Venofer®
Vifor (International) AG
Composizione
Principi attivi
Ferrum ut Ferri oxidum saccharatum.
Sostanze ausiliarie
Natrii hydroxidum.
Aqua ad iniectabilia q.s. ad solut.
Venofer contiene fino a 7 mg di sodio per ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile per somministrazione E.V.
Una fiala di 5 ml contiene 100 mg di ferro.
Un flaconcino di 5 ml contiene 100 mg di ferro.
Osmolarità: circa 1250 mOsm/l; pH: 10,5–11,0.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Carenza di ferro nei pazienti, quando la terapia con ferro per via orale non è sufficientemente efficace o impossibile come nei seguenti casi:
·Intolleranza ai preparati a base di ferro orali.
·Malattia gastrointestinale infiammatoria (es. colite ulcerosa) che può essere aggravata dalla terapia orale con ferro.
·Carenza di ferro refrattaria al trattamento con sospetto scarso assorbimento di preparati a base di ferro orali.
Venofer deve essere somministrato solo se l'indicazione è stata confermata da esami diagnostici appropriati. Test di laboratorio adeguati sono emoglobina (Hb), ferritina serica, saturazione della transferrina (TSAT).
L'impiego di Venofer non è stato ancora adeguatamente studiato nei bambini al di sotto dei 3 anni pertanto non è raccomandato in questa fascia di età.
Posologia/Impiego
Venofer deve essere somministrato esclusivamente mediante iniezione endovenosa lenta.
Venofer NON deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare.
Monitorare attentamente i pazienti per segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità durante e dopo ogni somministrazione di Venofer. Deve essere garantito un trattamento di emergenza appropriato (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
La dose cumulativa di Venofer deve essere calcolata individualmente per ciascun paziente e non deve essere superata. Il calcolo della dose avviene a in base ai livelli di emoglobina e al peso corporeo.
Se la dose totale necessaria supera la dose singola massima consentita di 200 mg (iniezione) o 500 mg (infusione), la somministrazione della dose totale deve essere ripartita.
Calcolo della dose
La dose cumulativa totale di Venofer, equivalente alla carenza totale di ferro (in mg), viene stabilita in base ai livelli di emoglobina (Hb) e al peso corporeo (PC). La dose di Venofer deve essere calcolata individualmente per ciascun paziente, in funzione della carenza di ferro totale calcolata con la seguente formula di Ganzoni:
Carenza complessiva di ferro [mg] = PC [kg] × (Hb target − Hb attuale) [g/dl] × 2,4* + ferro di deposito [mg].
Sotto i 35 kg di PC: Hb target = 13 g/dl e ferro di deposito = 15 mg/kg di PC.
Dai 35 kg di PC: Hb target = 15 g/dl e ferro di deposito = 500 mg.
* Fattore 2,4 = 0,0034 (contenuto di ferro nell'Hb = 0,34%) × 0,07 (volume ematico = 7% di PC) × 1'000 (fattore di conversione da [g] in [mg]) × 10. Quantità complessiva di Venofer da somministrare (in ml) = carenza di ferro totale [mg]/20 mg di ferro/ml.
