Depo-Medrol® Lidocaine

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Methylprednisoloni acetas, lidocaini hydrochloridum monohydricum.

Sostanze ausiliarie

Sospensione iniettabile da 40 mg/ml: macrogolum 3350, alcohol benzylicus 8.7 mg/1 ml, natrii chloridum, miripirii chloridum, acidum hydrochloricum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.

Contenuto totale di sodio per flaconcino da 1 ml: 2.63 mg.

Sospensione iniettabile da 80 mg/2 ml: macrogolum 3350, alcohol benzylicus 17.4 mg/2 ml, natrii chloridum, miripirii chloridum, acidum hydrochloricum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.

Contenuto totale di sodio per flaconcino da 2 ml: 5.27 mg.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Sospensione iniettabile. Per somministrazione intrasinoviale, periarticolare e intrabursale e per infiltrazione nei tessuti molli.

Sospensione iniettabile da 40 mg/ml: 1 flaconcino da 1 ml di sospensione iniettabile contiene 40 mg di methylprednisoloni acetas e 10 mg di lidocaini hydrochloridum monohydricum.

Sospensione iniettabile da 80 mg/2 ml: 1 flaconcino da 2 ml di sospensione iniettabile contiene 80 mg di methylprednisoloni acetas e 20 mg di lidocaini hydrochloridum monohydricum.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Per somministrazione intrasinoviale, periarticolare e intrabursale e per infiltrazione nei tessuti molli (cfr. «Posologia/impiego»):

Terapia aggiuntiva a breve termine (durante una fase acuta o un'esacerbazione) in caso di:

·artrosi post-traumatica;

·sinovite in presenza di artrosi;

·poliartrite cronica;

·borsite acuta e subacuta;

·epicondilite;

·tenosinovite acuta aspecifica;

·artrite gottosa acuta.

Inoltre, Depo-Medrol Lidocaine può avere un effetto benefico sui tumori cistici di un'aponeurosi o di un tendine (cisti sinoviale).

Posologia/Impiego

La terapia corticosteroidea di norma integra una terapia di base, ma non la sostituisce. La posologia deve essere adattata alla gravità della malattia e alla reazione del paziente. Per ridurre gli effetti indesiderati, e non appena le condizioni del paziente lo consentono, la dose deve essere ridotta e, se possibile, si deve passare a una terapia non steroidea.

Iniezione locale nella poliartrite cronica e nelle artrosi

La dose di metilprednisolone da somministrare per via intra-articolare varia da persona a persona in base alle dimensioni dell'articolazione da trattare e alla gravità della malattia. Per un trattamento cronico, le iniezioni vanno ripetute a intervalli di 1-5 settimane o più, a seconda del miglioramento apportato dalla prima iniezione.

Le dosi di metilprednisolone riportate nella seguente tabella sono di carattere orientativo:

Dimensioni dell'articolazione

Esempio

Intervallo di dose di metilprednisolone

Grandi

Ginocchio, caviglia, spalla

20-80 mg

Medie

Gomito, polso

10-40 mg

Piccole

Metacarpofalangea
Interfalangea

Sterno-clavicolare

Acromioclavicolare

4-10 mg

 

Borsite, cisti sinoviale, tendinite, epicondilite

Per il trattamento di diverse malattie di tendini e borse, la dose di metilprednisolone varia tra i 4 e i 30 mg. Nei casi cronici o recidivanti possono essere necessarie iniezioni ripetute.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

Nei bambini fino ai 12 anni di età non si deve superare una dose massima di 5 mg/kg di lidocaina.

Per il trattamento di infanti e bambini sono sufficienti in generale dosi più basse di steroidi. La dose deve basarsi più sulla gravità della malattia che sull'età, sul peso corporeo o sulla superficie corporea.

Nei nati prematuri nonché nei neonati con basso peso alla nascita, Depo-Medrol Lidocaine è controindicato a causa del contenuto di alcool benzilico.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani il rischio di osteoporosi nonché di ritenzione di liquidi (eventualmente con conseguente ipertensione) è potenzialmente maggiore in caso di terapia corticosteroidea di lunga durata. Pertanto, i pazienti anziani devono essere trattati con cautela.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica, ipotiroidismo

Nei pazienti con grave insufficienza epatica o ipotiroidismo, il metabolismo del metilprednisolone è ritardato e l'effetto può risultare potenziato. I disturbi della funzionalità epatica alterano anche la farmacocinetica della lidocaina. Pertanto, la dose deve essere aggiustata di conseguenza.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di insufficienza renale di grado lieve e moderato. In caso di insufficienza renale grave, Depo-Medrol Lidocaine deve essere utilizzato con particolare cautela. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti emodializzati.

Controindicazioni

Somministrazione intratecale, intranasale, intraoculare o epidurale.

Somministrazione intravascolare (ad es. endovenosa).

Somministrazione intramuscolare.

Infezioni micotiche sistemiche.

Gravi disturbi di conduzione.

Insufficienza cardiaca acuta scompensata.

Ipersensibilità a uno qualsiasi dei principi attivi o delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).

Ipersensibilità nota agli anestetici locali di tipo anilidico.

La somministrazione di vaccini vivi o di vaccini vivi attenuati è controindicata nei pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.

Depo-Medrol Lidocaine è controindicato nei nati prematuri, in quanto contiene il conservante alcool benzilico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Avvertenze e misure precauzionali

Depo-Medrol Lidocaine contiene un anestetico locale (lidocaina). I medici che fanno uso di anestetici locali devono disporre di un'esperienza sufficiente ed avere familiarità con la diagnosi e il trattamento dei possibili effetti indesiderati (inclusa la tossicità sistemica) o delle complicazioni. Devono essere prontamente disponibili nelle immediate vicinanze le attrezzature e i medicamenti necessari per la rianimazione.

Depo-Medrol Lidocaine non deve essere somministrato con modalità diverse da quanto indicato nella rubrica «Indicazioni/possibilità d'impiego». È dunque indispensabile che Depo-Medrol Lidocaine sia somministrato nelle sedi desiderate utilizzando le tecniche di somministrazione adeguate. Con la somministrazione intratecale o epidurale di metilprednisolone sono stati riportati effetti indesiderati a volte gravi, come aracnoidite, meningite, paraparesi/paraplegia, convulsioni, disturbi della sensibilità, cefalea, fastidi alla vescica nonché disturbi funzionali gastrointestinali. Pertanto, la somministrazione intratecale o epidurale è controindicata (cfr. «Controindicazioni»).

Devono essere adottate le misure adeguate per evitare un'iniezione intravascolare o intramuscolare. Se si desidera un effetto sistemico persistente con corticosteroidi per uso parenterale, deve essere utilizzato un preparato senza aggiunta di anestetici locali.

La somministrazione intrasinoviale, intrabursale o nella guaina tendinea deve essere evitata in presenza di infezioni acute.

Poiché le complicazioni di un trattamento steroideo dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento, il rapporto rischio-beneficio per quanto riguarda la dose e la durata del trattamento deve essere valutato su base individuale.

È stato riportato che durante una terapia corticosteroidea alcuni pazienti hanno sviluppato una sindrome di Kaposi. In alcuni di questi pazienti, il sarcoma è completamente regredito dopo l'interruzione del trattamento corticosteroideo.

Reazioni da ipersensibilità

Reazioni da ipersensibilità (fino allo shock anafilattico) possono essere causate sia dal metilprednisolone o dalla lidocaina che da una delle sostanze ausiliarie di Depo-Medrol Lidocaine.

