controindicazioni»).
Per ridurre al minimo il rischio di effetti indesiderati, la durata del trattamento con Bactrim deve essere la più breve possibile, in particolare in pazienti anziani.
La comparsa di diarrea grave e persistente durante o dopo la terapia può essere indice di colite pseudomembranosa, che deve essere trattata immediatamente. In questi casi occorre interrompere la somministrazione di Bactrim, avviare gli esami diagnostici adeguati e istituire il trattamento opportuno (ad esempio, 250 mg di vancomicina per via orale 4 volte al giorno). In questa situazione gli antiperistaltici sono controindicati.
In caso di somministrazione prolungata è consigliabile eseguire esami delle urine e della funzionalità renale (soprattutto nei pazienti con danni renali).
Poiché Bactrim, come altri antibiotici, può ridurre l'efficacia dei contraccettivi orali, alle pazienti deve essere consigliato di adottare ulteriori misure contraccettive durante il trattamento con Bactrim.
Durante il trattamento prolungato con Bactrim può verificarsi una crescita eccessiva di germi e funghi non sensibili. In caso di superinfezione, deve essere immediatamente avviata una terapia appropriata.
Si raccomanda cautela nei pazienti con porfiria o disfunzione della tiroide.
Nei pazienti anziani e in pazienti con insufficienza renale possono comparire variazioni ematologiche indicative di carenza di acido folico che sono reversibili con una terapia a base di acido folico.
Si raccomanda cautela nei pazienti con un fattore di rischio aggiuntivo per la carenza di acido folico, ad esempio terapia a base di fenitoina con altri antagonisti dell'acido folico, o malnutrizione.
La somministrazione concomitante di Bactrim e fenitoina non è raccomandata (cfr. «Interazioni»).
Sono stati segnalati casi di pancitopenia in pazienti che hanno ricevuto trimetoprim in associazione con metotressato. La somministrazione concomitante di Bactrim e metotressato non è raccomandata (cfr. «Interazioni»).
I cosiddetti «acetilatori lenti» possono presentare un rischio maggiore di reazioni idiosincrasiche a sulfamidici.
Questo medicamento contiene 34 mg di sodio per fiala equivalente a 1,7% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Questo medicamento contiene 500 mg di alcol (etanolo) per 5 ml. La quantità in 5 ml di questo medicamento è equivalente a 13 ml di birra o 6 ml di vino.
Una dose di 0,5 e 8 fiale di questo medicamento (dose singola massima in funzione della fascia d’età e di peso) somministrata rispettivamente a un bambino di 5 mesi con peso corporeo di 5 kg e a un adulto con peso corporeo di 70 kg comporterebbe, rispettivamente, un’esposizione di 60 mg e 57 mg di etanolo/kg di peso corporeo, che può causare un aumento della concentrazione di alcol nel sangue (BAC) di circa 10 mg / 9,5 mg per 100 ml. Per confronto, per un adulto che beve un bicchiere di vino o 500 ml di birra, il BAC è probabile che sia di circa 50 mg/100 ml.
La co-somministrazione con medicamenti contenenti per es. glicole propilenico o etanolo può portare all’accumulo di etanolo e indurre effetti avversi, in particolare nei bambini piccoli con attività metabolica bassa o immatura.
Questo medicamento contiene 2,05 g di glicole propilenico per fiala equivalente a 0,41 g/ml.
La co-somministrazione con qualsiasi substrato dell’alcol deidrogenasi come etanolo può indurre effetti avversi nei bambini con meno di 5 anni di età.
Sebbene glicole propilenico non ha mostrato effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo in animali o umani, può raggiungere il feto ed è stato ritrovato nel latte materno. Come conseguenza, la somministrazione di glicole propilenico a pazienti in gravidanza o in allattamento deve essere considerata caso per caso.
Il monitoraggio clinico è richiesto per i pazienti con insufficienza epatica o renale a causa di vari eventi avversi attribuiti a glicole propilenico come disfunzione renale (necrosi tubulare acuta), danno renale acuto e disfunzione epatica.
Diversi eventi avversi come iperosmolalità, acidosi lattica, disfunzione renale (necrosi tubulare acuta), danno renale acuto, cardiotossicità (aritmia, ipotensione), disturbi del sistema nervoso centrale (depressione, coma, convulsioni), depressione respiratoria, dispnea, disfunzione epatica, reazione emolitica (emolisi intravascolare) e emoglobinuria; o disfunzione multi-organo sono stati riportati con alte dosi o uso prolungato di glicole propilenico. Quindi, dosi superiori a 500 mg/kg/giorno possono essere somministrate nei bambini con più di 5 anni di età ma dovranno essere considerate caso per caso.
Gli eventi avversi solitamente sono reversibili a seguito dell’interruzione dell’assunzione di glicole propilenico e in casi più severi a seguito di emodialisi. Il monitoraggio clinico è richiesto.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Il trimetoprim è un inibitore del trasportatore dei cationi organici 2 (Organic Cation Transporter 2, OCT2) e un debole inibitore del CYP2C8. Il sulfametossazolo è un debole inibitore del CYP2C9.
Possono comparire aumenti dei livelli ematici di digossina in caso di terapia concomitante con cotrimossazolo, specialmente nei pazienti anziani.
