Corvaton®

 

Composizione

Principi attivi

Molsidomina

 

Sostanze ausiliarie

Corvaton, Corvaton forte:

lattosio monoidrato 130 mg (Corvaton) e 260 mg (Corvaton forte) rispettivamente, crospovidone (E1202), magnesio stearato (E572), macrogol 6000 (E1521)

 

Corvaton retard:

lattosio monoidrato 106 mg, cellulosa microcristallina, magnesio stearato (E572), macrogol 6000 (E1521), olio di ricino idrogenato

 

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa (divisibile) di Corvaton contiene: 2 mg di molsidomina.

1 compressa (divisibile) di Corvaton forte contiene: 4 mg di molsidomina.

1 compressa a rilascio prolungato (divisibile) di Corvaton retard contiene: 8 mg di molsidomina.

 

Indicazioni/possibilità d’impiego

Trattamento e profilassi delle cardiopatie coronariche di ogni grado; angina pectoris, infarto del miocardio (ma solo dopo stabilizzazione del circolo); trattamento dell'infarto del miocardio in presenza di dolore anginoso.

 

Posologia/impiego

Posologia abituale

Corvaton: in genere 1 compressa di Corvaton 2-3 volte al giorno. Talvolta è sufficiente ½ compressa 2 volte al giorno. Tuttavia, nei casi gravi o in presenza di stress fisico o psichico, può essere necessario assumere 1-2 compresse 3 volte al giorno.

·Corvaton forte: in genere 1 compressa 2-4 volte al giorno.

·Corvaton retard: in genere, e sempre che non vi siano altre prescrizioni, somministrare 1 compressa a rilascio prolungato 1-2 volte al giorno a seconda della gravità della malattia e della risposta del paziente. In talune circostanze potrebbe essere necessario somministrare occasionalmente una compressa a rilascio prolungato 3 volte al giorno; nei casi meno gravi ½ compressa a rilascio prolungato 2 volte al giorno potrebbe bastare.

 

Bambini e adolescenti

Questo prodotto non deve essere somministrato a bambini o adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

 

Modo di somministrazione

Inghiottire le compresse con sufficiente liquido, senza masticarle.

 

Controindicazioni

Il medicamento non deve essere prescritto in caso di ipersensibilità alla molsidomina o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Corvaton non è indicato nella terapia d'emergenza delle crisi di angina pectoris.

Non somministrare Corvaton in presenza di insufficienza circolatoria acuta (stato di shock, collasso, ridotta pressione di riempimento) e di ipotensione grave (pressione arteriosa sistolica inferiore a 100 mm Hg).

L'assunzione di inibitori della fosfo-diesterasi di tipo 5 (p. es. Viagra) e Corvaton è controindicata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

L'utilizzo simultaneo di medicamenti donatori di ossido nitrico quali molsidomina, sotto qualsiasi forma, e stimolatori della guanilato-ciclasi solubile (p. es. riociguat) è controindicato in quanto aumenta il rischio di ipotensione (cfr. «Interazioni»).

Corvaton è controindicato durante l'allattamento (cfr. rubrica «Gravidanza, allattamento»).

 

Avvertenze e misure precauzionali

Nei postumi di un infarto recente, somministrare Corvaton solo sotto stretto controllo medico, monitorando costantemente l'andamento della circolazione sanguigna.

I pazienti che presentano un maggior rischio di sviluppare una reazione ipotensiva devono essere sorvegliati attentamente. Un aggiustamento della dose individuale può essere necessario.

Per il loro effetto farmacologico (inibizione della degradazione del GMPc) gli inibitori della fosfo-diesterasi di tipo 5, ad esempio il sildenafil (Viagra), potenziano l'effetto ipotensivo dei derivati azotati e di altre sostanze che liberano ossido nitrico, provocando talvolta un'ipotensione grave spesso resistente al trattamento. Di conseguenza, l'assunzione di inibitori della fosfo-diesterasi di tipo 5 è controindicata durante il trattamento con Corvaton. Il paziente deve essere informato che questa interazione può mettere a repentaglio la sua vita.

