Flammazine

Alliance Pharmaceuticals GmbH,

Composizione

Principi attivi

Sulfadiazina d'argento

Eccipienti

Alcool cetilico 40 mg/g, glicole propilenico (E1520) 70 mg/g, monostearato di glicerolo 40-55, polisorbato 60 (E435), polisorbato 80 (E433), paraffina viscosa, acqua purificata

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Crema sterile, idrofila (O/W), di colore da bianco a crema.

1 g di crema contiene 10 mg di sulfadiazina d'argento

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Profilassi e/o terapia delle infezioni cutanee e delle ferite, delle piaghe da decubito, delle ulcere varicose e delle ustioni di qualsiasi grado.

Per l'automedicazione (tubetto da 20 g) valgono le seguenti indicazioni: piccole ustioni di primo grado, piccole infezioni cutanee, piccole ferite infette.

Posologia/Impiego

Dosaggio abituale

Adulti

Flammazine va applicato una volta al giorno in condizioni sterili direttamente sulla ferita in uno strato di 2–3 mm e, se necessario, coperto con una medicazione sterile traspirante. In precedenza vanno rimossi i residui di crema ed eventuali tessuti necrotici presenti.

La durata del trattamento deve essere stabilita individualmente sulla base di una valutazione regolare della ferita. L'applicazione deve essere rivalutata dopo 2 settimane e il piano terapeutico adeguato di conseguenza.

Se si utilizza la confezione ospedaliera (500 g), Flammazine deve essere utilizzata per un solo paziente alla volta a causa del rischio di trasmissione di germi. Si raccomanda di prelevare la crema con uno strumento adeguato (ad es. una spatola). Al termine del trattamento, la crema rimasta nella confezione ospedaliera non deve essere riutilizzata.

Flammazine non macchia né gli indumenti né la biancheria da letto.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale:

Non sono disponibili dati specifici per i pazienti con insufficienza epatica o renale e Flammazine deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere «Avvertenze / Precauzioni»). Tuttavia, data l'applicazione topica, non è presumibilmente necessario un aggiustamento della dose.

Pazienti anziani:

Non sono disponibili dati specifici per i pazienti di età ≥65 anni. Tuttavia, non è presumibilmente necessario un aggiustamento della dose in funzione dell'età.

Bambini e adolescenti:

La sicurezza e l'efficacia di Flammazine non sono state studiate nei bambini e negli adolescenti. Flammazine è controindicato nei neonati prematuri e nei neonati fino al 2° mese di vita (vedere «Avvertenze / Precauzioni»).

Controindicazioni

·Prematuri e neonati fino al 2° mese di vita (vedere «Avvertenze / Precauzioni»).

·Terzo trimestre di gravidanza (vedere «Avvertenze / Precauzioni»).

·Ipersensibilità al principio attivo sulfadiazina d'argento o a uno degli eccipienti indicati nella composizione.

Avvertenze e misure precauzionali

In caso di ipersensibilità nota alle sulfonamidi, l'uso di Flammazine non è raccomandato. Se Flammazine viene comunque utilizzato, è necessario un controllo regolare della conta leucocitaria. In caso di uso prolungato o su aree estese è possibile un assorbimento sistemico.

In casi particolari (ad es. nell'ambito di una politerapia in caso di ustioni gravi), la sulfadiazina d'argento può accumularsi nell'organismo. Nei seguenti casi, Flammazine deve quindi essere utilizzato solo dopo un'attenta valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio e con particolare cautela:

·grave insufficienza renale

·gravi disturbi della funzionalità epatica o epatite acuta

·carenza accertata o sospetta di glucosio-6-fosfato deidrogenasi

·porfiria acuta

·anomalie dell'emoglobina (ad es. Hb Köln o Hb Zürich)

·alterazioni patologiche dell'emocromo con leucopenia

·anamnesi di eritema multiforme

·acetilatori lenti

In particolare, in caso di (sospetto) deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, è necessario un attento monitoraggio dell'emocromo a causa del rischio di emolisi.

Negli studi clinici con sulfadiazina d'argento è stata riscontrata leucopenia (soprattutto neutropenia) nello 0,4% dei pazienti, che tuttavia nella maggior parte dei casi si è normalizzata nonostante il proseguimento del trattamento. Non è stato dimostrato con certezza un nesso causale tra l'insorgenza di leucopenia e il trattamento con Flammazine. In caso di comparsa di sintomi indicativi di leucopenia, è necessario eseguire una conta leucocitaria.

In caso di applicazione su aree estese, in particolare in caso di ustioni gravi, è opportuno controllare anche la presenza di cristalluria nelle urine.

I sulfamidici possono causare ittero nucleare. Flammazine è pertanto controindicato nei neonati prematuri e nei neonati fino al 2° mese di vita, nonché nel terzo trimestre di gravidanza.

Si raccomanda inoltre cautela in presenza di disturbi della funzione tiroidea e in caso di ipersensibilità nota alle sulfoniluree o ai diuretici a base di sulfonamidi.

