Pariet®

Eisai Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Rabeprazolo sodico.

Sostanze ausiliarie

Cera carnauba, ossidi di ferro (E172), etilcellulosa, estere di acidi grassi di glicerina (solo compressa da 20 mg; miscela di esteri di mono-, di- e/o trigliceridi), idrossipropilcellulosa, idrossipropilcellulosa a bassa sostituzione, ipromellosa ftalato, ossido di magnesio, magnesio stearato, mannitolo, monogliceridi diacetilati, gommalacca bianca, talco, biossido di titanio.

Contenuto in sodio della compressa da 10 mg: 0,58 mg; della compressa da 20 mg: 1,16 mg.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Pariet 10 mg: compressa rivestita con film gastroresistente, rotonda, di colore rosa, contiene 10 mg di rabeprazolo sodico (equivalenti a 9,42 mg di rabeprazolo), con inciso «E 241» su un lato.

Pariet 20 mg: compressa rivestita con film gastroresistente, rotonda, di colore giallo chiaro, contiene 20 mg di rabeprazolo sodico (equivalenti a 18,85 mg di rabeprazolo), con inciso «E 243» su un lato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

·Esofagite da reflusso erosiva o ulcerativa sintomatica (GERD).

·Terapia a lungo termine e profilassi delle ricadute nei pazienti con esofagite da reflusso.

·Trattamento sintomatico del reflusso gastroesofageo (pirosi, rigurgito acido) senza esofagite da reflusso erosiva/ulcerativa.

·Trattamento delle ulcere floride duodenali e gastriche.

·In combinazione con antibiotici adeguati (vedere «Posologia / impiego»):

·Eradicazione di H. pylori nei pazienti con ulcere duodenali o gastriche associate a H. pylori o con gastrite cronica.

·Guarigione e prevenzione della ricomparsa delle ulcere duodenali o gastriche associate a H. pylori.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Esofagite da reflusso erosiva o ulcerativa (GERD): si raccomanda di assumere 10-20 mg 1 volta al giorno per un periodo di quattro-otto settimane.

Terapia a lungo termine e profilassi delle ricadute del danno esofageo indotto dall'acido: 1 compressa rivestita con film da 10 mg o da 20 mg 1 volta al giorno.

Trattamento sintomatico del reflusso gastroesofageo: nei pazienti senza esofagite, 1 compressa rivestita con film da 10 mg 1 volta al giorno per un massimo di 4 settimane. Se non è possibile tenere sotto controllo i sintomi dopo 4 settimane di trattamento, il paziente deve essere ulteriormente esaminato. Una volta alleviati i sintomi, la loro ricomparsa può essere trattata con 10 mg 1 volta al giorno, se necessario.

Trattamento delle ulcere floride duodenali e gastriche nei pazienti negativi per Helicobacter pylori: per questi pazienti si raccomanda di assumere 20 mg al giorno al mattino.

L'ulcera duodenale florida guarisce nella maggior parte dei casi entro quattro settimane. In alcuni casi può essere necessario continuare la terapia per altre quattro settimane fino al completamento del processo di guarigione. L'ulcera gastrica guarisce di solito entro sei settimane: in alcuni casi, tuttavia, può essere necessario continuare la terapia per altre sei settimane.

Eradicazione di H. pylori nei pazienti con ulcera gastroduodenale associata a H. pylori o con gastrite cronica: per l'eradicazione di H. pylori, deve essere usata una terapia antibiotica combinata. Si raccomanda una delle seguenti combinazioni per 7 giorni:

Pariet 20 mg 2 volte al giorno, claritromicina 500 mg 2 volte al giorno e amoxicillina 1 g 2 volte al giorno, oppure

Pariet 20 mg 2 volte al giorno, claritromicina 500 mg 2 volte al giorno e metronidazolo 400 mg 2 volte al giorno.

Le informazioni su claritromicina, amoxicillina o metronidazolo sono reperibili nelle rispettive informazioni professionali. I risultati migliori (eradicazione >90%) sono stati ottenuti con la combinazione di rabeprazolo, claritromicina e amoxicillina. Entrambe le terapie combinate per l'eradicazione di H. pylori hanno portato alla guarigione delle ulcere intestinali o gastriche associate a H. pylori, senza la necessità di continuare la terapia delle ulcere.

