Informazioni importanti sugli oppioidi:

·Dipendenza da farmaci e potenziale di abuso: con l'uso ripetuto di oppioidi si possono sviluppare tolleranze e dipendenze fisiche e/o psicologiche.

·Depressione respiratoria: l'uso di oppioidi comporta il rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante.

·Uso concomitante con sostanze depressive a livello di sistema nervoso centrale: l'uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altre sostanze depressive a livello di sistema nervoso centrale può portare a grave sedazione, depressione respiratoria, coma e morte.

·Esposizione accidentale: l'uso accidentale di Palladon Inject, soprattutto nei bambini, può portare a un'overdose fatale.

·Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi: l'uso prolungato di Palladon Inject durante la gravidanza può portare alla sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita.

Per ulteriori informazioni, consultare la sezione «Avvertenze e misure precauzionali».

 

PALLADON®/PALLADON® RETARD

Mundipharma Medical Company

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope.

Composizione

Principi attivi

Idromorfone cloridrato

Sostanze ausiliarie

Palladon 1,3 mg: cellulosa microcristallina, lattosio (39,35 mg per capsula), sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,006 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, eritrosina (E 127), ossido di ferro, giallo (E 172), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro, nero (E 172).

Palladon 2,6 mg: cellulosa microcristallina, lattosio (78,70 mg per capsula), sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,008 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, eritrosina (E 127), ossido di ferro, giallo (E 172), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro, nero (E 172).

Palladon Retard 4 mg: cellulosa microcristallina, ipromellosa, etilcellulosa, biossido di silicio altamente disperso, dibutil sebacato, sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,006 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, eritrosina (E 127), indigotina (E 132), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro, nero (E 172).

Palladon Retard 8 mg: cellulosa microcristallina, ipromellosa, etilcellulosa, biossido di silicio altamente disperso, dibutil sebacato, sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,008 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, eritrosina (E 127), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro, nero (E 172).

Palladon Retard 16 mg: cellulosa microcristallina, ipromellosa, etilcellulosa, biossido di silicio altamente disperso, dibutil sebacato, sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,012 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, ossido di ferro, rosso (E 172), ossido di ferro, giallo (E 172), ossido di ferro, nero (E 172), biossido di titanio (E 171).

Palladon Retard 24 mg: cellulosa microcristallina, ipromellosa, etilcellulosa, biossido di silicio altamente disperso, dibutil sebacato, sodio dodecilsolfato (corrispondente a 0,018 mg di sodio per capsula), gelatina, gommalacca, glicole propilenico, indigotina (E 132), biossido di titanio (E 171), ossido di ferro, nero (E 172).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Palladon 1,3 mg: capsula rigida di colore arancione/trasparente, recante la dicitura «HNR 1.3» e contenente pellet di colore da bianco a crema con 1,30 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 1,15 mg di idromorfone (rilascio rapido del principio attivo).

Palladon 2,6 mg: capsula rigida di colore rosso/trasparente, recante la dicitura «HNR 2.6» e contenente pellet di colore da bianco a crema con 2,60 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 2,31 mg di idromorfone (rilascio rapido del principio attivo).

Palladon Retard 4 mg: capsula rigida di colore azzurro/trasparente, a rilascio prolungato, recante la dicitura «HCR 4» e contenente pellet a rilascio prolungato di colore da bianco a crema con 4,00 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 3,55 mg di idromorfone (rilascio del principio attivo in circa 12 ore).

Palladon Retard 8 mg: capsula rigida di colore rosa/trasparente, a rilascio prolungato recante la dicitura «HCR 8» e contenente pellet a rilascio prolungato di colore da bianco a crema con 8,00 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 7,09 mg di idromorfone (rilascio del principio attivo in circa 12 ore).

Palladon Retard 16 mg: capsula rigida di colore marrone/trasparente, a rilascio prolungato, recante la dicitura «HCR 16» e contenente pellet a rilascio prolungato di colore da bianco a crema con 16,00 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 14,19 mg di idromorfone (rilascio del principio attivo in circa 12 ore).

Palladon Retard 24 mg: capsula rigida di colore blu/trasparente, a rilascio prolungato, recante la dicitura «HCR 24» e contenente pellet a rilascio prolungato di colore da bianco a crema con 24,00 mg di idromorfone cloridrato, corrispondenti a 21,28 mg di idromorfone (rilascio del principio attivo in circa 12 ore).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Palladon capsule: dolore acuto e persistente, da moderato a grave, o insufficiente efficacia di analgesici non oppioidi e/o di oppioidi deboli.