Sono stati segnalati casi di reazioni cutanee potenzialmente letali (sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN)) in relazione all'uso di Flammazine. I pazienti devono essere informati sui possibili sintomi di questi gravi effetti indesiderati e devono essere monitorati attentamente per l'insorgenza di reazioni cutanee. Il rischio di insorgenza di SJS o TEN è più elevato nelle prime settimane di trattamento. Se compaiono segni indicativi di SJS o TEN (ad es. un'eruzione cutanea progressiva, spesso con formazione di vesciche o lesioni concomitanti delle mucose), la terapia con Flammazine deve essere interrotta immediatamente. Se durante l'uso di Flammazine si è verificata una SJS o una TEN, il paziente non deve mai più essere trattato con Flammazine.

Può verificarsi un colorito grigiastro della pelle dovuto al deposito di argento (argirosi), in particolare sotto l'influenza dei raggi UV. Si dovrebbe quindi evitare una forte esposizione ai raggi UV (bagni di sole, solarium) e proteggere dalla luce solare e da altre radiazioni UV le parti del corpo trattate con Flammazine (ad es. coprendole con indumenti adeguati).

Flammazine contiene alcool cetilico e glicole propilenico. L'alcool cetilico può causare reazioni cutanee locali (ad es. dermatite da contatto). Il glicole propilenico può provocare irritazioni cutanee.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

La sulfadiazina è un inibitore del CYP2C9; sono pertanto possibili interazioni con i substrati di CYP2C9.

Poiché il sulfamidico sulfadiazina viene assorbito in una certa misura durante l'uso di Flammazine, per ragioni teoriche si dovrebbero prendere in considerazione anche le altre possibili interazioni dei sulfamidici. Ciò vale in particolare per lo spostamento dal legame con le proteine plasmatiche. Ciò può comportare sia un potenziamento dell'effetto della sulfadiazina (ad es. da parte di salicilati, indometacina, fenilbutazone) sia un potenziamento degli effetti desiderati e indesiderati di altri medicamenti (ad es. anticoagulanti, metotrexato, sulfoniluree, tiopental).

Interazioni farmacodinamiche

In caso di uso locale contemporaneo di enzimi proteolitici, il componente argento di Flammazine può ridurre l'effetto degli enzimi.

I sulfamidici come la sulfadiazina inibiscono la proliferazione dei salmonelli, il che può comportare una ridotta risposta immunitaria in caso di vaccinazione con vaccino vivo contro il tifo. È pertanto necessario osservare un intervallo di tre giorni tra l'applicazione di Flammazine e una vaccinazione orale contro il tifo con vaccino vivo attenuato.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili studi clinici controllati su donne in gravidanza. Studi condotti su animali con dosi elevate hanno evidenziato segni di una possibile tossicità riproduttiva (vedere «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per l'uomo non è noto.

I sulfamidici come la sulfadiazina attraversano la placenta. Poiché aumentano il rischio di ittero nucleare, Flammazine non deve essere utilizzato nel terzo trimestre di gravidanza (vedere «Controindicazioni»). Durante il primo e il secondo trimestre, il medicinale deve essere utilizzato solo se i benefici superano i potenziali rischi.

Allattamento

Non è noto se la sulfadiazina passi nel latte materno e non sono disponibili studi sugli animali a questo proposito. Altre sulfonamidi passano in piccole quantità nel latte materno. Flammazine deve quindi essere utilizzato durante l'allattamento solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischi/benefici.

I neonati con iperbilirubinemia o deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi non devono essere allattati al seno durante l'uso di Flammazine (vedere «Avvertenze/Precauzioni»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati condotti studi specifici. Tuttavia, in base all'esperienza, non si prevede che l'uso topico comprometta la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari

Effetti indesiderati

Di seguito sono elencati gli effetti indesiderati, ordinati secondo le classi di organi del sistema MedDRA, osservati negli studi clinici e durante la sorveglianza post-commercializzazione in relazione all'uso di Flammazine.

Per quanto riguarda la frequenza, si fa riferimento alle seguenti categorie:

Molto comune: ≥1/10

Comune: ≥1/100, < 1/10

Non comune: ≥1/1'000, < 1/100

Rari: ≥1/10'000, < 1/1'000

Molto rari: < 1/10'000

Non nota: Basata prevalentemente su segnalazioni spontanee provenienti dalla sorveglianza del mercato; non è possibile stimarne la frequenza esatta

Disturbi del sangue e del sistema linfatico

Occasionalmente: leucopenia

Non nota: metaemoglobinemia

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni da ipersensibilità

Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo

Occasionalmente: esantema, alterazione del colore della pelle

Molto rari: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (vedere «Avvertenze / Precauzioni»)

Non nota: prurito, dermatite, eczema

Disturbi generali e disturbi nel sito di somministrazione

Sensazione di bruciore nel sito di applicazione, dolore nel sito di applicazione

Descrizione di alcuni effetti indesiderati

In caso di applicazione su aree estese, in particolare in presenza di gravi ustioni o di forte infiammazione cutanea, non è possibile escludere completamente l'insorgenza degli effetti indesiderati noti per l'uso orale di sulfonamidi come la sulfadiazina. Tra questi figurano in particolare alterazioni dell'emocromo (anemia emolitica, anemia aplastica, trombocitopenia, agranulocitosi), ipoglicemia, epatite, necrosi epatocellulare, esantemi urticariali, cristalluria e nefrite interstiziale.

