Lercanidipin Zentiva®
Helvepharm AG
Composizione
Principi attivi
Lercanidipini hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Magnesii stearas, Povidonum, Carboxymethylamylum natricum (corresp. 0.651 mg Natrium (10 mg); 1.302 mg Natrium (20 mg)), Lactosum monohydricum (30 mg (10 mg); 60 mg (20 mg)), Cellulosum microcristallinum, Polyalcohol vinylicus, Titanii dioxidum (E 171), Macrogolum 3350, Talcum, E 172 (flavum), 20 mg: E 172 (rubrum).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film rotonde, biconvesse, con linea di frattura su un lato.
Lercanidipin Zentiva è disponibile in due dosaggi:
Una compressa rivestita con film di colore giallo contiene 10 mg di lercanidipina cloridrato (corrispondenti a 9,4 mg di lercanidipina).
Una compressa rivestita con film di colore rosa contiene 20 mg di lercanidipina cloridrato (corrispondenti a 18,8 mg di lercanidipina).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Per il trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale da lieve a moderata.
Posologia/Impiego
La dose orale raccomandata è di 10 mg una volta al giorno, da assumere preferibilmente al mattino. In funzione della risposta del paziente, la dose può essere aumentata a 20 mg.
L'aumento della dose deve avvenire dopo 2 settimane, poiché la massima attività ipotensiva si manifesta dopo questo periodo.
In alcuni pazienti non adeguatamente controllati con un solo principio attivo ipotensivo, può essere utile somministrare Lercanidipin Zentiva in aggiunta al trattamento con un bloccante beta-adrenergico (atenololo), un diuretico (idroclorotiazide) o un ACE-inibitore (captopril o enalapril).
Poiché la curva dose-effetto sale rapidamente, raggiungendo un tetto a una dose di 20–30 mg, è improbabile che dosaggi più elevati determinino un aumento dell'effetto, ma possono tuttavia amplificare gli effetti collaterali.
La compressa rivestita con film presenta una linea di frattura per la divisione al fine di facilitarne l'assunzione, ma non ai fini del dosaggio di una dose parziale.
Istruzioni posologiche speciali
Impiego in pazienti anziani
Sebbene i dati farmacocinetici e l'esperienza clinica facciano ritenere che non sia necessario un adeguamento della dose giornaliera, si richiede particolare cautela all'inizio del trattamento di pazienti anziani a causa di un possibile eccessivo abbassamento della pressione arteriosa.
Impiego nei bambini
Poiché non esistono esperienze cliniche di trattamento di pazienti di età inferiore ai 18 anni, l'impiego in questo caso è controindicato (cfr. «Controindicazioni»).
Impiego in pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica
Procedere con particolare cautela all'inizio del trattamento di pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica da lievi a moderati. Anche se l'abituale posologia sembra essere tollerata da questi gruppi di pazienti, l'aumento della dose giornaliera a 20°mg deve essere valutato con attenzione.
Lercanidipin Zentiva non deve essere utilizzato in pazienti con disturbi severi della funzionalità epatica, in quanto non sussistono esperienze cliniche in proposito. Nei pazienti con severi disturbi della funzionalità renale (pazienti in dialisi con clearance della creatinina < 10 ml/min) è stata osservata un'esposizione aumentata del 70 % con l'enantiomero attivo. Lercanidipin Zentiva non deve quindi essere utilizzato in questi pazienti.
Controindicazioni
Ipersensibilità nei confronti del principio attivo lercanidipina, di altre diidropiridine o di uno degli altri componenti del medicamento.
Gravidanza e allattamento
Donne in età fertile se non viene impiegato un metodo contraccettivo efficace.
Ostruzione al tratto di efflusso del ventricolo sinistro.
Insufficienza cardiaca congestizia non trattata.
Angina pectoris instabile o infarto cardiaco recente (nel mese precedente).
Severi disturbi della funzionalità epatica.
Severi disturbi della funzionalità renale (GFR < 30 ml/min).
Assunzione concomitante con:
·potenti inibitori del citocromo CYP3A4 (p. es. ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina, claritromicina).
·ciclosporina.
·succo di pompelmo.
Bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni.
Avvertenze e misure precauzionali
Sindrome del nodo del seno
È richiesta prudenza nei pazienti con sindrome del nodo del seno (se non è stato impiantato un pacemaker).
