Meronem® i.v.

Pfizer AG

Composizione

Principi attivi

Meropenemum (ut meropenemum trihydricum).

Sostanze ausiliarie

Natrii carbonas.

Ogni flaconcino da 500 mg contiene 104 mg di sodio carbonato, corrispondenti a 45.1 mg (1.96 mmol) di sodio.

Ogni flaconcino da 1 g contiene 208 mg di sodio carbonato, corrispondenti a 90.2 mg (3.92 mmol) di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere per soluzione iniettabile/per infusione per uso e.v.

1 flaconcino contiene 500 mg o 1 g di meropenem.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Meronem i.v. è indicato negli adulti e nei bambini per il trattamento di gravi infezioni causate da uno o più batteri sensibili al meropenem e come terapia empirica prima dell'identificazione del patogeno in caso di:

·infezioni delle vie aeree inferiori;

·infezioni delle vie urinarie, comprese le infezioni complesse;

·infezioni intraddominali;

·infezioni ginecologiche, comprese quelle post partum;

·infezioni della cute e dei tessuti molli;

·meningite nei bambini (esperienza negli adulti molto limitata);

·sepsi;

·trattamento empirico, compresa la monoterapia, per presunte infezioni batteriche in pazienti immunodepressi e neutropenici;

·Meronem i.v. è indicato per il trattamento di infezioni miste, causate da ceppi sensibili di batteri aerobi e anaerobi;

·monoterapia o terapia combinata delle esacerbazioni infettive acute (bronchite, polmonite) nei pazienti con fibrosi cistica.

Devono essere seguite le raccomandazioni ufficiali sull'uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni d'uso per prevenire l'aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/Impiego

Posologia abituale per gli adulti

Il dosaggio per gli adulti varia da 1.5 g fino a 6 g al giorno, suddivisi in 3 dosi. Di solito vengono somministrati 500 mg o 1 g di Meronem i.v. per via endovenosa ogni 8 ore, a seconda del tipo e della gravità dell'infezione, della sensibilità nota o presunta del patogeno e delle condizioni generali del paziente.

Eccezioni: negli episodi febbrili di pazienti neutropenici, la dose somministrata deve essere di 1 g di Meronem i.v. ogni 8 ore. In caso di meningite, la dose raccomandata è di 2 g di Meronem i.v. ogni 8 ore (esperienza negli adulti molto limitata; non costituisce il trattamento d'elezione in caso di meningite). In caso di fibrosi cistica, la dose raccomandata è di 2 g di Meronem i.v. ogni 8 ore per i pazienti <50 kg: 40 mg/kg di peso corporeo.

Nel trattamento delle infezioni causate da Pseudomonas aeruginosa, si raccomanda una dose di almeno 1 g ogni 8 ore negli adulti (la dose massima giornaliera è di 6 g, somministrati in 3 dosi) e una dose fino a 40 mg/kg di peso corporeo 3 volte al giorno nei bambini. Durante il trattamento di una tale infezione, devono essere effettuati test di sensibilità regolari (cfr. anche «Proprietà/effetti: sviluppo di resistenza»).

Meronem i.v. viene somministrato mediante iniezione endovenosa in bolo nell'arco di 5 minuti oppure mediante infusione e.v. breve nell'arco di 15-30 minuti (cfr. anche «Indicazioni per la manipolazione: preparazione della soluzione endovenosa»). È disponibile solo un numero limitato di dati sulla sicurezza che documentano la somministrazione di un'iniezione in bolo da 2 g.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

In presenza di una clearance della creatinina <51 ml/min, la riduzione della dose deve avvenire in base alla seguente tabella:

Clearance della creatinina (ml/min)

Dose (basata su una dose unitaria da 500 mg fino a 2 g ogni 8 ore)

Intervallo di tempo (ore)

26-50

1 unità

ogni 12 ore

10-25

0.5 unità

ogni 12 ore

<10

0.5 unità

ogni 24 ore

 

Meropenem viene eliminato tramite emodialisi ed emofiltrazione. Per una terapia efficace con un trattamento continuativo, la dose unitaria necessaria deve essere somministrata in base alla gravità e al tipo di infezione dopo il completamento della dialisi. Non sono disponibili dati relativi alla dialisi peritoneale.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non è necessaria alcuna riduzione della dose.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani con una clearance della creatinina >50 ml/min, non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Popolazione pediatrica

L'efficacia e la sicurezza nei bambini sotto i 3 mesi non sono state esaminate.