Quando somministrato alle dosi abituali, il cotrimossazolo ha prolungato l’emivita della fenitoina del 39% e ha ridotto la clearance della fenitoina del 27%. La somministrazione concomitante di Bactrim e fenitoina non è raccomandata. Se la somministrazione concomitante è assolutamente necessaria, i pazienti trattati con fenitoina devono essere monitorati per la comparsa di segni di tossicità da fenitoina e devono essere controllate le concentrazioni sieriche di fenitoina.
I pazienti trattati con derivati delle sulfaniluree (tra cui glibenclamide, gliclazide, glipizide, clorpropamide e tolbutamide) o con repaglinide, rosiglitazone o pioglitazone devono essere monitorati regolarmente per il rischio di ipoglicemia.
I sulfamidici, tra cui sulfametossazolo, possono spiazzare il metotressato dai siti di legame alle proteine plasmatiche e interferire con il suo trasporto renale, aumentando così potenzialmente la concentrazione della frazione libera di metotressato e rafforzandone l’azione e gli effetti collaterali ematologici. La somministrazione concomitante di Bactrim e metotressato non è raccomandata.
Il cotrimossazolo può rendere necessario un aggiustamento della dose richiesta di ipoglicemizzanti orali.
Come altri antibiotici, Bactrim può ridurre l'efficacia dei contraccettivi orali. Si deve quindi consigliare alle pazienti di adottare ulteriori misure contraccettive durante il trattamento con Bactrim.
Interazioni osservate
In pazienti anziani che hanno ricevuto contemporaneamente alcuni diuretici (soprattutto tiazidici), si è osservata una maggiore incidenza di trombocitopenia con porpora. Pertanto, i livelli piastrinici devono essere monitorati regolarmente nei pazienti trattati con diuretici.
L’esposizione sistemica a medicamenti metabolizzati principalmente dal CYP2C9 può aumentare quando co-somministrati con cotrimossazolo. Gli esempi includono cumarine (warfarin, acenocumarolo, fenprocumone), fenitoina e derivati delle sulfaniluree (glibenclamide, gliclazide, glipizide, clorpropamide e tolbutamide).
La coagulazione deve essere monitorata in pazienti che ricevono cumarine.
In pazienti trattati con cotrimossazolo e ciclosporina dopo trapianto renale, si è osservato un peggioramento reversibile della funzione renale.
Sono stati segnalati casi di pancitopenia in pazienti che hanno ricevuto trimetoprim in associazione con metotressato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Trimetoprim ha una bassa affinità per la diidrofolato-reduttasi umana, ma può aumentare gli effetti collaterali del metotressato, soprattutto in presenza di fattori di rischio come l’età avanzata, ipoalbuminemia, riduzione della funzionalità renale, diminuita riserva di midollo osseo, e nei pazienti trattati con alte dosi di metotressato. I pazienti a rischio devono essere trattati con acido folico o calcio folinato per contrastare gli effetti del metotressato sull’ematopoiesi (rescue).
Segnalazioni isolate suggeriscono che i pazienti trattati con preparati a base di pirimetamina per la profilassi della malaria in dosi superiori a 25 mg di pirimetamina alla settimana possono sviluppare anemia megaloblastica in caso di somministrazione concomitante di cotrimossazolo.
A causa degli effetti risparmiatori di potassio di cotrimossazolo, si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come ad esempio gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, inibitori del recettore dell’angiotensina, diuretici risparmiatori di potassio e prednisolone.
Si consiglia di effettuare controlli frequenti del potassio sierico, soprattutto nei pazienti con disturbi sottostanti del potassio, insufficienza renale o nei pazienti che ricevono alte dosi di cotrimossazolo.
L’esposizione sistemica a principi attivi trasportati da OCT2 può aumentare quando co-somministrati con cotrimossazolo. Gli esempi includono dofetilide, amantadina, memantina e lamivudina.
Il cotrimossazolo non deve essere somministrato in associazione con dofetilide (cfr. «Controindicazioni»). Vi sono evidenze che trimetoprim inibisce l’eliminazione renale di dofetilide. Trimetoprim 160 mg in combinazione con sulfametossazolo 800 mg somministrato due volte al giorno contemporaneamente a dofetilide 500 µg due volte al giorno, per quattro giorni, hanno determinato un aumento dell’area sotto la curva concentrazione-tempo (AUC) per dofetilide del 103% e un aumento del 93% nella concentrazione plasmatica massima (Cmax). La dofetilide può determinare aritmie ventricolari serie associate a un prolungamento dell’intervallo QT, tra cui torsione di punta, che sono direttamente correlate alla concentrazione plasmatica di dofetilide.
I pazienti trattati con amantadina o memantina possono essere ad aumentato rischio di eventi avversi neurologici come delirio o mioclono. È stato segnalato delirio tossico dopo l'assunzione concomitante di Bactrim e amantadina.
L’esposizione sistemica a principi attivi metabolizzati principalmente dal CYP2C8 può aumentare quando co-somministrati con cotrimossazolo. Gli esempi includono paclitaxel, amiodarone, dapsone, repaglinide, rosiglitazone e pioglitazone.
Paclitaxel e amiodarone hanno un basso indice terapeutico, pertanto l’uso associato a TM-SMZ non è raccomandato.
Sia il dapsone sia il cotrimossazolo possono causare metaemoglobinuria. I pazienti che ricevono sia dapsone che cotrimossazolo devono essere monitorati per il rischio di metaemoglobinuria. Se possibile, prendere in considerazione delle terapie alternative.
