Insuline umane Monocomponent (HM) Novo Nordisk
Novo Nordisk Pharma AG
Composizione
Principi attivi
Insulina umana (prodotta mediante ingegneria genetica a partire da cellule di Saccharomyces cerevisiae)
Actrapid® HM (44610)
Insulinum humanum ADNr solutum 100 I.E./ml
Insulatard® HM (45495)
Insulinum humanum ADNr isophanum 100 I.E./ml
Sostanze ausiliarie
Actrapid® HM (44610)
Zinci chloridum, Glycerolum, Metacresolum, Acidum hydrochloridum / Natrii hydroxidum (per la regolazione del pH), Aqua ad iniectabilia pro 1 ml.
La soluzione iniettabile contiene 1,02 mg/ml di sodio.
Insulatard® HM (45495)
Protamini sulfas, Zinci chloridum, Glycerolum, Phenolum, Metacresolum, Dinatrii phosphas dihydricus, Acidum hydrochloridum / Natrii hydroxidum (per la regolazione del pH), Aqua ad iniectabilia pro 1 ml.
La sospensione iniettabile contiene 0,78 mg/ml di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Actrapid HM è una soluzione iniettabile da 100 UI/ml, si presenta come una soluzione acquosa limpida e incolore e viene somministrata per via sottocutanea o endovenosa.
Insulatard HM è una sospensione iniettabile da 100 UI/ml, si presenta come una sospensione acquosa bianca torbida e viene somministrata per via sottocutanea.
1 flaconcino contiene 10 ml da 1000 UI.
Un'UI (unità internazionale) equivale a 0,035 mg di insulina umana anidra.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Diabete mellito richiedente un trattamento con insulina.
Posologia/Impiego
Actrapid HM è un'insulina ad azione rapida. Insulatard HM è un'insulina ad azione prolungata. (vedi «Proprietà/effetti»).
Posologia abituale
La posologia è individuale e viene stabilita dal medico in base alle esigenze dei pazienti. Il fabbisogno individuale di insulina negli adulti e nei bambini si aggira solitamente tra 0,3 e 1,0 U/kg/giorno. Il fabbisogno quotidiano di insulina può essere maggiore nei pazienti con resistenza all'insulina (ad es. durante la pubertà o a causa dell'obesità) e inferiore nei pazienti con produzione di insulina endogena residua.
Actrapid HM può essere combinato con insulina ad azione prolungata. Entro 30 minuti dall'iniezione di Actrapid HM è necessario assumere un pasto o uno spuntino contenente carboidrati.
Insulatard HM può essere utilizzato in monoterapia o aggiunto ad insulina ad azione rapida. Il medico stabilisce se siano necessarie una o più iniezioni al giorno. Nell'ambito di una terapia insulinica intensificata, Insulatard HM può essere utilizzato come insulina basale (iniezione serale e/o mattutina), mentre durante i pasti si somministra insulina ad azione rapida.
Adeguamento della dose/titolazione
Le comorbilità, in particolare le infezioni e le malattie febbrili, solitamente aumentano il fabbisogno di insulina del paziente. L'insufficienza renale o epatica può ridurre il fabbisogno di insulina. Potrebbe essere necessario un adeguamento della posologia anche in caso di cambiamento delle abitudini alimentari o dell'attività fisica del paziente.
L'adeguamento del dosaggio può essere necessario quando i pazienti passano da un preparato di insulina a un altro.
Modo di somministrazione
Per uso sottocutaneo. Le sospensioni di insulina (Insulatard HM) non devono mai essere somministrate per via endovenosa.
Actrapid HM viene somministrato per via sottocutanea nella regione addominale. Altri siti di iniezione possono essere le cosce, la zona glutea e la parte superiore del braccio. L'iniezione sottocutanea nella regione addominale determina un assorbimento più rapido rispetto agli altri siti di iniezione.
Insulatard HM viene somministrato per via sottocutanea nella coscia. Anche la regione addominale, la zona glutea e la parte superiore del braccio possono essere utilizzate per l'iniezione. L'iniezione sottocutanea nella coscia produce un assorbimento più lento e meno variabile rispetto agli altri siti di iniezione.
