Importanti avvertenze per gli oppioidi:

·Dipendenza da medicamenti e possibile abuso: in seguito all’uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica.

·Depressione respiratoria: nell’uso di oppioidi, sussiste il rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante.

·Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale: l’uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.

·Esposizione accidentale: l’uso accidentale di Palexia, soprattutto nei bambini, può causare un sovradosaggio fatale.

·Sindrome neonatale da sospensione di oppioidi: l’uso prolungato di Palexia in gravidanza può causare una sindrome neonatale da sospensione di oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita. 

Per ulteriori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

 

Palexia®

Grünenthal Pharma AG

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

Composizione

Principi attivi

Tapentadolo.

Sostanze ausiliarie

Nucleo della compressa:

Cellulosum microcristallinum, Lactosum monohydricum 26.04 mg (Palexia 50mg) / 39.06 mg (Palexia 75 mg) / 52.08 mg (Palexia 100 mg), Carmellosum natricum conexum corresp. Natrium 0.41 – 0.56 mg (Palexia 50 mg) / 0.62 – 0.84 mg (Palexia 75 mg) / 0.83 – 1.13 mg (Palexia 100 mg), Povidonum K 30, Magnesii stearas.

Rivestimento della compressa:

Poly(alcohol vinylicus) (E1203), Macrogolum 3350, Talcum, E171, E 172 flavum (75 mg, 100 mg), E 172 rubrum (Palexia 75 mg, 100 mg), E 172 nigrum (Palexia 100 mg).

Forma galenica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film da 50 mg, 75 mg e 100 mg di tapentadolo (come cloridrato).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Palexia è un analgesico misto, agonista dei recettori µ-oppioidi e inibitore della ricaptazione della noradrenalina, indicato per il trattamento del dolore acuto moderato/grave o in caso di insufficiente efficacia degli analgesici non oppioidi.

Posologia/Impiego

Come con la maggior parte degli analgesici ad azione centrale, il dosaggio va regolato individualmente, a seconda della gravità del dolore da trattare, dell'esperienza con medicamenti simili e della possibilità di monitorare il paziente.

Obiettivi del trattamento e interruzione del trattamento

Prima del trattamento con Palexia, è necessario concordare con il paziente, in conformità con le linee guida di gestione del dolore, una strategia di trattamento comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento.

Durante il trattamento, deve sussistere un contatto periodico tra medico e paziente, per valutare la necessità di una continuazione del trattamento, prendere in considerazione una sospensione del medicamento ed eventualmente aggiustare la posologia. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Palexia, può essere opportuno ridurre gradualmente la dose, per prevenire le manifestazioni da astinenza (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, bisogna considerare la possibilità di una assuefazione (tolleranza) e una progressione della malattia di base (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

In seguito alla brusca interruzione della terapia con tapentadolo, possono comparire dei sintomi di astinenza (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). Palexia non deve essere assunto più a lungo del necessario.

La dose orale raccomandata è di 50 mg, 75 mg o 100 mg di tapentadolo ogni 4-6 ore, a seconda dell'intensità del dolore. La dose va regolata in modo che rimanga il più possibile tollerabile, pur mantenendo l'analgesia.

Il primo giorno di assunzione, può essere somministrata una seconda dose già un'ora dopo la dose iniziale, se il dolore non regredisce.

Una dose iniziale di oltre 700 mg di tapentadolo il primo giorno e una dose di mantenimento di oltre 600 mg di tapentadolo al giorno non sono state studiate e, quindi, non sono raccomandate.

Se il trattamento con tapentadolo deve essere continuato, vanno periodicamente valutati, come per tutti i trattamenti sintomatici, le condizioni e i sintomi del paziente, per poter regolare la dose in maniera ottimale.

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con riduzione lieve o moderata della funzionalità renale, non è necessario alcun aggiustamento della dose (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).

Non sono stati condotti studi di efficacia controllati con Palexia nei pazienti con riduzione severa della funzionalità renale. Pertanto, l'uso in questo gruppo di pazienti non è raccomandato (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con riduzione lieve della funzionalità epatica, non è necessario alcun aggiustamento della dose (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).

Nei pazienti con riduzione moderata della funzionalità epatica, Palexia va usato con cautela e il trattamento deve essere iniziato con 50 mg di tapentadolo. L'intervallo tra le dosi non deve essere inferiore alle 8 ore (massimo 3 dosi in 24 ore). Il trattamento va continuato in modo che sia il più possibile tollerabile, pur mantenendo l'analgesia. A questo scopo, l'intervallo tra le dosi può essere accorciato o allungato (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

Palexia non è stato studiato nei pazienti con riduzione severa della funzionalità epatica. Pertanto, il tapentadolo non deve essere somministrato in questo gruppo di pazienti (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

Pazienti anziani

In generale non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani. Tuttavia, siccome negli anziani è probabile una riduzione della funzionalità renale o epatica, la dose va scelta con cautela (cfr. le rubriche «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).

