Latuda®

Medius AG

Composizione

Principi attivi

Lurasidoni hydrochloridum

Sostanze ausiliarie

Nucleo della compressa: mannitolum (E421), amylum pregelificatum, natrii croscarmellosum* (E468), hypromellosum (E464), magnesii stearas (E470b), aqua purificata.

Film di rivestimento Latuda compresse da 20 mg, 40 mg e 120 mg: hypromellosum (E464), titanii dioxidum (E171), macrogolum 8000, cera carnauba (E903), aqua purificata.

Film di rivestimento Latuda compresse da 80 mg: hypromellosum (E464), titanii dioxidum (E171), macrogolum 8000, ferri oxidum flavum (E172), indigotinum (E132), cera carnauba (E903), aqua purificata.

* Una compressa rivestita con film da 20 mg contiene 0,09 mg di sodio.

* Una compressa rivestita con film da 40 mg contiene 0,18 mg di sodio.

* Una compressa rivestita con film da 80 mg contiene 0,36 mg di sodio.

* Una compressa rivestita con film da 120 mg contiene 0,54 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse rivestite con film da 20 mg, 40 mg, 80 mg o da 120 mg di Lurasidoni hydrochloridum.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Latuda è indicato nel trattamento dei pazienti con schizofrenia.

Latuda è indicato come monoterapia o come terapia complementare al litio o al valproato nel trattamento acuto degli episodi depressivi associati al disturbo bipolare di tipo I negli adulti.

Nel trattamento degli episodi depressivi nell'ambito del disturbo bipolare di tipo 1, l'impostazione e la verifica della terapia devono essere effettuate da un medico con esperienza clinica nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi affettivi.

Posologia/Impiego

Indicazioni per l'assunzione

Latuda va assunto con un pasto (di almeno 350 calorie).

Posologia abituale

Schizofrenia

La dose iniziale raccomandata di Latuda è di 40 mg una volta al giorno. Non è necessaria la titolazione iniziale della dose. L'efficacia del lurasidone è stata dimostrata nell'ambito di dose da 40 mg/giorno a 160 mg/giorno.

I pazienti devono essere trattati con la dose efficace più bassa possibile. Per la maggior parte dei pazienti, vanno quindi scelti dosaggi da 40 mg a 80 mg una volta al giorno. Sulla base di una valutazione clinica individuale, alcuni pazienti possono anche beneficiare di dosaggi superiori a 80 mg al giorno.

Non si deve superare la dose massima giornaliera di 160 mg.

Depressione bipolare negli adulti

La dose iniziale raccomandata di Latuda è di 20 mg e deve essere somministrata una volta al giorno come monoterapia o come terapia complementare al litio o al valproato.

Per continuare il trattamento, si raccomanda un ambito di dose di 20–60 mg/giorno come monoterapia o come terapia complementare assieme al litio o al valproato. Siccome la comparsa di alcuni effetti indesiderati aumenta con l'aumentare della dose, i pazienti devono essere trattati con la dose efficace più bassa possibile di Latuda.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con disfunzione epatica moderata o severa (classe Child-Pugh B e C), la dose di Latuda non deve superare i 40 mg/giorno.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con disfunzione renale moderata o severa (ClCr ≥15 ml/min e <50 ml/min), la dose di Latuda non deve superare i 40 mg/giorno.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, non sono necessari aggiustamenti della dose. Negli studi clinici con Latuda nel trattamento della schizofrenia, non sono stati inclusi abbastanza pazienti di almeno 65 anni di età, per poter determinare se questi reagiscano in maniera diversa rispetto ai pazienti più giovani. Nei pazienti anziani con psicosi (da 65 a 85 anni d'età), le concentrazioni di lurasidone (20 mg/giorno) erano simili a quelle dei pazienti più giovani.

Bambini e adolescenti

Latuda non è omologato per bambini e adolescenti fino ai 18 anni. Non è possibile indicare una posologia raccomandata. I dati disponibili sono riportati nelle rubriche «Proprietà/effetti», «Effetti indesiderati» e «Farmacocinetica».

Sesso

Uno studio della farmacocinetica di popolazione ha rilevato che l'AUC media di Latuda nelle donne era superiore del 18% rispetto a quella degli uomini e, di conseguenza, la clearance orale apparente di Latuda era più bassa nelle donne. La Cmax media di Latuda era simile nelle donne e negli uomini. Non si raccomanda alcun aggiustamento della dose di Latuda in base al sesso.

Etnia

Anche se non è stato condotto alcuno studio specifico di farmacocinetica per valutare gli effetti dell'etnia sulla permanenza di Latuda nell'organismo, uno studio sulla farmacocinetica di popolazione non ha mostrato segni di differenze etniche clinicamente significative sulla farmacocinetica di Latuda. Non si raccomanda alcun aggiustamento della dose di Latuda in base all'etnia.

Raccomandazione posologica per i pazienti che ricevono Latuda assieme a potenziali inibitori del CYP3A4:

Se si prende in considerazione la somministrazione concomitante di Latuda con un inibitore moderato del CYP3A4, come il diltiazem, la dose non deve superare i 40 mg/giorno. Latuda non va utilizzato in associazione con un potente inibitore del CYP3A4 (es. ketoconazolo).

Raccomandazione posologica per i pazienti che ricevono Latuda assieme a potenziali induttori del CYP3A4:

Latuda non va utilizzato in associazione con un potente induttore del CYP3A4 (es. rifampicina) (cfr. Controindicazioni; Interazioni).

Controindicazioni

Latuda è controindicato in tutti i pazienti con ipersensibilità nota al lurasidone cloridrato o a uno qualsiasi dei componenti della formulazione. L'uso di Latuda assieme a inibitori potenti del CYP3A4 (es. ketoconazolo) e a induttori potenti del CYP3A4 (es. rifampicina) è controindicato.

Avvertenze e misure precauzionali

Aumento della mortalità nei pazienti anziani con psicosi associata alla demenza

Negli studi controllati con placebo, si è osservata una maggiore incidenza di casi di morte nei pazienti anziani con psicosi associata alla demenza in trattamento con antipsicotici atipici simili, rispetto ai pazienti che assumevano un placebo.

Latuda non è omologato per il trattamento della psicosi associata alla demenza.

Sindrome neurolettica maligna

In connessione con l'uso di antipsicotici, tra cui Latuda, si è riportato un complesso sintomatologico potenzialmente pericoloso per la vita, denominato anche sindrome neurolettica maligna (SNM), che si manifesta con ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica, alterazioni della coscienza e aumentati livelli sierici di creatinfosfochinasi. Altri sintomi possono essere mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta.