Per l'eradicazione di H. pylori, Pariet deve essere preso 2 volte al giorno insieme a due antibiotici adatti.

Indicazioni che richiedono l'assunzione di Pariet 1 volta al giorno: Pariet va preso la mattina prima dei pasti. Sebbene né l'ora del giorno, né l'assunzione concomitante di cibo, sembrino influenzare l'efficacia di rabeprazolo sodico, l'assunzione una volta al giorno al mattino favorisce l'aderenza alla terapia.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

I pazienti con danni epatici da lievi a moderati hanno livelli di rabeprazolo sodico più alti, a parità di dose, rispetto ai pazienti sani (vedere «Farmacocinetica»). La regolazione della dose non è necessaria in questi pazienti. I pazienti con danni epatici severi devono essere trattati con cautela (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Nei pazienti con danni epatici severi, la dose iniziale è di 10 mg.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non è necessaria alcuna regolazione della dose nei pazienti con funzione renale ridotta.

Pazienti anziani

I pazienti anziani devono iniziare la terapia con 10 mg al giorno.

Bambini e adolescenti

Poiché non ci sono esperienze con i bambini, l'uso di Pariet non è raccomandato in questa popolazione.

Schema di somministrazione

Per l'eradicazione di H. pylori, Pariet deve essere preso 2 volte al giorno insieme a due antibiotici adatti.

Indicazioni che richiedono l'assunzione di Pariet 1 volta al giorno: Pariet va preso la mattina prima dei pasti. Sebbene né l'ora del giorno, né l'assunzione concomitante di cibo sembrino influenzare l'efficacia di rabeprazolo sodico, l'assunzione una volta al giorno al mattino favorisce l'aderenza alla terapia.

Modo di somministrazione

Il paziente deve essere informato di non masticare né sbriciolare le compresse di Pariet, ma di inghiottirle intere.

Controindicazioni

Pariet non deve essere utilizzato nei pazienti con ipersensibilità nota a rabeprazolo sodico, ad altri benzimidazolici sostituiti o a qualsiasi sostanza ausiliaria contenuta in questo preparato.

Avvertenze e misure precauzionali

Infezioni gastrointestinali

Il trattamento con inibitori della pompa protonica, incluso Pariet, può aumentare il rischio di infezioni gastrointestinali, per esempio da Salmonella, Campylobacter e Clostridium difficile (vedere «Proprietà/effetti»).

Malignità preesistente

Anche se la terapia con rabeprazolo sodico determina un miglioramento sintomatico, questo non esclude una malignità dello stomaco o dell'esofago. Prima di iniziare la terapia con Pariet, la malignità deve quindi essere esclusa.

Pazienti con severi disturbi della funzionalità epatica

In uno studio su pazienti con disfunzione epatica da lieve a moderata, non è stata trovata alcuna evidenza di problemi di sicurezza rilevanti correlati al medicamento in confronto a soggetti di controllo adeguati all'età e al sesso.

Nei pazienti con severi disturbi della funzionalità epatica è necessaria una maggiore attenzione soprattutto all'inizio del trattamento con Pariet (vedere «Effetti indesiderati»). L'AUC nei pazienti con disturbi significativi della funzionalità epatica è circa 2 volte maggiore rispetto ai pazienti sani.

Compromissione renale

In pazienti che assumono rabeprazolo è stata osservata la nefrite tubulo-interstiziale acuta (TIN) e può verificarsi in qualsiasi momento durante la terapia con rabeprazolo. La nefrite tubulo-interstiziale acuta può progredire a insufficienza renale.

Rabeprazolo deve essere sospeso in caso di sospetta TIN, e deve essere prontamente intrapreso un trattamento appropriato.

Fratture

Gli inibitori della pompa protonica, specialmente se usati ad alte dosi e per un periodo di tempo più lungo (>1 anno), possono aumentare moderatamente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, specialmente negli anziani o in presenza di altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica possano aumentare il rischio di fratture del 10-40%, anche se questo aumento del rischio può essere in parte dovuto anche ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le attuali linee guida cliniche e ricevere sufficiente vitamina D e calcio.