Disturbi della funzionalità ventricolare sinistra
Sebbene studi controllati di emodinamica non abbiano dimostrato alcuna compromissione della funzione ventricolare, è richiesta cautela anche nei pazienti affetti da disturbi della funzionalità ventricolare sinistra.
Cardiopatia ischemica
Esistono indizi che alcuni calcio-antagonisti con efficacia a breve termine del tipo delle diidropiridine siano associati a un aumento del rischio cardiovascolare nei pazienti con cardiopatia ischemica. Sebbene Lercanidipin Zentiva abbia un effetto a lungo termine, in tali pazienti è richiesta cautela.
Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente, in pazienti con angina pectoris preesistente, può verificarsi un aumento della frequenza, della durata o della severità di questi attacchi. Sono stati osservati casi isolati di infarto miocardico.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica
Procedere con particolare cautela all'inizio del trattamento di pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica da lievi a moderati. Anche se l'abituale posologia di 10 mg sembra essere tollerata da questi gruppi di pazienti, l'aumento della dose giornaliera a 20 mg deve essere valutato con attenzione. L'effetto antiipertensivo può risultare potenziato in pazienti con disturbi moderati della funzionalità epatica. Dovrà quindi essere preso in considerazione un adeguamento della dose.
Lercanidipin Zentiva non deve essere utilizzato in pazienti con severi disturbi della funzionalità epatica o renale, inclusa l'emodialisi.
Dialisi peritoneale
Nei pazienti con dialisi peritoneale, Lercanidipin Zentiva viene associato all'insorgenza di un versamento peritoneale torbido. La torbidità è da ricondurre a un aumento della concentrazione di trigliceridi nel deflusso peritoneale. Sebbene il meccanismo non sia noto, la torbidità scompare poco dopo l'interruzione della lercanidipina. È importante che questa correlazione venga correttamente riconosciuta, in quanto un versamento peritoneale torbido può essere scambiato per peritonite infettiva, determinando una ospedalizzazione non necessaria e una somministrazione empirica di antibiotici.
Alcol
Il consumo di alcol deve essere evitato, in quanto può potenziare l'effetto dei medicamenti ipotensivi vasodilatatori.
Induttori del CYP3A4
Gli induttori del CYP3A4, come gli anticonvulsivanti (p.es. fenitoina, carbamazepina) e la rifampicina, possono ridurre i livelli plasmatici della lercanidipina. L'efficacia di Lercanidipin Zentiva può quindi risultare inferiore alle previsioni.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l'efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state esaminate (cfr. «Controindicazioni»).
Una compressa contiene 30 mg o 60 mg di lattosio (Lercanidipin Zentiva 10 mg o Lercanidipin Zentiva 20 mg). I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
È controindicata l'assunzione concomitante con:
Inibitori del CYP3A4
È noto che la lercanidipina viene metabolizzata dagli enzimi CYP3A4. Pertanto, la somministrazione concomitante di inibitori o induttori del CYP3A4 può influire sul metabolismo e sull'eliminazione della lercanidipina. Uno studio sull'interazione con un potente inibitore del CYP3A4, il chetoconazolo, ha mostrato un notevole aumento dei livelli plasmatici di lercanidipina (aumento di 15 volte dell'AUC e aumento di 8 volte della Cmax dell'eutomero S-lercanidipina).
È controindicata l'assunzione di Lercanidipin Zentiva in concomitanza con inibitori del CYP3A4 (p. es. ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina, claritromicina).
Ciclosporina
In seguito a somministrazione concomitante di lercanidipina e ciclosporina sono stati osservati aumenti dei livelli plasmatici di entrambi i principi attivi. Uno studio condotto su giovani probandi sani ha mostrato che i livelli plasmatici di lercanidipina rimanevano invariati se 3 ore dopo l'assunzione di quest'ultima veniva somministrata ciclosporina, mentre l'AUC della ciclosporina aumentava del 27 %. La co-somministrazione di Lercanidipin Zentiva e ciclosporina ha portato tuttavia a un aumento di 3 volte dei livelli plasmatici di lercanidipina e a un aumento del 21 % dell'AUC della ciclosporina. La ciclosporina e Lercanidipin Zentiva non devono essere somministrati insieme.
Pompelmo e/o succo di pompelmo
La lercanidipina non deve essere assunta in associazione con pompelmo e/o succo di pompelmo.