Quantità complessiva di Venofer (ml) da somministrare in base al peso corporeo e al livello di emoglobina attuale:
PC | Quantità complessiva di Venofer (20 mg di ferro per ml) da somministrare | |||
| Hb 6,0 g/dl | Hb 7,5 g/dl | Hb 9,0 g/dl | Hb 10,5 g/dl |
10 kg | 15,0 ml | 15,0 ml | 12,5 ml | 10,0 ml |
15 kg | 25,0 ml | 22,5 ml | 17,5 ml | 15,0 ml |
20 kg | 32,5 ml | 27,5 ml | 25,0 ml | 20,0 ml |
25 kg | 40,0 ml | 35,0 ml | 30,0 ml | 27,5 ml |
30 kg | 47,5 ml | 42,5 ml | 37,5 ml | 32,5 ml |
35 kg | 62,5 ml | 57,5 ml | 50,0 ml | 45,0 ml |
40 kg | 67,5 ml | 60,0 ml | 55,0 ml | 47,5 ml |
45 kg | 75,0 ml | 65,0 ml | 57,5 ml | 50,0 ml |
50 kg | 80,0 ml | 70,0 ml | 60,0 ml | 52,5 ml |
55 kg | 85,0 ml | 75,0 ml | 65,0 ml | 55,0 ml |
60 kg | 90,0 ml | 80,0 ml | 67,5 ml | 57,5 ml |
65 kg | 95,0 ml | 82,5 ml | 72,5 ml | 60,0 ml |
70 kg | 100,0 ml | 87,5 ml | 75,0 ml | 62,5 ml |
75 kg | 105,0 ml | 92,5 ml | 80,0 ml | 65,0 ml |
80 kg | 112,5 ml | 97,5 ml | 82,5 ml | 67,5 ml |
85 kg | 117,5 ml | 102,5 ml | 85,0 ml | 70,0 ml |
90 kg | 122,5 ml | 107,5 ml | 90,0 ml | 72,5 ml |
Livello di emoglobina target
Sotto i 35 kg di PC: | Hb target = 13 g/dl |
Dai 35 kg di PC: | Hb target = 15 g/dl |
Per convertire Hb (mM) a Hb (g/dl), moltiplicare il valore della prima per 1,6.
Se la dose totale necessaria supera la dose singola massima consentita di 200 mg (iniezione) o 500 mg (infusione), la somministrazione deve essere ripartita.
Posologia abituale
Adulti 5–10 ml di Venofer (100–200 mg di ferro) da una a tre volte a settimana. Per il tempo di somministrazione e il rapporto di diluizione vedere il paragrafo «Impiego».
Bambini al di sopra dei 3 anni di età: Sono disponibili dati estremamente limitati sull'utilizzo nei bambini ottenuti da studi clinici. In caso di necessità clinica, si raccomanda di non superare una dose di 0,15 ml di Venofer (3 mg di ferro) per kg di peso corporeo un massimo di tre volte a settimana. Per il tempo di somministrazione e il rapporto di diluizione vedere il paragrafo «Impiego».
Dosaggio singolo e settimanale massimo tollerabile
Adulti
Come iniezione, somministrare la dose massima giornaliera tollerata al massimo tre volte a settimana:
·10 ml di Venofer (200 mg di ferro) iniettati in un periodo di almeno 10 minuti.
Come infusione, somministrare la dose massima giornaliera tollerata al massimo una volta alla settimana:
·Pazienti con un peso corporeo superiore ai 70 kg: 500 mg di ferro (25 ml di Venofer) per almeno 3 ½ ore
·Pazienti di peso pari o inferiore a 70 kg: 7 mg di ferro/kg di peso corporeo per almeno 3 ½ ore
I tempi di infusione prescritti nel capitolo «Impiego» devono essere rigorosamente rispettati, anche se il paziente non riceve la dose singola massima tollerata.
Se il trattamento non ha successo (aumento dell'emoglobina di circa 0,1 g/dl sangue/giorno e circa 1,0–2,0 g/dl dopo 1–2 settimane), è necessario verificare la diagnosi iniziale ed escludere una perdita di sangue persistente.
Impiego
Venofer deve essere somministrato esclusivamente per via endovenosa, che può consistere in una iniezione endovenosa lenta, una infusione endovenosa goccia a goccia o direttamente nella linea venosa della macchina per dialisi.
Venofer non deve essere somministrato per via sottocutanea.
Se la dose totale necessaria supera la dose singola massima consentita, la somministrazione deve essere ripartita.
Infusione endovenosa goccia a goccia
Venofer deve essere diluito esclusivamente in una soluzione sterile di sodio cloruro (NaCl) allo 0,9% m/V. La diluizione deve avvenire immediatamente prima dell'infusione e la soluzione deve essere somministrata nel modo seguente:
Dose di Venofer | Dose di Venofer | Volume di diluizione massimo della soluzione sterile di NaCl allo 0,9% m/V | Tempo di infusione minimo |
50 mg | 2,5 ml | 50 ml | 8 minuti |
100 mg | 5 ml | 100 ml | 15 minuti |
200 mg | 10 ml | 200 ml | 30 minuti |
300 mg | 15 ml | 300 ml | 1,5 ore |
400 mg | 20 ml | 400 ml | 2,5 ore |
500 mg | 25 ml | 500 ml | 3,5 ore |
Iniezione endovenosa
Venofer può essere somministrato mediante iniezione endovenosa lenta ad una velocità di 1 ml di soluzione non diluita al minuto, non somministrando più di 10 ml di Venofer (200 mg di ferro) per iniezione. Dopo l'iniezione il paziente deve stendere il braccio. La perdita paravenosa deve essere evitata perché la perdita di Venofer in prossimità del sito di iniezione può provocare dolore, infiammazione, necrosi dei tessuti e scolorimento marrone di lunga durata della pelle, vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali».
