Florinef®
Viatris Pharma GmbH
Composizione
Principi attivi
Fludrocortisoni acetas.
Sostanze ausiliarie
Lactosum 58,92 mg, calcii hydrogenophosphas dihydricus, maydis amylum, talcum, lactosum monohydricum 0,7 mg, magnesii stearas, natrii benzoas (E211) 0,01 mg (corresp. a 0,0016 mg di sodio) pro compresso.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse da 0,1 mg.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Terapia sostitutiva in caso di marcata insufficienza corticosurrenalica, in particolare malattia di Addison; sindrome da perdita di sali nella sindrome adrenogenitale.
Posologia/Impiego
La posologia deve essere adatta alla gravità della malattia e della risposta del paziente, che deve essere attentamente monitorato per la presenza di segni che rendano necessaria una modifica della dose.
Per la terapia sostitutiva nell'insufficienza corticosurrenalica o nella malattia di Addison si raccomanda di somministrare Florinef in combinazione con un glucocorticoide, poiché ciò consente una riduzione della dose di entrambi i principi attivi.
Nell'ambito di una terapia sostitutiva, Florinef viene solitamente somministrato insieme a 10-37,5 mg al giorno di cortisone o cortisone equivalente.
Posologia abituale
Adulti
Le posologie utilizzabili sono comprese tra 0,1 mg 3 volte alla settimana fino a 0,2 mg al giorno. La dose giornaliera standard è di 0,1 mg.
Adeguamento della dose a causa di effetti indesiderati
In caso di ipertensione transitoria dovuta alla terapia, non si deve superare una dose di 0,05 mg al giorno.
Raccomandazioni posologiche speciali
Bambini e adolescenti
Adolescenti (12-18 anni): La posologia corrisponde a quella degli adulti.
Bambini (0-12 anni): Si raccomanda una dose da 2-5 µg/kg al giorno (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti anziani
Il fludrocortisone non è stato specificatamente esaminato in pazienti di età >65 anni (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale
Il fludrocortisone non è stato specificatamente esaminato in pazienti con funzionalità epatica o renale ridotta. Pertanto, non è possibile formulare raccomandazioni posologiche. Nei pazienti con insufficienza epatica o renale grave si raccomanda il monitoraggio della risposta clinica.
Controindicazioni
·Micosi sistemiche
·Ulcere gastriche o intestinali acute
·Herpes simplex oftalmico
·Herpes zoster/varicella
·Ipertensione grave
·Arteriosclerosi cerebrale in stadio avanzato
·Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento
Avvertenze e misure precauzionali
Effetti endocrini
A causa della marcata tendenza alla ritenzione di sodio, Florinef deve essere usato solo per le indicazioni specificate.
Poiché il fludrocortisone ha un effetto mineralcorticoide, l'assunzione di sale da cucina deve essere adattata alla posologia di Florinef per evitare il più possibile lo sviluppo di edemi, l'ipertensione arteriosa e un aumento ponderale. Potrebbe rendersi necessaria una terapia sostitutiva con potassio. Nella terapia a lungo termine è necessario il regolare controllo dei livelli sierici degli elettroliti.
In situazioni di stress (come ad es. in caso di interventi chirurgici, traumi o altre malattie gravi) il fabbisogno di corticosteroidi dell'organismo aumenta notevolmente, il che può essere associato a rischi potenzialmente fatali in pazienti con insufficienza corticosurrenalica cronica. In tali casi può rendersi necessario un aumento della dose, al fine di prevenire lo sviluppo di un'insufficienza corticosurrenalica acuta.
Un'interruzione eccessivamente rapida dei corticosteroidi può provocare effetti indesiderati, in particolare se è stata somministrata una terapia prolungata e/o ad alto dosaggio.
Effetti immunosoppressivi/Aumentata suscettibilità alle infezioni
I corticosteroidi possono favorire l'insorgenza di infezioni, attivare infezioni latenti, mascherare i segni di infezione o peggiorare il decorso delle infezioni, soprattutto quelle virali o parassitarie. In caso di gravi malattie infettive deve essere garantita un'adeguata protezione con antibiotici o chemioterapici.