Il rischio di un'iniezione intramuscolare accidentale è ridotto se l'iniezione viene effettuata in una piega cutanea sollevata.
Per ridurre il rischio di lipodistrofia e amiloidosi cutanea, è opportuno variare il sito di iniezione ad ogni somministrazione all'interno della zona del corpo prescelta.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie elencate in Composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Ipoglicemia
Nel diabetico in terapia insulinica sussiste in linea di principio il rischio di lieve o grave ipoglicemia. Ciò vale in particolare all'inizio del trattamento, in caso di cambio di medicamento, di iniezioni irregolari o di alimentazione irregolare, nonché, in generale, in presenza di un controllo metabolico non ottimale, che può causare forti oscillazioni della glicemia, tra cui episodi di ipoglicemia. Allo stesso modo, in caso di episodi di ipoglicemia grave verificatisi in passato, il rischio che questi si ripetano è maggiore. Per poter intervenire tempestivamente in caso di ipoglicemia, è necessario istruire il paziente affinché porti sempre con sé destrosio, zollette di zucchero o simili. Deve anche portare con sé la tessera identificativa per il diabete.
L'ipoglicemia può verificarsi se la dose di insulina è troppo elevata rispetto al bisogno di insulina (vedi «Effetti indesiderati»). Saltare un pasto o svolgere un'attività fisica intensa e non pianificata può causare ipoglicemia.
Se i pazienti passano da un tipo di insulina all'altro, i sintomi premonitori precoci dell'ipoglicemia possono variare o risultare meno evidenti rispetto a quanto accadeva con l'insulina precedentemente utilizzata.
Nei pazienti con un quadro metabolico nettamente migliorato (ad es. a causa di una terapia insulinica intensiva), in alcuni casi potrebbero venire meno alcuni o tutti i sintomi premonitori che segnalano l'insorgere di un'ipoglicemia. Questi pazienti devono essere conseguentemente avvisati. Nei pazienti affetti da diabete da molto tempo, i consueti sintomi premonitori potrebbero scomparire.
I beta-bloccanti possono attenuare o mascherare i consueti sintomi premonitori dell'ipoglicemia. Il consumo di alcol può aumentare il rischio di ipoglicemia (inibizione della gluconeogenesi epatica). L'uso di marijuana può causare un deterioramento della tolleranza al glucosio (altre sostanze illegali non sono state testate; per altre interazioni, vedi «Interazioni»).
Tutti i preparati a base di insulina causano uno spostamento del potassio dallo spazio extracellulare a quello intracellulare, ciò può eventualmente comportare ipokaliemia, che se non trattata, può causare paralisi respiratoria, aritmia ventricolare e decesso. Si raccomanda quindi cautela nei pazienti con un possibile rischio di ipokaliemia (ad esempio pazienti trattati con insulina per via endovenosa, pazienti con scarso controllo glicemico, pazienti trattati con medicamenti che riducono i livelli di potassio o che sono sensibili alla concentrazione sierica di potassio, nonché pazienti con diarrea).
Iperglicemia
Una dose insufficiente o l'interruzione del trattamento può provocare iperglicemia, in particolare nel caso del diabete di tipo 1. I primi sintomi dell'iperglicemia di solito si manifestano gradualmente nell'arco di ore e giorni. Tra questi vi sono nausea, vomito, sonnolenza, pelle arrossata e secca, secchezza delle fauci, aumento dello stimolo a urinare, sete, perdita di appetito, stato confusionale e coma. L'alito che odora di acetone è sintomo di chetoacidosi diabetica, che può verificarsi soprattutto nei pazienti affetti da diabete di tipo 1, ma anche in coloro che presentano il diabete di tipo 2. Il coma iperglicemico non trattato, con o senza chetoacidosi, provoca il decesso.
