Ventolin sciroppo
GlaxoSmithKline AG
Composizione
Principi attivi
Salbutamolo (come salbutamolo solfato).
Sostanze ausiliarie
Sodio benzoato E 211 10 mg/5 mL, saccarina sodica, sodio citrato diidrato, cloruro di sodio, acido citrico monoidrato, idrossipropilmetilcellulosa, aroma di arancia, acqua purificata q.s. ad solutionem per 5 mL.
Contiene 5,6 mg di sodio per 5 mL.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Sciroppo da 2 mg /5 mL (=1 misurino grande).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Terapia e profilassi dei broncospasmi nell'asma bronchiale (anche asma da sforzo) e nella bronchite cronica.
Posologia/Impiego
Il dosaggio di Ventolin sciroppo deve essere graduale, in base alla gravità della malattia. Può essere modificato in base alla risposta, fino a raggiungere il controllo dei disturbi e va quindi ridotto alla dose più bassa ancora efficace.
Posologia abituale
Adulti e bambini sopra i 12 anni: 2-4 mg (=1-2 misurini grandi da 5 mL) 3-4 volte al giorno.
Bambini di 6-12 anni: 2 mg (=1 misurino grande da 5 mL) 3-4 volte al giorno.
Bambini di 2-6 anni: 1-2 mg (=1 misurino piccolo – grande) 3-4 volte al giorno.
Bambini piccoli sotto i 2 anni: 0,15 mg/kg di peso corporeo (1 mg = 1 misurino piccolo da 2,5 mL) 3-4 volte al giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Nei pazienti anziani o nei pazienti per i quali è nota un'insolita reazione di sensibilità ai beta-simpaticomimetici, si raccomanda di iniziare il trattamento con 5 mL di sciroppo (2 mg di salbutamolo) 3-4 volte al giorno.
L'effetto broncodilatatore di una somministrazione dura di regola circa 4 ore. Il paziente va invitato a non aumentare da sé la dose, nel caso in cui diminuisca l'efficacia o la durata dell'effetto di una dose normalmente efficace, ma a consultare il medico che potrà adottare ulteriori misure, se necessario (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
In caso di asma grave, sono necessari nuovi periodici accertamenti, perché possono verificarsi situazioni pericolose per la vita. I pazienti che soffrono di asma grave presentano una sintomatologia continua, frequenti esacerbazioni e valori di PEF (Peak Expiratory Flow) inferiori al 60% della norma, con una variabilità del picco di flusso superiore al 30%, che non si normalizzano nonostante la somministrazione di un broncodilatatore. Per questi pazienti è indicata una terapia con corticosteroidi per via inalatoria ad alto dosaggio o per via orale. Un peggioramento improvviso della sintomatologia può rendere necessario un aumento della dose dei corticosteroidi, che va effettuato sotto controllo medico.
Controindicazioni
Ipersensibilità a uno qualsiasi dei componenti di Ventolin sciroppo; minaccia di aborto; somministrazione concomitante di β-bloccanti non selettivi (ad es. propranololo).
Ventolin sciroppo non deve essere usato per inibire il travaglio non complicato, prematuro o una minaccia di aborto.
Avvertenze e misure precauzionali
Particolare cautela è richiesta nei pazienti con le seguenti malattie o condizioni:
ipertiroidismo, ipertensione arteriosa, tachicardia, aritmia tachicardica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, infarto miocardico recente, malattia coronarica grave, miocardite, difetti della valvola mitrale, sindrome di Wolff-Parkinson-White, feocromocitoma, diabete mellito, tendenza alle convulsioni, ipopotassiemia, nonché in caso di precedente trattamento con simpaticomimetici ad alto dosaggio.
La risposta alla terapia va monitorata con test della funzionalità polmonare (ad es. flusso espiratorio massimo (Peak Expiratory Flow, PEF)).
Il salbutamolo non sostituisce il trattamento con medicamenti antinfiammatori (corticosteroidi).
Soprattutto nei pazienti con asma grave o instabile, i broncodilatatori non devono essere l'unica terapia o la terapia principale.
Occorre invitare il paziente a informare il medico se l'effetto di una dose solitamente efficace diminuisce o se la durata dell'effetto si riduce.
La necessità di aumentare la dose dei β2-agonisti può indicare una terapia non ottimale o un peggioramento dell'asma. Occorre pertanto verificare il piano terapeutico e, se necessario, prendere in considerazione una terapia aggiuntiva a base di corticosteroidi.
