FerMed

Salmon Pharma GmbH

L’efficacia e la sicurezza di FerMed sono state esaminate solo sommariamente da Swissmedic. L’omologazione di FerMed si basa su FerMed 20 mg/ml, stato dell’informazione dicembre 2019, che contiene lo stesso principio attivo ed è omologato in Germania.

Composizione

Principi attivi

Ferrum ut ferri oxidum saccharatum.

Sostanze ausiliarie

5 ml di FerMed contengono: natrii hydroxidum solutio (15%, per la regolazione del pH), aqua ad iniectabile q.s. ad solutio.

Ciò corrisponde a 0–5,175 mg di sodio per 5 ml di FerMed.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per iniezione/infusione

1 ml di FerMed contiene 20 mg di ferro sotto forma di ferro saccarosio (complesso idrossido di ferro (III) saccarosio).

1 fiala da 5 ml contiene 100 mg di ferro sotto forma di ferro saccarosio (complesso idrossido di ferro (III) saccarosio).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento endovenoso degli stati carenziali di ferro quando la terapia orale non è possibile o non è efficace.

FerMed può essere somministrato solo se l'indicazione è stata confermata da opportuni esami. Le analisi di laboratorio appropriate sono la misurazione dell'emoglobina, della ferritina sierica, della saturazione della transferrina.

A causa della mancanza di esperienza, la somministrazione di FerMed nei bambini sotto i 3 anni di età è sconsigliata.

Posologia/Impiego

Durante e dopo ogni impiego di FerMed, i pazienti devono essere sottoposti a un attento monitoraggio di segni o sintomi di reazioni di ipersensibilità.

FerMed deve essere utilizzato solo se sono immediatamente disponibili professionisti formati nel riconoscimento e nel trattamento di reazioni anafilattiche e se la rianimazione cardiopolmonare è garantita dalla presenza della relativa attrezzatura. Il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 30 minuti dopo ogni iniezione di FerMed, per rilevare eventuali effetti collaterali (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

FerMed deve essere somministrato solo lentamente per via endovenosa (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

FerMed NON deve essere somministrato per via sottocutanea o intramuscolare (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Adeguamento della dose/titolazione

La dose totale di FerMed deve essere calcolata individualmente per ogni paziente e non deve essere superata.

Calcolo del dosaggio per la sostituzione del ferro nella carenza di ferro (anemia) con riserve di ferro esaurite

La dose totale di FerMed equivalente al deficit totale di ferro (mg) viene determinata sulla base dei livelli di emoglobina (Hb) e del peso corporeo (PC). La dose di FerMed deve essere calcolata individualmente per ogni paziente sulla base del deficit totale di ferro, utilizzando la seguente formula di Ganzoni:

deficit totale di ferro [mg] = PC [kg] × (Hb target - Hb attuale) [g/dl] × 2,4* + ferro di deposito [mg]

PC < 35 kg:

Hb target = 13 g/dl e ferro di deposito = 15 mg/kg PC

PC ≥35 kg:

Hb target = 15 g/dl e ferro di deposito = 500 mg

* Fattore 2,4 = 0,0034 (contenuto di ferro dell'Hb = 0,34%) × 0,07 (volume del sangue = 7% del PC) × 1000 (conversione da [g] a [mg]) × 10

Bild 1

Quantità totale di FerMed (ml) da somministrare in base al peso corporeo, al valore attuale di Hb e al valore target di Hb* quando le riserve di ferro sono esaurite:

 

Quantità totale di FerMed da somministrare

(20 mg di ferro/ml)

Peso corporeo

PC

Hb 6,0 g/dl

Hb 7,5 g/dl

Hb 9,0 g/dl

Hb 10,5 g/dl

5 kg

8 ml

7 ml

6 ml

5 ml

10 kg

16 ml

14 ml

12 ml

11 ml

15 kg

24 ml

21 ml

19 ml

16 ml

20 kg

32 ml

28 ml

25 ml

21 ml

25 kg

40 ml

35 ml

31 ml

26 ml

30 kg

48 ml

42 ml

37 ml

32 ml

35 kg

63 ml

57 ml

50 ml

44 ml

40 kg

68 ml

61 ml

54 ml

47 ml

45 kg

74 ml

66 ml

57 ml

49 ml

50 kg

79 ml

70 ml

61 ml

52 ml

55 kg

84 ml

75 ml

65 ml

55 ml

60 kg

90 ml

79 ml

68 ml

57 ml

65 kg

95 ml

84 ml

72 ml

60 ml

70 kg

101 ml

88 ml

75 ml

63 ml

75 kg

106 ml

93 ml

79 ml

66 ml

80 kg

111 ml

97 ml

83 ml

68 ml

85 kg

117 ml

102 ml

86 ml

71 ml

90 kg

122 ml

106 ml

90 ml

74 ml

 

