Maltofer® Fol

Vifor (International) Inc.

Composizione

Principi attivi

Maltofer Fol contiene ferro sotto forma di complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio e acido folico.

Sostanze ausiliarie

Le compresse masticabili Maltofer Fol contengono talco, macrogol 6000, amido idrolizzato anidro, cellulosa microcristallina, aroma di cioccolato, sodio ciclamato, vanillina, cacao in polvere. Contiene 10 mg di sodio per compressa masticabile.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa masticabile Maltofer Fol contiene 100 mg di ferro e 0,35 mg di acido folico.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Terapia e prevenzione della carenza di ferro senza anemia e della carenza di ferro con anemia in presenza di fabbisogno elevato di acido folico durante gravidanza e allattamento. La carenza di ferro e la sua entità devono essere confermate mediante adeguate analisi di laboratorio.

Posologia/Impiego

Terapia della carenza di ferro con anemia in presenza di fabbisogno elevato di acido folico:

2-3 compresse al giorno.

Dopo la normalizzazione dei valori dell'emoglobina: 1 compressa da masticare al giorno almeno fino al termine della gravidanza, per ripristinare le scorte di ferro.

Terapia e profilassi della carenza di ferro senza anemia in presenza di fabbisogno elevato di acido folico:

1 compressa masticabile al giorno.

La dose giornaliera può essere suddivisa in più dosi oppure somministrata in un'unica volta.

Le compresse masticabili Maltofer Fol devono essere assunte durante o subito dopo i pasti e possono essere masticate o deglutite intere.

Le compresse masticabili sono dotate su un lato di una linea di frattura. Questa serve a spezzare le compresse per facilitarne la masticazione, ma non a dividerle in due dosi uguali.

Bambini e adolescenti

Non sono disponibili dati sull'impiego delle compresse masticabili Maltofer Fol in bambini e adolescenti di età di 12 anni o inferiore, pertanto se ne sconsiglia la somministrazione.

Controindicazioni

·Nota ipersensibilità o intolleranza ai principi attivi o ad una qualsiasi delle degli eccipienti

·Eccessiva presenza di ferro nell'organismo (ad es. emocromatosi, emosiderosi)

·Disturbi nell'utilizzazione del ferro (anemia causata da avvelenamento da piombo, anemia sideropenica, talassemia)

·Tutte le anemie non correlatea carenza di ferro (ad es. anemia emolitica o anemia megaloblastica causata dalla carenza di vitamina B12).

Avvertenze e misure precauzionali

Le anemie devono essere trattate sempre sotto controllo medico.

In caso di assenza di risposta terapeutica (nessun aumento dell'emoglobina di circa 2-3 g/dl dopo 3 settimane), è necessario riconsiderare il trattamento.

Maltofer Fol contiene acido folico e può pertanto mascherare una carenza di vitamina B12. A causa del rischio di danni neurologici irreversibili, prima dell'inizio della terapia in pazienti anemici occorre escludere un'eventuale carenza di vitamina B12. Vedere «Controindicazioni».

Durante il trattamento con Maltofer Fol è possibile che si verifichi la comparsa di feci scure, ma ciò non ha una rilevanza clinica.

Si raccomanda cautela nelle pazienti che ricevono frequenti trasfusioni di sangue, poiché insieme agli eritrociti viene assunto anche del ferro, il che può portare ad un sovraccarico di ferro.

Infezioni oppure tumori possono provocare un'anemia. Poiché il ferro per via orale può essere somministrato solo dopo il trattamento della patologia primaria, è raccomandata un'analisi dei rischi e dei benefici.

Questo medicamento contiene 10 mg di sodio per compressa, equivalente allo 0,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

Interazioni del complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio (IPC) con tetraciclina o idrossido di alluminio sono state esaminate in tre studi sull'uomo (schema crossover, 22 pazienti per studio). Non è stata accertata nessuna riduzione significativa dell'assorbimento di tetraciclina. Le concentrazioni plasmatiche di tetraciclina non sono diminuite al di sotto della concentrazione minima inibente, necessaria per una batteriostasi. L'assorbimento di ferro dall'IPC non è stato ridotto dall'idrossido di alluminio e dalla tetraciclina. Pertanto, l'IPC può essere anche co-somministrato con tetraciclina o altri composti fenolici come l'idrossido di alluminio.