Palladon Retard capsule a rilascio prolungato: dolore persistente, da moderato a grave, o insufficiente efficacia di analgesici non oppioidi e/o di oppioidi deboli.

Posologia/Impiego

Obiettivi del trattamento, interruzione e sospensione del trattamento.

Prima di iniziare il trattamento con Palladon Retard, è necessario concordare con il paziente una strategia terapeutica conforme alle linee guida per la gestione del dolore, che comprenda la durata del trattamento e gli obiettivi terapeutici. Durante il trattamento, il medico e il paziente devono avere contatti regolari per valutare la necessità di continuare il trattamento, per prendere in considerazione l'interruzione del farmaco e per adeguare il dosaggio, se necessario. Qualora il paziente non necessiti più di un trattamento con Palladon Retard, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi di astinenza (vedere la sezione «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è inadeguato, occorre considerare la possibilità di iperalgesia, di assuefazione (tolleranza) e la progressione della malattia di base (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Durata del trattamento

L'idromorfone non deve essere assunto più a lungo del necessario.

Posologia abituale

La posologia va adeguata gradualmente all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente.

La corretta posologia per il paziente è quella sufficiente a controllare il dolore senza effetti indesiderati o solo con effetti indesiderati tollerabili.

Per gli adulti e i bambini a partire da 12 anni di età valgono le raccomandazioni posologiche generali seguenti.

Pazienti mai trattati con oppioidi (naïve agli oppioidi)

La dose iniziale per i pazienti naïve agli oppioidi è generalmente di 1 capsula di Palladon da 1,3 mg o 2,6 mg ogni 4 ore o 1 capsula a rilascio prolungato di Palladon Retard da 4 mg ogni 12 ore.

Pazienti che sono stati già trattati con un altro oppioide

1,3 mg di idromorfone cloridrato per via orale corrispondono approssimativamente all'effetto analgesico di 10 mg di morfina solfato somministrata per via orale.

4 mg di idromorfone cloridrato per via orale corrispondono approssimativamente all'effetto analgesico di 30 mg di morfina solfato per via orale.

Passaggio da un altro oppioide a Palladon o Palladon Retard

Sebbene esistano utili tabelle per l'equivalenza terapeutica di altri oppioidi somministrati per via orale e parenterale, riguardo alla potenza relativa esistono grandi variabilità interindividuali per i diversi principi attivi e le differenti forme farmaceutiche. Non sono nemmeno possibili raccomandazioni posologiche specifiche, poiché mancano studi clinici sistematici per i corrispondenti passaggi da tutti gli oppioidi potenzialmente impiegati. In caso di cambio del principio attivo o della forma farmaceutica si deve titolare di nuovo il preparato sotto controllo clinico. In generale è più sicuro scegliere per il paziente una più bassa dose giornaliera di idromorfone a rilascio prolungato, piuttosto che causare effetti indesiderati pericolosi con una dose troppo elevata. In genere si inizia con metà della dose giornaliera stimata, suddivisa in due dosi parziali somministrate a intervalli di 12 h, tenendo pronto un medicamento di soccorso con idromorfone a rilascio immediato.

Il passaggio dei pazienti dall'assunzione orale all'uso parenterale di idromorfone deve basarsi sulla sensibilità del singolo paziente. La dose orale iniziale non deve essere sovrastimata (per la biodisponibilità orale vedere «Farmacocinetica» Assorbimento).

Terapia analgesica integrativa e titolazione della dose

Palladon capsule

In caso di efficacia insufficiente o aumento dei dolori è necessario aumentare la dose di 1,3 mg o 2,6 mg, oppure di una combinazione dei due dosaggi.

Palladon Retard capsule a rilascio prolungato

In caso di efficacia insufficiente o aumento dei dolori va aumentata la dose in base alle indicazioni della tabella seguente o della necessaria quantità di medicamento di soccorso (medicamento di soccorso assunto ogni giorno diviso per 2).

Normalmente si prosegue a intervalli posologici di 12 ore (colonna A della tabella). È possibile provare un'assunzione a intervalli di 8 ore nei seguenti casi:

·se all'inizio dell'intervallo di 12 ore si manifestano effetti indesiderati accentuati (cambio dalla colonna A alla colonna B: si mantiene approssimativamente la precedente dose giornaliera, con suddivisione in 3 dosi singole, somministrazione a intervalli di 8 h);

·se verso la fine dell'intervallo di 12 ore si manifesta con maggiore frequenza dolore episodico intenso (cambio dalla colonna A alla colonna C: aumento della dose giornaliera del 50%, vale a dire la precedente dose singola a intervalli di 8 h).