Negli infanti >3 mesi e nei bambini fino a 12 anni, il dosaggio e.v. è di 10-40 mg/kg di peso corporeo ogni 8 ore a seconda della gravità e del tipo di infezione, dei patogeni noti o presunti e delle condizioni generali del paziente. Nei bambini con peso corporeo >50 kg viene somministrata la dose degli adulti. Meronem i.v. viene somministrato mediante iniezione endovenosa in bolo nell'arco di 5 minuti oppure mediante infusione breve e.v. nell'arco di 15-30 minuti. È disponibile solo un numero limitato di dati sulla sicurezza che documenta la somministrazione di un'iniezione in bolo da 40 mg/kg di peso corporeo.

Eccezioni: negli episodi febbrili di bambini con neutropenia, la dose somministrata deve essere di 20 mg/kg ogni 8 ore. In caso di meningite, la dose raccomandata è di 40 mg/kg ogni 8 ore. In caso di fibrosi cistica, la dose raccomandata è di 40 mg/kg di Meronem i.v. ogni 8 ore (dose massima: 2 g ogni 8 h).

Non sono disponibili dati clinici per il dosaggio di Meronem i.v. nei bambini con insufficienza renale.

Controindicazioni

Meronem i.v. è controindicato nei pazienti che manifestano reazioni da ipersensibilità al medicamento.

Avvertenze e misure precauzionali

I pazienti con note reazioni da ipersensibilità ai carbapenemi, penicilline o altri antibiotici β-lattamici potrebbero avere reazioni eccessive anche verso meropenem. Come per tutti gli antibiotici β-lattamici, raramente sono state segnalate reazioni da ipersensibilità gravi e, talvolta, anche letali (cfr. «Effetti indesiderati»).

In pazienti trattati con antibiotici β-lattamici, tra cui meropenem, sono state riportate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) da medicamento, come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eritema multiforme e pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) (cfr. anche «Effetti indesiderati»). Se si manifestano tali reazioni, Meronem deve essere immediatamente interrotto e deve essere presa in considerazione una terapia alternativa.

Le reazioni da ipersensibilità possono anche portare alla sindrome di Kounis, una grave reazione allergica che può evolvere in infarto miocardico. I primi sintomi di tali reazioni possono includere dolori toracici che si manifestano in associazione a una reazione allergica agli antibiotici β-lattamici.

Durante l'uso di meropenem è stata riportata rabdomiolisi. Se si osservano segni o sintomi di rabdomiolisi, il trattamento con meropenem deve essere interrotto e deve essere istituita una terapia appropriata.

Durante il trattamento con Meronem, la funzionalità epatica deve essere attentamente monitorata. All'uso di meropenem è stato assocciato un danno epatico da farmaci (DILI) (cfr. «Effetti indesiderati»). In caso di DILI severo, deve essere valutata l'interruzione del trattamento, se clinicamente appropriato, e il trattamento deve essere riavviato solo se ritenuto necessario per il trattamento.

Come per tutti gli antibiotici, è possibile che si verifichi una crescita eccessiva di germi non sensibili; pertanto, ogni paziente deve essere regolarmente monitorato. Se dovesse manifestarsi diarrea durante la terapia, alla diagnosi occorrerà valutare l'ipotesi di una colite pseudomembranosa indotta da antibiotici.

Per informazioni relative al potenziale convulsivo cfr. «Effetti indesiderati».

L'efficacia e la sicurezza nei bambini sotto i 3 mesi non sono state esaminate.

L'uso concomitante di acido valproico/sodio valproato e Meronem i.v. non è raccomandato. È possibile che Meronem i.v. abbassi i livelli sierici di acido valproico e, in determinati pazienti, potrebbero essere raggiunti livelli sierici subterapeutici (cfr. «Interazioni»).

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Meronem i.v. contiene sodio.