Bambini

Palexia non è raccomandato per l'uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia.

Modo di somministrazione

Palexia deve essere assunto per intero, senza masticare, con sufficienti liquidi. Palexia può essere assunto indipendentemente dai pasti.

Controindicazioni

Palexia è controindicato

·nei pazienti con ipersensibilità al tapentadolo o a un altro componente (cfr. la rubrica «Composizione»)

·in situazioni in cui i medicamenti agonisti dei recettori µ-oppioidi sono controindicati, come ad esempio nei pazienti con pronunciata depressione respiratoria (in situazioni non monitorate o in assenza di attrezzature di rianimazione) e nei pazienti con asma bronchiale acuto o severo o ipercapnia

·nei pazienti con ileo paralitico accertato o sospetto

·nei pazienti con intossicazione acuta da alcool, sonniferi (ipnotici), analgesici ad azione centrale o sostanze psicotrope (cfr. la rubrica «Interazioni»)

·nei pazienti che assumono o hanno assunto negli ultimi 14 giorni MAO-inibitori (cfr. la rubrica «Interazioni»)

Avvertenze e misure precauzionali

Come altri medicamenti agonisti dei recettori µ-oppioidi, Palexia presenta un potenziale di abuso.

Dipendenza da medicamenti e possibile abuso

In seguito all'uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica e un disturbo da uso di oppioidi. Dopo l'uso di oppioidi, può comparire una dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, anche Palexia può essere oggetto di abuso, per cui tutti i pazienti che ricevono oppioidi vanno monitorati alla ricerca dei segni di abuso e dipendenza. Una dose più elevata e una durata più lunga del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi. I pazienti a rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati adeguatamente con oppioidi, ma devono essere monitorati anche per ricercare i segni di impiego non corretto, abuso o dipendenza. L'abuso o l'impiego non corretto intenzionale di Palexia può avere come conseguenza un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con presenza di disturbi da uso di sostanze (tra cui i disturbi da uso di alcool) nella storia personale o familiare (genitori, fratelli, sorelle), nei fumatori o nei pazienti con altre malattie psichiche (es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità) in anamnesi. I pazienti vanno monitorati per individuare i segni di comportamenti di dipendenza (drug-seeking behaviour) (es. richiesta troppo precoce di ripetizione della ricetta). Il monitoraggio comprende anche il controllo di eventuali oppioidi e medicamenti psicoattivi (es. benzodiazepine) concomitanti. Prima e durante il trattamento, il paziente deve essere informato sui rischi e sui segnali di un disturbo da uso di oppioidi. Nei pazienti con segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi, è necessario prendere in considerazione il consulto da parte di uno specialista delle dipendenze.

Depressione respiratoria

Come con tutti gli oppiacei, sussiste un rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante associata all'uso di Palexia. Se non immediatamente riconosciuta e trattata, una depressione respiratoria può causare arresto respiratorio e morte. Il trattamento della depressione respiratoria comprende, a seconda delle condizioni cliniche del paziente, uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può comparire in qualsiasi momento della terapia; il rischio maggiore sussiste all'inizio della terapia o dopo un aumento della posologia.

Disturbi della respirazione correlati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui l'apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia correlata al sonno. L'impiego di oppioidi è accompagnato da un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno, deve essere presa in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi.

Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale

L'uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva centrale possono essere somministrati in concomitanza solo nei pazienti per i quali non sono praticabili altri trattamenti. Se si decide di prescrivere Palexia assieme a benzodiazepine o ad altri medicamenti ad azione depressiva centrale, si devono scegliere le dosi efficaci più basse per la minima durata possibile del medicamento concomitante. I pazienti vanno monitorati con attenzione per riconoscere l'eventuale comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Esposizione accidentale

I pazienti e chi si prende cura di loro devono essere informati che Palexia contiene un principio attivo in una quantità che può essere fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi si prende cura di loro vanno invitati a conservare tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire adeguatamente le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.

Sindrome neonatale da astinenza da oppiacei

L'uso prolungato di Palexia in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppiacei in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare il paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppiacei e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario.