In particolare, una varicella che insorge durante un trattamento sistemico con corticosteroidi può avere un decorso grave e in taluni casi fatale, soprattutto nei bambini, e richiede un trattamento immediato, ad es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata una profilassi con aciclovir o l'immunoprofilassi passiva con immunoglobuline anti-varicella zoster.
Se nei pazienti con tubercolosi latente o reattività alla tubercolina si rende necessaria una terapia con fludrocortisone, occorre somministrare una chemioprofilassi titubercolare specifica ed effettuare uno stretto monitoraggio, data la possibile riattivazione della malattia.
Non si devono somministrare vaccinazioni, soprattutto quelle con vaccini vivi, in particolare nei pazienti trattati con dosi elevate di corticosteroidi.
Effetti sulla psiche
Il trattamento con corticosteroidi può peggiorare le psicosi o una preesistente instabilità emotiva. Sono stati riportati disturbi mentali che vanno dall'euforia all'insonnia, dalle alterazioni dell'umore e della personalità alla depressione grave o alle psicosi manifeste. L'uso di antidepressivi non porta ad alcun miglioramento e può acuire i disturbi mentali mediati dagli adrenocorticoidi.
Effetti indesiderati psichiatrici potenzialmente gravi sono però stati riportati anche in pazienti senza anamnesi di tali malattie. I pazienti o chi si prende cura di loro devono essere informati della possibile insorgenza di tali effetti indesiderati ed esortati a consultare un medico in caso di comparsa dei relativi sintomi (in particolare in caso di segni di suicidalità).
Effetti indesiderati sulla psiche sono stati riportati anche dopo l'interruzione dei corticosteroidi.
Metabolismo del glucosio
È possibile che un diabete mellito esistente può peggiore o che un diabete latente diventi manifesto. Pertanto, il metabolismo del glucosio deve essere regolarmente controllato e, se necessario, la dose di antidiabetici deve essere aumentata.
Effetti oculari
L'uso sistemico e topico di corticosteroidi può dar luogo a disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione annebbiata o altri disturbi visivi, si deve considerare l'invio ad un oftalmologo affinché questi possa chiarirne le possibili cause; queste comprendono, tra le altre, cataratta, glaucoma o malattie rare, come ad es. la corioretinopatia sierosa centrale (CSC), che sono state riportate dopo l'uso di corticosteroidi sistemici o topici.
Reazioni da ipersensibilità
Dopo la somministrazione di alcuni corticosteroidi (come ad es. il metilprednisolone, l'idrocortisone, il desametasone e il prednisolone), in rari casi sono state riportate reazioni da ipersensibilità quali reazioni cutanee, angioedema o reazioni anafilattiche/anafilattoidi, in particolare nei pazienti con anamnesi di allergie a medicamenti.
In caso di comparsa di sintomi simili durante il trattamento con il corticosteroide fludrocortisone, è necessario consultare immediatamente un medico.
Rischi gastrointestinali
I corticosteroidi possono mascherare i sintomi dell'ulcera peptica. Durante l'uso di corticosteroidi sono stati riportati casi di perforazioni dell'ulcera in gran parte asintomatica e di emorragie gastrointestinali acute. Un rischio aumentato è stato osservato in particolare con l'uso concomitante di FANS.
Influsso della funzionalità tiroidea
Un ipotiroidismo potenzia l'azione dei corticosteroidi, un ipertiroidismo la riduce. Ciò va tenuto presente nel trattamento delle disfunzioni della tiroide e, una volta normalizzata la funzionalità tiroidea, se necessario deve essere aggiustata la dose di corticosteroidi.
In presenza delle seguenti patologie occorre ponderare attentamente i vantaggi e i possibili svantaggi della terapia corticosteroidea: colite ulcerosa, diverticolite, anastomosi intestinale recente, predisposizione a malattie tromboemboliche, tromboflebite, insufficienza renale, glomerulonefrite acuta, nefrite cronica, ipertensione, difetto cardiaco congenito, insufficienza cardiaca, infarto miocardico recente, epilessia, emicrania, infezioni sistemiche, herpes della cornea, miastenia grave (cfr. «Interazioni»), sindrome di Cushing, osteoporosi, carcinomi metastatizzanti e disturbi psicotici in anamnesi.
