Dacepton® 10 mg/ml, soluzione iniettabile in cartuccia
Medius AG
Composizione
Principi attivi
Apomorphini hydrochloridum hemihydricum.
Sostanze ausiliarie
Natrii metabisulfis (E 223) 1 mg/ml, natrii hydroxidum (ad pH), acidum hydrochloridum (ad pH), aqua ad iniectabilia.
Contiene 0,26 mg di sodio per ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile in cartuccia per uso s.c.
1 cartuccia di vetro da 3 ml contiene 30 mg di apomorfina cloridrato emiidrato (10 mg/ml).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento di pazienti affetti da malattia di Parkinson con fluttuazioni motorie (fenomeni ON-OFF) che persistono nonostante un trattamento personalizzato con levodopa (e un inibitore periferico della decarbossilasi) e/o agonisti dopaminergici.
Posologia/Impiego
Modo e durata d'impiego
Dacepton 10 mg/ml soluzione iniettabile in cartuccia è destinato all'uso sottocutaneo multiplo mediante iniezioni intermittenti in bolo, utilizzando esclusivamente l'apposita penna D-mine.
Dacepton 10 mg/ml non deve essere utilizzato per via endovenosa.
Per le informazioni sull'impiego della penna, cfr. le istruzioni per l'uso allegate alla penna stessa.
I pazienti e i caregiver devono ricevere istruzioni dettagliate sulla preparazione e l'iniezione delle dosi e in particolare sull'uso corretto della penna (cfr. le istruzioni per l'uso allegate alla penna). Devono essere avvisati di seguire scrupolosamente le istruzioni per l'uso della penna, anche per quanto riguarda lo smaltimento sicuro della cartuccia e dell'ago.
La penna destinata all'uso di questo medicamento è diversa da altre penne utilizzate con altri prodotti a base di apomorfina. Se il paziente è abituato a usare una determinata penna, il passaggio a un altro prodotto deve essere accompagnato da una nuova formazione sotto la supervisione di professionisti sanitari.
Requisiti per l'infusione di Dacepton 10 mg/ml
I pazienti devono essere in grado di riconoscere l'insorgenza dei sintomi OFF. Inoltre, devono essere in grado di praticare da soli l'iniezione, oppure devono avere un caregiver responsabile in grado di praticare l'iniezione in caso di necessità.
I pazienti trattati con apomorfina devono generalmente iniziare a usare domperidone almeno due giorni prima dell'inizio della terapia. La dose di domperidone deve essere titolata alla dose minima efficace e interrotta appena possibile.
Prima di decidere di iniziare la terapia con domperidone e apomorfina, occorre valutare attentamente i fattori di rischio di prolungamento dell'intervallo QT nel singolo paziente, per accertarsi che i benefici superino i rischi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Il trattamento con apomorfina deve essere iniziato in una clinica specializzata e supervisionato da un medico esperto nel trattamento della malattia di Parkinson (ad es. da un neurologo). Il trattamento del paziente con levodopa, con o senza agonisti dopaminergici, deve essere ottimizzato prima di iniziare il trattamento con Dacepton 10 mg/ml.
Posologia negli adulti
La dose appropriata per ciascun paziente va stabilita mediante aumento graduale della posologia.
Determinazione della dose soglia
Si raccomanda di procedere nel modo seguente:
1a dose: iniettare per via sottocutanea 1 mg di apomorfina cloridrato emiidrato (0,1 ml, circa 15-20 µg/kg) durante una fase ipocinetica o OFF. Quindi osservare il paziente per 30 minuti per valutare il miglioramento della funzione motoria.
In assenza di miglioramento o in caso di miglioramento insufficiente:
2a dose: iniettare per via sottocutanea 2 mg di apomorfina cloridrato emiidrato (0,2 ml) e osservare il paziente per altri 30 minuti per valutare il miglioramento della funzione motoria. La posologia può essere gradualmente aumentata con ulteriori iniezioni fino a ottenere un miglioramento soddisfacente della funzione motoria, osservando comunque un intervallo di almeno 40 minuti tra un'iniezione e l'altra.