In casi rari, dopo la somministrazione di corticosteroidi possono verificarsi reazioni allergiche come reazioni cutanee, angioedemi e/o reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Pertanto, prima dell'uso, in particolare nei pazienti con allergie note ai medicamenti, devono essere adottate le misure precauzionali del caso.

Effetti endocrini

Dosaggi farmacologici di corticosteroidi somministrati per periodi di tempo prolungati possono portare a una soppressione dell'asse ipofisi-ipotalamo-surrene (insufficienza corticosurrenalica secondaria). L'entità e la durata dell'insufficienza corticosurrenalica variano da paziente a paziente e dipendono da dose, frequenza, orario di somministrazione e durata della terapia glucocorticoidea.

In caso di stress inconsueti (ad es. grave malattia, interventi chirurgici maggiori, grave trauma ecc.), nei pazienti in terapia a lungo termine con corticosteroidi deve essere aumentata la dose di corticosteroidi ad azione rapida subito prima, durante e dopo la situazione di stress.

L'interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può dar luogo a insufficienza corticosurrenalica (talvolta con esito fatale). Pertanto, gli steroidi non devono essere interrotti improvvisamente, ma se ne deve ridurre la dose gradualmente.

Un'insufficienza corticosurrenalica relativa può persistere ancora per mesi dopo l'interruzione della terapia. Se in questo lasso di tempo si verificano particolari situazioni di stress (ad es. gravi malattie, interventi chirurgici maggiori ecc.), la terapia ormonale deve essere ripristinata. Poiché anche la secrezione di mineralcorticoidi può essere limitata, devono essere somministrati anche sali e/o un mineralcorticoide.

In caso di interruzione improvvisa dei glucocorticoidi può anche verificarsi una «sindrome da sospensione di steroidi» apparentemente indipendente da un'insufficienza corticosurrenalica. Questa sindrome presenta sintomi come: anoressia, nausea, vomito, letargia, cefalea, febbre, dolore articolare, desquamazione della cute, mialgia, calo ponderale e/o ipotensione.

Poiché i glucocorticoidi possono causare o peggiorare una sindrome di Cushing, l'uso di glucocorticoidi deve essere evitato nei pazienti con malattia di Cushing.

Nei pazienti con ipotiroidismo, l'effetto dei glucocorticoidi esogeni risulta potenziato.

Dopo la somministrazione sistemica di corticosteroidi sono state riportate crisi da feocromocitoma, a volte con esito fatale. Pertanto, nei pazienti con presenza nota o sospetta di feocromocitoma i corticosteroidi devono essere somministrati solo dopo un'adeguata valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Qualora un paziente in trattamento con Depo-Medrol Lidocaine presenti potenziali sintomi di una crisi da feocromocitoma come crisi ipertensiva, insufficienza cardiaca, tachicardia, cefalea, dolore addominale e/o toracico, si deve considerare la possibilità di un feocromocitoma non ancora diagnosticato.

Effetti immunosoppressivi/aumentata suscettibilità alle infezioni

I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità alle infezioni, mascherare i segni di un'infezione incipiente, aggravare infezioni già in atto, aumentare il rischio di riattivazione o di aggravamento di infezioni latenti (incluse quelle causate da parassiti) e durante la terapia corticosteroidea possono anche manifestarsi nuove infezioni. L'uso di corticosteroidi può quindi ridurre la resistenza ai patogeni e rendere più difficile la localizzazione di un'infezione. Tali infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte fatali. Il tasso di complicazioni infettive aumenta con l'aumentare delle dosi di corticosteroidi. In caso di infezioni gravi, deve essere garantita una copertura antibiotica o chemioterapica sufficiente.

I pazienti in trattamento con corticosteroidi devono essere monitorati per lo sviluppo di infezioni e, se necessario, deve essere presa in considerazione l'interruzione dei corticosteroidi o una riduzione della dose.

Varicella e morbillo contratti durante un trattamento sistemico con corticosteroidi possono avere un decorso grave e, soprattutto nei bambini, un esito fatale. La varicella richiede un trattamento immediato, ad es. con aciclovir e.v. Nei pazienti a rischio è indicata la profilassi con aciclovir o un'immunoprofilassi passiva con immunoglobuline anti-varicella-zoster.

I pazienti trattati con corticosteroidi non devono essere vaccinati contro il vaiolo.

Qualora i corticosteroidi fossero indicati per pazienti con tubercolosi latente o reattività tubercolinica, è necessario uno stretto controllo, in quanto può verificarsi una riattivazione della malattia. In caso di terapia corticosteroidea prolungata, questi pazienti devono ricevere una chemioprofilassi.

Effetti sul cuore/sulla circolazione

Nei pazienti con insufficienza cardiaca, i corticosteroidi sistemici devono essere impiegati con cautela e solo se assolutamente necessario.

Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare preesistenti trattati con dosi elevate per periodi di tempo prolungati, gli effetti indesiderati dei glucocorticoidi come ipertensione o dislipidemia possono ulteriormente aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in questi pazienti nonché in pazienti con infarto miocardico recente. Se del caso, si deve ambire a una modifica del rischio e/o effettuare un monitoraggio cardiaco supplementare.

Nei pazienti ipertesi, i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela.

Effetti sulla psiche

Durante il trattamento con corticosteroidi possono verificarsi disturbi psichici potenzialmente gravi che vanno dall'euforia all'insonnia, dagli sbalzi di umore alle alterazioni della personalità fino a gravi depressioni o psicosi manifeste. Inoltre, una labilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.

I sintomi si presentano solitamente entro alcuni giorni o settimane dall'inizio del trattamento. La maggior parte delle reazioni si risolve dopo la riduzione della dose o l'interruzione della terapia, tuttavia può essere necessario un trattamento specifico. Effetti psichici indesiderati sono stati riportati anche dopo l'interruzione dei corticosteroidi. I pazienti e i loro familiari devono essere invitati a consultare il medico qualora si manifestino sintomi psichici durante la terapia o durante la riduzione/interruzione, in particolare quando si sospetta la presenza di umore depresso o intenzioni suicidarie.

Effetti sul sistema nervoso

I corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con disturbi epilettici.

Effetti epatobiliari

Sono state riportate patologie epatobiliari potenzialmente reversibili dopo l'interruzione della terapia. Pertanto, è necessario un monitoraggio adeguato.

Effetti muscoloscheletrici

In linea di principio, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti affetti da miastenia gravis.

In associazione all'uso di dosi elevate di corticosteroidi sono state osservate miopatie acute che si sono verificate più frequentemente in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad es. miastenia gravis) o in pazienti trattati in concomitanza con bloccanti neuromuscolari. Tali miopatie acute hanno un decorso generalizzato, possono interessare la muscolatura oculare e respiratoria e portare a tetraparesi. Può verificarsi un aumento dei valori della creatinchinasi. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi. Il miglioramento clinico o la guarigione dopo l'interruzione dei corticosteroidi può durare da settimane ad anni.

L'uso a lungo termine di corticosteroidi può portare a osteoporosi, in particolare nei pazienti geriatrici o nelle donne in post-menopausa.

Effetti oculari

A causa del rischio di perforazione della cornea, i corticosteroidi devono essere usati con particolare cautela e solo in presenza di una superficie corneale intatta in pazienti con infezioni da Herpes simplex dell'occhio.

Possibili effetti indesiderati dell' uso prolungato dei corticosteroidi sono esoftalmo, cataratta (soprattutto nei bambini) e aumento della pressione intraoculare. Può infine svilupparsi un glaucoma manifesto con danneggiamento del nervo ottico. Pertanto deve essere considerato un esame oculistico periodico.