Iniezione nella linea venosa della macchina per dialisi
Venofer può essere somministrato in una sessione di emodialisi direttamente nella linea venosa della macchina per dialisi nelle stesse condizioni descritte per l'iniezione endovenosa.
Controindicazioni
·Ipersensibilità nota al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie come descritto in «Composizione».
·Nota ipersensibilità grave ad altri prodotti a base di ferro per uso parenterale.
·Anemia non causata dalla carenza di ferro (per es. anemia emolitica, anemia megaloblastica dovuta a carenza di vitamina B12, disturbi dell'eritropoiesi, ipoplasia del midollo osseo, anemia da avvelenamento da piombo).
·Evidenza di sovraccarico di ferro (emocromatosi, emosiderosi) o disturbi ereditari nell'utilizzo del ferro (anemia sideroacrestica, talassemia, porfiria cutanea tarda).
·Primo trimestre di gravidanza.
Avvertenze e misure precauzionali
Preparazioni a base di ferro somministrate per via parenterale possono causare reazioni di ipersensibilità (reazioni anafilattiche/anafilattoidi gravi) potenzialmente fatali.
Sono state anche segnalate reazioni di ipersensibilità dopo dosi di preparati a base di ferro per uso parenterale già somministrate in precedenza e senza incidenti. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità che possono progredire fino alla sindrome di Kounis (spasmo allergico acuto delle arterie coronarie che può portare a infarto miocardico). Nei pazienti che hanno avuto reazioni di ipersensibilità al ferro destrano, Venofer deve essere somministrato solo in situazioni urgenti e sotto rigorose misure precauzionali.
Il trattamento con Venofer deve essere prescritto solo dopo che il medico curante ne ha determinato attentamente l'indicazione.
Venofer deve essere somministrato solamente nel caso in cui sia immediatamente disponibile personale specializzato a valutare e gestire reazioni anafilattiche, in una struttura dotata di apparecchiature complete per la rianimazione. I pazienti devono essere attivamente interrogati sui precedenti effetti avversi dei preparati di ferro per via endovenosa prima di ogni somministrazione di Venofer.
I sintomi tipici delle reazioni di ipersensibilità acuta sono: abbassamento della pressione, tachicardia (fino allo shock anafilattico), sintomi respiratori (broncospasmi, edema della laringe e della faringe ecc.), sintomi addominali (crampi addominali, vomito ecc.) o cutanei (orticaria, eritema, prurito ecc.).
I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione in relazione a segni e sintomi di una reazione di ipersensibilità per almeno 30 minuti dopo ogni somministrazione parenterale di preparati a base di ferro. Se durante la somministrazione si manifestano reazioni di ipersensibilità o segnali di intolleranza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto.
Per il trattamento medico di emergenza delle reazioni anafilattiche/anafilattoidi acute, si consiglia principalmente adrenalina, per es. 0,3 mg i.m. Solo successivamente somministrare antistaminici e/o corticosteroidi (inizio dell'azione successivo).
Il rischio di reazioni di ipersensibilità aumenta per i pazienti con allergie note che includono intolleranze ai medicamenti, compresi i pazienti con anamnesi di asma grave, eczema o altre atopie come pure in pazienti con condizioni infiammatorie o di natura immunitaria (per. es. lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide).
Nei pazienti con funzionalità epatica ridotta, somministrare ferro per via parenterale solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Evitare la somministrazione parenterale di ferro nei pazienti con funzionalità epatica ridotta per i quali un sovraccarico di ferro rappresenta un fattore precipitante. Per impedire il sovraccarico, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli di ferro.