Meronem i.v. 500 mg: questo medicamento contiene 45.1 mg di sodio per flaconcino da 500 mg, equivalente al 2.25% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Meronem i.v. 1 g: questo medicamento contiene 90.2 mg di sodio per flaconcino da 1 g, equivalente al 4.5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

La dose massima giornaliera di questo medicamento equivale al 27.1% dell'assunzione massima giornaliera di sodio raccomandata dall'OMS. Meronem è considerato ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Interazioni

Probenecid, come meropenem, è soggetto a secrezione tubulare attiva. Ciò determina l'inibizione dell'escrezione renale di meropenem e, di conseguenza, l'aumento dell'emivita plasmatica e della concentrazione plasmatica. Poiché l'efficacia e la durata dell'effetto di meropenem da solo è adeguata, la somministrazione concomitante di probenecid non è raccomandata.

L'effetto di meropenem sul legame proteico di altri medicamenti o metaboliti non è stato studiato. Tuttavia, dato il basso legame proteico di meropenem (2%), non si prevedono interazioni con altre sostanze.

Quando l'acido valproico è stato somministrato in concomitanza con antibiotici carbapenemi, è stato possibile osservare un abbassamento del 60-100% dei livelli sierici dell'acido valproico nell'arco di circa 2 giorni. A causa di questo rapido e forte abbassamento pressoché incontrollabile, la somministrazione di Meronem i.v. nei pazienti con livelli di acido valproico stabili non è raccomandata e deve essere evitata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Meropenem è stato somministrato in concomitanza con diversi medicamenti; le interazioni non sono state studiate in modo sistematico, fatta eccezione per probenecid.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Studi sulla riproduzione negli animali non hanno evidenziato rischi per il feto, ma non sono stati effettuati studi controllati sulle donne in gravidanza.

Allattamento

Vi sono state segnalazioni relative al passaggio di meropenem nel latte materno. Durante la gravidanza e l'allattamento, meropenem deve essere somministrato solo se inequivocabilmente necessario.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Se si guida un veicolo o si impiegano macchine occorre però ricordare che sono stati segnalati casi di cefalea, parestesia e convulsioni associati all'uso di Meronem i.v.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati elencati di seguito provengono da studi clinici condotti su Meronem i.v. e da segnalazioni post-marketing. Gli effetti indesiderati contrassegnati con un asterisco (*) sono stati identificati durante la sorveglianza post-marketing.

Le categorie di frequenza sono definite come segue:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000) e «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Non comune: candidiasi orale o vaginale.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: trombocitemia.

Non comune: trombocitopenia, neutropenia, leucopenia, eosinofilia.

Raro: agranulocitosi*.

Molto raro: anemia emolitica*.

È possibile che il test di Coombs diretto o indiretto fornisca un risultato positivo (cfr. anche «Altre indicazioni, influenza sui metodi diagnostici»).

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: segni di anafilassi*, angioedema*.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: ipokaliemia*.

Disturbi psichiatrici

Raro: delirium*.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Non comune: parestesia.

Negli studi clinici sono state osservate crisi convulsive nello 0.5% dei pazienti (20 casi su 3'911); 2 casi sono stati classificati come crisi convulsive probabilmente indotte da medicamento (0.05%). Non è stato possibile dimostrare una relazione causale con meropenem.

Patologie gastrointestinali

Comune: diarrea, vomito, nausea.

Molto raro: colite pseudomembranosa*.

Patologie epatobiliari

Molto comune: aumento dell'alanina aminotransferasi e aspartato aminotransferasi nei pazienti con fibrosi cistica (13.0%) e nei pazienti con meningite (12.5%).

Comune: aumento dell'alanina aminotransferasi e aspartato aminotransferasi, aumento della fosfatasi alcalina ematica, aumento della latticodeidrogenasi ematica, aumento della γ-glutamiltransferasi (cfr. anche «Altre indicazioni, influenza sui metodi diagnostici»).

Non comune: danno epatico da farmaci (DILI)* (DILI comprende epatite e insufficienza epatica), aumento della bilirubina.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: arrossamenti, prurito.

Non comune: orticaria.

