Actonel® 30 mg, compresse rivestite con film / Actonel® 35 mg, compresse rivestite con film settimanali
Labatec Pharma SA
Composizione
Principi attivi
Risedronato sodico
Sostanze ausiliarie
Lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, crospovidone, magnesio stearato.
Rivestimento:
Ipromellosa, macrogol 400, idrossipropilcellulosa, macrogol 8000, silice colloidale anidra, titanio diossido. Solo 35 mg: ossido di ferro giallo (E 172), ossido di ferro rosso (E 172).
Actonel 30 mg contiene 2,26 mg di sodio e 131 mg di lattosio monoidrato.
Actonel 35 mg contiene 2,64 mg di sodio e 126 mg di lattosio monoidrato.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film da 30 mg e 35 mg (compresse settimanali) di natrii risedronas, corrispondenti rispettivamente a 27,8 mg e 32,5 mg di risedronas.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento e prevenzione dell'osteoporosi nelle donne dopo la menopausa.
Trattamento dell'osteoporosi negli uomini.
Trattamento e prevenzione dell'osteoporosi indotta da corticosteroidi negli uomini e nelle donne.
Trattamento della Osteodystropohia deformans (Morbus Paget).
Il prerequisito per l'avvio di un trattamento preventivo dell'osteoporosi post-menopausale è un valore di T densitometrico (DXA) ≤ -1 a livello della colonna vertebrale o dell'avambraccio distale, cioè una riduzione della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) di almeno una deviazione standard rispetto al valore di riferimento nella popolazione normale. Il trattamento dell'osteoporosi viene avviato a partire da un valore T ≤ -2,5 o la presenza di fratture di tipo non traumatico manifeste.
Posologia/Impiego
Trattamento e prevenzione dell'osteoporosi (Actonel 35 mg compresse settimanali)
Avvertenza importante
Oltre ad Actonel 35 mg compresse rivestite con film, a rilascio rapido, è disponibile anche Actonel 35 mg compresse gastroresistenti, a rilascio ritardato. Tuttavia, le compresse rivestite con film e le compresse gastroresistenti hanno un diverso modo di somministrazione (cfr. sotto), di cui bisogna tenere conto per garantire un'adeguata sicurezza ed efficacia.
La dose raccomandata per la prevenzione e il trattamento dell'osteoporosi è di una compressa settimanale da 35 mg alla settimana. Le compresse settimanali devono essere assunte sempre lo stesso giorno della settimana.
Se l'assunzione di calcio e vitamina D con il cibo è insufficiente, si deve prendere in considerazione un'integrazione.
Durata della terapia
La durata ottimale del trattamento dell'osteoporosi con bifosfonati non è chiara. La necessità di continuare il trattamento con Actonel compresse rivestite con filmva rivalutata a intervalli regolari tenendo in considerazione il beneficio e i possibili rischi per ciascun paziente singolarmente, specialmente dopo un periodo di utilizzo di cinque o più anni.
Morbus Paget (Actonel 30 mg compresse rivestite con film)
La dose giornaliera raccomandata negli adulti affetti da malattia ossea di Paget è di una compressa da 30 mg per 2 mesi. La ripetizione del trattamento è indicata di norma dopo un periodo di follow-up senza trattamento di almeno 6 mesi; la posologia e la durata della terapia sono come per il primo trattamento.
Modo di somministrazione
L'assorbimento del risedronato sodico è influenzato dall'assunzione di cibo. Per garantire un livello sufficiente di assorbimento, Actonel deve essere assumere come segue:
·prima della colazione: almeno 30 minuti prima del primo pasto, della prima bevanda (ad eccezione dell'acqua) o del primo altro medicamento della giornata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nel caso specifico in cui non è possibile assumere il medicamento la mattina, Actomel può essere assunto tra i pasti o alla sera, sempre allo stesso orario. In questi casi bisogna attenersi strettamente alle seguenti indicazioni, per garantire che l'assunzione di Actonel avvenga a stomaco vuoto:
·tra i pasti: almeno 2 ore dopo e almeno 2 ore prima l'assunzione di cibo, bevande (ad eccezione dell'acqua) oaltri medicamenti
·alla sera: non prima di 2 ore dopo l'ultimo pasto, l'ultima bevanda (ad eccezione dell'acqua) o altri medicamenti ma al più tardi 30 minuti prima di coricarsi.