* PC < 35 kg: Hb target = 13 g/dl

PC ≥35 kg: Hb target = 15 g/dl

Per la conversione da Hb (mM) a Hb (g/dl), il primo valore deve essere moltiplicato per 1,6.

Se la dose totale necessaria è superiore alla massima dose singola consentita, la somministrazione deve essere suddivisa. Se non vi è una risposta in termini di parametri ematologici dopo 1–2 settimane di terapia, la diagnosi iniziale deve essere verificata.

Nei pazienti con patologie concomitanti (ad es. pazienti con insufficienza renale cronica in trattamento con agenti stimolanti l'eritropoiesi [ESA]), il valore target ottimale di Hb e quindi la dose totale di ferro possono variare. Attenersi alle attuali linee guida per la terapia.

Calcolo del dosaggio per la sostituzione del ferro in situazioni con riserve di ferro integre, ad es. donazione di sangue autologa o emorragie

La dose di FerMed necessaria per sopperire al deficit di ferro può essere calcolata utilizzando le formule seguenti:

Se la quantità di sangue perso è nota:

La somministrazione di 200 mg di ferro (10 ml di FerMed) dovrebbe portare a un aumento di Hb equivalente all'incirca ad un'unità di sangue (400 ml con Hb = 15 g/dl).

Quantità di ferro necessaria [mg] = numero di unità di sangue perse × 200 mg o

quantità di FerMed necessaria [ml] = numero di unità di sangue perse × 10 ml

Se il contenuto di Hb è inferiore a quello desiderato:

La formula per il calcolo del deficit totale di ferro presuppone che le riserve di ferro non debbano essere reintegrate.

Quantità di ferro necessaria [mg] = PC [kg] × 2,4 × (Hb target - Hb attuale) [g/dl]

Esempio: PC = 60 kg e ⇒ si devono reintegrare ≅ 150 mg di ferro.

Deficit di Hb = 1 g/dl ⇒ sono necessari 7,5 ml di FerMed.

La dose massima singola e settimanale raccomandata è riportata nelle sezioni «Posologia abituale» e «Dose massima singola e settimanale raccomandata».

Posologia abituale

Adulti/anziani

5–10 ml di FerMed (100-200 mg di ferro) da una a tre volte alla settimana. Per i tempi di somministrazione e il rapporto di diluizione cfr. la sezione «Modo di somministrazione».

Bambini e adolescenti

Sul trattamento di bambini e adolescenti nel contesto di studi sono disponibili pochi dati. Qualora il trattamento sia clinicamente necessario, si raccomanda di non superare la dose di 0,15 ml di FerMed (3 mg di ferro) per kg di peso corporeo e una frequenza massima di somministrazione di tre volte a settimana. Per i tempi di somministrazione e il rapporto di diluizione cfr. la sezione «Modo di somministrazione». Non ne è consigliato l'impiego nei bambini di età inferiore ai 3 anni.

Massima dose singola e settimanale tollerata

Adulti

Come infusione: massima dose giornaliera tollerata con non più di 1 somministrazione alla settimana:

·pazienti con peso corporeo superiore a 70 kg: 500 mg di ferro (25 ml FerMed) in almeno 3,5 ore

·pazienti con peso corporeo fino a 70 kg: 7 mg di ferro/kg di peso corporeo in almeno 3,5 ore

Come iniezione: massima dose giornaliera tollerata con non più di 3 somministrazioni alla settimana:

·10 ml di FerMed (200 mg di ferro) iniettati in almeno 10 minuti

I tempi di infusione indicati nella sezione «Modo di somministrazione» devono essere rigorosamente rispettati, anche se il paziente non riceve la massima dose singola tollerata.