Ipomagnesiemia

Un'ipomagnesiemia severa è stata segnalata in pazienti trattati con inibitori della pompa protonica come il rabeprazolo per almeno tre mesi, ma nella maggior parte dei casi per un anno. Possono verificarsi manifestazioni gravi di ipomagnesiemia come stato di esaurimento, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmie ventricolari, ma il loro sviluppo può essere lento, e quindi sfuggire all'identificazione. Nella maggior parte dei pazienti colpiti, l'ipomagnesiemia migliora dopo la somministrazione di magnesio e la sospensione dell'inibitore della pompa protonica.

Nei pazienti per i quali è previsto un trattamento prolungato, o che stanno assumendo inibitori della pompa protonica assieme a digossina o altri medicamenti che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici), il medico deve considerare il monitoraggio dei livelli di magnesio, prima e periodicamente durante il trattamento con inibitori della pompa protonica.

Metotrexato

Esistono segnalazioni in letteratura che l'uso simultaneo di inibitori della pompa protonica (PPI) e metotrexato (in particolare metotrexato ad alte dosi) può determinare livelli sierici elevati e prolungati di metotrexato e/o dei suoi metaboliti. Può verificarsi un aumento di tossicità del metotrexato. Si raccomanda di interrompere temporaneamente la somministrazione di PPI quando si utilizzano alte dosi di metotrexato.

Influenza sull'assorbimento della vitamina B12

Rabeprazolo sodico, come tutti i medicamenti antiacidi, può ridurre l'assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa di ipocloridria o acloridria. Questo aspetto va considerato nella terapia a lungo termine dei pazienti con riserva endogena ridotta o con fattori di rischio per l'assorbimento ridotto di vitamina B12, o quando si osservano sintomi clinici corrispondenti.

Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)

Gli inibitori della pompa protonica sono molto raramente associati alla comparsa di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). Se si verificano lesioni, soprattutto nelle aree esposte al sole, e se queste sono associate ad artralgia, il paziente deve consultare immediatamente un medico il quale dovrebbe valutare l'interruzione di Pariet. La comparsa di LECS dopo un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può aumentare il rischio di LECS se si assumono altri inibitori della pompa protonica.

Aumento del livello di cromogranina A

Durante il trattamento con medicamenti antiacidi, la gastrina sierica aumenta in risposta alla riduzione della secrezione acida. Anche la cromogranina A (CgA) aumenta in risposta alla riduzione della secrezione acida. L'elevato livello di CgA può interferire con le indagini sui tumori neuroendocrini. In letteratura è stato segnalato che, dovendo determinare la CgA per chiarire una diagnosi di tumori neuroendocrini o effettuarne il follow-up, il trattamento con PPI deve essere interrotto da 5 a 14 giorni prima, perché i livelli di CgA elevati per cause iatrogene si normalizzano entro 5-14 giorni, raramente in tempi più lunghi. Se, dopo questo intervallo, i livelli di CgA sono ancora troppo elevati, la determinazione va ripetuta.

Polipi adenomatosi del fondo gastrico (benigni)

L'uso a lungo termine degli inibitori della pompa protonica (PPI) sembra essere associato a un rischio aumentato di polipi adenomatosi del fondo gastrico, che sono per lo più asintomatici. I pazienti con polipi adenomatosi voluminosi o che hanno sviluppato un'ulcera possono essere a rischio di sanguinamento gastrointestinale od ostruzione dell'intestino tenue. La terapia con PPI deve essere scelta alla dose più bassa possibile e per il tempo più breve possibile.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Sodio: questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente senza sodio.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Sistema del citocromo P450

Il rabeprazolo sodico, come altri inibitori della pompa protonica (PPI), è metabolizzato dal sistema del citocromo P450 (CYP450) nel fegato. Studi su volontari sani hanno dimostrato che non ci sono interazioni farmacocinetiche o clinicamente rilevanti tra rabeprazolo sodico e amoxicillina o altri medicamenti testati come warfarin, fenitoina, teofillina o diazepam, che sono metabolizzati dal sistema del CYP450. Questo era indipendente dal tipo di metabolismo dei pazienti relativo al diazepam.

Non sono state studiate le interazioni potenziali di Pariet con gli anticoagulanti orali acenocumarolo e fenprocumone.