Le compresse vanno ingerite intere e non devono essere succhiate, masticate o frantumate in altro modo.
I pazienti devono assumere Actonel con un bicchiere d'acqua di rubinetto (≥120 ml), tenendosi in posizione eretta per facilitare il passaggio allo stomaco. Altre bevande possono compromettere l'assorbimento del risedronato sodico, soprattutto se contengono calcio e/o magnesio.
Dopo l'assunzione della compressa i pazienti non devono mettersi in posizione sdraiata per 30 minuti (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Mancata assunzione
Actonel 35 mg compresse settimanali per il trattamento e la prevenzione dell'osteoporosi
Se è stata dimenticata una compressa settimanale di Actonel, la compressa successiva deve essere assunta la mattina seguente nelle condizioni standard raccomandate (vale a dire prima della colazione). In seguito, i pazienti devono ritornare allo schema posologico originale e assumere la dose successiva il giorno della settimana in cui la assumevano abitualmente.
Actonel 30 mg compresse rivestite con film per il trattamento della malattia di Paget
Se si dimentica di assumere Actonel, la compressa può essere assunta, in accordo con le indicazioni precedenti, invece che prima della colazione anche tra i pasti o alla sera. In seguito si deve tornare a seguire lo schema di assunzione iniziale. Non si devono assumere 2 compresse lo stesso giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento posologico (cfr «Farmcocinetica»).
Bambini e adolescenti
Actonel 30 mg compresse rivestite con film e Actonel 30 mg compresse rivestite con film settimanali non è omologato per l'uso nei bambini e negli adolescenti.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con clearance della creatinina > 30 ml/min non è necessario alcun aggiustamento posologico. Nei pazienti con grave insufficienza renale il trattamento con risedronato è controindicato (cfr. «Farmacocinetica»).
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Poiché il risedronato non viene metabolizzato a livello epatico, probabilmente non è necessario un aggiustamento della dose nelle pazienti con insufficienza epatica.
Controindicazioni
·Ipocalcemia.
·Grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min).
·Impossibilità di mantenere una posizione eretta per almeno 30 minuti (in piedi o seduti).
·Gravidanza e allattamento.
·Ipersensibilità nota al risedronato sodico o ad uno degli altri componenti del preparato.
Avvertenze e misure precauzionali
Alimenti, bevande (ad eccezione dell'acqua di rubinetto) e medicamenti contenenti cationi polivalenti (come p.es. calcio, magnesio, ferro o alluminio) possono compromettere l'assorbimento dei bifosfonati e devono essere assunti contemporaneamente ad Actonel compresse rivestite (cfr. «Interazioni»)
Per ottenere il beneficio desiderato di Actonel, bisogna attenersi strettamente alle istruzioni posologiche (cfr. «Posologia/impiego»).
Un'eventuale ipocalcemia deve essere trattata prima di iniziare il trattamento con risedronato. Anche altri disturbi del metabolismo delle ossa o dei minerali (ad es. disturbi della funzionalità paratiroidea, deficit di vitamina D) devono essere trattati prima di iniziare la terapia con risedronato.
Rischi gastrointestinali
I bifosfonati somministrati per via orale possono provocare irritazioni locali della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. I bifosfonati sono stati infatti associati all'insorgenza di malattie come esofagite e gastrite, di ulcere esofagee e gastroduodenali, oltre che di numerosi sintomi gastrointestinali aspecifici. Si consiglia pertanto di prestare attenzione nelle seguenti situazioni:
·in pazienti con anamnesi di malattie esofagee che ritardano il passaggio o lo svuotamento dell'esofago, come stenosi o acalasia;
·in pazienti con disturbi o malattie dell'addome superiore in atto o recenti (ad es. esofago di Barrett, disfagia, gastrite, duodenite, ulcera);
·in pazienti che non sono in grado di stare sedute o in piedi per almeno 30 minuti dopo l'assunzione della compressa.