Interazioni farmacodinamiche
Quando l’associazione TM-SMZ viene somministrata in concomitanza con altri mielosoppressivi noti o associati a danno renale, come analoghi nucleosidici, tacrolimus, azatioprina o mercaptopurina, il tasso di incidenza e la gravità delle reazioni avverse mielotossiche e nefrotossiche possono essere aumentati. I pazienti che ricevono TM-SMZ in concomitanza con tali medicamenti devono essere monitorati per tossicità ematologica e/o renale. Per i pazienti che ricevono azatioprina o mercaptopurina devono essere prese in considerazione alternative al cotrimossazolo.
Va evitata la co-somministrazione con clozapina, un principio attivo con notevole potenziale di induzione di agranulocitosi.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Bactrim non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne che stanno programmando una gravidanza, tranne nel caso in cui i benefici superino nettamente i rischi per la paziente, poiché TM e SMZ attraversano la barriera placentare, interferiscono con il metabolismo dell’acido folico nel feto, con conseguente rischio potenziale per il feto, e gli studi clinici hanno dimostrato un aumento del rischio di aborto spontaneo.
Prima di iniziare la terapia con Bactrim, le donne in età fertile che stanno programmando una gravidanza devono essere sottoposte a test per escludere la gravidanza.
Nella carenza congenita di G6PD, è possibile un’emolisi neonatale.
Primo trimestre
Due ampi studi osservazionali hanno messo in evidenza un aumento del rischio di aborto spontaneo di 2 - 3,5 volte nelle donne trattate con TM da solo e in combinazione con SMZ nel primo trimestre, rispetto a nessuna esposizione ad antibiotici o all’esposizione a penicilline.
Il rischio di malformazioni congenite associato al trattamento con cotrimossazolo nelle prime fasi della gravidanza non è stato dimostrato in modo definitivo. Nelle sperimentazioni su animali, dosi molto elevate di cotrimossazolo hanno prodotto malformazioni tipiche dell’antagonismo all’acido folico. Negli studi condotti negli animali è stato dimostrato che dosi molto elevate di cotrimossazolo causano malformazioni fetali tipiche dell’antagonismo all’acido folico (cfr. «Dati preclinici»). Tuttavia, due studi suggeriscono la possibilità di lesioni specifiche del tubo neurale e del cuore quando gli antagonisti dell'acido folico, tra cui TM-SMZ, vengono somministrati nei tre mesi successivi all'ultimo ciclo mestruale. Si presume che la causa sia un'interferenza con i folati. Questi risultati non sono ancora confermati e da soli non sono sufficienti a consigliare l'interruzione di gravidanza. Se la combinazione trimetoprim-sulfametossazolo viene comunque utilizzata all'inizio della gravidanza, si può raccomandare un'integrazione con acido folico per tutta la durata del trattamento, ma la sua efficacia nel prevenire queste anomalie non è stata finora dimostrata. Se il trattamento con Bactrim è necessario in una donna in stato di gravidanza o che sta programmando una gravidanza e per la quale non esiste un trattamento alternativo a Bactrim, si raccomanda di aggiungere 5 mg di acido folico al giorno.
Terzo trimestre
Bactrim è controindicato nell'ultimo trimestre, perché può aumentare il rischio di kernittero nel neonato (cfr. «Controindicazioni» e «Farmacocinetica, Distribuzione»).
Allattamento
Sia TM che SMZ passano nel latte materno. Anche se le quantità assunte dal lattante sono minime, i possibili rischi per il bambino (kernittero, ipersensibilità) devono essere attentamente valutati rispetto al beneficio atteso per la madre (cfr. «Controindicazioni» e «Farmacocinetica, Distribuzione»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Bactrim non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Tuttavia, può causare effetti indesiderati (cfr. «Effetti indesiderati») che possono compromettere, talvolta seriamente, questa capacità.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati includono principalmente reazioni cutanee e lievi disturbi gastrointestinali, che sono comparsi in circa il 5% dei casi.
Sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati (per frequenza e classi di organi secondo la classificazione MedDRA):
«molto comune» (≥ 1/10), «comune» (≥ 1/100, < 1/10), «non comune» (≥ 1/1000, < 1/100), «raro» (≥ 1/10’000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10’000), «non nota» (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Non comune: infezioni fungine quali candidosi.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: leucopenia, granulocitopenia, trombocitopenia, anemia (megaloblastica, immunoemolitica, aplastica).
Molto raro: agranulocitosi, metaemoglobinemia, pancitopenia.
La maggior parte delle alterazioni ematologiche osservate è stata di lieve entità, asintomatica e reversibile dopo interruzione della terapia.
Patologie congenite e gravidanza, puerperio e condizioni perinatali
Non nota: aborto spontaneo.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni allergiche quali febbre, edema angioneurotico, reazioni anafilattoidi e malattia da siero.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipoglicemia in pazienti non diabetici, solitamente dopo pochi giorni di terapia. I pazienti con funzionalità renale compromessa, malattie epatiche o malnutrizione, o i pazienti in trattamento con alte dosi di TM-SMZ, sono particolarmente a rischio.
Disturbi psichiatrici
Raro: allucinazioni, delirio e psicosi, soprattutto nei pazienti anziani.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: convulsioni.
Raro: neuropatia (inclusa neurite periferica e parestesia).
Molto raro: meningite asettica o sintomi simili alla meningite, atassia.
