Paspertin®
Viatris Pharma GmbH
Composizione
Principi attivi
Metoclopramidi hydrochloridum ut metoclopramidi hydrochloridum monohydricum.
Sostanze ausiliarie
Soluzione iniettabile
Natrii chloridum (6,29 mg di sodio per 2 ml di soluzione iniettabile), aqua ad injectabilia ad solut.
Gocce
Propylis parahydroxybenzoas (E216), methylis parahydroxybenzoas (E218), saccharinum natricum (0,11 mg di sodio per ml di gocce) et aqua purificata ad solut.
Compresse rivestite con film
Mannitolum, cellulosum microcristallinum, silica colloidalis anhydrica, carboxymethylamylum natricum C (0,18 mg di sodio per compressa), acidum stearicum, magnesii stearas, hypromellosum, macrogolum 6000, talcum et titanii dioxidum (E171), pro compresso obducto.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile
2 ml contengono 10 mg di metoclopramidi hydrochloridum.
Gocce
2,5 ml (30 gocce) contengono 10 mg di metoclopramidi hydrochloridum.
Compresse rivestite con film
1 compressa rivestita con film contiene 10 mg di metoclopramidi hydrochloridum.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Compresse rivestite con film e gocce
Adulti
·Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV).
·Prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV).
·Trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta. La metoclopramide può essere utilizzata in combinazione con analgesici orali per migliorare l'assorbimento degli analgesici nell'emicrania acuta.
Bambini e adolescenti
Le compresse rivestite con film e le gocce di Paspertin non sono indicate nei bambini e negli adolescenti a causa del forte dosaggio.
Soluzione iniettabile
Adulti
·Prevenzione di nausea e vomito postoperatori (PONV).
·Trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta.
·Prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV).
Bambini e adolescenti a partire da 1 anno
·Prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) come terapia di seconda linea.
·Trattamento di nausea e vomito determinati come postoperatori (PONV) come terapia di seconda linea.
Posologia/Impiego
Compresse rivestite con film e gocce
Adulti
La dose singola raccomandata è di 10 mg fino a tre volte al giorno.
La dose massima giornaliera è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo (p.c.).
La durata massima della terapia è di 5 giorni. Un trattamento di durata superiore non è raccomandato, in quanto sussiste un aumentato rischio di insorgenza di discinesie tardive potenzialmente irreversibili (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Bambini e adolescenti
Le compresse rivestite con film e le gocce di Paspertin non sono indicate nei bambini e negli adolescenti a causa del forte dosaggio.
Soluzione iniettabile
Adulti
Per la prevenzione della PONV si raccomanda una dose singola da 10 mg (una fiala).
Per il trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta, e per la prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV), la dose singola raccomandata è di 10 mg e può essere somministrata fino a tre volte al giorno.
La dose massima giornaliera raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo. La durata dell'uso parenterale dovrebbe essere la più breve possibile e il passaggio al trattamento orale dovrebbe avvenire il prima possibile.
La durata massima della terapia è di 5 giorni. Un trattamento di durata superiore non è raccomandato, in quanto sussiste un aumentato rischio di insorgenza di discinesie tardive potenzialmente irreversibili (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Bambini e adolescenti a partire da 1 anno
La dose raccomandata è di 0,1-0,15 mg/kg di peso corporeo e può essere somministrata per via endovenosa fino a tre volte al giorno. La dose massima nelle 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo.
Età | Peso corporeo | Dosaggio | Frequenza |
1-3 anni | 10-14 kg | 1 mg | Fino a tre volte al giorno |
3-5 anni | 15-19 kg | 2 mg | Fino a tre volte al giorno |
5-9 anni | 20-29 kg | 2,5 mg | Fino a tre volte al giorno |
9-18 anni | 30-60 kg | 5 mg | Fino a tre volte al giorno |
15-18 anni | Oltre i 60 kg | 10 mg | Fino a tre volte al giorno |
La durata massima della terapia per il trattamento di nausea e vomito determinati come postoperatori (PONV) è di 48 ore.
La durata massima della terapia per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) è di 5 giorni.
Un trattamento di durata superiore non è raccomandato, in quanto sussiste un aumentato rischio di insorgenza di discinesie tardive potenzialmente irreversibili (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Gruppi di pazienti speciali
Bambini di età inferiore a 1 anno
Data l'insufficienza dei dati sull'efficacia e la sicurezza nei bambini di età inferiore a 1 anno, la metoclopramide è controindicata in questo gruppo di pazienti (cfr. «Controindicazioni»).