Rischio particolare nei pazienti con sclerodermia

Durante l'uso di corticosteroidi, nei pazienti con sclerosi sistemica è stata osservata un'aumentata incidenza di crisi renali acute. Trattasi di una complicazione potenzialmente letale che si accompagna, tra l'altro, a ipertensione maligna e proteinuria. Pertanto, i corticosteroidi devono essere impiegati solo con cautela in pazienti con sclerodermia.

Altre patologie in cui i corticosteroidi devono essere usati solo con particolare cautela

·Ulcera peptica attiva o latente: i glucocorticoidi possono mascherare i sintomi di un'ulcera peptica, rendendo possibile lo sviluppo di una perforazione in gran parte asintomatica o di emorragie gastrointestinali acute. Il rischio di ulcera peptica è aumentato dalla combinazione di corticosteroidi e antinfiammatori non steroidei.

·Pancreatite: dosaggi elevati di corticosteroidi possono causare una pancreatite acuta.

·Metabolismo del glucosio: i corticosteroidi possono aumentare i livelli ematici di glucosio, peggiorare un diabete esistente e, in caso di terapia a lungo termine, aumentare il rischio di diabete mellito.

·Equilibrio idroelettrolitico: i corticosteroidi, soprattutto a dosi medie ed elevate, possono portare ad una ritenzione di sali e liquidi nonché ad un'aumentata escrezione di potassio. Potrebbe rendersi necessaria una restrizione del sale da cucina o una sostituzione del potassio.

·Reni: i corticosteroidi devono essere impiegati con cautela nei pazienti con insufficienza renale.

·Trattamento concomitante con antinfiammatori non steroidei: l'acido acetilsalicilico e altri antinfiammatori non steroidei devono essere usati solo con cautela insieme ai corticosteroidi. In particolare, si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico in presenza di ipoprotrombinemia.

·Altre patologie: si raccomanda cautela anche in caso di ascessi o altre infiammazioni purulente, colite ulcerativa aspecifica (in particolare in caso di minaccia di perforazione), diverticolite, anastomosi intestinali recenti, cirrosi epatica, tendenza alla trombosi o emicrania all'anamnesi.

Reazioni locali

Sebbene i cristalli steroidei presenti nell'ipoderma possano sopprimere le reazioni infiammatorie, la loro presenza può comportare la disgregazione di componenti cellulari causando alterazioni chimico-fisiche della sostanza fondamentale del tessuto connettivo. Queste rare alterazioni della cute e/o del sottocute possono portare alla formazione di rientranze cutanee in sede di iniezione. La gravità di questa sindrome dipende dalla quantità di corticosteroidi somministrata. Lo stato della cute si rigenera dopo qualche mese o dopo l'assorbimento di tutti i cristalli steroidei.

Per ridurre l'insorgenza di atrofie del derma e dell'ipoderma, occorre prestare attenzione a non superare le dosi raccomandate. Per quanto possibile, devono essere effettuate ogni volta diverse piccole iniezioni nella lesione. In caso di iniezione intrasinoviale occorre evitare un'iniezione intradermica o lo stravaso nel derma.

Interazioni

La somministrazione concomitante di Depo-Medrol Lidocaine e forti inibitori del CYP3A4 deve essere evitata (cfr. «Interazioni»).

Uso in pediatria

Poiché Depo-Medrol Lidocaine contiene alcool benzilico come conservante, il preparato non deve essere somministrato ai neonati (cfr. «Effetti indesiderati»). Depo-Medrol Lidocaine non deve essere somministrato ai nati prematuri (cfr. «Controindicazioni»).

Nei bambini e negli adolescenti, il trattamento a lungo termine con glucocorticoidi può inibire la crescita e lo sviluppo. Un trattamento di questo tipo richiede pertanto un'indicazione estremamente rigorosa.

In caso di terapia corticosteroidea prolungata sussiste nei bambini il rischio di aumento della pressione endocranica.

Le seguenti misure precauzionali riguardano specificamente la somministrazione di corticosteroidi per via parenterale:

Per evitare infezioni e contaminazioni è assolutamente necessario utilizzare una tecnica asettica.

Devono essere evitate le iniezioni locali in articolazioni già infette.

Per escludere eventuali processi settici, l'eventuale liquido sinovialedeve essere adeguatamente analizzato.

Un aumento significativo del dolore con tumefazioni locali, ulteriore limitazione della mobilità articolare, febbre nonché malessere generale sono segni di un'artrite settica. Se la sepsi è confermata, occorre istituire una terapia antimicrobica adeguata.

Devono essere evitate le iniezioni in articolazioni instabili. Iniezioni intra-articolari ripetute possono portare a instabilità articolari. In singoli casi, si raccomanda pertanto di eseguire esami radiologici per il riconoscimento precoce di eventuali danni articolari.

Se si è raggiunto un miglioramento dei sintomi dopo una terapia steroidea intra-articolare, si deve attentamente evitare di sovraccaricare l'articolazione, altrimenti possono verificarsi ulteriori danni all'articolazione tali da annullare l'effetto della terapia steroidea.

Se non si riscontrano miglioramenti nonostante l'iniezione dimostrata (mediante aspirazione di liquido sinoviale) nello spazio articolare, generalmente anche le iniezioni ripetute non portano al successo terapeutico.

Nel trattamento delle cisti sinoviali, spesso già una sola iniezione consente di ottenere una riduzione significativa del tumore cistico e può portare alla sua scomparsa.

Le iniezioni intrasinoviali possono avere effetti sistemici, oltre che locali.

Misure precauzionali speciali concernenti l'uso della lidocaina come anestetico locale

Quando si utilizza Depo-Medrol Lidocaine, è necessario disporre di attrezzature per la rianimazione, in quanto dopo la somministrazione di anestetici locali come la lidocaina possono verificarsi gravi effetti indesiderati. Questi sono in genere la conseguenza di un aumento delle concentrazioni plasmatiche in caso di posologia troppo elevata, di un'iniezione intravascolare accidentale o di un rapido assorbimento da parte di tessuti altamente vascolarizzati. Altre possibili cause di effetti indesiderati gravi sono ipersensibilità, idiosincrasia o ridotta tolleranza del paziente.

Le reazioni di tossicità sistemica interessano principalmente il sistema cardiovascolare e/o il SNC (cfr. anche «Posologia eccessiva»). Le reazioni cardiovascolari si manifestano con depressione cardiovascolare e possono includere anche ipotensione, bradicardia e aritmie fino al collasso circolatorio o all'arresto cardiaco. I segni neurologici della tossicità della lidocaina comprendono ad es. nervosismo, vertigini, tremore, parestesie circumorali, intorpidimento della lingua, convulsioni, sonnolenza e coma.

Le iniezioni di soluzione contenenti lidocaina nella regione della testa e del collo, se accidentalmente somministrate per via endoarteriosa, possono tuttavia causare sintomi nervosi centrali già a basso dosaggio.

Il rischio di effetti indesiderati gravi degli anestetici locali risulta aumentato in particolare nelle seguenti situazioni:

·pazienti anziani

·pazienti pediatrici

·pazienti in cattive condizioni generali

·insufficienza cardiaca congestizia

·blocco AV e altri disturbi della conduzione cardiaca (in quanto gli anestetici locali possono portare a un ritardo di conduzione), bradicardia

·ipovolemia

·gravi patologie epatiche

·grave insufficienza renale

·miastenia gravis

·epilessia

In questi casi, Depo-Medrol Lidocaine deve essere utilizzato con particolare cautela. Nei pazienti pediatrici e negli anziani nonché in caso di cattive condizioni generali, si deve optare per una posologia più bassa.