Non nota: reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) da medicamento, come necrolisi tossica epidermica*, sindrome di Stevens-Johnson*, eritema multiforme*, esantema da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)*, pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG)* (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota: rabdomiolisi*.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: infiammazioni, dolore.

Non comune: tromboflebite.

È possibile che si verifichi un'induzione delle β-lattamasi (cfr. anche «Proprietà/effetti: sinergie/antagonismo»).

Come per tutti gli antibiotici, è possibile che durante un trattamento a lungo termine si verifichi un'eccessiva proliferazione di germi e funghi non sensibili. Quando insorge una tale superinfezione, occorre istituire immediatamente un'adeguata terapia.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sebbene il sovradosaggio intenzionale di Meronem i.v. sia improbabile, è possibile che nel corso di una terapia si verifichi un sovradosaggio, specialmente nei pazienti con danni renali. Le limitate esperienze successive all'introduzione sul mercato del medicamento indicano che gli effetti indesiderati comparsi a seguito di un sovradosaggio sono in linea con gli effetti indesiderati precedentemente descritti (cfr. la rubrica«Effetti indesiderati»). Quando tali sintomi insorgono, normalmente è possibile risolverli mediante interruzione o riduzione della dose. Occorre valutare l'opportunità di avviare un trattamento sintomatico. Nei soggetti sani, l'escrezione renale di solito avviene rapidamente.

Meronem i.v. e i suoi metaboliti possono essere eliminati mediante emodialisi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J01DH02

Meccanismo d'azione

Meropenem è un antibiotico carbapenemico per uso parenterale; è stabile alla deidropeptidasi-I umana (DHP-I).

Meropenem inibisce la sintesi della parete cellulare batterica. La facilità di penetrazione nelle cellule batteriche, la stabilità alla maggior parte delle serino β-lattamasi e l'alta affinità per le proteine leganti la penicillina (PBP) danno origine a un potente effetto battericida verso un ampio spettro di microrganismi patogeni aerobi e anaerobi Gram-positivi e Gram-negativi. Le concentrazioni battericide del principio attivo (MBC) di solito non si collocano più in alto di 1 livello MIC rispetto alle concentrazioni inibenti minime.

In base all'esperienza clinica e alle linee guida terapeutiche, lo spettro antibatterico di meropenem comprende le seguenti specie:

Sensibilità

Specie generalmente sensibili:

 

Aerobi Gram-positivi

·Enterococcus faecalis (va tenuto presente che E. faecalis può mostrare una naturale sensibilità intermedia)

·Staphylococcus aureus (solo i ceppi sensibili alla meticillina e gli stafilococchi resistenti alla meticillina, compreso l'MRSA, sono resistenti a meropenem)

·Specie di stafilococco, tra cui Staphylococcus epidermidis (solo i ceppi sensibili alla meticillina e gli stafilococchi resistenti alla meticillina, compreso l'MRSE, sono resistenti a meropenem)

·Streptococcus agalactiae (streptococchi di gruppo B)

·Gruppo dello Streptococcus milleri (S. anginosus, S. constellatus e S. intermedius)

·Streptococcus pneumoniae

·Streptococcus pyogenes (streptococchi di gruppo A)

 

Aerobi Gram-negativi

·Citrobacter freundii

·Citrobacter koseri

·Enterobacter aerogenes

·Enterobacter cloacae

·Escherichia coli

·Haemophilus influenzae

·Klebsiella oxytoca

·Klebsiella pneumoniae

·Morganella morganii

·Neisseria meningitidis

·Proteus mirabilis

·Proteus vulgaris

·Serratia marcescens

 

Anaerobi Gram-positivi

·Clostridium perfringens

·Peptoniphilus asaccharolyticus

·Specie di Peptostreptococcus (tra cui P. micros, P. anaerobius, P. magnus)

 

Anaerobi Gram-negativi

·Bacteroides caccae

·Bacteroides fragilis

·Prevotella bivia

·Prevotella disiens

 

Germi per i quali la resistenza acquisita potrebbe costituire un problema:

 

Aerobi Gram-positivi

·Enterococcus faecium (E. faecium può presentare una naturale sensibilità intermedia, anche in assenza di meccanismi di resistenza acquisiti. Si noti che in alcuni Paesi europei, è presente una resistenza in oltre il 50% degli isolati di E. faecium.)