Bambini e adolescenti

Per bambini e adolescenti cfr. la rubrica «Posologia abituale».

Modo di somministrazione

FerMed deve essere somministrato solo per via endovenosa. La somministrazione può avvenire tramite infusione goccia a goccia, iniezione lenta o mediante aggiunta diretta nella linea venosa del dializzatore.

Infusione endovenosa goccia a goccia

FerMed deve essere somministrato diluito in soluzione salina (NaCl) allo 0,9% (m/V) sterile. La diluizione deve essere preparata immediatamente prima dell'infusione e la soluzione deve essere somministrata come segue:

Dose di FerMed

(mg di ferro)

Dose di FerMed

(ml di FerMed)

Volume massimo di diluizione della soluzione sterile di NaCl allo 0,9% (m/V)

Durata minima dell'infusione

50 mg

2,5 ml

50 ml

8 minuti

100 mg

5 ml

100 ml

15 minuti

200 mg

10 ml

200 ml

30 minuti

300 mg

15 ml

300 ml

1,5 ore

400 mg

20 ml

400 ml

2,5 ore

500 mg

25 ml

500 ml

3,5 ore

 

Iniezione endovenosa

FerMed può essere somministrato come iniezione endovenosa lenta a una velocità di 1 ml di soluzione non diluita al minuto e in quantità non superiore a 10 ml (200 mg di ferro) per iniezione.

Iniezione nella linea venosa del dializzatore

Durante una seduta di emodialisi, FerMed può essere iniettato direttamente nella linea venosa del dializzatore, utilizzando le stesse condizioni dell'iniezione endovenosa.

Controindicazioni

L'impiego di FerMed è controindicato nei seguenti casi:

·ipersensibilità al principio attivo, a FerMed o a uno degli altri componenti elencati nella rubrica «Composizione»;

·grave ipersensibilità nota ad altri preparati di ferro parenterali;

·anemia non dovuta a carenza di ferro;

·se vi sono segni di sovraccarico di ferro o disturbi nell'utilizzazione del ferro;

·primo trimestre di gravidanza (cfr. la rubrica «Gravidanza, allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni di ipersensibilità

I preparati di ferro somministrati per via parenterale possono causare reazioni di ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche/anafilattoidi gravi e potenzialmente fatali. Sono state riportate reazioni di ipersensibilità anche in pazienti che avevano tollerato senza complicazioni precedenti dosi di preparati di ferro parenterali. Vi sono state segnalazioni di reazioni di ipersensibilità che si sono evolute in una sindrome di Kounis (spasmo coronarico acuto di natura allergica che può portare a infarto miocardico, cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).

Il rischio è aumentato nei pazienti con allergie note, incluse allergie ai medicamenti, nonché in quelli con asma grave, eczema o altre allergie atopiche all'anamnesi.

Anche nei pazienti con malattie immunologiche o infiammatorie (ad es. lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide) vi è un maggior rischio di reazioni di ipersensibilità dopo la somministrazione parenterale di preparati di complessi di ferro.

FerMed deve essere utilizzato solo se sono immediatamente disponibili professionisti formati nel riconoscimento e nel trattamento di reazioni anafilattiche e se la rianimazione cardiopolmonare è garantita dalla presenza della relativa attrezzatura. Tutti i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 30 minuti dopo ogni iniezione di FerMed, per rilevare eventuali effetti collaterali. Se durante il trattamento insorgono reazioni di ipersensibilità o segni di intolleranza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Devono essere disponibili strumenti per la rianimazione cardiopolmonare e il trattamento di reazioni anafilattiche/anafilattoidi acute, inclusa una soluzione iniettabile di adrenalina 1: 1000. Se necessario, si deve somministrare un trattamento supplementare con antistaminici e/o corticosteroidi.

In caso di ipersensibilità nota ad altri preparati di ferro parenterali, cfr. le rubriche «Controindicazioni» e «Interazioni».

Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica il ferro parenterale deve essere somministrato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio. L'impiego di ferro parenterale deve essere evitato nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica nei quali il sovraccarico di ferro è un fattore scatenante. Per evitare un sovraccarico di ferro si raccomanda un attento monitoraggio del bilancio del ferro.