Un improvviso e progressivo peggioramento dell'asma è potenzialmente pericoloso per la vita e si deve prendere in considerazione l'avvio di una terapia con corticosteroidi o un aumento della dose della terapia già in corso. Nei pazienti a rischio è raccomandata una misurazione giornaliera del picco di flusso.
Bisogna tenere presente che in seguito a una terapia con β2-agonisti (soprattutto in caso di somministrazione parenterale e con nebulizzatore) nonché in caso di somministrazione concomitante di derivati xantinici o di diuretici (vedere «Interazioni»), può comparire un'ipopotassiemia potenzialmente seria.
In queste situazioni si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di potassio. Particolare cautela è richiesta nella terapia concomitante con medicamenti che possono compromettere la tolleranza cardiaca al salbutamolo e la regolazione cardiovascolare, aumentare un'ipopotassiemia, aumentare la pressione intraoculare o causare un broncospasmo (vedere «Interazioni»).
Come altri β2-agonisti, Ventolin può causare alterazioni metaboliche reversibili, ad es. un aumento della glicemia. I diabetici potrebbero non essere in grado di compensare tale aumento ed è stata riportata la comparsa di una chetoacidosi. La somministrazione concomitante di corticosteroidi può potenziare tale effetto.
A causa del rischio di glaucoma acuto ad angolo stretto, i preparati contenenti salbutamolo possono essere combinati con anticolinergici (ad es. ipratropio bromuro) soltanto con le dovute misure precauzionali (vedere anche «Interazioni»).
Ventolin sciroppo contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Il sodio benzoato può aumentare l'ittero nei neonati fino a 4 settimane di età.
Interazioni
Ventolin e i β-bloccanti non selettivi (ad es. propranololo) non devono essere prescritti contemporaneamente (vedere «Controindicazioni»).
In caso d'uso concomitante di idrocarburi alogenati per anestesia, il rischio di aritmie aumenta.
Interazioni farmacodinamiche
In caso d'utilizzo concomitante con altri simpaticomimetici, l'effetto delle singole sostanze viene potenziato. In questo caso va tenuto conto di un aumento degli effetti indesiderati quali ad es. le aritmie cardiache. Lo stesso vale per la somministrazione concomitante di metilxantine (ad es. la teofillina).
Effetti di Ventolin sciroppo su altri medicamenti
L'effetto di abbassamento della glicemia degli antidiabetici può essere ridotto.
Effetti di altri medicamenti su Ventolin sciroppo
I MAO-inibitori e gli antidepressivi triciclici possono potenziare l'effetto del salbutamolo sul sistema circolatorio e provocare crisi di pressione sanguigna.
L-dopa, L-tiroxina, ossitocina e alcool possono compromettere la regolazione cardiovascolare. Glicosidi digitalici, chinidina e altri antiaritmici possono compromettere la tolleranza cardiaca al salbutamolo. Glicosidi digitalici, diuretici, metilxantine e corticosteroidi possono aumentare un'ipopotassiemia (è necessario il controllo degli elettroliti). I β-bloccanti antagonizzano l'effetto del salbutamolo (vedere «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di somministrazione concomitante di ipratropio bromuro, può comparire un glaucoma acuto ad angolo stretto (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). Dopo somministrazione concomitante di nifedipina è stato riscontrato un potenziamento dell'efficacia bronchiolitica del salbutamolo. L'effetto del salbutamolo, che spesso diminuisce con l'uso prolungato, può di frequente essere ripristinato dai corticosteroidi, con possibile aumento della reattività o del numero dei β-recettori.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Negli studi sugli animali sono stati dimostrati per il salbutamolo degli effetti fetotossici. Non sono disponibili studi controllati nelle donne in gravidanza, ma l'uso pluriennale del salbutamolo nell'essere umano non ha fornito evidenze di una potenziale teratogenicità di Ventolin.
Siccome il salbutamolo attraversa la barriera placentare, non si possono escludere effetti quantomeno simpaticomimetici sul feto. Per questo motivo, e siccome il rischio non è stato completamente chiarito, è vietato somministrare Ventolin in gravidanza (soprattutto nel 1° trimestre), a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario. In simili casi sono da preferire i preparati inalatori del principio attivo salbutamolo.