 

Aerobi Gram-negativi

·Acinetobacter species

·Burkholderia cepacia

·Pseudomonas aeruginosa

 

Organismi con resistenza naturale:

·Stenotrophomonas maltophilia

·Specie di legionella

·Chlamydophila pneumoniae

·Chlamydophila psittaci

·Coxiella burnetii

·Mycoplasma pneumoniae

 

 

Criteri interpretativi per i test di suscettiblità (valori soglia)

I criteri interpretativi per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST) per meropenem e sono elencati al seguente indirizzo: www.eucast.org (rubrica Clinical Breakpoints).

Sinergie/antagonismo

L'associazione additiva o sinergica di meropenem a glicopeptidi, aminoglicosidi, ciprofloxacina, ceftriaxone, ampicillina, cloramfenicolo, clindamicina o metronidazolo in vitro è risultata indifferente. La somministrazione concomitante di un antibiotico instabile alle β-lattamasi non è raccomandata, in quanto la sua efficacia potrebbe essere ridotta da un'induzione delle β-lattamasi.

Effetto post-antibiotico (PAE)

Il PAE è differente per ogni associazione antibiotico/organismo e dipende dalla concentrazione del medicamento e dalla durata dell'esposizione. Per la misurazione del PAE in vitro vengono utilizzati diversi metodi, motivo per cui i risultati non sono sempre confrontabili. Ciononostante, sulla base dei dati disponibili è possibile concludere che meropenem esercita sulla maggior parte dei germi un effetto post-antibiotico della durata massima di 6 ore. In vivo è stato rilevato un PAE di meropenem contro lo P. aeruginosa nei topi immunodepressi.

Sviluppo di resistenza

Lo sviluppo di resistenza può essere causato da uno o più fattori: (1) una ridotta permeabilità della membrana esterna dei batteri Gram-negativi dovuta a una ridotta produzione di porine, (2) una ridotta affinità dei siti di legame (PBP), (3) un aumento dell'induzione delle pompe di efflusso e (4) una produzione di β-lattamasi che possono idrolizzare i carbapenemi.

In alcune regioni sono stati segnalati cluster localizzati di infezioni dovute a batteri resistenti ai carbapenemi.

La prevalenza delle resistenze acquisite può variare a seconda del luogo e nel corso del tempo. Pertanto, è necessario acquisire informazioni locali sulla situazione relativa alle resistenze, soprattutto per trattare in modo adeguato le infezioni gravi. Se la prevalenza locale delle resistenze mette in discussione l'utilità della sostanza almeno in alcuni tipi di infezione, è opportuno, ove necessario, rivolgersi a un esperto.

Farmacodinamica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nei soggetti sani, l'emivita media di meropenem è di circa 1 ora; il volume di distribuzione medio è di circa 0.25 l/kg. La clearance plasmatica media è di 239 ml/min con una dose di 500 mg e scende a 205 ml/min con una dose di 2 g. Dosi da 500, 1'000 e 2'000 mg somministrate per via endovenosa nell'arco di 30 minuti evidenziano concentrazioni plasmatiche di picco medie (Cmax) di circa 23, 49 e 115 μg/ml rispettivamente; i valori di AUC corrispondenti sono 39.3, 62.3 e 153 µg·h/ml. Dopo una dose da 500 o 1'000 mg somministrata per via endovenosa nell'arco di 5 minuti, sono stati raggiunti valori di Cmax pari a circa 52 e 112 µg/ml rispettivamente. Nei pazienti con funzionalità renale normale, la somministrazione di dosi ripetute a distanza di 8 ore ha determinato un accumulo di meropenem.

Uno studio con 12 pazienti affetti da infezione intraddominale trattati ogni 8 ore con 1'000 mg di meropenem dopo un intervento chirurgico ha evidenziato emivite e Cmax analoghe a quelle dei soggetti sani, ma un volume di distribuzione maggiore pari a 27 l.