Malattia della cute e del tessuto sottocutaneo
Bisogna indicare ai pazienti di cambiare regolarmente il sito di iniezione per ridurre il rischio di lipodistrofia e amiloidosi cutanea. Esiste il potenziale rischio di ritardo nell'assorbimento dell'insulina e di controllo glicemico peggiore dopo l'iniezione di insulina in siti con queste reazioni. È stato segnalato che un improvviso cambiamento del sito di iniezione in un'area non interessata ha causato ipoglicemia. Dopo aver cambiato l'area di iniezione, si consiglia di monitorare la glicemia e si può prendere in considerazione un adeguamento del dosaggio dei medicamenti antidiabetici.
Linee guida per il passaggio da un preparato di insulina a un altro
Il passaggio a un altro preparato di insulina deve avvenire solo sotto attento controllo medico e previa istruzione da parte del medico. Le modifiche di concentrazione, marca, tipo e specie di insulina (umana, analogo dell'insulina umana) e/o relative ai processi di produzione possono comportare una modifica della posologia.
Malattia e stress
In caso di infezioni con o senza febbre, o in presenza di altre patologie, nonché in condizioni di forte stress fisico o emotivo, il fabbisogno di insulina può subire variazioni improvvise. Anche un cambiamento nello stile di vita può richiedere un adeguamento del dosaggio.
Come con qualsiasi terapia insulinica, possono verificarsi reazioni nel sito di iniezione, quali dolore, arrossamento, prurito, orticaria, gonfiore e infiammazione. Cambiare continuamente il sito di iniezione all'interno di una determinata area può aiutare a ridurre o prevenire queste reazioni. Le reazioni di solito scompaiono in pochi giorni o settimane. In rari casi, le reazioni nel sito di iniezione possono richiedere l'interruzione della somministrazione di Actrapid HM o Insulatard HM.
Actrapid HM e Insulatard HM contengono metacresolo, che può causare reazioni allergiche.
Prima di viaggiare verso Paesi con altri fusi orari, il paziente deve consultare il proprio medico, in quanto ciò potrebbe significare che dovrà assumere l'insulina e i pasti in orari diversi.
A causa del rischio di precipitazione nei cateteri a pompa, Actrapid HM non deve essere utilizzato come pompa di insulina per l'infusione continua di insulina per via sottocutanea.
Le sospensioni di insulina non devono essere utilizzate nelle pompe di insulina.
Combinazione di insulina e pioglitazone
Ci sono state segnalazioni spontanee di insufficienza cardiaca con l'uso combinato di pioglitazone e insulina, in particolare in pazienti con fattori di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca. Occorre tenerne conto qualora si prenda in considerazione il trattamento con la combinazione di pioglitazone e insulina. Se si ricorre a questa combinazione, è necessario monitorare i pazienti per individuare eventuali segni e sintomi di insufficienza cardiaca, aumento di peso ed edemi. Il pioglitazone deve essere sospeso al primo segno di peggioramento dei sintomi cardiaci. A seguito di un aumento della sensibilità all'insulina, la combinazione con pioglitazone può aumentare il rischio di ipoglicemia e richiedere una riduzione della dose di insulina.
Prevenzione di errori accidentali/terapeutici
I pazienti devono essere istruiti a controllare l'etichetta dell'insulina prima di ogni iniezione per evitare confusione tra i preparati di insulina.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ml, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Alcuni medicamenti influiscono sul metabolismo del glucosio.
1. Il fabbisogno di insulina può essere ridotto in presenza di sostanze che migliorano l'azione dell'insulina (aumentando la sensibilità all'insulina), che aumentano la secrezione di insulina, inibiscono la gluconeogenesi epatica o influenzano l'assorbimento intestinale di glucosio. A parità di quantità di insulina, vi è un aumento del rischio di ipoglicemia dovuto all'assunzione simultanea di:
antidiabetici orali; alcol; ACE-inibitori (ad es. captopril ed enalapril); sostanze antiaritmiche come disopiramide; β-bloccanti e clonidina; SSRI; fenfluramina; MAO-inibitori; antidepressivi triciclici; salicilati e (raramente) altri FANS; fibrati; tetracicline; pentamidina (ipoglicemia; occasionalmente con iperglicemia successiva); antimalarici (chinino, clorochina, meflochina); sulfonamidi (ad es. cotrimoxazolo); cimetidina e ranitidina.