Quando si somministra FerMed in pazienti con disturbi della funzionalità epatica, cirrosi epatica scompensata, epatite infettiva, sindrome di Rendu-Osler-Weber, nefropatie infettive in fase acuta, iperparatiroidismo non controllato, si raccomanda particolare prudenza.

Nei pazienti con livelli elevati di ferritina, il ferro parenterale può influenzare negativamente il decorso di un'infezione batterica o virale.

In presenza di un'infezione acuta o cronica, l'impiego di ferro parenterale richiede prudenza. Si raccomanda di interrompere l'uso di FerMed in caso di batteriemia. Nei pazienti con infezioni croniche si deve effettuare una valutazione del rapporto rischio-beneficio.

Se l'iniezione endovenosa è troppo rapida possono verificarsi episodi ipotensivi.

Si deve evitare uno stravaso paravenoso, in quanto la fuoriuscita di FerMed nel sito di iniezione può portare a dolore, infiammazione, necrosi tissutale e persistente colorazione marrone della pelle.

Questo medicamento contiene 0–5,175 mg di sodio per 5 ml, equivalenti allo 0,26% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

Come per tutti i preparati di ferro parenterali, si raccomanda di non somministrare FerMed in concomitanza con preparati di ferro orali, poiché l'assorbimento del ferro orale può esserne ridotto. La terapia orale va iniziata al più presto 5 giorni dopo l'ultima iniezione.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sperimentali sull'uso di ferro saccarosio in donne incinte nel primo trimestre di gravidanza. Un ampio numero di esperienze (tra 300 e 1000 esiti di gravidanza) sull'uso di FerMed in donne incinte nel secondo e terzo trimestre di gravidanza non ha evidenziato problemi di sicurezza per la madre o per il neonato.

Gli studi sperimentali sugli animali non hanno evidenziato segni di effetti nocivi diretti o indiretti sulla salute correlati a una tossicità per la riproduzione (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).

Non è noto se il ferro saccarosio attraversi la placenta. Tuttavia, il ferro legato alla transferrina può attraversare la barriera placentare.

Non sono disponibili studi riguardo all'influenza sul bilancio del ferro del neonato.

FerMed è controindicato nel primo trimestre di gravidanza (cfr. la rubrica «Controindicazioni») e deve essere usato nel secondo e terzo trimestre di gravidanza solo se il beneficio della terapia è considerato superiore al potenziale rischio per la madre e per il feto.

Al fine di evitare un possibile sovradosaggio, per il calcolo della quantità di ferro necessaria deve essere utilizzato il peso corporeo prima dell'inizio della gravidanza.

Dopo la somministrazione parenterale di ferro può manifestarsi bradicardia fetale. Questa è di solito transitoria e insorge come conseguenza di una reazione di ipersensibilità della madre. Durante la somministrazione endovenosa di preparati di ferro parenterali a donne in gravidanza, il feto deve essere attentamente monitorato.

Allattamento

Non è noto se il ferro saccarosio passi nel latte materno. Tuttavia, il ferro legato alla lattoferrina può passare nel latte materno.

Negli studi su ratti in allattamento, il ferro del complesso ferro saccarosio è stato rinvenuto in piccole quantità nel latte materno e nei cuccioli allattati. Un numero limitato di dati su donne in allattamento (n =10) mostra che dopo la somministrazione endovenosa del complesso ferro saccarosio il contenuto di ferro del latte materno non è aumentato.

La soluzione iniettabile di FerMed 20 mg/ml può essere utilizzata durante l'allattamento, se si ritiene che sia necessaria sulla base della valutazione clinica del rapporto rischio-beneficio.

Fertilità

Nei ratti non sono stati osservati effetti del trattamento con il complesso ferro saccarosio sulla fertilità, sull'accoppiamento e sullo sviluppo embrionale precoce.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. È improbabile che FerMed abbia effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Tuttavia, nel caso in cui dopo la somministrazione di FerMed insorgano sintomi quali capogiro, confusione o stordimento, il paziente non deve guidare veicoli né utilizzare macchine fino alla risoluzione dei sintomi.

Effetti indesiderati

Definizione di frequenza: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000).