Quindi tutte le pazienti, e in particolare quelle con una storia di malattia esofagea, devono essere invitate a seguire scrupolosamente le istruzioni posologiche. Il medico curante deve prestare attenzione a eventuali indicazioni di alterazioni esofagee. Le pazienti devono essere invitate a consultare tempestivamente un medico se sviluppano sintomi di irritazione esofagea come disfagia, dolore alla deglutizione, dolore retrosternale o bruciore di stomaco di nuova insorgenza o in peggioramento.
Osteonecrosi della mascella
L'osteonecrosi della mascella è stata segnalata con i bifosfonati sia per via endovenosa che orale. Questi casi sono stati osservati soprattutto in relazione all'estrazione di un dente e/o a un'infezione locale (compresa l'osteomielite) e in pazienti affetti da tumori maligni che avevano ricevuto contemporaneamente una chemioterapia e corticosteroidi. Prima di avviare un trattamento con bifosfonati deve essere presa in considerazione una visita dentistica con opportune misure preventive di tipo odontoiatrico, soprattutto nelle pazienti che presentano fattori di rischio (ad es. malattie maligne, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, igiene orale insufficiente).
Durante il trattamento occorre evitare per quanto possibile procedure dentali invasive. Nelle pazienti che durante il trattamento con bifosfonati sviluppano osteonecrosi della mascella, questa può peggiorare in seguito a misure di chirurgia odontoiatrica. Non sono disponibili dati che indichino se l'interruzione del trattamento con bifosfonati in pazienti che necessitano di un intervento odontoiatrico riduca il rischio di osteonecrosi della mascella.
La procedura deve essere determinata sulla base del giudizio clinico del medico curante e di una valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
Osteonecrosi del condotto uditivo esterno
Con l'uso di bifosfonati è stata segnalata anche osteonecrosi del condotto uditivo esterno, soprattutto in relazione a una terapia a lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio di osteonecrosi del condotto uditivo esterno vi sono l'utilizzo di corticosteroidi e chemioterapia e/o fattori di rischio locali come infezioni o traumi. Nelle pazienti che ricevono bifosfonati e che presentano sintomi auricolari, tra cui infezioni croniche dell'orecchio, deve essere presa in considerazione la possibilità di osteonecrosi del condotto uditivo esterno.
Fratture atipiche delle ossa lunghe
Durante la terapia con bifosfonati sono state riportate fratture femorali atipiche sottotrocanteriche e diafisarie, soprattutto in pazienti che erano stati trattati per un lungo periodo per l'osteoporosi. Queste fratture trasversali o brevi fratture oblique possono verificarsi in qualsiasi punto lungo il femore, da appena sotto il piccolo trocantere fino ai condili. Queste fratture insorgono dopo un trauma minimo o anche in assenza di trauma. Molti pazienti sentono già settimane o anche mesi prima della formazione di una frattura femorale completa dei dolori alla coscia o nella zona inguinale, che spesso sono collegati a evidenze radiologiche di fratture da stress. Sono state segnalate anche difficoltà nel processo di guarigione di queste fratture.
Le fratture si presentano spesso bilateralmente; nelle pazienti che riportano una frattura del femore durante la terapia con bifosfonati è quindi opportuno controllare anche l'altro femore. Se si sospetta una frattura femorale atipica, bisogna considerare un'eventuale sospensione della terapia con bifosfonati finché non è possibile effettuare una valutazione individuale dei benefici e dei rischi per la paziente.
Tutte le pazienti che sono o sono state trattate con bifosfonati devono essere incoraggiate a informare il medico di qualsiasi dolore alla coscia, all'anca o all'inguine. Ogni paziente con questi sintomi deve essere esaminata per verificare la presenza di una frattura incompleta del femore.
In singoli casi, durante la terapia a lungo termine con bifosfonati sono state segnalate anche fratture atipiche di altre ossa lunghe.