La gestione della SNM deve comprendere: 1) interruzione immediata degli antipsicotici e di altri medicamenti non essenziali per la terapia complementare; 2) trattamento sintomatico intensivo e monitoraggio medico; e 3) trattamento di gravi problemi medici concomitanti per i quali sono disponibili trattamenti specifici. Non esiste una concordia generale su regimi farmacologici specifici in caso di SNM.

Se un paziente, dopo aver recuperato da una SNM, richiede un trattamento antipsicotico, deve essere attentamente presa in considerazione l'eventuale ripresa della terapia farmacologica. Se il trattamento viene ripreso, il paziente deve essere attentamente monitorato, perché è stata riportata una ricomparsa della SNM.

Reazioni di ipersensibilità

In connessione con Latuda, si sono osservati gravi casi di reazioni di ipersensibilità cutanea e di altro tipo, che si manifestano con sintomi quali eruzione cutanea, prurito, orticaria, angioedema (es. gonfiore del tratto respiratorio o della lingua, con o senza limitazioni della respirazione) o la sindrome di Stevens-Johnson, ma che non si limitano a questi.

Se si sospetta una sindrome di Stevens-Johnson, un angioedema o altre gravi reazioni di ipersensibilità, Latuda va immediatamente sospeso.

Distonia

I sintomi di una distonia, contrazioni muscolari anormali e prolungate, possono comparire nelle persone sensibili nei primi giorni di trattamento. I sintomi della distonia comprendono: spasmo della muscolatura della nuca, che a volte progredisce in uno spasmo della muscolatura faringea, disturbi della deglutizione, disturbi respiratori e/o protrusione della lingua. Anche se questi sintomi possono comparire a basse dosi, si manifestano più frequentemente e in maniera più intensa con gli antipsicotici della prima generazione molto potenti e a dosi elevate. Un aumentato rischio di distonia acuta si osserva negli uomini e nei gruppi di età più giovani.

Discinesia tardiva

La discinesia tardiva è una sindrome accompagnata da movimenti discinetici involontari e potenzialmente irreversibili, che può comparire nei pazienti in trattamento con antipsicotici. Anche se la prevalenza di questa sindrome sembra essere più elevata nei pazienti anziani, in particolare nelle donne anziane, in base ai dati stimati sulla prevalenza nell'avvio del trattamento antipsicotico non è possibile prevedere in quali pazienti si svilupperà probabilmente la sindrome. Non è noto se i singoli antipsicotici differiscano tra loro in termini di potenziale di induzione di una discinesia tardiva.

In considerazione di ciò, Latuda va prescritti in modo tale che il rischio di discinesia tardiva sia ridotto al minimo.

Se in un paziente in trattamento con Latuda si sviluppano i segni e i sintomi di una discinesia tardiva, deve essere presa in considerazione l'interruzione del medicamento. In alcuni pazienti, tuttavia, il trattamento con Latuda può essere necessario, nonostante la presenza della sindrome.

Iperglicemia e diabete mellito

Nei pazienti in trattamento con antipsicotici atipici, è stata riportata un'iperglicemia, in alcuni casi molto grave e accompagnata da chetoacidosi o coma iperosmolare o morte. La valutazione della relazione tra uso di antipsicotici atipici e anomalie del glucosio viene resa più difficile dalla possibilità di un aumentato rischio di base di diabete mellito nei pazienti con schizofrenia e dall'aumentata incidenza del diabete mellito nella popolazione generale.

I pazienti con diagnosi di diabete mellito nei quali viene avviato un trattamento con antipsicotici atipici devono essere regolarmente monitorati, per riconoscere un peggioramento del controllo del glucosio.

Dislipidemia

Nei pazienti in trattamento con antipsicotici atipici, sono state riportate alterazioni indesiderate dei parametri lipidici.

Nei pazienti con preesistenti alterazioni dei lipidi ematici, devono essere effettuati dei controlli regolari. Le alterazioni lipidiche vanno trattate in maniera appropriata.

Aumento del peso corporeo

Nei pazienti in trattamento con antipsicotici atipici, è stato riportato un aumento del peso corporeo. Si raccomanda il monitoraggio clinico del peso corporeo.

La percentuale dei pazienti trattati con Latuda negli studi a breve termine controllati con placebo con un aumento del peso corporeo >7% è stata del 4,8% vs. il 3,3% nel gruppo placebo.

Iperprolattinemia

Come altri medicamenti con effetto antagonista sui recettori D2 della dopamina, Latuda causa un aumento dei livelli di prolattina.

La percentuale dei pazienti con un aumento dei livelli di prolattina ≥5× ULN è stata del 2,8% con Latuda e dell'1,0% con il placebo. La percentuale delle donne con un aumento dei livelli di prolattina ≥5× ULN è stata del 5,7% delle pazienti con Latuda, rispetto all'2,0% delle pazienti con il placebo. La percentuale degli uomini con un aumento dei livelli di prolattina ≥5× ULN è stata dell'1,6% con Latuda versus lo 0,6% con il placebo.

Leucopenia, neutropenia e agranulocitosi

Durante il trattamento con antipsicotici, si è osservata leucopenia/neutropenia. Un'agranulocitosi (compresi i casi a esito letale) è stata riportata assieme ad altri medicamenti di questa classe.

I possibili fattori di rischio di leucopenia/neutropenia includono un preesistente basso numero di leucociti (WBC) e una leucopenia/neutropenia indotta da medicamenti nota all'anamnesi. Nei pazienti con leucopenia preesistente o con leucopenia/neutropenia indotta da medicamenti nota all'anamnesi, nei primi mesi di terapia vanno effettuati frequenti controlli dell'emocromo (CBC). Latuda va sospeso ai primi segni di una riduzione del numero dei leucociti se non sono presenti altri fattori causali.

I pazienti neutropenici devono essere attentamente monitorati per riconoscere la febbre e altri sintomi o segni di infezione. Alla comparsa dei corrispondenti sintomi o segni, va avviato immediatamente un trattamento. Nei pazienti con neutropenia grave (conta assoluta dei neutrofili <1000/mm3), Latuda deve essere interrotto ed è necessario un monitoraggio della conta leucocitaria fino al recupero.

Ipotensione ortostatica e sincope

Latuda può causare ipotensione ortostatica, probabilmente a causa del suo effetto antagonista sui recettori α1-adrenergici.

Latuda va utilizzato con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari note (es. insufficienza cardiaca, infarto miocardico noto all'anamnesi, ischemia o disturbi della conduzione), malattie cerebrovascolari o malattie che predispongono il paziente a ipotensione (es. disidratazione, ipovolemia e trattamento con antipertensivi). Nei pazienti che tendono all'ipotensione, va preso in considerazione il monitoraggio dei segni vitali ortostatici.