Prosecuzione del trattamento e misure precauzionali
Una volta stabilita la dose adeguata, può essere somministrata una singola iniezione sottocutanea nella parte inferiore dell'addome o nella parte esterna della coscia non appena compaiono i primi segni di una fase OFF. Non si può escludere un assorbimento differente a seconda del sito di iniezione nello stesso paziente. Pertanto, il paziente va osservato per un'ora per poter valutare l'entità della risposta al trattamento. La dose può essere aggiustata in base all'effetto terapeutico ottenuto. La posologia ottimale di apomorfina cloridrato emiidrato varia su base individuale e differisce notevolmente da paziente a paziente; una volta stabilita, rimane tuttavia relativamente costante per ciascun paziente:
3–30 mg in 1-10, eventualmente fino a 12 iniezioni singole al giorno. Si raccomanda di non superare una dose giornaliera di 100 mg di apomorfina cloridrato emiidrato e una dose di 10 mg per ogni singola iniezione in bolo.
La penna D-mine, che è necessaria per l'uso di Dacepton 10 mg/ml, è poco adatta se la singola dose del paziente è superiore a 6 mg, perché una dose superiore richiede una seconda iniezione per completare la dose.
Negli studi clinici, è stato in genere possibile ridurre leggermente la dose di levodopa; la possibile riduzione varia notevolmente da paziente a paziente e deve essere attentamente supervisionata da un medico esperto in questo tipo di terapia. Una volta stabilito il trattamento con la dose individuale ottimale, in alcuni pazienti la somministrazione di domperidone può essere gradualmente ridotta. Tuttavia, solo in pochi pazienti può essere interrotta del tutto, senza che compaiano vomito o ipotensione.
Infusione continua
I pazienti che, durante la fase iniziale, presentano un miglioramento adeguato della funzione motoria (risposta ON), ma il cui controllo complessivo con iniezioni intermittenti rimane insufficiente o che richiedono molte e frequenti iniezioni (più di 10 al giorno), dovrebbero passare all'infusione sottocutanea continua con minipompa e/o perfusore. In questo caso, occorre passare a un altro prodotto a base di apomorfina.
Bambini e adolescenti
Dacepton 10 mg/ml è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni (cfr. «Controindicazioni»).
Anziani
Gli anziani sono frequentemente rappresentati nel gruppo di pazienti affetti da malattia di Parkinson e costituiscono una percentuale elevata dei pazienti inclusi negli studi clinici con apomorfina. Il trattamento degli anziani non differisce da quello dei pazienti più giovani. Tuttavia, a causa del rischio di ipotensione ortostatica, negli anziani è richiesta particolare cautela all'inizio della terapia.
Ridotta funzionalità renale
Nei pazienti con ridotta funzionalità renale, si può utilizzare con cautela uno schema posologico simile a quello raccomandato per gli adulti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
Dacepton 10 mg/ml non deve essere utilizzato in caso di:
·pazienti con depressione respiratoria, demenza, psicosi o insufficienza epatica. Il trattamento con apomorfina non è indicato nei pazienti che presentano una risposta ON alla levodopa caratterizzata da grave discinesia o distonia.
·ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie in base alla composizione.
·uso concomitante con ondansetron.
Dacepton 10 mg/ml è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Avvertenze e misure precauzionali
L'apomorfina deve sempre essere usata con cautela nei pazienti con patologie renali, polmonari o cardiovascolari e nei pazienti soggetti a nausea e vomito. Nei pazienti anziani e/o debilitati è richiesta particolare cautela all'inizio della terapia.
Poiché l'apomorfina può causare ipotensione, anche in caso di pretrattamento con domperidone, l'uso del medicamento richiede particolare cautela nei pazienti con patologie cardiache preesistenti o nei pazienti che assumono medicamenti vasoattivi (ad es. antipertensivi), e soprattutto nei pazienti con ipotensione ortostatica preesistente.
In pazienti trattati con levodopa e apomorfina è stata segnalata anemia emolitica. Se una terapia con levodopa è associata all'uso concomitante di apomorfina, si devono effettuare esami ematologici a intervalli regolari.
L'uso concomitante di Dacepton 10 mg/ml con altri medicamenti richiede cautela, soprattutto se questi medicamenti hanno un indice terapeutico ristretto (cfr. «Interazioni»).