Descrizione di specifici effetti indesiderati

L'effetto collaterale riportato più frequentemente negli studi clinici è stato l'alterazione del gusto (disgeusia), con una frequenza di 4,5 eventi per 100 partecipanti allo studio. I più importanti effetti indesiderati gravi del medicamento negli studi clinici sono state le reazioni di ipersensibilità, che si sono verificate con una frequenza di 0,25 eventi per 100 partecipanti allo studio. Le reazioni di ipersensibilità di tipo immediato (reazioni anafilattiche/anafilattoidi) sono state rare. In generale, le reazioni anafilattiche/anafilattoidi sono effetti collaterali molto seri, che possono essere fatali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). I sintomi comprendono, tra gli altri, collasso circolatorio, calo della pressione arteriosa, tachicardia, sintomi respiratori (broncospasmo, angioedema della laringe e della faringe ecc.), sintomi addominali (dolore addominale, vomito ecc.) e sintomi cutanei (orticaria, eritema, prurito ecc.).

I seguenti effetti indesiderati del medicamento sono stati segnalati dopo l'uso di ferro saccarosio in 4064 partecipanti agli studi clinici o dopo l'introduzione sul mercato.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità.

Raro: reazioni anafilattoidi.

Patologie del sistema nervoso

Comune: disgeusia.

Non comune: cefalea, capogiro, bruciore, parestesia, ipoestesia.

Raro: sincope, sonnolenza.

Patologie cardiache

Raro: palpitazioni.

Patologie vascolari

Comune: ipotensione, ipertensione.

Non comune: arrossamento cutaneo, flebite.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Patologie renali e urinarie

Raro: cromaturia.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea.

Non comune: vomito, dolore addominale, diarrea, costipazione.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: prurito, rash.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: spasmi muscolari, mialgia, artralgia, dolore alle estremità, dolore dorsale.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: reazioni nel sito di iniezione/infusione. Gli effetti indesiderati riportati più frequentemente sono: dolore, stravaso, irritazione, alterazione del colore, ematoma, prurito nel sito di iniezione/infusione.

Non comune: brividi, astenia, stanchezza, edema periferico, dolore.

Raro: dolore toracico, iperidrosi, piressia.

Esami diagnostici

Non comune: aumento dell'alanina aminotransferasi, aumento dell'aspartato aminotransferasi, aumento della gamma glutamiltransferasi, aumento della ferritina sierica.

Raro: aumento dei livelli ematici di lattato deidrogenasi.

I seguenti effetti collaterali provengono da segnalazioni spontanee dopo l'introduzione sul mercato:

Non nota: angioedema, offuscamento della coscienza, stato di confusione, perdita di coscienza, ansia, tremore, bradicardia, tachicardia, sindrome di Kounis, collasso circolatorio, tromboflebite, broncospasmo, orticaria, sudore freddo, malessere, pallore, sintomi simil-influenzali che possono insorgere entro poche ore o alcuni giorni.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Il sovradosaggio può causare un sovraccarico di ferro, che può manifestarsi come emosiderosi. Il sovradosaggio deve essere trattato con un chelante del ferro o con un altro metodo standard a discrezione del medico curante.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

B03AC

Meccanismo d'azione

Dopo la somministrazione endovenosa, il nucleo polinucleare del complesso viene assorbito prevalentemente dal sistema reticoloendoteliale del fegato, della milza e del midollo osseo. In una seconda fase, il ferro viene utilizzato per la produzione di Hb, mioglobina e altri enzimi contenenti ferro o immagazzinato principalmente sotto forma di ferritina nel fegato.

Farmacodinamica

Il complesso idrossido di ferro (III) saccarosio, il componente attivo di FerMed, è costituito da un nucleo polinucleare di idrossido di ferro (III) circondato da un gran numero di molecole di saccarosio non legate covalentemente. Questo complesso ha un peso molecolare medio ponderale (Mw) di circa 43 kDa. Il nucleo di ferro polinucleare ha una struttura simile a quella del nucleo della proteina fisiologica di stoccaggio del ferro, la ferritina. Il complesso è strutturato in modo tale da rilasciare in maniera controllata ferro utilizzabile per le proteine di trasporto e di stoccaggio del corpo (transferrina e ferritina).