Iperalgesia

L'iperalgesia da oppioidi (OIH) compare quando un analgesico oppioide causa paradossalmente un aumento dei dolori o della sensibilità al dolore. Questa condizione differisce dalla tolleranza, nella quale per mantenere un determinato effetto sono necessarie dosi maggiori di oppioidi. I sintomi di OIH comprendono, tra gli altri, aumento dei dolori all'aumentare della dose di oppioidi, riduzione dei dolori in seguito alla riduzione della dose di oppioidi, oppure dolori in seguito a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se in un paziente c'è il sospetto di OIH, bisogna verificare l'effetto di una riduzione della dose di oppioidi o di una rotazione degli oppioidi.

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile, che rende necessario il monitoraggio e la terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono comprendere, tra gli altri, i seguenti: nausea, vomito, riduzione dell'appetito, stanchezza, debolezza, capogiri o bassa pressione arteriosa.

Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L'uso prolungato di oppioidi può essere accompagnato da riduzione dei livelli degli ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea.

Lesioni craniche e aumento della pressione intracranica

Come altri medicamenti agonisti dei recettori µ-oppioidi, Palexia non va usato nei pazienti particolarmente sensibili agli effetti intracranici della ritenzione di anidride carbonica, come ad esempio i pazienti con aumento della pressione intracranica, riduzione della coscienza o coma. Gli analgesici agonisti dei recettori µ-oppioidi possono mascherare il decorso clinico nei pazienti con lesioni craniche. Palexia deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con lesioni craniche e tumori cerebrali.

Convulsioni

Palexia non è stato sistematicamente studiato nei pazienti con epilessia. Questi pazienti sono stati esclusi dagli studi clinici. Tuttavia, come altri analgesici con attività agonista sui recettori µ-oppioidi, Palexia va prescritto con cautela nei pazienti con una storia di convulsioni o una condizione medica associata a un aumentato rischio di convulsioni.

La somministrazione concomitante con il tapentadolo di medicamenti che abbassano la soglia convulsiva può aumentare il rischio di crisi (cfr. «Interazioni»).

Disturbi della funzionalità renale

Non sono stati condotti studi di efficacia controllati con Palexia nei pazienti con riduzione severa della funzionalità renale. Pertanto, l'uso in questo gruppo di pazienti non è raccomandato (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).

Disturbi della funzionalità epatica

Uno studio su Palexia in pazienti con disturbi della funzionalità epatica ha messo in evidenza concentrazioni sieriche più elevate rispetto a quelle nei pazienti con funzionalità epatica normale. Palexia va usato con cautela nei pazienti con riduzione moderata della funzionalità epatica (cfr. le rubriche «Posologia/impiego» e «Farmacocinetica»).

Palexia non è stato studiato nei pazienti con riduzione severa della funzionalità epatica. Per questo motivo, l'uso in questo gruppo di pazienti non è raccomandato (cfr. le rubriche «Posologia/Impiego» e «Farmacocinetica»).

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare una disfunzione e uno spasmo dello sfintere di Oddi, aumentando così la pressione intrabiliare e il rischio di sintomi biliari e di pancreatite. Palexia va usato con cautela nei pazienti con malattie delle vie biliari, tra cui la pancreatite acuta.

Sindrome serotoninergica

In casi isolati è stata segnalata sindrome serotoninergica in relazione all'uso terapeutico del tapentadolo in combinazione con altri farmaci serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (vedere «Interazioni»).

Lattosio

Le compresse rivestite con film di Palexia contengono lattosio. I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

L'uso concomitante di altri medicamenti ad azione sul SNC, quali altri oppioidi, sedativi, quali le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentina e pregabalina) e alcool possono avere effetti depressivi additivi, che possono portare a depressione respiratoria, ipotensione, profonda sedazione o coma, a volte a decorso fatale (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Se si prevede una terapia combinata, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose e una durata limitata dell'uso di una o entrambe le sostanze.

Palexia è controindicato nei pazienti che ricevono o hanno ricevuto negli ultimi 14 giorni degli inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori), a causa del potenziale effetto additivo sui livelli di noradrenalina, perché possono comparire eventi cardiovascolari indesiderati (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).

Palexia può scatenare delle crisi convulsive e aumentare il potenziale convulsivo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), degli inibitori della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNRI), degli antidepressivi triciclici, dei neurolettici e di altri medicamenti che riducono la soglia convulsiva.

Una sindrome da serotonina può comparire in seguito alla somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori) e principi attivi serotoninergici, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi di una sindrome da serotonina possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

La sospensione dei medicamenti serotoninergici porta di regola a un rapido miglioramento. Le contromisure dipendono dalla natura e dalla gravità dei sintomi.