Non nota: vasculite cerebrale.
Patologie dell’occhio
Molto raro: uveite.
Non nota: vasculite retinica.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Molto raro: vertigini, tinnito.
Patologie cardiache
Molto raro: miocardite allergica, prolungamento dell'intervallo QT, torsione di punta.
Patologie vascolari
Molto raro: porpora, porpora di Henoch-Schönlein.
Non nota: vasculite, vasculite necrotizzante, granulomatosi con poliangite, poliarterite nodosa.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: reazioni polmonari allergiche (infiltrati polmonari, polmonite interstiziale ed eosinofila, insufficienza respiratoria). Queste reazioni compaiono più frequentemente nei pazienti affetti da AIDS. Gli infiltrati polmonari segnalati in associazione alle alveoliti eosinofile o allergiche possono manifestarsi con sintomi quali tosse o dispnea.
Non nota: vasculite polmonare.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, vomito.
Non comune: diarrea, enterocolite pseudomembranosa.
Raro: stomatite, glossite.
Non nota: pancreatite acuta.
Patologie epatobiliari
Comune: transaminasi elevate.
Non comune: bilirubina elevata, epatite.
Raro: colestasi.
Molto raro: necrosi epatica.
Non nota: sindrome del dotto biliare evanescente.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione fissa da medicamenti, dermatite esfoliativa, eruzione maculopapulare, eruzione morbilliforme, eritema, prurito, eruzioni cutanee.
Tali effetti collaterali sono generalmente di lieve entità e reversibili subito dopo la sospensione del preparato.
Non comune: orticaria.
Non nota: dermatosi neutrofila febbrile acuta (sindrome di Sweet).
Analogamente a molti altri medicamenti che contengono sulfamidici:
Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), fotosensibilità, pustolosi esantematosa generalizzata acuta.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto raro: rabdomiolisi.
Non nota: artralgia, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Comune: azoto ureico nel sangue (BUN) elevato, creatinina sierica elevata.
Non comune: disturbi della funzionalità renale (fino all’insufficienza renale).
Raro: cristalluria.
Molto raro: nefrite interstiziale, diuresi aumentata, particolarmente in pazienti con edema di natura cardiaca.
Non nota: urolitiasi.
Sono stati segnalati casi di urolitiasi in pazienti trattati con co-trimossazolo.
Sono stati descritti calcoli renali dovuti all’aggregazione di cristalli di N-acetil-sulfametossazolo (al 100% o in parte). È stata definita un’associazione causale specifica per l’urolitiasi da metaboliti di Bactrim (al 100% o in parte) in presenza di determinati fattori di rischio nei pazienti, come la cristalluria o la riduzione del flusso urinario.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Raro: le infusioni e.v. di Bactrim possono causare effetti collaterali locali sotto forma di dolore venoso lieve o moderato e flebite.
Esami diagnostici
Molto comune: iperkaliemia, iponatriemia.
Alte dosi di TM, come quelle utilizzate nei pazienti affetti da polmonite da Pneumocystis jirovecii, inducono un aumento progressivo ma reversibile delle concentrazioni sieriche di potassio in un numero notevole di pazienti. Anche alle dosi raccomandate, TM può causare molto spesso (fino a oltre il 60% dei pazienti) iperkaliemia se somministrato a pazienti con alterazioni del metabolismo del potassio o insufficienza renale, o in trattamento con medicamenti che inducono iperkaliemia.
Effetti indesiderati nei pazienti affetti da HIV
I pazienti affetti da HIV che soffrono di malattie concomitanti frequenti e trattate farmacologicamente di solito ricevono una terapia a lungo termine per la polmonite da Pneumocystis jirovecii sotto forma di dosi elevate di Bactrim. Questi pazienti sono pressoché simili alla popolazione generale HIV negativa in termini di spettro di effetti collaterali che possono comparire, ad eccezione di pochi effetti collaterali aggiuntivi. Tuttavia, alcuni effetti collaterali compaiono con una maggiore frequenza (circa il 65%) e sono spesso più pronunciati, per cui il trattamento con Bactrim deve essere interrotto o sospeso nel 20-25% dei pazienti.
In particolare, i seguenti effetti collaterali sono stati osservati con maggiore frequenza o in misura aggiuntiva:
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: principalmente neutropenia, ma anche anemia, leucopenia, granulocitopenia e trombocitopenia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: ipoglicemia.
Disturbi psichiatrici
Molto raro: psicosi acuta.
Patologie del sistema nervoso
Molto raro: tremore a riposo simile al Parkinson, talvolta associato ad apatia, clono del piede e andatura ad arti divaricati.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: inappetenza, nausea, vomito, diarrea.
Molto raro: pancreatite.
Patologie epatobiliari
Molto comune: transaminasi elevate, ittero colestatico.
Molto raro: epatite talvolta grave.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: eruzione maculopapulare, che con il tempo provoca prurito ed è reversibile subito dopo l’interruzione del preparato, solitamente accompagnata da prurito.
Raro: fotosensibilità.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto raro: artralgia, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non comune: azotemia, cristalluria.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: febbre, solitamente in associazione ad eruzioni cutanee.
Esami diagnostici
Molto comune: iperkaliemia.
