Renvela® Polvere

Sanofi-Aventis (Suisse) SA

Composizione

Principi attivi

Sevelamer carbonato.

Sostanze ausiliarie

Alginato di glicole propilenico, aroma di limone (contiene glucosio e alcol benzilico), cloruro di sodio, sucralosio, ossido di ferro giallo (E172).

Una bustina da 0,8 g o 2,4 g contiene rispettivamente 3,31 mg e 9,94 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere per sospensione orale contenente 0,8 g di sevelamer carbonato.

Polvere per sospensione orale contenente 2,4 g di sevelamer carbonato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Renvela è indicato per il controllo dell'iperfosfatemia in pazienti adulti sottoposti ad emodialisi o a dialisi peritoneale.

Renvela è inoltre indicato nel controllo dell'iperfosfatemia in pazienti adulti con insufficienza renale cronica non emodializzati, con livello di fosfato sierico pari o superiore a 1,78 mmol/l.

Renvela è indicato per il controllo dell'iperfosfatemia nei pazienti pediatrici (età ≥6 anni e area della superficie corporea ≥0,75 m2) con insufficienza renale cronica.

Renvela deve essere usato nel contesto di un approccio politerapeutico, che potrebbe includere integratori di calcio, 1,25-diidrossi vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, per prevenire lo sviluppo di una osteodistrofia renale.

Posologia/Impiego

Posologia

Dose iniziale

Adulti

La dose iniziale raccomandata per sevelamer carbonato nell'adulto è di 2,4 g o 4,8 g al giorno, sulla base delle esigenze cliniche e del livello di fosfato sierico individuale. Renvela polvere per sospensione orale deve essere assunto tre volte al giorno con i pasti.

Livello di fosfato sierico del paziente

Dose giornaliera totale di sevelamer carbonato, da suddividere sui tre pasti

1,78–2,42 mmol/l

(5,5–7,5 mg/dl)

2,4 g*

>2,42 mmol/l (>7,5 mg/dl)

4,8 g*

 

* Con successiva titolazione, conformemente alle istruzioni.

Bambini/adolescenti

La dose iniziale raccomandata nei bambini e negli adolescenti si basa sull'area della superficie corporea (SC). Renvela polvere deve essere assunto tre volte al giorno con i pasti o con gli spuntini.

Area della superficie corporea (SC)

Dose per pasto/spuntino

da ≥0,75 a <1,2 m2

0,8 g

≥1,2 m2

1,6 g

 

Per pazienti che hanno precedentemente assunto chelanti del fosfato (sevelamer cloridrato o chelanti a base di calcio), la somministrazione di Renvela deve avvenire grammo per grammo, con attento monitoraggio del livello di fosfato sierico, al fine di assicurare una dose giornaliera ottimale.

Adeguamento della dose/titolazione

Si deve monitorare il livello di fosfato sierico e si deve titolare la dose di sevelamer carbonato ogni 2-4 settimane, fino a raggiungere un livello accettabile di fosfato sierico. Successivamente si dovrà provvedere a un regolare monitoraggio.

I pazienti che assumono Renvela devono seguire la dieta prescritta.

Nella pratica clinica, il trattamento è continuo e si basa sulla dose necessaria per controllare il livello di fosfato sierico; nell'adulto la dose giornaliera prevista è in media di circa 6 g al giorno.

In bambini/adolescenti

Posologia pediatrica in base all'area della superficie corporea (SC):

Area della superficie corporea (m2)

Dose iniziale

Aumento/diminuzione della titolazione

da ≥0,75 a <1,2 m2

0,8 g tre volte al giorno

Adeguamento di più o meno 0,4 g tre volte al giorno

≥1,2 m2

1,6 g tre volte al giorno

Adeguamento di più o meno 0,8 g tre volte al giorno

 

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di Renvela non sono state stabilite nei bambini di età inferiore a 6 anni o nei bambini con area della superficie corporea inferiore a 0,75 m2.

L'uso di Renvela nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 6 anni non è pertanto raccomandato (cfr. «Proprietà/effetti – Efficacia clinica»).

Modo di somministrazione

Prima dell'uso, la polvere di una bustina deve essere dispersa in 30 ml di acqua (bustina da 0,8 g) o in 60 ml di acqua (bustina da 2,4 g) (cfr. «Altre indicazioni»). La sospensione deve essere bevuta entro 30 minuti dalla preparazione.