Non sono disponibili dati clinici sull'uso concomitante di Palexia con agonisti/antagonisti µ-oppioidi misti (come la nalbufina) o agonisti µ-oppioidi parziali come la buprenorfina. Come con gli agonisti µ-oppioidi puri, l'effetto analgesico della componente µ-oppioide di Palexia può essere teoricamente ridotto in queste circostanze. Pertanto, si raccomanda cautela quando Palexia viene associato con questi medicamenti.

Nei pazienti in trattamento con tapentadolo, si raccomanda cautela all'inizio o alla fine del trattamento con potenti preparati induttori enzimatici, quali ad esempio rifampicina, fenobarbital, erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), perché questi possono causare una riduzione dell'efficacia o un aumento degli effetti collaterali.

Interazione con anticolinergici

La somministrazione contemporanea di oppioidi con anticolinergici o farmaci con effetto anticolinergico può portare ad un aumento degli effetti collaterali anticolinergici.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso in gravidanza.

Non sono stati dimostrati effetti teratogeni negli studi sugli animali. Tuttavia, si sono osservati effetti sullo sviluppo embrio-fetale e postnatale derivanti da una tossicità materna (cfr. la rubrica «Dati preclinici»). Palexia non va usato in gravidanza, tranne quando non sia chiaramente necessario.

L'uso prolungato di Palexia in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare la paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Travaglio e parto

L'effetto del tapentadolo sul travaglio e sul parto negli esseri umani è sconosciuto. L'uso di Palexia nelle donne durante e poco prima del travaglio e del parto non è raccomandato. A causa dell'effetto agonista sui recettori µ-oppioidi del tapentadolo, i neonati le cui madri hanno assunto tapentadolo devono essere monitorati per la comparsa di depressione respiratoria.

Allattamento

Sono disponibili informazioni insufficienti/limitate sul passaggio del tapentadolo nel latte materno umano o animale. I dati fisico-chimici e farmacodinamici/tossicologici indicano che il tapentadolo viene escreto nel latte materno (cfr. la rubrica «Dati preclinici») e non si può escludere un rischio per il bambino allattato. Palexia non deve essere utilizzato in allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Come tutti i medicamenti agonisti dei recettori µ-oppioidi, Palexia può avere effetti maggiori sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine, a causa del suo effetto avverso sul sistema nervoso centrale (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). Questo è probabile soprattutto all'inizio del trattamento, quando la dose viene cambiata e in associazione con alcool o sedativi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). I pazienti devono accertarsi che la guida e l'uso di macchinari siano consentiti.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali comparsi nei pazienti negli studi controllati con placebo con Palexia sono stati per lo più di entità lieve/moderata. Gli effetti collaterali più comuni hanno interessato il tratto gastrointestinale, con nausea (27,9%), vomito (16,5%), e il sistema nervoso centrale, con sonnolenza (13,0%), capogiri (21,1%) e cefalea (10,2%).

Gli effetti collaterali riportati di seguito si sono osservati negli studi clinici con Palexia. Essi sono elencati secondo la classificazione sistemica organica e la frequenza. Le frequenze sono definite come molto comune (≥1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1000, ≤1/100), raro (>1/10'000, ≤1/1000), molto raro (≤1/10'000), e non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Raro:

Ipersensibilità.

Raro:

Angioedema*, anafilassi e shock anafilattico*.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune:

Inappetenza.

Disturbi psichiatrici

Comune:

Ansia, confusione, allucinazioni, disturbi del sonno, sogni anomali.

Non comune:

Depressione dell'umore, disorientamento, agitazione, nervosismo, inquietudine, umore euforico, dipendenza da farmaci.

Raro:

Disturbi del pensiero.

Non nota:

Delirio**.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune:

Capogiri (21,1%), sonnolenza (13,0%), cefalea (10,2%).

Comune:

Tremore.

Non comune:

Disturbi dell'attenzione, perdita di memoria, presincope, sedazione, atassia, disartria, ipoestesia, parestesia, contrazioni muscolari involontarie.

Raro:

Crisi convulsive, riduzione della coscienza, disturbi della coordinazione.

Patologie dell'occhio

Non comune:

Disturbi visivi.

Patologie cardiache

Non comune:

Aumento della frequenza cardiaca, palpitazioni.

Raro:

Riduzione della frequenza cardiaca.

Patologie vascolari

Comune:

Rossore.

Non comune:

Caduta della pressione arteriosa.

Non nota

Sindrome da apnea centrale del sonno

Organi respiratori (Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche)

Non comune:

Depressione respiratoria, riduzione della saturazione dell'ossigeno, dispnea.

Non nota

Sindrome da apnea centrale del sonno

Patologie gastrointestinali

Molto comune:

Nausea (27,9%), vomito (16,5%).