Dolori muscolo-scheletrici
Dopo l'omologazione sono stati segnalati forti dolori ossei, articolari e/o muscolari in pazienti in trattamento con bifosfonati, che in alcuni casi hanno portato a disabilità. Il tempo trascorso tra l'inizio della terapia con bifosfonati e la comparsa di questi sintomi variava da un giorno a diversi mesi. Nella maggior parte dei casi, i sintomi sono migliorati dopo la sospensione del bifosfonato. Tuttavia, in alcuni pazienti i sintomi si sono ripresentati dopo un nuovo trattamento con lo stesso o con un altro bifosfonato. In caso di dolore intenso, si deve prendere in considerazione l'interruzione della terapia.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Actonel contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Nell'ambito di studi clinici, i pazienti sono stati sottoposti a un ampio spettro di medicamenti di uso comune concomitanti (ad es. FANS, acido acetilsalicilico, H2 antagonisti, inibitori della pompa protonica, antiacidi, bloccanti dei canali del calcio, tiazidi, glucocorticoidi, anticoagulanti, anticonvulsivanti, glicosidi cardiaci) senza la comparsa di segni di interazioni clinicamente rilevanti.
Interazioni farmacocinetiche
Non sono stati condotti studi specifici sull'interazione con il risedronato sodico. Le seguenti informazioni si basano sull'esperienza generale con i bifosfonati.
L'assunzione concomitante di alimenti e medicamenti contenenti cationi polivalenti (ad es. calcio, magnesio, ferro e alluminio) compromette l'assorbimento di risedronato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). I medicamenti contenenti tali cationi polivalenti devono quindi essere assunti in un momento diverso della giornata rispetto alle compresse di risedronato. Si raccomanda di mantenere un intervallo di almeno 2 ore tra l'assunzione di un medicamento contenente cationi polivalenti e Actonel compresse rivestite.
Gli alimenti ad alto contenuto di calcio (ad es. i latticini) e i preparati a base di vitamine o minerali possono avere un effetto analogo (cfr. «Posologia/Impiego»).
Actonel non è metabolizzato nell'organismo, non induce gli enzimi del citocromo P450 e si lega solo debolmente alle proteine. Non sono quindi previste interazioni corrispondenti.
Terapia ormonale sostitutiva: In uno studio, n=X donne in menopausa precoce hanno ricevuto Actonel (5 mg/giorno) per un periodo di 12-18 mesi in associazione con una terapia sostitutiva con estrogeni. Non sono state osservate interazioni rilevanti. Quando ciò è considerato opportuno, Actonel può essere somministrato insieme a una terapia ormonale sostitutiva.
Interazioni farmacodinamiche
Antinfiammatori non steroidei (FANS): Tra le pazienti negli studi (con Actonel 5 mg/giorno o 35 mg/settimana) per il trattamento dell'osteoporosi post-menopausale, rispettivamente il 29% e il 57% assumeva acido acetilsalicilico e rispettivamente il 37% e il 40% assumeva dei FANS. Tra le utilizzatrici abituali di questa comedicazione (3 o più giorni alla settimana) la frequenza di eventi indesiderati nel tratto intestinale superiore registrata nelle pazienti trattate con Actonel era simile a quelle nelle pazienti controllo.
Tamoxifene: In uno studio clinico, le pazienti hanno ricevuto 30 mg/giorno di risedronato per 2 settimane, con ripetizione ogni 12 settimane, per un periodo complessivo di 96 settimane. Una parte delle pazienti è stata trattata con tamoxifene. Non sono emersi indizi di un'interazione clinicamente rilevante tra risedronato e tamoxifene.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non esistono studi con risedronato su donne in gravidanza. Gli studi di sperimentazione sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti. Actonel rivestite non deve essere impiegato durante la gravidanza.
Allattamento
Non sono disponibili studi negli esseri umani. Studi sugli animali indicano che una piccola quantità di risedronato sodico passa nel latte materno. Actonel compresse rivestite non deve essere impiegato durante l'allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili esperienze sufficienti sui possibili effetti di risedronato sulla fertilità umana.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Tuttavia, con l'uso di Actonel 35 mg compresse gastroresistenti sono stati segnalati effetti indesiderati come stordimento e alterazioni di tipo infiammatorio a livello degli occhi, che possono compromettere la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.