Distribuzione

Il legame medio di meropenem alle proteine plasmatiche è di circa il 2% ed è indipendente dalla concentrazione. È stato dimostrato che meropenem penetra bene in diversi liquidi corporei e tessuti, ad es. in polmoni, secreto bronchiale, bile, liquor cerebrospinale, tessuti ginecologici, cute, fascia, muscoli ed essudato peritoneale.

Metabolismo

Meropenem viene metabolizzato mediante idrolisi dell'anello β-lattamico, pur generando un metabolita microbiologicamente inattivo. In vitro meropenem dimostra, rispetto a imipenem, una scarsa sensibilità all'idrolisi della deidropeptidasi-I umana (DHP-I). La somministrazione aggiuntiva di un inibitore della DHP non è necessaria.

Eliminazione

Meropenem viene escreto prevalentemente in forma immodificata per via renale; circa il 70% (50-75%) della dose viene eliminato in forma immodificata nell'arco di 12 ore. Un ulteriore 28% viene ritrovato come metabolita microbiologicamente inattivo. Solo il 2% circa della dose viene eliminato tramite le feci. La clearance renale misurata e l'effetto di probenecid dimostrano che meropenem è soggetto sia a filtrazione sia a secrezione tubulare.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza renale

In presenza di insufficienza renale, sono stati rilevati valori di AUC più alti ed emivita più lunga per meropenem. Rispetto ai soggetti sani (CLCr >80 ml/min), l'AUC è risultata aumentata di 2.4 volte nei pazienti con disturbi della funzionalità di grado moderato (CLCr 33-74 ml/min), di 5 volte in presenza di disturbi della funzionalità gravi (CLCr 4-23 ml/min) e di 10 volte nei pazienti dializzati (CLCr <2 ml/min). Anche l'AUC dei metaboliti microbiologicamente inattivi ad anello β-lattamico aperto è risultata considerevolmente aumentata nei pazienti con disturbi della funzionalità renale. Si raccomanda un aggiustamento della dose nei pazienti con disturbi della funzionalità renale di grado moderato e grave (cfr. «Posologia/impiego»).

Meropenem viene eliminato mediante emodialisi, sebbene la clearance durante emodialisi sia maggiore di circa 4 volte rispetto ai pazienti con anuria.

Insufficienza epatica

Uno studio condotto su pazienti con cirrosi alcolica non ha evidenziato alcun effetto della patologia epatica sulla farmacocinetica di meropenem dopo somministrazioni ripetute.

Pazienti adulti

Dagli studi di farmacocinetica condotti sui pazienti non sono emerse differenze significative rispetto alla farmacocinetica dei soggetti sani con funzionalità renale comparabile. Un modello di popolazione basato su dati provenienti da 79 pazienti con infezione intraddominale o polmonite ha dimostrato l'interdipendenza del volume centrale di distribuzione dal peso corporeo e della clearance dalla clearance della creatinina e dall'età.

Bambini

La farmacocinetica nei bambini piccoli e bambini con infezioni trattati con dosi da 10, 20 e 40 mg/kg ha evidenziato valori di Cmax analoghi a quelli registrati negli adulti dopo la somministrazione di dosi da 500, 1'000 e 2'000 mg. I confronti hanno continuato a evidenziare una farmacocinetica coerente tra le dosi e le emivite che sono risultate uguali a quelle degli adulti, fatta eccezione per i bambini più piccoli (<6 mesi t1/2 1.6 ore). La clearance media di meropenem è risultata pari a 5.8 ml/min/kg (6-12 anni), 6.2 ml/min/kg (2-5 anni), 5.3 ml/min/kg (6-23 mesi) e 4.3 ml/min/kg (2-5 mesi). Circa il 60% della dose viene escreto con le urine nell'arco di 12 ore sotto forma di meropenem immodificato, mentre un ulteriore 12% viene escreto sotto forma di suo metabolita. Le concentrazioni di meropenem nel liquor cerebrospinale dei bambini affetti da meningite sono pari a circa il 20% dei corrispondenti livelli plasmatici, sebbene vi sia una significativa variabilità interindividuale.