I pazienti trattati con antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone) devono essere monitorati ed eventualmente sottoposti a un monitoraggio ECG, in quanto gli effetti cardiaci possono essere additivi.

Sostanze ausiliarie

Alcool benzilico

Questo medicamento contiene 8.7 mg di alcool benzilico per ml. L'alcool benzilico può causare reazioni allergiche.

La somministrazione endovenosa di alcool benzilico è stata associata a gravi eventi avversi e morte in neonati (sindrome da respiro agonico).

Non è nota la minima quantità di alcool benzilico per cui si manifesta la tossicità.

Rischio aumentato nei bambini piccoli a causa di accumulo.

I pazienti che ricevono dosi elevate hanno maggiori probabilità di sviluppare una tossicità. Quando si utilizzano medicamenti contenenti alcool benzilico si deve tener conto della quantità giornaliera totale di alcool benzilico assunta da tutte le fonti.

Grandi volumi devono essere usati con cautela e solo se necessario, specialmente in pazienti con insufficienza epatica o renale a causa del rischio di accumulo e tossicità («acidosi metabolica»).

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Si raccomanda di consultare anche l'informazione professionale dei medicamenti co-somministrati.

Metilprednisolone

Interazioni farmacocinetiche

Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica del metilprednisolone

Il metilprednisolone è metabolizzato principalmente dall'enzima CYP3A4 del CYP450. Le interazioni con questo enzima possono pertanto influire sugli effetti desiderati e/o indesiderati del metilprednisolone.

Inibitori enzimatici: la somministrazione concomitante con inibitori da moderati a forti del CYP3A4 (ad es. inibitori delle proteasi (come ritonavir), antimicotici azolici (come voriconazolo, itraconazolo), macrolidi (come la claritromicina), preparati contenenti cobicistat, diltiazem, isoniazide o verapamil) può portare ad un aumento dell'esposizione ai corticosteroidi, aumentando così il rischio dei relativi effetti indesiderati. Anche il succo di pompelmo costituisce un inibitore del CYP3A4. Il beneficio della somministrazione concomitante deve essere accuratamente valutato a fronte del potenziale rischio. In caso di somministrazione concomitante i pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda gli effetti indesiderati dei corticosteroidi. Per evitare una tossicità da steroidi può essere necessaria una riduzione della dose di metilprednisolone.

Anche gli ormoni sessuali (ad es. etinilestradiolo, noretisterone) possono influire sulla clearance dei glucocorticoidi. In particolare, gli estrogeni possono potenziare l'effetto dei corticosteroidi. A dosaggi terapeutici di questi ormoni (contenuti ad es. nei contraccettivi ormonali) è tuttavia improbabile che si verifichi un'inibizione clinicamente rilevante degli enzimi CYP ad opera degli ormoni sessuali.

Induttori enzimatici: con la somministrazione concomitante di induttori del CYP3A4 (ad es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina nonché preparati contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)) si osserva un'accelerazione del metabolismo del metilprednisolone che ne può ridurre l'efficacia. Pertanto, può rendersi necessario un aumento della dose di metilprednisolone.

Substrati del CYP3A4: anche la somministrazione concomitante di altri substrati del CYP3A4 (ad es. benzodiazepine, ciclofosfamide, tacrolimus, aprepitant, fosaprepitant, diltiazem) può influire sulla clearance epatica del metilprednisolone e rendere necessario un aggiustamento della dose.

Con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina si osserva un'inibizione reciproca del metabolismo. Pertanto, gli effetti indesiderati di entrambe le sostanze possono risultare potenziati. In particolare, con la somministrazione concomitante di metilprednisolone e ciclosporina è stato osservato un aumento delle convulsioni.

Influsso del metilprednisolone sulla farmacocinetica di altri medicamenti

I glucocorticoidi possono sia indurre sia inibire il CYP3A4 e quindi aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di altri substrati del CYP3A4. Ne sono degli esempi: aprepitant, fosaprepitant, etilnilestradiolo, noretisterone, inibitori delle proteasi (come amprenavir, indinavir, lopinavir, ritonavir e saquinavir).

Il metilprednisolone può aumentare la clearance e la velocità di acetilazione dell'isoniazide.

In caso di somministrazione prolungata a dosaggi elevati, i glucocorticoidi possono accelerare l'eliminazione dei salicilati, riducendone l'efficacia. Per contro, la riduzione della dose dei corticosteroidi può potenziare la tossicità dei salicilati.

Nei pazienti con ipoprotrombinemia, l'acido acetilsalicilico deve essere usato solo con cautela insieme ai corticosteroidi.

Interazioni farmacodinamiche

FANS: con la somministrazione concomitante di corticosteroidi e FANS può aumentare l'incidenza di ulcere ed emorragie nel tratto gastrointestinale.

Immunosoppressori: il metilprednisolone agisce in sinergia con altri immunosoppressori, come ad es. il metotrexato. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con tali immunosoppressori può essere sufficiente una dose di corticosteroidi più bassa.

Inibitori dell'aromatasi: un trattamento prolungato con glucocorticoidi può potenziare una soppressione surrenalica indotta dall'aminoglutetimide.

Anticolinergici: l'atropina e altri anticolinergici possono aumentare ulteriormente una pressione intraoculare già aumentata dal metilprednisolone.

Simpaticomimetici: i corticosteroidi potenziano gli effetti desiderati e indesiderati dei simpaticomimetici come il salbutamolo.

Bloccanti neuromuscolari: i corticosteroidi possono influenzare l'effetto dei bloccanti neuromuscolari non depolarizzanti come ad es. il vecuronio. Sono state riportate un'antagonizzazione del blocco neuromuscolare nonché, con l'uso concomitante di dosi elevate, l'insorgenza di miopatie acute (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Inibitori della colinesterasi: i corticosteroidi possono ridurre l'effetto degli inibitori della colinesterasi nella miastenia gravis. Con l'uso concomitante di metilprednisolone e inibitori della colinesterasi come la neostigmina o la piridostigmina può verificarsi una crisi miastenica.

Anticoagulanti: l'effetto del metilprednisolone sugli antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin*, acenocumarolo, fluindione*) è variabile. Sono stati riportati effetti potenziati o ridotti di questi anticoagulanti in caso di somministrazione concomitante con corticosteroidi. Pertanto, occorre controllare la coagulazione del sangue e, se del caso, aggiustare la dose degli anticoagulanti.

* non omologato in Svizzera

Glicosidi cardiaci: la tossicità dei glicosidi digitalici è potenziata dalla somministrazione concomitante di corticosteroidi.

Antidiabetici: dato l'effetto diabetogeno dei glucocorticoidi, i livelli di glucosio devono essere monitorati nei diabetici. Se del caso, occorre aggiustare il dosaggio degli antidiabetici.

Antipertensivi: l'effetto antipertensivo è parzialmente ridotto dall'effetto mineralcorticoide dei corticoidi, il che può portare ad un aumento dei valori della pressione arteriosa.

Medicamenti con effetti sull'equilibrio del potassio: con la somministrazione di corticosteroidi insieme a medicamenti che aumentano l'escrezione del potassio (ad es. furosemide, idroclorotiazide, amfotericina B, beta-simpaticomimetici o i derivati xantinici) sussiste un aumentato rischio di ipokaliemia. In questi pazienti si devono pertanto monitorare i livelli di potassio.