Comune:

Stipsi, diarrea, disturbi della digestione (dispepsia), secchezza della bocca.

Non comune:

Disturbi addominali.

Raro:

Disturbo dello svuotamento gastrico.

Non nota

Pancreatite

Patologie epatobiliari

Non nota

Spasmo dello sfintere di Oddi

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune:

Prurito, aumento della sudorazione (iperidrosi), eruzione cutanea.

Non comune:

Orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune:

Spasmi muscolari.

Non comune:

Sensazione di pesantezza.

Patologie renali e urinarie

Non comune:

Difficoltà all'inizio della minzione, pollachiuria.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune:

Esaurimento, stanchezza, sensazione di alterata temperatura corporea.

Non comune:

Sindrome da astinenza, edemi, disturbi del benessere, sensazione di ubriachezza, irritabilità, rilassamento.

 

* Raramente si sono osservati casi post-marketing di angioedema, anafilassi e shock anafilattico.

** Nei pazienti con ulteriori fattori di rischio, quali cancro ed età avanzata, si sono osservati casi post-marketing di delirio.

Gli studi clinici condotti con Palexia su pazienti per un periodo fino a 90 giorni hanno messo in evidenza pochi segni di sintomi di astinenza dopo la brusca sospensione del medicamento. Quando questi sono comparsi, sono stati di solito lievi. Tuttavia, gli operatori sanitari devono monitorare attentamente i pazienti per la comparsa di sintomi di astinenza e trattarli in maniera appropriata alla loro comparsa.

È noto che il rischio di suicidio e di ideazione suicidaria è aumentato nei pazienti con dolore cronico. Inoltre, i principi attivi che influenzano significativamente il sistema monoaminergico sono stati associati a un rischio maggiore di suicidio nei pazienti depressi, soprattutto all'inizio del trattamento. Per il tapentadolo, non ci sono segni di un aumento del rischio negli studi clinici, né nei report di studi post-marketing.

Dipendenza da farmaci

L'assunzione ripetuta di Palexia può portare a una dipendenza dal farmaco, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza dal farmaco può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, del dosaggio e della durata del trattamento con oppioidi (vedere la sezione « Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Esperienza nell'uomo

L'esperienza disponibile sul sovradosaggio di tapentadolo è molto limitata.

Segni e sintomi

I dati preclinici suggeriscono che in seguito a un'intossicazione da tapentadolo si prevedono sintomi simili a quelli con altri analgesici ad azione centrale agonisti dei recettori µ-oppioidi. In generale, in relazione alla situazione clinica, questi sintomi comprendono soprattutto miosi, vomito, collasso circolatorio, disturbi della coscienza fino al coma, convulsioni e depressione respiratoria fino all'arresto respiratorio e alla morte.

In caso di sovradosaggio di oppioidi, si è osservata una leucoencefalopatia tossica.

Procedura in caso di sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, devono essere trattati principalmente i sintomi causati dall'azione agonista dei recettori µ-oppioidi. Se si sospetta un sovradosaggio di tapentadolo, devono essere liberate in via prioritaria le vie respiratorie. Quindi, va avviata una ventilazione di supporto o controllata.

Gli antagonisti puri dei recettori degli oppioidi, quali il naloxone, sono antidoti specifici nella depressione respiratoria da sovradosaggio di oppioidi. La depressione respiratoria che si sviluppa dopo un sovradosaggio può durare più a lungo dell'effetto dell'antagonista dei recettori degli oppioidi. La somministrazione di un antagonista dei recettori degli oppioidi non sostituisce il monitoraggio continuo delle vie respiratorie, della respirazione e della circolazione dopo un sovradosaggio di oppioidi. Se la risposta a un antagonista dei recettori degli oppioidi è subottimale o di breve durata, va usato, come prescritto dal rispettivo produttore, un antagonista aggiuntivo.

Una detossificazione gastrointestinale, con carbone attivo o tramite lavanda gastrica entro 2 ore dall'assunzione, può essere utile per rimuovere il medicamento non assorbito. Prima della detossificazione, va garantita la respirazione.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02AX06

Meccanismo d'azione

Il tapentadolo è un analgesico di sintesi ad azione centrale che combina in una singola molecola gli effetti oppioidi e quelli non oppioidi. I dati preclinici suggeriscono che l'efficacia analgesica del tapentadolo è da ricondurre sia all'effetto agonista sui recettori µ-oppioidi sia a un'inibizione della ricaptazione della noradrenalina.

Farmacodinamica

Il tapentadolo è un oppioide µ-agonista con proprietà aggiuntive di inibizione della ricaptazione della noradrenalina.