Interazioni come risultato dell'inibizione della secrezione acida gastrica

Il rabeprazolo sodico provoca un'inibizione forte e duratura della secrezione acida gastrica. Poiché sono possibili interazioni con sostanze il cui assorbimento è dipendente dal pH, l'eventuale necessità di aggiustare la dose deve essere valutata caso per caso, quando Pariet e tali sostanze vengono somministrate contemporaneamente. In volontari sani, la somministrazione simultanea di rabeprazolo sodico ha ridotto del 33% la concentrazione sierica di ketoconazolo, e aumentato del 22% la concentrazione sierica di digossina. Con la somministrazione simultanea, le concentrazioni plasmatiche di rabeprazolo e dei metaboliti attivi della claritromicina sono aumentate del 24% e del 50%, rispettivamente. Questa interazione è considerata utile nell'eradicazione di H. pylori. Non esistono dati relativi a qualsiasi interazione tra rabeprazolo e atazanavir. Negli studi clinici, insieme a Pariet sono stati somministrati antiacidi, se necessario; in uno studio specificamente progettato per affrontare questa domanda, non è stata osservata alcuna interazione tra Pariet e antiacidi liquidi.

Gli studi in vitro su microsomi epatici umani hanno dimostrato che il rabeprazolo sodico è metabolizzato dagli isoenzimi di CYP450 (CYP3A4 e CYP2C19 [vedere Farmacocinetica]). In questi studi, eseguiti alle concentrazioni plasmatiche di rabeprazolo previste, rabeprazolo non ha mostrato né un effetto inibitorio né un effetto induttivo su CYP3A4.

Alimenti

In uno studio giapponese, l'assunzione di pasti ipolipidici non ha fatto registrare interazioni clinicamente rilevanti tra Pariet e gli alimenti. L'assunzione di Pariet insieme a pasti iperlipidici può ritardarne l'assorbimento fino a 4 ore o più, ma non influisce su Cmax e AUC.

Ciclosporina

In studi in vitro di incubazione con microsomi epatici umani, rabeprazolo ha inibito il metabolismo della ciclosporina con una IC50 pari a 62 micromolare. Questa concentrazione è oltre 50 volte superiore alla concentrazione massima raggiunta in volontari sani dopo 14 giorni di somministrazione di 20 mg di Pariet. In teoria, quindi, non sono previste interazioni cliniche. Il grado di inibizione è paragonabile a quello dell'omeprazolo a parità di concentrazioni.

Metotrexato

Casi clinici, studi di farmacocinetica pubblicati e analisi retrospettive indicano che la somministrazione concomitante di PPI e metotrexato (specialmente a dosi elevate) può determinare livelli sierici aumentati e prolungati di metotrexato e/o del suo metabolita idrossimetotrexato. Tuttavia, non sono stati eseguiti studi di interazione tra metotrexato e PPI.

Pemetrexed

L'assunzione concomitante di inibitori della pompa protonica (IPP) e pemetrexed può aumentare la tossicità del pemetrexed. È necessario prestare attenzione quando questi farmaci vengono somministrati contemporaneamente.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sulla sicurezza di rabeprazolo durante la gravidanza nell'uomo. Gli studi sulla riproduzione in ratti e conigli non hanno fornito alcuna evidenza di disturbi della fertilità o danni fetali dovuti a rabeprazolo sodico, anche se nei ratti la sostanza è in grado di attraversare debolmente la placenta. Durante la gravidanza, Pariet va quindi utilizzato solo secondo rigorose indicazioni.

Allattamento

Non è noto se nella donna rabeprazolo sodico passi nel latte materno. Non sono stati condotti studi su donne che allattano. Tuttavia, rabeprazolo sodico passa nel latte materno nel ratto. Durante il periodo dell'allattamento, Pariet deve quindi essere utilizzato solo in base a rigorose indicazioni.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Date le proprietà farmacodinamiche e il profilo degli effetti indesiderati, non c'è ragione di ritenere che Pariet abbia effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Tuttavia, se c'è una compromissione dell'attenzione a causa della sonnolenza, non è consigliabile guidare veicoli o utilizzare macchine complesse.

Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più comuni negli studi clinici (incidenza ≥5%) sono stati cefalea, diarrea e nausea.

I seguenti eventi avversi sono stati osservati negli studi clinici e durante l'uso post-commercializzazione. La frequenza è indicata come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Infezioni ed infestazioni

Comune: infezioni.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: neutropenia, leucocitopenia, trombocitopenia, leucocitosi.

Raro: anemia.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni anafilattiche.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: perdita di appetito.

Raro: aumento di peso.

Frequenza non nota: ipomagnesiemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia.