Efficacia clinica

Malattia renale cronica

LU98001 è stato uno studio a braccio singolo per valutare l'efficacia e la sicurezza di 100 mg di ferro sotto forma di ferro saccarosio, somministrati per 3–4 settimane in un massimo di 10 sedute a pazienti in emodialisi con anemia da carenza di ferro (Hb > 8,0 e < 11,0 g/dl, TSAT < 20% e ferritina sierica ≤300 μg/l) trattati con rHuEPO. In 60/77 pazienti è stato raggiunto un valore di Hb ≥11,0 g/dl. L'aumento medio della ferritina sierica e della TSAT dall'inizio alla fine del trattamento (giorno 24) e alle visite di follow-up dopo 2 e 5 settimane è stato significativo.

Nello studio randomizzato 1VEN03027, il ferro saccarosio (1000 mg suddivisi in dosi singole in un periodo di 14 giorni) è stato confrontato con solfato di ferro somministrato per via orale (325 mg tre volte al giorno per un periodo di 56 giorni) in pazienti con malattia renale cronica che non richiedeva dialisi (Hb ≤11,0 g/dl, ferritina sierica ≤300 μg/l e TSAT ≤25%) con o senza rHuEPO. Una risposta clinica (definita come aumento dell'Hb di ≥1,0 g/dl e aumento della ferritina sierica di ≥160 μg/l) nei pazienti è stata osservata con maggiore frequenza con la somministrazione endovenosa di ferro saccarosio (31/79; 39,2%) che con la somministrazione orale di ferro (1/82; 1,2%); p < 0,0001.

Malattia infiammatoria intestinale

Uno studio controllato randomizzato ha confrontato il ferro saccarosio (dose singola endovenosa di 200 mg di ferro una volta alla settimana o ogni due settimane fino al raggiungimento della dose totale) con ferro orale (200 mg due volte al giorno per 20 settimane) in pazienti con malattia infiammatoria intestinale e anemia (Hb < 11,5 g/dl). Alla fine del trattamento, il 66% dei pazienti nel gruppo con somministrazione endovenosa di ferro saccarosio aveva avuto un aumento dell'Hb di ≥2,0 g/dl, contro il 47% nel gruppo con ferro somministrato per via orale (p = 0,07).

Dopo la nascita (post partum)

Uno studio controllato randomizzato su donne con anemia da carenza di ferro dopo il parto (Hb < 9,0 g/dl e ferritina sierica < 15 μg/l 24–48 ore dopo il parto) ha confrontato la somministrazione di 2 × 200 mg di ferro sotto forma di ferro saccarosio endovenoso nei giorni 2 e 4 (n = 22) con la somministrazione di 200 mg di ferro orale sotto forma di solfato di ferro due volte al giorno per un periodo di 6 settimane (n = 21). L'aumento medio dell'Hb dall'inizio del trattamento al giorno 5 è stato di 2,5 g/dl nel gruppo trattato con ferro saccarosio endovenoso e di 0,7 g/dl nel gruppo trattato con ferro orale (p < 0,01).

Gravidanza

In uno studio controllato randomizzato su donne nel terzo trimestre di gravidanza con anemia da carenza di ferro (Hb da 8,0 a 10,5 g/dl e ferritina sierica < 13 μg/l), le pazienti sono state randomizzate al trattamento con ferro saccarosio (la dose totale di ferro calcolata individualmente è stata somministrata nell'arco di 5 giorni) o con un complesso orale ferro polimaltosio (100 mg tre volte al giorno fino alla nascita). L'aumento dell'Hb è stato significativamente più elevato nel gruppo ferro saccarosio che nel gruppo trattato con ferro orale nel giorno 28 e alla nascita (p < 0,01) rispetto all'inizio del trattamento.

Pazienti con intolleranza nota al ferro destrano o al ferro gluconato

Tre studi hanno riportato gli effetti della somministrazione di ferro saccarosio in 168 pazienti in emodialisi con documentata intolleranza o ipersensibilità al ferro destrano ad alto/basso peso molecolare (n = 147), al ferro gluconato (n = 6) o a entrambe le sostanze (n = 15). I risultati hanno mostrato che, anche dopo la somministrazione ripetuta di ferro saccarosio a una dose di 100–200 mg senza somministrazione di una dose di prova, nessuno dei pazienti ha sviluppato una reazione di ipersensibilità o eventi indesiderati gravi dovuti all'uso di ferro saccarosio. Questi risultati confermano la sicurezza e la tollerabilità del ferro saccarosio anche in pazienti con precedente ipersensibilità o intolleranza documentata al ferro destrano e/o al ferro gluconato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Non sono disponibili dati.