I sulfamidici possono causare ittero nucleare (vedere «Avvertenze e precauzioni» e «Gravidanza e allattamento»).

È stato segnalato un aumento dell'osmolalità sierica in seguito a un'applicazione particolarmente prolungata, su aree estese e ad alto dosaggio, a causa dell'assorbimento di glicole propilenico (componente della base della crema).

La segnalazione di sospetti effetti indesiderati dopo l'autorizzazione è di grande importanza. Consente infatti un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare ogni sospetto di effetto indesiderato nuovo o grave tramite il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di trattamento prolungato con dosi elevate di sulfadiazina d'argento possono verificarsi livelli sierici elevati di argento. Dopo la sospensione del trattamento, questi livelli tornano alla normalità.

I possibili sintomi di sovradosaggio possono essere di natura neurologica, renale, epatica, respiratoria, gastrointestinale ed ematologica. Inoltre, può osservarsi una colorazione blu-grigiastra della pelle e degli occhi (argirosi).

In due pazienti con gravi ustioni, trattati con dosi eccezionalmente elevate (fino a 10 kg di crema Flammazine al giorno), è stato descritto un aumento significativo dell'osmolalità sierica.

In caso di sovradosaggio, è necessario interrompere l'uso di tutte le sostanze contenenti argento. Se necessario, monitorare l'emocromo e la funzionalità renale.

Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento consiste, se necessario, nelle consuete misure di supporto. La sulfadiazina è facilmente dializzabile sia con emodialisi che con dialisi peritoneale.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

D06BA01

Meccanismo d'azione

Gruppo farmacoterapeutico: sulfonamidi

La sulfadiazina d'argento è efficace contro microrganismi quali, ad esempio, i batteri gram-positivi e gram-negativi (compresi Pseudomonas aeruginosa, le specie di Enterobacter, Klebsiella pneumoniae e Staphylococcus aureus), nonché contro i lieviti (Candida albicans). Il meccanismo d'azione esatto non è noto.

Farmacodinamica

Flammazine combina l'effetto battericida dell'argento con l'effetto batteriostatico della sulfadiazina.

L'equilibrio elettrolitico non viene influenzato, o lo è solo in misura minima, anche in caso di applicazione su aree estese.

Efficacia clinica

Nessun dato

Farmacocinetica

Assorbimento

A contatto con l'essudato della ferita, la sulfadiazina d'argento si dissocia lentamente in sulfadiazina e argento. La sulfadiazina viene assorbita in misura inferiore al 10%; i valori massimi di argento assorbito sono inferiori all'1% del contenuto di argento della crema.

Negli studi sono state determinate concentrazioni plasmatiche di sulfadiazina comprese tra 10 e 20 µg/ml; tuttavia, nel trattamento di aree cutanee estese, possono essere raggiunte anche concentrazioni più elevate.

Distribuzione

L'argento si distribuisce in diversi tessuti quali fegato, reni e cervello.

La sulfadiazina è presente in forma legata alle proteine.

La sulfadiazina, come altri sulfonamidi, attraversa la barriera placentare.

Metabolismo

La sulfadiazina viene acetilata nel fegato e ossidata con la partecipazione dell'isoenzima CYP2C9.

Eliminazione

La sulfadiazina viene escreta attraverso i reni. L'argento viene escreto principalmente attraverso la bile e in quantità minori attraverso l'urina.

Dati preclinici

Tossicità generale

Studi tossicologici condotti su ratti, porcellini d'India e conigli non hanno evidenziato effetti sistemici in seguito a somministrazione cutanea e sottocutanea. L'applicazione prolungata di sulfadiazina d'argento può lasciare residui di argento (argirosi) negli organi.

Tossicità riproduttiva

Studi teratologici con sulfadiazina d'argento su ratti e conigli non hanno evidenziato segni di potenziale effetto teratogeno.

In studi precedenti con sulfadiazina sono state osservate palatoschisi nei ratti e nei conigli. La sulfadiazina attraversa la placenta ed è rilevabile nel sangue fetale.

Il rischio potenziale per l'uomo non è noto.

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

Nessuna nota.

Stabilità

Il medicinale può essere utilizzato solo fino alla data indicata sul contenitore con la sigla «EXP.».

Stabilità dopo apertura

La durata di conservazione dopo l'apertura è di 2 settimane nelle condizioni d'uso. Flammazine non deve essere utilizzato, anche prima della data di scadenza, se l'aspetto non è più omogeneo o se si verificano cambiamenti di colore (verso il rosa, il nero o l'argento).

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessun requisito particolare.

Numero dell'omologazione

38607 (Swissmedic).

Confezioni

Flammazine crema 20 g (D)

Flammazine crema 50 g (B)

Flammazine crema 500 g (confezione ospedaliera) (B)

Titolare dell’omologazione

Alliance Pharmaceuticals GmbH, Düsseldorf, Zweigniederlassung Uster, 8610 Uster

Stato dell'informazione

Dicembre 2021