Il tapentadolo ha dimostrato efficacia nei modelli preclinici di dolore nocicettivo, neuropatico, viscerale e infiammatorio.

Effetti sul sistema cardiovascolare: Un attento studio sul QT nell'uomo non ha dimostrato alcun effetto di dosi multiple terapeutiche e sovraterapeutiche di tapentadolo sull'intervallo QT. Il tapentadolo non presenta effetti rilevanti nemmeno su altri parametri ECG (frequenza cardiaca, intervallo PR, durata del QRS, morfologia delle onde T o U).

Efficacia clinica

In uno studio sul dolore post-operatorio moderato/grave dopo un intervento per alluce valgo (codice studio KF5503/32), il tapentadolo IR a dosi di 50 mg, 75 mg e 100 mg è stato confrontato con placebo e con ossicodone IR 15 mg per 3 giorni. Tutti i livelli di dose di tapentadolo IR hanno dimostrato una superiore efficacia statisticamente significativa rispetto al placebo per l'endpoint primario «Sum of Pain Intensity Difference dopo 48 ore» (SPID48) (Tabella 1a).

In uno studio sul dolore post-operatorio moderato/grave dopo un intervento di isterectomia addominale (codice studio KF5503/35), il tapentadolo IR a dosi di 50 mg, 75 mg e 100 mg è stato confrontato con placebo e con morfina IR 20 mg per 3 giorni. Tutti i livelli di dose di tapentadolo IR hanno dimostrato una superiore riduzione del dolore statisticamente significativa rispetto al placebo per l'endpoint primario «Sum of Pain Intensity Difference dopo 24 ore» (SPID24) (Tabella 1b).

In uno studio su pazienti con dolore moderato/grave da artrosi del ginocchio o dell'anca in stadio avanzato (codice studio KF5503/33), il tapentadolo IR a dosi di 50 mg e 75 mg è stato confrontato con placebo e con ossicodone IR 10 mg per 10 giorni. Entrambi i livelli di dose di tapentadolo IR hanno dimostrato un'efficacia superiore statisticamente significativa rispetto al placebo per l'endpoint primario «Sum of Pain Intensity Difference a 5 giorni» (5-Day SPID) (Tabella 1c).

L'efficacia analgesica di tapentadolo IR in questi studi era paragonabile all'efficacia dei potenti oppioidi ossicodone IR e morfina IR, usati come comparatori attivi (Tabella 1a-1c).

Tabella 1a: Risultati di «Sum of Pain intensity Difference dopo 48 ore» (SPID48) (intervento chirurgico per alluce valgo, KF5503/32: Intent-to-Treat Population, LOCF)

Statistica

Placebo

Tapentadolo IR

Ossicodone IR 15 mg

50 mg

75 mg

100 mg

N

120

119

120

118

125

Valore medio (DS)

24,5 (120,93)

119,1 (125,86)

139,1 (118,93)

167,2 (98,99)

172,3 (110,86)

Mediana (margine)

43,4 (-278,274)

127,6 (-185,402)

131,3 (-199,462)

158,5 (-94,408)

170,6 (-190,431)

Differenza dei valori medi LS con placebo [IC 95%]

-

88,2 [60,71;115,59]

113,5 [86,12;140,81]

141,4 [113,98;168,90]

142,4 [115,28;169,47]

valore p vs. placebo

-

<0,001

<0,001

<0,001

<0,001

 

Tabella 1b: Risultati di «Sum of Pain intensity Difference dopo 24 ore» (SPID24) (isterectomia addominale, KF5503/35: Intent-to-Treat Population, LOCF)

Statistica

Placebo

Tapentadolo IR

Morfina IR 20 mg

50 mg

75 mg

100 mg

N

166

163

167

172

164

Valore medio (DS)

29,0 (44,98)

49,0 (39,87)

52,4 (41,85)

52,9 (40,95)

48,8 (41,00)

Mediana (margine)

36,3 (-90,150)

53,6 (-77,141)

56,5 (-132,141)

57,7 (-119,153)

51,7 (-78,150)

Differenza dei valori medi LS con placebo [IC 95%]

-

18,1 [10,9; 25,3]

20,8 [13,7; 28,0]

23,3 [16,3; 30,4]

20,6 [13,4; 27,8]

valore p vs. placebo

-

<0,001

<0,001

<0,001

<0,001

 

Tabella 1c: Risultati di «Sum of Pain intensity Difference a 5 giorni» (5-Day SPID) (artrosi in stadio avanzato, KF5503/33: Intent-to-Treat Population, LOCF)

Statistica

Placebo

Tapentadolo IR

Ossicodone IR 10 mg

50 mg

75 mg

N

169

153

166

171

Valore medio (DS)

130,6 (182,77)

229,2 (228,92)

223,8 (217,76)

236,5 (222,82)

Mediana (margine)

86,6 (-358,695)

164,1 (-480,881)

210,2 (-308,823)

206,7 (-268,884)

Differenza dei valori medi LS con placebo [IC 95%]

-

101,2 [54,58; 147,89]

97,5 [51,81; 143,26]

111,9 [66,49; 157,38]

valore p vs. placebo

-

<0,001

<0,001

<0,001

 

Un valore di SPID più elevato significa una maggiore riduzione del dolore.