Effetti indesiderati
La sicurezzadel risedronato è stata esaminata in oltre 15'000 pazienti in studi clinici di fase III.
Qui di seguito sono elencati secondo la classificazione sistemica organica e per frequenza gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici sull'osteoporosi e/o durante la fase di sorveglianza post-marketing con il risedronato.
Le frequenze vengono indicate utilizzando le seguenti categorie: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1'000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1'000), «molto raro» (< 1/10'000) e «non nota» (i dati derivano prevalentemente da segnalazioni spontanee durante la sorveglianza post-marketing; la frequenza esatta non può essere stimata). Per gli effetti indesiderati osservati esclusivamente nei pazienti affetti dalla malattia di Paget, vedere sotto.
Infezioni ed infestazioni
Non comune: influenza
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni di ipersensibilità (comeangioedema, eruzione cutanea generalizzata o reazione cutanea bollosa che in alcuni casi possono essere di grave entità).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipocalcemia asintomatica
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea
Patologie dell'occhio
Non comune: irite
Molto raro: uveite
Non nota: infiammazioni del bulbo oculare e dell'orbita
Patologie gastrointestinali
Comune: stipsi, dispepsia, nausea, dolori addominali, diarrea
Non comune: disfagia, esofagite, gastrite, duodenite, duodenite, ulcera esofagea
Raro: glossite, stenosi esofagea
Patologie epatobiliari
Raro: indici di funzionalità epatica anomali
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: dolori muscoloscheletrici
Molto raro: osteonecrosi della mascella, osteonecrosi del condotto uditivo esterno.
Non nota: fratture del femore subtrocanteriche e diafisarie atipiche, fratture atipiche di ossa lunghe diverse dal femore (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro: disturbi della fertilità maschile
Effetti indesiderati durante il trattamento della malattia di Paget con risedronato
Nei pazienti affetti dalla malattia di Paget sono stati segnalati, in singoli casi, i seguenti effetti indesiderati aggiuntivi:
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Neoplasmi
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Perdita di peso
Patologie del sistema nervoso
Stordimento
Patologie dell'occhio
Secchezza oculare, ambliopia, lesione della cornea.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Tinnito
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Dolore toracico, bronchite, apnea
Patologie gastrointestinali
Colite
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Artralgia e crampi isolati alle gambe, miastenia
Patologie renali e urinarie
Nicturia
Patologie generali
Edemi periferici
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi
In seguito a un forte sovradosaggio del risedronato ci si attende una riduzione dei livelli di calcio sierici. In alcuni di questi pazienti possono anche subentrare sintomi clinici di ipocalcemia e/o ipofosfatemia.
Terapia del sovradosaggio
Non si dispone di informazioni specifiche sul trattamento del sovradosaggio di risedronato.
La somministrazione di latte o antiacidi contenenti magnesio, calcio o alluminio può favorire il legame del risedronato, riducendo l'assorbimento del risedronato sodico. Tuttavia, la formulazione gastroresistente è meno sensibile all'effetto legante dei cationi bivalenti. In caso di forte sovradosaggio, si può prendere in considerazione una lavanda gastrica per rimuovere il risedronato non assorbito, a condizione che venga effettuata entro 30 minuti dall'ingestione.
In caso di ipocalcemia, le consuete procedure standard per il trattamento dell'ipocalcemia, compresa la somministrazione di calcio per via endovenosa, dovrebbero normalizzare i livelli di calcio e ridurre i sintomi dell'ipocalcemia.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
M05BA07
Meccanismo d'azione
Il risedronato sodico è un piridinilbifosfonato che si fissa all'idrossiapatite dell'osso e inibisce il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti, mentre la formazione di nuovo osso è preservata in misura ridotta.
Farmacodinamica
Il risedronato inibisce il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti, determinando un aumento dose-dipendente della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD).