Altre misure precauzionali
In presenza di cirrosi epatica l'azione dei corticosteroidi è potenziata a causa di un processo di degradazione rallentato.
I corticosteroidi aumentano l'escrezione del calcio e riducono la velocità rimodellamento osseo. Una terapia sostitutiva a lungo termine può quindi ridurre la densità minerale ossea.
In coorti storiche di adulti trattati fin dall'infanzia per la sindrome adrenogenitale hanno riscontrato una riduzione della densità minerale ossea e un aumento del tasso di fratture.
Per i pazienti in trattamento a lungo termine con corticosteroidi si raccomanda un'adeguata assunzione di proteine al fine di prevenire la tendenza al calo ponderale o al deperimento/alla debolezza muscolare associati a un bilancio azotato negativo.
Nei pazienti anziani, gli effetti indesiderati di una terapia steroidea sistemica (ad es. sulla pressione arteriosa) possono essere di notevole rilevanza. Si raccomanda pertanto uno stretto monitoraggio.
Pazienti pediatrici
In caso di trattamento a lungo termine con corticosteroidi, nei bambini e negli adolescenti è necessario monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo a causa del rischio di chiusura precoce delle epifisi.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene 0,01 mg di sodio benzoato (E211) per compressa. L'aumento della bilirubinemia a seguito del suo distacco dall'albumina può aumentare l'ittero neonatale che può evolvere in kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, è cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
A causa di possibili interazioni, i pazienti che ricevono in concomitanza corticosteroidi e uno dei seguenti medicamenti devono essere monitorati con particolare attenzione.
Interazioni farmacocinetiche
Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica del fludrocortisone
Induttori enzimatici: L'uso concomitante di medicamenti che inducono il CYP3A4 aumenta la clearance metabolica del fludrocortisone riducendone il livello plasmatico. Ciò può portare a una compromissione dell'efficacia e quindi al rischio di insufficienza corticosurrenalica acuta. Esempi di tali medicamenti sono: barbiturici, carbamazepina, efavirenz, nevirapina, fenitoina, rifabutina, rifampicina e preparati contenenti l'erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). In caso di uso concomitante d'induttori enzimatici, il paziente deve essere strettamente monitorato e, se necessario, la dose di fludrocortisone deve essere aggiustata.
Inibitori enzimatici: In caso di trattamento concomitante con inibitori del CYP3A (come antimicotici azolici, claritromicina, ritonavir o cobicistat) si prevede un aumento del rischio di effetti indesiderati da corticosteroidi.
Tali combinazioni devono essere evitate, a meno che il beneficio per il paziente non sia superiore al rischio. In questi casi, il paziente deve essere monitorato per gli effetti indesiderati da corticosteroidi.
Anche gli estrogeni (ad es. nei contraccettivi ormonali combinati) possono influenzare la clearance dei corticosteroidi e potenziarne l'effetto. Pertanto, all'inizio della terapia estrogenica può essere necessaria una riduzione della dose di fludrocortisone, mentre al termine del trattamento con estrogeni può rendersi necessario un aumento della stessa.
Influsso del fludrocortisone sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Ciclosporina: La somministrazione concomitante di corticosteroidi e ciclosporina determina una reciproca inibizione del metabolismo, il che può potenziare gli effetti desiderati e indesiderati di entrambi i principi attivi.
Medicamenti antitubercolari: Le concentrazioni sieriche dell'isoniazide possono essere ridotte.
Interazioni farmacodinamiche
L'uso insieme a diuretici (ad es. furosemide, idroclorotiazide), lassativi o amfotericina B aumenta il rischio di ipokaliemia. Nel caso vengano somministrate tali terapie combinate, occorre controllare regolarmente i livelli di potassio.
Antidiabetici: Poiché i corticosteroidi possono ridurre la tolleranza al glucosio, può rendersi necessario un aumento della dose degli antidiabetici.
Medicamenti antinfiammatori non steroidei (FANS): In caso di uso concomitante con corticosteroidi, sussiste un rischio aumentato di ulcere gastrointestinali.
