Petinutin®

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Mesuximidum.

Sostanze ausiliarie

Maydis amylum, gelatina, lacca, ammonii hydroxidum, kalii hydroxidum, natrii laurilsulfas (corresp. 0.0123 mg natrium), chinolinum flavum (E 104), flavum auranticum S (E 110) (0.0017 mg), ferrum oxydatum nigrum (E 172).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Capsula rigida.

1 capsula rigida contiene 300 mg di mesuximidum.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

·Crisi convulsive psicomotorie (piccolo male) nel quadro di epilessie miste.

·Assenze e crisi convulsive psicomotorie il cui trattamento con altri antiepilettici non ha portato all'esito positivo auspicato.

Posologia/Impiego

La posologia ottimale deve essere determinata su base individuale per ogni paziente in funzione del quadro clinico. Corrisponde alla quantità esatta di mesuximide sufficiente a controllare le crisi convulsive, in modo da ridurre al minimo gli effetti collaterali. Il trattamento è graduale, con lenti incrementi della posologia. La quantità giornaliera prescritta deve essere suddivisa in più somministrazioni singole, da assumere preferibilmente durante i pasti.

Avvio della terapia

Adulti: il trattamento si inizia solitamente con l'assunzione di una capsula rigida (300 mg) al giorno durante la prima settimana. Se necessario, nelle 3 settimane successive la dose giornaliera viene aumentata di 1 capsula rigida ogni settimana fino a raggiungere la dose massima di 4 capsule rigide al giorno.

Terapia di mantenimento

Come dose di mantenimento sono generalmente sufficienti 9.5-11 mg/kg PC al giorno. La dose totale giornaliera non deve superare i 15 mg/kg PC. La dose di Petinutin deve essere aumentata o diminuita solo lentamente. L'eventuale interruzione di Petinutin deve avvenire gradualmente.

Nella maggioranza dei casi è necessaria una protezione aggiuntiva da crisi epilettiche maggiori (grande male).

Terapia combinata

Petinutin può essere somministrato insieme ad altri anticonvulsivanti se nel quadro clinico si manifestano forme combinate di epilessia.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

L'uso e la sicurezza di Petinutin nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni finora non sono stati esaminati.

Controindicazioni

Petinutin non deve essere usato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo, ad altre succinimidi o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione nonché in caso di porfiria epatica e disturbi ematologici preesistenti.

Avvertenze e misure precauzionali

Generali

Come per altri antiepilettici, la dose deve essere aumentata o diminuita solo lentamente. Anche eventuali altri medicamenti somministrati in concomitanza devono essere aumentati o diminuiti gradualmente. La repentina interruzione di un antiepilettico può scatenare crisi convulsive o assenze (piccolo male). Se la mesuximide viene impiegata in monoterapia per il trattamento di forme miste di epilessia, la frequenza delle convulsioni da grande male può risultare aumentata in alcuni pazienti.

Effetti sull'ematopoiesi

In associazione con le succinimidi sono state riportate alterazioni dell'emocromo, in alcuni casi con esito fatale (cfr. anche «Effetti indesiderati»). Pertanto, in caso di trattamento a lungo termine con Petinutin sono raccomandati controlli regolari dell'emocromo, inizialmente su base mensile e, dopo 12 mesi, a cadenza semestrale. Se la conta dei leucociti è inferiore a 3'500/mm³ o la percentuale dei granulociti è inferiore al 25%, appare indicata una riduzione della dose o l'interruzione della terapia. Occorre prestare particolare attenzione ai sintomi clinici di una lesione del midollo osseo (febbre, angina, emorragie).

Danni epatici/renali

Petinutin deve essere somministrato con particolare cautela a pazienti con danni epatici e renali. Si raccomanda di controllare regolarmente lo stato urinario e la funzionalità epatica in tutti i pazienti trattati con Petinutin. Negli animali la mesuximide può provocare alterazioni epatiche di natura morfologica e funzionale (cfr. «Dati preclinici»).