Come altre diidropiridine, la lercanidipina è sensibile all'inibizione metabolica causata dal succo di pompelmo, con conseguente aumento della sua biodisponibilità sistemica e aumento dell'effetto ipotensivo.
Non è consigliata l'assunzione concomitante con:
Induttori del CYP3A4
La co-somministrazione di Lercanidipin Zentiva con induttori del CYP3A4, come gli anticonvulsivanti (p.es. fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) e la rifampicina, deve essere effettuata con cautela, in quanto l'effetto ipotensivo di Lercanidipin Zentiva può essere ridotto; la pressione arteriosa deve essere controllata con maggiore frequenza del solito.
Alcol
Il consumo di alcol deve essere evitato, in quanto può potenziare l'effetto dei medicamenti ipotensivi vasodilatatori.
Usare con cautela e prendere in considerazione eventuali adeguamenti della dose:
Substrati del CYP3A4
La co-somministrazione della lercanidipina con altri substrati del CYP3A4, quali terfenadina, astemizolo, antiaritmici di classe III, come p.es. amiodarone, chinidina, deve essere effettuata con cautela.
Midazolam
In seguito a co-somministrazione per via orale di 20 mg di lercanidipina e midazolam in soggetti volontari anziani, l'assorbimento della lercanidipina era aumentato di ca. il 40 %, mentre la velocità di assorbimento è risultata ridotta (tmax prolungata da 1,75 ore a 3 ore). Le concentrazioni di midazolam sono rimaste invariate.
Metoprololo
In seguito a co-somministrazione di Lercanidipin Zentiva e metoprololo, un betabloccante principalmente eliminato per via epatica, la biodisponibilità del metoprololo non è risultata modificata, mentre quella della lercanidipina è risultata ridotta del 50 %. Questo effetto è probabilmente da ricondurre a un flusso sanguigno epatico ridotto dal betabloccante e può pertanto presentarsi anche con altri principi attivi di questa classe. Pertanto, è possibile utilizzare la lercanidipina in condizioni di sicurezza insieme ai bloccanti beta-adrenergici, tuttavia un adattamento della dose potrebbe comunque essere necessario.
Digossina
La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina in pazienti sottoposti a terapia cronica con beta-metildigossina non ha evidenziato interazioni farmacocinetiche. In probandi sani trattati con digossina dopo l'assunzione di 20 mg di lercanidipina, è stato osservato un aumento medio della Cmax della digossina del 33 %, mentre l'AUC e la clearance renale non hanno evidenziato variazioni significative. I pazienti in terapia concomitante con digossina devono essere strettamente monitorati per individuare eventuali segni di tossicità da digossina.
Co-somministrazione con altri medicamenti:
Fluoxetina
In uno studio di interazione con la fluoxetina (un inibitore di CYP2D6 e CYP3A4), effettuato su probandi dell'età di 65 ± 7 anni (media ± deviazione standard), non è stata rilevata alcuna variazione clinicamente significativa della farmacocinetica della lercanidipina.
Cimetidina
La co-somministrazione di cimetidina a una dose giornaliera di 800 mg non ha determinato alcuna variazione significativa dei livelli plasmatici di lercanidipina. A dosi elevate è richiesta tuttavia cautela, in quanto la biodisponibilità e l'effetto ipotensivo della lercanidipina possono risultare potenziati.
Simvastatina
L'impiego ripetuto di una dose di 20 mg di lercanidipina unitamente a 40 mg di simvastatina non ha avuto come conseguenza alcuna variazione significativa dell'AUC della lercanidipina, mentre l'AUC della simvastatina è aumentata del 56 % e quella del suo metabolita attivo beta-idrossiacido del 28 %. È improbabile che questi cambiamenti siano di rilevanza clinica. Somministrando lercanidipina al mattino e simvastatina alla sera, come indicato per questi medicamenti, non sono previste interazioni.
Warfarin
La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina a probandi sani non ha alterato la farmacocinetica di warfarin.
Diuretici e ACE-inibitori
Lercanidipin Zentiva è stato somministrato in condizioni di sicurezza in associazione con diuretici e ACE-inibitori.