Studi condotti su ratti con tetraciclina, idrossido di alluminio, acetilsalicilato, sulfasalazina, carbonato di calcio, acetato di calcio, fosfato di calcio in combinazione con vitamina D3, bromazepam, aspartato di magnesio, D-penicillamina, metildopa, paracetamolo e auranofin non hanno mostrano nessuna interazione con il complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio.

Analogamente, in studi in-vitro non sono state accertate interazioni del complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio con componenti alimentari, quali acido fitico, acido ossalico, tannino, alginato di sodio, colina e sali di colina, vitamina A, vitamina D3 e vitamina E, olio di soia e farina di soia. Tali risultati indicano che il complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio può essere somministrato durante o subito dopo i pasti.

Il test Haemoccult® (selettivo per l'emoglobina) per l'individuazione del sangue occulto non viene pregiudicato, pertanto la terapia non deve essere interrotta.

La somministrazione concomitante di preparati di ferro ad uso parenterale e Maltofer Fol non è indicata, in quanto l'assorbimento della preparazione ad uso orale risulterebbe ridotto.

L'acido folico potrebbe aumentare il metabolismo della fenitoina, e ció potrebbe ridurne le concentrazioni plasmatiche, in particolare in pazienti con una carenza di acido folico. In alcuni pazienti potrebbe verificarsi un aumento della frequenza degli attacchi epilettici. I pazienti che assumono fenitoina o altri farmaci antiepilettici/anticonvulsivi dovrebbero consultare il medico prima dell'assunzione di un supplemento di acido folico.

Secondo alcune segnalazioni, la somministrazione concomitante di cloramfenicolo e acido folico in pazienti con carenza di acido folico può contrastare la risposta ematopoietica all'acido folico. Sebbene la rilevanza di tale interazione e il suo meccanismo siano poco chiari, la risposta ematopoietica all'acido folico, in pazienti che assumono entrambi i medicamenti, deve essere attentamente monitorata.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Dai dati clinici rilevati presso gestanti esposte non sono emersi effetti indesiderati sulla gravidanza o sulla salute del feto o del neonato (vedere «Proprietà/effetti»). Non sono disponibili risultati da studi epidemiologici. Gli studi sperimentali sugli animali non hanno mostrato nessuna tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»). Si raccomanda cautela nell'utilizzazione durante la gravidanza. In misura precauzionale, Maltofer Fol deve essere assunto solo dopo aver consultato il medico.

Allattamento

Non è noto se il complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio sia escreto nel latte materno. Il latte materno contiene naturalmente ferro legato alla lattoferrina. In misura precauzionale, durante l'allattamento Maltofer Fol deve essere assunto solo dopo aver consultato il medico.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. È però improbabile che Maltofer Fol abbia un effetto sulla capacità di guidare veicoli e sull'impiego di macchinari.

Effetti indesiderati

La frequenza degli effetti indesiderati di seguito descritti è suddivisa in: molto comune (≥1/10), comune (<1/10 a ≥1/100), non comune (<1/100 a ≥1/1'000) oppure raro (<1/1'000).

La sicurezza e la tollerabilità di Maltofer Fol sono state valutate in una meta-analisi di 24 pubblicazioni o in studi clinici con un totale di 1'473 pazienti esposti. I principali effetti indesiderati del medicamento riportati in questi studi si sono verificati in 4 classi sistemico-organiche (vedere di seguito).

Un noto effetto indesiderato del preparato di ferro per via orale è l'alterazione del colore delle feci, che però non è considerato clinicamente rilevante e spesso non viene segnalato. Ulteriori effetti collaterali comunemente osservati sono stati patologie gastrointestinali (nausea, stipsi, diarrea e dolore addominale).

Patologie gastrointestinali

Molto comune: alterazione del colore delle feci*.

Comune: diarrea, nausea, dolori addominali (tra cui: dolori addominali, dispepsia, dolore epigastrico, distensione addominale), stipsi.

Non comune: vomito (tra cui: vomito, rigurgito), pigmentazione dei denti, gastrite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: prurito, eruzione cutanea, (tra cui: eruzione cutanea, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea vescicolare**, orticaria**, eritema**).

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea.

