Qvar® 50/100 Autohaler™, soluzione pressurizzata per inalazione

Teva Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Beclometasone dipropionato.

Sostanze ausiliarie

Etanolo 4.74 mg, norflurano (HFA-134a).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione pressurizzata per inalazione

50 µg o 100 µg di beclometasone dipropionato per ogni erogazione.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento di base dell'asma bronchiale in adulti e bambini a partire dai 5 anni.

Posologia/Impiego

Qvar Autohaler è esclusivamente per uso inalatorio.

La posologia deve essere adattata su base individuale alla severità della malattia e in seguito può essere modificata a seconda della risposta al trattamento.

Per il trattamento di attacchi acuti d'asma è indicato un broncodilatatore a rapida insorgenza d'azione ma di breve durata.

Dose iniziale e di mantenimento in adulti a partire da 18 anni

Asma di grado da lieve a moderato: 50–200 µg 2 volte/die.

Asma grave: fino a 400 µg 2 volte/die.

La dose massima giornaliera è di 800 µg.

Bambini a partire dai 5 anni

Asma di grado da lieve a moderato: 50 µg 2 volte/die.

Asma grave: si può provare ad aumentare la dose fino a 100 µg 2 volte/die in base alla risposta.

La dose massima giornaliera è di 200 µg.

Come tutti i corticosteroidi per via inalatoria, anche Qvar Autohaler deve essere usato regolarmente per essere efficace.

Quando i sintomi del paziente sono adeguatamente controllati, la dose può essere gradualmente ridotta alla dose minima efficace.

Le inalazioni vanno eseguite preferibilmente subito prima dei pasti. Per ridurre il rischio di infezione da candida (vedere «Effetti indesiderati»), i pazienti devono essere informati della necessità di sciacquarsi la bocca dopo l'uso dell'aerosol. I pazienti devono essere anche informati di non interrompere bruscamente il trattamento, anche qualora non avvertano più alcun sintomo asmatico.

Bambini e adolescenti

In uno studio clinico condotto in bambini di età compresa tra 6 e 12 anni con asma di grado da lieve a moderato non è stato possibile evidenziare alcun miglioramento dell'effetto alla posologia di 2× 100 µg rispetto a 2× 50 µg. Alla dose più elevata si deve tuttavia considerare una superiore esposizione sistemica e un maggior numero di effetti indesiderati.

Istruzioni posologiche speciali

In caso di asma grave sono necessarie rivalutazioni periodiche poiché possono verificarsi situazioni potenzialmente fatali. I pazienti che soffrono di asma grave presentano una sintomatologia costante, frequenti esacerbazioni e valori di picco di flusso espiratorio (PEF, Peak Espiratory Flow) inferiori al 60% del normale, con una variabilità del PEF di oltre il 30%, che non si normalizzano nonostante la somministrazione di un broncodilatatore. In questi pazienti è indicata una terapia corticosteroidea inalatoria a dosi elevate oppure una terapia corticosteroidea orale. Un improvviso peggioramento dei sintomi può richiedere un aumento della dose di corticosteroidi, che deve avvenire sotto la supervisione del medico.

Un'eventuale infezione in atto deve essere adeguatamente trattata con antibiotici.

Gruppi di pazienti speciali: Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti anziani e nei pazienti con ridotta funzionalità epatica o renale.

Impiego

Qvar Autohaler è un aerosol dosatore inserito in un inalatore che si attiva con la respirazione ed eroga automaticamente una dose di 50 µg o di 100 µg di beclometasone dipropionato ad ogni inalazione. Poiché il paziente inspira semplicemente attraverso il boccaglio, non è richiesta una particolare coordinazione manuale.

Prima del primo utilizzo di questo medicamento è necessario mostrare al paziente l'uso corretto dell'inalatore.

L'impiego di Qvar Autohaler è descritto nell'informazione destinata ai pazienti.

Controindicazioni

Ipersensibilità al beclometasone dipropionato o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie del preparato. Infezioni virali, batteriche o micotiche non trattate delle vie respiratorie o degli occhi.

Pazienti al di sotto dei 5 anni, poiché non sono disponibili dati clinici per questa classe di età.

Avvertenze e misure precauzionali

La funzionalità respiratoria può migliorare già alcune ore dopo una singola inalazione di un corticosteroide. Tuttavia, l'effetto terapeutico del trattamento di solito si instaura soltanto dopo alcuni giorni e raggiunge la massima efficacia nell'arco di alcuni giorni o settimane. Per questo motivo, Qvar Autohaler non è indicato per il sollievo immediato di attacchi d'asma, né per il trattamento dello stato asmatico.

In caso di asma grave si richiedono controlli regolari a causa dei rischi per la vita del paziente in determinate situazioni. Qvar Autohaler non può sostituire i corticosteroidi per via parenterale o orale in situazioni d'emergenza.