In alternativa all'acqua, la polvere può essere mescolata con una piccola quantità di cibo o bevanda (gassata o no) e consumata entro 30 minuti.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie in base alla composizione.

Ipofosforemia.

Ostruzione intestinale.

Avvertenze e misure precauzionali

L'efficacia e la sicurezza di Renvela non sono state stabilite nei bambini di età inferiore a 6 anni.

La sicurezza e l'efficacia di Renvela non sono state dimostrate nei pazienti adulti con insufficienza renale cronica non sottoposti ad emodialisi con livelli di fosfato sierico inferiori a 1,78 mmol/l. Pertanto, l'uso di Renvela in questi pazienti deve essere attualmente evitato.

La sicurezza e l'efficacia di Renvela non sono state stabilite nei pazienti affetti dai seguenti disturbi:

·disfagia;

·disturbi della deglutizione;

·disturbi gravi della motilità gastrointestinale, compresa la gastroparesi grave o non trattata, stipsi grave, ritenzione del contenuto gastrico e feci anormali o irregolari;

·malattia infiammatoria intestinale evolutiva;

·intervento chirurgico gastrointestinale maggiore.

Renvela deve essere usato con estrema cautela in questi pazienti. Il trattamento con Renvela deve essere rivalutato nei pazienti che sviluppano stipsi o altri sintomi gastrointestinali gravi.

Ostruzione intestinale e ileo/subileo

In casi molto rari, durante il trattamento con sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, sono stati osservati ostruzione intestinale e ileo/subileo. La stipsi può rappresentare un prodromo. I pazienti che soffrono di stipsi devono essere monitorati attentamente durante il trattamento con Renvela. In caso di pazienti che sviluppano stipsi o altri sintomi gastrointestinali gravi, il trattamento con Renvela deve essere rivalutato.

Vitamine liposolubili

I pazienti con insufficienza renale cronica possono manifestare bassi livelli di vitamine liposolubili A, D, E e K, a seconda della dieta e della gravità della loro malattia. Non è possibile escludere che Renvela possa legarsi alle vitamine liposolubili contenute negli alimenti ingeriti. Nei pazienti che assumono sevelamer, ma nessun integratore vitaminico, si devono valutare i livelli sierici di vitamina A, D, E e K a intervalli regolari. In caso di necessità, si raccomanda di somministrare integratori vitaminici e di prescrivere integratori di vitamina D (circa 400 UI di vitamina D nativa al giorno) ai pazienti con insufficienza renale cronica non sottoposti a dialisi. Tali integratori possono essere parte di un preparato multivitaminico da assumere lontano dalla dose di Renvela. Nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, è raccomandato un monitoraggio supplementare delle vitamine liposolubili e dell'acido folico, poiché negli studi clinici i livelli di vitamina A, D, E e K non sono stati misurati su questi pazienti.

Carenza di folati

I dati attualmente disponibili non consentono di escludere la possibilità di una carenza di folati durante il trattamento a lungo termine con Renvela.

Ipocalcemia/ipercalcemia

I pazienti con insufficienza renale cronica sono predisposti all'ipocalcemia o all'ipercalcemia. Renvela non contiene calcio. I livelli di calcio nel sangue devono quindi essere monitorati a intervalli regolari e, se necessario, deve essere somministrata un'integrazione di calcio naturale.

Acidosi metabolica

I pazienti con insufficienza renale cronica sono predisposti all'acidosi metabolica. Nell'ambito della buona pratica clinica, si raccomanda pertanto il monitoraggio del livello di bicarbonato sierico.

Peritonite

I pazienti dializzati sono soggetti a taluni rischi di infezione, insiti nella specifica modalità di dialisi utilizzata. La peritonite è una complicanza nota nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale. In uno studio clinico su sevelamer cloridrato, è stato osservato un maggior numero di casi di peritonite nel gruppo di sevelamer, rispetto al gruppo di controllo. I pazienti che ricevono dialisi peritoneale devono essere strettamente monitorati, a garanzia dell'uso di una corretta tecnica asettica e della tempestiva identificazione e gestione di qualsiasi segno e sintomo associato alla peritonite.

Medicamenti antiaritmici e anticonvulsivanti

Occorre prestare attenzione quando Renvela viene somministrato a pazienti trattati con antiaritmici o anticonvulsivanti (cfr. «Interazioni»).