Alte dosi di TM, come quelle utilizzate nei pazienti affetti da polmonite da Pneumocystis jirovecii, inducono un aumento progressivo ma reversibile delle concentrazioni sieriche di potassio in un numero notevole di pazienti. Anche alle dosi raccomandate, TM può causare molto spesso (fino a oltre il 60% dei pazienti) iperkaliemia se somministrato a pazienti con alterazioni del metabolismo del potassio o insufficienza renale, o in trattamento con medicamenti che inducono iperkaliemia.
Non comune: iponatriemia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Sovradosaggio
Segni e sintomi
I sintomi di sovradosaggio acuto possono includere: nausea, vomito, cefalea, capogiro, stordimento, disturbi mentali e visivi. Nei casi gravi possono comparire cristalluria, ematuria e anuria.
In caso di sovradosaggio cronico: depressione midollare, che si manifesta come trombocitopenia, leucopenia o altre discrasie ematiche da carenza di folati.
Trattamento
A seconda dei sintomi, sarà necessario prendere in considerazione le seguenti misure: interruzione dell'infusione, accelerazione dell'eliminazione renale per diuresi forzata (l'alcalinizzazione delle urine accelera l'eliminazione di SMZ), emodialisi (nota: la dialisi peritoneale non è efficace), monitoraggio dell'emocromo e degli elettroliti. In caso di discrasia ematica significativa o di ittero, queste complicazioni richiedono un trattamento specifico. Come antidoto per contrastare l'effetto di TM sull'emopoiesi, si possono somministrare per via i.m. 3-6 mg di calcio folinato per 5-7 giorni.
Proprietà/effetti
Codice ATC
J01EE01
Meccanismo d’azione
I due principi attivi di Bactrim svolgono un'attività sinergica basata sul blocco di due enzimi che catalizzano reazioni consecutive nella biosintesi dell'acido folico nel microrganismo. In virtù di questo meccanismo d'azione, l'effetto battericida del cotrimossazolo è presente in vitro già a concentrazioni che sono generalmente solo batteriostatiche per ciascuno dei principi attivi somministrati separatamente. Inoltre, il cotrimossazolo è spesso efficace contro i microrganismi resistenti a uno dei due componenti. Grazie alla sua doppia azione, il rischio di sviluppare un’ampia resistenza al cotrimossazolo è ridotto al minimo.
L’effetto antibatterico del cotrimossazolo in vitro copre agenti patogeni gram-positivi e gram-negativi e comprende i seguenti microrganismi, anche se la sensibilità può dipendere dalla zona geografica:
Microrganismi generalmente sensibili (MIC ˂ 80 mg/l)*
Cocchi: Branhamella catarrhalis.
Bacilli gram-negativi: Haemophilus parainfluenzae, Klebsiella oxytoca, altre Klebsiella spp., Enterobacter aerogenes, Hafnia alvei, Serratia marcescens, Serratia liquefaciens, altre Serratia spp., Yersinia enterocolitica, altre Yersinia spp., Vibrio cholerae.
Vari bacilli gram-negativi: Edwardsiella tarda, Alcaligenes faecalis, Burkholderia (Pseudomonas) pseudomallei.
Sulla base dell’attuale esperienza clinica, anche i seguenti microrganismi devono essere considerati come sensibili: Brucella, Listeria monocytogenes, Nocardia asteroides, Pneumocystis jirovecii, Cyclospora cayetanensis.
Microrganismi parzialmente sensibili (MIC = 80 - 160 mg/l)*
Cocchi: Staphylococcus aureus (meticillino-sensibili e meticillino-resistenti), Staphylococcus spp. (coagulasi-negativi), Streptococcus pneumoniae (penicillino-sensibili, penicillino-resistenti).
Bacilli gram-negativi: Haemophilus influenzae (β-lattamasi positivi e β-lattamasi negativi), Haemophilus ducreyi, E. coli, Klebsiella pneumonia, Proteus mirabilis, Proteus vulgaris, Morganella morganii, Shigella spp., Enterobacter cloacae, Providencia rettgeri, altre Providencia spp., Salmonella typhi, Salmonella enteritidis, Stenotrophomonas maltophilia (ex Xanthomonas maltophilia), Citrobacter freundii, altre Citrobacter spp.
Vari bacilli gram-negativi: Acinetobacter lwoffi, Acinetobacter anitratus (principalmente A. baumanii), Aeromonas hydrophila.
Microrganismi resistenti (MIC > 160 mg/l)*
Burkholderia (Pseudomonas) cepacia, Pseudomonas aeruginosa, Mycoplasma spp., Mycobacterium tuberculosis, Treponema pallidum, Neisseria gonorrhoeae, Bacteroides, altri microrganismi strettamente anaerobi.
*SMZ equivalenti
La prevalenza locale di resistenza al cotrimossazolo tra i batteri rilevanti per l’infezione trattata deve essere conosciuta quando Bactrim viene somministrato su base empirica.
Nelle infezioni causate da agenti patogeni moderatamente sensibili, si raccomanda di effettuare un test della sensibilità, per escludere un'eventuale resistenza.