Malattie autoimmuni

Con l'uso della mesuximide sono stati riportati casi di lupus eritematoso sistemico.

Disturbi psichiatrici

Si raccomanda un'interruzione graduale del medicamento qualora si manifestino depressione insolita, aggressività o altri cambiamenti comportamentali (cfr. anche «Effetti indesiderati»).

Idee e comportamenti suicidi

Alcuni antiepilettici sono associati a un aumentato rischio di idee suicide e comportamenti suicidi. Sulla base di una meta-analisi di 11 diversi antiepilettici, che non ha incluso la mesuximide, diverse autorità hanno introdotto una corrispondente indicazione terapeutica di classe per gli antiepilettici. Non è nota la correlazione tra la mesuximide e l'aumentato rischio di idee suicide e comportamento suicida. Tutti i pazienti trattati con antiepilettici devono essere monitorati regolarmente per segni di depressione, ansia e suicidalità.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

E 110

Petinutin capsule rigide contiene il colorante azoico giallo tramonto FCF (E 110). E 110 può causare reazioni allergiche.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula rigida, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

La mesuximide in combinazione con fenitoina, primidone o fenobarbital aumenta le concentrazioni plasmatiche di queste sostanze.

In caso di assunzione concomitante di felbamato, il livello plasmatico del metabolita attivo N-desmetil-mesuximide può risultare aumentato. Può rendersi necessaria una riduzione della dose di Petinutin.

Petinutin può ridurre il livello plasmatico di acido valproico, lamotrigina e ciclosporina, rendendo eventualmente necessario un aggiustamento della dose di questi medicamenti.

Si devono evitare il consumo di alcol e l'assunzione di sonniferi.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non esistono studi controllati sull'uomo, ma studi sperimentali sugli animali hanno fornito evidenze di danni teratogeni (cfr. «Dati preclinici»). Tuttavia, anche l'improvvisa interruzione di una terapia antiepilettica efficace può portare a un peggioramento delle condizioni di salute della madre e provocare pertanto danni al feto.

Se una paziente inizia o pianifica una gravidanza, occorre quindi rivalutare il trattamento. Qualora la terapia con mesuximide non possa essere interrotta, occorre aggiustarla alla dose più bassa possibile, in particolare nel periodo che intercorre tra il 20° e il 40° giorno di gravidanza. Per ridurre ulteriormente il rischio si deve evitare la combinazione con altri medicamenti.

Allattamento

Durante il trattamento con mesuximide non si deve allattare poiché è probabile che la mesuximide e il suo principale metabolita siano escreti nel latte materno e non sono disponibili esperienze o dati sull'utilizzo durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Anche se usato conformemente alle istruzioni, Petinutin può alterare la capacità di reazione al punto da compromettere la capacità di partecipare attivamente alla circolazione stradale o di utilizzare macchine. Tale effetto risulta particolarmente accentuato in associazione all'alcol.

Effetti indesiderati

Le categorie di frequenza utilizzate di seguito sono definite come segue: «molto comune» (≥1/10%), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1'000), «molto raro» (<1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: disturbi ematologici con o senza lesione del midollo osseo (eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, anemia aplastica, monocitosi). (Cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali» – Effetti sull'ematopoiesi.)

Disturbi del sistema immunitario

Raro: lupus eritematoso sistemico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: anoressia, perdita di peso.

Disturbi psichiatrici

Raro: aggressività, allucinazioni acustiche, depressioni, irritabilità, nervosismo, psicosi o episodi psicotici con stati d'ansia, irrequietezza, disturbi della concentrazione o altre alterazioni del comportamento, suicidalità.

Patologie del sistema nervoso

Comune: atassia, capogiro, sonnolenza.

Non comune: effetti sedativi, insonnia.

Raro: cefalea, singulto.

Patologie dell'occhio

Raro: visione annebbiata, fotofobia.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, vomito.

Raro: dolore addominale o addominale superiore, stipsi e diarrea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: esantema, orticaria, sindrome di Stevens-Johnson.