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani dovrebbe essere considerata una riduzione della dose in base alla funzionalità renale ed epatica e alla fragilità generale.
Pazienti con compromissione della funzionalità renale
Nei pazienti con una malattia renale in stadio terminale (clearance della creatinina ≤15 ml/min), la dose giornaliera dovrebbe essere ridotta del 75%.
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale da moderata a grave (clearance della creatinina 15-60 ml/min), la dose dovrebbe essere ridotta del 50% (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti con compromissione della funzionalità epatica
Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica, la dose dovrebbe essere ridotta del 50% (cfr. «Farmacocinetica»).
Modo di somministrazione
Compresse rivestite con film
Le compresse rivestite con film di Paspertin devono essere assunte ca. 30 minuti prima dei pasti, senza masticarle e con un po' di liquido.
Soluzione iniettabile
La soluzione può essere somministrata per via endovenosa e intramuscolare.
Le dosi endovenose devono essere somministrate come iniezione lenta in bolo (nell'arco di almeno 3 minuti).
Tutte le formulazioni
Deve essere osservato un intervallo di almeno 6 ore tra due assunzioni, anche in caso di vomito o rigetto della dose (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
·Ipersensibilità nota al principio attivo metoclopramide o a uno qualsiasi degli altri componenti.
·Emorragie gastrointestinali, ostruzione intestinale o perforazione gastrointestinale, in particolare nel caso in cui la stimolazione della motilità gastrointestinale costituisce un rischio.
·Tumori della midollare del surrene (feocromocitoma) sospetti o confermati, a causa del rischio di gravi episodi ipertensivi.
·Tumori prolattina-dipendenti.
·Storia di discinesia tardiva indotta da neurolettici o metoclopramide.
·Epilessia (aumento della frequenza e dell'intensità delle crisi).
·Malattia di Parkinson, pazienti con disturbi motori extrapiramidali.
·Pazienti con tendenza a frequenti crisi convulsive.
·Combinazione con L-dopa o altri agonisti della dopamina (cfr. «Interazioni»).
·Storia nota di metaemoglobinemia con metoclopramide o di deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
·Uso nei neonati e nei bambini di età inferiore a 1 anno, a causa dell'aumentato rischio di disturbi extrapiramidali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Avvertenze e misure precauzionali
Si raccomanda cautela in presenza di suture a livello gastrointestinale, ipertensione (aumento della concentrazione di catecolamine circolanti), cancro della mammella (aumento dei livelli di prolattina) e nei pazienti che soffrono di depressione, in particolare in caso di rischio di suicidio.
Si raccomanda di astenersi dal consumo di bevande alcoliche.
Patologie neurologiche
Si possono verificare disturbi extrapiramidali, in particolare nei bambini e nei giovani adulti e/o con l'uso di dosaggi elevati. Queste reazioni in genere si manifestano all'inizio del trattamento e possono verificarsi anche dopo una singola somministrazione. La metoclopramide deve essere immediatamente interrotta in caso di sintomi extrapiramidali. Questi effetti sono generalmente del tutto reversibili dopo l'interruzione, ma possono richiedere un trattamento sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o agenti antiparkinson anticolinergici negli adulti).
L'intervallo di somministrazione di almeno 6 ore tra due dosi di metoclopramide (cfr. «Posologia/Impiego») deve essere osservato anche in caso di vomito e rigetto della dose, al fine di evitare un sovradosaggio.
I primi segni di una discinesia, soprattutto a livello linguale e digitale, devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere interrotto.
Soprattutto nei pazienti anziani, un trattamento prolungato con metoclopramide può causare una discinesia tardiva (sindrome ipercinetica persistente e spesso irreversibile con movimenti anomali e involontari soprattutto a livello dei muscoli della mascella e del viso, ma anche movimenti atetosici e balistici degli arti) potenzialmente irreversibile. A causa del rischio di discinesia tardiva, il trattamento non dovrebbe superare i 5 giorni (cfr. «Effetti indesiderati»). Il trattamento deve essere interrotto in presenza di segni clinici di una discinesia tardiva.