Qualora la dose prescritta di Qvar Autohaler non sia più efficace o i sintomi peggiorino, il paziente deve consultare un medico quanto prima per rivalutare l'eventualità di proseguire il trattamento. Un improvviso peggioramento e aumento dell'asma può avere esiti fatali e dovrebbe essere preso in considerazione un aumento della dose della terapia con corticosteroidi già in essere. Per pazienti a rischio si raccomanda la misurazione giornaliera del picco di flusso.

Per il trattamento di un attacco d'asma è indicato un broncodilatatore a rapida insorgenza d'azione. Il paziente deve essere informato di consultare il medico qualora l'effetto di un β2-agonista a rapida insorgenza d'azione si riduca o siano necessarie inalazioni aggiuntive. L'eventuale necessità di aumentare la dose dei β2-agonisti può indicare una terapia non ottimale o un peggioramento dell'asma trattato. In questo caso occorre riesaminare il piano terapeutico.

Come altri steroidi per via inalatoria, anche il beclometasone può passare dai polmoni alla circolazione sistemica. La sensibilità all'azione sistemica di steroidi per via inalatoria può variare su base individuale. Il beclometasone e i suoi metaboliti possono avere un significativo effetto soppressivo della funzione surrenale. Studi clinici condotti con Qvar su pazienti adulti a dosi giornaliere comprese tra 100 e 800 µg (nei bambini a dosi fino a 200 µg) hanno tuttavia evidenziato che la funzione e la risposta delle ghiandole surrenali rimangono in larga misura normali.

Si richiede cautela nei pazienti con tubercolosi polmonare latente o attiva. Qvar Autohaler può essere utilizzato soltanto se è possibile associare al trattamento un'adeguata terapia tubercolostatica.

In rari casi, il trattamento con corticosteroidei per via inalatoria può rendere manifesta una malattia latente, associata ad eosinofilia (p.es. la sindrome di Churg-Strauss). Tali casi sono stati solitamente correlati all'interruzione o alla riduzione di una terapia corticosteroidea sistemica, sebbene non sia stato possibile stabilire alcun nesso causale diretto.

Nei pazienti che sono stati trasferiti da una terapia con corticosteroidi orali ad una terapia per via inalatoria, può essere necessaria la rapida ripresa del trattamento sistemico in periodi di stress, in caso di ostruzione delle vie respiratorie o di presenza di muco nelle vie respiratorie che impedisce l'inalazione.

Nei pazienti sottoposti a terapia sistemica con corticoidi a lungo termine e/o ad alto dosaggio, è richiesta particolare cautela in caso di trasferimento alla terapia inalatoria ed è necessario un adeguato follow-up. La normalizzazione della funzione surrenale compromessa da una terapia sistemica a lungo termine richiede molto tempo. Prima di passare a steroidi per via inalatoria come supplemento alla consueta dose di mantenimento orale, il paziente deve essere stabilizzato.

Una terapia sistemica con corticosteroidi deve essere interrotta gradualmente. Dopo circa sette giorni, la dose giornaliera viene ridotta di 1–2,5 mg di prednisolone o equivalente, ad intervalli di almeno una settimana. La funzione corticosurrenale deve essere monitorata regolarmente.

Il passaggio alla terapia con steroidi per via inalatoria non presenta problemi nella maggior parte dei pazienti e garantisce una buona funzionalità respiratoria. Tuttavia, i pazienti richiedono particolare attenzione nei primi mesi dopo il trasferimento al nuovo trattamento fino alla normalizzazione della funzione ipotalamo-ipofisi-surrene, in modo da poter superare situazioni difficili quali traumi, interventi chirurgici o gravi infezioni.

Quando si interrompe la terapia sistemica con corticosteroidi, può verificarsi un aggravamento delle condizioni allergiche, quali eczema atopico e rinite, precedentemente controllate dai corticosteroidi sistemici. Queste allergie possono essere controllate con antistaminici e medicamenti per uso topico.

Dosaggi eccessivi o trattamenti a lungo termine con glucocorticosteroidi possono provocare effetti collaterali sistemici come la sindrome di Cushing, sintomi cushingoidi, soppressione della funzione corticosurrenale, riduzione della densità ossea, cataratta, glaucoma e ritardi della crescita nei bambini. Pertanto, è importante che la dose di steroide per via inalatoria sia regolata alla dose minima efficace in grado di mantenere il controllo ottimale della malattia.

Durante il trattamento sistemico o topico con corticosteroidi possono manifestarsi disturbi visivi. Qualora un paziente si presenti con sintomi quali visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause, che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare, come la corioretinopatia sierosa centrale (CSC), segnalate in seguito a somministrazione sistemica o topica di corticosteroidi.