Non comune: nervosismo, sonnolenza.

Raro: depressione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, vertigini.

Patologie dell'occhio

Raro: disturbi visivi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: tosse, faringite, rinite.

Non comune: bronchite, sinusite.

Raro: broncospasmo, asma.

Patologie gastrointestinali

Comune: diarrea, vomito, nausea, dolore addominale, stipsi, flatulenza, polipi adenomatosi del fondo gastrico (benigni).

Non comune: dispepsia, secchezza delle fauci, eruttazione, gastrite.

Raro: stomatite, disturbi del gusto.

Frequenza non nota: colite microscopica.

Patologie epatobiliari

Non comune: enzimi epatici elevati.

Raro: epatite, ittero, encefalopatia epatica in pazienti con severi disturbi della funzionalità epatica (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: esantema, prurito, sudorazione, eritema, di solito reversibile dopo l'interruzione della terapia, edema periferico.

Raro: reazioni cutanee bollose e orticarioidi, generalmente reversibili dopo l'interruzione della terapia.

Molto raro: eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, lupus eritematoso cutaneo subacuto, reazioni allergiche sistemiche acute come angioedema.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolore non specifico/dolore dorsale.

Non comune: dolori muscolari, crampi al polpaccio, dolori articolari, frattura dell'anca, del polso o della colonna vertebrale.

Raramente sono stati segnalati aumenti della CPK.

Patologie renali e urinarie

Non comune: infezioni delle vie urinarie.

Raro: nefrite tubulo-interstiziale (con possibile progressione ad insufficienza renale).

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto raro: ginecomastia.

Patologie sistemiche

Comune: affaticamento, sintomi simil-influenzali.

Non comune: dolore toracico, brividi, febbre.

Tuttavia, sono stati considerati associati a Pariet solo cefalea, diarrea, dolori addominali, affaticamento, flatulenza, esantema e secchezza delle fauci.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Le dosi massime somministrate non hanno superato 60 mg 2 volte al giorno e 160 mg 1 volta al giorno. Gli effetti sono generalmente minimi e reversibili senza ulteriori interventi farmacologici. I sintomi di sovradosaggio corrispondono in gran parte al profilo noto degli effetti indesiderati.

Trattamento

Non si conosce un antidoto specifico. Rabeprazolo sodico mostra un forte legame proteico ed è quindi difficile da dializzare. Come per tutti gli altri casi di sovradosaggio, vanno applicate misure di sostegno sintomatiche e generali.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A02BC04

Meccanismo d'azione

Rabeprazolo sodico appartiene alla classe di sostanze dei benzimidazolici sostituiti con effetto antisecretorio, che sopprimono la secrezione acida gastrica bloccando specificamente l'enzima H+/K+-ATPasi (pompa acida o protonica). L'effetto dose-dipendente inibisce la secrezione acida basale e quella stimolata, indipendentemente dallo stimolo. Gli esperimenti su animali hanno mostrato che, poco dopo la somministrazione, rabeprazolo sodico non è più presente nel plasma e sulla mucosa gastrica. Come base debole, rabeprazolo viene rapidamente assorbito dopo ogni dose e si concentra nell'ambiente acido delle cellule parietali. Rabeprazolo viene convertito mediante protonazione alla sua forma attiva rabeprazolo sulfenamide, quindi reagisce con la cisteina presente nella pompa protonica. Rabeprazolo sodico è presente nella forma racemica. In base agli studi in vitro, non c'è differenza nell'attività dei due isomeri R(+) rabeprazolo ed S(-) rabeprazolo.

Farmacodinamica

Attività antisecretoria

Dopo la somministrazione orale di 20 mg di rabeprazolo sodico, l'effetto antisecretorio si manifesta entro un'ora. 23 ore dopo la prima dose di rabeprazolo sodico, l'inibizione della secrezione acida basale o stimolata dagli alimenti è del 69% e dell'82%, rispettivamente, mentre l'inibizione dura fino a 48 ore.

L'effetto inibitorio di rabeprazolo sodico sulla secrezione acida aumenta leggermente con la somministrazione quotidiana ripetuta, e dopo tre giorni si instaura uno stato stazionario di inibizione. Dopo l'interruzione del medicamento, l'attività secretoria si normalizza entro due o tre giorni.