L'attività biologica di 5 mg di risedronato sodico è stata confermata mediante misurazione di marker ossei nel corso di studi farmacodinamici e clinici. Con 5 mg di Actonel è stata osservata una diminuzione dei marker biochimici del rimodellamento osseo in donne in post-menopausa entro il primo mese di trattamento; questa aveva raggiunto il massimo dopo 3-6 mesi ed è rimasta dann costante nel successivo corso del trattamento. Questi risultati dimostrano che il risedronato sodico causa una riduzione moderata del riassorbimento osseo. Il turnover osseo viene ridotto, mentre l'attività degli osteoblasti e la mineralizzazione ossea rimangono invariate.
Anche negli uomini trattati con Actonel 35 mg compresse settimanali, dopo un periodo di trattamento di 3 e 24 mesi è stata osservata una riduzione dei marcatori ossei.
Efficacia clinica
Trattamento e prevenzione dell'osteoporosi post-menopausale
Gli studi di efficacia, i cui risultati sono descritti qui di seguito, sono stati condotti, salvo diversa indicazione, con compresse rivestite di film con una dose di risedronato pari a 5 mg (per somministrazione giornaliera). Il programma di studio corrispondente ha coinvolto un'ampia popolazione di pazienti in postmenopausa (cioè dalla menopausa precoce a quella tardiva) con o senza fratture osteoporotiche preesistenti. Tutte le pazienti hanno ricevuto, oltre al medicamento in studio, un integratore di calcio e, in caso di valori basali bassi, anche un integratore di vitamina D. In uno degli studi è stata anche confrontata la monoterapia con Actonel con la somministrazione concomitante di una terapia sostitutiva con estrogeni in circa 500 donne in menopausa precoce.
È stata dimostrata l'equivalenza terapeutica delle compresse rivestite di film da 5 mg con quelle da 35 mg.
I risultati di questi studi controllati con placebo dimostrano che Actonel ha ridotto significativamente la frequenza delle fratture vertebrali nelle donne in postmenopausa con osteoporosi rispetto al placebo. Questo effetto è stato riscontrato già alla fine del primo anno di trattamento. Un beneficio significativo è stato dimostrato anche nelle pazienti che all'inizio dello studio presentavano già fratture multiple.
In uno studio condotto su donne di età compresa tra 70 e 79 anni, il rischio di fratture dell'anca è stato significativamente ridotto dopo 3 anni rispetto al placebo.
Actonel ha ridotto anche la frequenza complessiva dell'endpoint composito di fratture osteoporotiche non vertebrali a livello di anca, polso, braccio, bacino, clavicola e gamba.
Rispetto al placebo, Actonel ha aumentato significativamente la BMD a livello delle vertebre lombari, del collo del femore, del trocantere e del polso, prevenendo la perdita di densità ossea del corpo del radio medio. In uno studio è stato riscontrato un aumento significativo della BMD a livello delle vertebre lombari, del collo del femore e del trocantere già 3 mesi dopo l'inizio del trattamento, che è persistito fino alla fine del trattamento. L'effetto sul radio distale, invece, non è stato significativo in tutti i momenti.
L'aumento della BMD nelle vertebre lombari è stato significativamente più forte quando Actonel è stato assunto prima di colazione piuttosto che in un altro momento della giornata.
Actonel ha ridotto significativamente il calo della statura corporea nelle donne in postmenopausa dopo 3 anni rispetto al placebo. Ciò era in linea con una significativa riduzione della progressione degli indici di deformazione vertebrale.
Risultati rilevanti in termini di sicurezza
Le biopsie ossee di donne in postmenopausa trattate quotidianamente con 5 mg di Actonel per 2-3 anni hanno mostrato la moderata riduzione del rimodellamento osseo prevista. La formazione ossea durante il trattamento con Actonel era normale in termini di struttura lamellare e mineralizzazione ossea.
I risultati endoscopici ottenuti in pazienti con disturbi gastrointestinali da moderati a gravi nei gruppi trattati con Actonel e nei gruppi di controllo, nel rispetto delle misure precauzionali raccomandate nella sezione «Posologia/impiego», non hanno evidenziato alcun segno di ulcera gastrica, duodenale o esofagea correlata al trattamento. Raramente è stata osservata duodenite nel gruppo trattato con Actonel.