Allungamento del QTc

Come per altri antipsicotici, si raccomanda prudenza se Latuda viene prescritto in pazienti con note malattie cardiovascolari o con allungamento di QT nell'anamnesi familiare, così come anche nell'uso concomitante di altri medicamenti che si ritiene prolunghino l'intervallo QT. Tuttavia, in tutti gli studi clinici non si sono messe in evidenza alterazioni significative dell'ECG, anche nei sottogruppi a rischio cardiaco aumentato (>60 msec vs. basale o intervallo QTc > 500 msec).

Convulsioni

Come altri antipsicotici, Latuda deve essere usato con cautela nei pazienti con convulsioni all'anamnesi o con malattie che abbassano la soglia convulsiva, quali ad esempio la demenza di Alzheimer. La prevalenza di malattie che abbassano la soglia convulsiva è probabilmente più elevata nei pazienti di età superiore ai 65 anni.

Negli studi a breve termine controllati con placebo, le convulsioni sono comparse nello 0,13% (2/1508) dei pazienti in trattamento con Latuda, contro lo 0,28% (2/708) dei pazienti trattati con placebo.

Suicidio

Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento clinico: le malattie depressive sono associate a un aumentato rischio di scatenare pensieri suicidari, comportamenti autolesionistici e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo aumentato rischio persiste fino alla comparsa di un significativo miglioramento dei sintomi. Siccome questo miglioramento non compare necessariamente nelle prime settimane di trattamento, i pazienti vanno attentamente monitorati fino alla comparsa di un miglioramento. Le precedenti esperienze cliniche dimostrano che il rischio di suicidio può aumentare all'inizio del trattamento. Oltre agli episodi depressivi associati al disturbo bipolare, la depressione può anche accompagnare la schizofrenia.

In generale, le malattie psicotiche portano con sé la possibilità di tentativi di suicidio. Assieme alla terapia farmacologica, va sempre effettuato un attento monitoraggio dei pazienti a rischio elevato. Una buona gestione del paziente comprende, quindi, la prescrizione del minor numero possibile di compresse rivestite con film Latuda, per ridurre il rischio di un sovradosaggio.

Disfagia

L'uso di antipsicotici è stato associato a dismotilità e aspirazione esofagea. La polmonite da aspirazione è una causa comune di morbilità e mortalità nei pazienti anziani, in particolare nei pazienti con demenza di Alzheimer in stadio avanzato. Latuda non è indicato per il trattamento della psicosi associata alla demenza e non deve essere utilizzato nei pazienti a rischio di polmonite da aspirazione.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Considerati i suoi effetti primari sul SNC, occorre cautela quando Latuda viene utilizzato in associazione con altri medicamenti attivi a livello centrale e con l'alcool.

Potenziale effetto di Latuda su altri medicamenti

Digossina (substrato di P-gp): La co-somministrazione di Latuda (120 mg/giorno) all'equilibrio e una dose singola di digossina (0,25 mg) ha aumentato la Cmax e l'AUC(0-24) della digossina rispettivamente di circa il 9% e il 13%, rispetto alla digossina da sola. Nella co-somministrazione con Latuda, non è necessario l'aggiustamento della dose di digossina.

Midazolam (substrato del CYP3A4): La co-somministrazione di Latuda (120 mg/giorno) all'equilibrio e una dose singola di 5 mg di midazolam ha aumentato la Cmax e l'AUC(0-24) del midazolam rispettivamente di circa il 21% e il 44%, rispetto al midazolam da solo. Nella co-somministrazione con Latuda, non è necessario l'aggiustamento della dose di midazolam.

Contraccettivi orali (estrogeno/progesterone): La co-somministrazione di Latuda (40 mg/giorno) all'equilibrio e un contraccettivo orale (CO) contenente etinilestradiolo e norgestimato ha prodotto, rispetto alla somministrazione del CO da solo, a equivalenti AUC(0-24) e Cmax di etinilestradiolo e norelgestromina. Inoltre i livelli della globulina legante gli ormoni sessuali non erano significativamente influenzati nella co-somministrazione di Latuda e CO. Nella co-somministrazione con Latuda, non è necessario l'aggiustamento della dose del CO.

La somministrazione concomitante di Latuda e succo di pompelmo non è stata studiata. Il succo di pompelmo inibisce il citocromo P450 3A4 e può aumentare la concentrazione plasmatica di Latuda. Durante il trattamento con Latuda per via orale, bisogna rinunciare al succo di pompelmo.

Potenziale effetto di altri medicamenti su Latuda

Latuda non è un substrato degli enzimi CYP1A1, CYP1A2, CYP2A6, CYP4A11, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP2E1. Ciò suggerisce che l'interazione tra Latuda e i medicamenti che inibiscono o inducono questi enzimi è improbabile.

Latuda è principalmente metabolizzato dal CYP3A4; si è osservata un'interazione tra Latuda e gli inibitori potenti o moderati o gli induttori potenti di questo enzima (Tabella 1). Latuda non deve essere utilizzato in associazione con potenti inibitori o induttori di questo enzima.

Tabella 1: Sintesi dell'effetto di medicamenti co-somministrati sull'esposizione a Latuda in soggetti sani o pazienti affetti da schizofrenia

Medicamento co-somministrato

Regime posologico

Effetto sulla farmacocinetica di Latuda

Raccomandazione

Medicamento co-somministrato

Latuda

Cmax

AUC

Ketoconazolo
(inibitore potente del CYP3A4)

400 mg/giorno
per 5 giorni

Dose singola da 10 mg

6,9 volte vs. Latuda da solo

9 volte vs. Latuda da solo

Non va somministrato assieme a Latuda

Diltiazem
(inibitore moderato del CYP3A4)

240 mg/giorno
per 5 giorni

Dose singola da 20 mg

2,1 volte vs. Latuda da solo

2,2 volte vs. Latuda da solo

La dose di Latuda non deve superare i 40 mg/giorno in caso di co-somministrazione

Rifampicina
(inibitore potente del CYP3A4)

600 mg/giorno
per 8 giorni

Dose singola da 40 mg

1/7 vs. Latuda da solo

1/5 vs. Latuda da solo

Non va somministrato assieme a Latuda

Litio

600 mg BID
per 8 giorni

120 mg/giorno
per 8 giorni

0,9 volte vs. Latuda da solo

1,1 volte vs. Latuda da solo

Non è necessario aggiustare la dose di Latuda

 

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili studi adeguati e ben controllati con Latuda in gravidanza.