Alcaloidi della segale cornuta: è possibile che si crei un'interazione farmacodinamica tra i donatori di ossido nitrico quali la molsidomina e gli alcaloidi della segale cornuta (p. es, nicergolina, diidroergocristina, diidroergotamina, diidroergocriptina) che può generare un effetto antagonista tra queste due sostanze attive. L'uso concomitante di donatori di ossido nitrico e di alcaloidi della segale cornuta deve essere evitato.

Corvaton, Corvaton forte e Corvaton retard contengono lattosio. I pazienti che presentano intolleranza al galattosio, un deficit totale di lattasi o una sindrome di malassorbimento del glucosio-galattosio (malattie ereditarie rare) non devono assumere questo medicinale.

 

Interazioni

L'effetto ipotensivo delle sostanze che liberano ossido nitrico e dei derivati azotati, in somministrazione acuta o cronica, è rafforzato dagli inibitori della fosfo-diesterasi di tipo 5, per esempio il sildenafil (Viagra). Di conseguenza, la somministrazione di inibitori della fosfo-diesterasi di tipo 5 è controindicata durante il trattamento con Corvaton. Se comunque viene somministrato un inibitore della fosfo-diesterasi di tipo 5, nelle 24 ore successive l'uso di Corvaton è controindicato.

Nel caso di somministrazione concomitante di medicamenti ipotensivi, l'effetto di questi ultimi può essere potenziato dal Corvaton.

L'effetto ipotensivo della molsidomina può essere rafforzato dall'alcol.

L'uso concomitante di molsidomina e di antagonisti della guanilato-ciclasi solubile (sGC) – un recettore per l'ossido nitrico (p. es. riociguat) – è controindicato in quanto tale associazione può far aumentare il rischio di ipotensione (cfr. «Interazioni»).

Un'interazione farmacodinamica è possibile tra i donatori di ossido nitrico quali la molsidomina e gli alcaloidi della segale cornuta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Gli studi riproduttivi nell'animale non hanno dimostrato rischio fetale, ma non si dispone di studi controllati nelle donne gravide.

È vietato somministrare Corvaton durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

 

Allattamento

Corvaton non deve essere assunto durante l'allattamento.

 

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Alcuni effetti collaterali (ad es. vertigini) possono compromettere la capacità di partecipare attivamente al traffico stradale o di utilizzare macchine. Il rischio è maggiore all'inizio del trattamento e qualora si ingerisca contemporaneamente dell'alcol.

 

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati (EI) sono classificati a seconda degli organi colpiti e della frequenza: «molto comuni» (≥1/10), «comuni» (≥1/100 a <1/10), «non comuni» (≥1/1000 a <1/100), «rari» (≥1/10'000 a <1/1000), «molto rari» (<1/10'000). In ciascuna classe di frequenza, gli EI sono presentati in ordine di gravità decrescente.

 

Patologie del sistema emolinfopoietico

Sono stati riportati casi di trombocitopenia.

 

Disturbi del sistema immunitario

Raramente: ipersensibilità (per esempio reazione cutanea, broncospasmo).

Molto raramente: shock anafilattico con esito potenzialmente letale.

 

Patologie del sistema nervosa

Spesso, all'inizio del trattamento, possono insorgere cefalee passeggere che regrediscono nel corso della terapia. Questo effetto collaterale potrà essere ridotto o eliminato con una posologia personalizzata.

Vertigini sono state segnalate di rado.

 

Patologie vascolari

Durante il trattamento con Corvaton bisogna ricordare che la pressione sanguigna a riposo, in particolare quella sistolica, è diminuita. Un'ipertensione iniziale si riduce in modo più percettibile rispetto a una situazione di ipotensione o normotensione. In genere, la gittata cardiaca e l'indice cardiaco sono ridotti a causa della diminuzione del precarico; tuttavia, in presenza di un'insufficienza cardiaca, restano costanti o possono risultare aumentati rispetto ai valori iniziali grazie a una migliorata funzione di pompaggio.