È stata riportata l'insorgenza di una sindrome neurolettica maligna per la metoclopramide in combinazione con neurolettici nonché in monoterapia con metoclopramide (cfr. «Effetti indesiderati»). In caso di sintomi di sindrome neurolettica maligna (ipertermia, sintomi extrapiramidali, instabilità del sistema nervoso autonomo e aumento dei valori della CPK), la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito un trattamento adeguato.
Come misure immediate si raccomandano: interruzione di Paspertin, raffreddamento, dantrolene e/o bromocriptina, sufficiente apporto di liquidi.
È richiesta particolare cautela in pazienti con patologie neurologiche di base e in pazienti trattati con medicamenti ad azione centrale (cfr. «Controindicazioni»).
La metoclopramide può anche potenziare i sintomi della malattia di Parkinson (cfr. «Controindicazioni»).
Metaemoglobinemia
Sono stati riportati casi di metaemoglobinemia che potrebbero essere associati a un deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi. In casi di questo tipo, la metoclopramide deve essere immediatamente e definitivamente interrotta e devono essere istituite misure appropriate (come un trattamento con blu di metilene) (cfr. «Controindicazioni»).
Patologie cardiache
Sono stati riportati casi di gravi effetti indesiderati cardiovascolari, inclusi casi di collasso circolatorio, grave bradicardia, arresto cardiaco e prolungamento del QT a seguito della somministrazione parenterale di metoclopramide, in particolare in caso di somministrazione endovenosa (cfr. «Controindicazioni»).
È richiesta particolare cautela nella somministrazione di metoclopramide in pazienti con disturbi della conduzione cardiaca (incluso il prolungamento del QT), pazienti con squilibrio elettrolitico non corretto, bradicardia e in pazienti che assumono medicamenti noti per prolungare l'intervallo QT. Ciò vale in particolare per la somministrazione endovenosa nei pazienti anziani.
Disturbi della funzionalità renale ed epatica
A causa della ritardata eliminazione, nei pazienti con insufficienza epatica e nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, la dose deve essere aggiustata in base al disturbo della funzionalità (cfr. «Posologia/Impiego»).
Paspertin soluzione iniettabile
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Paspertin gocce
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per 30 gocce, cioè è essenzialmente «senza sodio».
A causa del contenuto di metile (paraidrossibenzoato) e propile (paraidrossibenzoato), con la somministrazione di Paspertin gocce possono verificarsi reazioni allergiche, come ad es. l'orticaria. Sono anche possibili reazioni tardive come la dermatite da contatto. Rare sono le reazioni immediate con orticaria e broncospasmo.
Paspertin compresse rivestite con film
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Combinazioni controindicate
Preparati antiparkinson come L-dopa, agonisti della dopamina, anticolinergici e bromocriptina
Riduzione dell'efficacia dovuta all'antagonismo reciproco.
Combinazioni da evitare
Alcol
Potenziamento dell'effetto sedativo.
Combinazioni da tenere in considerazione
A causa dell'effetto procinetico della metoclopramide, l'assorbimento di alcuni medicamenti può risultare alterato.
Medicamenti con effetto depressivo sul sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ipnotici, ansiolitici, antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e sostanze correlate) e apomorfina
Potenziamento dell'effetto sedativo di questi medicamenti sul sistema nervoso centrale.
Neurolettici
La somministrazione concomitante di Paspertin e neurolettici può aumentare l'insorgenza di disturbi extrapiramidali (ad es. crampi a livello della testa, del collo e delle spalle).
Forti inibitori del CYP2D6
La metoclopramide è un substrato e un inibitore del CYP2D6. La somministrazione concomitante di forti inibitori dell'isoenzima 2D6 del citocromo P450 (ad es. fluoxetina, paroxetina) porta a un aumento dell'esposizione alla metoclopramide, con possibile incremento del potenziale di interazione farmacocinetica con la metoclopramide e del rischio soprattutto di effetti collaterali extrapiramidali. I pazienti che ricevono in concomitanza inibitori del CYP2D6 dovrebbero essere monitorati per eventuali effetti collaterali.
Medicamenti serotoninergici
La somministrazione concomitante di medicamenti serotoninergici come ad es. gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), soprattutto quelli noti per il loro effetto inibitorio sull'isoenzima 2D6 del citocromo P450 (ad es. fluoxetina, paroxetina), può aumentare l'insorgenza di sintomi extrapiramidali, fino alla cosiddetta sindrome serotoninergica.
Oppioidi e anticolinergici
Antagonismo reciproco sulla motilità gastrointestinale.