Anche se il salbutamolo viene somministrato per via endovenosa per il trattamento del travaglio prematuro, una volta escluse complicanze quali placenta previa, sanguinamenti prenatali o tossiemia gravidica, Ventolin sciroppo non va utilizzato in caso di minaccia d'aborto nel 1° o 2° trimestre di gravidanza e va evitato poco prima del parto a causa dell'effetto tocolitico del salbutamolo.
Allattamento
Siccome è possibile che il salbutamolo passi nel latte materno, l'uso di Ventolin va evitato durante l'allattamento, a meno che il beneficio terapeutico sia superiore al potenziale rischio. Non è noto se il salbutamolo abbia un effetto negativo sul neonato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito secondo la classificazione per organi e per frequenza. Le frequenze sono definite nel modo seguente: «molto comune» (≥ 1/10), «comune» (≥ 1/100, <1/10), «non comune» (≥ 1/1000, <1/100), «raro» (≥ 1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000, comprende anche singoli casi). Le frequenze degli effetti indesiderati molto comuni, comuni e non comuni vengono normalmente determinate nell'ambito di studi clinici. Si tratta di frequenze assolute; nella classificazione in categorie di frequenza, non sono stati presi in considerazione i tassi degli effetti indesiderati nei gruppi trattati con placebo e con preparati di confronto.
Gli eventi indesiderati rari e molto rari provengono da dati di segnalazioni spontanee. Le segnalazioni spontanee non riflettono necessariamente l'incidenza effettiva degli effetti indesiderati.
Disturbi del sistema immunitario:
Molto raro: reazioni di ipersensibilità, tra cui edema di Quincke, orticaria, broncospasmo, ipotensione e collasso circolatorio (vedere «Controindicazioni»).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
Raro: ipopotassiemia.
Molto raro: appetito aumentato.
Durante la terapia con β2-agonisti, può comparire una grave ipopotassiemia.
Disturbi psichiatrici:
Molto raro: nervosismo, insonnia, sensazione di oppressione, irritabilità.
Patologie del sistema nervoso:
Comune: tremore (soprattutto delle mani), cefalea.
Molto raro: iperattività (soprattutto nei bambini), capogiro.
Patologie dell'occhio:
Molto raro: glaucoma.
Patologie cardiache:
Non comune: palpitazioni, tachicardia.
Raro: aritmie cardiache (tra cui fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare ed extrasistoli).
Patologie vascolari:
Raro: vasodilatazione periferica.
Patologie gastrointestinali:
Molto raro: disturbi gastrointestinali quali nausea e vomito.
Patologie della cute:
Molto raro: sudorazione.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:
Non comune: crampi muscolari.
Molto raro: ipercinesia.
Patologie renali e urinarie:
Molto raro: disturbi della minzione.
Patologie sistemiche:
Molto raro: stanchezza, malessere.
I seguenti effetti indesiderati sono per lo più segni di un dosaggio eccessivo: tremore della muscolatura scheletrica (soprattutto delle mani), tensione, aumento della frequenza cardiaca (come compensazione della vasodilatazione periferica) e palpitazioni.
Gli effetti indesiderati sono tipici dei simpaticomimetici e, nella maggior parte dei casi, scompaiono con l'uso prolungato.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
I sintomi di un sovradosaggio corrispondono a un'aumentata o eccessiva stimolazione β-adrenergica e/o all'aumentata o accentuata comparsa di uno o più degli effetti indesiderati elencati sopra, in particolare tremore della muscolatura scheletrica (soprattutto delle mani), tensione (non causata da stimolazione del SNC), vasodilatazione periferica con conseguente aumento della frequenza cardiaca, per lo più lieve. In caso di sintomi di un lieve sovradosaggio, di regola è sufficiente interrompere il preparato. Eventualmente possono essere indicati sedativi o tranquillanti e misure sintomatiche appropriate.
In associazione a dosi terapeutiche elevate nonché con sovradosaggi di beta-agonisti a breve durata d'azione è stata riportata acidosi lattica. Pertanto, in caso di sovradosaggio può essere indicato il monitoraggio dell'aumento dei livelli sierici di acido lattico e della conseguente acidosi metabolica (soprattutto in caso di tachipnea persistente o ingravescente, nonostante il miglioramento di altri sintomi del broncospasmo, quali il respiro sibilante).
Nausea, vomito e iperglicemia sono stati descritti principalmente nei bambini e in caso di sovradosaggio per via orale.