Schema posologico:

Dose giornaliera in mg

A
mg
(intervallo di 12 ore)

B
mg
(intervallo di 8 ore)

C
mg
(intervallo di 8 ore)

8

4 + 4

-

4 + 4 + 4

16

8 + 8

4 + 4 + 4

8 + 8 + 8

24

(8+4) + (8+4)

8 + 8 + 8

(8+4) + (8+4) + (8+4)

32

16 + 16

(8+4) + (8+4) + (8+4)

16 +16 + 16

48

24 + 24

16 + 16 + 16

24 + 24 + 24

Ulteriori aumenti del 30-50%

 

 

 

 

Per il trattamento dei dolori episodici intensi dovrebbe essere messo a disposizione del paziente Palladon capsule (1,3 mg o 2,6 mg) a rilascio normale. L'uso frequente del medicamento di soccorso significa che è necessario un aumento della terapia farmacologica di base (cfr. sopra).

L'obiettivo è stabilire la dose individuale specifica che mantenga un'analgesia adeguata e consenta di ricorrere il meno possibile al medicamento di soccorso per tutto il tempo in cui è necessaria la terapia del dolore.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica da moderata a grave (punteggio Child-Pugh 7-15), si dovrebbe ridurre la dose e titolarla verso l'alto con particolare cautela (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), si dovrebbe ridurre la dose e titolarla verso l'alto con particolare cautela (cfr. «Farmacocinetica»).

Pazienti anziani

Come per i giovani adulti, il dosaggio va adeguato all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente (cfr. «Farmacocinetica»). Le persone anziane possono necessitare di un dosaggio inferiore.

Bambini di età inferiore a 12 anni

La sicurezza e l'efficacia in bambini di età inferiore a 12 anni non sono ancora state sottoposte a verifica. Pertanto se ne sconsiglia l'assunzione in questa fascia di età.

Modo di somministrazione

Palladon capsule e Palladon Retard capsule a rilascio prolungato devono essere usati per via orale.

Palladon capsule e Palladon Retard capsule a rilascio prolungato possono essere assunti con abbondanti liquidi durante o tra i pasti. Le capsule devono essere deglutite intere e non devono essere morse o masticate.

In caso di disfagia è possibile aprire le capsule e assumerne il contenuto miscelato a un alimento morbido. In questo caso occorre fare attenzione ad assumere immediatamente l'intero contenuto della capsula senza masticare né mordere.

Controindicazioni

·Ipersensibilità al principio attivo e/o a una delle sostanze ausiliarie indicate nella composizione,

·depressione respiratoria grave con ipossia e/o ipercapnia,

·broncopneumopatia cronica ostruttiva grave,

·asma bronchiale grave,

·addome acuto,

·ileo paralitico.

Avvertenze e misure precauzionali

Nell'uso di Palladon e Palladon Retard si raccomanda cautela nei seguenti casi:

·pazienti anziani o deboli,

·cuore polmonare grave, depressione respiratoria,

·apnea notturna,

·assunzione concomitante di depressori del sistema nervoso centrale (cfr. «Interazioni»),

·assunzione concomitante di inibitori delle monoamminossidasi (inibitori delle MAO) (cfr. «Interazioni»),

·sviluppo di tolleranza, dipendenza fisica e sintomi di astinenza,

·dipendenza psichica (dipendenza farmacologica), anamnesi di abuso di alcol, droghe o medicamenti,

·traumatismi della testa (a causa del rischio di un aumento della pressione intracranica), lesioni intracraniche, disturbi della coscienza di origine non chiara,

·ipotiroidismo, mixedema,

·malattia di Addison (insufficienza corticosurrenale),

·psicosi tossica, alcolismo, delirium tremens,

·colelitiasi o altra malattia biliare acuta,

·pancreatite,

·insufficienza epatica da moderata a grave,

·insufficienza renale grave,

·malattia intestinale ostruttiva o infiammatoria,

·iperplasia prostatica con formazione di urina residua,

·ipotensione arteriosa in presenza di ipovolemia, malattie cardiocircolatorie preesistenti,

·epilessia o predisposizione alle convulsioni;

·stipsi,

·durante l'allattamento (cfr. «Gravidanza, allattamento»).

Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza)

L'uso ripetuto di oppioidi come l'idromorone può portare allo sviluppo di tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. In seguito all'uso di oppioidi può verificarsi una dipendenza iatrogena. Palladon Retard, come altri oppioidi, può essere oggetto di abuso e tutti i pazienti che ricevono oppioidi devono essere monitorati per individuare eventuali segni di abuso e dipendenza. I pazienti a maggior rischio di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati in modo appropriato con gli oppioidi, ma questi pazienti devono essere ulteriormente monitorati al fine di individuare eventuali segni di abuso, di uso improprio o di dipendenza. Un dosaggio maggiore e una durata maggiore del trattamento con oppioidi può aumentarte il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'uso improprio intenzionale di Palladon Retard può provocare overdose e/o morte. Il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi è maggiore nei pazienti con un'anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (compreso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o nei pazienti con un'anamnesi di altre malattie mentali (ad esempio, depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi di personalità). I pazienti devono essere monitorati per individuare eventuali segni di comportamento di ricerca di farmaci (ad esempio, la richiesta di prescrizioni ripetute troppo presto). Questo include il controllo dell'uso concomitante di oppioidi e psicofarmaci (come le benzodiazepine). La consultazione con uno specialista delle dipendenze deve essere presa in considerazione per i pazienti che presentano segni e sintomi di disturbo da uso di oppioidi. Prima di iniziare il trattamento con Palladon e Palladon Retard e durante il trattamento, è necessario concordare con il paziente gli obiettivi terapeutici e un piano per la sospensione del trattamento (vedere «Posologia/Impiego»). Prima e durante il trattamento, il paziente deve inoltre essere informato sui rischi e sui sintomi di un disturbo da uso di oppioidi. Si raccomanda ai pazienti di contattare il proprio medico qualora si manifestino tali sintomi.

Depressione respiratoria

Come per tutti gli oppioidi, l'uso di Palladon Retard comporta il rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante. La depressione respiratoria se non viene riconosciuta e trattata immediatamente può portare all'arresto respiratorio e alla morte. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria comprende un'attenta osservazione, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può verificarsi in qualsiasi momento del trattamento, ma il rischio è maggiore all'inizio del trattamento o dopo un aumento della dose.

Disturbi respiratori nel sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori legati al sonno, tra cui l'apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia legata al sonno. L'uso di oppioidi è associato a un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose totale di oppioidi.

Uso concomitante di sostanze depressive a livello nervoso centrale

L'uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altre sostanze depressive a livello di sistema nervoso centrale può portare a grave sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri farmaci depressori a livello di sistema nervoso centrale possono essere somministrati in concomitanza solo a pazienti per i quali non è disponibile alcuna opzione terapeutica alternativa. Se si decide di prescrivere Palladon Retard in concomitanza con benzodiazepine o altri farmaci depressori a livello di sistema nervoso centrale, si deve scegliere il dosaggio efficace più basso e una durata minima di uso concomitante. I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. (vedere la sezione «Interazioni»).

Esposizione accidentale

I pazienti e i loro accompagnatori devono essere informati che Palladon Retard contiene un principio attivo in una quantità che può essere fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi li assiste devono essere avvisati di tenere tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.

Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi

L'uso prolungato di Palladon Retard durante la gravidanza può portare alla sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita se non riconosciuta e trattata in tempo. Il trattamento deve seguire i protocolli sviluppati dagli esperti di neonatologia. Se l'uso di oppioidi è necessario in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, avvisare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento appropriato, se necessario.

Iperalgesia

L'iperalgesia indotta da oppioidi (OIH) si verifica quando un analgesico oppioide provoca paradossalmente un aumento del dolore o un aumento della sensibilità al dolore. Questa condizione si differenzia dalla tolleranza, in cui sono necessarie dosi più elevate di oppioidi per mantenere un effetto specifico. I sintomi dell'OIH comprendono un aumento del dolore con un aumento della dose di oppioidi, una diminuzione del dolore con una diminuzione della dose di oppioidi o dolore con stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se si sospetta l'OIH in un paziente, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli stessi.

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile che richiede un monitoraggio e una terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono includere, ma non sono limitati a: nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, vertigini o pressione bassa.

Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L'uso prolungato di oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare disfunzioni e spasmi dello sfintere di Oddi, aumentando la pressione intrabiliare e il rischio di sintomi delle vie biliari e pancreatite.