Ipotiroidismo

È raccomandato un più attento monitoraggio dei pazienti affetti da ipotiroidismo ai quali vengano somministrati in concomitanza sevelamer carbonato e levotiroxina (cfr. «Interazioni»).

Trattamento cronico a lungo termine

In uno studio clinico della durata di un anno, non è emersa evidenza di accumulo di sevelamer.

Tuttavia, il potenziale assorbimento e accumulo di sevelamer durante il trattamento cronico a lungo termine (>1 anno) non può essere completamente escluso (cfr. «Farmacocinetica»).

Iperparatiroidismo

Renvela non è indicato per controllare l'iperparatiroidismo. Nei pazienti con iperparatiroidismo secondario, Renvela deve essere usato nel contesto di un approccio politerapeutico che potrebbe includere integratori di calcio, 1,25-diidrossi vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, per ridurre i livelli di ormone paratiroideo intatto (iPTH).

Disturbi infiammatori gastrointestinali

Sono stati segnalati casi di condizioni infiammatorie gastrointestinali gravi (con complicanze gravi tra cui emorragie, perforazione, ulcerazione, necrosi, colite e massa colica o cecale) associate ai cristalli di sevelamer (cfr. «Effetti indesiderati – Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing»). Interrompendo il trattamento con Renvela, le condizioni infiammatorie possono risolversi. È necessario rivalutare il trattamento con sevelamer carbonato nei pazienti che sviluppano sintomi gastrointestinali gravi.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente «senza sodio».

Questo medicamento contiene alcol benzilico. L'alcol benzilico può causare reazioni allergiche.

I pazienti che presentano una sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio (malattia ereditaria rara) non devono assumere questo medicamento.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Nei pazienti dializzati non sono stati effettuati studi di interazione.

Effetti di Renvela su altri medicamenti

Negli studi di interazione condotti su volontari sani, nell'ambito di uno studio monodose, sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di Renvela, ha ridotto la biodisponibilità di ciprofloxacina di circa il 50% quando somministrata contemporaneamente a sevelamer cloridrato. Di conseguenza, Renvela non deve essere assunto contemporaneamente con ciprofloxacina.

In studi di interazione su volontari sani, il sevelamer carbonato non ha influito sulla biodisponibilità di warfarin o digossina.

In studi di interazione su volontari sani, il sevelamer cloridrato, che contiene lo stesso componente attivo del sevelamer carbonato, non ha avuto alcun effetto sulla biodisponibilità di digossina, warfarin, enalapril, metoprololo o ferro in dose singola.

Nei pazienti sottoposti a trapianto, sono stati osservati ridotti livelli di ciclosporina, micofenolato mofetile e tacrolimo, quando somministrati contemporaneamente a sevelamer cloridrato, senza conseguenze cliniche (ad es. rigetto del trapianto). Non è possibile escludere interazioni, pertanto, durante l'uso dell'associazione concomitante con Renvela e dopo la sua sospensione, si deve considerare l'attento monitoraggio delle concentrazioni ematiche di ciclosporina, micofenolato mofetile e tacrolimo.

Nei pazienti in cui sono stati somministrati contemporaneamente sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato e levotiroxina, sono stati osservati casi molto rari di aumento dei livelli di ormone stimolante la tiroide (TSH). Pertanto, nei pazienti che ricevono sevelamer carbonato e levotiroxina, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli di ormone tireostimolante (TSH).

Sono stati segnalati casi molto rari di aumento dei livelli di fosfato in pazienti trattati contemporaneamente con inibitori di pompa protonica e sevelamer carbonato.

I pazienti che assumono antiaritmici per il trattamento delle aritmie e anticonvulsivanti per il controllo di crisi convulsive sono stati esclusi dagli studi clinici. Occorre prestare attenzione quando si prescrive Renvela a pazienti che assumono anche questi tipi di medicamenti.

Renvela non è una sostanza che viene assorbita e può modificare la biodisponibilità di altri medicamenti. I medicamenti la cui ridotta biodisponibilità potrebbe avere un impatto clinicamente significativo sulla loro sicurezza o efficacia devono essere somministrati almeno un'ora prima o tre ore dopo l'assunzione di Renvela, oppure il medico deve prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli ematici.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non esistono dati relativi all'uso di sevelamer in donne gravide. Gli studi sugli animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva quando sevelamer è stato somministrato a dosi elevate a ratti (cfr. «Dati preclinici»). È stato dimostrato che sevelamer riduce l'assorbimento di numerose vitamine, compreso l'acido folico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per l'uomo non è noto. Renvela deve essere somministrato in gravidanza solo se strettamente necessario dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio, sia per la madre che per il feto.