2. Il fabbisogno di insulina può essere aumentato se le seguenti sostanze o gruppi di sostanze vengono assunte/utilizzate contemporaneamente
Contraccettivi orali e altri preparati a base di estrogeni o progestinici, corticosteroidi e ACTH; GH (somatotropina); danazolo; ormoni tiroidei; simpaticomimetici (soprattutto β2-simpaticomimetici come ritodrina, salbutamolo, terbutalina, ma anche α-selettivi simpaticomimetici e non selettivi, come l'epinefrina); diazossido; acido nicotinico e derivati; clorpromazina (soprattutto ad alte dosi) e altri derivati della fenotiazina; diuretici (ad es. diuretici tiazidici, indapamide e furosemide); sostanze antiretrovirali; agenti immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, sirolimus).
3. L'uso delle seguenti sostanze può, a seconda della dose, potenziare o ridurre l'effetto dell'insulina:
derivati dell'octreotide, derivati dell'acido salicilico, sali di litio (raramente).
I β-bloccanti possono aumentare l'insulino-resistenza, ma anche, in alcuni casi, causare ipoglicemia. Inoltre, i sintomi premonitori di ipoglicemia possono essere attenuati o mascherati.
L'abuso cronico di alcol e l'abuso cronico di lassativi possono peggiorare il metabolismo.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non vi sono restrizioni all'uso dell'insulina per il trattamento del diabete durante la gravidanza, in quanto l'insulina non attraversa la placenta.
Sia l'ipoglicemia che l'iperglicemia, che possono verificarsi con una terapia per il diabete non adeguatamente controllata, aumentano il rischio di malformazioni e morte fetale in utero. Le donne diabetiche che stanno pianificando una gravidanza o che sono già incinte devono essere sottoposte a un controllo glicemico più intensivo.
Il fabbisogno di insulina di solito diminuisce nel primo trimestre, ma successivamente aumenta nel corso del secondo e del terzo trimestre.
Dopo il parto, il fabbisogno di insulina torna solitamente in breve tempo ai livelli precedenti alla gravidanza.
Allattamento
Il trattamento con insulina della madre che allatta non comporta alcun rischio per il neonato. Tuttavia, può essere necessario regolare la dose di insulina, le abitudini alimentari o entrambi.
Fertilità
Gli studi di riproduzione sugli animali con insulina umana non hanno mostrato effetti nocivi sulla fertilità (vedi «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
L'ipoglicemia può ridurre la concentrazione e la reattività di un paziente. Ciò può rappresentare un rischio in situazioni in cui tali capacità rivestono particolare importanza (ad esempio alla guida o durante l'utilizzo di macchinari).
Si raccomanda al paziente di adottare misure precauzionali per evitare episodi di ipoglicemia durante la guida. Ciò è particolarmente importante nei pazienti che presentano frequenti episodi di ipoglicemia o una percezione ridotta o assente dei sintomi premonitori dell'ipoglicemia. In questi casi, valutare se guidare è consigliato.
Effetti indesiderati
Gli effetti collaterali osservati nei pazienti che assumono insulina sono principalmente dose-dipendenti e sono causati dall'effetto farmacologico dell'insulina. Per tutte le insuline, l'ipoglicemia è generalmente l'effetto indesiderato più comune. Può verificarsi quando la dose di insulina è troppo alta rispetto al relativo fabbisogno. La frequenza varia negli studi clinici e secondo l'esperienza post-marketing in base alla popolazione di pazienti e al regime posologico, pertanto non è possibile indicare una frequenza specifica, ma è da frequente a molto comune.
L'ipoglicemia grave può causare perdita di coscienza e/o convulsioni con disturbi cerebrali transitori o permanenti o persino il decesso.