Nei pazienti con livelli elevati di ferritina, il ferro per via parenterale può influire negativamente sul decorso di un'infezione batterica o virale.
Somministrare con cautela ferro per via parenterale in presenza di infezione acuta o cronica. Nel caso di pazienti con infezione cronica, occorre valutare il rapporto rischio/beneficio. Si raccomanda di sospendere la somministrazione di Venofer nei pazienti con batteriemia.
La perdita paravenosa deve essere evitata perché la perdita di Venofer in prossimità del sito di iniezione può provocare dolore, infiammazione e scolorimento marrone della pelle. Se ciò dovesse accadere, la somministrazione di Venofer deve essere immediatamente interrotta. In studi clinici con Venofer non è stata finora osservata necrosi dei tessuti.
È stato spesso osservato un abbassamento della pressione in correlazione alla somministrazione endovenosa di ferro. Pertanto l'infusione deve essere somministrata con cautela.
Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica, cirrosi epatica scompensata, epatite epidemica, sindrome di Osler-Rendu-Weber, malattie renali infettive in fase acuta, iperparatiroidismo incontrollato, occorre prestare particolare attenzione nella somministrazione di Venofer.
Venofer contiene fino a 7 mg di sodio per ml, equivalente allo 0,4% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Interazioni
Venofer è indicato esclusivamente quando una terapia con ferro per via orale è impossibile o non è sufficientemente efficace. In quest'ultimo caso è consigliabile non somministrare Venofer in concomitanza con preparati a base di ferro per via orale poiché l'assorbimento di ferro per via orale può essere ridotto.
Gravidanza, allattamento
Esistono solo dati insufficienti sull'uso del ferro saccarato nelle donne nel primo trimestre di gravidanza. Dai dati raccolti sull'uso di Venofer in donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (303 esiti della gravidanza) non è emersa alcuna preoccupazione dal punto di vista della sicurezza per la madre o il neonato.
Non è ancora noto se il complesso saccarosio idrossido di ferro(III) presente in Venofer passi attraverso la placenta. Tuttavia, il ferro legato alla transferrina supera la barriera placentare e il ferro legato alla lattoferrina passa nel latte materno.
Non sono disponibili studi sull'influenza sull'equilibrio del ferro nel neonato.
Venofer è controindicato nel primo trimestre di gravidanza (vedere «Controindicazioni») e può essere utilizzato nel secondo e terzo trimestre solo in caso d'indicazione obbligatoria.
Prima dell'uso in gravidanza si richiede un'attenta valutazione del rischio/beneficio perché le reazioni di ipersensibilità possono comportare un rischio particolare per la madre e il bambino (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Per calcolare la quantità di ferro necessaria, utilizzare il peso corporeo prima dell'inizio della gravidanza per evitare possibili sovradosaggi.
Sono disponibili dati limitati sull'escrezione di ferro nel latte materno umano dopo la somministrazione endovenosa di ferro saccarato. In uno studio clinico 10 madri sane con carenza di ferro che allattavano hanno ricevuto 100 mg di ferro sotto forma di ferro saccarato. Quattro giorni dopo il trattamento, il contenuto di ferro del latte materno non era aumentato e non c'era nessuna differenza rispetto al gruppo di controllo (n = 5). Non si può escludere che i neonati/lattanti possano essere esposti al ferro di Venofer attraverso il latte materno; pertanto è necessario effettuare una valutazione del rapporto rischio/beneficio.
Per i dati degli studi sugli animali, vedere «Dati preclinici».
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. È improbabile che Venofer abbia un effetto sulla capacità di guidare veicoli o sull'impiego di macchinari. Tuttavia in caso di sintomi di vertigini, confusione o capogiri in seguito alla somministrazione di Venofer, i pazienti devono astenersi dal guidare veicoli e dall'usare macchinari fino alla scomparsa dei sintomi.
Effetti indesiderati
L'effetto indesiderato più comunemente osservato negli studi clinici con Venofer è la disgeusia, insorta con una frequenza di 4,5 eventi per 100 soggetti. Altri effetti indesiderati comuni erano nausea, ipotensione, ipertensione e dolore nel sito di iniezione, che si sono verificati con una frequenza pari a 1-2 eventi per 100 soggetti.