Distribuzione

La ferrocinetica di un complesso idrossido di ferro (III) saccarosio radiomarcato con 52Fe e 59Fe è stata studiata in 6 pazienti con anemia e insufficienza renale cronica. Nelle prime 6–8 ore, il 52Fe è stato assorbito dal fegato, dalla milza e dal midollo osseo. La captazione della radioattività da parte della milza, ricca di macrofagi, è considerata indicativa di un assorbimento del ferro da parte del sistema reticoloendoteliale.

In soggetti sani, 10 minuti dopo l'iniezione endovenosa di una dose singola di 100 mg di ferro sotto forma di complesso idrossido di ferro (III) saccarosio, è stata misurata nel siero una concentrazione massima media di ferro totale di 538 μmol/l. Il volume di distribuzione del compartimento centrale corrisponde approssimativamente al volume plasmatico (circa 3 litri).

Metabolismo

Dopo l'iniezione, il saccarosio viene in gran parte rimosso e il nucleo di ferro polinucleare viene assorbito prevalentemente dal sistema reticoloendoteliale del fegato, della milza e del midollo osseo. Quattro settimane dopo il trattamento, l'utilizzazione del ferro da parte dei globuli rossi era compresa tra il 59 e il 97%.

Eliminazione

Il complesso idrossido di ferro (III) saccarosio ha un peso molecolare medio ponderale (Mw) di circa 43 kDa ed è quindi sufficientemente grande da impedire l'eliminazione renale. Nelle prime 4 ore dopo l'iniezione di una dose di ferro saccarosio di 100 mg, l'eliminazione renale del ferro è stata inferiore al 5% della dose. Dopo 24 ore, la concentrazione di ferro totale nel siero era scesa nuovamente ai livelli pretrattamento e l'eliminazione renale di saccarosio era pari a circa il 75% della dose somministrata.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità e tossicità per la riproduzione e lo sviluppo non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.

In studi di tossicità embriofetale in cui gli animali sono stati sovraccaricati con ferro, il ferro saccarosio, a dosi che hanno portato a tossicità materna, è stato associato ad anomalie scheletriche minori nei feti di ratto.

Altre indicazioni

Incompatibilità

FerMed deve essere miscelato solo con una soluzione sterile di NaCl allo 0,9% (m/V). Non è consentita l'aggiunta di altri medicamenti.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Dopo la diluizione in soluzione sterile di NaCl allo 0,9% (m/V)

La stabilità chimico-fisica della soluzione per infusione diluita è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 22 +/- 2 °C. Per ragioni microbiologiche, la soluzione per infusione diluita deve essere utilizzata immediatamente dopo la preparazione. Qualora la soluzione per infusione non venga utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione della diluizione pronta all'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2–8 °C, a meno che la preparazione e la diluizione non siano avvenute in condizioni asettiche controllate e validate.

Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperature superiori a 25 °C.

Non congelare.

Conservare nella confezione originale.

Per le condizioni di conservazione del medicamento diluito cfr. la sezione «Stabilità».

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Prima dell'uso, le fiale devono essere ispezionate visivamente per escludere la presenza di sedimenti e danni. Devono essere utilizzate solo le soluzioni omogenee senza sedimenti.

FerMed non deve essere miscelato con altri medicamenti, eccetto che con una soluzione sterile di NaCl allo 0,9% (w/v) per la diluizione. Per indicazioni sulla diluizione del preparato prima dell'uso cfr. la rubrica «Posologia/impiego».

La soluzione diluita deve essere limpida e di colore marrone.

Le fiale di FerMed sono esclusivamente monouso.

Il medicamento non utilizzato e i materiali di scarto devono essere smaltiti secondo le prescrizioni nazionali.

Numero dell'omologazione

68'220 (Swissmedic)

Confezioni

Confezione contenente 5 fiale di vetro incolore da 5 ml [B]

Titolare dell’omologazione

Salmon Pharma GmbH, Basilea

Stato dell'informazione

Medicamento di riferimento estero: dicembre 2019

Con integrazioni rilevanti ai fini della sicurezza di Swissmedic: marzo 2021