Un trattamento con Corvaton può provocare un calo della pressione arteriosa (ad esempio accompagnato da vertigini) che può richiedere una riduzione della dose o la sospensione del trattamento. È stata raramente segnalata un'ipotensione grave (ad esempio accompagnata da collasso cardiovascolare e da shock) sintomatica.

 

Patologie gastrointestinali

Raramente sono stati segnalati casi di nausea.

 

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

 

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In casi di tentato suicidio sono stati ingeriti fino a 60 mg di molsidomina senza, tuttavia, provocare il decesso del soggetto. Sovradosaggi del genere possono provocare cali della pressione sistolica e diastolica che potrebbero eventualmente raggiungere valori non più misurabili. Parallelamente, è possibile talvolta rilevare una bradicardia che può comportare la comparsa reversibile di un blocco AV di diversa intensità.

Questi sovradosaggi non hanno comportato sequele organiche né influenzato i parametri ematochimici.

 

Trattamento

Condotta terapeutica in caso di sovradosaggio: Per rendere reversibile il calo della pressione arteriosa, sollevare le gambe del paziente, somministrare una sostanza che espande il volume plasmatico (destrano), dopamina, dobutamina o altri preparati a effetto adrenergico. In caso di bradicardia, somministrare atropina, Akrinor, isoproterenolo od orciprenalina.

 

Proprietà/effetti

Codice ATC

C01DX12

 

Meccanismo d’azione

La molsidomina è un nuovo vasodilatatore derivato dalla sidnonimina, chimicamente diverso da tutti i medicamenti attualmente utilizzati nel trattamento della cardiopatia coronarica.

Dal punto di vista molecolare, la molsidomina agisce formando un gruppo di ossido nitrico (NO) libero che attiva il guanosin monofosfato ciclico (cGMP) solubile e induce, di conseguenza, un rilassamento della muscolatura vascolare liscia.

 

Farmacodinamica

ll Corvaton agisce prevalentemente inducendo una diminuzione del precarico e riducendo in tal modo la resistenza delle arterie coronarie.

·aumento della capacità venosa (venous pooling), soprattutto nei tronchi venosi;

·diminuzione del ritorno venoso verso il cuore;

·diminuzione della pressione arteriosa polmonare;

·riduzione del volume della pressione di riempimento, prevalentemente del ventricolo sinistro;

·riduzione del diametro cardiaco.

Questa riduzione del precarico e indirettamente del postcarico implica una riduzione della tensione della parete del miocardio (30%) e un ridotto consumo di ossigeno (26%). Non vi sono effetti sul segmento PQ e sul tempo di perfusione. Non è stata segnalata alcuna influenza diretta sulla resistenza vascolare né è stato osservato un aumento della frequenza cardiaca riflessa.

 

Farmacocinetica

Assorbimento

I tassi di radioattività misurati nelle urine e nelle feci dopo somministrazione di Corvaton marcato con 14C mostrano che l'assorbimento è quasi completo.

La biodisponibilità sistemica della molsidomina dopo somministrazione orale è del 60-70%. Il resto della dose riassorbita – ossia il 30-40% – è trasformato biologicamente in occasione del primo passaggio epatico.

Assunta dopo il pasto, la molsidomina è riassorbita lentamente, ma quasi completamente. Nei soggetti a digiuno, la concentrazione ematica massima è raggiunta dopo 30-60 minuti.

La concentrazione minima di sostanza attiva nel plasma (valore di soglia) è di 3-5 ng/ml.

La concentrazione plasmatica è di 20±10 ng/ml dopo la somministrazione di una compressa da 2 mg e di 41,3±21,8 ng/ml dopo la somministrazione di una compressa da 4 mg. Le concentrazioni massime nel sangue sono raggiunte dopo 30-60 minuti. La durata dell'azione è di 4-6 ore.