Altri medicamenti che influiscono sulla pressione arteriosa
Come per tutti i medicamenti ipotensivi, è possibile osservare un aumento dell'effetto ipotensivo quando Lercanidipin Zentiva viene impiegato con altri medicamenti ipotensivi, come ad es. alfabloccanti per il trattamento di sintomi urinari, antidepressivi triciclici, neurolettici. Al contrario, si osserva una riduzione dell'effetto ipotensivo con la co-somministrazione di corticosteroidi.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati clinici sull'utilizzo della lercanidipina in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun effetto teratogeno, ma una tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»). Altre diidropiridine hanno evidenziato un effetto teratogeno in studi sperimentali sugli animali. Pertanto, Lercanidipin Zentiva non deve essere prescritto durante la gravidanza, e per il trattamento di donne in età fertile deve essere utilizzato solo se associato a un metodo contraccettivo efficace (cfr. «Controindicazioni»).
Allattamento
Non è noto se la lercanidipina/i metaboliti vengano escreti nel latte materno. Pertanto, non se ne consiglia l'impiego durante l'allattamento (cfr. «Controindicazioni»).
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici relativi agli effetti della lercanidipina sulla fertilità. Per alcuni pazienti trattati con bloccanti dei canali del calcio sono state riferite variazioni biochimiche reversibili nella testa degli spermatozoi che potrebbero compromettere la fertilità. Nei casi di mancato successo di una fertilizzazione in vitro ripetuta e di assenza di altre spiegazioni, occorre prendere in considerazione come possibile causa l'uso di bloccanti dei canali del calcio.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
La lercanidipina ha effetti trascurabili sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. È richiesta tuttavia cautela poiché possono manifestarsi vertigini, astenia, stanchezza e raramente sonnolenza.
Effetti indesiderati
La sicurezza della lercanidipina a una dose di 10 o 20 mg una volta al giorno è stata esaminata in studi clinici in doppio cieco controllati verso placebo (con 1200 pazienti che hanno ricevuto lercanidipina e 603 pazienti che hanno ricevuto il placebo) e in studi clinici a lungo termine con controllo attivo e non controllati, per un totale di 3534 pazienti ipertesi che hanno ricevuto lercanidipina.
Gli effetti indesiderati riportati più di frequente negli studi clinici e nell'esperienza post-commercializzazione sono: edema periferico, cefalea, flush, tachicardia e palpitazioni.
Gli effetti indesiderati sono suddivisi in base alla frequenza, indicando per primi gli effetti indesiderati più frequenti. La frequenza è indicata come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1'000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1'000), «molto raro» (< 1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati vengono indicati in ordine decrescente di severità.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: ipersensibilità.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea.
Non comune: vertigini.
Raro: sonnolenza, sincope.
Patologie cardiache
Comune: tachicardia, palpitazioni.
Raro: angina pectoris.
Patologie vascolari
Comune: flush.
Non comune: ipotensione.
Patologie gastrointestinali
Non comune: dispepsia, nausea, dolori addominali.
Raro: vomito, diarrea.
Non nota: ipertrofia gengivale1, versamento peritoneale torbido1.
Patologie epatobiliari
Non nota: aumento della transaminasi sierica1.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: arrossamento, eruzione cutanea.
Raro: orticaria.
Non nota: angioedema1.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non comune: poliuria.
Raro: pollachiuria.
Patologie sistemiche
Comune: edema periferico.
Non comune: astenia, stanchezza.
Raro: dolore toracico.
1 Effetti indesiderati segnalati spontaneamente a livello globale dopo la commercializzazione.
Descrizione di effetti indesiderati selezionati
In studi clinici controllati verso placebo, l'incidenza di edema periferico è stata pari allo 0,9 % con lercanidipina 10-20 mg e allo 0,83 % con il placebo. Questa frequenza ha raggiunto il 2 % nella popolazione globale degli studi, inclusi gli studi clinici a lungo termine.
La lercanidipina non sembra provocare effetti indesiderati sui livelli di glicemia o sui livelli sierici dei lipidi.
Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale e angina pectoris. Raramente, i pazienti con angina pectoris preesistente possono presentare una maggiore frequenza, durata e/o severità degli episodi di questi attacchi. Possono osservarsi casi isolati di infarto miocardico.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Nel corso dell'esperienza post-commercializzazione di lercanidipina sono stati riportati alcuni casi di sovradosaggio, da 30-40 mg fino a 800 mg (tra cui 150 mg e 280 mg di lercanidipina ingeriti in tentativi di suicidio).