Psicofarmaci: l'effetto di ansiolitici e antipsicotici può risultare ridotto. Se del caso, occorre aggiustare la dose di queste sostanze.

Citostatici: l'effetto della ciclofosfamide può essere ridotto.

Vaccini: i vaccini con virus vivi, come ad es. i vaccini antipolio, BCG, parotite, morbillo e rosolia possono risultare più tossici a causa dell'effetto immunosoppressivo dei corticosteroidi. Possono svilupparsi infezioni virali disseminate.

La risposta alla vaccinazione può risultare ridotta nel caso dei vaccini con virus uccisi.

Lidocaina

Interazioni farmacocinetiche

La lidocaina è un substrato degli enzimi CAP1A2 e CYP3A4 del CYP450. Pertanto, il metabolismo della lidocaina può risultare inibito in caso di somministrazione concomitante di inibitori del CYP (ad es. itraconazolo, voriconazolo, fluconazolo, claritromicina, eritromicina, cimetidina) e accelerato dalla somministrazione concomitante di induttori enzimatici (ad es. barbiturici, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina).

Un'inibizione del metabolismo può portare a concentrazioni plasmatiche potenzialmente tossiche, soprattutto quando la lidocaina viene utilizzata ripetutamente a dosaggi elevati per lunghi periodi di tempo. Tuttavia, se la lidocaina viene utilizzata al dosaggio raccomandato per un breve periodo di tempo, tali interazioni non sono clinicamente rilevanti.

Interazioni farmacodinamiche

Con l'uso concomitante di principi attivi strutturalmente correlati agli anestetici locali di tipo amidico (ad es. antiaritmici di classe Ib) può verificarsi un accumulo degli effetti tossici sistemici. Pertanto, Depo-Medrol Lidocaine deve essere usato con particolare cautela nei pazienti trattati con tali medicamenti.

L'effetto dei miorilassanti può risultare potenziato dalla lidocaina.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati sul feto (cfr. «Dati preclinici»). Non esistono studi controllati nell'uomo e ad oggi non si conoscono effetti dei corticosteroidi sul parto. Studi retrospettivi sui neonati di 17 donne trattate con dosi diverse di vari glucocorticoidi durante 34 gravidanze non hanno fornito alcuna evidenza di effetti teratogeni dei medicamenti.

Sia il metilprednisolone che la lidocaina attraversano la barriera placentare. Anche l'alcool benzilico può attraversare la barriera placentare (per i potenziali effetti indesiderati della sostanza ausiliaria, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pertanto, Depo-Medrol Lidocaine non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Uno studio retrospettivo ha mostrato un'aumentata incidenza di basso peso alla nascita in neonati di madri trattate con corticosteroidi. Nell'uomo, il rischio di basso peso alla nascita sembra essere dose-dipendente e può essere ridotto con la somministrazione di dosi più basse di corticosteroidi. Inoltre, in neonati le cui madri avevano ricevuto una terapia a lungo termine con corticosteroidi sono state osservate cataratte.

I neonati le cui madri hanno ricevuto dosi elevate di steroidi durante la gravidanza devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni di insufficienza corticosurrenalica; può essere necessario un trattamento di sostituzione a scalare.

L'uso di anestetici locali come la lidocaina durante il parto può causare effetti indesiderati nella madre e/o nel nascituro (ad es. bradicardia).

Allattamento

Poiché sia il metilprednisolone sia la lidocaina sono escreti nel latte materno e i corticosteroidi possono, tra l'altro, compromettere la funzionalità corticosurrenalica e la crescita del lattante, Depo-Medrol Lidocaine non deve essere usato durante l'allattamento.

Fertilità

Negli studi sugli animali è stato dimostrato che i corticosteroidi compromettono la fertilità (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Gli effetti dei corticosteroidi sulla capacità di condurre veicoli o sull'impiego di macchine non sono stati studiati. Durante il trattamento con corticosteroidi possono presentarsi effetti indesiderati come vertigini, capogiri, disturbi della vista e stanchezza. In questi casi, il paziente non deve condurre veicoli né utilizzare macchine.

L'effetto anestetico locale della lidocaina può anche causare temporanei disturbi del movimento e della coordinazione. Se l'anestesia nei pazienti ambulatoriali interessa aree del corpo necessarie per la guida di veicoli o l'utilizzo di macchine, i pazienti devono essere istruiti ad evitare tali attività fino al completo ripristino della normale funzionalità.

Effetti indesiderati

Nel seguito sono elencati prima di tutto gli effetti indesiderati che sono tipici dei corticosteroidi somministrati per via sistemica e che possono manifestarsi anche con Depo-Medrol Lidocaine. Nel paragrafo successivo sono poi descritti gli effetti indesiderati che sono stati osservati con l'uso di lidocaina. Non sono disponibili dati specifici sull'impiego concomitante di metilprednisolone e lidocaina.

Gli effetti indesiderati sono elencati per classi organiche e, ove possibile, in ordine di frequenza, in considerazione delle seguenti definizioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Metilprednisolone

Gli effetti indesiderati del metilprednisolone dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento nonché dall'età, dal sesso e dalla malattia di base del paziente.

Infezioni ed infestazioni

Comune: infezioni.

Non nota: infezioni opportunistiche.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota: leucocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni da ipersensibilità (incluse reazioni anafilattoidi o anafilattiche come ad es. angioedema o collasso circolatorio), reazioni indebolite ai test cutanei.

Patologie endocrine

Comune: sindrome di Cushing.

Non nota: soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sindrome da sospensione di steroidi, sviluppo di una crisi da feocromocitoma nei pazienti con feocromocitoma preesistente (anche latente).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: ritenzione di sodio e di liquidi, ipokaliemia.

Non nota: appetito aumentato (che può portare ad aumento ponderale), ridotta tolleranza al glucosio, dislipidemia, acidosi metabolica, bilancio negativo dell'azoto a seguito di catabolismo proteico, alcalosi ipokaliemica, lipomatosi.

Disturbi psichiatrici

Comune: disturbi dell'umore come umore depresso o euforico, sbalzi di umore, irritabilità, comportamento abnorme.

Non nota: labilità affettiva, ansia, disturbi mentali, stati confusionali, alterazioni della personalità, dipendenza psichica, disturbi psicotici (come mania, idee deliranti, allucinazioni, schizofrenia o peggioramento di tali disturbi), idee suicidarie.

Patologie del sistema nervoso

Comune: insonnia.

Non nota: cefalea, vertigini, amnesia, disturbi cognitivi, pressione endocranica aumentata (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]), crisi convulsive, lipomatosi epidurale.

Patologie dell'occhio

Comune: cataratta, glaucoma.

Non nota: pressione intraoculare aumentata, esoftalmo, corioretinopatia, singoli casi di cecità dopo somministrazione intralesionale nella regione del viso e della testa.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non nota: vertigine.

Patologie cardiache

Non nota: insufficienza cardiaca nei pazienti predisposti, aritmie.

Patologie vascolari

Comune: ipertensione.

Non nota: ipotensione, eventi tromboembolici, rossore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non nota: singulto.

Patologie gastrointestinali

Comune: ulcera peptica (con possibile perforazione dell'ulcera o emorragia).

Non nota: dolore addominale, sensazione di tensione addominale, nausea, vomito, diarrea, dispepsia, esofagite (inclusa l'esofagite ulcerativa), emorragie gastrointestinali, pancreatite (anche nei bambini), perforazione intestinale, peritonite.