Sulla base di un'analisi di covarianza con i fattori trattamento e sito dello studio e intensità del dolore al basale come covariata. I valori di P per il confronto tra tapentadolo IR e placebo sono stati aggiustati per la molteplicità usando la procedura di Hochberg.

SPID = Sum of Pain Intensity Difference; LOCF = Last Observation Carried Forward; N= numero di pazienti, DS = deviazione standard, LS = least square; IC = intervallo di confidenza, IR = intermediate release.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il tapentadolo viene completamente assorbito dopo somministrazione orale.

A causa dell'elevato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta media dopo somministrazione di una singola dose (a digiuno) è di circa il 32%.

Le concentrazioni sieriche massime del tapentadolo vengono osservate di regola circa 1,25 ore dopo la somministrazione. Un aumento dose-proporzionale dei valori di Cmax e di AUC del tapentadolo si è osservato nell'intervallo delle dosi terapeutiche orali.

Uno studio a dosi multiple (ogni 6 ore) con dosi comprese tra 75 e 175 mg di tapentadolo ha messo in evidenza un tasso di accumulo tra 1,4 e 1,7 per la sostanza madre e tra 1,7 e 2,0 per il principale metabolita tapentadolo-O-glucuronide, determinato principalmente dall'intervallo di dosaggio e dall'emivita apparente del tapentadolo e del suo metabolita.

Le concentrazioni sieriche di tapentadolo all'equilibrio vengono raggiunte il secondo giorno di trattamento.

Effetti della dieta

L'AUC e la Cmax sono aumentate rispettivamente del 25% e del 16%, quando Palexia veniva somministrato dopo una colazione a elevato contenuto calorico e di grassi. Questo aumento non è stato considerato clinicamente rilevante, perché rientra nella normale variabilità interpersonale dei parametri farmacocinetici del tapentadolo. Palexia può essere assunto indipendentemente dai pasti.

Distribuzione

Il tapentadolo si distribuisce in tutto il corpo. Dopo applicazione endovenosa, il volume di distribuzione (V) del tapentadolo è di 540 +/- 98 l. Il legame alle proteine sieriche è basso e corrisponde a circa il 20%.

Metabolismo

Nell'uomo, il metabolismo del tapentadolo è molto pronunciato. Circa il 97% della sostanza madre viene metabolizzata. La principale via metabolica del tapentadolo è la coniugazione con l'acido glucuronico, a formare un glucuronide. Dopo somministrazione orale, circa il 70% della dose viene eliminato nelle urine come forma coniugata (55% come glucuronide e 15% come solfato di tapentadolo). L'uridina-difosfato glucuronosiltransferasi (UGT) è il principale enzima coinvolto nella glucuronizzazione (principalmente le isoforme GT1A6, UGT1A9 e UGT2B7). Complessivamente, il 3% del medicamento viene eliminato in forma invariata con le urine. Il tapentadolo viene inoltre metabolizzato dal CYP2C9 e dal CYP2C19 in N-desmetil tapentadolo (13%) e dal CYP2D6 in idrossi tapentadolo (2%). Questi vengono ulteriormente metabolizzati mediante coniugazione. Pertanto, il metabolismo del medicamento mediato dal sistema del citocromo P450 è meno significativo della coniugazione di fase 2.

Nessuno dei metaboliti è interessato nell'effetto analgesico.

Eliminazione

Il tapentadolo e i suoi metaboliti vengono eliminati quasi esclusivamente (99%) attraverso i reni. Dopo applicazione endovenosa, la clearance totale è di 1530 +/- 177 ml/min. L'emivita terminale è in media di 4 ore dopo la somministrazione orale.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Anziani

L'esposizione media (AUC) al tapentadolo nei pazienti anziani era simile a quella dei giovani adulti. Nel gruppo dei pazienti anziani, la Cmax media era del 16% inferiore a quella dei giovani adulti.