La farmacocinetica di meropenem nei neonati che necessitavano di un trattamento antinfettivo ha evidenziato, con un'emivita media di 2.9 ore, una clearance superiore nei neonati con età cronologica o gestazionale maggiore. La simulazione Monte Carlo, basata su un modello PK di popolazione, ha mostrato che uno schema posologico di 20 mg/kg ogni 8 ore ha determinato un T >MIC del 60% per P. aeruginosa nel 95% dei neonati prematuri e nel 91% dei bambini nati a termine.

Pazienti anziani

Gli studi di farmacocinetica condotti su soggetti sani anziani (65-80 anni) hanno evidenziato una riduzione della clearance plasmatica di meropenem correlata alla riduzione della clearance della creatinina dovuta all'età e una minore riduzione della clearance non renale. Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della posologia, tranne nei casi di disturbi della funzionalità renale di grado da moderato a grave (cfr. «Posologia/impiego»).

Dati preclinici

Nei 5 test di mutagenicità svolti su meropenem, non sono emerse evidenze di potenziale mutageno.

Negli studi sulla tossicità per la riproduzione su ratti e scimmie alle dosi massime possibili (fino a 750 mg/kg nei ratti e 360 mg/kg nelle scimmie), non è stato osservato alcun potenziale teratogeno (fino a una dose di 120 mg/kg di peso corporeo, nei ratti della prima generazione si è verificata una riduzione del peso corporeo).

Meropenem, somministrato per via endovenosa, è stato ben tollerato in studi sperimentali sugli animali. Non sono emerse evidenze di un aumento di sensibilità negli animali giovani rispetto agli animali adulti.

Negli studi di tossicità sugli animali, il metabolita di meropenem ha evidenziato un potenziale di tossicità analogamente basso.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Meronem i.v. può essere miscelato solo con le soluzioni indicate alla rubrica «Indicazioni per la manipolazione». Meronem i.v. non deve essere miscelato o aggiunto a soluzioni contenenti altri medicamenti.

Influenza sui metodi diagnostici

È possibile che il test di Coombs diretto o indiretto fornisca un risultato positivo. A volte è stato riscontrato un aumento delle transaminasi sieriche e/o della fosfatasi alcalina e/o della lattato deidrogenasi.

Altre interferenze non sono attualmente note.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità delle soluzioni ricostituite: cfr. «Indicazioni per la manipolazione: preparazione della soluzione endovenosa».

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

I flaconcini di Meronem i.v. per la ricostituzione non devono essere conservati a temperature superiori ai 30 °C e non devono essere congelate.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Preparazione della soluzione endovenosa

Iniezione in bolo: per l'iniezione in bolo vengono aggiunti 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili ogni 500 mg di meropenem; ciò corrisponde a una concentrazione finale di 50 mg/ml. La stabilità chimico-fisica delle soluzioni per iniezioni in bolo ricostituite è di 3 ore se conservate a una temperatura non superiore ai 25 °C e di 16 ore se conservate in frigorifero (2-8 °C).

Infusione endovenosa: per un'infusione e.v., Meronem i.v. viene sciolto in una soluzione per infusione di sodio cloruro allo 0.9% o di glucosio (destrosio) al 5% per ottenere una concentrazione finale di 1-20 mg/ml. La stabilità chimico-fisica della soluzione per infusione di sodio cloruro al 0.9% ricostituita è di 3 ore se conservata a una temperatura non superiore ai 25 °C e di 24 ore se conservata in frigorifero (2-8 °C). Le soluzioni preparate con glucosio (destrosio) al 5% devono essere utilizzate immediatamente.

Le soluzioni ricostituite non devono essere congelate.

Le soluzioni ricostituite sono limpide o di colore giallo pallido.

La soluzione iniettabile o per infusione ricostruita non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all'uso deve essere utilizzato immediatamente dopo la ricostituzione. Da utilizzare solo per un'unica somministrazione. La soluzione non utilizzata deve essere eliminata dopo l'uso. Qualora la soluzione non venga utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell'utilizzatore.

Numero dell'omologazione

53105 (Swissmedic).

Confezioni

Flaconcini da 500 mg: 10. [A]

Flaconcini da 1 g: 10. [A]

Titolare dell’omologazione

Pfizer AG, Zürich.

Stato dell'informazione

Febbraio 2026.

LLD V017