Negli studi sulla riproduzione animale, non si è osservata alcuna teratogenicità (cfr. Dati preclinici). Latuda può essere utilizzato in gravidanza solo se i possibili benefici giustificano i possibili rischi per il feto. Le pazienti vanno invitate a rivolgersi al proprio medico se sono in gravidanza o desiderano una gravidanza durante il trattamento con Latuda.

Nei neonati esposti ad antipsicotici nel terzo trimestre di gravidanza, sussiste il rischio di sintomi extrapiramidali e/o da astinenza dopo la nascita. In questi neonati,sono stati riportati agitazione, ipertensione, ipotensione, tremore, sonnolenza, affanno e disturbi dell'allattamento. Queste complicanze sono state di vario grado; in alcuni casi, i sintomi si sono autolimitati; in altri casi, tuttavia, per i neonati sono stati necessari il ricovero in terapia intensiva e un ricovero ospedaliero più lungo.

L'effetto di Latuda sulle doglie e sul parto negli esseri umani è sconosciuto.

Allattamento

Non è noto se nell'essere umano Latuda o i suoi metaboliti passino nel latte materno. Il lurasidone è stato eliminato nel latte dei ratti (cfr. Dati preclinici). Nelle donne trattate con Latuda, l'allattamento al seno va preso in considerazione solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il neonato.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici su un potenziale effetto di Latuda sulla fertilità. Negli studi sulla fertilità animale, si è osservata una compromissione della fertilità nei ratti femmina (irregolarità del ciclo estrale), ma non nei maschi (cfr. Dati preclinici).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Latuda può interferire con attività che presuppongono la concentrazione e la presenza mentale. Pertanto, i pazienti vanno invitati a non guidare e a non utilizzare macchine, fino a quando non si chiarisce la loro capacità individuale di reazione e il medico curante ha discusso e spiegato al paziente la corrispondente valutazione.

Effetti indesiderati

Schizofrenia

Gli effetti indesiderati più comunemente osservati nei pazienti trattati con Latuda (incidenza ≥5% e almeno due volte più comuni del placebo) sono stati sonnolenza, acatisia, nausea e parkinsonismo.

Depressione bipolare

Gli effetti indesiderati più comunemente osservati nei pazienti trattati con Latuda (incidenza ≥5% e almeno due volte più comuni del placebo) sono stati acatisia, parkinsonismo e sonnolenza.

Di seguito si riporta un elenco di tutte le reazioni avverse al farmaco (ADR) sulla base di dati raggruppati e suddivise in classi sistemico-organiche. La frequenza delle ADR riportate negli studi clinici viene rappresentata secondo le categorie di frequenza in forma tabellare.

A questo scopo, vengono utilizzati i seguenti termini e frequenze: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: anemia.

Raro: leucopenia, neutropenia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: riduzione dell'appetito.

Non comune: iponatriemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: agitazione, ansia, insonnia, irrequietezza, depressione.

Non comune: sogni anomali, apatia, confusione, ostilità, attacchi di panico, disturbi del sonno, ideazione suicidaria, suicidio compiuto, tentativo di suicidio.

Raro: nottambulismo.

Patologie del sistema nervoso

Comune: acatisia, capogiri, distonia, disturbi extrapiramidali, parkinsonismo, sonnolenza, discinesia.

Non comune: discinesia tardiva, insulto cerebrovascolare, convulsioni, disartria, disgeusia, ipoestesie, parestesie, sincope.

Raro: sindrome neurolettica maligna, convulsioni.

Patologie dell'occhio

Comune: visione confusa.

Non comune: deficit visivo.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: tinnito, vertigini.

Patologie cardiache

Comune: tachicardia.

Non comune: blocco AV di 1° grado, angina pectoris, bradicardia, extrasistoli ventricolari, aritmie.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione arteriosa.

Non comune: vampate di calore, ipotensione arteriosa, ipotensione ortostatica.

Raro: tromboflebite superficiale.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolori addominali, stipsi, diarrea, dispepsia, nausea, ipersalivazione, ipersecrezione, vomito, secchezza della bocca.

Non comune: gastrite, malattia da reflusso gastroesofageo, disfagia, malattia della lingua.

Infezioni e infestazioni

Comune: rinofaringite, influenza, dolori orofaringei, rinite, infezioni urinarie, infezioni virali.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, prurito.

Non comune: iperidrosi, orticaria.

Raro: angioedema.

Frequenza non nota: sindrome di Stevens-Johnson.

Disturbi del sistema immunitario

Comune: ipersensibilità.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: mal di schiena, rigidità muscolo-scheletrica, mialgia.

Raro: rabdomiolisi.

Patologie renali e urinarie

Non comune: disuria, incontinenza urinaria.

Raro: insufficienza renale.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: amenorrea, dismenorrea, mestruazioni irregolari, disfunzione erettile.

Raro: ingrossamento mammario, dolori mammari, galattorrea.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Raro: polmonite da aspirazione.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: stanchezza, piressia.

Non comune: astenia, disturbi della deambulazione, irritabilità, edema periferico.

Raro: morte improvvisa.

Patologie epatobiliari

Non comune: disfunzione epatica, steatosi epatica, ittero.

Esami diagnostici

Comune: prolattina ematica aumentata, trigliceridi ematici aumentati, aumento della CPK, aumento del peso corporeo, riduzione del peso corporeo.

Non comune: ridotta pressione arteriosa, acido urico nel sangue aumentato, aumento della temperatura corporea, aumento del numero dei globuli bianchi.

Raro: inversione dell'onda T all'elettrocardiogramma.

Dati pediatrici

Il profilo di sicurezza di lurasidone in adolescenti affetti da schizofrenia, trattati per 6 settimane in uno studio a breve termine, corrispondeva in generale a quello osservato negli adulti nell'indicazione omologata. Tuttavia, nella frequenza degli effetti indesiderati più comuni, sono state osservate differenze per la nausea tra i pazienti adolescenti (molto comune) e gli adulti (comune).

Il profilo di sicurezza di lurasidone in bambini e adolescenti affetti da depressione bipolare, trattati per 6 settimane in uno studio a breve termine, corrispondeva in generale a quello osservato negli adulti nell'indicazione omologata. Tuttavia, nella frequenza degli effetti indesiderati più comuni, sono state osservate differenze per la nausea, la diarrea e l'appetito ridotto tra i pazienti pediatrici (frequenza rispettivamente molto comune, comune, comune) e gli adulti (frequenza rispettivamente comune, non nota, non comune).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Esperienza nell'uomo

Negli studi clinici pre-marketing, che hanno coinvolto oltre 2905 pazienti e/o soggetti sani, è stato riportato in un paziente un sovradosaggio accidentale o intenzionale di Latuda. Questo paziente aveva assunto circa 560 mg di Latuda e ha recuperato senza conseguenze. In questo paziente, il trattamento è stato ripreso per altri due mesi.