Patologie renali e urinarie

Raro: ematuria, proteinuria.

Patologie generali

Raro: febbre, porfiria, anoressia, calo ponderale.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

La sintomatologia di un sovradosaggio di Petinutin corrisponde agli effetti collaterali descritti in forma più accentuata. In singoli casi sono stati osservati stati comatosi.

In caso di sovradosaggio occorre prestare particolare attenzione all'evoluzione bifasica della sintomatologia, ossia al fatto che a una fase benigna durante la quale i pazienti manifestano stupor ma sono reattivi può seguire un nuovo coma dopo un periodo di recupero apparente. Si raccomanda un adeguato monitoraggio dell'evoluzione.

Trattamento

Come misure immediate sono consigliate: emesi (tranne nel caso in cui il paziente sia in stato comatoso o abbia una crisi convulsiva), lavaggi gastrici, somministrazione di carbone attivo e monitoraggio in terapia intensiva con terapia sintomatica appropriata. L'emodialisi può essere di beneficio. Buone esperienze sono state registrate anche con l'emoperfusione su colonna di carbone attivo. La diuresi forzata e l'exsanguinotrasfusione sono inefficaci. Non è noto alcun antidoto specifico.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N03AD03

Meccanismo d'azione

La mesuximide viene utilizzata per il trattamento di piccole crisi epilettiche e attacchi crepuscolari. La mesuximide agisce apparentemente influenzando in maniera selettiva le corrispondenti aree del cervello (regioni della corteccia motoria) e aumentando la soglia di reazione agli stimoli epilettogeni nel sistema nervoso centrale. Riduce la predisposizione alle crisi e il numero delle crisi. La mesuximide si è dimostrata efficace anche in casi che non è stato possibile influenzare in misura soddisfacente con altri anticonvulsivanti.

Farmacodinamica

Nessuna indicazione.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, la mesuximide è rapidamente assorbita. Già a 15 minuti dalla somministrazione vengono misurati livelli plasmatici marcati che raggiungono il picco dopo 30-60 minuti.

Le concentrazioni plasmatiche terapeutiche di N-desmetil-mesuximide sono pari a 10-30 mg/l. Sintomi tossici si sono manifestati a concentrazioni plasmatiche pari o superiori a 40 mg/l.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche è basso.

Metabolismo

La mesuximide è metabolizzata rapidamente in N-desmetil-mesuximide. Questo metabolita, anch'esso con effetto anticonvulsivante, risulta predominante nel plasma già dopo breve tempo e per via della sua lunga emivita (28-38 h) contribuisce in misura sostanziale all'efficacia della mesuximide. Le principali vie di metabolizzazione sono la N-demetilazione già descritta, l'idrossilazione sul residuo fenolico e l'ossidazione dei sostituenti metilici a livello di succinimide. I prodotti della degradazione vengono parzialmente trasformati in glucuronidi, che vengono eliminati facilmente per via renale come composti idrosolubili.

Eliminazione

L'emivita plasmatica della mesuximide è di 1.4-2.6 ore, quella del metabolita attivo N-desmetil-mesuximide è di 28-38 ore.

Dati preclinici

Tossicità acuta e tossicità per somministrazione ripetuta

Scimmie rhesus sono state trattate per 1 anno con dosi di mesuximide fino a un massimo di 200 mg per via orale. Le dosi di 50 e 100 mg/kg hanno portato occasionalmente a lieve atassia, la dose di 200 mg/kg ha provocato regolarmente atassia. Non sono state osservate ulteriori alterazioni.

Tossicità riproduttiva

Un aumento della frequenza di malformazioni scheletriche e cardiovascolari è stato osservato in topi giovani che durante la gestazione hanno ricevuto una dose pari a 14 volte quella terapeutica per l'uomo.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in luogo asciutto e a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

29863 (Swissmedic).

Confezioni

Capsule rigide: 100. [B]

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Dicembre 2025.

LLD V007