Gli effetti indesiderati gravi più importanti associati a Venofer sono le reazioni di ipersensibilità, che negli studi clinici si sono verificate con una frequenza pari a 0,25 eventi per 100 soggetti. Reazioni di ipersensibilità immediata (reazioni anafilattoidi/anafilattiche) sono state rare. In generale, le reazioni anafilattoide/anafilattiche sono effetti collaterali molto gravi che possono essere letali (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). I sintomi comprendono, tra l'altro, collasso circolatorio, abbassamento della pressione, tachicardia, sintomi respiratori (broncospasmi, edema della laringe e della faringe, ecc.), sintomi addominali (crampi addominali, vomito, ecc.) o cutanei (orticaria, eritema, prurito, ecc.).
I seguenti effetti collaterali sono stati riportati in 4'064 pazienti in studi clinici, in una relazione temporale con la somministrazione di Venofer, che lascia ipotizzare un rapporto causale. Gli effetti indesiderati sotto elencati sono classificati in base alla frequenza come comuni (<1/10, ≥1/100), non comuni (<1/100, ≥1/1000) e rari (<1/1000, ≥1/10'000).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Reazioni di ipersensibilità.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: Ferritina sierica elevata.
Patologie del sistema nervoso
Comune: Disgeusia, vertigini.
Non comune: Cefalee, parestesia, ipoestesia.
Raro: Sincope, sonnolenza.
Disfunzioni cardiache
Non comune: Ipotensione e collasso, tachicardia.
Raro: Palpitazioni.
Patologie vascolari
Comune: Ipotensione, ipertensione.
Non comune: Rossore, flebite.
Patologie respiratorie
Non comune: Dispnea.
Patologie renali e delle vie urinarie efferenti
Non comune: Cromaturia.
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea.
Non comune: Vomito, dolore addominale, diarrea, stipsi.
Patologie epatobiliari
Non comune: Aumento dell'alanina amino transferasi, aumento dell'aspartato aminotransferasi, aumento della gamma glutamiltransferasi.
Raro: Aumento della lattato deidrogenasi nel sangue.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Prurito, eruzione cutanea.
Sistema muscoloscheletrico (patologie del sistema locomotore, del tessuto connettivo e delle ossa)
Non comune: Spasmi muscolari, mialgia, artralgia, dolore agli arti, mal di schiena.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: Reazioni nella sede di iniezione/infusione1).
Non comune: Dolore toracico, brividi, astenia, affaticamento, edema periferico, dolore.
Raro: Iperidrosi, febbre.
1) Gli effetti indesiderati riportati più frequentemente sono: dolore, stravaso, irritazione, reazione, scolorimento, ematoma, prurito nella sede di iniezione/infusione.
Le seguenti segnalazioni di reazioni avverse si sono verificate spontaneamente dopo l'immissione in commercio
Frequenza non nota: Obnubilazione, bradicardia, tromboflebite, perdita di conoscenza, stati d'ansia, tremore.
La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il sovradosaggio può provocare un sovraccarico di ferro che può manifestarsi sotto forma di emosiderosi. Il sovradosaggio deve essere trattato, se ritenuto necessario dal medico curante, con un agente chelante del ferro o secondo la pratica medica standard.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
B03AC
Meccanismo d'azione
Vedere «Farmacodinamica».
Farmacodinamica
Il ferro saccarato, il principio attivo di Venofer, è composto da un nucleo di idrossido di ferro(III) polinucleare circondato da un numero elevato di molecole di saccarosio legate con legami non covalenti. Il complesso ha un peso molecolare medio (Mw) di circa 43 kDa. Il nucleo di ferro polinucleare presenta una struttura simile a quella del nucleo della ferritina, la proteina di immagazzinamento fisiologico del ferro. Il complesso è progettato per fornire, secondo una modalità controllata, ferro utilizzabile per le proteine di trasporto e di immagazzinamento del ferro (cioè, transferrina e ferritina, rispettivamente) nell'organismo.
Dopo la somministrazione per via endovenosa, il nucleo di ferro polinucleare proveniente dal complesso viene captato principalmente dal sistema reticoloendoteliale nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Successivamente il ferro viene utilizzato per la sintesi di Hb, mioglobina e altri enzimi che contengono ferro o viene conservato principalmente nel fegato sotto forma di ferritina.