Gestione di un sovradosaggio

È necessario consultare un centro di controllo antiveleni certificato per ricevere direttive e raccomandazioni aggiornate. Siccome non esiste un antidoto specifico per Latuda, vanno avviate le misure di sostegno adeguate. Il paziente deve sottoporsi a uno stretto monitoraggio e controllo medico, fino al recupero.

Il monitoraggio cardiovascolare va avviato immediatamente, compreso il monitoraggio ECG continuo, per riconoscere possibili aritmie. Se viene somministrata una terapia antiaritmica, con la disopiramide, la procainamide e la chinidina è presente il rischio teorico di ulteriore prolungamento dell'intervallo QT, se queste vengono utilizzate in pazienti con un sovradosaggio acuto di Latuda. Anche le proprietà alfa-bloccanti del bretilio potrebbero potenziare ulteriormente quelle di Latuda, che potrebbe causare una problematica ipotensione arteriosa.

L'ipotensione arteriosa e il collasso circolatorio vanno trattati con misure adeguate. Tuttavia, l'adrenalina e la dopamina non devono essere utilizzate, così come altri simpaticomimetici ad attività beta-agonista, perché la beta-stimolazione può esacerbare un'ipotensione arteriosa nel contesto di un blocco alfa indotta da Latuda. Nel caso di gravi sintomi extrapiramidali, va somministrata una terapia a effetto anticolinergico.

Vanno prese in considerazione la lavanda gastrica (nei pazienti incoscienti dopo l'intubazione) e la somministrazione di carbone attivo insieme a un lassativo.

La possibilità di una riduzione del dolore, di convulsioni o di una reazione distonica della testa e del collo dopo un sovradosaggio potrebbe causare un rischio di aspirazione in caso di vomito indotto.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05AE05

Meccanismo d'azione

Come anche con altri medicamenti con efficacia nella schizofrenia e nella depressione bipolare, il meccanismo d'azione del lurasidone è sconosciuto. L'efficacia del lurasidone nella schizofrenia e nella depressione bipolare viene attribuita all'associazione dell'attività antagonista sui recettori centrali della dopamina di tipo 2 (D2) e dei recettori della serotonina di tipo 2 (5HT2A).

Farmacodinamica

Gli studi in vitro del legame recettoriale hanno dimostrato che il lurasidone è un antagonista a elevata affinità per i recettori D2 della dopamina (Ki = 0,994 nM) e per i recettori della 5-idrossitriptamina (5-HT, serotonina) 5-HT2A (Ki = 0,47 nM) e 5-HT7 (Ki = 0,495 nM) e un antagonista con moderata affinità per i recettori α2C-adrenergici umani (Ki = 10,8 nM), un agonista parziale dei recettori 5-HT1A della serotonina (Ki = 6,38 nM) e un antagonista dei recettori α2A-adrenergici (Ki = 40,7 nM). Il lurasidone presenta un'affinità bassa o assente per i recettori H1 dell'istamina e per i recettori muscarinici (M1) (IC50 rispettivamente ≥1000 nM e >1000 nM).

Efficacia clinica

Schizofrenia

L'efficacia di Latuda nel trattamento della schizofrenia è stata dimostrata in cinque studi a breve termine (6 settimane), controllati con placebo su pazienti adulti (età media 38,4 anni, intervallo 18-72) che presentavano i criteri DSM-IV per la schizofrenia. Un braccio con controllo attivo (olanzapina o quetiapina XR) è stato incluso in due studi, per studiare la sensibilità dei saggi.

Risultati degli studi:

Tabella 2: Sintesi dei risultati per gli endpoint primari di efficacia

Studio n.

Endpoint primario

Differenza mediaa rispetto al placebo riguardante la variazione rispetto al basale

 

 

Latuda
40 mg/giorno

Latuda
80 mg/giorno

Latuda
120 mg/giorno

Latuda
160 mg/giorno

Olanzapina
15 mg/giorno

Quetiapina XR
600 mg/giorno

1

BPRSd

-5,6*
(2,1)

-

-6,7*
(2,2)

-

-

-

2

BPRSd

-

-4,7*
(1,8)

-

-

-

-

3

PANSS

-9,7*
(2,9)

-

-7,5*
(3,0)

-

-12,6**
(2,8)

-

4

PANSS

-2,1
(2,5)

-6,4*
(2,5)

-3,5
(2,5)

-

-

-

5

PANSS

-

-11,9*
(2,6)

-

-16,2*
(2,5)

-

-17,5**
(2,6)

 

a Least Squares Mean [media dei minimi quadrati] (errore standard)

* valore p aggiustato <0,05 (tranne che per l'olanzapina)

** valore p non aggiustato <0,05

È stata così dimostrata l'efficacia di Latuda a dosi di 40, 80, 120 e 160 mg/giorno (tabella 2). Nelle analisi raggruppate, il dosaggio da 120 mg non è sembrato avere alcun beneficio aggiuntivo rispetto al dosaggio da 40 mg, ma il dosaggio da 160 mg tendeva a mostrare un beneficio aggiuntivo su tutti i dosaggi più bassi. La separazione dal placebo è stata inizialmente osservata tra il giorno 3 e il giorno 14, con un miglioramento persistente alla fine di ciascun studio clinico.

Uno studio sulle sottopopolazioni in base all'età (c'erano pochi pazienti sopra i 65 anni), al sesso e all'etnia non ha mostrato segni chiari di diversa responsività.

Dati in pazienti pediatrici

L'efficacia a breve termine di lurasidone è stata valutata in uno studio di 6 settimane, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, condotto su pazienti adolescenti (di età compresa tra 13 e 17 anni) (N=326) che soddisfacevano i criteri DSM-IV per la schizofrenia. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere una delle due dosi fisse di lurasidone (40 o 80 mg) una volta al giorno o placebo.

L'endpoint di efficacia primario è stato definito come la variazione media dal basale alla settimana 6 nel punteggio totale sulla scala PANSS (Positive and Negative Syndrome Scale). L'endpoint secondario principale è stata la variazione dal basale alla settimana 6 nel punteggio sulla scala «Impressione clinica globale - Gravità della malattia» (CGI-S, Clinical Global Impression-Severity). Per questi endpoint sono state rilevate differenze statisticamente significative a favore di lurasidone rispetto al placebo nella popolazione totale valutata. Tali differenze sono insorte nella settimana 2 e si sono mantenute a ogni visita fino alla fine dello studio. In media, con la dose di 80 mg/giorno non sono stati osservati ulteriori benefici rispetto alla dose di 40 mg/giorno. I risultati per l'endpoint di efficacia primario sono riportati nella tabella 3.