Allattamento

Non è noto se sevelamer sia escreto nel latte materno umano. Il fatto che sevelamer non venga assorbito rende improbabile la sua escrezione nel latte materno. La decisione di proseguire/interrompere l'allattamento o di proseguire/interrompere il trattamento con Renvela deve essere presa considerando il beneficio dell'allattamento per il bambino e quello della terapia con Renvela per la madre.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non è stato condotto alcuno studio al fine di valutare l'effetto sulla capacità di condurre veicoli o di utilizzare macchinari.

Effetti indesiderati

La sicurezza di sevelamer (sia come sali di carbonato, che come cloridrato), è stata esaminata in numerosi studi clinici, su un totale di 969 pazienti sottoposti a emodialisi, con trattamenti della durata di 4–50 settimane (724 pazienti trattati con sevelamer cloridrato e 245 con sevelamer carbonato), 97 pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, con trattamento della durata di 12 settimane (tutti trattati con sevelamer cloridrato) e 128 pazienti con insufficienza renale cronica, non dializzati, in trattamento per 8–12 settimane (79 pazienti trattati con sevelamer cloridrato e 49 con sevelamer carbonato).

Gli effetti indesiderati più comuni (≥5% dei pazienti) possibilmente o probabilmente correlati alla somministrazione di sevelamer appartenevano tutte alla classe sistemico organica «Patologie gastrointestinali». La maggior parte di tali effetti indesiderati è stata classificata di grado lieve-moderato.

Tali dati, emersi dagli studi clinici, sono elencati per frequenza qui di seguito. In base alla frequenza, gli effetti indesiderati sono classificati come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie gastrointestinali

Molto comune: vomito (22%), nausea (20%), diarrea* (19%), dispepsia* (16%).

Comune: stipsi, distensione dell'addome, fastidio addominale, dolore addominale*, flatulenza*.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: anoressia*.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: prurito*.

Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: stanchezza*.

*Effetti indesiderati attribuiti al sevelamer cloridrato, che contiene lo stesso principio attivo di Renvela.

Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing

Poiché questi effetti indesiderati vengono segnalati volontariamente da una popolazione di dimensioni non certe, non è sempre possibile stimare in modo attendibile la loro frequenza o stabilire un nesso causale con l'esposizione al medicamento.

In casi molto rari, durante il trattamento con sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, sono stati osservati ostruzione intestinale e ileo/subileo.

In casi molto rari sono state segnalate reazioni da ipersensibilità (compreso prurito o eruzioni cutanee), dolore addominale, ileo, ostruzione intestinale e perforazione intestinale.

Inoltre, sono state riferite gravi condizioni infiammatorie gastrointestinali (con complicanze severe tra cui emorragia, perforazione, ulcerazione, necrosi, colite e massa intestinale) associate alla presenza di cristalli di sevelamer (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di posologia eccessiva. Sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, è stato somministrato a volontari sani, a dosi fino a 14 grammi/giorno per otto giorni, senza l'insorgenza di alcun effetto indesiderato. Nei pazienti con insufficienza renale cronica, la dose media giornaliera massima studiata era di 14,4 grammi di sevelamer carbonato, in una singola dose.

Poiché il sevelamer non viene assorbito, il rischio di tossicità sistemica è basso.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

V03AE02

Gruppo farmacoterapeutico: trattamento dell'iperfosfatemia.

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Renvela contiene sevelamer, un polimero reticolato non assorbibile, chelante del fosfato e privo di metallo e di calcio. Sevelamer contiene ammine multiple separate da un atomo di carbonio dalla struttura centrale del polimero, che nello stomaco diventano protonate. Tali ammine protonate legano gli ioni negativi, come i fosfati contenuti negli alimenti, nell'intestino. Legando i fosfati nel tratto gastrointestinale e riducendone l'assorbimento, sevelamer riduce la concentrazione sierica di fosfato. Durante la somministrazione di chelanti del fosfato, è sempre necessario un regolare monitoraggio dei livelli di fosfato sierico.