La sensibilità al cotrimossazolo può essere determinata mediante test di disco-diffusione o di diluizione, raccomandati dal Comitato Europeo sui Test della Sensibilità Antibatterica (EUCAST). I criteri di sensibilità raccomandati dall’EUCAST sono elencati di seguito:
|
| Test di disco-diffusionea, diametro di inibizione (mm) | Test di diluizioneb, MIC (mg/ml) | |
|
|
| TM | SMZ |
Enterobatteriacee | Sensibile | ³ 14 | £ 2 | £ 38 |
Resistente | < 11 | > 4 | > 76 | |
Acinetobacter spp. | Sensibile | ³ 14 | £ 2 | £ 38 |
Resistente | < 11 | > 4 | > 76 | |
Stenotrophomonas maltophiliac | Sensibile | ³ 16 | £ 4 | £ 76 |
Resistente | < 16 | > 4 | > 76 | |
Staphylococcus spp. | Sensibile | ³ 17 | £ 2 | £ 38 |
Resistente | < 14 | > 4 | > 76 | |
Enterococcus spp.d | Sensibile | ³ 50 | £ 0,03 | £ 0,57 |
Resistente | < 21 | > 1 | > 19 | |
Streptococcus pneumoniae | Sensibile | ³ 18 | £ 1 | £ 19 |
Resistente | < 15 | > 2 | > 38 | |
Streptococcus gruppi A, B, C e G | Sensibile | ≥ 18 | ≤ 1 | ≤ 19 |
Resistente | < 15 | > 2 | > 38 | |
Haemophilus influenzae e Haemophilus parainfluenzae | Sensibile | ³ 23 | £ 0,5 | £ 9,5 |
Resistente | < 20 | > 1 | > 19 | |
Listeria monocytogenes | Sensibile | ≥ 29 | ≤ 0,06 | ≤ 1,14 |
Resistente | < 29 | > 0,06 | > 1,14 | |
Pasteurella multocida | Sensibile | ≥ 23 | ≤ 0,25 | ≤ 4,75 |
Resistente | < 23 | > 0,25 | > 4,75 | |
Moraxella catarrhalis | Sensibile | ≥ 18 | ≤ 0,5 | ≤ 9,5 |
Resistente | < 15 | > 1 | > 19 | |
a Disco: 1,25 mg TM e 23,75 mg SMZ.
b TM e SMZ in un rapporto di 1:19.
c I breakpoint sono basati sulla terapia ad alte dosi, ≥ 240 mg di trimetoprim e 1,2 g di sulfametossazolo somministrati insieme due volte al giorno.
d L’attività di TM e TM-SMZ è incerta contro gli enterococchi, pertanto la popolazione wild type è classificata come intermedia.
Non sono disponibili breakpoint EUCAST per le seguenti specie; i breakpoint CLSI (diffusione [mm]; e diluizione [µg/ml]) sono indicati tra parentesi:
-Burkholderia cepacia (S, ≥ 16; I, 11 - 15; R, ≤ 10; e S, ≤ 2/≤ 38; I, non disponibile; R, ≥ 4/≥ 76)
-‘Altre non enterobatteriacee’, ossia Pseudomonas spp. e altri bacilli gram-negativi non esigenti, non fermentanti il glucosio ma senza P. aeruginosa, Acinetobacter spp., Burkholderia cepacia, e S. maltophilia (diffusione, non disponibile; e S, ≤ 2/≤ 38; I, non disponibile; R, ≥ 4/≥ 76)
-Neisseria meningitidis (S, ≥ 30; I, 26 - 29; R, ≤ 25; e S, ≤ 0,12/≤ 2,4; I, 0,25/4,75; R, ≥ 0,5/≥ 9,5)
Sviluppo di resistenza/resistenza crociata
Durante il trattamento si sviluppa raramente una resistenza al cotrimossazolo. Esiste una resistenza crociata tra tutti i sulfamidici; l’acquisizione della resistenza al cotrimossazolo non comporta resistenza crociata agli antibiotici chimicamente non correlati.
Sinergia/antagonismo
Esiste una marcata sinergia tra sulfametossazolo e trimetoprim. Questa sinergia di solito persiste anche in presenza di resistenza a uno dei due principi attivi.
Efficacia clinica
L'efficacia clinica di Bactrim per le più comuni indicazioni approvate (cfr. «Indicazioni/possibilità d’impiego») è stata dimostrata in numerosi studi clinici.
Farmacocinetica
TM e SMZ sono in gran parte identici per quanto riguarda le loro proprietà farmacocinetiche clinicamente rilevanti.
Assorbimento
Dopo infusione endovenosa di 160 mg di TM e 800 mg di SMZ (2 fiale di Bactrim) della durata di un’ora, le concentrazioni plasmatiche massime sono in media di circa 2 – 4 mg/l per TM e di circa 45-60 mg/l per SMZ. All’equilibrio, in seguito a somministrazione ripetuta ogni 12 ore, i valori corrispondenti sono di circa il doppio. In un intervallo di dosaggio di 12 ore, le concentrazioni di TM e SMZ diminuiscono ad un livello corrispondente alla metà delle concentrazioni di picco, a condizione che la funzionalità renale ed epatica sia normale.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di circa 1,6 l/kg per TM e di circa 0,2 l/kg per SMZ, mentre il legame alle proteine plasmatiche raggiunge il 37% per TM e il 62% per SMZ.
Come hanno dimostrato le sperimentazioni sugli animali e le determinazioni effettuate nell’uomo, il cotrimossazolo presenta una buona diffusione tissutale. Grandi quantità di TM e in misura minore di SMZ passano dal flusso sanguigno nei fluidi interstiziali e altri fluidi corporei extravascolari. Le concentrazioni di TM e SMZ possono essere elevate nel tessuto infiammatorio.