Tabella 3: Riassunto dei risultati per l'endpoint primario

Endpoint primario

Differenza LS Mean (SE)a rispetto al placebo in termini di variazione rispetto al basale

 

Lurasidone

 

40 mg/giorno

80 mg/giorno

PANSS

-8,0 (2,21)*

-7,7 (2,22)*

 

* valore p aggiustato ≤0,001

a Least Squares Mean [media dei minimi quadrati] (errore standard)

PANSS: Positive and Negative Syndrome Scale

Depressione bipolare

Monoterapia

L'efficacia di Latuda in monoterapia è stata dimostrata in uno studio in doppio cieco randomizzato e controllato con placebo di 6 settimane, in pazienti adulti (età media 41,5 anni; intervallo 18–74) che presentavano i criteri DSM-IV-TR per gli episodi depressivi collegati al disturbo bipolare di tipo I (con o senza rapid cycling e senza sintomi psicotici) (N=485). I pazienti sono stati randomizzati per essere esposti a un dosaggio flessibile di Latuda 20-60 mg/giorno, Latuda 80-120 mg/giorno, o placebo. Gli endpoint di efficacia primari e secondari sono stati studiati con il test al base e alle settimane 1 - 6.

In questo studio, per la valutazione dei sintomi depressivi è stata utilizzata come scala di valutazione primaria la «Montgomery Asberg Depression Scale» (MADRS), una scala a 10 elementi, valutata dal medico, che fornisce un punteggio complessivo da 0 (caratteristiche di depressione assenti) a 60 (valore massimo). L'endpoint primario era la variazione del punteggio MADRS alla settimana 6 rispetto al valore basale. Il principale strumento di valutazione secondaria è stata la scala «Clinical Global Impression-Bipolar-Severity of Illness» (CGI-BP-S), un questionario valutato dal medico in base alle condizioni di malattia attuali del paziente su una scala di 7 punti, dove i valori più elevati indicano una maggiore gravità della malattia.

Latuda è stata superiore al placebo in termini di riduzione dei punteggi MADRS e CGI-BP-S alla settimana 6 (tabella 4). Nel gruppo a elevato dosaggio (80-120 mg), non è stata dimostrata una maggiore efficacia rispetto al gruppo a basso dosaggio (20-60 mg). Con Latuda 20-60 mg, è stata dimostrata alla settimana 2 una differenza significativa nei punteggi MADRS e CGI-BP-S, che si è mantenuta per il resto dello studio. In entrambi i gruppi con dosaggio flessibile di Latuda, la percentuale dei pazienti con un miglioramento ≥50% al punteggio MADRS era significativamente più elevata (p < 0,001) che con il placebo (Latuda 20-60 mg: 53%; Latuda 80-120 mg: 51%; placebo: 30%). In entrambi i gruppi di dosaggio di Latuda, si è ottenuto un miglioramento significativamente maggiore in sette dei 10 elementi MADRS, rispetto al placebo (p < 0,05). Gli endpoint secondari supportavano la superiorità di Latuda sul placebo.

Terapia complementare

L'efficacia di Latuda come terapia complementare al litio o al valproato è stata dimostrata in due studi in doppio cieco randomizzato e controllato con placebo) (N=340 e 342) di 6 settimane, in pazienti adulti (età media 42,6 anni; intervallo 18-74) che presentavano i criteri DSM-IV-TR per gli episodi depressivi collegati al disturbo bipolare di tipo I (con o senza rapid cycling e senza sintomi psicotici. I pazienti che hanno avuto sintomi persistenti durante il trattamento con litio o valproato sono stati randomizzati a un dosaggio flessibile di Latuda 20-120 mg/giorno o placebo. Gli endpoint di efficacia primari e secondari sono stati studiati con il test al base e alle settimane 1 - 6.

Lo strumento principale per valutare i sintomi depressivi in questo studio è stata la scala MADRS. L'endpoint primario era la variazione del punteggio MADRS alla settimana 6 rispetto al valore basale. Lo strumento secondario principale è stata la scala CGI-BP-S.

In uno studio, Latuda come terapia complementare al litio o al valproato è stato superiore al placebo nel ridurre i punteggi MADRS e CGI-BP-S alla settimana 6. Con Latuda + litio o valproato è stata dimostrata una differenza significativa nel punteggio MADRS alla settimana 3 e una differenza significativa nel punteggio CGI-BP-S alla settimana 2. Entrambe le differenze sono rimaste per il resto dello studio. La percentuale dei pazienti con miglioramento ≥50% nel punteggio MADRS è stata, nel gruppo con Latuda + litio o valproato (57%) significativamente più elevata (p = 0,008) rispetto al placebo (42%). Latuda era associato in sei dei 10 punti MADRS a un miglioramento significativamente maggiore rispetto al placebo (p < 0,05). Gli endpoint secondari supportavano la superiorità di Latuda sul placebo.

Tabella 4: Efficacia di Latuda in monoterapia e come terapia complementare negli studi di 6 settimane

 

Studio D1050236
(monoterapia)
(N = 485)

Studio D1050235
(terapia complementare)
(N = 340)

 

Latuda
20-60 mg

(N = 161)

Latuda
80-120 mg

(N = 162)

Placebo

(N = 162)

Latuda
20-120 mg + Li/VPA

(N = 179)

Placebo + Li/VPA

(N = 161)

Basale

30,3 (5,02)

30,6 (4,93)

30,5 (4,95)

30,6 (5,30)

30,8 (4,81)

Stima della variazione rispetto al basale

Settimana 6

-15,4 (0,83)**

-15,4 (0,83)**

-10,7 (0,83)

-17,1 (0,87)**

-13,5 (0,91)

 

N = Numero dei soggetti sani; VPA = valproato
** P ≤0,01 relativo al placebo

In un altro studio sulla terapia complementare con litio o valproato, non si è osservata alcuna differenza statisticamente significativa tra Latuda e placebo nella settimana 6 rispetto all'endpoint primario (MADRS).

Dati in pazienti pediatrici

L'efficacia a breve termine di lurasidone è stata valutata in uno studio di 6 settimane multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, condotto su bambini e adolescenti (di età compresa tra 10 e 17 anni) che soddisfacevano i criteri del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione (DSM-V), per un episodio di depressione maggiore associato a un disturbo bipolare I con o senza alternanza rapida degli episodi (rapid cycling) e che non presentavano segni di psicosi (N=350). I pazienti sono stati randomizzati a ricevere lurasidone a dosi variabili di 18–74 mg una volta al giorno o placebo.