Disturbi della funzionalità renale

I valori di AUC e Cmax del tapentadolo erano comparabili in pazienti con vari gradi di funzione renale (da normale a gravemente compromessa). Al contrario, si è osservato un aumento dell'esposizione (AUC) al tapentadolo-O-glucuronide con l'aumento della compromissione renale. Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale lieve, moderata e grave, l'AUC del tapentadolo-O-glucuronide è rispettivamente di 1,5, 2,5 e 5,5 volte superiore, rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale.

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, dopo somministrazione di Palexia si è realizzata una maggiore esposizione al tapentadolo, con livelli sierici più elevati, rispetto ai pazienti con funzionalità epatica normale. Il rapporto dei parametri farmacocinetici per il tapentadolo nel gruppo con compromissione epatica lieve/moderata, rispetto al gruppo con funzionalità epatica normale, era rispettivamente 1,7 e 4,2 per l'AUC; 1,4 e 2,5 per la Cmax e 1,2 e 1,4 per il t 1/ 2. Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica, la velocità di formazione del tapentadolo-O-glucuronide era inferiore.

Interazioni farmacocinetiche

Il tapentadolo è metabolizzato principalmente attraverso la glucuronidazione di fase 2, con solo una frazione metabolizzata attraverso le vie metaboliche ossidative di fase 1.

Siccome la glucuronidazione è un sistema a elevata capacità e bassa affinità che non viene facilmente saturato, anche in caso di malattia, e le concentrazioni terapeutiche del medicamento sono generalmente ben al di sotto di quelle richieste per una potenziale inibizione della glucuronidazione, la probabilità di interazioni clinicamente rilevanti attraverso il metabolismo di fase 2 è bassa. Ciò è stato verificato da studi clinici di interazione farmacocinetica con i medicamenti in studio naprossene e probenecid, in cui si è messo in evidenza un aumento rispettivamente del 17% e del 57% dell'AUC del tapentadolo. Quando il paracetamolo e l'acido acetilsalicilico sono stati somministrati contemporaneamente, non si sono osservate alterazioni dei parametri farmacocinetici del tapentadolo.

Gli studi in vitro non hanno dimostrato la capacità del tapentadolo di inibire né di indurre gli enzimi del citocromo P450. Pertanto, è improbabile la comparsa di interazioni clinicamente rilevanti mediate dal sistema del citocromo P450.

La farmacocinetica del tapentadolo non è stata influenzata quando il pH gastrico e la motilità gastrointestinale sono stati aumentati rispettivamente da omeprazolo e metoclopramide.

Il legame alle proteine plasmatiche del tapentadolo è basso (circa il 20%). Per questo motivo, la probabilità di interazioni farmacocinetiche dovute allo spostamento dal sito di legame delle proteine è bassa.

Dati preclinici

Il profilo degli effetti collaterali è ampiamente compatibile con le sue proprietà oppioidi. I risultati tossicologici rilevanti per la sicurezza sono stati: reazioni reversibili del SNC, tra cui convulsioni e depressione respiratoria, effetti epatotossici e prolungamento del QT non persistente, che, tuttavia, non è stato confermato nell'uomo. Inoltre, si sono osservati potenziale di dipendenza e abuso, così come sviluppo di tolleranza.

I dati non clinici non hanno rilevato alcun potenziale rischio genotossico o cancerogeno per l'uomo. Il tapentadolo non ha influenzato la fertilità maschile o femminile nel ratto. Il tapentadolo è stato studiato per quanto riguarda gli effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio dopo esposizione endovenosa e sottocutanea. Non si è osservato alcun effetto teratogeno per il tapentadolo; tuttavia, dopo la somministrazione sottocutanea è comparso un ritardo di sviluppo in seguito alla tossicità materna. L'effetto sullo sviluppo pre e postnatale è stato studiato nel ratto. Il tapentadolo ha causato un aumento della mortalità dei cuccioli F1 tra il giorno 1 e il giorno 4 post-partum. Non si sono osservate malformazioni o altri disturbi riproduttivi, neuro-comportamentali o dello sviluppo.

L'eliminazione attraverso il latte materno è stata studiata in cuccioli di ratto allattati da madri trattate con tapentadolo. I cuccioli sono stati esposti a tapentadolo e tapentadolo-O-glucuronide in maniera dose-dipendente. Lo studio ha rivelato che il tapentadolo passa nel latte materno.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

60530 (Swissmedic).

Confezioni

Palexia 50

20 compresse rivestite con film [A+]

60 compresse rivestite con film [A+]

Palexia 75

20 compresse rivestite con film [A+]

60 compresse rivestite con film [A+]

Palexia 100

20 compresse rivestite con film [A+]

60 compresse rivestite con film [A+].

Titolare dell’omologazione

Grünenthal Pharma AG, Glarus Süd.

Stato dell'informazione

Aprile 2026.