Sintomi
Come con altre diidropiridine, il sovradosaggio di lercanidipina determina una eccessiva vasodilatazione periferica con accentuata ipotensione e tachicardia riflessa. A dosi molto elevate, la selettività periferica può andare persa, provocando bradicardia e un effetto inotropo negativo. Gli effetti indesiderati più comuni in connessione con il sovradosaggio sono stati ipotensione, vertigini, cefalea e palpitazioni.
Trattamento
Un'ipotensione clinicamente significativa richiede un supporto cardiovascolare attivo, comprendente il monitoraggio continuo della funzione cardiaca e respiratoria, il sollevamento delle gambe e il monitoraggio del volume di liquido circolante e dell'escrezione urinaria. In considerazione del prolungato effetto farmacologico della lercanidipina, è essenziale monitorare per almeno 24 ore lo stato cardiovascolare dei pazienti. Poiché il prodotto presenta un elevato legame proteico, la dialisi risulta probabilmente inefficace. I pazienti da cui ci si può attendere un'intossicazione da media a severa dovrebbero essere monitorati in un ambiente clinico altamente specializzato.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C08CA13
Bloccante selettivo dei canali del calcio con effetti principalmente vascolari.
Meccanismo d'azione
La lercanidipina è un calcio-antagonista del gruppo delle diidropiridine e inibisce il flusso transmembrana del calcio nel muscolo cardiaco e nella muscolatura liscia. Il meccanismo dell'effetto antipertensivo è da ricondurre a un effetto rilassante diretto sulla muscolatura vascolare liscia, in grado di ridurre globalmente la resistenza periferica.
Farmacodinamica
Nonostante la sua breve emivita plasmatica farmacocinetica, la lercanidipina è dotata di un effetto antipertensivo prolungato, dovuto all'elevato coefficiente di ripartizione nella membrana. È priva di effetti inotropi negativi grazie alla sua elevata selettività vascolare. Poiché la dilatazione vascolare indotta da lercanidipina è graduale, nei pazienti ipertesi è stata osservata solo raramente un'ipotensione acuta con tachicardia riflessa.
Come per altre 1,4-diidropiridine asimmetriche, l'effetto antipertensivo della lercanidipina è dovuto principalmente al suo enantiomero (S).
Efficacia clinica
Oltre agli studi clinici condotti a supporto delle indicazioni terapeutiche, un ulteriore piccolo studio non controllato ma randomizzato, che ha coinvolto pazienti con ipertensione severa (pressione diastolica media ± DS 114,5 ± 3,7 mmHg), ha mostrato una normalizzazione della pressione arteriosa nel 40 % dei 25 pazienti trattati con la dose di lercanidipina da 20 mg una volta al giorno e nel 56 % dei 25 pazienti trattati con la dose di lercanidipina di 10 mg due volte al giorno (DBP ≤90 mmHg al termine di un trattamento di 60 giorni). In uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo, condotto in pazienti con ipertensione sistolica isolata, lercanidipina si è dimostrato efficace nel ridurre la pressione sistolica media da 172,6 ± 5,6 mmHg a 140,2 ± 8,7 mmHg.
Farmacocinetica
Assorbimento
Lercanidipina è completamente assorbito dopo somministrazione orale di 10-20 mg e i picchi plasmatici, rispettivamente di 3,30 ± 2,09 ng/ml e 7,66 ± 5,90 ng/ml, si raggiungono dopo circa 1,5-3 ore dalla somministrazione. I livelli plasmatici di lercanidipina non presentano una linearità diretta con la dose (cinetica non lineare). Dopo somministrazione di 10, 20 o 40 mg sono stati osservati livelli plasmatici di picco in rapporto di 1:3:8 e valori AUC in rapporto di 1:4:18, suggerendo una saturazione progressiva del metabolismo di primo passaggio. Conseguentemente, la disponibilità aumenta all'aumentare della dose.
I due enantiomeri di lercanidipina mostrano un profilo di livelli plasmatici simile: il tempo necessario per ottenere la massima concentrazione plasmatica e l'emivita di eliminazione dei due enantiomeri sono identici, le concentrazioni plasmatiche massime e l'AUC sono, in media, 1,2 volte più elevate per l'enantiomero (S). In vivo non è stata osservata alcuna interconversione degli enantiomeri.
A causa dell'elevato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta di Lercanidipin Zentiva assunto dai pazienti con un pasto è del 10 % circa e si riduce ad 1/3 di questo valore quando somministrato a probandi sani a digiuno.