Inibitori della colinesterasi: Gli steroidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi nei pazienti affetti da miastenia grave e dunque portare a condizioni asteniche marcate. Pertanto, gli inibitori della colinesterasi devono essere interrotti possibilmente 24 ore prima dell'inizio del trattamento con i corticosteroidi.
Miorilassanti non depolarizzanti: I corticosteroidi possono ridurre o potenziare il blocco neuromuscolare.
Glicosidi cardiaci: A seguito di un'ipokaliemia, gli effetti desiderati e indesiderati dei glicosidi digitalici possono risultare potenziati, con un aumentato rischio soprattutto di aritmie. Il potassio sierico deve quindi essere attentamente monitorato.
Anticoagulanti orali: L'efficacia degli antagonisti della vitamina K può essere alterata. Non è noto se questo valga anche per i NAO. Pertanto, i parametri della coagulazione devono essere monitorati e può essere necessario un adeguamento della dose di questi medicamenti.
Atropina e altri anticolinergici: L'atropina e altri anticolinergici possono ulteriormente aumentare una pressione intraoculare già aumentata dal fludrocortisone.
Ormone somatotropo: L'effetto stimolante la crescita dei preparati a base di ormone somatotropo può essere ridotto.
Salicilati: I corticosteroidi riducono l'effetto dei salicilati. Pertanto, con una riduzione della dose dei corticosteroidi sussiste il rischio di intossicazione da salicilati e tale riduzione deve essere effettuata con particolare cautela. Inoltre, i salicilati devono essere usati con cautela in associazione con corticosteroidi nei pazienti con ipoprotrombinemia.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Il fludrocortisone non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che non sia inequivocabilmente necessario. La paziente deve essere avvisata della necessità di informare immediatamente il medico in caso di gravidanza confermata o sospetta.
Non esistono studi controllati nell'uomo. Tuttavia, studi sugli animali con i corticosteroidi hanno evidenziato effetti indesiderati sul feto (cfr. «Dati preclinici»).
I neonati di madri trattate con Florinef durante la gravidanza devono essere esaminati attentamente per la presenza di segni di insufficienza corticosurrenalica.
Allattamento
I corticosteroidi possono essere escreti nel latte materno. Pertanto, non si deve allattare con latte materno durante la terapia con Florinef.
Fertilità
Non sono disponibili dati sufficienti per determinare se il fludrocortisone compromette la fertilità negli uomini o nelle donne.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
In particolare, all'inizio del trattamento, soprattutto a causa di alterazioni dell'umore, della motivazione e della capacità di concentrazione, può verificarsi una compromissione della capacità di guidare veicoli e della capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Se il fludrocortisone viene utilizzato in monoterapia alle posologie raccomandate, gli effetti indesiderati dei glucocorticoidi si verificano raramente. Gli effetti indesiderati menzionati di seguito sono stati osservati durante la monoterapia con fludrocortisone. Data la natura dei dati disponibili, la frequenza dei singoli effetti indesiderati non può essere definita in modo affidabile.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Anoressia.
Patologie del sistema nervoso
Crisi convulsive, sincopi.
Patologie gastrointestinali
Diarrea, alterazioni del gusto.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Debolezza muscolare, deperimento muscolare.
Gli effetti indesiderati descritti di seguito sono stati osservati prevalentemente in pazienti trattati in concomitanza con fludrocortisone e glucocorticoidi.
Infezioni ed infestazioni
Infezioni oculari secondarie di natura micotica e virale.
Disturbi del sistema immunitario
La vaccinazione concomitante con vaccini inattivati può compromettere il successo della vaccinazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ritenzione idrica, ritenzione di sodio, perdita di potassio, aumentata escrezione di calcio, peggioramento della tolleranza ai carboidrati, iperglicemia, glicosuria, bilancio azotato negativo, alcalosi ipokaliemica.
Disturbi psichiatrici
Allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso
Capogiri, cefalea, parestesie, sintomi vegetativi.