Molti pazienti affetti da malattia di Parkinson in fase avanzata presentano problemi neuropsichiatrici. Vi sono evidenze che, in alcuni pazienti, i disturbi neuropsichiatrici possono essere esacerbati dall'apomorfina; pertanto, l'uso dell'apomorfina in questi pazienti richiede particolare cautela.
L'apomorfina è stata associata a sonnolenza e altri agonisti dopaminergici possono provocare improvvisi attacchi di sonno, in particolare nei pazienti con malattia di Parkinson. Pertanto, i pazienti devono essere avvisati di prestare particolare attenzione durante la guida di veicoli o l'uso di macchine mentre sono in trattamento con apomorfina. I pazienti che manifestano sonnolenza devono astenersi dalla guida di veicoli o dall'uso di macchine. In questo caso, può essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia.
I pazienti devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e i caregiver devono essere avvisati che possono verificarsi disturbi comportamentali in termini di disturbi del controllo degli impulsi, inclusi gioco d'azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, spese o acquisti compulsivi, bulimia e fame compulsiva. Se si sviluppano sintomi di questo tipo, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose o l'interruzione graduale del trattamento.
In alcuni pazienti in trattamento con Dacepton 10 mg/ml è stata osservata la sindrome da disregolazione della dopamina (DDS), un disturbo da dipendenza che porta a un uso eccessivo di questo medicamento o di altri medicamenti dopaminergici. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti e i caregiver devono essere avvisati del potenziale rischio di sviluppare la DDS (cfr. anche «Effetti indesiderati»).
Nel sito di iniezione possono presentarsi indurimenti e noduli, in genere asintomatici. In caso di trattamento prolungato, possono persistere ed essere associati ad arrossamento e sensibilità. Alla biopsia cutanea di questi pazienti è stata riscontrata un'infiltrazione del tessuto adiposo sottocutaneo. Occorre prestare attenzione a evitare un'infezione delle aree interessate da lesioni. Nel sito di iniezione può manifestarsi prurito. Questi effetti sottocutanei locali possono talvolta essere ridotti alternando i siti di iniezione ed eventualmente con l'uso di ultrasuoni (se disponibili) nelle aree interessate da noduli e indurimenti.
Poiché l'apomorfina, soprattutto a dosi elevate, può portare a un prolungamento dell'intervallo QT, è richiesta cautela nei pazienti a rischio di torsione di punta e in quelli che assumono in concomitanza medicamenti che possono prolungare l'intervallo QT.
In caso di uso concomitante di domperidone, i fattori di rischio del singolo paziente devono essere attentamente valutati prima dell'inizio della terapia. Questa valutazione va effettuata prima dell'inizio e durante la terapia. I principali fattori di rischio comprendono gravi patologie cardiache preesistenti, quali l'insufficienza cardiaca congestizia, gravi disturbi della funzionalità epatica o marcati disturbi elettrolitici. Inoltre, devono essere valutati i medicamenti che hanno effetti sull'equilibrio elettrolitico, sul metabolismo del CYP3A4 o sull'intervallo QT. Si raccomanda il monitoraggio degli effetti sull'intervallo QTc. Un ECG deve essere effettuato:
·prima del trattamento con domperidone
·nella fase iniziale del trattamento
·successivamente come clinicamente indicato.
Il paziente deve essere invitato a segnalare eventuali sintomi cardiaci quali palpitazioni, sincope o presincope. Inoltre, devono essere segnalate le alterazioni cliniche che possono portare a ipokaliemia, quali gastroenterite o l'avvio di una terapia con diuretici. A ogni visita di controllo, i fattori di rischio devono essere rivalutati.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Dacepton 10 mg/ml contiene sodio metabisolfito (E 223), che raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e spasmi bronchiali (broncospasmo).
Dacepton contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ml, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
I pazienti selezionati per il trattamento con apomorfina assumono, quasi certamente, altri medicamenti per la malattia di Parkinson. Nelle fasi iniziali della terapia con apomorfina, il paziente deve essere monitorato per eventuali effetti collaterali insoliti o segni di potenziamento dell'effetto.