Patologie epatobiliari

Non nota: aumento delle transaminasi e/o della fosfatasi alcalina.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: atrofia cutanea, acne, ecchimosi.

Non nota: eritema, eruzione cutanea, iperidrosi, prurito, strie, disturbi della pigmentazione, irsutismo, petecchie, orticaria, ascessi sterili.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: debolezza muscolare, osteoporosi.

Non nota: artralgie, mialgie, miopatia, rabdomiolisi, atrofia muscolare, artropatia neuropatica, rottura di tendine (soprattutto del tendine di Achille), fratture vertebrali da compressione, fratture patologiche, osteonecrosi, esacerbazione del dolore dopo iniezione intrasinoviale o periarticolare nonché dopo iniezione nella guaina tendinea («Post-Injection Pain Flare»).

Patologie renali e urinarie

Non nota: urea ematica aumentata.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Non nota: disturbi mestruali, alterazioni della potenza erettile.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edemi periferici, alterazioni nella guarigione della ferita.

Non nota: reazioni in sede di iniezione (come eritema, prurito, eruzione cutanea o orticaria), infezioni in sede di iniezione, stanchezza, malessere.

Pediatria

Il profilo di sicurezza del metilprednisolone nei bambini e negli adolescenti equivale essenzialmente a quello osservato negli adulti. Inoltre, nei bambini sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Patologie endocrine

Comune: ritardo di crescita.

Disturbi psichiatrici

Comune: sbalzi di umore, irritabilità, comportamento abnorme.

Patologie del sistema nervoso

Comune: insonnia.

Lidocaina

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni anafilattiche, edema della faccia, angioedema.

Non nota: reazioni da ipersensibilità, reazioni anafilattoidi.

Disturbi psichiatrici

Comune: nervosismo, ansia, euforia, confusione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: vertigini, parestesie (incluse parestesie circumorali), assopimento, sensibilità al tatto, tremore, disartria, convulsioni, perdita di coscienza.

Raro: neuropatia.

Non nota: stordimento, intorpidimento della lingua, sonnolenza, coma (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie dell'occhio

Comune: visione annebbiata, diplopia.

Non nota: amaurosi transitoria.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comune: tinnito.

Non comune: iperacusia.

Patologie cardiache

Comune: bradicardia, ipotensione, ipertensione.

Raro: aritmie, collasso circolatorio, arresto cardiaco (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: depressione respiratoria, arresto respiratorio.

Non nota: dispnea, broncospasmi.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non nota: lesioni cutanee, orticaria, eruzione cutanea.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: spasmi muscolari.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: edemi, sensazione di freddo e/o calore.

Gli effetti indesiderati degli anestetici locali come la lidocaina si manifestano in particolare a concentrazioni plasmatiche elevate (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Metilprednisolone

I casi riportati di tossicità acuta dopo sovradosaggio di corticosteroidi sono rari; non è nota alcuna sindrome clinica da sovradosaggio acuto. Non è disponibile alcun antidoto specifico. La terapia è di supporto e sintomatica.

Lidocaina

Effetti tossici (sintomi cardiovascolari o nervosi centrali) sono da attendersi a concentrazioni plasmatiche di lidocaina comprese tra 5 µg/ml e >10 µg/ml.

Sintomi da sovradosaggio acuto di lidocaina

Le reazioni tossiche in caso di sovradosaggio di lidocaina riguardano principalmente il sistema nervoso centrale e il sistema cardiovascolare. La tossicità a livello nervoso centrale ha un decorso progressivo, ossia la gravità dei sintomi aumenta continuamente.

I sintomi menzionati nel seguito si manifestano immediatamente (ossia entro 1-3 minuti) in caso di iniezione intravascolare accidentale, mentre solo con un ritardo di 20-30 minuti in caso di sovradosaggio.

I primi segni di tossicità a livello nervoso centrale sono principalmente stordimento, sbadigli, parestesie circumorali, intorpidimento della lingua, capogiro, iperacusia e tinnito. Disturbi visivi, disartria e contrazioni muscolari o spasmi muscolari sono più gravi e precedono le crisi convulsive generalizzate. Questi sintomi non devono essere confusi con disturbi psichiatrici. Possono seguire perdita di coscienza e attacchi di grande male, che possono durare da pochi secondi a diversi minuti. In caso di convulsioni, si verificano rapidamente ipossia e ipercapnia a causa dell'aumento dell'attività muscolare in associazione a un disturbo della normale respirazione e alla perdita del riflesso protettivo delle vie respiratorie. Nei casi più gravi può verificarsi apnea. L'acidosi iperkaliemica, l'ipocalcemia e l'ipossia potenziano e prolungano gli effetti tossici degli anestetici locali.

Il recupero dipende dalla ridistribuzione dell'anestetico locale dal SNC e dalla sua metabolizzazione. A meno che non sia stata iniettata una quantità eccessiva di anestetico locale, il recupero può avvenire rapidamente.

Nei casi gravi si verificano anche (solitamente solo dopo la comparsa di sintomi nervosi centrali, talvolta anche senza sintomi prodromici a carico del SNC) effetti sul sistema cardiovascolare. Possibili sintomi sono abbassamento di pressione arteriosa, bradicardia e aritmie. Nelle intossicazioni gravi può verificarsi un blocco AV completo e un arresto cardiocircolatorio con esito potenzialmente fatale.

Trattamento della tossicità acuta

In caso di segni di tossicità sistemica acuta, l'iniezione deve essere interrotta immediatamente.

Non esiste un antidoto specifico. Se si manifestano sintomi nervosi centrali, deve essere avviato un trattamento sintomatico con l'obiettivo di garantire l'apporto di ossigeno, arrestare le convulsioni e sostenere la circolazione. Le vie respiratorie devono essere mantenute libere e deve essere somministrato ossigeno. Se necessario, deve essere avviata anche la ventilazione assistita (ventilazione con maschera e palloncino o intubazione endotracheale).

Le convulsioni possono essere controllate con la somministrazione endovenosa di diazepam o tiopental sodico. Va tenuto presente che gli anticonvulsivi possono anche causare depressione respiratoria e circolatoria. Le convulsioni prolungate possono pregiudicare la respirazione e l'apporto di ossigeno del paziente. Pertanto, deve essere presa in considerazione l'intubazione endotracheale precoce.

La somministrazione di liquidi per via endovenosa è necessaria per sostenere la circolazione. Se sono necessarie ulteriori misure di supporto circolatorio, si può prendere in considerazione l'uso di un medicamento che aumenti la pressione sanguigna, anche se ciò è associato al rischio di eccitazione del SNC.

In caso di arresto cardiaco, devono essere eseguite le misure standard di rianimazione cardiopolmonare, incluso il trattamento dell'acidosi.

La dialisi ha un valore trascurabile nel trattamento del sovradosaggio acuto di lidocaina.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

H02BX01

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

Depo-Medrol Lidocaine è una sospensione acquosa sterile contenente metilprednisolone acetato e lidocaina (anestetico locale) come principi attivi. Il metilprednisolone acetato presenta le stesse caratteristiche qualitative del metilprednisolone, con un'efficacia prolungata. Ciò è dovuto alla bassa solubilità e dal metabolismo ritardato della molecola. L'efficacia terapeutica persiste ancora a lungo dopo che i livelli plasmatici scendono al di sotto del limite di rilevabilità.