Apparato gastrointestinale

In caso di comparsa o sospetto di ileo paralitico si deve terminare immediatamente la somministrazione di Palladon o Palladon Retard.

L'uso preoperatorio di Palladon non è raccomandato. Palladon deve essere usato con cautela nelle prime 12-24 ore postoperatorie. L'uso di Palladon Retard in sede preoperatoria e durante le prime 12-24 ore postoperatorie non viene raccomandata. Il momento esatto dell'impiego postoperatorio di Palladon e Palladon Retard va stabilito sulla base del tipo e dell'entità dell'intervento chirurgico, della procedura anestetica scelta, degli altri medicamenti concomitanti e delle condizioni individuali del paziente, valutando con attenzione il rapporto rischio/beneficio in ogni singolo caso.

Modo di somministrazione

Si raccomanda cautela nella modifica della terapia in favore di un'altra forma farmaceutica e/o un altro medicamento con lo stesso principio attivo. Il paziente dovrebbe essere controllato adeguatamente (cfr. anche «Posologia/Impiego»).

Palladon capsule e Palladon Retard capsule devono essere usate per via orale. Un'indebita somministrazione per via parenterale può causare effetti indesiderati seri e potenzialmente letali.

Per non compromettere il rilascio prolungato dei pellet contenuti nelle capsule di Palladon Retard, non li si deve dividere, masticare o polverizzare. Usare i pellet dopo averli divisi, masticati o polverizzati comporta un veloce rilascio e assorbimento di una dose di idromorfone che può essere letale (cfr. anche «Posologia eccessiva»).

L'uso di Palladon/Palladon Retard può dare risultati positivi ai controlli antidoping.

Le capsule di Palladon contengono lattosio. I pazienti affetti dalla rara intolleranza ereditaria al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere Palladon capsule.

Palladon e Palladon Retard contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsule, cioè sono essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Sistema nervoso centrale (SNC):

L'uso concomitante di altri farmaci che agiscono sul SNC, come altri oppioidi, sedativi come benzodiazepine o ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, rilassanti della muscolatura scheletrica, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcool, può provocare effetti depressivi additivi che portano a depressione respiratoria, ipotensione, sedazione grave o coma, che talvolta possono essere fatali (vedere la sezione «Avvertenze e misure precauzionali»).

La sindrome da serotonina può verificarsi con la somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminoossidasi (MAO inibitori) e agenti serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi della sindrome da serotonina possono includere alterazione dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali. Palladon e Palladon Retard non sono indicati per una terapia in concomitanza con la somministrazione di inibitori delle MAO o entro 14 giorni dall'interruzione di una tale terapia (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

L'uso contemporaneo di idromorfone e anticolinergici o medicamenti con effetto anticolinergico (p.es. antidepressivi triciclici, antistaminici, antipsicotici, miorilassanti, medicamenti antiparkinsoniani) può potenziare gli effetti indesiderati anticolinergici.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non esistono dati clinici sull'uso di Palladon e Palladon Retard nelle donne in gravidanza o durante il parto. L'idromorfone attraversa la placenta. Gli studi condotti con idromorfone sugli animali hanno rilevato effetti indesiderati sul feto (cfr. «Dati preclinici»). Se usati durante il parto, Palladon e Palladon Retard possono ridurre la contrattilità uterina e, nel neonato, causare una depressione respiratoria.

L'uso prolungato di Palladon Inject durante la gravidanza può portare alla sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, potenzialmente pericolosa per la vita se non riconosciuta e trattata in tempo. Il trattamento deve seguire i protocolli sviluppati dagli esperti di neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un periodo prolungato, avvisare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento appropriato se necessario (vedere anche la sezione «Avvertenze e misure precauzionali»).

Palladon e Palladon Retard devono essere usati durante la gravidanza solo se i benefici superano inequivocabilmente i possibili rischi per il feto o il neonato.

Allattamento

L'idromorfone passa in basse concentrazioni nel latte materno. Palladon e Palladon Retard non devono essere usati durante l'allattamento.

Fertilità

I dati clinici sulla fertilità clinica non sono disponibili. Negli studi sperimentali sugli animali il trattamento con idromorfone non ha avuto effetti sulla loro fertilità (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Palladon e Palladon Retard possono compromettere la capacità di condurre un veicolo e la capacità di utilizzare macchine. Ciò è particolarmente probabile all'inizio della terapia, dopo un aggiustamento della dose o un passaggio a Palladon o Palladon Retard, nonché in caso di interazione dell'idromorfone con alcol o altre sostanze con effetti depressivi sul sistema nervoso centrale. I pazienti in terapia stabile non richiedono necessariamente misure limitative. Pertanto, è necessario che i pazienti consultino il proprio medico curante per verificare se possono condurre un veicolo o usare macchine.