Elenco degli effetti indesiderati
La frequenza degli effetti indesiderati osservati durante gli studi clinici e, rispetto alla quale, in base a una valutazione globale, si valuta una relazione con l'insulina, è indicata di seguito. Gli effetti indesiderati sono ordinati in base alla classificazione sistemica organica secondo MedDRA e alla frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), occasionale (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000), frequenza non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Occasionale: Orticaria ed eruzione cutanea
Molto raro: Reazione anafilattica
Possono manifestarsi sintomi di una reazione generalizzata di ipersensibilità, quali arrossamento cutaneo generalizzato, prurito, sudorazione, disturbi gastrointestinali, edema angioneurotico, difficoltà respiratorie, palpitazioni e riduzione della pressione sanguigna. Le reazioni di ipersensibilità generalizzate sono potenzialmente letali.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Variazione della glicemia: ipoglicemia/iperglicemia
I sintomi premonitori dell'ipoglicemia sono:
Segni neurovegetativi: sudorazione, sensazione di fame, tremori (sintomi premonitori neurovegetativi), pallore, palpitazioni, mal di testa
Segni neuroglicopenici: disturbi della concentrazione, anomalie comportamentali (irrequietezza, irritabilità, aggressività, confusione, ecc.), disturbi della coscienza, disturbi della coordinazione, della vista e del linguaggio. Questi sintomi possono progredire da stordimento e sonnolenza fino al coma. L'ipoglicemia può anche causare crisi epilettiche o presentarsi come un ictus cerebrale, ad esempio con emiparesi, afasia e segno di Babinski positivo.
Sintomi premonitori attenuati/modificati
Soprattutto in caso di regolazione terapeutica verso valori glicemici bassi, ma anche in presenza di diabete di lunga data (eventualmente con neuropatia), in caso di modifica del preparato e in altre situazioni, i sintomi premonitori dell'ipoglicemia possono variare e i sintomi neurovegetativi possono risultare attenuati o manifestarsi solo in un secondo momento. Pertanto, i pazienti diabetici in terapia con insulina e i famigliari devono essere istruiti sul fatto che l'ipoglicemia può manifestarsi in modo improvviso e presentarsi inizialmente con sintomi neuroglicopenici quali difficoltà di concentrazione, irrequietezza, alterazioni comportamentali e disturbi della coscienza, con il rischio che il paziente non reagisca tempestivamente con l'assunzione di zuccheri.
Le cause dell'ipoglicemia possono includere: saltare un pasto, vomito, diarrea, sforzo fisico insolito, sovradosaggio di insulina, malattie endocrine quali insufficienza surrenalica, ipotiroidismo e altre. Terapia ipoglicemica, vedi in «Posologia eccessiva».
Dopo ogni episodio di ipoglicemia grave è necessario verificare il controllo glicemico; il paziente deve essere istruito a informare il medico di ogni episodio di ipoglicemia grave che si è verificato.
Si raccomanda al paziente di informare le persone a lui vicine (amici, colleghi di lavoro) del proprio diabete e delle relative precauzioni da adottare, tra cui anche come somministrare il glucagone per via sottocutanea.
Patologie del sistema nervoso
Occasionale: Neuropatia periferica
Un rapido miglioramento del controllo glicemico può essere associato a una neuropatia acuta dolorosa, solitamente reversibile.
Patologie dell'occhio
Occasionale: Anomalie di rifrazione, retinopatia diabetica
All'inizio della terapia insulinica, possono verificarsi anomalie della rifrazione, generalmente transitorie.
L'intensificazione della terapia insulinica con un improvviso miglioramento del controllo della glicemia può essere associata a un temporaneo peggioramento della retinopatia diabetica, mentre il miglioramento a lungo termine del controllo della glicemia riduce il rischio di progressione della retinopatia diabetica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Occasionale: Lipodistrofia
Frequenza non nota: Amiloidosi cutanea
Lipodistrofia (inclusa lipoipertrofia, lipoatrofia) e amiloidosi cutanea possono verificarsi nel sito di iniezione e ritardare l'assorbimento locale di insulina. Cambiando regolarmente il sito di iniezione all'interno dell'area di iniezione si possono ridurre o prevenire queste reazioni (vedi «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Occasionale: Edema, reazioni di ipersensibilità locali
All'inizio della terapia insulinica, possono manifestarsi edemi, generalmente transitori.
All'inizio della terapia insulinica, potrebbero manifestarsi edema o reazioni nel sito di iniezione (dolore, arrossamento, orticaria, infiammazione, lividi, gonfiore e prurito nel sito di iniezione). Questi sintomi sono solitamente transitori.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Non è possibile definire un sovradosaggio specifico di insulina.