Digossina
Ridotta biodisponibilità della digossina. È necessario un attento monitoraggio della concentrazione plasmatica di digossina.
Ciclosporina
Aumentata biodisponibilità della ciclosporina (Cmax del 46% ed esposizione del 22%). È necessario un attento monitoraggio della concentrazione plasmatica di ciclosporina. Le conseguenze cliniche non sono chiare.
Mivacurio e sussametonio (succinilcolina)
Prolungamento del blocco neuromuscolare (attraverso l'inibizione della colinesterasi plasmatica).
MAO-inibitori
Effetti potenzialmente aumentati a causa del rilascio di catecolamine.
Insulina esogena
È richiesto un aggiustamento della dose a causa dell'effetto procinetico della metoclopramide.
Contraccettivi orali
L'assorbimento sistemico e l'efficacia dei contraccettivi orali possono risultare ridotti in caso di somministrazione concomitante di metoclopramide. Si raccomanda l'uso di misure anticoncezionali aggiuntive.
Mexiletina, paracetamolo, salicilati, diazepam, litio, tetracicline
Effetto aumentato a causa del maggiore assorbimento (aumentata biodisponibilità).
Cimetidina
Effetto ridotto a causa dell'inibizione dell'assorbimento (ridotta biodisponibilità).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Nell'uomo, sono disponibili esperienze con l'uso di metoclopramide in gravidanza relative a circa 1000 coppie di madri-figli, delle quali ca. 330 esposte nel primo trimestre. Non sono stati descritti effetti nocivi quali malformazioni o fetotossicità. Negli studi sugli animali, la metoclopramide non evidenzia effetti teratogeni o embriotossici (cfr. «Dati preclinici»). Tuttavia, Paspertin dovrebbe essere utilizzato in gravidanza solo in presenza di un'indicazione stringente. A causa delle proprietà farmacologiche (come per altri neurolettici), in caso di somministrazione di metoclopramide alla fine della gravidanza non si può escludere l'insorgenza di una sindrome extrapiramidale nel neonato. La metoclopramide dovrebbe essere evitata alla fine della gravidanza. Se si utilizza la metoclopramide, si deve istituire un monitoraggio neonatale.
Allattamento
La metoclopramide è escreta nel latte materno. Non è possibile escludere un effetto della metoclopramide sul sistema nervoso centrale del lattante allattato con latte materno e gli effetti collaterali che ne conseguono. Pertanto, l'uso della metoclopramide non è raccomandato durante l'allattamento. Si dovrebbe prendere in considerazione l'interruzione del trattamento nelle madri che allattano al seno. Qualora il trattamento con Paspertin fosse assolutamente necessario, si raccomanda di interrompere l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Anche se utilizzato correttamente, Paspertin può causare stordimento, capogiro, discinesia e distonie e dunque alterare la percezione visiva e la capacità di reazione al punto di poter compromettere la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchine. Tale effetto è ulteriormente rafforzato dall'uso concomitante di alcol e medicamenti sedativi (tranquillanti).
Effetti indesiderati
L'insorgenza di effetti indesiderati con la metoclopramide dipende in generale dalla dose e dalla durata del trattamento.
Indicazioni della frequenza (classificazione sistemica organica secondo MedDRA): molto comune (≥1/10), comune (<1/10, ≥1/100), non comune (<1/100, ≥1/1000), raro (<1/1000, ≥1/10'000), molto raro (<1/10'000, inclusi gli effetti collaterali la cui frequenza non può essere determinata sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: metaemoglobinemia, che può essere correlata a un deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi, in particolare nei neonati (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), sulfemoglobinemia, principalmente in caso di somministrazione concomitante di dosi elevate di medicamenti che rilasciano zolfo.
Patologie cardiache
Non comune: bradicardia, in particolare dopo somministrazione parenterale.
Molto raro: disturbi del ritmo cardiaco quali extrasistoli sopraventricolari, extrasistoli ventricolari e tachicardia, arresto cardiaco, in particolare poco dopo somministrazione parenterale e come possibile conseguenza di una bradicardia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), blocco atrioventricolare, arresto sinusale, in particolare dopo somministrazione parenterale, prolungamento del QT all'elettrocardiogramma, torsione di punta, disturbi del ritmo cardiaco associati a tachicardia.
Patologie endocrine
Non comune: amenorrea, iperprolattinemia.