Effetti indesiderati

Le frequenze sono definite come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario

Frequenza non nota: reazioni di ipersensibilità (compresa tumefazione orofaringea), reazioni anafilattiche.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: diminuzione dell'appetito fino a perdita dell'appetito.

Disturbi psichiatrici

Comune: ansia, confusione mentale, insonnia.

Non comune: agitazione, depressione, umore euforico, allucinazioni, incubi.

Frequenza non nota: dipendenza farmacologica, disforia.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: capogiri (13%), sonnolenza (26%).

Comune: cefalea.

Non comune: mioclono, parestesia, tremore.

Raro: sedazione, letargia.

Frequenza non nota: convulsioni (soprattutto in pazienti con epilessia o predisposizione alle convulsioni), discinesia, iperalgesia.

Patologie dell'occhio

Non comune: disturbo della vista.

Frequenza non nota: miosi.

Patologie cardiache

Raro: tachicardia.

Frequenza non nota: bradicardia, palpitazioni.

Patologie vascolari

Non comune: ipotensione arteriosa.

Frequenza non nota: eritema facciale.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Raro: depressione respiratoria.

Frequenza non nota: broncospasmi, sindrome da apnea centrale notturna.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: stipsi (25%), nausea (24%).

Comune: dolori addominali, secchezza delle fauci, vomito.

Non comune: diarrea, disgeusia.

Frequenza non nota: ileo paralitico, dispepsia, pancreatite.

Malattie epatobiliari

Non comune: aumento degli enzimi epatici.

Frequenza non nota: Spasmo dello sfintere di Oddi

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: prurito, iperidrosi.

Non comune: eruzioni cutanee (rash).

Frequenza non nota: orticaria.

Patologie renali e urinarie

Non comune: ritenzione urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: disfunzione erettile.

Frequenza non nota: riduzione della libido.

Patologie generali

Comune: astenia.

Non comune: sindrome di astinenza da medicamenti*, stanchezza, malessere generale, edemi periferici.

Frequenza non nota: sviluppo di tolleranza, sindrome di astinenza neonatale da medicamenti.

* La sindrome di astinenza da medicamenti si manifesta con sintomi come agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali.

Descrizione di alcuni effetti collaterali

Sin dall'inizio del trattamento con Palladon o Palladon Retard, contro la stipsi vengono raccomandate misure preventive di accompagnamento della terapia di tipo alimentare e/o farmacologico (lassativi).

Nausea e vomito si manifestano per lo più solo all'inizio della terapia e scompaiono spontaneamente dopo alcuni giorni. In determinati casi può essere indicata la somministrazione di un antiemetico.

Dipendenza da medicamenti

L'uso ripetuto di Palladon e Palladon Retard può portare a una dipendenza da medicamenti, anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza da medicamenti può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, del dosaggio e della durata del trattamento con oppioidi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Al pari di tutti gli oppioidi, il rischio di intossicazione o sovradosaggio nelle persone mai trattate con oppioidi è elevato.

In caso di sovradosaggio di oppioidi è stata osservata una leucoencefalopatia tossica.

Segni e sintomi

I sintomi acuti comprendono miosi, depressione respiratoria e sonnolenza che progredisce fino allo stupor o al coma. Ulteriori possibili sintomi sono nausea, vomito, ipotensione, bradicardia, riduzione del tono muscolare, atonia intestinale e polmonite da aspirazione. Nei casi di sovradosaggio grave possono verificarsi arresto respiratorio, edema polmonare non cardiogeno, insufficienza circolatoria e morte.

Trattamento

Monitoraggio della respirazione e dello stato di coscienza; in presenza di depressione clinicamente significativa della respirazione o del SNC: ventilazione artificiale, stabilizzazione della circolazione e somministrazione di naloxone.

Posologia: 0,4-2 mg di naloxone per via endovenosa (bambini: 0,01 mg/kg di peso corporeo). Se necessario, ripetere 2-3 volte ogni 2-3 minuti o somministrare come infusione continua (consultare la rispettiva informazione professionale).