Siccome in caso di sovradosaggio può comparire un'ipopotassiemia, è necessario monitorare i livelli sierici di potassio.
Un sovradosaggio massivo provoca dolore toracico, tachicardie (con frequenze fino a 200 bpm), palpitazioni, aritmie, ipertensione o ipotensione arteriosa fino allo shock, con il rischio di arresto cardiaco e morte. Tali casi richiedono una terapia intensiva, se necessario misure di rianimazione e defibrillazione elettrica.
L'efficacia della dialisi per il trattamento di un sovradosaggio acuto di salbutamolo non è stata finora documentata.
L'ulteriore trattamento dovrà essere effettuato secondo l'indicazione clinica o eventualmente in base alle raccomandazioni del Centro Nazionale d'Informazione Tossicologica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
R03CC02
Meccanismo d'azione
Il salbutamolo è un agonista selettivo dei beta2-recettori. A dosi terapeutiche, il salbutamolo presenta un effetto broncospasmolitico intenso, a rapida comparsa e di breve durata (4-6 ore), tramite stimolazione selettiva dei β2-recettori della muscolatura bronchiale.
Farmacodinamica
Non applicabile
Efficacia clinica
Non applicabile
Farmacocinetica
Assorbimento
La biodisponibilità del salbutamolo applicato per via orale è del 50%.
Distribuzione
Il legame alle proteine plasmatiche arriva fino al 10%. Il salbutamolo attraversa la barriera placentare, ma non è noto se venga escreto nel latte materno.
Metabolismo
Dopo somministrazione orale, il salbutamolo viene assorbito nel tratto gastrointestinale ed è soggetto a un notevole effetto di primo passaggio. Una volta raggiunta la circolazione sanguigna, la sostanza diventa accessibile alla metabolizzazione epatica e viene eliminata immodificata nelle urine e sotto forma di fenolsolfato. Anche la parte ingerita durante l'inalazione è soggetta a un notevole effetto di primo passaggio dopo l'assorbimento nel tratto gastrointestinale e viene metabolizzata in fenolsolfato. La sostanza immodificata e il solfato vengono eliminati principalmente per via renale.
Eliminazione
Il salbutamolo, somministrato per via endovenosa, presenta un'emivita di eliminazione di 4 - 6 ore e viene eliminato per via renale per lo più immodificato o come solfato 4'-0 (fenolsolfato) inattivo nell'arco di 72 ore. L'eliminazione per via fecale non è rilevante.
Dati preclinici
Tossicità cronica (o tossicità per somministrazione ripetuta)
Come anche con altri potenti agonisti dei β2-recettori, la somministrazione di lungo corso di dosi molto elevate nel ratto porta alla formazione di leiomiomi benigni del mesovario. Secondo l'opinione prevalente, tuttavia, non vi è alcuna trasferibilità all'uomo.
Mutagenicità
Gli studi di mutagenicità non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale genotossico.
Tossicità per la riproduzione
Gli studi sul ratto non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale teratogeno. Per contro, gli studi sul topo hanno mostrato, come per altri agonisti dei β2-recettori, un effetto teratogeno anche per il salbutamolo, con palatoschisi nel 9,3% dei feti a seguito della somministrazione di una dose sottocutanea da 2,5 mg/kg di salbutamolo (4 volte la dose massima per via orale nell'uomo).
Nel ratto, la somministrazione orale di 0,5 mg/kg, 2,32 mg/kg e 10,75 mg/kg al giorno non ha causato effetti embriotossici o fetotossici durante l'intero periodo di gestazione. Con la somministrazione di 50 mg/kg è stato riscontrato un aumento della mortalità neonatale. Nell'ambito di uno studio sulla riproduzione nel coniglio, sono state riscontrate malformazioni craniche nel 37% dei feti dopo somministrazione di una dose giornaliera di 50 mg/kg di peso corporeo, che corrisponde a 78 volte la dose massima per via orale nell'uomo.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare lo sciroppo a temperature non superiori a 30 °C, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
37262 (Swissmedic).
Confezioni
150 mL di Ventolin sciroppo da 2 mg/5 mL con chiusura a prova di bambino e doppio misurino da 2,5 mL e 5 mL. B
Titolare dell’omologazione
GlaxoSmithKline AG, 6340 Baar
Stato dell'informazione
Giugno 2020.