L'effetto a lungo termine degli steroidi intranasali/inalatori nei bambini non è stato completamente chiarito. In linea di massima si applica il principio che il medico debba monitorare attentamente l'andamento della crescita dei bambini sottoposti a un trattamento prolungato con glucocorticosteroidi.

Malattie come la varicella e il morbillo possono avere un decorso più grave durante un trattamento con glucocorticosteroidi. Si richiede particolare cautela nei pazienti che non hanno sviluppato queste malattie per evitare l'esposizione. Qualora dovesse verificarsi un'esposizione, può essere indicata una terapia con immunoglobulina anti-varicella zoster o immunoglobulina in pool somministrata per via endovenosa. In caso dovesse manifestarsi un'affezione da varicella si deve considerare un trattamento antivirale.

I pazienti devono sciacquarsi la bocca dopo l'inalazione per ridurre il rischio di infezioni da candida e raucedine. In caso di mughetto, si può proseguire la terapia con Qvar Autohaler, ma si raccomanda di avviare un trattamento locale con un antimicotico.

La risposta al trattamento deve essere monitorata mediante test di funzionalità polmonare.

La tecnica di inalazione deve essere regolarmente verificata.

Questo medicamento contiene 4.74 mg di alcol (etanolo) in ogni inalazione da 0.05 ml, che è equivalente al 9% w/v. La quantità in un'erogazione di questo medicamento è equivalente a meno di 1 ml di birra o 1 ml di vino.

Interazioni

A causa delle concentrazioni plasmatiche estremamente basse dopo un'inalazione, sono poco probabili interazioni clinicamente significative.

Il beclometasone dipende in misura minore dal metabolismo di CYP3A rispetto ad altri corticosteroidi e sono sostanzialmente improbabili interazioni. Tuttavia, poiché non si può escludere la possibilità di effetti sistemici in caso di somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A (p.es. ritonavir, cobicistat o ketoconazolo), si raccomandano cautela e un adeguato monitoraggio durante l'uso di questi medicamenti.

Inalazione concomitante di simpaticomimetici o somministrazione concomitante sistemica o intranasale di corticosteroidi: vedere «Avvertenze e misure precauzionali».

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Negli animali, la somministrazione sistemica di dosi relativamente elevate di beclometasone dipropionato può causare disturbi dello sviluppo fetale, tra cui ritardo della crescita e palatoschisi. Sulla somministrazione per via inalatoria di beclometasone dipropionato durante la gravidanza sono disponibili soltanto dati limitati, che non evidenziano alcun effetto teratogeno. L'uso di Qvar Autohaler durante la gravidanza (soprattutto durante il 1° trimestre) è sconsigliato, a meno che ciò non sia assolutamente necessario. Poiché nei neonati di madri trattate con corticosteroidi durante la gravidanza possono verificarsi disturbi della funzione corticosurrenale, tali neonati devono essere attentamente monitorati.

Allattamento

Non esistono studi condotti sugli animali e sull'uomo relativi al passaggio del beclometasone dipropionato nel latte materno. Si deve presumere che il principio attivo passi nel latte materno. A causa delle dosi relativamente basse durante il trattamento per via inalatoria, la probabilità che quantità significative di beclometasone si trovino nel latte materno è bassa. Qvar Autohaler non deve essere usato durante l'allattamento, se non nei casi di assoluta necessità.

Propellente: tetrafluoroetano (HFA-134a).

La somministrazione di HFA-134a a femmine di ratto e coniglio gravide e in allattamento non ha evidenziato particolari rischi.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

L'effetto del beclometasone dipropionato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine non è stato studiato.

Effetti indesiderati

Definizione della frequenza: molto comune (≥1/10), comune (<1/10, ≥1/100), non comune (<1/100, ≥1/1000), raro (<1/1000, ≥1/10'000), molto raro (<1/10'000).

Sono stati osservati i seguenti effetti collaterali nelle frequenze indicate di seguito:

Infezioni ed infestazioni

Singoli casi: infezioni da candida orofaringee (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie endocrine

Molto raro: sindrome di Cushing, sintomi cushingoidi, soppressione della funzione corticosurrenale, ritardi della crescita nei bambini e negli adolescenti, riduzione della densità ossea (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disturbi psichiatrici

Molto raro: ansia, disturbi del sonno, alterazioni del comportamento, tra cui iperattività o eccitabilità (soprattutto nei bambini).

Patologie dell'occhio

Raro: visione sfocata (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Molto raro: cataratta e glaucoma (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: raucedine (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Molto raro: broncospasmo paradosso.

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: reazioni di ipersensibilità (esantema, orticaria, prurito, eritema, edema a occhi, volto, labbra e gola (angioedema), dispnea).