Metilprednisolone

Il metilprednisolone acetato presenta proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive con scarse proprietà mineralcorticoidi. L'effetto del metilprednisolone si basa, come per tutti i glucocorticoidi, sulla stimolazione della sintesi di proteine specifiche nella cellula. Queste sono biologicamente attive e responsabili degli effetti sistemici concreti. Dato il meccanismo d'azione, l'effetto è ritardato anche in caso di somministrazione parenterale.

Lidocaina

La lidocaina è un anestetico locale di tipo anilidico a rapida insorgenza d'azione e con una durata d'azione intermedia; la lidocaina blocca in modo reversibile la conduzione nervosa in prossimità della sede di iniezione

Efficacia clinica

Metilprednisolone

La durata dell'effetto antinfiammatorio dei glucocorticoidi è pari approssimativamente alla durata della depressione dell'asse ipofisi-ipotalamo-surrene.

L'effetto antinfiammatorio di 4 mg di metilprednisolone è pari a quello di 5 mg di prednisolone, 4 mg di triamcinolone, 0.6 mg di betametasone o 0.75 mg di desametasone.

Lidocaina

L'effetto anestetico locale si manifesta qualche minuto dopo l'iniezione di Depo-Medrol Lidocaine e persiste per 45-60 minuti.

Farmacocinetica

Non esistono dati farmacocinetici per quanto riguarda l'iniezione intra-articolare di Depo-Medrol Lidocaine. Segue una descrizione dei dati farmacocinetici di entrambe le singole sostanze.

Metilprednisolone acetato

Assorbimento

In vivo, il metilprednisolone acetato è rapidamente idrolizzato in metilprednisolone libero.

Dopo somministrazione intra-articolare di 80 mg di metilprednisolone acetato, valori sierici di picco (Cmax) di metilprednisolone di ca. 160 ng/ml vengono raggiunti entro 4-8 ore.

Dopo somministrazione intra-articolare, il metilprednisolone acetato si diffonde nel sangue dall'articolazione per ca. 7 giorni.

Distribuzione

Il metilprednisolone è ampiamente distribuito nei tessuti. Il volume di distribuzione è di circa 1.4 l/kg. Il metilprednisolone si lega alle proteine plasmatiche per circa il 77%.

Il metilprednisolone attraversa sia la barriera ematoencefalica che la barriera placentare ed è escreto nel latte materno.

Metabolismo

Il metabolismo del metilprednisolone nel fegato è qualitativamente simile a quello del cortisolo. I principali metaboliti sono il 20α-idrossimetilprednisolone e il 20β-idrossi-6α-metilprednisolone.

Eliminazione

La clearance totale del metilprednisolone è di circa 5-6 ml/min/kg, l'emivita media di eliminazione è di 1.8-5.2 ore. Le emivite plasmatiche degli steroidi sono generalmente brevi rispetto all'emivita biologica (l'emivita apparente dopo somministrazione i.m. di 40 mg di metilprednisolone acetato è di 70 ore). I metaboliti sono escreti nelle urine sotto forma di glucuronidi, solfati e composti non coniugati. Quantità minime di metilprednisolone sono escrete anche nelle feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Una grave insufficienza epatica ritarda il metabolismo del metilprednisolone, tant'è che gli effetti desiderati e indesiderati possono risultare potenziati.

Disturbi della funzionalità renale

Non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di insufficienza renale. Il metilprednisolone è dializzabile.

Bambini e adolescenti

Nei neonati, la clearance plasmatica è inferiore rispetto ai bambini e agli adulti.

Ipoalbuminemia/iperbilirubinemia

Possono verificarsi concentrazioni non volutamente elevate di metilprednisolone non legato alle proteine.

Lidocaina

Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica della lidocaina dopo somministrazione intra-bursale o intracistica.

Assorbimento

La lidocaina è rapidamente assorbita e la velocità di assorbimento dipende dalla vascolarizzazione della sede di iniezione.

Dopo iniezione intra-articolare di lidocaina in bolo, la Cmax, a seconda del dosaggio utilizzato, era compresa tra 0.63 e 2.18 µg/ml. Le concentrazioni sistemiche massime sono state raggiunte dopo 0.5-2 ore.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche della lidocaina è concentrazione-dipendente. Il legame diminuisce con l'aumentare della concentrazione. A concentrazioni da 1 a 5 µg/ml, il 60-80% della lidocaina è legato alle proteine. Il volume di distribuzione allo stato stazionario è di 91 litri.

La lidocaina attraversa la barriera placentare. Le concentrazioni totali nel feto sono tuttavia inferiori rispetto a quelle osservate nella madre, in quanto il legame alle proteine plasmatiche è minore nel feto rispetto alla madre.

La lidocaina è escreta nel latte materno in piccole quantità.

Metabolismo

La lidocaina è metabolizzata principalmente nel fegato, con coinvolgimento di più enzimi del CYP450 (ad es. CYP3A4 e CYP1A2). I principali metaboliti della lidocaina sono monoetilglicinexilidide, glicinexilidide, 2,6-dimetilanilina e 4-idrossi-2,6-dimetilanilina. Monoetilglicinexilidide e glicinexilidide sono farmacologicamente attivi, ma la loro attività è inferiore rispetto a quella del composto progenitore.

Eliminazione

La lidocaina è eliminata principalmente per via renale e circa il 73% della dose somministrata è recuperata nelle urine sotto forma del metabolita 4-idrossi-2,6-dimetilanilina. Solo il 3% della lidocaina è eliminato attraverso i reni in forma immodificata.

La clearance plasmatica della lidocaina dopo somministrazione di un'iniezione endovenosa in bolo è di 9-10 ml/min/kg.

Dopo un'iniezione endovenosa di lidocaina in bolo, l'emivita di eliminazione era pari a 1.5-2 ore, quella dei metaboliti attivi fino a 10 ore. Con la somministrazione a lungo termine è possibile un accumulo di glicinexilidide.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica, l'emivita della lidocaina era aumentata di 3 volte dopo somministrazione endovenosa.

Disturbi della funzionalità renale

Disturbi da lievi a moderati della funzionalità renale (ClCr 30-60 ml/min) non compromettono la farmacocinetica della lidocaina, ma possono aumentare l'accumulo del metabolita glicinexilidide. Nei pazienti con grave disturbo della funzionalità renale (ClCr <30 ml/min), la clearance della lidocaina era ridotta di ca. la metà e l'emivita circa raddoppiata.

La lidocaina è dializzabile.

Bambini e adolescenti

L'emivita di eliminazione nei neonati è quasi doppia (3.2 ore) rispetto al tempo di eliminazione osservato negli adulti.

Dati preclinici

Metilprednisolone

I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza e tossicità per somministrazione ripetuta non hanno evidenziato alcun rischio inatteso. Le tossicità osservate negli studi a somministrazione ripetuta corrispondevano a quelle attese con l'esposizione continua a corticosteroidi esogeni. Il metilprednisolone non ha mostrato segni di potenziale sensibilizzante nei test sulle cavie.

Mutagenicità

Non sono stati effettuati studi di genotossicità con il metilprednisolone.

Il metilprednisolone sulfonato, che presenta una struttura simile al metilprednisolone, non ha avuto effetti mutageni su Salmonella typhimurium a concentrazioni fino a 2'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. Il metilprednisolone sulfonato è risultato non mutageno anche in un test di mutazione genica su cellule ovariche di criceto cinese a concentrazioni fino a 10'000 µg/ml.

Il metilprednisolone suleptanato non ha indotto sintesi inattese del DNA negli epatociti primari di ratto a concentrazioni fino a 1'000 µg/ml.