L'endpoint di efficacia primario è stato definito come la variazione media dal basale alla settimana 6 nel punteggio totale sulla scala aggiornata per la valutazione della depressione nei bambini (CDRS-R, Children's depressione Rating Scale, Revised). L'endpoint secondario principale è stato il punteggio della depressione sulla scala “Impressione clinica globale versione per il disturbo bipolare, gravità della malattia” (CGI-BP-S, Clinical Global Impression – Bipolar Version, Severity of Illness). Per questi endpoint sono state rilevate differenze statisticamente significative a favore di lurasidone rispetto al placebo nella popolazione totale valutata. Tali differenze sono insorte nella settimana 2 e si sono mantenute a ogni visita fino alla fine dello studio. Tuttavia, l'endpoint di efficacia primario e l'endpoint di efficacia secondario principale non sono stati soddisfatti dai pazienti più giovani (età inferiore a 15 anni). La variazione LS Mean [media dei minimi quadrati] (IC 95%), aggiustata per il placebo, dal basale alla settimana 6 utilizzando il metodo LOCF (Last Observation Carried Forward) nel punteggio totale CDRS-R per il gruppo lurasidone è stata pari a -1,8 (-5,6; 2,0) nei pazienti di 10-14 anni e -8,6 (-12,4; -4,8) nei pazienti di 15-17 anni.

Tabella 5: Studio pediatrico sulla fase depressiva del disturbo bipolare: punteggio totale sulla scala CDRS-R e punteggio della depressione (depressione) sulla scala CGI-BP-S -variazione dal basale alla settimana 6 – modello misto con misurazioni ripetute (MMRM) per lo studio D1050326: set di analisi intent-to-treat

Parametro

Statistica dello studio

Placebo

Dose di lurasidone
18,5-74 mg (a) (b)

Endpoint primario: punteggio totale CDRS-R

 

N=170

N=173

Valore basale, media (SD)

58,6 (8,26)

59,2 (8,24)

Variazione LS Mean [media dei minimi quadrati] (SE)

-15,3 (1,08)

-21,0 (1,06)

Differenza di trattamento vs placebo

 

 

Stima (SE; IC 95%)

--

-5,7 (1,39; da -8,4 a -3,0)

Valore p

--

<0,0001

 

 

 

 

Endpoint secondario principale: punteggio della depressione CGI-BP-S

 

N=170

N=173

Valore basale, media (SD)

4,5

4,6

Variazione LS Mean [media dei minimi quadrati] (SE)

-1,05 (0,087)

-1,49 (0,085)

Differenza di trattamento vs placebo

 

 

Stima (SE; IC 95%)

--

-0,44 (0,112; da -0,66 a -0,22)

Valore p

--

<0,0001

 

N è il numero di partecipanti allo studio.

(a) I valori p per lurasidone vs placebo sono stati aggiustati per confronti multipli.

(b) Le dosi di lurasidone di 18,5, 37, 55,5, 74 mg equivalgono a 20, 40, 60 e 80 mg di lurasidone cloridrato.

Farmacocinetica

L'effetto del lurasidone si basa principalmente sulla sostanza madre. La farmacocinetica del lurasidone si comporta proporzionalmente alle dosi nell'intervallo di dosi complessive giornaliere tra 20 mg e 160 mg. Le concentrazioni all'equilibrio del lurasidone vengono raggiunte entro 7 giorni dall'avvio di Latuda.

Assorbimento

Il lurasidone viene assorbito e raggiunge entro circa 1-3 ore le concentrazioni di picco nel siero. Si stima che il 9-19% della dose somministrata venga assorbita.

In uno studio sull'effetto dell'alimentazione, la Cmax e l'AUC medie del lurasidone, quando somministrato assieme al cibo, corrispondono a circa 3 - 2 volte rispetto ai rispettivi valori quando assunto a stomaco vuoto. L'esposizione al lurasidone non è stata influenzata quando il contenuto calorico del pasto è stato aumentato da 350 a 1000 calorie e si è dimostrata indipendente dal contenuto di grassi. Negli studi clinici per dimostrare la sicurezza e l'efficacia di Latuda, i pazienti sono stati invitati ad assumere la loro dose giornaliera con un pasto.

Distribuzione

Dopo la somministrazione di 40 mg di Latuda, il volume di distribuzione apparente medio (%KD) è stato di 6173 (17,2 l). Il lurasidone si lega fortemente alle proteine del siero (~99%).

Metabolismo

Il lurasidone viene metabolizzato principalmente tramite il CYP3A4. La via di biotrasformazione più importante consiste nella N-dealchilazione ossidativa, nell'idrossilazione dell'anello di norbornano e nella S-ossidazione. Il lurasidone viene metabolizzato in due metaboliti attivi (ID-14283 e ID-14326) e in due metaboliti inattivi principali (ID-20219 e ID-20220).

Eliminazione

Dopo la somministrazione di 40 mg di Latuda, l'emivita di eliminazione media (%KD) è stata di 18 (7) ore. Dopo una singola dose di lurasidone marcato con [14C], l'eliminazione totale di radioattività nelle urine e nelle feci combinate è stata di circa l'89%, circa l'80% ritrovato nelle feci e il 9% nelle urine. Dopo la somministrazione di 40 mg di Latuda, la clearance apparente media (%KD) è stata di 3902 (18,0) ml/min.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza renale

Dopo somministrazione di una singola dose di 40 mg di Latuda in pazienti con insufficienza renale lieve, moderata e severa, la Cmax media era aumentata rispettivamente del 40%, 92% e 54%, l'AUC(0-∞) media rispettivamente del 53%, 91% e del doppio, rispetto ai corrispondenti soggetti sani.

Insufficienza epatica

In uno studio monodose con Latuda 20 mg, l'AUC(0-ultima misurazione) media del lurasidone nei pazienti con disfunzione epatica lieve (Child-Pugh classe A) è aumentata di 1,5 volte, nei pazienti con disfunzione epatica moderata (Child-Pugh classe B) di 1,7 volte e nei pazienti con disfunzione epatica severa (Child-Pugh classe C) di 3 volte, rispetto ai corrispondenti soggetti sani. La Cmax media nei pazienti con disfunzione epatica lieve, moderata e severa è aumenta rispettivamente di 1,3, 1,2 e 1,3 volte rispetto ai corrispondenti soggetti sani.

Pazienti anziani

Negli studi clinici con Latuda nel trattamento della schizofrenia, non sono stati inclusi abbastanza pazienti di almeno 65 anni di età, per poter determinare se questi reagiscano in maniera diversa rispetto ai pazienti più giovani. Nei pazienti anziani con psicosi (da 65 a 85 anni d'età), le concentrazioni di lurasidone (20 mg/giorno) erano simili a quelle dei pazienti più giovani.