TM e SMZ sono stati rilevati nella placenta fetale, nel sangue del cordone ombelicale, nel liquido amniotico e nei tessuti fetali (fegato, polmone), il che indica il passaggio attraverso la placenta di entrambe le sostanze. In generale, le concentrazioni fetali di TM sono simili a quelle riscontrate nel sangue materno mentre quelle di SMZ sono inferiori (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
Entrambe le sostanze sono escrete nel latte materno. Le concentrazioni nel latte materno sono simili (TM) o inferiori (SMZ) a quelle rilevate nel plasma materno (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
Metabolismo
Circa il 30% di una dose di TM viene metabolizzata. Sulla base dei risultati di uno studio in vitro con microsomi epatici umani, non si può escludere il coinvolgimento di CYP3A4, CYP1A2 e CYP2C9 nel metabolismo ossidativo di TM.
I principali metaboliti di TM sono 1 e 3-ossidi e 3’ e 4’-idrossi derivati; alcuni metaboliti sono attivi.
Circa l’80% di una dose di SMZ viene metabolizzata nel fegato, principalmente nel suo derivato N4 acetile (circa il 40% della dose somministrata) e, in misura minore, per glucuronidazione. Anche il SMZ subisce un metabolismo ossidativo. Il primo passo della via ossidativa, che porta alla formazione del derivato idrossilaminico, è catalizzato dal CYP2C9; i metaboliti sono inattivi.
Eliminazione
In presenza di una funzionalità renale normale, le emivite dei due componenti sono molto simili (una media di 10 ore per TM e di 11 ore per SMZ).
La clearance totale è pari a circa 100 ml/min per TM e a circa 20 ml/min per SMZ.
Nei bambini, l'emivita di eliminazione di TM è circa la metà rispetto a quella degli adulti, mentre l'emivita di eliminazione del SMZ non differisce significativamente.
Entrambe le sostanze e i loro metaboliti sono eliminate prevalentemente per via renale, sia tramite filtrazione glomerulare che secrezione tubulare. La concentrazione di TM nelle urine è circa 100 volte superiore a quella nel plasma, mentre la concentrazione di SMZ è di circa cinque volte superiore.
Circa i 2/3 della dose di TM somministrata vengono escreti immodificati nelle urine. A seconda del pH dell'urina, la frazione di dose di sulfametossazolo eliminata nelle urine in forma immodificata è compresa tra il 10 e il 30%.
La clearance plasmatica totale di TM è pari a 1,9 ml/min/kg, quella di SMZ a 0,32 ml/min/kg.
La clearance renale è di 20-80 ml/min per trimetoprim e 1-5 ml/min per sulfametossazolo.
Una piccola frazione di ciascuna sostanza viene eliminata con le feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
La farmacocinetica di una singola dose orale di TM-SMZ è stata studiata in pazienti con compromissione della funzionalità epatica moderata (n = 4) o grave (n = 7) e confrontata con quella di soggetti sani (n = 13). Non si sono riscontrate differenze significative nella farmacocinetica di TM o SMZ tra pazienti con compromissione della funzionalità epatica e soggetti sani, ad eccezione di un prolungamento dell'emivita di eliminazione di TM di massimo due volte il valore normale in due pazienti con grave danno epatico.
Sebbene la cinetica, in particolare quella di TM, non sia modificata in modo significativo nei pazienti con insufficienza epatica, è richiesta prudenza quando Bactrim viene somministrato a dosi elevate a pazienti con insufficienza epatica grave. Nell’emodialisi, è necessario determinare i livelli ematici e aggiustare il dosaggio.
Disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, l'emivita di eliminazione dei due principi attivi è prolungata e il dosaggio deve essere aggiustato di conseguenza.
La dialisi peritoneale ambulatoriale continua o intermittente non contribuisce in modo significativo all’eliminazione di cotrimossazolo. TM e SMZ vengono rimossi in misura non trascurabile durante l’emodialisi e l’emofiltrazione. Si suggerisce pertanto di aumentare del 50% la dose di cotrimossazolo dopo ogni seduta di emodialisi. Nei bambini con insufficienza renale (CLcr < 30 ml/min), la clearance di TM è ridotta e la sua emivita di eliminazione prolungata. La dose di TM-SMZ nei pazienti pediatrici con funzionalità renale compromessa deve basarsi sui valori di funzionalità renale (cfr. «Posologia/impiego, Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).
Bambini e adolescenti
I risultati di vari studi clinici di farmacocinetica condotti nella popolazione pediatrica con funzione renale normale hanno confermato che la farmacocinetica di entrambi i componenti di Bactrim, TM e SMZ, dipende dall'età in questo gruppo di pazienti. L’eliminazione di TM-SMZ è ridotta nei neonati durante i primi due mesi di vita; successivamente, sia TM che SMZ presentano un’eliminazione superiore con una clearance corporea aumentata e una più breve emivita di eliminazione. Le differenze sono maggiormente significative nei lattanti (> 1,7 mesi fino a 24 mesi) e diminuiscono con l’aumentare dell’età rispetto ai bambini piccoli (1 anno fino a 3,6 anni), ai bambini (7,5 anni e <10 anni) e agli adulti (cfr. «Posologia/impiego, Posologia abituale nei bambini fino a 12 anni; Istruzioni posologiche speciali»).