I neurolettici, se utilizzati con l'apomorfina, possono avere un effetto antagonista. Esiste una potenziale interazione tra clozapina e apomorfina, tuttavia la clozapina può essere utilizzata anche per ridurre le complicanze neuropsichiatriche. Se devono essere somministrati neurolettici a pazienti con malattia di Parkinson trattati anche con agonisti dopaminergici, può essere presa in considerazione una graduale riduzione della dose di apomorfina quando l'infusione viene effettuata tramite minipompa e/o perfusore (raramente sono stati segnalati sintomi di sindrome neurolettica maligna in caso di brusca interruzione della terapia dopaminergica).
Medicamenti antipertensivi e cardioattivi: anche in caso di uso concomitante con domperidone, l'apomorfina può potenziare l'effetto antipertensivo di questi medicamenti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Evitare la somministrazione concomitante di medicamenti che possono prolungare l'intervallo QT (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante di ondansetron non è consentita, perché con l'uso concomitante di apomorfina e ondansetron sono state segnalate ipotensione marcata e perdita di coscienza (cfr. «Controindicazioni»).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
A causa dell'età della popolazione di pazienti trattata, è improbabile che possa verificarsi una gravidanza. Finora non esistono esperienze in merito all'uso dell'apomorfina in donne in gravidanza. Dagli studi di riproduzione sugli animali non sono emersi segni di effetti teratogeni. Tuttavia, nel ratto, dosi tossiche per le madri hanno portato a un peggioramento delle cure materne e ad arresto respiratorio nei neonati. Il rischio potenziale per l'essere umano non è noto (cfr. «Dati preclinici»).
Dacepton 10 mg/ml non deve essere somministrato durante la gravidanza, a meno che non sia strettamente necessario.
Allattamento
Non è noto se l'apomorfina passi nel latte materno. Tuttavia, le donne non devono allattare durante la terapia con apomorfina.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
I pazienti trattati con apomorfina che manifestano sonnolenza e/o improvvisi attacchi di sonno devono essere avvisati di astenersi dalla guida di veicoli o da attività (ad es. azionare macchine) nelle quali un'attenzione ridotta potrebbe esporre loro stessi o altri al rischio di gravi lesioni o morte, fino a quando tali episodi ricorrenti e la sonnolenza non siano scomparsi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono riportati di seguito secondo la classificazione sistemica organica e la frequenza. Le frequenze sono definite come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: anemia emolitica e test di Coombs positivo (entrambi in caso di somministrazione concomitante di levodopa e apomorfina).
Raro: eosinofilia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità (inclusi anafilassi e broncospasmo) a causa del contenuto in sodio metabisolfito.
Disturbi psichiatrici
Molto comune: allucinazioni.
Non comune: disturbi neuropsichiatrici (inclusi lieve stato confusionale transitorio e allucinazioni visive).
Non nota: sindrome da disregolazione della dopamina (DDS)
La sindrome da disregolazione della dopamina (DDS) è un disturbo da dipendenza che è stato osservato in alcuni pazienti trattati con Dacepton 10 mg/ml. I pazienti interessati presentano un abuso compulsivo di medicamenti dopaminergici a dosi superiori a quelle necessarie per un controllo adeguato dei sintomi motori della malattia di Parkinson. In alcuni casi possono manifestarsi gravi discinesie (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie del sistema nervoso
Comune: sonnolenza.
Non comune: discinesie durante le fasi ON, che in casi rari possono portare all'interruzione della terapia.
Frequenza non nota: è stato riferito che alcuni pazienti con malattia di Parkinson in trattamento con agonisti dopaminergici, apomorfina inclusa, in particolare a dosi elevate, hanno manifestato segni di gioco d'azzardo patologico, aumento della libido e ipersessualità, spese o acquisti compulsivi, bulimia e fame compulsiva, che sono in genere regrediti con la riduzione della dose o l'interruzione del trattamento. Sincope.
Patologie vascolari
Non comune: ipotensione ortostatica (in genere transitoria).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: difficoltà respiratorie.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea e vomito (soprattutto all'inizio del trattamento); sedazione transitoria (indipendente dalla dose, soprattutto all'inizio della terapia).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzione cutanea locale e generalizzata.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: indurimenti e noduli sottocutanei nel sito di iniezione (in genere asintomatici, a dosi elevate associati ad arrossamento e sensibilità).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
L'esperienza clinica per i casi di sovradosaggio di apomorfina con questa via di somministrazione è limitata. I sintomi di sovradosaggio possono essere trattati empiricamente nel modo seguente:
il vomito eccessivo con domperidone,
la depressione respiratoria con naloxone,
la bradicardia con atropina.