La durata d'azione del naloxone è relativamente breve (emivita plasmatica: t½ naloxone = 1-1,5 ore, t½ idromorfone = 2-4 ore) e, inoltre, con Palladon Retard si ha un rilascio prolungato del principio attivo. Per questo motivo, è necessario monitorare a lungo il paziente anche dopo il trattamento con naloxone, di cui potrebbe essere necessario ripetere la somministrazione.

Il naloxone va usato con cautela in persone che potrebbero mostrare tolleranza agli oppioidi in seguito a uso prolungato. La neutralizzazione brusca o completa dell'effetto oppioide può causare una sindrome acuta da astinenza. Si raccomanda una dose iniziale di 0,04 mg di naloxone.

In situazioni speciali può essere considerata una decontaminazione primaria con carbone attivato.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02AA03

Meccanismo d'azione

L'idromorfone è un derivato morfinico semisintetico (oppioide), classificato come agonista puro dei recettori per gli oppiacei con prevalente affinità per i recettori µ e contemporanea minima affinità per i recettori κ.

L'idromorfone interagisce con i recettori situati nel SNC e a livello periferico, sviluppando il suo effetto analgesico e di dissociazione dal dolore a livello sovraspinale e spinale.

Farmacodinamica

L'idromorfone ha un effetto fortemente analgesico e antitussivo, sedativo, depressivo sulla respirazione e inibitore della motilità del tratto gastrointestinale. L'idromorfone è 7-8 volte più potente della morfina.

Efficacia clinica

Palladon capsule presenta un normale rilascio del principio attivo e una durata dell'effetto di 3-4 ore.

Palladon Retard capsule a rilascio prolungato ha una formulazione ritardo con rilascio controllato del principio attivo e una durata dell'effetto di circa 9-12 ore.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo l'applicazione orale, l'idromorfone viene assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale ed è sottoposto a un marcato effetto di primo passaggio. L'idromorfone mostra una biodisponibilità orale media di circa il 32% (range: 17-62%).

L'assorbimento di idromorfone dopo la somministrazione di Palladon capsule e Palladon Retard capsule a rilascio prolungato non viene influenzato in maniera clinicamente rilevante dall'assunzione di alimenti.

Le concentrazioni massime vengono raggiunte dopo circa 1 ora con Palladon capsule e dopo circa 3 ore con Palladon Retard capsule a rilascio prolungato all'equilibrio dinamico.

Palladon Retard capsule a rilascio prolungato presenta le tipiche caratteristiche di un rilascio controllato (mantenimento prolungato di concentrazioni plasmatiche terapeuticamente efficaci, tmax ritardata con Cmax più bassa).

Dopo aver raggiunto l'equilibrio dinamico è stato rilevato un rapporto significativamente lineare tra la dose di idromorfone e la AUC sull'intero arco posologico (6-216 mg/die) impiegato in questo studio.

L'effetto analgesico si può manifestare già a concentrazioni plasmatiche superiori a 0,25 ng/ml.

Distribuzione

L'idromorfone attraversa la barriera placentare e può essere rilevato in piccole concentrazioni nel latte materno.

L'idromorfone vanta un volume di distribuzione relativamente elevato (1,22-4 l/kg), suggerendo un cospicuo assorbimento tissutale.

Il legame alle proteine plasmatiche dell'idromorfone è basso (< 10%). Questa percentuale rimane costante fino a concentrazioni plasmatiche molto elevate pari a circa 80 ng/ml, che raramente vengono raggiunte con dosi molto elevate di idromorfone.Metabolismo

Metabolismo

L'idromorfone viene metabolizzato prevalentemente nel fegato dall'enzima UGT2B7, con produzione di idromorfone-3-glucuronide (il metabolita principale). Altri metaboliti sono la diidromorfina, la diidroisomorfina e i loro glucuronidi.

Non vi sono evidenze che l'idromorfone venga metabolizzato in vivo dal sistema enzimatico del citocromo P450. In vitro, l'idromorfone inibisce solo minimamente (IC50>50 μM) le isoforme ricombinanti del CYP, compresi CYP1A2, 2A6, 2C8, 2D6 e 3A4. Risulta quindi improbabile che l'idromorfone inibisca il metabolismo di altri medicamenti che vengono metabolizzati da queste isoforme del CYP.

Eliminazione

L'idromorfone viene metabolizzato a livello epatico e in minima parte viene eliminato in forma immodificata principalmente per via renale.