Tuttavia, l'ipoglicemia può svilupparsi gradualmente quando si somministrano dosi eccessive di insulina rispetto al bisogno di insulina.
Trattamento
·Gli episodi di ipoglicemia lieve possono essere trattati con l'assunzione per via orale di glucosio o di altri alimenti zuccherati. Si raccomanda ai diabetici di portare sempre con sé qualche zolletta di zucchero o altri alimenti zuccherati (ad esempio qualche biscotto).
·In caso di gravi episodi ipoglicemici in cui il paziente è incosciente, una persona esperta può somministrare da 0,5 a 1,0 mg di glucagone per via intramuscolare o sottocutanea, oppure un medico può somministrare glucosio per via endovenosa. Se il paziente non risponde alla somministrazione di glucagone dopo 10-15 minuti, deve essere somministrato anche glucosio per via endovenosa.
Una volta che il paziente è di nuovo cosciente, si consiglia di somministrare carboidrati per evitare recidive.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
Actrapid HM A10AB01, Insulatard HM A10AC01
Meccanismo d'azione
Le insuline umane monocomponenti (HM) di Novo Nordisk sono identiche, per composizione chimica e struttura, all'insulina umana prodotta dall'organismo. L'insulina HM viene prodotta mediante ingegneria genetica dalle cellule del lievito. Sono a pH neutro.
L'effetto ipoglicemico dell'insulina si basa sulla capacità della molecola di aumentare l'assorbimento di glucosio legandosi ai recettori dell'insulina delle cellule muscolari e adipose. Allo stesso tempo, inibisce la secrezione di glucosio dal fegato.
Farmacodinamica
Preparato | Inizio dell'azione dopo circa ore | Durata d'azione circa ore | Efficacia massima circa ore |
Actrapid HM Insulina normale (insulina disciolta) Insorgenza di azione rapida | ½ | 8 | 1.–3. |
Insulatard HM Insulina intermedia (sospensione isofanica = insulina NPH) | 1½ | fino a 24 | 4.–12. |
Efficacia clinica
Una sperimentazione clinica in un'unità di terapia intensiva per il trattamento dell'iperglicemia (glicemia superiore a 10 mmol/l) con 204 pazienti diabetici e 1344 pazienti non diabetici sottoposti a interventi chirurgici maggiori ha dimostrato che la normoglicemia indotta da Actrapid HM per via endovenosa (glicemia 4,4-6,1 mmol/l) ha ridotto la mortalità del 42% (8% rispetto al 4,6%).
Farmacocinetica
L'insulina ha un'emivita di pochi minuti nel flusso sanguigno. Il profilo di azione nel tempo di un preparato di insulina viene quindi determinato esclusivamente dalle sue proprietà di assorbimento.
Questo processo è influenzato da diversi fattori (ad es. dose di insulina, via e sito d'iniezione, spessore del tessuto adiposo sottocutaneo, tipo di diabete). Le proprietà farmacocinetiche dell'insulina sono quindi soggette a una significativa variabilità intra- e interindividuale.
Assorbimento
La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta entro
·1,5-2,5 ore per Actrapid HM;
·2-18 ore per Insulatard HM
dopo l'iniezione sottocutanea.
Distribuzione
Non è stato osservato un forte legame con le proteine plasmatiche, tranne gli anticorpi circolanti (se presenti).
Metabolismo
È stato riportato che l'insulina umana viene degradata dall'insulinoproteasi o da enzimi che degradano l'insulina e, possibilmente, dalle proteina-disolfuro-isomerasi. Sono stati presi in considerazione diversi siti di scissione (idrolisi) sulla molecola dell'insulina umana; nessuno dei metaboliti prodotti dalla scissione è attivo.
Eliminazione
L'emivita terminale è determinata dal tasso di assorbimento dal tessuto sottocutaneo. L'emivita terminale (t1⁄2) è quindi una misura dell'assorbimento piuttosto che dell'eliminazione dell'insulina dal plasma (l'insulina ha un t1⁄2 nel flusso sanguigno di pochi minuti).