Pazienti anziani
A causa dell'importanza della clearance renale nel processo di eliminazione del TM e del fatto che la clearance della creatinina diminuisce fisiologicamente con l’aumentare dell’età, nell’anziano può comparire una diminuzione della clearance renale e della clearance corporea totale di TM. La farmacocinetica di SMZ dovrebbe essere influenzata in maniera minore dall’avanzare dell’età, poiché la clearance renale di SMZ corrisponde solo al 20% della sua clearance totale.
Il dosaggio deve essere aggiustato di conseguenza.
Pazienti con fibrosi cistica
La clearance renale di TM e la clearance metabolica di SMZ sono aumentate nei pazienti con fibrosi cistica. Di conseguenza, la clearance plasmatica totale è aumentata e l’emivita di eliminazione è diminuita per entrambi i principi attivi.
Dati preclinici
TM inibisce l'acido folico reduttasi anche nelle cellule dei mammiferi; tuttavia, a concentrazioni di diversi ordini di grandezza superiori a quelle necessarie per ottenere lo stesso risultato nei batteri. Nel ratto, diversi studi hanno dimostrato che una combinazione di TM e sulfamidici ad alte dosi provoca malformazioni ed embrioletalità. In queste condizioni sperimentali, è presente evidentemente un effetto antagonista all'acido folico. Tuttavia, le dosi utilizzate erano da 10 a 100 volte superiori alle dosi terapeutiche somministrate nell'uomo. In vitro, TM ha un effetto mutageno.
Nel ratto, SMZ causa carcinomi tiroidei. Questo risultato sembra essere specie-specifico e probabilmente non ha alcun significato clinico nell'uomo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento può essere miscelato soltanto con i medicamenti riportati in «Indicazioni per la manipolazione».
Non aggiungere alcun altro prodotto all'infusione di Bactrim, in particolare non vanno aggiunti i prodotti che abbassano il pH al di sotto di 8, poiché altrimenti potrebbero formarsi dei precipitati.
Il levulosio al 5%, la soluzione di Hartmann e la soluzione di bicarbonato di sodio all’1,4% non devono essere utilizzati per diluire il contenuto delle fiale di Bactrim.
Influenza su metodi diagnostici
Il cotrimossazolo, in particolare il componente TM, può interferire con il dosaggio del metotressato sierico utilizzando la tecnica del legame competitivo alle proteine quando la diidrofolato reduttasi batterica è usata come proteina legante. Nessuna interazione si verifica, tuttavia, se il metotressato viene misurato mediante test radioimmunologico.
La presenza di TM e SMZ può anche interferire con il metodo di Jaffé (reazione al picrato alcalino per la determinazione della creatinina), determinando una sovrastima di circa il 10% di valori normali.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Utilizzare le fiale subito dopo l'apertura.
La soluzione per infusione di Bactrim pronta all’uso deve essere somministrata entro sei ore dalla preparazione.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a 15-30 °C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Preparazione di Bactrim soluzione per infusione
Bactrim deve essere miscelato solo con le seguenti soluzioni per infusione: glucosio 5% e 10%, xilitolo 10%, soluzione di Ringer, destrano 6% in glucosio, sodio cloruro 0,9%, sodio cloruro 0,45% + glucosio 2,5%.
Occorre rispettare il seguente schema minimo di diluizione, che prevede 1 ml di soluzione di Bactrim per 25-30 ml di soluzione per infusione:
1 fiala di Bactrim (5 ml) per 125 ml di soluzione per infusione,
2 fiale di Bactrim (10 ml) per 250 ml di soluzione per infusione,
3 fiale d Bactrim (15 ml) per 500 ml di soluzione per infusione.
Tali miscele di Bactrim devono essere preparate immediatamente prima dell’uso. Dopo aver aggiunto Bactrim alla soluzione per infusione, accertarsi che la miscela sia ben omogenea agitando o capovolgendo la fiala. Se la soluzione diventa torbida o se si formano cristalli prima o durante l’infusione, la soluzione dovrà essere sostituita con una miscela preparata a fresco.
La soluzione per infusione di Bactrim pronta all’uso deve essere somministrata entro sei ore dalla preparazione.
Utilizzare le fiale subito dopo l'apertura.
La soluzione per infusione di Bactrim pronta all’uso non deve essere somministrata in combinazione con altri medicamenti o con altre soluzioni per infusione.
Durata della somministrazione
Affinché le concentrazioni plasmatiche del medicamento risultino efficaci, occorre che la durata dell’infusione, determinata in funzione della quantità di liquido da infondere, non superi un’ora e mezza. La durata normale è solitamente di 30-60 minuti.
Schema di diluizione per pazienti con restrizioni di liquidi
Nei casi in cui si desideri una restrizione di liquidi, 5 ml di Bactrim (= 1 fiala di concentrato per soluzione per infusione) possono essere miscelati con 75 ml di soluzione di glucosio al 5%, di sodio cloruro allo 0,9% o di soluzione di Ringer. Queste soluzioni devono essere preparate immediatamente prima dell'uso e somministrate entro un massimo di 2 ore a temperatura ambiente (15-25 °C) e alla luce diffusa del giorno.
Numero dell'omologazione
37887 (Swissmedic).
Confezioni
Fiale con 5 ml di concentrato per soluzione per infusione: 10 fiale*. (A)
Titolare dell’omologazione
Eumedica Pharmaceuticals AG, Basilea, Svizzera.
Stato dell’informazione
Marzo 2023