Raro: galattorrea.
Molto raro: ginecomastia.
Patologie gastrointestinali
Comune: diarrea.
Raro: nausea, stipsi.
Molto raro: bocca secca.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: astenia.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni da ipersensibilità, dovute in particolare ai paraidrossibenzoati legati a gruppi alchilici (parabeni) contenuti nelle gocce di Paspertin nei pazienti predisposti.
Molto raro: reazione anafilattica (incluso lo shock anafilattico, in particolare in caso di somministrazione endovenosa).
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: stanchezza.
Comune: effetti extrapiramidali quali distonia acuta (inclusi disturbi della vista e crisi oculogira), discinesie acute e tardive, parkinsonismo, acatisia, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, anche in seguito alla somministrazione di una singola dose del medicamento (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non comune: cefalea, capogiro, riduzione del livello di coscienza.
Raro: crisi convulsive, in particolare nei pazienti epilettici.
Molto raro: sindrome neurolettica maligna (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), discinesia tardiva irreversibile che può insorgere durante o dopo una terapia a lungo termine, in particolare nei pazienti anziani (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi psichiatrici
Comune: depressione.
Non comune: allucinazioni, insonnia, ansia, irrequietezza.
Raro: stato confusionale.
Patologie vascolari
Comune: ipotensione, in particolare dopo somministrazione endovenosa.
Raro: shock, sincope dopo somministrazione per iniezione, ipertensione acuta in pazienti con feocromocitoma (cfr. «Controindicazioni»).
Molto raro: ipertensione, in particolare dopo somministrazione endovenosa a dosaggio elevato, aumento transitorio della pressione arteriosa.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: ipersensibilità cutanea (allergia).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro: disturbi mestruali.
* Patologie endocrine durante il trattamento prolungato correlate all'iperprolattinemia (amenorrea, galattorrea e ginecomastia).
Le seguenti reazioni, talora concomitanti, si osservano più frequentemente a dosaggi elevati.
·Sintomi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome parkinsoniana, acatisia, anche in seguito alla somministrazione di una singola dose del medicamento, in particolare nei bambini e nei giovani adulti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
·Sonnolenza, alterazioni della coscienza, confusione, allucinazioni.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Possono verificarsi disturbi extrapiramidali, sonnolenza, alterazioni della coscienza, confusione, allucinazioni, irritabilità, aumento o abbassamento della pressione arteriosa e arresto cardiaco e respiratorio. In vari bambini piccoli che avevano assunto 50-100 mg di metoclopramide sono comparsi sintomi diversi. Alcuni di questi bambini non presentavano alcun sintomo, altri hanno sviluppato una sindrome discinetica. Fra gli altri sintomi sono state osservate sonnolenza e forte diarrea. Queste intossicazioni sono state superate senza complicazioni.
Nella somministrazione e.v. di infusioni rapide nel quadro della terapia ad alto dosaggio nel vomito da citostatici, riducendo il tempo di somministrazione da 9 ore a 4,5 ore sono stati raggiunti livelli plasmatici superiori a 10'000 ng/ml. A parte un'aumentata incidenza della sindrome discinetica non sono state osservate altre anomalie. La funzionalità cardiaca, circolatoria, polmonare o epatica non sono state influenzate.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico.
Il trattamento dei disturbi extrapiramidali è solo sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o agenti antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti).
Un trattamento sintomatico e un monitoraggio continuo della funzionalità cardiovascolare e respiratoria devono essere praticati in base alla condizione clinica.
L'iniezione e.v. lenta di biperidene può far regredire la sindrome discinetica (prestare attenzione alla posologia del fabbricante) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Per rimuovere la metoclopramide dal tratto gastrointestinale a seguito dell'assunzione di dosi elevate si può eventualmente ricorrere a una lavanda gastrica o somministrare carbone e solfato di sodio.
Nel trattamento della sindrome neurolettica maligna sono stati utilizzati dantrolene e/o bromocriptina.
Il monitoraggio delle funzioni vitali deve essere proseguito fino alla risoluzione dei sintomi.