Quando si passa da corticosteroidi sistemici a Qvar, possono verificarsi allergie, p.es. rinite vasomotoria o eczemi, precedentemente controllate dai corticosteroidi sistemici. Tali allergie devono essere trattate con antistaminici e corticosteroidi ad azione locale.

Dopo l'interruzione dei corticosteroidi sistemici, alcuni pazienti possono continuare ad avvertire malessere per circa 2 settimane, malgrado la funzionalità polmonare risulti invariata o migliorata. Questi pazienti devono essere incoraggiati a proseguire l'uso di Qvar.

La somministrazione di corticosteroidi per via inalatoria può causare effetti collaterali sistemici, soprattutto se in dosi elevate per un periodo di tempo prolungato.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

La tossicità acuta di betametasone dipropionato è bassa. L'unico effetto indesiderato che può verificarsi dopo l'inalazione di grandi quantità in un breve periodo di tempo è la soppressione transitoria della funzione ipotalamo-ipofisi-surrene. Non sono necessarie particolari misure d'emergenza. Il trattamento con Qvar Autohaler va proseguito alla posologia raccomandata. La normalizzazione della funzione ipotalamo-ipofisi-surrene avviene in pochi giorni.

In caso di assunzione di dosi eccessivamente elevate di beclometasone per periodi prolungati, oltre alla soppressione dell'attività dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene possono verificarsi segni di ipercorticismo. Il paziente deve pertanto essere considerato steroidi-dipendente e trattato di conseguenza. Dopo la stabilizzazione della propria condizione, il paziente può continuare il trattamento con Qvar Autohaler alla posologia prescritta.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

R03BA01

Meccanismo d'azione

Il beclometasone dipropionato è un glucocorticoide alogenato sintetico.

Se utilizzato per via inalatoria, il beclometasone dipropionato esercita un'azione antinfiammatoria, antiedematosa e antiallergica sull'epitelio bronchiale. Grazie a questo modo di somministrazione, nel normale intervallo posologico non viene indotto alcun effetto sistemico significativo.

Qvar Autohaler contiene beclometasone dissolto in norflurano. L'attivazione dell'aerosol dosatore rilascia una dose contenente particelle di diametro inferiore a 3,3 µm.

Farmacodinamica

Vedere «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Vedere «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

A seguito di inalazione singola o ripetuta, circa il 70% della dose somministrata si deposita nel polmone nei bambini e più del 55% negli adulti, nel rinofaringe meno del 35%. Dopo la somministrazione della dose massima raccomandata di 800 µg, il massimo livello sierico (Cmax) è di circa 2 ng/ml. La cinetica ha un andamento lineare dopo dosi di 100, 200 e 400 µg.

Distribuzione

Durante l'inalazione di dosi terapeutiche, nel polmone vengono assorbite soltanto piccole quantità di beclometasone.

Metabolismo

Il beclometasone dipropionato è rapidamente idrolizzato a beclometasone monopropionato nel tessuto polmonare, quindi idrolizzato più lentamente a beclometasone.

La maggior parte della sostanza ingerita è soggetta a rapida inattivazione metabolica (effetto di primo passaggio). Il beclometasone dipropionato è metabolizzato nel fegato in beclometasone monopropionato e altri metaboliti polari.

Eliminazione

Il beclometasone dipropionato e i suoi metaboliti vengono eliminati prevalentemente con le feci. Tra il 10% e il 15% di una dose viene eliminato nelle urine sotto forma di metaboliti liberi e coniugati.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Non sono disponibili studi farmacocinetici condotti con Qvar Autohaler in pazienti con insufficienza epatica o renale o in altri particolari gruppi di pazienti.

Dati preclinici

Gli studi di tossicità condotti con Qvar nei ratti e nei cani hanno mostrato effetti indesiderati minimi o assenti, ad eccezione di quelli che si manifestano in relazione a un trattamento sistemico con corticoidi, tra cui alterazioni del tessuto linfoide, riduzione del peso del timo, delle ghiandole surrenali e della milza. Gli studi sugli animali non hanno inoltre evidenziato alcun effetto farmacologico o tossico significativo, né alcun potenziale mutageno, cancerogeno o clastogeno del propellente, il norflurano.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Attenzione: recipiente sotto pressione. Non forare e non gettare nel fuoco. Conservare a temperature inferiori a 30°C, al riparo dalla luce e dalla radiazione solare. Non congelare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

54793 (Swissmedic).

Confezioni

Qvar 50 Autohaler 100 dosi. (B)

Qvar 50 Autohaler 200 dosi. (B)

Qvar 100 Autohaler 100 dosi. (B)

Qvar 100 Autohaler 200 dosi. (B)

Titolare dell’omologazione

Teva Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Maggio 2022.

Numero interno della versione: 5.2