Inoltre, una revisione dei dati pubblicati indica che il prednisolone farnesilato (PNF), che è strutturalmente simile al metilprednisolone, è risultato non mutageno nei ceppi di Salmonella typhimurium ed Escherichia coli a concentrazioni fino a 5'000 µg/piastra con o senza attivazione metabolica. In una linea cellulare di fibroblasti di criceto cinese, il PNF ha prodotto un lieve aumento dell'incidenza di aberrazioni cromosomiche strutturali dopo attivazione metabolica alla concentrazione massima testata di 1'500 µg/ml.

Cancerogenicità

Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità con il metilprednisolone. I risultati dei test di cancerogenicità nel ratto con glucocorticoidi simili sono stati diversi. I dati pubblicati indicano che budesonide, prednisolone e triamcinolone acetonide possono aumentare l'incidenza di adenomi e carcinomi epatocellulari dopo somministrazione orale tramite l'acqua di abbeveraggio nei ratti maschi, con dosi inferiori alle dosi cliniche tipiche (calcolate su base mg/m2).

Tossicità per la riproduzione

Con la somministrazione di corticosteroidi nel ratto è stata osservata una riduzione della fertilità. Dopo il trattamento sottocutaneo di ratti maschi con dosi da 10 e 20 mg/kg/giorno di corticosteroidi per 6 settimane è stato osservato un ridotto tappo copulatorio, il che può essere un effetto collaterale del minor peso dell'organo accessorio. Nelle femmine non trattate, il numero dei siti di impianto e dei feti vivi è risultato ridotto dopo copulazione con maschi trattati. Il potere di riduzione della fertilità dei singoli corticosteroidi è molto variabile, motivo per cui una valutazione quantitativa del rischio legato al metilprednisolone non è possibile.

La somministrazione di corticosteroidi a dosi equivalenti a quelle umane si è dimostrata teratogena in numerose specie animali. In studi corrispondenti è stato dimostrato che i glucocorticoidi come il metilprednisolone aumentano l'incidenza di malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche, anencefalia, difetti ventricolari, spina bifida), di letalità embriofetale (ad es. aumento dei riassorbimenti) nonché di ritardi di crescita intrauterina.

Lidocaina

Sono disponibili numerosi studi sulla tossicità acuta della lidocaina condotti in diverse specie animali. I segni di tossicità erano sintomi a carico del SNC. Tali sintomi comprendevano anche crisi convulsive con esito fatale.

Cancerogenicità/mutagenicità

In studi di mutagenicità, la lidocaina non ha mostrato un potenziale genotossico né cancerogeno. Per contro, gli studi in vitro indicano che il metabolita 2,6-xilidina possiede proprietà mutagene. Inoltre, 2,6-xilidina ha mostrato un potenziale tumorigenico in uno studio di cancerogenicità della durata di 2 anni condotto nei ratti (tumori, soprattutto della cavità nasale). Una rilevanza per l'uomo non può essere esclusa con sufficiente certezza. Depo-Medrol Lidocaine è comunque destinato esclusivamente al trattamento a breve termine.

Tossicità per la riproduzione

In uno studio condotto sui ratti maschi e femmine, gli stessi sono stati trattati con 30 mg/kg di lidocaina orale al giorno per 8 mesi. Non sono stati rilevati segni di tossicità per la riproduzione dopo lo svezzamento della prole.

Metilprednisolone con lidocaina

Cancerogenicità/mutagenicità

Non sono stati condotti studi di genotossicità o cancerogenicità con la combinazione di metilprednisolone e lidocaina. Informazioni sulla relativa tossicità delle singole sostanze sono riportate nei precedenti paragrafi di questa rubrica.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Per evitare eventuali incompatibilità fisiche, Depo-Medrol Lidocaine non dovrebbe essere diluito o somministrato in combinazione con altre soluzioni iniettabili.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Prima della somministrazione, la soluzione iniettabile deve essere ispezionata visivamente per la presenza di particelle o alterazioni del colore.

La sospensione sterile di Depo-Medrol Lidocaine non è idonea per la somministrazione ripetuta. Dopo aver prelevato la dose necessaria, la sospensione residua deve essere smaltita.

Iniezione locale nella poliartrite cronica e nelle artrosi

Non sono idonee all'iniezione intra-articolare le articolazioni anatomicamente difficili da raggiungere come quelle poste in prossimità della colonna vertebrale e nella regione sacroiliaca.

Sono idonee all'iniezione intra-articolare le seguenti articolazioni: ginocchio, caviglia, polso, gomito, spalla, anca e articolazioni interfalangee. Per l'iniezione nell'articolazione dell'anca occorre prestare attenzione ad evitare i grandi vasi sanguigni.

Prima di ogni iniezione intra-articolare occorre valutare l'anatomia dell'articolazione. Per raggiungere il massimo effetto antinfiammatorio, l'iniezione deve essere effettuata nello spazio sinoviale. Devono essere osservate le cautele previste dalla tecnica di iniezione asettica. Introdurre rapidamente un ago per iniezione sterile (calibro da 20-24 Gauge) applicato su una siringa vuota nello spazio sinoviale, preferibilmente in anestesia locale. Aspirare alcune gocce di liquido sinoviale per verifica. In ogni articolazione, l'iniezione deve essere praticata nel punto in cui lo spazio sinoviale si trova vicino alla superficie e presenta il minor numero di vasi e nervi di grandi dimensioni. Mantenendo la cannula nella sede di iniezione, sostituire la siringa utilizzata per l'aspirazione con una seconda siringa contenente la quantità desiderata di Depo-Medrol Lidocaine. Per controllare che la cannula si trovi ancora nello spazio sinoviale, estrarre leggermente lo stantuffo della siringa per aspirare il liquido sinoviale. Dopo l'iniezione, muovere delicatamente l'articolazione alcune volte per far sì che la sospensione si misceli con il liquido sinoviale.

L'insuccesso del trattamento è spesso frutto di una tecnica di iniezione impropria, che non ha consentito di raggiungere lo spazio articolare.

Borsite

Dopo aver disinfettato la sede di iniezione, all'occorrenza viene somministrato un anestetico locale. Inserire un ago sterile con calibro da 20-24 Gauge applicato su una siringa vuota nella borsa e aspirare il liquido. Mantenendo la cannula nella sede di iniezione, sostituire la siringa utilizzata per l'aspirazione con una seconda siringa contenente la quantità desiderata di Depo-Medrol Lidocaine. Dopo l'iniezione e la rimozione della cannula, viene applicata una piccola benda.

Cisti sinoviale, tendinite, epicondilite

Nel trattamento della tendinite o della tenosinovite, le sospensioni di corticosteroidi non devono in nessun caso essere iniettate direttamente nel tendine stesso. Dopo l'estensione, il tendine può essere facilmente palpato. Nell'epicondilite, la sospensione deve essere infiltrata nel punto di maggiore sensibilità. Nelle cisti delle guaine tendinee, la sospensione deve essere iniettata direttamente nella cisti.

Ovviamente, occorre osservare ad ogni iniezione le consuete cautele previste dalla tecnica di iniezione sterile.

Numero dell'omologazione

38546 (Swissmedic).

Confezioni

Depo-Medrol Lidocaine flaconcino da 40 mg (1 ml): 1 [B]

Depo-Medrol Lidocaine flaconcino da 40 mg (1 ml): 25 [B]

Depo-Medrol Lidocaine flaconcino da 80 mg (2 ml): 1 [B]

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Giugno 2025

LLD V023