Trattamento dell'osteoporosi negli uomini
In uno studio in doppio cieco controllato con placebo, n=285 pazienti maschi affetti da osteoporosi (T-score delle vertebre lombari -3,21) sono stati trattati con 35 mg di Actonel alla settimana. I pazienti hanno ricevuto contemporaneamente calcio e vitamina D. Rispetto al placebo, dopo 6 e 24 mesi è stato osservato un aumento significativo della BMD a livello della colonna vertebrale lombare, del collo del femore e del trocantere.
Si è anche evidenziata una tendenza in direzione di un minor numero di fratture cliniche.
Osteoporosi indotta da corticosteroidi
L'efficacia di Actonel 5 mg al giorno nel trattamento e nella prevenzione dell'osteoporosi indotta da corticosteroidi è stata studiata in diversi studi controllati con placebo. Questi studi hanno coinvolto sia pazienti che assumevano corticosteroidi (≥7,5 mg di prednisone/giorno o equivalente) da più di 6 mesi, sia pazienti che avevano iniziato la terapia steroidea solo nei 3 mesi precedenti. Tutti i partecipanti allo studio hanno ricevuto un integratore di calcio. Nello studio con terapia steroidea di nuovo inizio, tutti i pazienti hanno ricevuto anche un integratore di vitamina D. I risultati di questi studi mostrano che:
·Con Actonel, la BMD è rimasta invariata o è addirittura aumentata rispetto al placebo a livello delle vertebre lombari, del collo del femore e del trocantere.
·Actonel ha ridotto la frequenza delle fratture vertebrali in pazienti con osteoporosi indotta da corticosteroidi in confronto al placebo a 1 anno. Questo era statisticamente significativo nella totalità degli studi.
·Gli esami istologici delle biopsie ossee di pazienti sotto trattamento con corticosteroidi e Actonel hanno dimostrato che la struttura ossea e la formazione di nuovo osso erano normali e il rimodellamento osseo si manteneva invariato.
Osteodystrophia deformans (Morbus Paget)
L'efficacia di 30 mg al giorno di risedronato sodico è stata studiata in sei studi clinici condotti su un totale di oltre 390 pazienti di sesso maschile e femminile per un periodo fino a 6 mesi. Due di questi studi erano controllati con principio attivo (il preparato di confronto era 400 mg di etidronato/giorno). Gli altri quattro studi erano studi in aperto.
Dopo 2 mesi di trattamento con 30 mg di Actonel al giorno:
La percentuale di pazienti in cui la fosfatasi alcalina (AP) nel siero si era normalizzata era significativamente superiore rispetto al gruppo con controllo attivo (400 mg di etidronato/giorno; 77% vs 11%). Differenze significative sono state riscontrate anche nella riduzione dell'idrossiprolina/creatinina e della deossipiridolina/creatinina nelle urine.
Gli esami radiologici all'inizio della terapia e dopo 6 mesi hanno presentato una riduzione della quantità di lesioni osteolitiche sia dello scheletro appendicolare che di quello assile. Le lesioni osteolitiche delle estremità inferiori sono migliorate o si sono mantenute invariate. Non sono state osservate nuove fratture.
L'effetto osservato è stato simile in tutti i pazienti con malattia di Paget, indipendentemente da eventuali trattamenti precedenti e dal grado di severità della malattia.
Sono disponibili solo esperienze relative a trattamenti della durata massima di 3 anni.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il risedronato sodico viene assorbito nel tratto gastrointestinale superiore e raggiunge la concentrazione plasmatica massima circa 1 ora dopo la somministrazione orale.
Nell'intervallo di dosi studiato (dose singola 2,5-30 mg; somministrazione ripetuta di 2,5-5 mg/giorno e fino a 50 mg alla settimana) l'assorbimento è risultatoindipendente dal dosaggio.
La biodisponibilità orale media delle compresse è inferiore all'1%. Si dimezza quando il risedronato sodico viene somministrato insieme al cibo o meno di 30 minuti prima della colazione.