Le concentrazioni massime di Corvaton retard sono 28±2,2 ng/ml e sono raggiunte dopo 2 ore. Grazie a un lento rilascio del principio attivo, dopo 8 ore la concentrazione plasmatica supera i 5 ng/ml.

 

Distribuzione

Le curve di concentrazione plasmatica dopo somministrazione orale e parenterale sono parallele; agli stessi dosaggi, indipendentemente dalla modalità di somministrazione, sono state misurate concentrazioni sieriche identiche.

La molsidomina ha un volume di distribuzione di 98,1±47,9 l. Non si fissa alle proteine plasmatiche.

La molsidomina viene escreta nel latte materno.

 

Metabolismo

La molsidomina è metabolizzata a livello epatico per via enzimatica in SIN-1. Questo prodotto intermedio subisce una biotrasformazione senza intervento enzimatico in SIN-1A (N-nitroso-N-morfolinoaminoacetonitrile), metabolita attivo con gruppo NO vasoattivo, e successivamente in SIN-1C (farmacologicamente inattivo). Non esiste accumulo di molsidomina per somministrazione ripetuta.

 

Eliminazione

Dopo la metabolizzazione, l'eliminazione avviene per il 90% tramite le urine e il 9% tramite le feci. Meno del 2% viene eliminata come molsidomina immodificata.

L'emivita di eliminazione terminale della molsidomina (t½) è di 1,6±0,75 ore, quella della compressa a rilascio prolungato è di 3,4±0,3 ore.

 

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

In caso di disfunzione epatica grave (ritenzione di BSP dal 20-50%) si osserva un aumento della concentrazione di molsidomina nel plasma e un prolungamento dell'emivita biologica.

 

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale non è stata osservata alcuna variazione della cinetica molsidominaplasma; i valori sono in linea con quelli dei pazienti sani. La molsidomina è metabolizzata a livello epatico.

 

Dati preclinici

Mutagenicità

La mutagenicità della molsidomina è stata testata in occasione di diversi studi in vitro e in vivo. I test, molto dettagliati, non hanno evidenziato alcun importante indicatore di effetto mutageno.

 

Cancerogenicità

La molsidomina è stata testata sui topi e ratti nell'ambito di studi a lungo termine riguardanti la cancerogenicità. Sebbene non sia stato osservato un aumento dei tumori nei topi trattati con molsidomina rispetto al gruppo di controllo, tumori maligni del distretto etmoturbinale del naso sono stati osservati nei ratti esposti a dosi elevati e a lunghi periodi di trattamento. È stato possibile escludere come causa un meccanismo genotossico; è ipotizzabile una dose soglia.

 

Tossicità per la riproduzione

Test condotti su ratti e topi non hanno rilevato alcun disturbo della fertilità a dosi fino a 12 mg/kg. Nei ratti e nei topi non è stato segnalato alcun effetto embriotossico alla dose più alta, ossia rispettivamente 150 mg/kg e 200 mg/kg. Nei conigli, a dosi materne tossiche (a partire da 15 mg/kg) sono state osservate in casi isolati malformazioni scheletriche della zampa.

 

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

 

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare le compresse di Corvaton a temperatura ambiente (15–25 °C), al riparo dalla luce e nella confezione originale. Tenere al di fuori della portata dei bambini.

 

Numero dell’omologazione

41958, 48105 (Swissmedic)

 

Confezioni

Corvaton compresse (divisibili) da 2 mg: 30 e 100. (B)

Corvaton forte compresse (divisibili) da 4 mg: 30 e 100. (B)

Corvaton retard compresse a rilascio prolungato (divisibili) da 8 mg: 30 e 100. (B)

 

Titolare dell’omologazione

CHEPLAPHARM Schweiz GmbH, 4102 Binningen

 

Stato dell’informazione

Febbraio 2020