Gli studi hanno indicato un t1⁄2 di circa
·2-5 ore per Actrapid HM;
·5-10 ore per Insulatard HM.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Il profilo di efficacia farmacocinetica di Actrapid HM è stato studiato in un piccolo numero (N=18) di bambini (6-12 anni) e adolescenti (13-17 anni) con diabete. I dati sono limitati, ma suggeriscono che il profilo farmacocinetico d'azione nei bambini e negli adolescenti è simile a quello degli adulti. Tuttavia, il valore Cmax presentava differenze tra i gruppi di età, sottolineando l'importanza della titolazione della dose individuale.
Dati preclinici
I dati preclinici, basati su studi convenzionali relativi alla farmacologia di sicurezza, alla tossicità cronica, alla genotossicità, al potenziale cancerogeno e alla tossicità riproduttiva, non rivelano particolari rischi per l'uomo.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Le sospensioni di insulina (insuline a rilascio prolungato) non devono essere somministrate per via endovenosa (pompe di insulina, infusioni).
L'insulina deve essere aggiunta solo a sostanze note per essere compatibili.
La somministrazione di insulina con altri medicamenti può causare la degradazione della molecola di insulina, ad esempio se questi medicamenti contengono tioli o solfiti.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Le insuline umane in uso (sia quelle già aperte che quelle portate con sé come scorta) hanno una durata di conservazione variabile a seconda della temperatura (vedi «Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento»). Trascorso tale periodo, devono essere smaltite. Si consiglia di annotare la data di apertura sull'etichetta del contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2–8 °C). Tenere lontano dagli elementi refrigeranti. Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicamento dalla luce.
Stabilità dopo l'apertura
Le insuline umane in uso (sia quelle già aperte che quelle portate con sé come scorta) devono essere conservate e hanno la seguente durata di conservazione:
Flaconcino: non superare i 25 °C fino a 6 settimane o in frigorifero (2-8 °C) fino a 3 mesi.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Prima di ogni utilizzo, è necessario controllare le condizioni dell'insulina. Se l'insulina disciolta (Actrapid HM) non risulta incolore e limpida o se la sospensione di insulina (Insulatard HM) non appare uniformemente biancastra e torbida, l'insulina in questione non deve più essere utilizzata.
Per uso endovenoso
Per via endovenosa, somministrare solo Actrapid (soluzione di insulina)!
Sistemi per infusione con Actrapid HM in concentrazioni da 0,05 UI/ml a 1,0 UI/ml di insulina umana nei liquidi per infusione: cloruro di sodio allo 0,9%, 5% di D-glucosio e 10% di D-glucosio con 40 mmol/l di cloruro di potassio sono stabili per 24 ore a temperatura ambiente se si utilizzano sacche per infusione in polipropilene. Sebbene la soluzione sia stabile, inizialmente una certa quantità di insulina può essere adsorbita nel materiale della sacca per infusione. Durante l'infusione, monitorare i livelli di glucosio nel sangue.
Utilizzo dei flaconcini
Tecnica di iniezione: Pulire il tappo del flaconcino e il sito di iniezione con alcol. Non utilizzare disinfettanti contenenti mercurio. Regolare la siringa sterile alla quantità necessaria mediante lo stantuffo. Perforare il tappo di gomma, premere lo stantuffo, ovvero spingere l'aria aspirata nel flaconcino di insulina, capovolgere il flaconcino, prelevare la dose. Prima dell'iniezione, eliminare eventuali bolle d'aria.
Miscele: Insulatard HM (insulina ad azione prolungata) può essere miscelato con Actrapid HM (insulina ad azione rapida) per aumentare l'effetto iniziale. Preparare le miscele nella siringa. Aspirare sempre Actrapid HM per primo.
Numero dell'omologazione
44610, 45495 (Swissmedic).
Confezioni
Flaconcino perforabile di Actrapid HM da 10 ml. (B)
Flaconcino perforabile di Insulatard HM da 10 ml. (B)
Titolare dell’omologazione
Novo Nordisk Pharma AG, Kloten
Domicilio: Zürich
Stato dell'informazione
Aprile 2026