La riduzione di acidità nello stomaco aumenta il numero di batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con inibitori della pompa protonica può aumentare il rischio di infezioni gastrointestinali come ad esempio da Salmonella, Campylobacter e Clostridium difficile.

Helicobacter pylori è associato a disturbi nella produzione di acido gastrico, incluse ulcera gastrica e ulcera duodenale. H. pylori contribuisce principalmente allo sviluppo di gastrite e ulcere in questi pazienti.

Rabeprazolo ha mostrato in vitro un effetto battericida contro H. pylori. L'eradicazione di H. pylori con Pariet (rabeprazolo) e antibiotici ha determinato un miglioramento in una percentuale elevata delle lesioni mucosali. L'esperienza derivante da studi clinici controllati ha dimostrato che i pazienti con ulcere gastrointestinali che ricevono una dose da 20 mg di rabeprazolo 2 volte al giorno per 1 settimana in combinazione con due antibiotici (ad es. claritromicina e amoxicillina, o claritromicina e metronidazolo, somministrati alle dosi approvate) possono raggiungere un'eradicazione di H. pylori >80%. Come previsto, i pazienti con isolamento basale di H. pylori metronidazolo-resistente hanno mostrato una tendenza per tassi di eradicazione significativamente inferiori e lo sviluppo di resistenza secondaria. Pertanto, nella scelta della terapia combinata appropriata per l'eradicazione di H. pylori, vanno considerate le informazioni sulla prevalenza della resistenza nella propria area e le linee guida terapeutiche locali. Inoltre, nei pazienti con infezioni persistenti, va considerato il potenziale sviluppo di una resistenza secondaria a un agente antibatterico (per i pazienti con ceppi primari sensibili).

Efficacia clinica

Effetti sulla concentrazione di gastrina nel siero

Negli studi clinici, i pazienti sono stati trattati con 10 o 20 mg di rabeprazolo sodico 1 volta al giorno per un massimo di 43 mesi. La concentrazione sierica della gastrina è aumentata nelle prime due-otto settimane ed è stata espressione dell'effetto inibitorio sulla secrezione acida. Tale concentrazione è rimasta stabile durante la prosecuzione del trattamento. Dopo l'interruzione della terapia, la concentrazione di gastrina è tornata al livello precedente l'inizio del trattamento (di solito entro una o due settimane).

Altri effetti

Finora non sono stati osservati effetti sistemici di rabeprazolo sodico sul SNC, sul sistema cardiovascolare o sul sistema respiratorio. La somministrazione per due settimane di 20 mg di rabeprazolo sodico/giorno per os non ha avuto effetti sulla funzione tiroidea, sul metabolismo dei carboidrati o sui livelli circolanti di ormone paratiroideo, cortisolo, estrogeni, testosterone, prolattina, colecistochinina, secretina, glucagone, ormone follicolo-stimolante (FSH), ormone luteinizzante (LH), renina, aldosterone o somatotropina.

Farmacocinetica

Assorbimento

Pariet è una formulazione in compresse rivestite con film gastroresistenti di rabeprazolo sodico. Questa formulazione è necessaria perché rabeprazolo sodico è acido-labile. L'assorbimento di rabeprazolo sodico non inizia finché la compressa rivestita con film non ha lasciato lo stomaco. L'assorbimento è rapido, e la massima concentrazione plasmatica di rabeprazolo sodico viene raggiunta circa 3,5 ore dopo l'assunzione di 20 mg. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) di rabeprazolo sodico e l'AUC sono lineari nell'intervallo di dosi di 10-40 mg. La biodisponibilità assoluta di una dose da 20 mg somministrata per via orale è di circa il 52% (rispetto alla somministrazione endovenosa); ciò è dovuto principalmente al metabolismo presistemico. La somministrazione ripetuta non sembra aumentare la biodisponibilità.

L'assorbimento di rabeprazolo sodico non è influenzato dal cibo, né dall'ora del giorno dell'ingestione.

Distribuzione

Rabeprazolo sodico si lega per circa il 97% alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

Dopo la somministrazione di una singola dose orale da 20 mg di rabeprazolo sodico marcato con 14C, non si rileva escrezione urinaria della sostanza immodificata. Circa il 90% della dose viene escreto nell'urina sotto forma di due metaboliti, un coniugato dell'acido mercapturico (M5) e un acido carbossilico (M6), oltre a due metaboliti sconosciuti.