Ipotensione: mettere in atto misure appropriate, ad es. sollevare i piedi del letto.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N04BC07
Meccanismo d'azione
L'apomorfina è un agonista diretto dei recettori dopaminergici D1 e D2 e non condivide le vie di trasporto o metaboliche con la levodopa. In animali da laboratorio sani, l'apomorfina inibisce la frequenza di scarica delle cellule nigrostriatali e, a basse dosi, riduce l'attività locomotoria. Si ritiene che questo effetto sia riconducibile a un'inibizione presinaptica del rilascio endogeno di dopamina. Tuttavia, l'effetto sulla disabilità motoria nei pazienti con malattia di Parkinson è probabilmente mediato da recettori postsinaptici. Questo effetto bifasico si osserva anche nell'essere umano.
Farmacodinamica
Cfr. «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo iniezione sottocutanea, la distribuzione e il metabolismo dell'apomorfina possono essere descritti attraverso un modello bicompartimentale. L'emivita di distribuzione è di 5 (± 1,1) minuti e l'emivita di eliminazione è di 33 (± 3,9) minuti. La risposta clinica correla bene con i livelli di apomorfina nel liquor. L'apomorfina viene rapidamente e completamente assorbita dal tessuto sottocutaneo, coerentemente con la rapida insorgenza dell'effetto clinico (4–12 minuti).
Distribuzione
Cfr. «Assorbimento».
Metabolismo
Il metabolismo dell'apomorfina avviene tramite glucuronidazione e solfonazione di almeno il 10% della quantità totale; non sono state descritte altre vie metaboliche.
Eliminazione
La breve durata dell'effetto clinico del principio attivo (circa 1 ora) è riconducibile alla sua rapida eliminazione.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nessun dato.
Dati preclinici
Gli studi di tossicità per somministrazione sottocutanea ripetuta non hanno evidenziato alcun rischio particolare per l'uso clinico nell'essere umano, fatti salvi gli effetti già descritti in altre rubriche dell'Informazione professionale.
Gli studi di genotossicità in vitro hanno mostrato effetti mutageni e clastogenici, probabilmente riconducibili ai prodotti di ossidazione dell'apomorfina. Tuttavia, negli studi in vivo, l'apomorfina non è risultata genotossica.
Gli effetti dell'apomorfina sulla riproduzione sono stati studiati nel ratto. In questa specie, l'apomorfina non è teratogena. È stato però dimostrato che dosi tossiche per le madri possono portare a un peggioramento delle cure materne e ad arresto respiratorio nei neonati.
Non sono stati condotti studi di cancerogenicità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
La stabilità chimico-fisica è stata dimostrata per 15 giorni a una temperatura di 25 °C.
La soluzione iniettabile non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve quindi essere utilizzato immediatamente, a meno che il metodo di apertura e ulteriore manipolazione non precluda il rischio di contaminazione microbica. I tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell'utilizzatore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Non conservare in frigorifero e non congelare.
Conservare le cartucce nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Utilizzare le stesse condizioni di conservazione dopo l'apertura e tra un uso e il successivo.Indicazioni per la manipolazione
Non usare se la soluzione è diventata verde.
Ispezionare la soluzione prima dell'uso per escludere la presenza di alterazioni visibili. Usare la soluzione solo se è limpida, da incolore a colore giallo pallido, priva di particelle, in confezione integra.
Prima dell'uso, eliminare l'aria residua presente nella cartuccia (cfr. anche le istruzioni per l'uso della penna).
Le cartucce contenenti residui inutilizzati devono essere smaltite al più tardi 15 giorni dopo l'apertura.
Questa confezione non contiene né la penna, né gli appositi aghi.
Le cartucce di Dacepton sono destinate unicamente all'uso con la penna D-mine e con gli aghi monouso descritti nelle istruzioni per l'uso della penna.
Numero dell'omologazione
67068 (Swissmedic)
Confezioni
Dacepton 10 mg/ml, 3 ml di soluzione iniettabile in cartuccia: 5 cartucce, 30 cartucce [B].
Titolare dell’omologazione
Medius AG, 4132 Muttenz
Stato dell'informazione
Novembre 2025