Sulla base dell'andamento delle curve della concentrazione plasmatica nel tempo, dopo singola somministrazione di idromorfone cloridrato alla dose di 2 mg e.v. o 4 mg per via orale a 6 volontari sani in uno studio cross-over randomizzato è stata determinata una emivita di eliminazione relativamente breve, ossia pari a 2,64 ± 0,88 ore (1,68-3,87 ore).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

In uno studio farmacocinetico con una formulazione a rilascio immediato di idromorfone in pazienti con insufficienza epatica moderata (punteggio Child-Pugh 7-9), la AUCINF e la Cmax dell'idromorfone sono aumentate di 4 volte, probabilmente a causa di una riduzione dell'effetto di primo passaggio. Non sono stati esaminati pazienti con insufficienza epatica grave.

Disfunzioni renali

I pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min) mostrano una AUC dell'idromorfone da 2 a 4 volte superiore. Inoltre, rispetto a soggetti con funzionalità renale normale, in pazienti con insufficienza renale grave si possono osservare concentrazioni plasmatiche di idromorfone-3-glucuronide significativamente più elevate.

Pazienti anziani

Dopo singola somministrazione di una formulazione di idromorfone a rilascio immediato, l'esposizione all'idromorfone (AUC0-24h) in volontari sani anziani rispetto a quella in volontari più giovani era aumentata in media solamente dell'11%.

Bambini e adolescenti

I dati relativi alle proprietà farmacocinetiche dell'idromorfone nei bambini sono limitati. Il metabolismo dell'idromorfone nei bambini di età superiore a 12 anni non si differenzia da quello negli adulti.

Dati preclinici

Mutagenicità

L'idromorfone non è stato mutageno nel test di Ames e nel test del micronucleo nel topo.

Inoltre, l'idromorfone non è stato mutageno nemmeno nel test del linfoma del topo senza metabolizzazione esogena (S9). In condizioni di metabolizzazione esogena, l'idromorfone si è dimostrato non mutageno a concentrazioni ≤ 100 µg/ml. Sono state rilevate caratteristiche mutagene a concentrazioni ≥ 200 µg/ml, che sono significativamente più elevate del valore medio delle concentrazioni plasmatiche massime attese nell'essere umano.

Cancerogenicità

Non sono stati condotti studi a lungo termine sulla cancerogenicità.

Tossicità per la riproduzione

In ratti ai quali erano stati somministrati per via orale 5 mg/kg/die (30 mg/m2/die, ossia dosi 1,4 volte più elevate di quelle calcolate per l'essere umano sulla base della superficie corporea) non sono stati osservati effetti sulla fertilità maschile o femminile o sulle caratteristiche degli spermatozoi.

Dosi di idromorfone con effetti tossici sulle fattrici non si sono dimostrate teratogene né per i ratti né per i conigli. Una compromissione dello sviluppo fetale è stata rilevata nei conigli a una dose di 50 mg/kg (il No-Effect-Level per il parametro «sviluppo» è stato pari a una dose di 25 mg/kg o 380 mg/m2 con un'esposizione [AUC] quasi 4 volte superiore al valore atteso nell'essere umano). I ratti che erano stati trattati con una dose orale di idromorfone di 10 mg/kg (308 mg/m2 con una AUC 1,8 volte superiore al valore atteso nell'essere umano) non hanno presentato danni fetali.

Non sono stati condotti studi su animali in giovane età.

Nei piccoli di ratto (F1), è aumentata la mortalità peri- e postnatale a dosi di 2 e 5 mg/kg/die, mentre durante il periodo dell'allattamento il peso corporeo è rimasto inferiore.

Non sono stati rilevati segni clinici o autoptici correlati alla somministrazione di idromorfone alle fattrici.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C). Proteggere dall'umidità nella confezione originale (blister). Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

53222, 53223 (Swissmedic)

Confezioni

Palladon 1,3 mg, 30 e 60 capsule [A+]

Palladon 2,6 mg, 30 e 60 capsule [A+]

Palladon Retard 4 mg, 30 e 60 capsule a rilascio prolungato [A+]

Palladon Retard 8 mg, 30 e 60 capsule a rilascio prolungato [A+]

Palladon Retard 16 mg, 30 e 60 capsule a rilascio prolungato [A+]

Palladon Retard 24 mg, 30 e 60 capsule a rilascio prolungato [A+]

Titolare dell’omologazione

Mundipharma Medical Company, Hamilton/Bermuda, succursale di Basilea.

Stato dell'informazione

Aprile 2026