La biodisponibilità orale della lercanidipina aumenta di 4 volte quando lercanidipina viene assunto nelle 2 ore successive a un pasto ad alto contenuto di grassi. L'esperienza mostra tuttavia che l'orario di assunzione in relazione alla colazione non influisce sull'efficacia e sulla sicurezza del medicamento.
Distribuzione
La distribuzione del principio attivo dal plasma ai tessuti e agli organi è rapida e marcata.
Il grado di legame con le proteine sieriche è superiore al 98 %. Poiché il livello delle proteine plasmatiche è ridotto nei pazienti con severi disturbi della funzionalità renale o epatica, la frazione libera del medicamento può aumentare.
Metabolismo
Lercanidipina è ampiamente metabolizzato dal CYP3A4. Nelle urine e nelle feci non si trova il principio attivo immodificato. La lercanidipina viene convertita prevalentemente in metaboliti inattivi e il 50 % circa della dose è escreto nelle urine.
Esperimenti in vitro condotti su microsomi epatici umani hanno dimostrato che la lercanidipina esercita un certo grado di inibizione su CYP3A4 e CYP2D6 a concentrazioni rispettivamente 160 e 40 volte superiori rispetto a quelle raggiunte alla massima concentrazione plasmatica conseguente alla dose di 20 mg.
Inoltre, gli studi di interazione condotti nell'uomo hanno dimostrato che la lercanidipina non modifica i livelli plasmatici di midazolam, un tipico substrato del CYP3A4, o del metoprololo, un tipico substrato del CYP2D6. Perciò, a dosi terapeutiche, non ci si aspetta che Lercanidipin Zentiva inibisca la biotrasformazione dei medicamenti metabolizzati da CYP3A4 e CYP2D6.
Eliminazione
L'eliminazione avviene essenzialmente mediante biotrasformazione.
È stata calcolata un'emivita di eliminazione terminale media di 8-10 ore; l'attività terapeutica dura 24 ore a causa dell'elevato grado di legame alle membrane lipidiche. La somministrazione ripetuta non ha fatto osservare alcun accumulo.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nei pazienti anziani e nei pazienti con disturbi della funzionalità renale o epatica da lievi a moderati, le proprietà farmacocinetiche della lercanidipina si sono rivelate simili a quelle osservate nelle popolazioni generali di pazienti. In pazienti con severi disturbi della funzionalità renale o in dialisi sono stati osservati livelli plasmatici più elevati (di circa il 70 %). Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica da moderati a severi, è probabile che la biodisponibilità sistemica aumenti, poiché la lercanidipina viene metabolizzata dal fegato.
Dati preclinici
Gli studi di sicurezza farmacologica condotti su animali non hanno mostrato alcun effetto sul sistema nervoso autonomo, sul sistema nervoso centrale o sulla funzione gastrointestinale alle dosi utilizzate per ottenere l'effetto antipertensivo.
Gli effetti rilevanti osservati in studi a lungo termine su ratti e cani erano correlati, direttamente o indirettamente, ai noti effetti di dosi elevate di calcio-antagonisti e si sono manifestati prevalentemente con un'attività farmacodinamica eccessiva.
La lercanidipina non è risultata mutagena e non ha dimostrato alcun potenziale cancerogeno.
Nei ratti, la fertilità e la capacità riproduttiva generale non sono state alterate dal trattamento con lercanidipina.
Non si sono evidenziati effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio; nel ratto, tuttavia, la somministrazione di alte dosi di lercanidipina ha indotto perdite pre- e post-impianto e ritardo nello sviluppo fetale.
La lercanidipina cloridrato somministrata a dosi elevate (12 mg/kg/die) durante il travaglio ha indotto distocia.
La distribuzione della lercanidipina e/o dei suoi metaboliti in animali gravidi e la loro escrezione nel latte materno non sono state oggetto di indagine.
La tossicità dei metaboliti non è stata valutata in studi separati.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale ad una temperatura non maggiore di 25 °C e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
65686 (Swissmedic).
Confezioni
Lercanidipin Zentiva 10 mg: 28, 30, 98 e 100 compresse rivestite con film (con linea di frattura, divisibili). (B)
Lercanidipin Zentiva 20 mg: 28, 30, 98 e 100 compresse rivestite con film (con linea di frattura, divisibili). (B)
Titolare dell’omologazione
Helvepharm AG, Frauenfeld.
Stato dell'informazione
Maggio 2020.