Patologie muscolo-scheletriche, del tessuto connettivo e delle ossa

Raro: spasmi muscolari (tra cui: contrazioni muscolari involontarie, tremore), mialgia.

*Sebbene siano state segnalate con una frequenza minore, la colorazione delle feci é in generale un noto effetto associato al medicamento in una terapia di ferro per via orale. Pertanto, la colorazione delle feci è stata classificata tra gli effetti collaterali più comuni.

**I risultati provengono da segnalazioni spontanee dopo l'introduzione sul mercato, incidenza stimata <1/491 pazienti (limite superiore dell'intervallo di confidenza del 95%)

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio è improbabile che si verifichi un'intossicazione oppure un accumulo di ferro a causa della saturazione prevista dell'assorbimento di ferro e per la bassa tossicità del complesso di ferro(III) idrossi polimaltosio [in topi o in ratti il 50% della dose letale (LD50) è >2000 mg Fe/kg del peso corporeo] a causa della saturazione prevista dell'assorbimento di ferro. Non sono stati riportati casi mortali di avvelenamento accidentale.

Secondo alcune segnalazioni, un sovradosaggio di acido folico potrebbe causare variazioni al sistema nervoso centrale (in particolare disturbi nervosi, variazioni alle fasi del sonno, irritabilità e iperattività), nausea, tensioni addominali e flatulenza.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

B03AD04

Meccanismo d'azione

Nell'IPC il nucleo di idrossido di ferro(III) polinucleare è circondato superficialmente da un numero di molecole di polimaltosio legate non-covalentemente, il che comporta un peso molecolare medio di circa 50 kDa. Il nucleo di ferro polinucleare dell'IPC presenta una struttura simile alla ferritina, una proteina fisiologica con funzione di deposito di ferro. L'IPC è un complesso stabile e in condizioni fisiologiche non rilascia grandi quantità di ferro. Considerate le sue dimensioni, l'entità della diffusione dell'IPC che avviene attraverso la mucosa è 40 volte inferiore a quella della maggior parte dei sali di ferro(II) idrosolubili, i quali sono presenti in soluzione acquosa sotto forma di complesso esaquoferro(II). Il ferro presente nell'IPC viene assorbito nell'intestino mediante un meccanismo attivo.

L'acido folico (folato) appartiene al gruppo delle vitamine B. Si tratta di un precursore del tetraidrofolato, un coenzima coinvolto in diversi processi metabolici, tra cui la biosintesi delle purine e la timidilato sintasi degli acidi nucleici. L'acido folico è necessario per la sintesi delle nucleoproteine e per il mantenimento di un'eritropoiesi normale.

Farmacodinamica

Il ferro assorbito viene legato alla transferrina e impiegato per la sintesi dell'emoblogina nel midollo osseo oppure, soprattutto nel fegato, viene conservato come ferritina.

Efficacia clinica

Durante la gravidanza vi è un fabbisogno più elevato di ferro compreso tra 0,8 mg/giorno nel primo trimestre fino a più di 6 mg/giorno nel terzo trimestre. Inoltre, durante la gravidanza vi è un fabbisogno più elevato di acido folico. Livelli ridotti di acido folico possono comportare dei sintomi di carenza sia nella madre (anemia, neuropatia periferica) che nel feto (difetti congeniti del tubo neurale).

Sono stati condotti studi clinici su donne in gravidanza per esaminare l'efficacia e la sicurezza nel trattamento di una mancanza di ferro con o senza anemia e per prevenire una carenza di ferro e di acido folico utilizzando l'IPC in combinazione con acido folico (Maltofer Fol). In tali studi le variazioni dei parametri ematologici nel trattamento con compresse masticabili Maltofer Fol con una dose di 100 mg – 300 mg ferro/giorno in combinazione con 0,35 mg di acido folico/giorno, sono stati confrontate rispetto a preparati standard di solfato di ferro(II) con o senza acido folico. Uno studio ha esaminato l'efficacia dell'IPC con l'aggiunta di un supplemento di acido folico in confronto alla somministrazione di ferro per via endovenosa, mentre un altro studio ha esaminato l'efficienza e la tollerabilità di Maltofer Fol in confronto a una dieta ad alto contenuto di ferro. Complessivamente sono state incluse circa 700 donne in gravidanza con livelli di ferro normali e ridotti, di cui più di 400 pazienti hanno ricevuto Maltofer Fol.