Efficacia clinica

In due studi clinici randomizzati (in crossover), sevelamer carbonato, sia nella formulazione in compresse che in polvere, si è dimostrato terapeuticamente equivalente a sevelamer cloridrato, se somministrato tre volte al giorno. Si è rivelato quindi efficace nel controllo del livello di fosfato sierico in pazienti con insufficienza renale cronica sottoposti a emodialisi.

Il primo studio ha dimostrato che l'azione di compresse di sevelamer carbonato tre volte al giorno era equivalente all'azione di compresse di sevelamer cloridrato somministrate tre volte al giorno in 79 pazienti emodializzati trattati nell'arco di due periodi di terapia randomizzata di 8 settimane (con concentrazioni medie di fosfato sierico ponderate nel tempo pari a 1,5 ± 0,3 mmol/l sia per sevelamer carbonato che per sevelamer cloridrato). Il secondo studio ha dimostrato equivalenza fra sevelamer carbonato polvere, somministrato tre volte al giorno, e sevelamer cloridrato compresse somministrato tre volte al giorno a 31 pazienti emodializzati affetti da iperfosfatemia (definita come livelli di fosfato sierico >1,78 mmol/l), nell'arco di due periodi di trattamento randomizzato di 4 settimane (con concentrazioni medie di fosfato sierico pari a 1,6 ± 0,5 mmol/l per sevelamer carbonato polvere e a 1,7 ± 0,4 mmol/l per sevelamer cloridrato compresse).

In studi clinici su pazienti emodializzati, sevelamer cloridrato da solo non ha avuto un effetto costante e clinicamente significativo sui livelli sierici dell'ormone paratiroideo intatto (iPTH). Tuttavia, in uno studio di 12 settimane su pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, sono state riscontrate riduzioni di iPTH simili a quelle osservate nei pazienti che ricevevano acetato di calcio. Nei pazienti con iperparatiroidismo secondario, Renvela deve essere usato nel contesto di un approccio politerapeutico che potrebbe includere integratori di calcio, 1,25-diidrossi vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, per ridurre i livelli di ormone paratiroideo intatto (iPTH).

In modelli animali in vitro e in vivo è stato dimostrato il legame di sevelamer agli acidi biliari. Il legame degli acidi biliari mediante resine a scambio ionico è un metodo comprovato per ridurre la colesterolemia. In studi clinici su sevelamer, sia i livelli medi di colesterolo totale e di colesterolo LDL, sono calati del 15-39%. La riduzione dei livelli di colesterolo è stata osservata dopo 2 settimane di trattamento e viene mantenuta con un trattamento a lungo termine. In seguito al trattamento con sevelamer, i livelli di trigliceridi, colesterolo HDL e albumina non hanno subito variazioni.

Poiché sevelamer lega gli acidi biliari, potrebbe interferire con l'assorbimento di vitamine liposolubili come le vitamine A, D, E e K.

Sevelamer non contiene calcio e riduce l'incidenza degli episodi di ipercalcemia, rispetto al trattamento a base unicamente di chelanti del fosfato a base di calcio. È stato dimostrato che gli effetti di sevelamer sul fosfato e sul calcio si sono mantenuti nel corso di uno studio con un follow-up di un anno. Queste informazioni sono state ottenute da studi nei quali è stato usato sevelamer cloridrato.

È stato condotto uno studio clinico con sevelamer carbonato in pazienti pediatrici. Tale studio prevedeva un periodo di wash-out per i soggetti trattati con un adsorbente per fosfati, un periodo a dose fissa di 2 settimane in doppio cieco e controllato con placebo, seguito da un periodo di titolazione della dose di sevelamer carbonato in aperto di 26 settimane. Nei pazienti pediatrici (di età compresa tra 6 e 18 anni, con SC da 0,8 m2 a 2,4 m2) con iperfosfatemia secondaria a IRC, sevelamer carbonato ha ridotto significativamente le concentrazioni di fosforo sierico fino alla settimana 2, con una differenza media secondo il metodo dei minimi quadrati di -0,29 (SE 0,270) mmol/l rispetto al placebo. Lo studio ha raggiunto i suoi endpoint primari e secondari di efficacia. Una risposta al trattamento analoga è stata osservata nei pazienti che hanno ricevuto sevelamer carbonato durante il periodo di titolazione della dose di 6 mesi in aperto. Sevelamer carbonato ha ridotto significativamente le concentrazioni di fosforo sierico fino alla settimana 28 (fine dello studio): la variazione media dal basale alla settimana 28 (fine dello studio) è stata di -0,38 (SD 2,122) mmol/l. La maggior parte degli effetti indesiderati, riportati come correlati o possibilmente correlati a sevelamer carbonato, era di natura gastrointestinale. Non sono stati identificati nuovi rischi o segnali di sicurezza con l'utilizzo di sevelamer carbonato durante lo studio.