Efficacia clinica
Studi clinici hanno dimostrato che la risposta ematologica al complesso di ferro(III) idrossido e saccarosio per via endovenosa è più rapida rispetto ai preparati solubili somministrati per via orale.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non applicabile.
Distribuzione
È stata valutata la ferrocinetica del ferro saccarato marcato con 52Fe e 59Fe in 6 pazienti con anemia e insufficienza renale cronica. Nelle prime 6–8 ore, il 52Fe era captato nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. La captazione radioattiva da parte della milza ricca di macrofagi è considerata rappresentativa della captazione reticoloendoteliale del ferro.
Dopo l'iniezione endovenosa di una dose singola di ferro da 100 mg sotto forma di ferro saccarato in volontari sani, le concentrazioni totali massime di ferro sierico sono state raggiunte dopo 10 minuti dall'iniezione, e avevano una concentrazione media di 538 µmol/l. Il volume di distribuzione del compartimento centrale aveva una buona correlazione con il volume plasmatico (circa 3 litri).
Metabolismo
Dopo l'iniezione, il saccarosio si dissocia ampiamente e il nucleo di ferro polinucleare viene captato principalmente dal sistema reticoloendoteliale del fegato, della milza e del midollo osseo. A quattro settimane dalla somministrazione l'utilizzo di ferro da parte dei globuli rossi variava dal 68% al 97%.
Eliminazione
Il complesso di ferro saccarato ha un peso molecolare medio (Mw) di circa 43 kDa, che è abbastanza elevato da impedire l'eliminazione renale. L'eliminazione renale del ferro, che si verifica nelle prime 4 ore dopo l'iniezione di una dose di Venofer di 100 mg di ferro, corrispondeva a meno del 5% della dose. Dopo 24 ore la concentrazione totale di ferro sierico era ridotta al livello pre-dose. L'eliminazione renale di saccarosio era circa il 75% della dose somministrata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non è ancora noto quale influenza abbiano i disturbi della funzionalità renale ed epatica sulle proprietà farmacologiche del complesso ferro(III) idrossido e saccarosio (nota: vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione e lo sviluppo pre- e postnatale non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.
In studi di tossicità embrio-fetale in cui gli animali erano sovrasaturi di ferro, il ferro saccarato a dosi che portano alla tossicità materna è stato associato ad anomalie scheletriche minori nei feti di ratto.
I dati preclinici non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per il lattante. In ratti in allattamento trattati con ferro saccarato marcato con 59Fe sono stati osservati una ridotta secrezione di ferro nel latte e un passaggio di ferro nella prole. È improbabile che il ferro saccarato non metabolizzato passi nel latte materno.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Venofer deve essere diluito esclusivamente con una soluzione salina (NaCl) sterile allo 0,9% m/V. In caso di miscelazione con altre soluzioni o prodotti medicinali sussiste il rischio di precipitazione e/o interazione. Non si conosce la compatibilità del prodotto con contenitori di materiali diversi da vetro, polietilene e PVC.
Influenza su metodi diagnostici
Non nota.
Stabilità
Le fiale o i flaconcini devono essere utilizzati immediatamente dopo l'apertura. Per ragioni microbiologiche, la soluzione diluita preparata con soluzione salina sterile allo 0,9% m/V deve essere somministrata appena possibile. Il tempo e le condizioni di conservazione prima dell'uso non devono superare le 12 ore a temperature non superiori a 25 °C.
Venofer non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Condizioni di conservazione prescritte: non conservare a temperature superiori a 25 °C, conservare al riparo dalla luce. Non congelare la soluzione di Venofer. Non esporre a calore eccessivo. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Le fiale o i flaconcini devono essere ispezionati visivamente per verificare la presenza di sedimenti e danni prima dell'uso. Possono essere utilizzati solo contenitori con una soluzione omogenea e priva di sedimenti.
Numero dell'omologazione
15398 (Swissmedic).
Confezioni
5 fiale (5 ml) da 100 mg di ferro (B)
5 flaconcini (5 ml) da 100 mg di ferro (B)
Titolare dell’omologazione
Vifor (International) Inc., San Gallo.
Stato dell'informazione
Maggio 2025