Proprietà/Effetti
Codice ATC: A03FA01
I disturbi tipici associati alle patologie dell'apparato gastrointestinale, come sensazione di pressione e di pienezza all'addome superiore, dolore, rigetto, inappetenza e nausea, in genere sono dovuti a disturbi della motilità gastrointestinale. Grazie al suo effetto colinergico periferico, la metoclopramide, il principio attivo di Paspertin, aumenta il tono nella porzione inferiore dell'esofago e nel cardias, stimola la peristalsi nella parte superiore del tubo digerente e facilita lo svuotamento gastrico nelle porzioni superiori dell'intestino tenue. Inoltre, Paspertin contrasta i conati di vomito e l'emesi.
Meccanismo d'azione
L'effetto antiemetico è dovuto al blocco dei recettori dopaminergici su un bersaglio centrale posto nel tronco encefalico (zona trigger chemorecettoriale del centro del vomito). A livello periferico, l'effetto antiemetico e procinetico è dovuto prevalentemente a un effetto antiserotoninergico e indirettamente colinergico.
Farmacodinamica
Nessuna informazione.
Efficacia clinica
Nessuna informazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale in forma farmaceutica non a rilascio prolungato, la metoclopramide è assorbita rapidamente. Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte nell'arco di 30-120 minuti, in media dopo 1 ora. La biodisponibilità della metoclopramide somministrata per via orale è in media del 60-80%.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è compreso tra 2,2 e 3,4 l/kg.
Il legame alle proteine plasmatiche è limitato.
La metoclopramide attraversa la barriera ematoencefalica.
La metoclopramide attraversa la placenta ed è escreta nel latte materno.
Metabolismo
Negli studi sull'uomo, il 78% di una dose marcata di metoclopramide è stato recuperato nelle urine delle 24 ore sotto forma di metoclopramide immodificata, di forma coniugata (solfato, glucuronide) e di acido 2-(2-metossi-4-ammino-5-cloro-benzoil)-aminoacetico.
Eliminazione
L'eliminazione avviene prevalentemente per via renale. L'emivita di eliminazione è compresa tra le 2,6 e le 4,6 ore a seconda della forma galenica.
Un trattamento prolungato non determina un accumulo.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con cirrosi epatica è stato osservato un accumulo di metoclopramide associato a una riduzione del 50% della clearance plasmatica (cfr. «Posologia/Impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità renale
La clearance della metoclopramide è ridotta fino al 70% nei pazienti con grave disturbo della funzionalità renale. L'emivita di eliminazione plasmatica è aumentata (circa 10 ore con una clearance della creatinina di 10-50 ml/minuto e 15 ore con una clearance della creatinina <10 ml/minuto) (cfr. «Posologia/Impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
Mutagenicità e potenziale cancerogeno
La metoclopramide non è stata oggetto di studi approfonditi di mutagenicità.
Gli studi sulla mutagenicità della metoclopramide in 3 ceppi batterici (Salmonella) non hanno evidenziato alcuna proprietà mutagena.
In uno studio di 77 settimane sul potenziale cancerogeno nel ratto con dosi orali 40 volte superiori alla dose terapeutica nell'uomo, a parte un aumento del livello di prolattina non sono emerse ulteriori anomalie. Inoltre, né negli studi clinici né negli studi epidemiologici è stata finora identificata una correlazione tra l'uso cronico di sostanze che stimolano la prolattina e l'insorgenza del cancro della mammella.
Tossicità per la riproduzione
Studi sulla funzione riproduttiva sono stati condotti in tre diverse specie animali (topo, ratto e coniglio). Fino agli intervalli di dose più alti esaminati (116,2 e 200 mg/kg per via orale) non sono stati riscontrati indizi di proprietà teratogene o embriotossiche.
I dosaggi che hanno portato a un aumento del livello di prolattina hanno causato disturbi reversibili della spermatogenesi nel ratto.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Paspertin 10 mg/2 ml non deve essere mescolato con soluzioni per infusione alcaline.
Influenza su metodi diagnostici
La determinazione degli ormoni adenoipofisari può risultare alterata.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Le gocce di Paspertin non devono essere utilizzate dopo i 6 mesi dall'apertura del flacone.
Utilizzare la soluzione iniettabile di Paspertin immediatamente dopo l'apertura, smaltire i resti.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), al riparo dalla luce nella confezione originale. Conservare il medicamento fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
32733, 32735, 42894 (Swissmedic).
Confezioni
Paspertin compresse rivestite con film: 50. [B]
Paspertin gocce: 100 ml gocce. [B]
Paspertin soluzione iniettabile: 5 fiale da 2 ml. [B]
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Gennaio 2020.
[Version 104 I]