Farmacocinetica

Non sono stati effettuati studi farmacocinetici su sevelamer carbonato.

Assorbimento

Sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, non è assorbito dal tratto gastrointestinale, come confermato da uno studio di assorbimento condotto su volontari sani.

Distribuzione

Non applicabile.

Metabolismo

Non applicabile.

Eliminazione

Non applicabile.

Dati preclinici

Sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute o genotossicità, i dati preclinici su sevelamer non rivelano rischi particolari per l'uomo.

Genotossicità

In un test citogenetico in vitro con attivazione metabolica condotto su cellule di mammiferi, sevelamer cloridrato ha causato un aumento statisticamente significativo del numero di aberrazioni cromosomiche strutturali. Sevelamer cloridrato non si è rivelato mutageno nel saggio di mutazione batterica di Ames.

Carcinogenicità

Sono stati effettuati studi di carcinogenicità con sevelamer cloridrato orale nei topi (dosi fino a 9 g/kg/die) e nei ratti (0,3, 1 o 3 g/kg/die). Nel gruppo dei ratti maschi, trattati con dose elevata (equivalente a una dose doppia di quella umana massima di 14,4 g, utilizzata negli studi clinici), vi era un'aumentata incidenza di papilloma a cellule di transizione della vescica. Non vi è stato alcun aumento nell'incidenza di tumori nei topi (dose equivalente a 3 volte quella massima umana utilizzata negli studi clinici).

Tossicità per la riproduzione

Nei ratti, sevelamer cloridrato non ha compromesso la fertilità maschile o femminile, all'interno di uno studio di somministrazione con la dieta, nel quale le femmine sono state trattate a partire da 14 giorni prima dell'accoppiamento e per l'intero periodo di gestazione, e i maschi nei 28 giorni precedenti l'accoppiamento. La dose massima in questo studio era 4,5 g/kg/die (dose equivalente a 3 volte quella massima umana di 14,4 g/die utilizzata negli studi clinici).

Altri dati (tossicità locale, fototossicità, immunotossicità)

Nei ratti e nei cani, sevelamer ha ridotto l'assorbimento delle vitamine liposolubili D, E e K (fattori di coagulazione) e dell'acido folico.

Nei feti delle femmine di ratto che hanno ricevuto sevelamer a dosi intermedie ed elevate (equivalente a una dose umana inferiore a quella umana massima di 14,4 g utilizzata negli studi clinici), si è osservato un deficit dell'ossificazione scheletrica in varie localizzazioni. Questi effetti possono essere secondari alla deplezione di vitamina D.

Nelle femmine gravide di coniglio che hanno ricevuto dosi orali di sevelamer cloridrato durante l'organogenesi, nel gruppo delle dosi elevate (dose equivalente a una dose doppia rispetto a quella umana massima utilizzata negli studi clinici), vi è stato un aumento dei casi di riassorbimento fetale precoce.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non applicabile.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Prima dell'uso, la polvere deve essere dispersa in 30 ml di acqua (bustina da 0,8 g) o in 60 ml di acqua (bustina da 2,4 g).

La sospensione ricostituita deve essere somministrata entro 30 minuti dalla preparazione.

In alternativa all'acqua, la polvere può essere mescolata con una piccola quantità di cibo o bevanda (gassata o no) diversa dall'acqua. Renvela non deve mai essere riscaldato (ad esempio nel microonde) né mescolato con cibi o liquidi caldi.

Numero dell'omologazione

61649 (Swissmedic).

Confezioni

Renvela polvere 0,8 g: 90 bustine (B)

Renvela polvere 2,4 g: 60 bustine (B)

Titolare dell’omologazione

sanofi-aventis (svizzera) sa, 1214 Vernier/GE.

Stato dell'informazione

Novembre 2023