Patologie dell'occhio (cfr. anche «Infezioni»)
Cataratta subcapsulare, glaucoma, edema papillare (con eventuale lesione del nervo ottico), visione annebbiata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie cardiache/Patologie vascolari
Ipertensione, ingrossamento del muscolo cardiaco, insufficienza cardiaca.
Patologie gastrointestinali
Ulcere gastrointestinali.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Atrofia adiposa sottocutanea, ecchimosi, petecchie, strie, iperidrosi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Debolezza muscolare, osteoporosi, miopatia da steroidi.
Molto raro: necrosi asettica della testa del femore.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Disturbi mestruali.
Patologie generali
Edemi, guarigione ritardata di ferita.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
In caso di sovradosaggio, gli effetti menzionati nella rubrica «Effetti indesiderati» (cfr. sopra) possono manifestarsi in misura più pronunciata. Generalmente diminuiscono o si risolvono dopo una riduzione della dose o l'interruzione del trattamento.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico. In caso di sovradosaggio acuto massiccio, devono essere avviate le abituali misure di supporto. Si possono prendere in considerazione la lavanda gastrica o l'induzione del vomito.
In caso di sovradosaggio cronico il trattamento, se necessario, deve essere sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H02AA02
Meccanismo d'azione
Il fludrocortisone è un corticosteroide sintetico con effetto mineralcorticoide e una componente ad azione glucocorticoide. Si differenzia dall'idrocortisone per la sua azione sull'equilibrio elettrolitico.
Farmacodinamica
Rispetto all'idrocortisone, il fludrocortisone dimostra un effetto mineralcorticoide circa 100 volte superiore e un effetto glucocorticoide circa 15 volte maggiore. Già a basse dosi si osservano una significativa ritenzione di sodio e un'aumentata escrezione di potassio. Il fludrocortisone causa un bilancio azotato negativo. A posologie elevate, il fludrocortisone inibisce la secrezione endogena di steroidi.
L'azione farmacologica massima è raggiunta solo dopo diverse ore dalla somministrazione. La durata d'azione è di 1-2 giorni.
Efficacia clinica
Non sono disponibili dati sull'efficacia clinica.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il fludrocortisone acetato è assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Il picco plasmatico è raggiunto dopo 4-8 ore.
Distribuzione
Il 70-80% del fludrocortisone acetato circolante è legato alle proteine plasmatiche. Minime quantità di fludrocortisone penetrano nel liquido cerebrospinale (rapporto della concentrazione plasma-liquido cerebrospinale circa 6 a 1). Non è noto se il fludrocortisone attraversi la barriera placentare o se sia escreto nel latte materno, come avviene per molti altri corticosteroidi.
Metabolismo
Il fludrocortisone acetato è idrolizzato rapidamente nel fegato, dando origine a metaboliti perlopiù inattivi farmacologicamente.
Eliminazione
L'emivita del fludrocortisone acetato è di 3,5 ore o più, mentre l'emivita biologica, pari a 18-36 ore, è significativamente più lunga.
Circa l'80% del fludrocortisone acetato somministrato escreto per via renale e circa il 20% attraverso le feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Il metabolismo dei corticosteroidi è rallentato nei pazienti con cirrosi epatica e ipotiroidismo.
Dati preclinici
Vi sono evidenze di effetti teratogenici del fludrocortisone negli animali.
Mutagenicità
Non sono stati osservati effetti mutagenici.
Cancerogenicità
La cancerogenicità non è stata esaminata.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
I corticosteroidi possono influenzare il test al nitroblu tetrazolio per la determinazione delle infezioni batteriche e generare risultati falsi negativi.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8 °C).
Conservare nella confezione originale.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Per proteggere le compresse dall'umidità, chiudere bene il contenitore immediatamente dopo l'uso.
Ulteriori indicazioni
La conservazione a temperatura ambiente (massimo 25 °C) è possibile per un periodo massimo di 30 giorni. Dopo essere state conservate a temperatura ambiente, le compresse non devono essere riposte in frigorifero e devono essere smaltite correttamente.
Numero dell'omologazione
31095 (Swissmedic).
Confezioni
Compresse da 0,1 mg: 100. (B)
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Marzo 2026.
[Version 104 I]