Il trattamento con Maltofer Fol nelle donne in gravidanza ha mostrato miglioramenti dei parametri ematologici analoghi ai risultati del trattamento con Maltofer in pazienti non in gravidanza, con una buona tollerabilità in entrambi i casi. In studi clinici di confronto, dopo un trattamento con Maltofer Fol durato da 30 giorni e 2,5 mesi, è stato osservato un miglioramento dei valori dell'emoglobina rispetto all'inizio del trattamento in media da 0,72 a 2,2 g/dl (p<0,05). Inoltre, sono emersi miglioramenti della ferritina sierica (+5,74 mcg/l) e del contenuto di ferritina nei globuli rossi (in media +6,3 mcg/g e 5,74 mcg/g dopo un trattamento di 30-giorni e di 2,5 mesi rispetto al livello basale).

Uno studio aperto ha esaminato l'efficacia di Maltofer Fol (200 mg ferro/giorno per 10 giorni e 100 mg/giorno per 20 giorno) con l'aggiunta di vitamina B12 in donne in gravidanza con anemia da carenza di ferro. In questo studio è stato dimostrato un aumento significativo dei valori dell'emoglobina, dell'ematocrito, del numero degli eritrociti e dei valori dell'acido folico. (p<0,01).

Uno studio in aperto su 43 adolescenti con vari gradi di gravità dell'anemia da carenza di ferro di età compresa tra 14,5 e 17 anni ha esaminato l'efficacia di Maltofer Fol sui livelli di emoglobina. Nel gruppo con anemia lieve (n=19), l'anemia è stata corretta dopo un trattamento durato da 48 a 49 giorni. I livelli di emoglobina sono aumentati in questo gruppo da 104,3 ± 1,7 g/L a 134,1 ± 1,3 g/L. La correzione dell'anemia è stata raggiunta nei pazienti con anemia moderata (n=16; livelli di emoglobina al basale = 83,0 ± 0,4 g/L) dopo un trattamento durato da 75 a 76 giorni (livelli di emoglobina = 133,2 ± 1,1 g/L ) e nei pazienti con anemia grave (n=8; livelli di emoglobina al basale = 67,9 ± 0,9 g/L) dopo un trattamento durato da 82 a 83 giorni (livelli di emoglobina = 134,4 ± 0,9 g/L ).

Farmacocinetica

Assorbimento

Studi con l'IPC radiomarcato hanno mostrato una buona correlazione tra l'assorbimento di ferro e l'incorporazione di ferro nell'emoglobina. L'assorbimento relativo del ferro è correlato all'entità della carenza di ferro (ovvero maggiore è la carenza di ferro, maggiore è l'assorbimento di ferro). Contrariamente ai sali di ferro(II), non è emersa nessuna influenza negativa dell'assunzione di cibo sulla biodiponibilità del ferro di Maltofer: in uno studio clinico è stato dimostrato un aumento significativo della biodisponibilità del ferro durante l'assunzione di cibo, mentre altri tre studi hanno mostrato una tendenza positiva, senza però effetti clinicamente significativi.

All'incirca l'80% dell'acido folico viene assorbito nell'intestino tenue, con un massimo di assorbimento dopo 30-60 minuti.

Distribuzione

Nessun dato.

Metabolismo

Nessun dato.

Eliminazione

Il ferro non assorbito viene eliminato attraverso le feci. L'acido folico viene eliminato principalmente attraverso le urine.

Dati preclinici

In base agli studi convenzionali sulla tossicità delle singole dosi e con dosi ripetute, sulla genotossicità e sulla tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo, dati non-clinici sull'IPC non hanno indicato nessun rischio particolare per l'uomo.

Altre indicazioni

La LD50 per l'IPC, determinata in studi sperimentali sugli animali con topi e ratti, era superiore ad una dose somministrata per via orale equivalente a 2000 mg di ferro per kg di peso corporeo.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e nella confezione originale.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

46538 (Swissmedic)

Confezioni

Compresse masticabili: 30 e 100 (D)

Titolare dell’omologazione

Vifor (International) Inc.

9001 St. Gallen

Stato dell'informazione

Giugno 2022