Eliminazione

Il resto della dose è stato trovato nelle feci. In volontari sani, l'emivita plasmatica è di circa un'ora (intervallo: 0,7–1,5 ore), mentre la clearance corporea totale stimata è di 283 ±98 ml/min.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica da lievi a moderati, dopo una singola dose da 20 mg di rabeprazolo l'AUC era due volte più alta, mentre l'emivita era 2–3 volte più lunga rispetto ai soggetti sani. Dopo la somministrazione ripetuta di 20 mg di rabeprazolo al giorno per una settimana, l'AUC è aumentata solo di 1,5 volte, mentre la Cmax è aumentata di 1,2 volte. L'emivita di rabeprazolo nei pazienti con disfunzione epatica è stata di 12,3 ore, rispetto alle 2,1 ore dei soggetti sani. L'effetto farmacodinamico (controllo del pH gastrico) era clinicamente comparabile nei 2 gruppi.

Nei pazienti con cirrosi compensata cronica, una dose da 20 mg di rabeprazolo sodico al giorno è stata ben tollerata, sebbene l'AUC fosse quasi raddoppiata e la Cmax fosse aumentata del 50% (rispetto ai soggetti sani dello stesso sesso).

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale terminale stabile che richiedono la dialisi cronica (clearance della creatinina ≤5 ml/min/1,73 m²), i livelli plasmatici di rabeprazolo erano abbastanza simili a quelli dei volontari sani. AUC e Cmax erano inferiori di circa il 35% in questi pazienti, rispetto ai volontari sani. L'emivita media di rabeprazolo in volontari sani è stata di 0,82 ore, di 0,95 ore nei pazienti in dialisi e di 3,6 ore dopo la dialisi. La clearance di rabeprazolo nei pazienti con insufficienza renale dipendente dalla dialisi era circa doppia rispetto a quella dei volontari sani.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, l'eliminazione di rabeprazolo è risultata leggermente ridotta. Dopo sette giorni di rabeprazolo sodico 20 mg 1 volta al giorno, l'AUC era quasi doppia rispetto a quella dei volontari sani giovani, mentre la Cmax era superiore del 60% e la t½ aumentata di circa il 30%. Tuttavia, non c'erano indicazioni di accumulo di rabeprazolo.

Polimorfismi genetici

Polimorfismo di CYP2C19: dopo dosi ripetute da 20 mg al giorno di rabeprazolo per una settimana, i metabolizzatori lenti di CYP2C19 avevano un'AUC circa 1,9 volte maggiore e un t½ 1,6 volte superiore rispetto ai corrispondenti parametri dei metabolizzatori estesi. La Cmax, invece, è aumentata solo del 40%.

Dati preclinici

Effetti tossici sono stati osservati solo con la somministrazione di dosi significativamente superiori alla massima esposizione nell'uomo; quindi, i dati ricavati dagli studi sugli animali, mostrano che le preoccupazioni relative alla sicurezza sull'uomo sono trascurabili.

Gli studi sulla mutagenicità hanno prodotto risultati incoerenti. I test su linee cellulari di linfoma murino erano positivi, mentre il test del micronucleo in vivo e i test di riparazione del DNA in vivo e in vitro erano negativi. Gli studi sulla cancerogenicità non hanno evidenziato rischi specifici per l'uomo.

Le principali alterazioni non neoplastiche erano limitate allo stomaco e includevano ispessimento della mucosa, cellule zimogeniche eosinofile, gastropatia iperplastica e iperplasia delle cellule neuroendocrine nella mucosa del fondo gastrico. La frequenza di queste alterazioni era generalmente dose-dipendente e coerente con gli effetti farmacologici, antisecretori e ipergastrinemici attesi del trattamento cronico.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

A eccezione di alcuni casi in cui gli enzimi epatici erano elevati, non si sono verificate alterazioni significative nei valori di laboratorio attribuibili al trattamento con Pariet.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Conservare nella confezione originale.

Numero dell'omologazione

55090 (Swissmedic).

Confezioni

Pariet 10 mg: 14 (attualmente non in commercio), 28 e 56 compresse rivestite con film [B].

Pariet 20 mg: 14, 28 e 56 compresse rivestite con film [B].

Titolare dell’omologazione

Eisai Pharma AG, Zurigo.

Stato dell'informazione

Giugno 2026.