Distribuzione
Il volume di distribuzione medio allo stato stazionario è di 6,3 l/kg. Circa il 24% del principio attivo è legato alle proteine nel plasma.
Metabolismo
Non vi è alcuna evidenza di metabolizzazione sistemica del risedronato sodico.
Eliminazione
Dopo somministrazione orale, il profilo di concentrazione sierica mostra un andamento multifasico nel tempo: l'emivita di eliminazione iniziale è di circa 1,5 ore, mentre l'emivita terminale esponenziale è di 480 ore.
Circa la metà della dose assorbita viene eliminata nel giro di 24 ore con le urine e il 90% di una dose somministrata per via orale viene recuperato entro 10 giorni nelle urine. La clearance renale media è pari a 0,0677 l/h/kg e la clearance orale media a 14,9 l/h/kg. La differenza è riconducibile principalmente alla clearance non renale o alla clearance dovuta all'assorbimento a livello delle ossa. La clearance renale non dipende dalla concentrazione. Vi è una correlazione lineare tra la clearance renale e la clearance della creatinina.
Il risedronato sodico non assorbito viene eliminato con le feci in forma non modificata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
La biodisponibilità e la distribuzione erano simili nei soggetti anziani (>60 anni) e in quelli più giovani. Anche nei pazienti ≥75 anni non sono state riscontrate differenze rilevanti rispetto ai giovani adulti.
Bambini e adolescenti
Al di fuori delle indicazioni approvate, è stata studiata la farmacocinetica del risedronato in pazienti pediatrici affetti da osteogenesi imperfetta di età compresa tra 4 e <16 anni. Tuttavia, i dati disponibili suggeriscono un rapporto rischio/beneficio sfavorevole in questa popolazione a causa della scarsa efficacia.
Disfunzioni renali
I dati clinici di pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min) sono limitati. Nell'intervallo studiato si è trovata una correlazione lineare tra la clearance renale e la clearance della creatinina (cfr. «Posologia/impiego»).
Disfunzioni epatiche
La farmacocinetica del risedronato sodico non è stata studiata in pazienti con funzionalità epatica compromessa, poiché il principio attivo non viene metabolizzato a livello epatico.
Sesso
La biodisponibilità del risedronato era simile nei soggetti maschi e femmine.
Dati preclinici
Tossicità in caso di somministrazione ripetuta
In studi tossicologici condotti su ratti e cani, è stata osservata un'epatotossicità dose-dipendente del risedronato sodico, principalmente sotto forma di aumento degli enzimi epatici, accompagnata da alterazioni istologiche nei ratti. La rilevanza clinica di queste osservazioni non è nota. La tossicità testicolare è comparsa nei ratti e nei cani a livelli di esposizione superiori a quelli terapeutici nell'uomo. Casi di irritazione dose-dipendente delle vie respiratorie superiori sono stati osservati frequentemente nei roditori. Effetti simili sono stati osservati con altri bifosfonati. Effetti sulle vie respiratorie inferiori sono stati osservati anche in studi prolungati condotti sui roditori, ma la rilevanza clinica di queste osservazioni non è chiara.
Tossicità per la riproduzione
Negli studi sulla tossicità per la riproduzione sono state osservate alterazioni ossee a livello dello sterno e/o del cranio dei feti di ratti trattati con esposizioni simili a quelle cliniche, nonché ipocalcemia e mortalità nelle femmine gravide che avevano partorito. Non vi sono prove di teratogenicità a dosi di 3,2 mg/kg/giorno nei ratti e di 10 mg/kg/giorno nei conigli, ma i dati sono disponibili solo per un numero limitato di conigli. La tossicità nelle madri ha impedito lo studio di dosi più elevate.
Genotossicità/cancerogenicità
Gli studi di genotossicità e cancerogenicità non hanno evidenziato rischi particolari per l'uomo.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
55214 (Swissmedic).
Confezioni
Actonel 30 mg compresse rivestite con film: 28 [B].
Actonel 35 mg compresse rivestite con film settimanali: 4 e 12 [B].
Titolare dell’omologazione
Labatec Pharma S.A., 1217 Meyrin (Genève)
Stato dell'informazione
Settembre 2025