Bambini e adolescenti

La farmacocinetica di lurasidone nei pazienti pediatrici è stata studiata in 47 bambini di età compresa tra 6 e 12 anni e in 234 adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni. Lurasidone è stato somministrato sotto forma di lurasidone cloridrato a dosi giornaliere di 20, 40, 80, 120 mg (dai 6 ai 17 anni) o 160 mg (solo dai 10 ai 17 anni) per un massimo di 42 giorni. Non è stata riscontrata alcuna correlazione evidente tra la concentrazione plasmatica raggiunta e l'età o il peso corporeo. La farmacocinetica di lurasidone nei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni è stata in generale paragonabile a quella degli adulti.

Dati preclinici

Sulla base degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza e tossicità della dose ripetuta, i dati preclinici non lasciano riconoscere rischi particolari per l'uomo.

Mutagenicità

Il lurasidone si è dimostrato non genotossico al test di Ames, al test di aberrazione cromosomica con cellule polmonari di criceto cinese (CHL) e al test in vivo del micronucleo nel midollo osseo di topo.

Carcinogenicità

Sono stati condotti studi sulla carcinogenicità a vita nel topo ICR e nel ratto Sprague-Dawley. In questi studi, il lurasidone è stato somministrato per via orale a dosi di 30, 100, 300 o 650 mg/kg/giorno (la dose elevata è stata ridotta negli animali maschi da 1200 mg/kg/giorno) nel topo ICR, e a dosi di 3, 12 o 36 mg/kg/giorno (la dose elevata è stata ridotta da 50) nel ratto Sprague-Dawley.

Nello studio sul topo, si è registrata negli animali femmina con tutte le dosi una maggiore incidenza di tumori mammari maligni e di adenomi dell'ipofisi; la dose più bassa studiata ha prodotto concentrazioni plasmatiche (AUC) corrispondenti a 1,3 volte nell'uomo dopo aver ricevuto la dose umana massima raccomandata (MRHD) di 160 mg/giorno. Nei topi maschi non si sono osservati tali tumori fino alla dose più elevata studiata, che ha prodotto concentrazioni plasmatiche (AUC) corrispondenti a 14 volte quella negli esseri umani dopo aver ricevuto la MRHD.

Nei ratti femmina, si è osservata una maggiore incidenza di carcinoma mammario con le due dosi più elevate; la dose senza effetto di 3 mg/kg ha prodotto livelli plasmatici (AUC) corrispondenti a 0,4 volte quelli nell'uomo dopo aver ricevuto la MRHD. Nel ratto maschio non si è osservato alcun aumento di tumori fino alla dose più elevata studiata, che ha prodotto concentrazioni plasmatiche (AUC) corrispondenti a 6 volte quella negli esseri umani dopo aver ricevuto la MRHD.

Dopo l'applicazione cronica di antipsicotici nei roditori, sono state documentate alterazioni proliferative e/o neoplastiche nella mammella e nell'ipofisi. Si pensa che queste siano mediate dalla prolattina. La rilevanza di questa elevata incidenza di tumori dell'ipofisi o della mammella mediati dalla prolattina nei roditori per il rischio negli esseri umani è sconosciuta.

Tossicità riproduttiva

Tossicità per lo sviluppo e lattazione

Non si sono osservati effetti teratogeni negli studi sul ratto e sul coniglio in gravidanza che, durante la fase dell'organogenesi, avevano ricevuto il lurasidone a dosi rispettivamente fino a 25 e a 50 mg/kg/giorno. Queste dosi corrispondono a 1,5 volte (ratto) e 6 volte (coniglio) la dose umana massima raccomandata (Maximum Recommended Human Dose, MRHD) di 160 mg/giorno in base alla superficie corporea.

In uno studio con ratti in gravidanza in cui il lurasidone è stato applicato durante la fase dell'organogenesi e fino al parto a dosi fino a 10 mg/kg/giorno, non si sono osservati effetti dannosi sullo sviluppo. Questa dose corrisponde approssimativamente alla MRHD in base alla superficie del corpo.

Il lurasidone è stato eliminato nel latte dei ratti durante l'allattamento.

Disturbi della fertilità

Il lurasidone è stato somministrato nel ratto femmina per via orale a dosi di 0,1, 1,5, 15 o 150 mg/kg/giorno per 15 giorni consecutivi prima dell'accoppiamento, durante il periodo dell'accoppiamento e fino al giorno 7 della gravidanza. Le irregolarità nel ciclo estrale erano rilevabili a partire da una dose di 1,5 mg/kg; la dose senza effetto di 0,1 mg/kg corrisponde a circa 0,006 volte la dose massima raccomandata umana (MRHD) di 160 mg/giorno in base alla superficie corporea. Una compromissione della fertilità è stata messa in evidenza solo alla dose più elevata e si è dimostrata reversibile dopo un periodo senza trattamento di 14 giorni. La dose senza effetto per quanto riguarda una ridotta fertilità era di 15 mg/kg, che è approssimativamente equivalente alla MRHD in base alla superficie corporea.

Nei ratti maschi trattati per via orale per 64 giorni consecutivi prima dell'accoppiamento e durante il periodo dell'accoppiamento con lurasidone a dosi fino a 150 mg/kg/giorno (9 volte la MRHD in base alla superficie corporea), non si è osservata alcuna compromissione della fertilità.

Studi su animali giovani

Nello studio cardine di tossicità in ratti giovani, lurasidone è stato somministrato a dosi di 3, 30 e 150 (maschi) o 300 (femmine) mg/kg/giorno. Gli animali giovani non hanno presentato una maggiore sensibilità agli effetti del lurasidone su peso corporeo, assunzione di cibo e osservazioni cliniche, che sono stati osservati anche in studi tossicologici condotti su ratti adulti. Il NOAEL di 3 mg/kg/giorno, come negli adulti, è stato 0,6 volte maggiore della dose giornaliera massima di 80 mg/giorno nei bambini e negli adolescenti. Nella prole degli animali giovani trattati con ≥30 mg/kg/giorno sono state osservate riduzioni del peso alla nascita e del peso corporeo /dell'aumento di peso in fase postnatale. Le riduzioni del peso alla nascita e del peso corporeo della prole/dell'aumento di peso in fase postnatale osservate nella prole degli animali trattati con lurasidone HCl sono state modeste e sono considerate comprese nell'ambito della variabilità biologica.

Altre indicazioni

Stabilità

Latuda non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Numero dell'omologazione

62785 (Swissmedic).

Confezioni

Confezioni con 28 o 56 compresse rivestite con film da 20 mg, 40 mg, 80 mg e 120 mg [B]

Titolare dell’omologazione

Medius AG, 4132 Muttenz

Stato dell'informazione

Novembre 2025